Quando abbiamo una controversia con la nostra impresa assicurativa, per una polizza vita, danni o rcauto spesso diventa inutile o costoso far valere i propri diritti senza dover ricorrere ai servizi di un avvocato e soprattutto anticipare le spese, cosa che fa venir meno la convenienza di un ricorso quando le cifre in ballo sono piuttosto modeste.
Un classico esempio è il sinistro stradale, magari per un danno da 2000 euro, tolte le franchigie l’assicurazione magari ve ne liquida solo 1000, ma mettere un avvocato significa anticipare una cifra pari o superiore al danno e attendere anni che la giustizia faccia il suo corso: in pratica non ne vale la pena, a meno che le cifre in ballo non siano davvero importanti.

Ma da gennaio c’è una novità: l’arbitro assicurativo (AAS), una figura terza, gestita dall’IVASS, che per legge si occupa delle dispute tra assicurato e assicuratore che da una parte fa da filtro alle richieste giudiziali e dall’altra permette agli assicurati di difendersi in maniera più rapida, economica e con tempi certi, previsti dalla nuova procedura.
In pratica in caso di controversia con un’impresa di assicurazione o un intermediario assicurativo, eccetto alcuni casi specifici in cui questa procedura non è disponibile (ad esempio in caso di alcune imprese estere che hanno dichiarato di utilizzare il sistema analogo del proprio paese, risarcimenti oltre determinati importi, sinistri per cui intervengono il CONSAP o il fondo vittime della strada o della caccia, le assicurazioni grandi rischi, etc.) si dovrà attingere a questo strumento dopo il reclamo fatto all’assicurazione e prima di un’eventuale causa, qualora non si ottenga comunque soddisfazione dalla procedura.

La cosa interessante sono i costi, solo 20 euro da pagare tramite pagoPA che verranno restituiti in caso di vittoria e senza la necessità di ricorrere ad un avvocato: l’unica cosa a cui fare attenzione é che la procedura si basa solo sulla documentazione inviata, quindi non potranno essere chiamati in causa testimoni o documentazione creata successivamente, oltre alle limitazioni di valore della controversia, quando si richiede un pagamento alla controparte.
Infatti l’arbitro non interviene su polizze vita oltre i 300.000 euro in caso di morte o 150.000 negli altri casi, polizze danni oltre i 25.000 euro e controversie oltre i 2.500 in caso di indennizzo diretto: ciò significa che in caso di sinistro stradale se la differenza tra il danno effettivo e quello liquidato è superiore a questa cifra (facile che succeda se l’assicurazione non vuole pagare il danno, meno se c’è soltanto disaccordo sulla cifra) l’arbitro non interviene e bisogna andare in causa, cosa comunque giustificata dalle cifre in ballo.

La procedura prevede che in primis l’assicurato faccia reclamo all’assicuratore, che deve rispondere entro 45 giorni, se non si trova un accordo o manca la risposta, l’assicurato apre la procedura presso l’arbitro fornendo , accedendo al sito tramite spid o cie, tutta la documentazione, il reclamo e la risposta allo stesso, copia dei documenti e del pagamento di 20 euro.
Entro 10 giorni la segreteria tecnica verifica l’ammissibilitá e la presenza della documentazione ed eventualmente chiede integrazioni, poi contatta l’assicuratore che entro 40 giorni deve fare una sua controdeduzione, al quale noi avremo 20 giorni per una nostra eventuale replica, e altri 20 giorni per una controreplica dell’assicurazione. Al termine di questo periodo il collegio esaminerá la pratica entro 90 giorni (prorogabili di altri 90 in caso di situazioni particolarmente complesse) e comunicherá l’esito del ricorso a cui l’impresa dovrà ottemperare entro 30 giorni e rimborsare il contributo versato: quindi a meno di complicanze dopo 6 mesi dall’inizio della procedura di arbitrato si ha un esito e in meno di 9 mesi dal sinistro si ha il rimborso: decisamente piú conveniente di una causa.

Ovviamente ci sono alcuni paletti che non permettono di usare lo strumento in tutte le situazioni, ma in caso di una controversia non particolarmente grave ci consente di far valere i nostri diritti anche quando non vale la pena mettere di mezzo un avvocato, e se poi non ci si riesce nulla vieta di intraprendere successivamente un’azione legale.
Voi conoscevate questo strumento? Pensate sia utile o sia dell’ulteriore complicata burocrazia?










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