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  • Cosa controllare sull’auto prima di partire per le vacanze

    Cosa controllare sull’auto prima di partire per le vacanze

    Se per le nostre vacanze estive abbiamo deciso di utilizzare l’automobile, la moto o un camper, magari per viaggi di parecchi chilometri è bene che il nostro mezzo sia in piena efficienza e magari pensare di dotarsi di strumenti che possano tirarci fuori da spiacevoli inconvenienti, soprattutto se il mezzo non è più giovanissimo.

    Verifichiamo come prima cosa che assicurazione e revisione siano regolari, e magari controlliamo anche la validità della nostra patente, e se transitiamo per le autostrade di paesi esteri di avere la vignette dove prevista, per evitare spiacevoli conseguenze in caso di controlli delle forze dell’ordine.

    Controlliamo poi l’efficienza del mezzo: verifichiamo i livelli di olio motore, liquido di raffreddamento, liquido freni e lavavetro, facendo eventualmente i necessari rabbocchi.

    person checking the oil of an engine

    Controlliamo anche lo stato dei pneumatici, sia per la pressione corretta ai casi di utilizzo, che per l’usura, oltre alle condizioni di eventuale ruotino o kit di gonfiaggio.

    Diamo un occhio anche all’ impianto elettrico accertandoci che tutte le luci siano funzionanti, che il clima , essenziale d’estate, funzioni correttamente così come i tergicristalli, sostituendoli in caso di necessità.

    Un check andrebbe fatto anche a freni e batteria, oltre alla presenza di triangolo , giubbotto catarifrangente e di tutti i documenti del mezzo.

    crop man using controller in car

    Verifichiamo inoltre di aver fatto i tagliandi, e nel caso prendere appuntamento in officina prima possibile, dato che nel periodo estivo tra chiusure per ferie e controlli pre-vacanzieri trovare disponibilità potrebbe essere più complicato del solito.

    Possiamo poi dotarci di alcuni accessori utili in caso di emergenza, come un jump starter , quella sorta di powerbank che consente di avviare l’auto in caso di emergenza o batteria scarica, cosa che con caldo e anzianità non è così infrequente e che potrebbe salvarci la vita, specie se la nostra auto monta batterie particolari che non si trovano con facilità, magari nel bel mezzo delle ferie di agosto di ricambisti e officine.

    Altro strumento salvavita utile da tenere in macchina è un compressore elettrico portatile, sicuramente più efficiente dei kit per il gonfiaggio dei pneumatici in dotazione all’auto e che può essere utile anche per gonfiare palloni, gomme di biciclette, monopattini, sup, materassini o attrezzatura da campeggio che magari abbiamo con noi in vacanza.

    Altro salvavita è la dashcam, per registrare eventuali incidenti, danneggiamenti, furti o truffe assicurative che potremmo subire lontano da casa.

    Non sarebbe male inoltre avere in auto uno scanner o monitor OBD , che ci consente, tramite l’apparecchio o con un’app collegata al nostro smartphone di verificare parametri ed errori della macchina, consentendoci anche di resettare eventuali spie che dovessero accendersi nel quadro.

    Essenziale avere con sé il proprio smartphone, anche per la musica e la navigazione, ma è bene tenerlo collegato alla macchina per la ricarica, possibilmente tramite un caricatore ad alta velocità da accendisigari dotato di quick charge e/o di power delivery e che magari consenta la ricarica simultanea di altri dispositivi in caso di necessità, da abbinare ad un supporto stabile per posizionarlo in maniera sicura tramite magneti, ventose e/o alle bocchette dell’aria, consentendo anche il raffreddamento durante la ricarica.

    a smartphone with displayed directions attached next to the steering wheel in a car

    Se abbiamo il navigatore integrato verifichiamo di avere le mappe aggiornate, e se usiamo quello sullo smartphone scarichiamo le mappe offline delle zone che abbiamo in mente di visitare in modo da poterci muovere anche in assenza di segnale telefonico.

    E se abbiamo in mente di spostarci all’estero, soprattutto fuori dalla comunità europea, verifichiamo il roaming internazionale del nostro gestore telefonico, eventualmente integrando il piano dati con un piano per l’estero, acquistando una sim estera o una e-sim, magari da installare in un secondo telefono o in un router wifi a batteria , le cosiddette saponette, per condividere la connessione dati alla macchina , al nostro smartphone e agli altri dispositivi connessi che abbiamo con noi.

    screen of a car navigation

    E pensiamo anche ad una soluzione di backup come le mappe cartacee in caso la tecnologia dovesse abbandonarci lontano da casa, e dove anche comunicare potrebbe essere complicato.

    Se abbiamo un mezzo elettrico controlliamo di avere con noi il cavo di ricarica, verifichiamo la presenza di colonnine nel tragitto e nei pressi della destinazione, e di poter accedere alle colonnine di eventuali gestori esteri.

    E se i viaggi sono lunghi possiamo pensare ad un piccolo frigo, magari di quelli a 12 volt, da installare in macchina per mantenere fresche bevande ed alimenti può essere una soluzione comoda, anche se con tanti compromessi rispetto a quello di casa.

    Insomma fare qualche controllo preliminare e dotarci di qualche gadget può farci affrontare il viaggio con maggiore serenità. Voi avete altri controlli o accessori da suggerire?

  • Come ricaricare le auto elettriche

    Come ricaricare le auto elettriche

    Le auto elettriche volenti o nolenti sono sempre più presenti nel mercato, e può capitare di doverne guidare una, magari perchè ci viene prestata , fornita dall’azienda o noleggiata, o magari semplicemente perchè ne stiamo valutando l’acquisto, magari per sostituire un’auto termica o per cercare di proteggersi dal caro carburanti.

    Ad ogni modo diventa essenziale capire come, dove e quando ricaricare le auto e quanto ci può costare farlo. Infatti ricaricare una macchina elettrica è qualcosa di più complesso di una macchina termica, dove l’unica cosa che dobbiamo sapere è se è a benzina o a gasolio, considerato che i distributori sono super diffusi e che soprattutto possiamo fare il pieno in pochi minuti e poter ripartire per centinaia di chilometri senza doversi più fermare a rifornire.

    Sulle elettriche oltre al prezzo per la ricarica, cambia il tipo di attacco, la velocità di ricarica, l’autonomia, infatti generalmente le auto possono essere caricate, a seconda dei modelli, in corrente alternata, generalmente più lenta o in corrente continua, pertanto cambia il connettore che deve avere la macchina e la colonnina alla quale la ricarichiamo.

    In Europa le auto hanno sostanzialmente due tipi di attacchi il tipo 2 o Mennekes che supporta generalmente fino ai 22kW in corrente alternata, e il CCS2 che invece consente la ricarica in corrente continua ultra rapida anche fino ai 350kw sempre che sia la macchina che la colonnina supporti tale velocità.

    Nel primo caso generalmente abbiamo bisogno di tenere in auto il cavo di ricarica per attaccarsi alla colonnina, nel secondo utilizzeremo quello integrato, sempre che i ladri di rame non lo abbiano rubato mettendo fuori uso la colonnina, cosa che purtroppo non è così rara.

    Ovviamente sia la macchina che la colonnina devono supportare tali velocità, altrimenti la ricarica andrà alla velocità più lenta: ad esempio se la nostra auto permette ricariche sino a 11kW e noi la carichiamo in una colonnina da 22 andrà comunque a 11.

    E la velocità di ricarica è essenziale, perché una ricarica lenta, a seconda della dimensione della batteria e della quantità di carica residua, significa dover tenere in carica l’automobile per svariate ore.
    Ovviamente più le colonnine sono veloci e più costa la ricarica, quindi la comodità di ripartire dopo mezz’ora anziché dopo 3 o 4 ore potrebbe costarci anche 3 o 4 volte tanto a parità di ricarica.

    Infatti la soluzione più economica per la ricarica è utilizzare una wallbox in casa o in garage, possibilmente alimentata da un fotovoltaico o comunque da un contratto di fornitura elettrica con tariffe vantaggiose, magari con l’aiuto di una wallbox intelligente per ottimizzare tempi e costi di ricarica senza dover paralizzare l’impianto elettrico casalingo.

    Ma se non si ha un garage dove poter ricaricare l’auto, la colonnina è l’unica soluzione, e non solo quando siamo in viaggio. 

    Ovviamente tutte le colonnine hanno prezzi differenziati a seconda del gestore e della velocità, e in qualche caso come qualche hotel o supermercato possono offrire la possibilità di una ricarica gratuita ai propri clienti.

    Ma ovviamente nella maggior parte dei casi la ricarica è a pagamento, e spesso in mancanza di abbonamenti o convenzioni rischia di essere particolarmente salata, e sicuramente non competitiva coi costi di rifornimento di una termica.

    Inoltre accedere ad alcune colonnine richiede una certa burocrazia per l’abilitazione della ricarica, come la richiesta di una card o l’installazione di un’app specifica che poco si presta per un uso sporadico della colonnina, magari in emergenza perchè abbiamo la batteria quasi a zero.

    Esistono però delle app per trovare e confrontare le colonnine, per permetterci di risparmiare e soprattutto di localizzare una colonnina compatibile con la nostra auto, specie se ce ne occorre una veloce o comoda per i nostri spostamenti.

    Inoltre ci sono degli abbonamenti in roaming che permettono di utilizzare colonnine di più gestori senza doversi abbonare ad ogni singolo operatore, consentendoci di risparmiare con delle tariffe convenzionate o acquistando dei pacchetti di energia prepagata.

    Altra cosa a cui fare attenzione sono le tariffe di stazionamento: soprattutto nelle colonnine rapide lasciare attaccata la macchina dopo che la ricarica è completa comporta degli addebiti extra per ogni minuto oltre il necessario, visto che si toglie spazio ad un altro utente che potrebbe avere bisogno di ricaricare. Infatti se nelle colonnine più lente lasciare attaccata l’auto è più tollerato, o comunque ha dei periodi di grazia più lunghi dato che è normale lasciare la macchina in carica anche per delle ore, in una colonnina veloce dove , se la macchina lo permette riusciamo a dare una buona ricarica anche in mezzora, lasciarla in carica mentre andiamo per otto ore in ufficio, sfruttando la colonnina come un parcheggio potrebbe costarci davvero caro.

    E infine quello che conta è calcolare l’autonomia residua della macchina, in funzione del percorso che prevediamo di fare e della disponibilità di una colonnina nel nostro tragitto, che sia libera e funzionante, magari mantenendo un margine per una soluzione alternativa in caso di colonnina fuori uso, specie se stiamo facendo un viaggio lungo o fuori programma, ragione per cui è sempre bene tenere la batteria ben carica e non rasentare la riserva con il rischio di dover chiamare un carroattrezzi per farci raggiungere una colonnina. 

    Alla fine la ricarica di una macchina elettrica è sicuramente più complicata di una termica, perché richiede di conoscere tante procedure e tanti trucchetti che una termica non necessita, da come sfruttare i tempi morti durante una ricarica, a come risparmiare o arrivare a destinazione senza brutte sorprese, cose che non sono necessarie con una termica.

    Voi guidate una moderna macchina elettrica, o preferite la semplicità di una termica?

  • Le auto elettriche ci salveranno dal caro petrolio?

    Le auto elettriche ci salveranno dal caro petrolio?

    Purtroppo la chiusura dello stretto di Hormuz ha portato a dei rincari importanti dei carburanti, che nonostante il temporaneo taglio delle accise sta portando il prezzo di diesel e benzina a livelli mai visti, con lo spauracchio di una difficoltà di rifornimento che potrà portare a vendite calmierate, blocco delle auto o circolazione a targhe alterne.

    Pertanto chi ha una macchina a benzina o a gasolio magari può pensare che il momento possa essere favorevole per passare ad una macchina elettrica che non risente degli aumenti della benzina, ma che comunque non è esente da tutti gli altri aumenti che il blocco dello stretto provoca, compreso quello per l’energia elettrica.

    Infatti ad aumentare non è solo la benzina, e nel conto che bisogna fare per capire se la soluzione di cambiare auto possa essere conveniente va considerato il costo del kilowattora.

    distributor on a petrol station

    E questo dipende da tanti fattori, ma soprattutto dove andremo a ricaricare la macchina: nel nostro garage, magari alimentando la nostra wallbox da un impianto fotovoltaico o alla colonnina.

    Infatti ricaricare esclusivamente alla colonnina, soprattutto da quelle più veloci, già da prima della crisi petrolifera era particolarmente costoso, rendendo il costo del nostro pieno meno conveniente di un equivalente auto termica, che a seconda dei casi rendono il prezzo della ricarica veloce anche due o tre volte più costoso di un pieno di benzina, rendendo la soluzione delle colonnine veloci un’opzione valida solo per chi ha la necessità estemporanea di rifornire in viaggio, non certo per un uso continuativo.

    Se invece ci si avvale della ricarica nelle colonnine lente, scegliendo bene contratti e fornitori, e sperando che quelle a noi più comode possano accedere alle migliori tariffe, si può arrivare ad eguagliare i costi di rifornimento di un benzina, magari a seconda dei casi essere leggermente più competitivi, ma generalmente non si risparmia e considerati anche i costi di acquisto della nuova auto, i conti ci dicono che se vogliamo risparmiare nei rifornimenti il gioco non vale la candela.

    Qualche chance di convenienza potrebbe esserci ricaricando in casa la macchina, specie se si ha un contratto , magari a prezzo bloccato, con delle tariffe a kilowattora molto convenienti o ancora meglio se abbiamo un impianto fotovoltaico che ci fornisce energia a costo zero.

    Il problema però diventa ammortizzare questo risparmio: infatti per via della crisi difficilmente si ripeteranno i generosi incentivi all’acquisto delle auto elettriche, e anche ipotizzando di avere l’energia gratis per recuperare la spesa di decine di migliaia di euro necessarie all’acquisto del veicolo servirebbero anni di lunghe percorrenze, superiori probabilmente alla vita utile della stessa vettura.

    Quindi difficilmente l’idea di cambiare tipologia di auto per salvarsi dai costi del blocco del petrolio ha senso, ma al limite può essere valutata se già dovevamo cambiare auto.

    electric car charging at station in australia

    Resta però da capire se l’uso che facciamo della macchina e le nostre abitudini sono compatibili con l’uso di una macchina elettrica, dato che i tempi e le modalità di ricarica possono essere un problema per chi magari ha necessità di fare lunghe percorrenze o non ha modo di pianificare i propri spostamenti in anticipo, soprattutto se non si ha la possibilità di ricaricare la macchina nel proprio garage di casa.

    Sicuramente resta una possibilità da valutare, ma difficilmente la scelta ha senso per motivi economici, magari meglio pensarla come uno sfizio, o per provare una nuova tecnologia o magari per motivi etici, ma ragionando con il portafoglio difficilmente è la scelta migliore.

    stylish and functional home ev charger blending seamlessly with modern home exteriors

    Voi cosa ne pensate?Acquisterete una macchina elettrica o magari ne avete già una?

  • Le auto termiche sono salve?

    Le auto termiche sono salve?

    Una notizia importante per gli automobilisti, come ampiamente prevedibile é saltato il divieto di immatricolazione di nuove auto termiche, previsto inizialmente per il 2035, questo permetterá alle case automobilistiche, seppure con delle limitazioni, di continuare a vendere auto a motore termico, ripensando l’idea iniziale di avere esclusivamente auto elettriche.

    Fortunatamente la ragionevolezza ha prevalso sull’ideologia, dato che tecnicamente ne le case automobilistiche europee ne le reti elettriche erano pronte al cambiamento dell’intero parco circolante, e ne i consumatori ne gradivano l’acquisto , dato che nonostante generosi incentivi e limitazioni sempre piú stringenti per le auto termiche non hanno cambiato le abitudini di acquisto, relegando le elettriche pure a numeri bassi.

    Inoltre ci si scontra con problemi economici, dato che le auto elettriche , a paritá di caratteristiche, costano piú delle termiche e soprattutto il periodo non florido non permette ai consumatori di poter cambiare auto facilmente, evitando l’acquisto di nuove auto, e se proprio costretti tendono a scegliere quelle piú economiche.

    woman in yellow shirt while filling up her car with gasoline

    Inoltre anche i costi per alimentarle non rendono le elettriche convenienti a causa dei costi dell’energia alle stelle a causa di guerre e situazioni geopolitiche instabili e dell’abbandono dell’energia nucleare da parte di alcuni paesi, rendendo importante la differenza col termico specialmente quando si fa uso di colonnine pubbliche veloci per la ricarica, mantenendo una certa convenienza solo se si ha la possibilitá di ricaricarle in casa, magari grazie ad un impianto fotovoltaico, condizione che ovviamente é riservata solo ad una piccola fetta della popolazione.


    Inoltre questa imposizione stava rovinando l’industria automobilistica europea, tradizionalmente molto forte coi motori termici, ma in ritardo sulle tecnologie elettriche, cosa che avrebbe eccessivamente avvantaggiato i produttori cinesi, con conseguente chiusura di stabilimenti e marchi europei in favore di quelli orientali leader del mercato che ne avrebbero assorbito produzione e vendite facendo scompare la nostra industria, come successo in altri settori.

    Questo non significa che le elettriche smetteranno di essere vendute, ma ci sará un assorbimento piú graduale che permetterá sia ai costruttori, che specialmente agli operatori elettrici di adeguarsi, potenziando le reti, la produzione e l’installazione piú capillare di colonnine e punti di ricarica.

    Nel frattempo la quota di auto ibride ed elettrificate, ad esempio quelle dotate di range extender andranno a prendere quote di mercato delle termiche pure, abituando gli utenti a viaggiare anche in elettrico, magari nelle aree urbane dove ha piú senso, utilizzando il motore termico per i viaggi extraurbani o per consentire la ricarica delle batterie in assenza di colonnine.

    E nel tempo , quando i costi dell’elettrico scenderanno, la tecnologia sará piú rodata anche il mix  di auto termiche, ibride ed elettriche si rimodellerá naturalmente sulle tecnologie migliori per il consumatore, dato che soprattutto per alcuni usi , come i viaggi a lunga percorrenza o per la rapiditá nella ricarica,  la versatilitá delle auto termiche è al momento inarrivabile dalle elettriche.

    Inoltre gli obblighi di riduzione delle emissioni comunque rimangono, seppur fissando target un po meno stringenti, aprendo la strada a biocarburanti, idrogeno, auto ibride e alla compensazione delle emissioni grazie a crediti verdi ad esempio con l’uso di acciai meno inquinanti o con la vendita di minicar elettriche.

    gas pump nozzle filling the white car

    Ad ogni modo si è scampato un pericolo, anche se alla fine il diavolo sta nei dettagli ed eventuali passi falsi rischiano di costare parecchio ai consumatori europei.

    Voi sapevate di questa novitá? Avreste mantenuto il divieto? Preferite le termiche o le elettriche?

  • Calze da neve: l’inverno non fá piú paura

    Calze da neve: l’inverno non fá piú paura

    Con l’arrivo dell’inverno arriva anche l’obbligo dell’utilizzo di pneumatici invernali o catene nelle strade di montagna dove è probabile incontrare neve o ghiaccio. Ovviamente l’obbligo non riguarda tutte le strade ma solo quelle dove è presente l’apposita segnaletica valida dal 15 novembre al 15 aprile, pena una multa compresa tra i 41 e i 338 euro e tre punti sulla patente,  a seconda della tipologia della strada.

    E per ottemperare a questo obbligo ci si puó dotare di diverse soluzioni: gli pneumatici invernali con l’indicazione M+S, le catene e da qualche anno anche le calze da neve, purché omologate e della misura corretta.

    E la scelta dipende da dove e come usiamo la macchina in inverno, ma spesso anche dalla tipologia di vettura. Se si abita in una zona montana, dove il rischio di trovare neve o ghiaccio é reale e frequente, la soluzione ideale, non solo per praticitá ma anche per sicurezza sono i pneumatici invernali, che se è vero che sono costosi e richiedono di essere cambiati a fine stagione, durano di piú e soprattutto sono piú efficaci in caso di condizioni metereologiche impreviste.

    L’alternativa, per chi va in montagna sporadicamente o per essere sempre in regola  é l’uso delle catene da neve da tenere in macchina e montare solo in caso di necessitá: il loro vantaggio é il costo, dato che sono relativamente economiche, specie per le misure piú comuni, e la durata dovuta alla loro robustezza, ma sono complesse da montare e da gestire, specie per chi non è abituato alle strade innevate. Inoltre alcune auto, specie quelle piú sportive, con cerchi grandi e assetti ribassati spesso non sono catenabili, o nelle migliori delle ipotesi richiedono delle catene specifiche, piú costose e di difficile reperibilitá.

    La soluzione per gli usi sporadici e per le vetture non catenabili sono le ultime arrivate, e omologate per l’uso solo da pochi anni: le calze da neve, una sorta di guanto di uno speciale tessuto tecnico da montare sopra la gomma in maniera estremamente rapida , che possono rimanere nel cofano dell’auto ed essere utilizzate rapidamente senza doversi fermare per tesare le catene e utilizzare astruse istruzioni per agganciarle, cosa cruciale per chi magari vede la neve raramente e che sicuramente avrá dimenticato la giusta procedura per montarle e utilizzarle.

    Anche il costo delle calze è relativamente economico, oltre al fatto che la stessa misura di calza tende ad adattarsi a piú misure di pneumatici, e questo ci consente di risparmiare, trovare quelle giuste con piú facilitá e magari anche riuscire a farcele prestare in caso di necessitá.

    Ovviamente pagano una durata molto limitata , essendo generalmenre testate per soli 120 km, e il limite di  velocità , quando in uso, di 50 km/h, che comunque non è un grosso problema in considerazione del fatto che in presenza di neve normalmente si guida a bassa velocità.

    Per farle durare piú a lungo è consigliato rimuoverle appena  in assenza di neve o ghiaccio e di evitare accelerazioni e frenate brusche.

    Come per le catene, bisogna accertarsi che siano omologate e che corrispondano alla misura del pneumatico, vanno montate almeno nelle ruote motrici dell’auto, anche se non è sbagliato montarle su entrambi gli assi per maggiore sicurezza.

    A livello prestazionale sono ottime su neve fresca, ma sono meno efficaci in presenza di ghiaccio o neve abbondante rispetto alle catene, ma la loro versatilitá e soprattutto la facilitá di montaggio la rendono la soluzione ideale per gli usi sporadici, magari per attraversare una strada soggetta ad obbligo di catene rimanendo in regola in caso di controlli.

    Voi cosa usate in inverno per usare l’auto sulle strade innevate? Preferite le gomme invernali, le catene o le calze da neve?

  • Auto elettriche: é tutta questione di ricarica

    Auto elettriche: é tutta questione di ricarica

    Con l’avvento degli ecoincentivi per l’acquisto delle auto elettriche che permettono risparmi sostanziosi, sino a 11.000 euro sul prezzo di acquisto, in caso di isee sotto i 30.000 euro , rottamazione di una vecchia auto termica e residenza in alcune aree denominate FUE, molte persone stanno valutando l’acquisto di una macchina elettrica attirati dal risparmio sul prezzo di listino, che permette di portarsi a casa una piccola utilitaria a batteria anche per poco più di 5.000 euro.

    Purtroppo però non è solo il prezzo di listino quello da valutare, ma anche le ricariche, soprattutto se non si ha a disposizione un garage dotato di energia elettrica dove poter mettere in carica la macchina.

    Inoltre i modelli più economici generalmente hanno autonomie limitate, in quanto vanno a risparmiare sulla capacità delle batterie per poter tenere più bassi i prezzi di listino, essendo la batteria il componente più costoso, rendendole quindi poco adatte all’uso extraurbano. 

    Infatti nella scelta, va calibrata con cura l’autonomia della vettura, che difficilmente coincide con i dati dichiarati dal costruttore, con la possibilità di ricaricarla , in garage o in una colonnina pubblica e coi tempi di ricarica.

    white car charging

    Infatti ci si deve scontrare con diversi problemi , che non affliggono chi viaggia con una macchina termica: la disponibilità di punti di ricarica, la velocità e i costi di ricarica che possono variare tantissimo a seconda di dove ricarichiamo e della velocità di ricarica.

    Infatti , seppure le cose stanno iniziando col tempo a migliorare, la disponibilità di colonnine pubbliche di ricarica nelle città è molto limitata, e magari ci costringono a fare chilometri dalla nostra abitazione per poter ricaricare: questo significa che nell’attesa, lunga se vogliamo risparmiare o se non abbiamo a disposizione colonnine veloci, sarà difficoltoso tornare a casa, magari non potremo parcheggiare la sera la macchina per trovarla carica la mattina seguente, come potremmo fare se avessimo una wallbox in garage o una colonnina sotto casa. Inoltre con pochi punti di ricarica sarà più difficile trovare delle alternative comode qualora le colonnine fossero occupate o fuori servizio.

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    Altro gran problema è la velocità di ricarica: se si ricarica a casa , si è limitati dalla potenza del nostro contatore, e anche se si hanno 4.5 o 6 kW in luogo dei classici 3, caricare completamente una macchina elettrica può richiedere anche più di 24 ore, a seconda della capacità della batteria del veicolo e dalla carica residua, e nonostante alcuni comportamenti virtuosi , come mettere in carica la macchina ogni notte senza attendere che sia completamente scarica, ci si può scontrare con la non disponibilità della ricarica e con l’autonomia residua.

    L’alternativa è caricare alle colonnine, sicuramente più veloci che caricare da casa, ma anche molto più costose, e con prezzi molto variabili tra operatori, necessità di abbonamenti e soprattutto velocità di ricarica, dato che la ricarica nelle colonnine più veloci è generalmente più costosa di quelle standard, con costi del kwh anche 4 volte superiori a quello che si può avere a casa scegliendo un gestore con prezzi onesti, e senza la possibilità di usufruire di una ricarica gratuita grazie ad un eventuale impianto fotovoltaico.

    Ovviamente pensare di ricaricare in casa presuppone la presenza di un garage o di un cortile dove poter installare una wallbox e di un adeguamento dell’impianto, che comporta dei costi aggiuntivi da mettere in conto.

    Si deve anche mettere in conto che ricaricare un’auto , ma anche programmare i nostri itinerari in base alle necessità di ricarica non è qualcosa di così semplice, specie per chi è poco avvezzo alla tecnologia, e diventa problematico in caso di emergenze dove una batteria poco carica ci potrebbe impedire di utilizzare l’auto non potendola ricaricare rapidamente o prestare ad un parente.

    Inoltre, specialmente se si ricarica fuori casa, potrebbe essere necessario avere più abbonamenti per vari gestori di colonnine oppure affidarsi ad aggregatori che consentono una sorta di roaming ma che hanno dei costi di gestione aggiuntivi oltre al costo della ricarica.

    Alla fine la ricarica finisce per essere qualcosa di complicato, che richiede nuove abitudini e costi che potrebbero rivelarsi più impegnativi del previsto, e che potrebbero aumentare in futuro con l’aumento dei costi dell’energia o della tassazione, magari per recuperare parte delle accise non incassate sui prodotti petroliferi.

    Ovviamente con un po di organizzazione e di conoscenza si può sopperire alle problematiche di una macchina elettrica, ma sicuramente bisogna conoscerle ed  essere capaci di stimarle prima dell’acquisto prima di impegnarsi su una spesa non indifferente come l’acquisto di un auto e non lasciarsi tentare da un incentivo se l’elettrica non è la tipologia di auto adatta al nostro utilizzo abituale.

    Voi utilizzate auto elettriche o pensate di comprarne una?

  • Radio e TV stanno scomparendo

    Radio e TV stanno scomparendo

    Un dispositivo che in passato era utilizzatissimo sia a casa che in auto sta scomparendo, la radio ,che prima era una funzione degli impianti hifi in casa, e che col tempo sono stati soppiantati da casse bluetooth e musica liquida, portando in cantina anche cassette e cd.

    Dove invece bene o male resisteva era in auto, dove praticamente tutte le auto da una trentina d’anni a questa parte , quando cessò di esistere la tassa sull’autoradio, ne avevano una.

    Ma il mondo cambia e anche in macchina le cose stanno cambiando, nonostante una normativa che obblighi ad avere la radio DAB nelle autoradio e in qualunque apparecchio radio, comprese le radioline portatili , le macchine moderne stanno facendo a meno dell’antenna di serie.

    a black car stereo

    Infatti sopratutto nei modelli piú economici, l’autoradio sta iniziando ad essere sostituito con un sistema per collegare il telefono alle casse della macchina, via cavo o bluetooth, spostando la fruizione della musica dalla radio a quella cha abbiamo scaricato sul telefono o su una pennetta usb o sulla musica in streaming.

    Ovviamente la cosa penalizza le emittenti radiofoniche che stanno puntando il dito per rendere obbligatoria l’adozione della radio in macchina, quanto meno tramite un aggregatore delle stazioni in streaming.

    E anche li si userá la scusa della prominence e dei SIG , Sistemi di Informazione Generale per costringere i produttori a fare delle eccezioni tecniche solo per il mercato italiano che finiranno per pagare gli utenti o in termini di prezzi o nell’abbandono del mercato da parte dei produttori piú piccoli.

    E la stessa scusa é stata utilizzata sulle smart TV dove a partire dallo scorso Maggio, i produttori sono stati obbligati a inserire nei telecomandi un tastierino numerico , un’icona per il digitale terrestre e quattro icone per i SIG nella home page della smart TV.

    La scusa è che i servizi di informazione generale, dove possono essere ascoltate le notizie devono essere accessibili sempre in maniera semplice e immediata, in realtá é un modo per farli risaltare dato che nessuno li usa piú dato che sono stati soppiantati dallo streaming, sia in tv che in auto.

    Infatti è piú probabile che il tv lo accendiate per vedere una serie TV sulla vostra piattaforma di streaming preferita o che la musica o i podcast in auto li sentiate via Spotify o simili e non via etere, e questo alla politica non va giú.

    couple love sitting evening

    Sicuramente si tuteleranno dei posti di lavoro di chi nelle tv e nelle radio ci lavora, ma è anche vero che queste imposizioni servono a indirizzare il dibattito politico: probabilmente ascoltando una playlist o guardando una serie tv non sentirete politici parlare, nel bene o nel male.

    Ma i tempi cambiano e anche se proveranno a favorire con questi mezzi i sistemi di trasmissione piú antiquati, difficilmente andranno a spostare le abitudini dei piú giovani che comunque preferiranno i servizi in streaming.

    woman in white shirt using silver macbook

    L’unico vantaggio sarà per gli utenti piú attempati e meno tecnologici che potranno accedere ai sistemi tradizionali in maniera piú semplice.

    Voi avete abbandonato radio e tv per lo streaming o siete ancora affezionati ai sistemi della tradizione?

  • Viaggiare al mare costa troppo?

    Viaggiare al mare costa troppo?

    Viaggiare verso una località di mare può essere più complicato di quanto possa sembrare a causa dei mezzi di trasporto. Pertanto , a meno di non decidere di soggiornare in un resort con spiaggia privata o volersi limitare a visitare esclusivamente la spiaggia nei pressi del nostro hotel,  avremmo probabilmente bisogno di una macchina per spostarci.

    Infatti , soprattutto se abbiamo famiglia al seguito o decidiamo di andare nelle spiagge libere con ombrelloni e sdraie al seguito avremo bisogno di un mezzo per spostarci, ma anche solo per trovare un posto per andare a cena o per partecipare a qualche evento il mezzo è necessario.

    In qualche caso potrebbe bastarci noleggiare uno scooter ma nella maggior parte dei casi servirà un auto e le cose potrebbero farsi costose.

    red and black moped scooter beside green grass

    Qui le scelte possono essere due, viaggiare con la propria auto o noleggiarne una destinazione ed entrambe potrebbero essere, a seconda dei casi, molto costose.

    Infatti raggiungere le isole in auto significa dover prenotare un traghetto che in alta stagione potrebbe essere particolarmente caro , andando magari a bruciarci piu della metá del budget destinato all’intera vacanza: in questi casi va valutato se ne valga o meno la pena: probabilmente se siamo ospitati o abbiamo una casa al mare di nostra proprietá si, oppure se si può raggiungere la destinazione via strada in tempi ragionevoli, altrimenti viaggiare in aereo e noleggiare un’automobile all’arrivo puó avere parecchio senso.

    Il problema é che non sarete gli unici ad avere pensato la stessa cosa, quindi l’autonoleggio va prenotato con largo anticipo pena il rischiare di non trovare mezzi liberi o doverli strapagare. Inoltre , se si tratta di alta stagione, va valutato anche il costo dell’aereo, compresi gli extra per i bagagli e il fatto che saremo limitati nell’attrezzatura da portare, con la necessitá di acquistare o noleggiare qualcosa in loco anziché potercela portare da casa.

    E l’alta stagione , magari sommata ad una prenotazione con scarso anticipo, potrebbe far lievitare i costi quindi è mettere bene nel piatto della bilancia i costi dei trasporti, degli alloggi e dei noleggi e magari preferire una soluzione all inclusive, o una destinazione differente, che sulla carta sembra più cara ma che permette di risparmiare delle spese extra che all’ultimo momento possono rivelarsi particolarmente costose.

    scenic ferry journey across a tranquil lake

    Magari stare in un resort, che vi viene a prendere con una navetta in aeroporto costa meno che imbarcare un auto e pagare ogni giorno lo stabilimento balneare..

    Inoltre esistono localitá meno famose , e magari più facilmente raggiungibili che permettono di risparmiare, magari sull’alloggio o sullo stabilimento balneare anche se il volo magari costa un po di piú , o localitá raggiungibili in auto che, al costo di un pieno extra e magari qualche ora in piú di guida, ci evitano i costi di un traghetto in alta stagione.

    In alta stagione va valutata molto bene la destinazione, e a volte rinunciare ad una località di grido, per una , magari altrettanto bella ma meno famosa può fare la differenza.

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    E lo stesso dicasi nella ricerca dei voli e degli autonoleggi, cercando soluzioni alternative, magari atterrando in un diverso aeroporto o utilizzando delle assicurazioni sul noleggio esterne o dei broker di autonoleggio si riesce a grattare qualcosa, anche se probabilmente anticipare o posticipare il viaggio di qualche settimana, salva ancora di più il portafoglio ed evita la ressa, magari al costo di perderci qualche sagra.

    Voi preferite andare al mare con la vostra auto o preferite noleggiarla?

  • Auto elettriche: attenti alle batterie!

    Auto elettriche: attenti alle batterie!

    Quando si deve valutare che tipologia di automobile scegliere, spesso ci si affida a schede tecniche, dimensioni, caratteristiche, prezzo, tipo di alimentazione, ma si soprassiede su alcuni dettagli che possono incidere sul costo di possesso della macchina.

    Infatti generalmente valutiamo il prezzo di acquisto, gli eventuali incentivi, i consumi, la formula finanziaria con la quale acquistarla o noleggiarla, ma difficilmente penseremo al costo delle riparazioni o del valore alla rivendita a fine vita.

    E se la scelta verte su auto elettriche o ibride , dotate di costose batterie, le spese possono essere ingenti rispetto a quelle che avremmo con auto termiche.

    electric cars charging on stations

    Infatti le batterie di trazione delle auto ibride ed elettriche sono componenti parecchio costose e generalmente non riparabili, almeno ufficialmente. Questo significa che qualora necessitasse una sostituzione il costo della riparazione potrebbe superare il valore della macchina, costringendoci magari alla rottamazione di una macchina recente, con buona pace dell’ambiente, perché non economicamente conveniente.

    E se è vero che la batteria non si guasta spesso, quindi potrebbe essere un rischio accettabile da correre, quelli che possono capitare sono gli incidenti stradali, che potrebbero coinvolgere la batteria.

    E la cosa diventa importante quando ci sono di mezzo le assicurazioni, infatti le procedure delle case impongono il cambio delle batterie di trazione in caso di incidenti gravi, anche se le batterie non sono state coinvolte nell’urto. E il problema è la definizione di incidente grave che potrebbe differire tra quello che intende la casa madre e quello che l’assicurazione risarcisce.

    Infatti alcune case ritengono grave, con annessa sostituzione delle batterie di trazione, un incidente che faccia scoppiare gli airbag indipendemente dal fatto che le batterie siano state coinvolte, in modo da tutelarsi contro possibili malfunzionamenti dopo la riparazione.

    man fixing vehicle engine

    Ma le assicurazioni generalmente pagano sino al valore dell’auto, quindi se la macchina vale 15.000 euro e la sola sostituzione delle batterie costa 30.000 l’assicurazione liquiderá il valore dell’auto usata, lasciandoci nei problemi anche se la colpa dell’incidente è dell’altro veicolo.

    Proprio per la presenza di batterie, componentistica elettronica sofisticata e l’obbligo di corsi di formazione e patentini per poter intervenire la riparazione delle auto elettriche é piú costosa, e il rischio della sostituzione delle batterie che rende antieconomiche alcune riparazioni fá si che il valore dell’usato sia relativamente basso, cosa che accentua il problema del costo di liquidazione dei danni da parte delle assicurazioni.

    Inoltre il valore del pacco batterie le rende particolarmente appetibili per i ladri, infatti molti proprietari di auto elettriche o ibride si sono trovati la macchina aperta per smontare il pacco batterie con costi abnormi per il ripristino, oltre a tempi di attesa importanti dato che si tratta di ricambi non sempre reperibili con facilitá.

    Questo porta alla necessitá di dotarsi di polizze contro il furto e che contemplino anche il furto della batteria, pena rischiare di doversi accollare la spesa in caso ci venisse rubata o peggio di dover rottamare la macchina dopo il furto in quanto potrebbe rivelarsi antieconomica sostituirla.

    white car charging

    Alla fine si tratta di eventi sfortunati che capiteranno statisticamente a pochi, ma che potrebbero diventare particolarmente importanti per il nostro portafoglio, specie se stiamo ancora pagando le rate della macchina e siamo costretti a doverne ricomprare un’altra a seguito di questi eventi, e nonostante la colpa non sia la nostra.

    Voi cosa ne pensate? Avete messo in conto anche questa eventualitá nella scelta della macchina?

  • Comprare un auto diventa sempre piú difficile

    Comprare un auto diventa sempre piú difficile

    Chi ha necessità di cambiare auto se ne è accorto facendo qualche giro per siti, concessionari e rivenditori di auto: i prezzi delle autovetture sono aumentati considerevolmente, rendendo problematico l’acquisto anche di una modesta utilitaria.

    Infatti negli ultimi 5/7 anni i prezzi delle vetture, vuoi per crisi varie, vuoi per le nuove normative per sicurezza e inquinamento, vuoi per nuovi dazi e tasse, vuoi per certe dotazioni divenute obbligatorie , vuoi spingere l’acquisto delle auto elettriche sono pressoché raddoppiati, e la piccola utilitaria che mediamente costava intorno ai 10-12.000 euro ora ne costa almeno 20.000 che aumentano anche considerevolmente se si scelgono versioni con qualche optional non compreso nella base.

    black coupes

    E lo stesso vale per vetture di categorie superiore dove la classica berlina media o il piccolo suv che si portava a casa tranquillamente per meno di 20.000 euro si fa fatica a pagarlo meno di 35.000, per non parlare di mezzi piú grandi o lussuosi dove ormai facilmente si arriva a prezzi a 6 cifre.

    E ovviamente se il prezzo del nuovo sale anche quello dell’usato si comporta di conseguenza, con vetture che avremmo definito rottami invendibili, con parecchi anni o chilometri sulle spalle venduti al prezzo delle vetture aziendali o seminuove di qualche anno fa, e con usati decenti che rischiano di essere venduti a piú di quanto li aveva acquistati il precedente proprietario.

    row of parked cars at a dealership lot

    E basta vedere gli annunci delle vetture usate per renderci conto che probabilmente non vale neanche la pena imbarcarsi nell’acquisto di una macchina vetusta solo per poter rientrare nel budget, col rischio di dover spendere cifre importanti dal meccanico dopo qualche tempo.

    La soluzione potrebbe essere turarsi il naso e aprire il portafoglio per acquistare una vettura nuova, magari di classe inferiore per spendere meno, ma anche lì le cose non sono tutte rose e fiori soprattutto se si cerca di risparmiare qualcosa.

    modern cars in auto salon

    Infatti coi prezzi alle stelle si deve necessariamente trovare qualche modo per risparmiare: ad esempio rinunciare a qualche optional, scendere di categoria o comprare un prodotto di un marchio meno costoso, come alcuni marchi low cost o di origine cinese.

    Oppure ancora rincorrere le promozioni, girando per concessionari alla ricerca del prezzo migliore, ma anche qui quelle poche disponibili hanno ormai delle condizioni capestro, dato che sono vincolate sempre a finanziamenti obbligatori dai tassi di interesse particolarmente esosi e spesso alla rottamazione o alla permuta di una macchina usata.

    a white sports utility vehicle on the brick road

    E pure il finanziamento obbligatorio necessario per accedere allo sconto che porta il prezzo di listino a valori piú accettabili, generalmente non è un normale finanziamento con un anticipo e un certo numero di rate, dopo il quale si diventa proprietari dell’auto, ma delle formule a valore futuro garantito, dove si versa un anticipo piú o meno sostanzioso, magari dando in permuta la propria automobile, delle piccole rate per qualche anno terminate le quali si puó decidere se pagare una maxi rata per estinguere il debito o rendere la macchina, magari per sostituirla con una nuova attivando un nuovo finanziamento.

    Ovviamente renderla significa aver buttato i propri soldi, dato che usare per  2 o 3 anni la macchina ci sará costato circa la metá del prezzo di listino, quindi si è portati o a riscattarla pagando l’altra metá: probabilmente dovendo accendere un nuovo finanziamento perché potremmo non avere a disposizione quella somma o a finire comunque nelle grinfie del concessionario per l’acquisto di una nuova auto: in pratica comprare un’auto a prezzo scontato significa rischiare di dover fare 2 finanziamenti e pure a tassi sfavorevoli che probabilmente eroderanno tutto o buona parte dello sconto sul prezzo di listino che ci è stato accordato.

    man driving the red vehicle

    Comprare un auto diventa quindi una faccenda parecchio costosa, che sarebbe preferibile evitare, a meno di necessità, valutando magari di tenere o riparare la propria anziché imbarcarsi in finanziamenti e costi sempre meno sostenibili. 

    Voi cosa ne pensate? Preferite un usato a prezzi rincarati o comunque mettere delle rate e acquistare una vettura nuova?