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  • Vacanze: Ecco i gadget mettere in valigia

    Vacanze: Ecco i gadget mettere in valigia

    Estate vuol dire vacanze e questo significa ricordarsi di mettere in valigia degli accessori che possono farci comodo, magari per proteggerci dal sole, per riempire i tempi morti, per raggiungere i punti di interesse o per immortalare dei ricordi.

    A seconda della destinazione e del mezzo di trasporto che abbiamo scelto, anche la nostra dotazione di gadget cambierà di conseguenza, magari a corredo di eventuali attività sportive da fare a destinazione.

    man charging cellphone with powerbank

    Ci sono poi accessori universali che in vacanza non dovrebbero mai mancare come un powerbank che ci consente di ricaricare il telefono anche quando non abbiamo una presa di corrente a disposizione, dato che l’uso di app di navigazione, scarsa copertura telefonica, uso delle funzioni foto e video, e soprattutto il caldo estivo tendono a far scaricare la batteria, ben più di quanto siamo abituati in condizioni normali.

    E la batteria esterna è da affiancare al caricabatterie a muro, e ad uno per l’accendisigari della macchina, insieme a dei cavi di buona qualità che non si rompano all’improvviso in vacanza, costringendoci a soluzioni di fortuna.

    a black and silver car charger

    E visto che in vacanza il telefono è ormai indispensabile, anche solo per i biglietti aerei, per pagare o per aiutaci a spostarci, sia in auto che a piedi, ma anche per fare foto e video da condividere nei social coi nostri amici,  è bene proteggerlo da cadute e schizzi d’acqua con custodie apposite, e se viaggiamo all’estero affiancargli dei piani dati che ci consentano di avere accesso a internet: se restiamo in europa un certo quantitativo di dati ci verrà concesso in roaming dal nostro operatore, ma a secondo dell’uso che se ne fà sarà facile sforare il plafond e pagare delle tariffe veramente esose. 

    Per evitarlo , o quando si viaggia fuori dalla comunità europea, ci si può dotare di piani per l’estero o di una sim locale, o se il telefono la supporta di una e-sim dove poter comprare a prezzi certi e convenienti dei pacchetti di giga, per il tempo e per la nazione di cui abbiamo bisogno.

    black wall plugs

    Se andiamo all’estero ricordiamoci che a seconda del paese le spine elettriche , e talvolta anche la tensione di rete, possono essere differenti quindi bisognerà dotarsi di adattatori, magari di tipo universale: portarseli da casa significa reperirli a basso costo e non doversi affidare a soluzioni di fortuna che possono essere particolarmente costose o addirittura rimanere senza la possibilità di utilizzare i nostri apparecchi elettrici che abbiamo messo in valigia.

    E se pensiamo di rilassarci sotto l’ombrellone, in piscina, ma anche perdere tempo in albergo, una buona idea per passare il tempo è portarsi dietro un lettore di e-book, che pesa e ingombra meno di un libro cartaceo, magari  da affiancare ad una cuffia o ad una cassa bluetooth per goderci la nostra musica preferita.

    legs of woman lying down with ebook reader on sea shore

    E sotto l’ombrellone oltre a creme solari, maschera e pinne, asciugamani e riviste di enigmistica, potrebbe essere il caso di portarsi un ventilatore a batteria e magari un piccolo compressore ricaricabile per gonfiare materassini, sup e altri gonfiabili.

    Il compressore poi ci può anche essere d’aiuto in caso di emergenza in auto, magari insieme ad un booster che ci permette di ripartire in caso la batteria dell’auto si fosse scaricata, e magari ad una dash-cam per registrare eventuali danneggiamenti, incidenti e tentativi di truffe.

    a smartphone with displayed directions attached next to the steering wheel in a car

    E se viaggiamo in auto non dimentichiamoci un supporto per attaccare il telefono e il caricabatterie per il telefono da attaccare all’accendisigari, utili anche se prendiamo un’auto a noleggio per raggiungere le spiagge.

    Per immortalare i nostri ricordi oltre allo smartphone, possiamo portarci dietro se non una fotocamera o una videocamera tradizionale, almeno una action cam, ottima per immortalare le nostre attività sportive e magari un drone, senza trascurare l’uso di occhiali smart , che oltre a proteggerci dal sole possono servire per immortalare eventi inaspettati. 

    Poi a seconda delle attività previste, dalla località, dei mezzi di trasporto e della sistemazione potrebbe essere utile allungare questo piccolo elenco, ad ogni modo è bene pensare in anticipo e procurarsi questi gadget per tempo, senza il rischio di dimenticarseli a casa, doverli ricomprare a prezzi folli a destinazione o peggio rimanere senza.

    Voi ne avete altri da suggerire?

  • La tassa anti pirateria colpisce ancora: tassati anche cloud e ricondizionati

    La tassa anti pirateria colpisce ancora: tassati anche cloud e ricondizionati

    In Italia esiste una tassa anacronistica che nasce per tutelare i titolari dei diritti di contenuti audiovisivi dalla copia, ridistribuendo loro parte di questa tassa.

    Questa tassa nasce oltre 20 anni fà quando era normale piratare su musicasette, cd o videocassette il nostro album o film preferito, pertanto si era pensato di tassare i supporti vergini per creare una sorta di rimborso ai titolari dei diritti d’autore.

    Era una norma, seppur corretta nella finalità, iniqua in partenza perché nel supporto vergine non è detto che venisse registrata un’opera coperta da diritti d’autore, ma magari solo nostri dati privati o le foto o i filmati delle nostre vacanze.

    portrait shot of a woman

    Ed era ancora più ingiusta perchè è stata estesa a tutti quei dispositivi che possono, anche solo potenzialmente, registrare delle opere coperte dal diritto d’autore, quindi anche chiavette usb, schede di memoria, dischi rigidi e ssd per il computer, ma anche i dispositivi stessi dai videoregistratori, masterizzatori, ai lettori mp3 , dagli smartphone ai computer, anche se si tratta di dispositivi aziendali dove è poco verosimile che vengano stoccati file pirata.

    E dato che la tassa viene riscossa dai produttori, su alcuni dispositivi che astrattamente potrebbero registrare contenuti multimediali le case preferiscono disabilitare le funzioni per i prodotti destinati al nostro mercato, ad esempio smartwatch o decoder per il digitale terrestre, dove la funzionalità multimediale non è essenziale spesso si preferisce castrare il dispositivo per non pagare questa tassa.

    several transparent compact audio cassettes with visible tape and red inner reels placed randomly on a blue background selective focus technique

    Ma se può essere tollerabile pensare di pagare una tassa sui supporti CD, DVD o Bluray vergini, e in astratto anche i masterizzatori, anche se obiettivamente sono ormai superati sia dalla tecnologia che dallo streaming che ha sconfitto quel tipo di pirateria diffusa sino ai primi anni 2000, questa tassa colpisce dispositivi che difficilmente vengono usati per la pirateria. Infatti pagano la tassa anche le schedine SD per le macchine fotografiche, le chiavette usb che usiamo per spostare i dati nei computer, ma anche gli stessi dischi , interni o esterni, che usiamo per il backup dei nostri computer, così come i televisori, tablet e i computer stessi.

    A seconda del dispositivo, specie sui dischi e le memorie più grandi, pagando la tassa a seconda della capacità in gigabyte la spesa non è trascurabile e può arrivare a decine di euro che si sommano al prezzo del dispositivo, anche se non è destinato a contenere file multimediali.

    an external storage drive on wooden table

    E queste tariffe sono state recentemente riviste al rialzo, mantenendo la tassazione su dispositivi obsoleti ormai spariti dal mercato ma rivendendo gli scaglioni per colpire i dispositivi più capienti arrivati sul mercato, aumentando tra il 15 e il 40% le precedenti tariffe e estendendole a dispositivi di nuova concezione.

    E tra le novità c’è il pagamento della tassa anche sui dispositivi ricondizionati, quindi soggetti ad una doppia tassazione, sia quando sono stati venduti da nuovi che quando vengono rivenduti come usati, ma quella più pericolosa è la tassazione sul cloud.

    modern and vintage data storage solutions

    Infatti i servizi di cloud storage dovranno ogni mese pagare una tassa su ogni giga fornito ai propri utenti, anche se in forma gratuita e indipendentemente dall’utilizzo dello spazio, pagando di fatto una doppia tassa, dato che il compenso è già stato pagato all’acquisto del server e dei dischi.

    Inoltre nel cloud difficilmente vengono caricate opere piratate, anche perché questo violerebbe le norme dei gestori, dato che vengono perlopiù utilizzati per backup e conservazione di dati privati come file di lavoro, documenti o fotografie.

    La norma paradossalmente colpisce anche servizi come quelli di posta elettronica o di backup che superando il giga di spazio sono costretti a pagare una tassa, anche se offrissero il servizio in forma gratuita, con il rischio che decidano di bloccarlo nel nostro paese o costringerci a pagare un abbonamento.

    box server illuminated on blue

    E colpire il cloud significa azzoppare la digitalizzazione del paese e favorire i gestori cloud esteri che possono eludere la legge non dovendo sottostare alla nostra legislazione, ma soprattutto costringere i provider cloud italiani creare delle procedure costose ad hoc per il conteggio e la riscossione di questa tassa, nata ignorando le richieste delle associazioni di categoria.

    Ma quello che infastidisce di più è che la pirateria è solo una scusa per una tassa extra, visto che il fenomeno grazie allo streaming legale, è praticamente scomparso, tanto più che la tassa si paga principalmente su dispositivi, come pennette usb, schede di memoria e dischi che si usano principalmente per scopi leciti ben lontani dalla pirateria.

    stack of discs in close up shot

    Purtroppo se acquistiamo i nostri dispositivi in Italia siamo costretti a pagarla, e a seconda della capienza dei dispositivi non si tratta di qualche centesimo in più pagato su un cd vergine, ma a seconda dei casi di decine di euro.

    Voi eravate al corrente di questa novità? Utilizzate dispositivi soggetti alla tassazione?

  • Ryanair: carte di imbarco solo su App

    Ryanair: carte di imbarco solo su App

    Ryanair ha introdotto una novitá sulle procedure di check-in che potrebbe causare qualche problema a chi non è al corrente della cosa o poco avvezzo alla tecnologia.

    Infatti la compagnia irlandese ha recentemente smesso di accettare carte di imbarco stampate, costringendo gli utenti a fare il check-in online, dall’app o dal sito,  prima di recarsi in aeroporto e di avere installata l’app Ryanair sul proprio smartphone o tablet per accedere al gate.

    Questo significa, che se non abbiamo pagato l’extra per il posto assegnato, scegliendo il posto gratuito dovremo fare il check in online, da sito o a app, da 24 ore a 2 ore prima della partenza e avere con noi la app Ryanair per visualizzare il QR code che ci dará accesso al gate in aeroporto.

    people boarding an airplane

    Ovviamente per chi é poco tecnologico significa che se possiamo fare il check in gratuitamente da casa prima della partenza, magari usufruendo dell’aiuto di un parente o un amico piú abituato alla tecnologia,  probabilmente dovremo fare il nostro check in per il ritorno in autonomia tramite la app nella localitá di  destinazione.

    C’è da sapere che se acquistiamo il posto a sedere a pagamento si ha la possibilitá di fare il check in anche 60 giorni prima della partenza, togliendoci il problema di dover fare il checkin online fuori casa, magari in un paese estero dove non abbiamo connessione, ma comunque dovremo avere con noi il telefono.

    Ovviamente se non abbiamo uno smartphone, o se abbiamo smarrito il telefono dove abbiamo la app con il nostro check in o banalmente si é scaricato, se abbiamo dimenticato o non aver potuto fare il nostro check in il giorno prima della partenza in quel caso dovremmo rivolgerci al banco dei check in in aeroporto per risolvere la situazione, ma a seconda dei casi potremmo dover pagare un supplemento che puó arrivare a 55 euro. 

    Se peró abbiamo effettuato il check in online per tempo, o stiamo partendo dal Marocco dove le carte di imbarco digitali non sono accettate, il banco checkin potrá stamparci gratuitamente la carta di imbarco, altrimenti dovremmo pagare il supplemento in aeroporto, ad ogni modo non vi lasceranno a terra.

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    Ma perché questi cambiamenti? Nonostante ve li vendano come un sistema per risparmiare tempo e denaro o per salvaguardare l’ambiente, sono come per la verifica di identità richiesta quando si acquista il biglietto fuori dal sito ufficiale, un modo per costringere il viaggiatore ad utilizzare la app Ryanair.

    Questo perché diventa un modo più semplice per la compagnia di mettersi in contatto con il cliente per comunicare magari delle variazioni sul volo, ad esempio un ritardo o un cambio di gate, ricordargli di effettuare il check in o di recarsi all’imbarco ma è soprattutto un modo per cercare di vendergli qualche extra, dal posto assegnato al bagaglio in stiva, dal servizio bar alla navetta per il centro, dall’hotel all’autonoleggio dove intascare delle commissioni.

    Ovviamente vale il solito discorso con Ryanair, ma é simile per un po tutte le low cost, che se è vero che si risparmia sul costo del biglietto, non informarsi sulle loro regole, a volte volontariamente astruse, puó crearci problemi e costose penali da pagare.

    Alla fine si tratta solo di organizzarsi, se abbiamo familiarità con le app basta usare lo smartphone per il check in, magari sfruttando il wifi dell’albergo o di un ristorante. 

    Se invece siete allergici alla tecnologia un buon trucco è quello di viaggiare col posto a pagamento assegnato, utile anche per viaggiare accanto al vostro compagno di viaggio , in modo da poter fare il check in direttamente quando state acquistando il biglietto e di recarvi in aeroporto per farvi stampare gratuitamente la carta di imbarco.

    cheerful female passenger walking with luggage to departure check in counter

    Voi sapevate di questa novitá? Viaggiate spesso con Ryanair e usate la loro app?

  • e-SIM : il nostro piano telefonico diventa virtuale

    e-SIM : il nostro piano telefonico diventa virtuale

    Alcuni telefoni come il nuovo iphone air, o gli iphone destinati al mercato americano o alcuni telefoni pieghevoli vengono venduti senza il carrellino dove inserire la sim card fornita dall’operatore telefonico.

    Questo perchè la sim fisica viene sostituita da una virtuale da installare sul telefono che ci consente potenzialmente di attivare il telefono online senza doverci recare in un punto vendita o ricevere a casa tramite un corriere la sim da inserire nell’apparecchio.

    Il vantaggio è sicuramente nell’impermeabilità del telefono e nel suo design, oltre alla possibilità di installare delle sim locali quando si va all’estero per poter risparmiare sul roaming dati del telefono, con differenti compagnie telefoniche specializzate che hanno pacchetti di esim per viaggiatori da attivare appena prima di partire e che spesso possono dare il servizio in varie nazioni senza dover cambiare operatore o installare una nuova sim.

    Dall’ altro canto la procedura per l’attivazione non è disponibile con tutti i gestori, specie per quelli virtuali, e anche per quelli più strutturati non è sempre semplicissima da attivare, specie se si passa da sim fisica a quella virtuale o si cambia operatore.

    Anche installare la sim, può non essere alla portata di tutti, nonostante si tratti di inquadrare un codice qr , da recuperare presso l’operatore telefonico e seguire le operazioni a schermo, che comunque necessitano di una connessione a internet, per esempio wifi, per portare a termine le operazioni.

    E altra scocciatura è che spostare una sim virtuale da un telefono ad un altro, magari temporaneamente perché abbiamo finito la batteria non è un’operazione semplice, visto che va disinstallato il profilo dal vecchio telefono prima di poterlo attivare sul nuovo, oltre al fatto che il numero di cambi consentiti, a seconda dell’ operatore è limitato.

    Questo significa che può essere necessario contattare l’ operatore telefonico per spostare la sim da un telefono ad un altro, cosa che invece nelle sim fisiche è immediata e che non richiede che il telefono dove era originariamente installata la sim sia acceso.

    black smartphone on black table top

    E anche passare da una sim fisica ad una virtuale non è immediato, e può avere dei costi a seconda dell’ operatore.

    Dall’altro canto diventa semplice e rapido cambiare piano o operatore, come ad esempio nei viaggi all’ estero o per la gestione di più numeri, con la possibilità di gestire due numeri di telefono in caso di dispositivi dual sim o di attivare e disattivare i profili esim presenti sul telefono a seconda delle esigente.

    esim text on smartphone screen

    Come per le sim fisiche è possibile per l’ operatore bloccare le esim da remoto in caso di furto, quindi una volta fatta la denuncia presso le autorità competenti si potrà richiedere l’emissione di un nuovo profilo esim o di ottenere una sim fisica da parte dell’ operatore, con costi variabili a seconda della compagnia.

    Va inoltre tenuto conto che solo una limitata selezione di telefoni è compatibile con le esim, quindi se ne vogliamo comprare una per i nostri viaggi all’estero o se attivando un nuovo contratto telefonico ci viene chiesto se vogliamo la sim fisica o elettronica dobbiamo assicurarci che il nostro dispositivo la supporti, considerando che esistono telefoni che possono supportare sia sim fisiche che virtuali, solo virtuali come certi iphone o solo sim fisiche come la maggioranza dei telefoni di fascia medio bassa, specie se non sono particolarmente recenti.

    Un trucco per sapere se il nostro telefono è compatibile con le esim è quello di digitare sulla tastiera del telefono il codice *#06# e vedere se viene indicato uno o piu codici EID: in quel caso il telefono è compatibile con le e-sim.

    Ad ogni modo è bene conoscere se il nostro telefono è compatibile, anche per poter gestire eventuali emergenze o per accedere a determinati piani o offerte telefoniche.

    person holding smartphone white sitting

    Voi utilizzate le sim fisiche o quelle virtuali?

  • I gadget tecnologici per il rientro a scuola

    I gadget tecnologici per il rientro a scuola

    Con la fine dell’estate è tempo di pensare al rientro a scuola, e come ogni anno oltre a zaini, astucci, quaderni e cancelleria non si può far a meno di pensare a gadget tecnologici che possano aiutare nello studio.

    Sicuramente molto utile se non indispensabile è il personal computer che può essere utilizzato non solo per studiare, mandare mail, gestire la burocrazia scolastica, ma anche per giocare. 

    a young girl typing on her laptop while sitting on the chair inside the classroom

    Pensando di poterlo portare anche a scuola può essere utile pensare ad un portatile, in modo da usarlo anche per prendere appunti in classe: in quel caso meglio orientarsi su prodotti con bassi consumi e grande autonomia, e in quel caso un Macbook Air di Apple può essere una scelta sensata, a patto di non giocarci. 

    Se invece si vuole una macchina che può andare bene anche per il gioco la scelta principale sarà un computer Windows dotato di scheda grafica dedicata: anche se scegliere un portatile con queste caratteristiche significa avere una macchina pesante e costosa: in tal caso un computer fisso può essere una soluzione più intelligente, magari da affiancare ad un tablet da portare in classe o a un chromebook, i portatili leggeri di Google, pensati per essere un’estensione del proprio smartphone, che consentono un uso leggero (mail, navigazione internet, creazione di documenti, etc.) del computer a un prezzo molto contenuto.

    Oppure si può pensare ad un tablet dove poter prendere sia appunti, navigare, leggere libri in formato elettronico, sia installare app didattiche. Anche qui la scelta è come per il mondo degli smartphone divisa tra Android e Apple, con costi tendenzialmente maggiori sulla seconda, e applicazioni differenti che possono far preferire una soluzione o l’altra.

    Sempre per prendere appunti esistono ebook reader che hanno la possibilità di digitalizzare appunti tramite un pennino, come il famoso, ma costoso, Remarkable 2 o il Kindle Scribe, o soluzioni di carta digitale dove una speciale carta e una penna digitalizzatrice permettono di scrivere contemporaneamente su carta e in formato digitale  (ad esempio Moleskine Smart o Rocketbook).

    Oppure se l’esigenza è quella di sbobinare una lezione esistono registratori audio digitali che tramite una app e l’intelligenza artificiale riescono a rendere la registrazione un testo digitale modificabile, organizzarlo e riassumerlo facendo risparmiare tempo prezioso (ad esempio i prodotti Plaud) .

    E l’intelligenza artificiale viene in aiuto nello studio, non solo con dispositivi dedicati che la integrano, ma anche con app da installare su cellulare o tablet o direttamente dal browser internet.

    Ci sono infatti strumenti per creare riassunti e mappe mentali, correttori ortografici, o semplicemente il ChatGPT o il Gemini di turno a cui chiedere aiuto per tesine, temi, ricerche e compiti.

    Magari il problema a cui stare attenti è che un uso eccessivo dell’IA  se da una parte facilita il lavoro, dall’altra non dovendosi sforzare per ottenere il risultato non ci aiuta ad assimilare concetti nuovi e soprattutto ci espone al rischio di ottenere dall’IA risposte errate seppur verosimili, le cosiddette allucinazioni, che possono portarci a brutte figure con l’insegnante.

    robot pointing on a wall

    Insomma studiare è diventato qualcosa di tecnologico, che presuppone l’uso di strumenti moderni. Voi o i vostri figli li usano? Ne avete altri da suggerire?

  • Radio e TV stanno scomparendo

    Radio e TV stanno scomparendo

    Un dispositivo che in passato era utilizzatissimo sia a casa che in auto sta scomparendo, la radio ,che prima era una funzione degli impianti hifi in casa, e che col tempo sono stati soppiantati da casse bluetooth e musica liquida, portando in cantina anche cassette e cd.

    Dove invece bene o male resisteva era in auto, dove praticamente tutte le auto da una trentina d’anni a questa parte , quando cessò di esistere la tassa sull’autoradio, ne avevano una.

    Ma il mondo cambia e anche in macchina le cose stanno cambiando, nonostante una normativa che obblighi ad avere la radio DAB nelle autoradio e in qualunque apparecchio radio, comprese le radioline portatili , le macchine moderne stanno facendo a meno dell’antenna di serie.

    a black car stereo

    Infatti sopratutto nei modelli piú economici, l’autoradio sta iniziando ad essere sostituito con un sistema per collegare il telefono alle casse della macchina, via cavo o bluetooth, spostando la fruizione della musica dalla radio a quella cha abbiamo scaricato sul telefono o su una pennetta usb o sulla musica in streaming.

    Ovviamente la cosa penalizza le emittenti radiofoniche che stanno puntando il dito per rendere obbligatoria l’adozione della radio in macchina, quanto meno tramite un aggregatore delle stazioni in streaming.

    E anche li si userá la scusa della prominence e dei SIG , Sistemi di Informazione Generale per costringere i produttori a fare delle eccezioni tecniche solo per il mercato italiano che finiranno per pagare gli utenti o in termini di prezzi o nell’abbandono del mercato da parte dei produttori piú piccoli.

    E la stessa scusa é stata utilizzata sulle smart TV dove a partire dallo scorso Maggio, i produttori sono stati obbligati a inserire nei telecomandi un tastierino numerico , un’icona per il digitale terrestre e quattro icone per i SIG nella home page della smart TV.

    La scusa è che i servizi di informazione generale, dove possono essere ascoltate le notizie devono essere accessibili sempre in maniera semplice e immediata, in realtá é un modo per farli risaltare dato che nessuno li usa piú dato che sono stati soppiantati dallo streaming, sia in tv che in auto.

    Infatti è piú probabile che il tv lo accendiate per vedere una serie TV sulla vostra piattaforma di streaming preferita o che la musica o i podcast in auto li sentiate via Spotify o simili e non via etere, e questo alla politica non va giú.

    couple love sitting evening

    Sicuramente si tuteleranno dei posti di lavoro di chi nelle tv e nelle radio ci lavora, ma è anche vero che queste imposizioni servono a indirizzare il dibattito politico: probabilmente ascoltando una playlist o guardando una serie tv non sentirete politici parlare, nel bene o nel male.

    Ma i tempi cambiano e anche se proveranno a favorire con questi mezzi i sistemi di trasmissione piú antiquati, difficilmente andranno a spostare le abitudini dei piú giovani che comunque preferiranno i servizi in streaming.

    woman in white shirt using silver macbook

    L’unico vantaggio sarà per gli utenti piú attempati e meno tecnologici che potranno accedere ai sistemi tradizionali in maniera piú semplice.

    Voi avete abbandonato radio e tv per lo streaming o siete ancora affezionati ai sistemi della tradizione?

  • I telefoni ricondizionati hanno davvero senso?

    I telefoni ricondizionati hanno davvero senso?

    Quando abbiamo l’esigenza di cambiare un telefono che magari ci é caduto , lo abbiamo smarrito o ha smesso di funzionare,  e non vogliamo spendere cifre folli probabilmente ci sará venuto in mente di valutare l’acquisto di un prodotto ricondizionato.

    E’ un idea che sicuramente potrebbe farci risparmiare qualcosa, ed è sicuramente un modo per ridurre i rifiuti elettronici, dato che , almeno sulla carta, un telefono che passa di mano significa, almeno sulla carta, un telefono in meno che viene prodotto e soprattutto uno in meno che viene smaltito.

    In realtá non é sempre vero perché , soprattutto a seconda della tipologia del telefono, un ricondizionato potrebbe non essere la soluzione ideale: infatti se vogliamo avere l’ultimo ritrovato della tecnologia appena lanciato difficilmente lo troveremo usato, ma ad esempio se ci accontentiamo di aspettare qualche mese dal lancio  é possibile acquistare d’occasione un telefono di qualitá dismesso magari dall appassionato di tecnologia che li cambia frequentemente o da qualcuno che non si é trovato bene col prodotto, magari un regalo non gradito o un prodotto dimostrativo che viene venduto quando esce sul mercato il sostituto.

    Il problema peró é che se il telefono passa di mano tramite un intermediario, come i siti o i negozi che valutano e acquistano i dispositivi usati per rivenderli, ovviamente devono farsi pagare il loro servizio e questo rischia , a seconda degli sconti sul nuovo , di rendere poco appetibile l’usato.

    Infatti chi lo ha comprato a prezzo pieno non vorrà rimetterci troppo, l’intermediario avrà il suo guadagno, quindi il prezzo dell’usato potrebbe paradossalmente essere piú alto del nuovo, che una volta passato il periodo di lancio magari viene scontato.

    Questo significa che se si tratta di telefoni molto richiesti e che difficilmente vengono scontati sul nuovo, come succede per gli Iphone e per certi telefoni android top di gamma, il gioco di acquistarlo usato puó valere la candela, se si tratta di un modello di media o bassa gamma soggetto a sconti é possibile che convenga comunque il nuovo.

    Va anche considerato che un telefono usato ha subito diversi cicli di carica e scarica della batteria che ne accorciano la durata e se la differenza di prezzo col nuovo é bassa conviene comunque portarsi a casa un dispositivo con due anni di garanzia, rispetto a rischiare di dover spendere una cifra importante , magari dopo un anno per la sostituzione della batteria.

    E sui telefoni di fascia medio bassa la batteria diventa spesso la causa della sostituzione del telefono: magari il dispositivo é perfetto, sia esteticamente che come prestazioni, ma la batteria non tiene o si è gonfiata, e la sostituzione costa quasi quanto ricomprare il telefono nuovo: soprattutto se il modello non é troppo diffuso va ordinata esclusivamente originale, e in quel caso spendere magari 60-80 euro su un telefono che vale la stessa cifra della riparazione ci fará propendere per la rottamazione.

    Questo anche perché , a volerlo dare dentro, sia in vendita o in permuta non verrebbe accettato o nelle migliori delle ipotesi vi verrebbe valutato una cifra ridicola.

    Diverso è per i modelli piú richiesti , dove maggiori valutazioni, disponibilitá di ricambi di concorrenza e maggiori possibilitá di guadagno, possono rendere conveniente la riparazione.

    Ricordiamoci comunque che chi ricondiziona il telefono vorrà avere pagato il proprio lavoro, quindi sia quando andiamo a vendere il telefono, o quando lo andiamo a comprare ricondizionato finiremo per pagare questo lavoro.

    Diverso quando si tratta di usati recenti che vengono soltanto rimessi in vendita senza l’intervento di un tecnico: in quel caso potremo magari mettere le mani su un telefono restituito dopo un reso, con giusto qualche giorno di utilizzo e con la garanzia residua del produttore, come avviene con la sezione Seconda Mano di Amazon, o con il reparto ricondizionati di alcuni grossi rivenditori di elettronica, dove gli sconti possono essere importanti, specie quando si cumulano ad altre iniziative promozionali che possono abbattere ulteriormente il prezzo, con il rischio di prendere un prodotto pari al nuovo anche a meno della metá del prezzo di listino.

    selective focus photography of person holding turned on smartphone

    Alla fine della fiera, decidere di comprare, rivendere o anche solo riparare dipende molto dal telefono, tendenzialmente puó valere la pena su telefoni top di gamma o comunque molto richiesti, da valutare a seconda dei casi per modelli medi che potrebbero avere un certo mercato, ad esempio alcuni Samsung, mentre sui modelli piú economici probabilmente la scelta migliore è ricomprarlo nuovo.

    Se ci pensiamo il telefono economico, dato che la riparazione diventa antieconomica , diventa un bene usa e getta, mentre quello di qualità riesce a guadagnarsi una seconda vita, specie tra chi non può o non vuole permettersi di spendere cifre importanti da nuovo.

    Ma se il prezzo del ricondizionato è conveniente, e spesso chi ce lo vende ci dá la propria garanzia, magari dopo aver sostituito la batteria per prolungarne la vita, diventa una soluzione sicuramente valida per le nostre tasche e per l’ambiente specie se si vuole proprio quella tipologia di telefono

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    Viceversa se non abbiamo esigenze specifiche, ci va bene un telefono qualsiasi, probabilmente uno di quelli economici, scelto con cura per evitare le fregature di certi modelli di primo prezzo che nascono obsoleti anche da nuovi, può essere la scelta giusta per il nostro portafoglio.

  • e-sim : arrivano le sim virtuali

    e-sim : arrivano le sim virtuali

     Le sim dei nostri telefoni nel tempo si sono fatte sempre piú piccole in modo da seguire le dimensioni dei telefoni stessi, e se le prime erano grandi quanto una carta di credito, si sono rimpicciolite prima alle dimensioni di una falange delle mini sim, poi a quelle di un unghia delle micro sim fino ai pochi millimetri di una nano sim.

    Ma la miniaturizzazione non si è fermata arrivando sino a farle scomparire , infatti su alcuni telefoni di ultima generazione possono essere sostituite da un chip presente all’interno del telefono senza che venga inserita fisicamente una sim dato che questo chip viene programmato coi dati della sim originale tramite una procedura online: questa sim virtuale installata nel telefono prende il nome di e-sim.

    Ad esempio gli iphone venduti negli Stati Uniti non hanno piú l’alloggiamento della sim rendendo obbligatorio l’uso delle e-sim. Nel mondo android questo sistema è utilizzato principalmente da Samsung per i telefoni di medio e alta gamma, e dai molti dei telefoni top di gamma di svariati produttori, mentre per i telefoni di fascia media o bassa si dovrá aspettare qualche tempo, dato che la lista dei telefoni compatibili non è particolarmente lunga al momento, anche se la lista si aggiorna spesso con delle nuove aggiunte.

    Questa smaterializzazione porta a diversi vantaggi, dato che sará piú facile cambiare piano, anche online senza il bisogno di recarsi fisicamente in un negozio o di attendere la consegna fisica della sim, oltre ad evitare stampe e spedizioni per una maggiore sostenibilitá ambientale.

    Inoltre alcuni operatori consentono, pagando un piccolo extra, di mantenere lo stesso piano telefonico su due dispositivi, considerando di avere la stessa e-sim ad esempio oltre allo smartphone anche su un tablet o uno smartwatch.

    Di contro non si puó rapidamente passare il numero da un telefono ad un altro, magari in caso di telefono scarico, dato che il cambio di dispositivo richiede che la e-sim venga prima disassociata dal vecchio dispositivo e riassociata su quello nuovo.

    Questa operazione di attivazione puó durare anche qualche minuto e necessita di una connessione dati, ma soprattutto a seconda dell’operatore puó richiedere l’intervento del servizio clienti per la generazione di un nuovo qr code, dato che potrebbero esserci dei limiti al cambio di dispositivo o richiedere dei costi aggiuntivi.

    person holding smartphone white sitting

    Il qr code é infatti il cuore della procedura che ne consente l’attivazione dato che, come detto, dentro il telefono é presente un chip che deve essere programmato con i codici presenti in una sim fisica per permettere all’operatore di riconoscere il telefono, e per evitare frodi e clonazione del telefono necessita di operazioni di sicurezza che possono impiegare anche anche qualche minuto collegandosi coi server dell’operatore telefonico, inoltre il numero di scansioni consentite può essere limitato dall’operatore per ragioni di sicurezza, richiedendo la generazione di un nuovo qr code dopo un certo numero di cambi, operazione che potrebbe richiedere dei costi aggiuntivi.

    A seconda del telefono si possono gestire piú e-sim contemporaneamente e questo puó diventare particolarmente comodo per i viaggi all’estero, dove si possono caricare quelle degli operatori locali, o di servizi internazionali che al costo di pochi euro vendono dei pacchetti di giga da utilizzare per un periodo limitato di tempo in una specifica nazionale, evitando salatissimi costi di roaming o di impazzire per trovare una wifi aperta.

    Alla fine il sistema consente una flessibilitá maggiore, eliminando  la necessitá di avere  una sim fisica da la possibilitá di avere dispositivi piú piccoli, e senza aperture per i vani della sim, e sfruttando la possibilitá di spostare la sim ci consente ad esempio di andare a correre con lo smartwatch senza portarci dietro il telefono consentendoci di ricevere comunque messaggi e chiamate.

    Una novità non ancora diffusissima, specie fuori dal mondo Apple, ma che consente scenari futuribili per i nostri dispositivi. Voi le conoscevate? Le utilizzate di giá?

  • Come telefonare e navigare dall’estero senza spendere una fortuna

    Come telefonare e navigare dall’estero senza spendere una fortuna

    Ormai non si puó fare a meno della connessione a internet nel nostro cellulare e questo puó essere un problema quando si viaggia all’estero.

    Infatti i piani telefonici degli operatori ci permettono una determinata soglia di traffico dati da utilizzare solo nel territorio nazionale, con una frazione di questa soglia utilizzabile anche  nei paesi della comunità europea.

    Questo significa che se noi navighiamo all’estero fuori dalla comunità europea, o se sforiamo il plafond dati europeo, o magari utilizziamo il telefono in navigazione su un traghetto o una nave da crociera, pagheremo per navigare tariffe veramente esose, infatti anche per gli operatori piú convenienti il costo del roaming è veramente un salasso.

    person holding smartphone white sitting

    Lo stesso vale per le telefonate che facciamo o che riceviamo, che non sono comprese nelle normali tariffe disponibili in patria e che sono normalmente conteggiate a parte fuori dai confini della comunitá europea.

    La nazione di destinazione diventa particolarmente importante, dato che grazie al roaming europeo si riesce bene o male a navigare e a telefonare senza addebiti nascosti, se la destinazione fosse ad esempio la Svizzera o il Regno Unito non avremo diritto a queste agevolazioni, come se fossimo ad esempio negli Stati Uniti o in Giappone. 

    person using android smartphone

    Per evitare il salasso le soluzioni possibili sono tre: se il nostro operatore prevede una formula o un pacchetto per i viaggi all’estero potremo attivarlo pagando un extra  ed avere a disposizione un plafond di chiamate o di traffico dati, facendo attenzione ad eventuali limitazioni previste dal pacchetto, quindi è bene informarsi per tempo prima della partenza.

    Un’alternativa è quella di procurarsi una sim locale, ammesso e non concesso che sia disponibile per gli stranieri, da acquistare in un negozio di telefonia una volta arrivati a destinazione, facendo attenzione ai costi ed eventuali clausole o incomprensioni dovute alla lingua: in questo caso è bene prima di partire informarsi nei siti degli operatori in modo da farci attivare il piano telefonico che fa al caso nostro.

    Oppure ancora procurarsi una sim internazionale che prevede delle tariffe agevolate per le chiamate internazionali e un pacchetto di alcuni GB di traffico dati, con costi non economicissimi ma generalmente più convenienti rispetto agli extra richiesti dal proprio operatore: ovviamente le tariffe possono variare a seconda della destinazione quindi a seconda dei casi potrebbe non valerne la pena, quindi vanno valutati con attenzione i costi e le eventuali clausole.

    black smartphone on black table top

    Ovviamente avere una nuova sim richiede di avere un telefono dual sim con uno slot libero, sempre che non sia condiviso con la scheda di memoria o che non usiate abitualmente due sim, in quel caso dovrete sostituire la sim, cosa che potrebbe creare problemi con qualche app o usare un altro telefono.

    Se si ha un telefono di nuova generazione compatibile esiste anche la possibilitá di utilizzare le e-sim, grazie alle quali è possibile caricare sul telefono una sim virtuale, dove potete avere un piano telefonico e del traffico dati prepagato da utilizzare sino alla scadenza, in pratica é come avere un telefono dual sim ma con una carta che non viene inserita fisicamente dentro il telefono ma viene generata virtualmente una volta effettuato il pagamento presso l’operatore.

    E questa soluzione, ammesso e non concesso che sia supportato dal vostro telefono, può essere particolarmente comoda quando si viaggia all’estero, dato che esistono degli operatori internazionali che a seconda della nazione di destinazione mettono a disposizione delle soluzioni prepagate con un certo numero di giga per una durata limitata , da qualche giorno a un mese, per pochi euro,  alcuni con poco di piú consentono di utilizzare lo stesso piano in tutto il continente o area geografica.

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    Dato che la e-sim é disponibile anche per i piani telefonici tradizionali, se giá le utilizzate , a seconda del telefono potrebbe essere necessario disabilitare il piano originale a meno che il telefono non supporti due operatori contemporaneamente.

    Altra cosa da tenere a mente é che l’attivazione potrebbe non essere istantanea e richiede la scansione di un qr code per l’attivazione che deve essere fatta con una connessione di rete attiva, quindi é preferibile attivare queste e-sim prima della partenza per evitare di trovarci scoperti.

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    Se poi non volete proprio spendere nulla rimane l’opzione di disabilitare il piano dati e utilizzare le wifi libere magari di hotel e ristoranti, col rischio peró di rimanere senza connessione e quindi magari di non ricevere un messaggio Whatsapp o una notifica, e soprattutto che si possano inavvertitamente riattivare i dati del telefono, con il rischio di addebiti importanti.

    Voi le conoscevate?

  • Il futuro dei videogiochi é il Cloud Gaming

    Il futuro dei videogiochi é il Cloud Gaming

    Organizzare una postazione per i videogiochi sta diventando sempre piú complesso e costoso perché i prezzi delle schede video e dei componenti informatici necessari ai videogiocatori stanno aumentando vertiginosamente, tra inflazione, guerre geopolitiche che bloccano la circolazione dei componenti aumentando i prezzi e la richiesta di potenza di calcolo per scopi lontani dal gioco come intelligenza artificiale che rendono piú conveniente per le aziende spostare le risorse su queste tecnologie tenendo in secondo piano il mondo videoludico specie nella fascia bassa del mercato, ha fatto si che l’hardware costi molto di piú che in passato.

    E anche passare ad una console, se si cerca la migliore esperienza non é la scelta migliore, visto che le tecnologie dei computer da gaming moderne sono una spanna sopra rispetto a playstation e xbox , al punto che anche le case produttrici ci puntano sempre meno, sia come esclusive che come vendita di copie, ma soprattutto non sono così convenienti, se dobbiamo spendere 550 euro solo  di console, piu gli accessori vari praticamente indispensabili si arriva comunque a cifre non alla portata di tutti.

    Investire una cifra importante sull’hardware, considerando anche la veloce obsolescenza e i costi di ingresso molto importanti ci possono portare a dover cercare delle scelte per risparmiare. 

    person holding game pad

    Purtroppo è anche vero che a differenza del passato non si riesce a mettere in piedi un pc da gaming con prestazioni accettabili al costo di una console, quindi se il budget è limitato si deve scendere giocoforza a compromessi: rinunciare agli FPS e pagare i giochi piú cari se si sceglie la strada delle console, o accontentarsi di un pc non prestazionale dovendo rinunciare ai massimi dettagli smanettando nelle impostazioni del gioco, soprattutto se si vuole giocare ai titoli di nuova generazione, oppure cacciare una somma sostanziosa per un pc da gaming serio, magari ammortizzando la spesa usandolo anche per altri scopi.

    Ma per fortuna esiste anche un’altra soluzione che non é da trascurare se si dispone di una connessione veloce : il cloud gaming , che permette di giocare su una macchina remota dotata di hardware prestazionale che non dobbiamo comprare anticipando centinaia di euro, ma pagando per il suo uso solo un abbonamento al servizio.

    Ci connetteremo con un qualsiasi dispositivo, anche super economico, alla macchina dove gireranno i nostri giochi, utilizzandolo come fosse accanto a noi ma con il vantaggio ulteriore di non dover perdere tempo e giga per scaricare giochi e aggiornamenti dato che saranno sempre e automaticamente disponibili sul server.

    E se un tempo le prestazioni erano scadenti e i lag all’ordine del giorno, le cose sono migliorate parecchio sia grazie a hardware condiviso piú potente, che ci permette di giocare ai nostri titoli preferiti direttamente dalla tv, da un tablet, uno smartphone o un pc anche datato o economico o non dotato di scheda video dedicata.

    E considerando che questi servizi costano mediamente tra i 10 e i 20 euro al mese, costi dei giochi esclusi, spendiamo decisamente meno che comprare un nuovo computer, una nuova scheda grafica o una console di ultima generazione.

    Possiamo infatti sfruttare il nostro hardware attuale, a patto di aver un controller e una linea internet veloce, e con le 500/600 euro che spenderemmo per un upgrade andare avanti in cloud anche per 5 anni, soluzione che puó essere interessante anche come rimedio temporaneo se ci troviamo senza un budget importante da anticipare per la nostra macchina da gioco, o se siamo momentaneamente senza un hardware da gaming in attesa di procurarcelo.

    E c’é da dire che la compatibilitá coi titoli, la velocità e le prestazioni , specie di alcuni servizi come GeForceNow fanno pensare che questo sará il modo di giocare del futuro, e se anche un gigante come Amazon , che con il suo Luna si é buttato in questo mondo, tralaltro anche con una versione ridotta offerta gratuitamente agli utenti Amazon Prime, e con un controller dedicato utilizzabile su tantissimi dispositivi diversi come Tv, Fire stick, computer sia Windows , Mac o Chromebook, Smartphone e tablet sia Android che Apple, permette di avvicinarsi a questo mondo e provare la comoditá di questo modo di giocare praticamente con qualsiasi dispositivo.

    Voi conoscevate questa soluzione? L’avete provata? Pensate che il futuro del videogioco sia in cloud o preferite avere il proprio hardware dedicato?