Autore: admin

  • Arriva Amazon Family ed é pure gratis!

    Arriva Amazon Family ed é pure gratis!

    Quasi tutte le piattaforme di streaming hanno iniziato una lotta senza quartiere alla condivisione degli account, dopo avere utilizzato questo strumento per far conoscere i propri servizi al grande pubblico.

    Infatti sino a qualche anno fa era prassi comune condividere un abbonamento family con amici o parenti dividendo le spese o scambiandosi gli account.

    Ma poi le piattaforme si sono rese conto che spremere di più gli utenti e magari costringerli a passare ad un piano individuale con pubblicità dove la profilazione degli utenti diventa particolarmente appetibile per gli inserzionisti, li fa guadagnare molto di più.

    hand holding smartphone with streaming apps

    E quindi prima hanno aumentato i prezzi dei piani family rendendo meno conveniente la condivisione, poi hanno limitato la condivisione nel numero dei dispositivi concessi, poi controllando i documenti o gli ip dei dispositivi per stanare i furbetti, costringendo chi condivideva senza essere effettivamente parte dello stesso nucleo familiare a passare ad un account personale.

    Ma c’è una piattaforma che sta facendo il contrario, che non aveva un servizio di condivisione e ora addirittura lo sta regalando: si tratta di Amazon Family.

    person holding black remote control

    Infatti la novità degli ultimi tempi è che ora è possibile collegare il nostro account Amazon Prime a quello di un familiare gratuitamente, pagando un unico abbonamento a Prime e poter entrambi sfruttare la condivisione dei servizi, dalla consegna gratuita degli acquisti,a Prime Video, dai contenuti musicali di Amazon Music Prime, ai servizi inclusi nell’abbonamento come gli e-book di Kindle o i videogiochi di Amazon Luna.

    Ci sarà un account amministratore, quello che paga l’abbonamento , che potrà invitare un familiare adulto alla condivisione dei servizi, mantenendo ognuno una propria cronologia, sia per gli acquisti che per la fruizione dei servizi.

    Il problema però è che condividendo l’account, si va a condividere obbligatoriamente l’uso della carta che paga il servizio, ragion per cui è bene effettuare questa condivisione solo con un familiare di cui fidiamo ciecamente (magari il partner o il figlio, non certo il vicino di casa), infatti seppure le transazioni tra i due account restino separate, quelle fatte con la carta di credito condivisa che paga il servizio si vedranno anche sul profilo dell’amministratore.

    Ovviamente gli account non sono obbligati ad utilizzare la carta condivisa, ma sono comunque abilitati a farlo e questo significa che magari condividendo l’account con la moglie o con il figlio questo possa sfruttare la nostra carta, magari senza permesso.

    package from amazon prime carried by the delivery man

    Quindi può essere sicuramente una comodità o un risparmio, ma anche un’insidia in caso di usi non concordati, magari perchè abbiamo abilitato il servizio a nostro figlio per consentirgli di vedere le proprie serie tv preferite e poi finisce per fare acquisti su amazon usando la carta di credito condivisa a nostra insaputa.

    Per abilitare il servizio, che viene rilasciato gradualmente agli utenti italiani, bisognerà andare nelle impostazioni dell’account Amazon abbonato a Prime e invitare un altro utente Amazon al nostro nucleo familiare, che avrà 14 giorni per accettare l’invito recapitato nella propria casella di posta.

    logo on vehicle livery

    Una volta accettato poi potrà accedere ai benefici di Prime senza necessità di pagare un’altro abbonamento, mantenendo separate tutte le cronologie all’interno dell’account.

    Quello che però non va dimenticato è che l’account ospite può, anche se non è obbligato, utilizzare la carta di credito che paga il servizio e che questa condivisione della carta è un requisito obbligatorio per poter condividere gratuitamente il nostro Prime con il familiare ospite. 

    Voi conoscevate questa nuova funzionalità? Vi è gia stata abilitata nel vostro account Amazon? Pensate di utilizzarla o la ritenete pericolosa?

  • Ricondizionati: Come risparmiare sugli acquisti tecnologici

    Ricondizionati: Come risparmiare sugli acquisti tecnologici

    Quando si è alla ricerca di un prodotto tecnologico, un elettrodomestico o un prodotto per la mobilità esiste un modo per risparmiare, a volte anche in maniera consistente senza fare troppe rinunce.

    Infatti a mano di non bramare soltanto l’ultimo ritrovato della tecnologia, magari pagando pure un extra per riceverlo in anteprima, la soluzione è puntare al prodotto che sta venendo sostituito che spesso viene messo in offerta dai grossi negozi per svuotare i magazzini, consentendo di portarci a casa un prodotto ancora valido ad un prezzo più ragionevole, specie in un periodo dove i listini, causa guerre e inflazione non fanno altro che salire.

    online shopping with credit card and laptop

    Se volessimo risparmiare ancora di più, potremmo puntare al mercato dell’usato, giocando su chi si libera del prodotto precedente per acquistare l’ultimo uscito, riuscendo magari a portarsi a casa un prodotto premium al prezzo di uno economico.

    Ma andare sul mercato dell’usato ci espone a dei rischi, specie se non conosciamo il compratore e come è stato utilizzato quell’oggetto: soprattutto certi articoli tecnologici potrebbero nascondere dei difetti la cui riparazione costerebbe cifre importanti che annullerebbero il nostro risparmio.

    a laptop with a broken screen sitting on a table

    E se si tratta di un difetto palese che si presenta subito, magari litigando un po col venditore, si può provare ad annullare il nostro acquisto o farci restituire parte della spesa, ma se il difetto, magari dovuto all’usura del prodotto stesso si presentasse dopo qualche mese difficilmente il venditore vi verrà incontro, trasformando quello che pensavamo essere un affare in una fregatura.

    Acquistando un usato da un privato infatti non esiste garanzia di conformità, quindi a meno non ci sia una residua garanzia del produttore, e che vi sia stato fornito lo scontrino o la fattura di vendita, non esiste una copertura a meno di vizi occulti nascosti in malafede dal venditore, dato che si utilizza la formula visto e piaciuto.

    technician repairing computer in electronics store

    Le cose sono differenti se si acquista da un commerciante professionista, che è tenuto a dare una garanzia di conformità anche su un usato, seppur più limitata rispetto ad un prodotto nuovo, dato che può essere ridotta ad un solo anno, non copre l’usura o eventuali difetti già specificati all’atto dell’acquisto, e che in caso di problemi potrebbe portare ad una soluzione in economia poco gradita all’acquirente , come una riparazione in luogo di una sostituzione, un parziale rimborso o alla risoluzione del contratto lasciandoci senza il nostro prodotto e costringendoci a doverlo ricomprare, magari a prezzo pieno altrove.

    Ma esiste anche una terza strada, che è una sorta di via di mezzo tra nuovo ed usato: il ricondizionato. Si tratta di prodotti venduti da venditori specializzati o da delle apposite sezioni di grandi e-commerce come Amazon o MediaWorld dove vengono venduti i prodotti resi dagli acquisti online, i prodotti rientrati dai centri assistenza dopo una sostituzione in garanzia, gli articoli di esposizione che non possono essere venduti come nuovi magari a causa di un difetto estetico o della mancanza di qualche accessorio o degli imballi originali.

    racks with cardboard boxes in a warehouse

    In alcuni casi possono essere dei prodotti tecnologici, come smartphone o computer dati in leasing o in noleggio alle aziende che alla fine del contratto vengono rimessi a nuovo e rivenduti. Il vantaggio di queste soluzioni è che si ha un prodotto che spesso è praticamente nuovo, venduto con una garanzia pari al nuovo, ma al prezzo di un usato.

    E quando a vendere sono grandi e-commerce che devono svuotare i magazzini, può capitare che durante alcuni periodi dell’anno facciano delle promozioni che aumentano lo sconto sul prezzo di vendita, magari ad un prodotto pari al nuovo normalmente scontato del 20%, si aggiunge un 50% ulteriore, riuscendo a farci portare a casa un prodotto ad una frazione del prezzo, soprattutto se si tratta di prodotti di scarso appeal: difficilmente troverete super scontato un iphone, ma magari riuscirete a portarvi a casa un forno a microonde, un deumidificatore  o un amplificatore hifi a un quinto del suo prezzo di listino. 

    vintage cameras displayed at tbilisi market

    Ovviamente non stiamo acquistando un prodotto nuovo quindi si dovrà fare attenzione alla serietà del venditore, ma sopratutto alle condizioni e al suo prezzo.

    Infatti in queste tipologie di acquisto occorre prestare particolare attenzione alle condizioni sia estetiche che funzionali, chiaramente indicate nella scheda prodotto, e magari visibili nelle foto a corredo: a volte un’offerta molto allettante è dovuta alla mancanza di un accessorio indispensabile per il funzionamento o a dei difetti importanti, altre magari si tratta della mancanza dei manuali, degli imballi o di un graffio o un’ammaccatura , cosa che a seconda degli utilizzi potrebbe non essere un problema specie in relazione al prezzo pagato.

    man fixing a computer

    Altra cosa a cui stare attenti in caso di prodotti tecnologici sono le caratteristiche tecniche, a volte lo sconto sembra allettante rispetto al prezzo di listino di quando sono stati messi in commercio, ma se si tratta di fondi di magazzino o di prodotti rientrati da leasing aziendali non molto recenti, a parità di spesa si potrebbero trovare prodotti nuovi con caratteristiche superiori, dato che un prodotto medio gamma attuale è tendenzialmente più potente di un prodotto di fascia alta con alcuni anni alle spalle, e magari supporta tecnologie più moderne, diventando una scelta più oculata.

    Ma conoscendo cosa si sta andando a comprare, e sfruttando magari sconti aggiuntivi e periodi promozionali si rischia di fare degli affari importanti. Voi conoscevate questi prodotti?

    african american engineer conducting hardware diagnostic in repair shop
  • Unipolmove aumenta i prezzi, il telepedaggio diventa piú caro

    Unipolmove aumenta i prezzi, il telepedaggio diventa piú caro

    Fino a poco fa la concorrenza nei sistemi di telepedaggio aveva fatto sì che potevamo avere dei dispositivi concorrenti del Telepass, che offrivano gli stessi servizi a un prezzo molto vantaggioso.

    Ma Telepass forte del suo nome che è sinonimo di telepedaggio, non temendo più di tanto la concorrenza ha pure aumentato i prezzi giustificandoli con qualche servizio aggiuntivo non indispensabile offerto nel pacchetto.

    I concorrenti, principalmente Unipolmove e Moneygo quindi diventavano particolarmente convenienti rispetto al gestore storico, dato che grazie a prezzi piu bassi e delle promozioni perennemente rinnovate hanno concesso di offrire il servizio a dei prezzi molto concorrenziali.

    Ma purtroppo la pacchia dei canoni mensili a 1 euro , 1.50 o 1.90 è finita anche per questi nuovi operatori bramosi di farsi conoscere, che alla fine hanno alzato i prezzi.

    Infatti anche UnipolMove, che era certamente quello dai prezzi più concorrenziali, ha cambiato le condizioni andando ad eliminare gli sconti in essere, riportando al prezzo attuale di listino chi aveva un canone scontato.

    Gli utenti sono infatti stati informati della variazione che dal 28 Settembre porta a 2.50 mensili il prezzo della propria offerta, mantenendo a 1 euro mensile il canone per l’eventuale dispositivo aggiuntivo.

    Il nuovo prezzo resta concorrenziale rispetto a quello di Telepass, ma arrivando a costare 2.50 al mese si equipara  alla cifra richiesta da MooneyGo, lasciando poco spazio a soluzioni alternative: l’unica soluzione per risparmiare qualcosa per chi è stato colpito dagli aumenti è usufruire del primo anno gratuito offerto da tutti i concorrenti , eventualmente dando disdetta al termine del periodo gratuito.

    Inoltre come succede di solito, l’operatore alla ricezione della disdetta potrebbe farvi delle controfferte con dei mesi gratuiti per convincervi a non chiudere il contratto, riuscendo quantomeno a rimandare il problema per qualche tempo.

    view of cars on the street in city

    Ad ogni modo tutto aumenta, e anche il costo del telepedaggio non è da meno, e quindi volenti o nolenti , se usiamo questo servizio, ci si trova a dover pagare il balzello aggiuntivo.

    Voi sapevate di questi aumenti? Utilizzate il telepedaggio?

  • Playstation dice addio al disco fisico, noi alla nostra libertá digitale

    Playstation dice addio al disco fisico, noi alla nostra libertá digitale

    Sony ha recentemente fatto un annuncio importante per gli utenti Playstation, comunicando l’abbandono del formato fisico per i suoi giochi a partire dal 2027.

    Questo significa che a breve l’unico modo per acquistare giochi Playstation sarà in digitale, e se per qualcuno può sembrare una notizia insignificante, va a cambiare di parecchio la fruizione dei nostri dispositivi e soprattutto la possibilità di farci risparmiare nell’acquisto dei giochi.

    Infatti il gioco fisico, che anche se richiede di scaricare degli aggiornamenti online, ci consente di prestare, regalare, scambiare o vendere sul mercato dell’usato la nostra copia del gioco dandogli una seconda vita dopo averlo giocato.

    a white game console

    Questo significa recuperare parte della spesa, di giochi che costano sempre di più, ma che con il digitale non potremmo piu fare, cosi come collezionare il nostro gioco per poterlo rigiocare tra qualche anno.

    Infatti, a meno che non vengano implementati dei sistemi di revoca e di compravendita della licenza digitale che al momento non esistono, il gioco acquistato digitalmente rimarrà sempre vincolato all’account dell’utente senza possibilità di trasferire questa licenza, andando ad uccidere il mercato dell’usato.

    E se è vero che sul PC è prassi comune acquistare i giochi in digitale, a differenza del mondo console dove si è vincolati al canale ufficiale, gli store sono tanti in concorrenza tra loro, quindi i prezzi, soprattutto dei titoli meno recenti, si abbassano tantissimo, dato che lo stesso gioco potremmo trovarlo non solo sullo store ufficiale ma anche su Steam, su Epic Store, su GOG etc.

    Sulla console esiste solo lo store ufficiale, e al limite qualche venditore di chiavi quindi le possibilità di risparmiare, e soprattutto le politiche commerciali le fa solo uno store consentendo di fare solo i propri interessi e non quelli dei consumatori.

    Ma c’è un lato ancora più oscuro della cosa, eliminare il fisico significa anche passare dall’acquisto di una copia che rimane sempre di nostra proprietà, e che a meno che non spengano i server dei giochi online rimarrà giocabile e collezionabile per sempre , all’ottenimento di una licenza che , anche se sembra perpetua, di per sé è revocabile.

    E proprio Playstation di recente ce lo ha fatto capire quando scaduto un accordo con Studio Canal ha cancellato dallo store ben 500 film, anche a chi li aveva comprati e quindi in teoria aveva il diritto di poter usufruire per sempre della visione di quel film, ma se lo è visto cancellato tralaltro senza neanche  la possibilità di ottenere un rimborso in quanto questa procedura era esplicitamente consentita dai termini di licenza a cui generalmente nessuno fa attenzione.

    E non è la prima volta che succedono cose simili, in passato anche Amazon ha cancellato alla stessa maniera dei libri digitali dai Kindle degli utenti per la stessa ragione.

    D’altronde si tratta di una licenza e non del possesso di una copia di un opera , come potrebbe essere un dvd, un cd o un disco in vinile, che finchè non si rompe, potremmo sempre goderci senza neanche necessità di collegarci a internet.

    Ma purtroppo il problema è comune con tutte le piattaforme digitali in abbonamento , da quelle di streaming ai servizi online, ci danno a noleggio la licenza di alcuni contenuti, che potranno sempre toglierci nonostante abbiamo pagato il nostro canone.

    a person holding a game controller

    E questo significa che se tutti i servizi digitali, nati per costringerci a pagare un abbonamento e trasformare un comune acquisto in un finanziamento perenne, diventano l’unico modo di accedere a quei contenuti, eliminando la concorrenza del fisico, qualcuno per qualsiasi ragione può escluderci dalla loro fruizione nonostante li abbiamo pagati.

    Potranno essere ragioni commerciali, ma anche geopolitiche o anche di repressione dei nostri diritti commerciali, ma cosi come eliminare il contante per passare esclusivamente a dei sistemi digitali , cancellando le alternative, questo gioco serve solamente ad ingabbiare gli utenti.

    Il problema diventano le finalità di chi ci vuole ingabbiare, fare più soldi, smettere di pagare un fornitore, bloccare un oppositore politico, cancellare un certo servizio ad un intero paese nemico.

    Diciamo che è un tassello in più che, quando non esiste alternativa ,anche se fosse più scomoda, rende la nostra vita sempre controllata e pericolosa, e che se agli occhi di un utente comune questo può sembrare un argomento da complottista in realtà è una sempre maggiore limitazione delle nostre libertà digitali.

    Voi cosa ne pensate? Siete team solo digitale o preferite che il fisico comunque rimanga?

  • Arriva la cauzione per i nostri rifiuti in plastica

    Arriva la cauzione per i nostri rifiuti in plastica

    Dal 12 agosto in Spagna è arrivato un nuovo balzello sull’acquisto di prodotti venduti in contenitori di plastica o lattine sotto i 3 litri, e questa soluzione che è già applicata in altri paesi europei potrebbe presto arrivare anche da noi.

    Infatti a causa del mancato conseguimento dell’obiettivo di riciclo della raccolta differenziata una direttiva europea obbliga gli stati ad istituire una cauzione sull’acquisto di prodotti contenuti in lattina o plastica, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe costringere i cittadini a fare la raccolta differenziata dei rifiuti.

    Infatti quando andremo a fare la spesa la nostra bottiglia d’acqua, la confezione del detersivo o la lattina della nostra bibita preferita verranno maggiorate di 10 centesimi, ma riportando il vuoto in negozio, dove verranno predisposti appositi contenitori automatici , i 10 centesimi vi verranno restituiti e saranno utilizzabili per la spesa successiva.

    segregating waste in plastic boxes

    Questo sistema è già presente da anni nei paesi del nord europa, dove il concetto di raccolta differenziata non funziona come da noi , dato che generalmente non esistono i contenitori della spazzatura differenziati per tipologia, preferendo sistemi automatici di smistamento dell’indifferenziata e cauzioni all’acquisto.

    E dato che questi sistemi sono meno efficienti, ma sono attuati nei paesi con maggiore peso politico, quando si è trattato di migliorare le percentuali, dato che il dato medio di differenziata nei paesi europei è basso, si è pensato di obbligare tutti i paesi europei a questo metodo, compresa l’Italia, che è comunque una delle nazioni più virtuose nella raccolta differenziata.

    colorful recycling bins outdoors in sunlight

    Ma il regolamento europeo PPWR (UE 2025/40), che dovrà essere applicato entro il 1 gennaio 2029, consente poche deroghe, se la nazione non raggiunge almeno l’80% di differenziata la cauzione DRS va applicata, con l’obiettivo di arrivare in una seconda fase al 90%.

    E l’Italia nonostante raggiunga il 77% di riciclo complessivo sulla totalità degli imballaggi, è sotto il 70% per la plastica, quindi a meno di un miglioramento repentino si troverà  probabilmente a dover seguire l’esempio di Spagna, Germania o Portogallo e introdurre la cauzione.

    workers collecting garbage in mexico city street scene

    I consorzi di riciclo stanno provando, con campagne pubblicitarie, incentivi e nuovi eco-compattatori installati nei supermercati ad arrivare alla soglia per evitare l’imposizione, ma sarà difficile riuscirci nei tempi previsti.

    Il risultato quindi sarà che, a meno di un miracolo o di qualche rinvio, nel giro di qualche anno, anche in Italia comprare la nostra confezione di detersivo, bottiglia d’acqua, lattina di coca ci costerà di più, anche se già facevamo regolarmente la differenziata e pagavamo  la TARI.

    Si salvano dalla cauzione solo le bottiglie di vino, latte e superalcolici e le confezioni vendute nel mondo della ristorazione che vengono consumate nel locale.

    Infatti a meno di non crearci una nuova routine e quindi non buttare più vetro, plastica e lattine negli appositi contenitori differenziati che abbiamo in casa, abituandosi a portarci scomodamente dietro la spazzatura quando andremo a fare la spesa, finiremo per pagare due volte il riciclo, sia nella cauzione che nella tari.

    Anche perchè magari ce li dimenticheremo nel cofano dell’auto o davanti alla porta di casa, e poi quando i vuoti si accumuleranno finiremo per buttarli comunque alla differenziata normale e rinunciare ai nostri 10 centesimi di cauzione.

    Ma anche ad essere virtuosi, i 10 centesimi probabilmente non valgono lo sbattimento di conservare e portarsi dietro il vuoto che possiamo tranquillamente differenziare a casa.

    Forse l’unico vantaggio è che qualche mendicante potrà chiedere una bottiglia vuota al posto della classica moneta e magari arrangiare qualche soldo extra raccogliendo le bottiglie buttate per terra nelle nostre città, contribuendo alla pulizia delle nostre strade.

    Ma a parte quello il sistema è scomodo e farraginoso, e probabilmente la maggior parte delle persone rinuncerà o si dimenticherà di riprendere la cauzione, pagando di fatto più cari i prodotti della spesa.

    Voi conoscevate questo sistema? Pensate di utilizzarlo o vi dimenticherete della cauzione pagando più cari i prodotti?

  • Agosto ha le sue regole

    Agosto ha le sue regole

    Agosto per gli italiani significa andare in vacanza al mare o in montagna ma spesso si prende alla leggera questa tradizione, finendo per calpestare regole ed esponendosi al rischio di multe o spese impreviste.

    E non parlo solo degli stabilimenti balneari dove il prezzo per il noleggio di lettini ed ombrellone è ormai diventato un salasso, al quale si aggiungono i servizi extra dal parcheggio al pranzo, dove anche una semplice bibita o gelato al chiosco possono costarci una fortuna.

    E qualche titolare di stabilimento per costringerci ad usufruire dei propri servizi di ristorazione spesso calca la mano con divieti sulla consumazione di cibi provenienti dall’esterno, che se non sono totalmente fuori legge, sono quanto meno borderline. 

    In quei casi si può stare a discutere col titolare cercando di avere ragione, che in punta di diritto probabilmente ci spetta, ma che ci rovinerà la giornata, arrendersi alle direttive dello stabilimento o cambiare posto, anche se è normale che le regole , così come i prezzi , non siano molto differenti nella stessa zona, quindi anche andare allo stabilimento a fianco, a meno di non aver trovato l’unico disonesto, cambierà di poco la situazione.

    Ma le regole diventano molto più odiose quando arrivano dal comune dove è situata la spiaggia o dove vogliamo alloggiare, soprattutto se si tratta di spiaggia libera quello che magari risparmiate nello stabilimento lo pagate, almeno in parte e con le scomodità del caso tra ticket di ingresso, magari a numero chiuso e che richiedono pure una prenotazione anticipata, tasse di soggiorno e parcheggi a pagamento obbligatori.

    Se poi ci aggiungiamo i divieti di sosta nei pressi della spiaggia con tanto di vigile pronto a far cassa con le multe, a maggior ragione se abbiamo un mezzo camperizzato, che ci costringe a fare tanta strada con ombrellone e spiaggine in mano o in alternativa rassegnarci al parcheggio a pagamento.

    E se abbiamo il camper siamo pure bersaglio facile , con divieto di campeggio in tutte le aree comunali, per costringerci a pagare per un campeggio o per aree di sosta pubbliche, con vigili pronti a mettere multa anche quando non abbiamo aperto finestre, tendalini o bloccato le ruote e quindi tecnicamente equiparati ad una vettura in sosta, contestando campeggio o bivacco inesistenti.

    Altre stranezze poi sono le spiagge che hanno regole astruse che sembrano fatte apposta per far scappare il turista, dal divieto di stendere l’asciugamano sulla sabbia che ci obbliga ad avere o a comprare sul posto una stuoia, al disco orario per l’occupazione della spiaggia.

    E non si parla del divieto , sacrosanto, di lasciare incustoditi gli ombrelloni per tenerci il posto quando andiamo a pranzo o per il giorno successivo.

    man setting up beach umbrellas on joao pessoa shore

    Ma anche se abbiamo deciso di andare al lago o in montagna le regole strane non mancano, dal divieto di spostare i sassi o di fare rumore, alla precedenza al bestiame o agli escursionisti in salita, dai ticket di ingresso per i sentieri, agli obblighi di guida, dall’obbligo di non lasciare rifiuti ai patentini per raccogliere funghi, fiori o altri prodotti naturali

    Insomma posto che vai e regole che trovi, anche perchè spesso dipendendo dai regolamenti comunali ogni sindaco che ha sufficente fantasia o bisogno di fare cassa se ne inventa sempre una nuova, quindi diventa essenziale informarci per tempo sulle regole del posto pena sgradite sorprese che possono rovinarci o addirittura farci perdere la giornata, magari dopo aver già pagato in anticipo i servizi. 

    beach umbrella against vast sea

    Ovviamente ci sono anche regole sacrosante, da quelle che ci obbligano a tenere pulita la spiaggia, a quelle che regolamentano le attività sportive in spiaggia o quelle di buonsenso per evitare di disturbare i vicini di ombrellone, così come quelle che regolano la balneazione e il soccorso in mare.

    Ad esempio il divieto di fumo in spiaggia è ormai esteso in tanti comuni, che nei casi più blandi comunque vietano di disperdere cenere e mozziconi sulla spiaggia, ad ogni modo anche fuochi e falò sono generalmente vietati.

    beach bonfire camping close up

    Anche l’accesso agli animali domestici come cani e gatti è regolamentato, e se in linea di principio è consentito il transito lungo la battigia, la sosta o l’ingresso negli stabilimenti potrebbe non essere consentito.

    L’essenziale però è partire informati delle regole del posto, magari consultando i siti dei comuni o degli enti turistici della zona, o chiedendo informazioni agli albergatori o ai vigili urbani prima di avventurarsi in qualche località lontana che potrebbe essere soggetta a limitazioni.
    Voi avete avuto brutte esperienze con queste regole?

    aerial view of blue and white open cottages at the beach

  • I dazi sono arrivati davvero e fanno male al nostro portafoglio

    I dazi sono arrivati davvero e fanno male al nostro portafoglio

    Alla fine la tassa di 3 euro sugli acquisti dalla Cina è arrivata e sta facendo pure piu danni del previsto.

    Infatti dal 1 luglio tutte le spedizioni che arrivano da fuori la comunità europea, di valore inferiore ai 150 euro, pagano un dazio di 3 euro piu iva per ciascuna categoria merceologica.

    Questo significa che se nel nostro ordine da 10 euro abbiamo messo una penna, uno zainetto, un cavetto per il cellulare e una cover, quindi 4 articoli di categorie merceologiche diverse, pagheremo la bellezza di 4 dazi, quindi 14.64 euro di tasse su un valore di 10 euro, e se magari aggiungiamo un altro prodotto per raggiungere uno sconto extra o la spedizione gratuita, se la categoria merceologica cambia avremo altri 3.66 euro da pagare.

    In pratica, sui prodotti più economici,  si paga più di dazio che di valore dei prodotti, cosa che rende estremamente sconveniente l’acquisto, quindi a meno di non avere alternative saremo costretti a comprare quegli articoli altrove.

    E quindi i grandi magazzini cinesi nelle nostre periferie, o le catene di cianfrusaglie economiche tipo Action, Pepco, Kik, Tedi e similari festeggeranno, mentre noi pagheremo i prodotti più cari.

    Ma oltre al danno abbiamo pure la beffa, le piattaforme online, come Temu, Aliexpress, Haul e Shein, sono dei marketplace che non vendono direttamente i prodotti, ma mettono in contatto un venditore esterno con l’acquirente, e stessa cosa fanno molti siti di ecommerce nostrani che affiancano ai prodotti venduti direttamente, una sezione marketplace con prodotti venduti da altri.

    working macbook computer keyboard

    Questo significa che all’interno dello stesso ordine i venditori possono essere diversi, quindi rischiamo di pagare il dazio di 3.66 per ogni prodotto, anche se la categoria merceologica è la medesima, ma il venditore è differente o se l’ordine è spedito in pacchetti separati.

    Per evitare il balzello bisogna fare attenzione a cosa si compra, scegliendo venditori che spediscano effettivamente dall’Europa, senza farci fregare dal sito locale, dato che molti venditori esterni lavorano in dropshipping dalla Cina, esponendoci al dazio.

    Ciò vuol dire leggere molto bene la descrizione degli articoli, e controllare al check-out il prezzo finale comprensivo dei dazi prima di piazzare l’ordine per evitare sgradite sorprese, ma soprattutto valutate per bene se valga davvero la pena acquistare quel prodotto.

    Dopotutto se un prodotto da 1 euro , rischia di costare 8 tra dazi e spedizioni, probabilmente rinunceremo a comprarlo o lo cercheremo altrove, ma se non si fa attenzione la fregatura è dietro l’angolo, e ce la stanno servendo non dei negozianti disonesti o una piattaforma furbetta ma le regole della comunità europea.

    person shopping online

    In più anche molti dei prodotti che vediamo online su siti insospettabili arrivano , magari senza comunicarlo chiaramente, dalla Cina quindi avranno un aumento pari al dazio nascosto nell’aumento dei prezzi del prodotto.

    Sicuramente i nostri acquisti su Temu, Shein o Aliexpress si ridimensioneranno, avendo perso molto della loro convenienza. Voi comprerete ancora da questi siti o cambierete fornitori?

  • Cosa controllare sull’auto prima di partire per le vacanze

    Cosa controllare sull’auto prima di partire per le vacanze

    Se per le nostre vacanze estive abbiamo deciso di utilizzare l’automobile, la moto o un camper, magari per viaggi di parecchi chilometri è bene che il nostro mezzo sia in piena efficienza e magari pensare di dotarsi di strumenti che possano tirarci fuori da spiacevoli inconvenienti, soprattutto se il mezzo non è più giovanissimo.

    Verifichiamo come prima cosa che assicurazione e revisione siano regolari, e magari controlliamo anche la validità della nostra patente, e se transitiamo per le autostrade di paesi esteri di avere la vignette dove prevista, per evitare spiacevoli conseguenze in caso di controlli delle forze dell’ordine.

    Controlliamo poi l’efficienza del mezzo: verifichiamo i livelli di olio motore, liquido di raffreddamento, liquido freni e lavavetro, facendo eventualmente i necessari rabbocchi.

    person checking the oil of an engine

    Controlliamo anche lo stato dei pneumatici, sia per la pressione corretta ai casi di utilizzo, che per l’usura, oltre alle condizioni di eventuale ruotino o kit di gonfiaggio.

    Diamo un occhio anche all’ impianto elettrico accertandoci che tutte le luci siano funzionanti, che il clima , essenziale d’estate, funzioni correttamente così come i tergicristalli, sostituendoli in caso di necessità.

    Un check andrebbe fatto anche a freni e batteria, oltre alla presenza di triangolo , giubbotto catarifrangente e di tutti i documenti del mezzo.

    crop man using controller in car

    Verifichiamo inoltre di aver fatto i tagliandi, e nel caso prendere appuntamento in officina prima possibile, dato che nel periodo estivo tra chiusure per ferie e controlli pre-vacanzieri trovare disponibilità potrebbe essere più complicato del solito.

    Possiamo poi dotarci di alcuni accessori utili in caso di emergenza, come un jump starter , quella sorta di powerbank che consente di avviare l’auto in caso di emergenza o batteria scarica, cosa che con caldo e anzianità non è così infrequente e che potrebbe salvarci la vita, specie se la nostra auto monta batterie particolari che non si trovano con facilità, magari nel bel mezzo delle ferie di agosto di ricambisti e officine.

    Altro strumento salvavita utile da tenere in macchina è un compressore elettrico portatile, sicuramente più efficiente dei kit per il gonfiaggio dei pneumatici in dotazione all’auto e che può essere utile anche per gonfiare palloni, gomme di biciclette, monopattini, sup, materassini o attrezzatura da campeggio che magari abbiamo con noi in vacanza.

    Altro salvavita è la dashcam, per registrare eventuali incidenti, danneggiamenti, furti o truffe assicurative che potremmo subire lontano da casa.

    Non sarebbe male inoltre avere in auto uno scanner o monitor OBD , che ci consente, tramite l’apparecchio o con un’app collegata al nostro smartphone di verificare parametri ed errori della macchina, consentendoci anche di resettare eventuali spie che dovessero accendersi nel quadro.

    Essenziale avere con sé il proprio smartphone, anche per la musica e la navigazione, ma è bene tenerlo collegato alla macchina per la ricarica, possibilmente tramite un caricatore ad alta velocità da accendisigari dotato di quick charge e/o di power delivery e che magari consenta la ricarica simultanea di altri dispositivi in caso di necessità, da abbinare ad un supporto stabile per posizionarlo in maniera sicura tramite magneti, ventose e/o alle bocchette dell’aria, consentendo anche il raffreddamento durante la ricarica.

    a smartphone with displayed directions attached next to the steering wheel in a car

    Se abbiamo il navigatore integrato verifichiamo di avere le mappe aggiornate, e se usiamo quello sullo smartphone scarichiamo le mappe offline delle zone che abbiamo in mente di visitare in modo da poterci muovere anche in assenza di segnale telefonico.

    E se abbiamo in mente di spostarci all’estero, soprattutto fuori dalla comunità europea, verifichiamo il roaming internazionale del nostro gestore telefonico, eventualmente integrando il piano dati con un piano per l’estero, acquistando una sim estera o una e-sim, magari da installare in un secondo telefono o in un router wifi a batteria , le cosiddette saponette, per condividere la connessione dati alla macchina , al nostro smartphone e agli altri dispositivi connessi che abbiamo con noi.

    screen of a car navigation

    E pensiamo anche ad una soluzione di backup come le mappe cartacee in caso la tecnologia dovesse abbandonarci lontano da casa, e dove anche comunicare potrebbe essere complicato.

    Se abbiamo un mezzo elettrico controlliamo di avere con noi il cavo di ricarica, verifichiamo la presenza di colonnine nel tragitto e nei pressi della destinazione, e di poter accedere alle colonnine di eventuali gestori esteri.

    E se i viaggi sono lunghi possiamo pensare ad un piccolo frigo, magari di quelli a 12 volt, da installare in macchina per mantenere fresche bevande ed alimenti può essere una soluzione comoda, anche se con tanti compromessi rispetto a quello di casa.

    Insomma fare qualche controllo preliminare e dotarci di qualche gadget può farci affrontare il viaggio con maggiore serenità. Voi avete altri controlli o accessori da suggerire?

  • Proteggersi dal caldo: dal ventilatore al condizionatore

    Proteggersi dal caldo: dal ventilatore al condizionatore

    Estate è sinonimo di caldo, quindi è normale pensare a come proteggerci e consentirci di refrigerarsi, magari evitando di spendere una fortuna.

    E a parte vestirci leggeri e stare all’ombra o in ambienti freschi, quello che si può fare è aiutarsi con qualche dispositivo elettrico che può alleviare la calura.

    E quello più economico di tutti è certamente il ventilatore, che smuovendo l’aria riesce a darci sollievo con una spesa irrisoria, visto che ce ne sono in vendita anche al prezzo  di pochi euro, sia per l’acquisto che per l’energia, essendo in pratica composto da un piccolo motore che fa girare una pala, e che può essere, a seconda dei modelli, essere alimentato anche a batteria o dalla presa usb presente anche su computer o powerbank.

    relaxing indoor scene with multiple fans

    Ovviamente spostando solo l’aria, che a seconda della dimensione delle pale e della potenza del suo motore, crea un sollievo effimero, dato che non fà diminuire né la temperatura e l’umidità, ma la sua semplicità, dato le poche richieste può permetterci di averne tanti , da piazzare in vari punti della casa e magari portarlo con noi.

    I modelli più evoluti, riescono ad avere dei sistemi senza pale per una maggiore efficienza, ma spesso la differenza di prezzo rispetto ad un modello standard non vale la pena.

    Un’evoluzione del ventilatore è il raffrescatore, dove il sistema di pale che smuove l’aria viene integrato con un nebulizzatore che spara piccole gocce d’acqua che attinge da un apposito serbatoio, capaci di dare un maggiore sollievo.

    Il prezzo si alza un pochino, specie per i modelli più complessi magari dotati di timer o telecomando, ma si tratta di spendere poche decine di euro per l’acquisto, e un consumo solo leggermente superiore rispetto ad un ventilatore standard, e che molto spesso consuma meno di una lampadina.

    L’inconveniente però è dover gestire il serbatoio dell’acqua che va mantenuto pieno, e possibilmente raffreddato con dei ghiacciolini riutilizzabili, tipo quelli che si usano nelle borse frigo, da far congelare nel freezer di casa.

    Ovviamente la gestione di acqua e ghiaccioli non ne consentono l’uso in tutte le situazioni, ma sono un upgrade gestibile rispetto ad un ventilatore standard.

    Ma la soluzione migliore non può essere che un vero condizionatore d’aria, che è più complesso e costoso, ma consente risultati sicuramente molto migliori per il nostro sollievo contro il caldo, visto che abbattono realmente la temperatura, ma non solo, dato che i sistemi a pompa di calore consentono anche il riscaldamento, rendendo l’apparecchio utile in tutte le stagioni.

    Il problema però più grande da considerare è che il climatizzatore ha bisogno oltre alla corrente elettrica di uno scarico della condensa, ma soprattutto di ricevere aria dall’esterno.

    Ne esistono di fissi o di portatili , molto spesso dotati di un’unità esterna da installare fuori dalla stanza dove lo andremo ad installare, ma anche quelli che non ce l’hanno, come i modelli portatili o i modelli dedicati all’installazione in facciate di palazzi storici necessitano comunque di un buco, sul vetro o sulla parete per prendere aria dall’esterno.

    Questo significa che anche le unità portatili, che potremmo teoricamente spostare da una stanza ad un altra tanto portatili non sono, ma soprattutto richiedono degli interventi invasivi per la messa in opera.

    A quel punto, a meno di altri problemi, la soluzione più intelligente è installare un tradizionale condizionatore fisso a pompa di calore, con split e unita esterna, sicuramente più efficente e meno rumoroso.


    Il prezzo dei modelli più economici parte da poche centinaia di euro, fino ad arrivare a qualche migliaia di euro per modelli super sofisticati, che permettono consumi più bassi, ma soprattutto di gestire più stanze con un’unica unità esterna.

    Inoltre , come accennavamo, consentono di essere utilizzare non solo per raffrescare ma anche per riscaldare le stanze dove lo avremo installato, consentendo magari di sostituire altri sistemi di riscaldamento , soluzione che può avere molto senso in caso di condomini dove , per varie ragioni, viene disattivato il riscaldamento centralizzato.

    Inoltre questi apparecchi hanno varie modalità di utilizzo e possono essere utilizzati anche come un ventilatore escludendo il motore esterno, come deumidificatore e come riscaldamento.

    I consumi in modalità clima ovviamente sono molto superiori rispetto ad un ventilatore o ad un raffrescatore che generalmente non consuma più di 50 watt: si parla , a seconda dei modelli, di almeno 5/600 watt, con punte  che possono toccare anche 1.5 kW a seconda di potenza ed efficienza dell’apparecchio.

    Ragione per cui è importante scegliere con cura il prodotto, preferendo quelli con efficienza maggiore e correttamente dimensionati alle dimensioni delle stanze.

    Da controllare oltre la classe energetica, i BTU che indicano la capacità dell’apparecchio di raffreddare o riscaldare in base alla metratura della stanza (indicativamente un 9000 BTU va bene per ambienti sino a 25mq, 12000 BTU per quelli tra 25 e 40 mq, 18.000 BTU tra 40 e 60mq) e i valori di SEER e SCOP rispettivamente per raffrescamento e riscaldamento: più questi valori sono alti e meno consumerà l’apparecchio.

    E un’altra cosa a cui fare attenzione è l’installazione, sia per i costi che per la disponibilità di installatori certificati F-GAS, che dovranno rilasciare una dichiarazione di conformità dell’impianto, visto che per legge è vietato il fai da te e che si rischiano multe salate in caso di controlli.

    Ovviamente questa normativa riguarda solo gli impianti fissi, quindi in caso di climatizzatore portatile si può fare da soli, a patto di riuscire a fare un buco nel muro o nella finestra per il tubo di scarico dell’aria.

    Ad ogni modo, qualsiasi di queste opzioni riescono, con i loro pregi e difetti ad alleviare le sofferenze date dal caldo, e che sono spesso indispensabili in presenza di anziani e bambini.

    Voi come trovate refrigerio in estate? Avete altri sistemi da suggerire?

  • Vacanze: Ecco i gadget mettere in valigia

    Vacanze: Ecco i gadget mettere in valigia

    Estate vuol dire vacanze e questo significa ricordarsi di mettere in valigia degli accessori che possono farci comodo, magari per proteggerci dal sole, per riempire i tempi morti, per raggiungere i punti di interesse o per immortalare dei ricordi.

    A seconda della destinazione e del mezzo di trasporto che abbiamo scelto, anche la nostra dotazione di gadget cambierà di conseguenza, magari a corredo di eventuali attività sportive da fare a destinazione.

    man charging cellphone with powerbank

    Ci sono poi accessori universali che in vacanza non dovrebbero mai mancare come un powerbank che ci consente di ricaricare il telefono anche quando non abbiamo una presa di corrente a disposizione, dato che l’uso di app di navigazione, scarsa copertura telefonica, uso delle funzioni foto e video, e soprattutto il caldo estivo tendono a far scaricare la batteria, ben più di quanto siamo abituati in condizioni normali.

    E la batteria esterna è da affiancare al caricabatterie a muro, e ad uno per l’accendisigari della macchina, insieme a dei cavi di buona qualità che non si rompano all’improvviso in vacanza, costringendoci a soluzioni di fortuna.

    a black and silver car charger

    E visto che in vacanza il telefono è ormai indispensabile, anche solo per i biglietti aerei, per pagare o per aiutaci a spostarci, sia in auto che a piedi, ma anche per fare foto e video da condividere nei social coi nostri amici,  è bene proteggerlo da cadute e schizzi d’acqua con custodie apposite, e se viaggiamo all’estero affiancargli dei piani dati che ci consentano di avere accesso a internet: se restiamo in europa un certo quantitativo di dati ci verrà concesso in roaming dal nostro operatore, ma a secondo dell’uso che se ne fà sarà facile sforare il plafond e pagare delle tariffe veramente esose. 

    Per evitarlo , o quando si viaggia fuori dalla comunità europea, ci si può dotare di piani per l’estero o di una sim locale, o se il telefono la supporta di una e-sim dove poter comprare a prezzi certi e convenienti dei pacchetti di giga, per il tempo e per la nazione di cui abbiamo bisogno.

    black wall plugs

    Se andiamo all’estero ricordiamoci che a seconda del paese le spine elettriche , e talvolta anche la tensione di rete, possono essere differenti quindi bisognerà dotarsi di adattatori, magari di tipo universale: portarseli da casa significa reperirli a basso costo e non doversi affidare a soluzioni di fortuna che possono essere particolarmente costose o addirittura rimanere senza la possibilità di utilizzare i nostri apparecchi elettrici che abbiamo messo in valigia.

    E se pensiamo di rilassarci sotto l’ombrellone, in piscina, ma anche perdere tempo in albergo, una buona idea per passare il tempo è portarsi dietro un lettore di e-book, che pesa e ingombra meno di un libro cartaceo, magari  da affiancare ad una cuffia o ad una cassa bluetooth per goderci la nostra musica preferita.

    legs of woman lying down with ebook reader on sea shore

    E sotto l’ombrellone oltre a creme solari, maschera e pinne, asciugamani e riviste di enigmistica, potrebbe essere il caso di portarsi un ventilatore a batteria e magari un piccolo compressore ricaricabile per gonfiare materassini, sup e altri gonfiabili.

    Il compressore poi ci può anche essere d’aiuto in caso di emergenza in auto, magari insieme ad un booster che ci permette di ripartire in caso la batteria dell’auto si fosse scaricata, e magari ad una dash-cam per registrare eventuali danneggiamenti, incidenti e tentativi di truffe.

    a smartphone with displayed directions attached next to the steering wheel in a car

    E se viaggiamo in auto non dimentichiamoci un supporto per attaccare il telefono e il caricabatterie per il telefono da attaccare all’accendisigari, utili anche se prendiamo un’auto a noleggio per raggiungere le spiagge.

    Per immortalare i nostri ricordi oltre allo smartphone, possiamo portarci dietro se non una fotocamera o una videocamera tradizionale, almeno una action cam, ottima per immortalare le nostre attività sportive e magari un drone, senza trascurare l’uso di occhiali smart , che oltre a proteggerci dal sole possono servire per immortalare eventi inaspettati. 

    Poi a seconda delle attività previste, dalla località, dei mezzi di trasporto e della sistemazione potrebbe essere utile allungare questo piccolo elenco, ad ogni modo è bene pensare in anticipo e procurarsi questi gadget per tempo, senza il rischio di dimenticarseli a casa, doverli ricomprare a prezzi folli a destinazione o peggio rimanere senza.

    Voi ne avete altri da suggerire?