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  • Cosa controllare sull’auto prima di partire per le vacanze

    Cosa controllare sull’auto prima di partire per le vacanze

    Se per le nostre vacanze estive abbiamo deciso di utilizzare l’automobile, la moto o un camper, magari per viaggi di parecchi chilometri è bene che il nostro mezzo sia in piena efficienza e magari pensare di dotarsi di strumenti che possano tirarci fuori da spiacevoli inconvenienti, soprattutto se il mezzo non è più giovanissimo.

    Verifichiamo come prima cosa che assicurazione e revisione siano regolari, e magari controlliamo anche la validità della nostra patente, e se transitiamo per le autostrade di paesi esteri di avere la vignette dove prevista, per evitare spiacevoli conseguenze in caso di controlli delle forze dell’ordine.

    Controlliamo poi l’efficienza del mezzo: verifichiamo i livelli di olio motore, liquido di raffreddamento, liquido freni e lavavetro, facendo eventualmente i necessari rabbocchi.

    person checking the oil of an engine

    Controlliamo anche lo stato dei pneumatici, sia per la pressione corretta ai casi di utilizzo, che per l’usura, oltre alle condizioni di eventuale ruotino o kit di gonfiaggio.

    Diamo un occhio anche all’ impianto elettrico accertandoci che tutte le luci siano funzionanti, che il clima , essenziale d’estate, funzioni correttamente così come i tergicristalli, sostituendoli in caso di necessità.

    Un check andrebbe fatto anche a freni e batteria, oltre alla presenza di triangolo , giubbotto catarifrangente e di tutti i documenti del mezzo.

    crop man using controller in car

    Verifichiamo inoltre di aver fatto i tagliandi, e nel caso prendere appuntamento in officina prima possibile, dato che nel periodo estivo tra chiusure per ferie e controlli pre-vacanzieri trovare disponibilità potrebbe essere più complicato del solito.

    Possiamo poi dotarci di alcuni accessori utili in caso di emergenza, come un jump starter , quella sorta di powerbank che consente di avviare l’auto in caso di emergenza o batteria scarica, cosa che con caldo e anzianità non è così infrequente e che potrebbe salvarci la vita, specie se la nostra auto monta batterie particolari che non si trovano con facilità, magari nel bel mezzo delle ferie di agosto di ricambisti e officine.

    Altro strumento salvavita utile da tenere in macchina è un compressore elettrico portatile, sicuramente più efficiente dei kit per il gonfiaggio dei pneumatici in dotazione all’auto e che può essere utile anche per gonfiare palloni, gomme di biciclette, monopattini, sup, materassini o attrezzatura da campeggio che magari abbiamo con noi in vacanza.

    Altro salvavita è la dashcam, per registrare eventuali incidenti, danneggiamenti, furti o truffe assicurative che potremmo subire lontano da casa.

    Non sarebbe male inoltre avere in auto uno scanner o monitor OBD , che ci consente, tramite l’apparecchio o con un’app collegata al nostro smartphone di verificare parametri ed errori della macchina, consentendoci anche di resettare eventuali spie che dovessero accendersi nel quadro.

    Essenziale avere con sé il proprio smartphone, anche per la musica e la navigazione, ma è bene tenerlo collegato alla macchina per la ricarica, possibilmente tramite un caricatore ad alta velocità da accendisigari dotato di quick charge e/o di power delivery e che magari consenta la ricarica simultanea di altri dispositivi in caso di necessità, da abbinare ad un supporto stabile per posizionarlo in maniera sicura tramite magneti, ventose e/o alle bocchette dell’aria, consentendo anche il raffreddamento durante la ricarica.

    a smartphone with displayed directions attached next to the steering wheel in a car

    Se abbiamo il navigatore integrato verifichiamo di avere le mappe aggiornate, e se usiamo quello sullo smartphone scarichiamo le mappe offline delle zone che abbiamo in mente di visitare in modo da poterci muovere anche in assenza di segnale telefonico.

    E se abbiamo in mente di spostarci all’estero, soprattutto fuori dalla comunità europea, verifichiamo il roaming internazionale del nostro gestore telefonico, eventualmente integrando il piano dati con un piano per l’estero, acquistando una sim estera o una e-sim, magari da installare in un secondo telefono o in un router wifi a batteria , le cosiddette saponette, per condividere la connessione dati alla macchina , al nostro smartphone e agli altri dispositivi connessi che abbiamo con noi.

    screen of a car navigation

    E pensiamo anche ad una soluzione di backup come le mappe cartacee in caso la tecnologia dovesse abbandonarci lontano da casa, e dove anche comunicare potrebbe essere complicato.

    Se abbiamo un mezzo elettrico controlliamo di avere con noi il cavo di ricarica, verifichiamo la presenza di colonnine nel tragitto e nei pressi della destinazione, e di poter accedere alle colonnine di eventuali gestori esteri.

    E se i viaggi sono lunghi possiamo pensare ad un piccolo frigo, magari di quelli a 12 volt, da installare in macchina per mantenere fresche bevande ed alimenti può essere una soluzione comoda, anche se con tanti compromessi rispetto a quello di casa.

    Insomma fare qualche controllo preliminare e dotarci di qualche gadget può farci affrontare il viaggio con maggiore serenità. Voi avete altri controlli o accessori da suggerire?

  • Proteggersi dal caldo: dal ventilatore al condizionatore

    Proteggersi dal caldo: dal ventilatore al condizionatore

    Estate è sinonimo di caldo, quindi è normale pensare a come proteggerci e consentirci di refrigerarsi, magari evitando di spendere una fortuna.

    E a parte vestirci leggeri e stare all’ombra o in ambienti freschi, quello che si può fare è aiutarsi con qualche dispositivo elettrico che può alleviare la calura.

    E quello più economico di tutti è certamente il ventilatore, che smuovendo l’aria riesce a darci sollievo con una spesa irrisoria, visto che ce ne sono in vendita anche al prezzo  di pochi euro, sia per l’acquisto che per l’energia, essendo in pratica composto da un piccolo motore che fa girare una pala, e che può essere, a seconda dei modelli, essere alimentato anche a batteria o dalla presa usb presente anche su computer o powerbank.

    relaxing indoor scene with multiple fans

    Ovviamente spostando solo l’aria, che a seconda della dimensione delle pale e della potenza del suo motore, crea un sollievo effimero, dato che non fà diminuire né la temperatura e l’umidità, ma la sua semplicità, dato le poche richieste può permetterci di averne tanti , da piazzare in vari punti della casa e magari portarlo con noi.

    I modelli più evoluti, riescono ad avere dei sistemi senza pale per una maggiore efficienza, ma spesso la differenza di prezzo rispetto ad un modello standard non vale la pena.

    Un’evoluzione del ventilatore è il raffrescatore, dove il sistema di pale che smuove l’aria viene integrato con un nebulizzatore che spara piccole gocce d’acqua che attinge da un apposito serbatoio, capaci di dare un maggiore sollievo.

    Il prezzo si alza un pochino, specie per i modelli più complessi magari dotati di timer o telecomando, ma si tratta di spendere poche decine di euro per l’acquisto, e un consumo solo leggermente superiore rispetto ad un ventilatore standard, e che molto spesso consuma meno di una lampadina.

    L’inconveniente però è dover gestire il serbatoio dell’acqua che va mantenuto pieno, e possibilmente raffreddato con dei ghiacciolini riutilizzabili, tipo quelli che si usano nelle borse frigo, da far congelare nel freezer di casa.

    Ovviamente la gestione di acqua e ghiaccioli non ne consentono l’uso in tutte le situazioni, ma sono un upgrade gestibile rispetto ad un ventilatore standard.

    Ma la soluzione migliore non può essere che un vero condizionatore d’aria, che è più complesso e costoso, ma consente risultati sicuramente molto migliori per il nostro sollievo contro il caldo, visto che abbattono realmente la temperatura, ma non solo, dato che i sistemi a pompa di calore consentono anche il riscaldamento, rendendo l’apparecchio utile in tutte le stagioni.

    Il problema però più grande da considerare è che il climatizzatore ha bisogno oltre alla corrente elettrica di uno scarico della condensa, ma soprattutto di ricevere aria dall’esterno.

    Ne esistono di fissi o di portatili , molto spesso dotati di un’unità esterna da installare fuori dalla stanza dove lo andremo ad installare, ma anche quelli che non ce l’hanno, come i modelli portatili o i modelli dedicati all’installazione in facciate di palazzi storici necessitano comunque di un buco, sul vetro o sulla parete per prendere aria dall’esterno.

    Questo significa che anche le unità portatili, che potremmo teoricamente spostare da una stanza ad un altra tanto portatili non sono, ma soprattutto richiedono degli interventi invasivi per la messa in opera.

    A quel punto, a meno di altri problemi, la soluzione più intelligente è installare un tradizionale condizionatore fisso a pompa di calore, con split e unita esterna, sicuramente più efficente e meno rumoroso.


    Il prezzo dei modelli più economici parte da poche centinaia di euro, fino ad arrivare a qualche migliaia di euro per modelli super sofisticati, che permettono consumi più bassi, ma soprattutto di gestire più stanze con un’unica unità esterna.

    Inoltre , come accennavamo, consentono di essere utilizzare non solo per raffrescare ma anche per riscaldare le stanze dove lo avremo installato, consentendo magari di sostituire altri sistemi di riscaldamento , soluzione che può avere molto senso in caso di condomini dove , per varie ragioni, viene disattivato il riscaldamento centralizzato.

    Inoltre questi apparecchi hanno varie modalità di utilizzo e possono essere utilizzati anche come un ventilatore escludendo il motore esterno, come deumidificatore e come riscaldamento.

    I consumi in modalità clima ovviamente sono molto superiori rispetto ad un ventilatore o ad un raffrescatore che generalmente non consuma più di 50 watt: si parla , a seconda dei modelli, di almeno 5/600 watt, con punte  che possono toccare anche 1.5 kW a seconda di potenza ed efficienza dell’apparecchio.

    Ragione per cui è importante scegliere con cura il prodotto, preferendo quelli con efficienza maggiore e correttamente dimensionati alle dimensioni delle stanze.

    Da controllare oltre la classe energetica, i BTU che indicano la capacità dell’apparecchio di raffreddare o riscaldare in base alla metratura della stanza (indicativamente un 9000 BTU va bene per ambienti sino a 25mq, 12000 BTU per quelli tra 25 e 40 mq, 18.000 BTU tra 40 e 60mq) e i valori di SEER e SCOP rispettivamente per raffrescamento e riscaldamento: più questi valori sono alti e meno consumerà l’apparecchio.

    E un’altra cosa a cui fare attenzione è l’installazione, sia per i costi che per la disponibilità di installatori certificati F-GAS, che dovranno rilasciare una dichiarazione di conformità dell’impianto, visto che per legge è vietato il fai da te e che si rischiano multe salate in caso di controlli.

    Ovviamente questa normativa riguarda solo gli impianti fissi, quindi in caso di climatizzatore portatile si può fare da soli, a patto di riuscire a fare un buco nel muro o nella finestra per il tubo di scarico dell’aria.

    Ad ogni modo, qualsiasi di queste opzioni riescono, con i loro pregi e difetti ad alleviare le sofferenze date dal caldo, e che sono spesso indispensabili in presenza di anziani e bambini.

    Voi come trovate refrigerio in estate? Avete altri sistemi da suggerire?

  • Vacanze: Ecco i gadget mettere in valigia

    Vacanze: Ecco i gadget mettere in valigia

    Estate vuol dire vacanze e questo significa ricordarsi di mettere in valigia degli accessori che possono farci comodo, magari per proteggerci dal sole, per riempire i tempi morti, per raggiungere i punti di interesse o per immortalare dei ricordi.

    A seconda della destinazione e del mezzo di trasporto che abbiamo scelto, anche la nostra dotazione di gadget cambierà di conseguenza, magari a corredo di eventuali attività sportive da fare a destinazione.

    man charging cellphone with powerbank

    Ci sono poi accessori universali che in vacanza non dovrebbero mai mancare come un powerbank che ci consente di ricaricare il telefono anche quando non abbiamo una presa di corrente a disposizione, dato che l’uso di app di navigazione, scarsa copertura telefonica, uso delle funzioni foto e video, e soprattutto il caldo estivo tendono a far scaricare la batteria, ben più di quanto siamo abituati in condizioni normali.

    E la batteria esterna è da affiancare al caricabatterie a muro, e ad uno per l’accendisigari della macchina, insieme a dei cavi di buona qualità che non si rompano all’improvviso in vacanza, costringendoci a soluzioni di fortuna.

    a black and silver car charger

    E visto che in vacanza il telefono è ormai indispensabile, anche solo per i biglietti aerei, per pagare o per aiutaci a spostarci, sia in auto che a piedi, ma anche per fare foto e video da condividere nei social coi nostri amici,  è bene proteggerlo da cadute e schizzi d’acqua con custodie apposite, e se viaggiamo all’estero affiancargli dei piani dati che ci consentano di avere accesso a internet: se restiamo in europa un certo quantitativo di dati ci verrà concesso in roaming dal nostro operatore, ma a secondo dell’uso che se ne fà sarà facile sforare il plafond e pagare delle tariffe veramente esose. 

    Per evitarlo , o quando si viaggia fuori dalla comunità europea, ci si può dotare di piani per l’estero o di una sim locale, o se il telefono la supporta di una e-sim dove poter comprare a prezzi certi e convenienti dei pacchetti di giga, per il tempo e per la nazione di cui abbiamo bisogno.

    black wall plugs

    Se andiamo all’estero ricordiamoci che a seconda del paese le spine elettriche , e talvolta anche la tensione di rete, possono essere differenti quindi bisognerà dotarsi di adattatori, magari di tipo universale: portarseli da casa significa reperirli a basso costo e non doversi affidare a soluzioni di fortuna che possono essere particolarmente costose o addirittura rimanere senza la possibilità di utilizzare i nostri apparecchi elettrici che abbiamo messo in valigia.

    E se pensiamo di rilassarci sotto l’ombrellone, in piscina, ma anche perdere tempo in albergo, una buona idea per passare il tempo è portarsi dietro un lettore di e-book, che pesa e ingombra meno di un libro cartaceo, magari  da affiancare ad una cuffia o ad una cassa bluetooth per goderci la nostra musica preferita.

    legs of woman lying down with ebook reader on sea shore

    E sotto l’ombrellone oltre a creme solari, maschera e pinne, asciugamani e riviste di enigmistica, potrebbe essere il caso di portarsi un ventilatore a batteria e magari un piccolo compressore ricaricabile per gonfiare materassini, sup e altri gonfiabili.

    Il compressore poi ci può anche essere d’aiuto in caso di emergenza in auto, magari insieme ad un booster che ci permette di ripartire in caso la batteria dell’auto si fosse scaricata, e magari ad una dash-cam per registrare eventuali danneggiamenti, incidenti e tentativi di truffe.

    a smartphone with displayed directions attached next to the steering wheel in a car

    E se viaggiamo in auto non dimentichiamoci un supporto per attaccare il telefono e il caricabatterie per il telefono da attaccare all’accendisigari, utili anche se prendiamo un’auto a noleggio per raggiungere le spiagge.

    Per immortalare i nostri ricordi oltre allo smartphone, possiamo portarci dietro se non una fotocamera o una videocamera tradizionale, almeno una action cam, ottima per immortalare le nostre attività sportive e magari un drone, senza trascurare l’uso di occhiali smart , che oltre a proteggerci dal sole possono servire per immortalare eventi inaspettati. 

    Poi a seconda delle attività previste, dalla località, dei mezzi di trasporto e della sistemazione potrebbe essere utile allungare questo piccolo elenco, ad ogni modo è bene pensare in anticipo e procurarsi questi gadget per tempo, senza il rischio di dimenticarseli a casa, doverli ricomprare a prezzi folli a destinazione o peggio rimanere senza.

    Voi ne avete altri da suggerire?

  • Come ricaricare le auto elettriche

    Come ricaricare le auto elettriche

    Le auto elettriche volenti o nolenti sono sempre più presenti nel mercato, e può capitare di doverne guidare una, magari perchè ci viene prestata , fornita dall’azienda o noleggiata, o magari semplicemente perchè ne stiamo valutando l’acquisto, magari per sostituire un’auto termica o per cercare di proteggersi dal caro carburanti.

    Ad ogni modo diventa essenziale capire come, dove e quando ricaricare le auto e quanto ci può costare farlo. Infatti ricaricare una macchina elettrica è qualcosa di più complesso di una macchina termica, dove l’unica cosa che dobbiamo sapere è se è a benzina o a gasolio, considerato che i distributori sono super diffusi e che soprattutto possiamo fare il pieno in pochi minuti e poter ripartire per centinaia di chilometri senza doversi più fermare a rifornire.

    Sulle elettriche oltre al prezzo per la ricarica, cambia il tipo di attacco, la velocità di ricarica, l’autonomia, infatti generalmente le auto possono essere caricate, a seconda dei modelli, in corrente alternata, generalmente più lenta o in corrente continua, pertanto cambia il connettore che deve avere la macchina e la colonnina alla quale la ricarichiamo.

    In Europa le auto hanno sostanzialmente due tipi di attacchi il tipo 2 o Mennekes che supporta generalmente fino ai 22kW in corrente alternata, e il CCS2 che invece consente la ricarica in corrente continua ultra rapida anche fino ai 350kw sempre che sia la macchina che la colonnina supporti tale velocità.

    Nel primo caso generalmente abbiamo bisogno di tenere in auto il cavo di ricarica per attaccarsi alla colonnina, nel secondo utilizzeremo quello integrato, sempre che i ladri di rame non lo abbiano rubato mettendo fuori uso la colonnina, cosa che purtroppo non è così rara.

    Ovviamente sia la macchina che la colonnina devono supportare tali velocità, altrimenti la ricarica andrà alla velocità più lenta: ad esempio se la nostra auto permette ricariche sino a 11kW e noi la carichiamo in una colonnina da 22 andrà comunque a 11.

    E la velocità di ricarica è essenziale, perché una ricarica lenta, a seconda della dimensione della batteria e della quantità di carica residua, significa dover tenere in carica l’automobile per svariate ore.
    Ovviamente più le colonnine sono veloci e più costa la ricarica, quindi la comodità di ripartire dopo mezz’ora anziché dopo 3 o 4 ore potrebbe costarci anche 3 o 4 volte tanto a parità di ricarica.

    Infatti la soluzione più economica per la ricarica è utilizzare una wallbox in casa o in garage, possibilmente alimentata da un fotovoltaico o comunque da un contratto di fornitura elettrica con tariffe vantaggiose, magari con l’aiuto di una wallbox intelligente per ottimizzare tempi e costi di ricarica senza dover paralizzare l’impianto elettrico casalingo.

    Ma se non si ha un garage dove poter ricaricare l’auto, la colonnina è l’unica soluzione, e non solo quando siamo in viaggio. 

    Ovviamente tutte le colonnine hanno prezzi differenziati a seconda del gestore e della velocità, e in qualche caso come qualche hotel o supermercato possono offrire la possibilità di una ricarica gratuita ai propri clienti.

    Ma ovviamente nella maggior parte dei casi la ricarica è a pagamento, e spesso in mancanza di abbonamenti o convenzioni rischia di essere particolarmente salata, e sicuramente non competitiva coi costi di rifornimento di una termica.

    Inoltre accedere ad alcune colonnine richiede una certa burocrazia per l’abilitazione della ricarica, come la richiesta di una card o l’installazione di un’app specifica che poco si presta per un uso sporadico della colonnina, magari in emergenza perchè abbiamo la batteria quasi a zero.

    Esistono però delle app per trovare e confrontare le colonnine, per permetterci di risparmiare e soprattutto di localizzare una colonnina compatibile con la nostra auto, specie se ce ne occorre una veloce o comoda per i nostri spostamenti.

    Inoltre ci sono degli abbonamenti in roaming che permettono di utilizzare colonnine di più gestori senza doversi abbonare ad ogni singolo operatore, consentendoci di risparmiare con delle tariffe convenzionate o acquistando dei pacchetti di energia prepagata.

    Altra cosa a cui fare attenzione sono le tariffe di stazionamento: soprattutto nelle colonnine rapide lasciare attaccata la macchina dopo che la ricarica è completa comporta degli addebiti extra per ogni minuto oltre il necessario, visto che si toglie spazio ad un altro utente che potrebbe avere bisogno di ricaricare. Infatti se nelle colonnine più lente lasciare attaccata l’auto è più tollerato, o comunque ha dei periodi di grazia più lunghi dato che è normale lasciare la macchina in carica anche per delle ore, in una colonnina veloce dove , se la macchina lo permette riusciamo a dare una buona ricarica anche in mezzora, lasciarla in carica mentre andiamo per otto ore in ufficio, sfruttando la colonnina come un parcheggio potrebbe costarci davvero caro.

    E infine quello che conta è calcolare l’autonomia residua della macchina, in funzione del percorso che prevediamo di fare e della disponibilità di una colonnina nel nostro tragitto, che sia libera e funzionante, magari mantenendo un margine per una soluzione alternativa in caso di colonnina fuori uso, specie se stiamo facendo un viaggio lungo o fuori programma, ragione per cui è sempre bene tenere la batteria ben carica e non rasentare la riserva con il rischio di dover chiamare un carroattrezzi per farci raggiungere una colonnina. 

    Alla fine la ricarica di una macchina elettrica è sicuramente più complicata di una termica, perché richiede di conoscere tante procedure e tanti trucchetti che una termica non necessita, da come sfruttare i tempi morti durante una ricarica, a come risparmiare o arrivare a destinazione senza brutte sorprese, cose che non sono necessarie con una termica.

    Voi guidate una moderna macchina elettrica, o preferite la semplicità di una termica?

  • Arrivano i saldi, ma hanno ancora senso?

    Arrivano i saldi, ma hanno ancora senso?

    Come ogni anno esistono due periodi dove acquistare abbigliamento a prezzo scontato: i saldi di fine stagione, che quest’anno iniziano, nella loro variante estiva, il 4 luglio.

    E come per ogni anno, molta gente aspetta l’inizio dei saldi con la speranza di fare l’affare della vita, ma molto spesso il risparmio vero è molto meno di quello che si pensa.

    E non parlo di comportamenti scorretti da parte dei negozianti, che devono sottostare a delle regole precise, come evitare di fare sconti prima del tempo, rialzare i prezzi poco prima dei saldi, indicare percentuali di sconto fasulle, osteggiare i cambi e i resi, etc.

    outdoor sale display of fashionable clothing

    Certo si può stare attenti, perlustrando le vetrine prima dell’inizio degli sconti sia per scovare la merce da comprare che per accorgersi di comportamenti scorretti del negoziante e facendo bene attenzione a non trovare tra i capi in saldo articoli con difetti o contraffatti.

    Inoltre si sa che alcuni articoli, come capi continuativi e nuove collezioni generalmente non vanno in saldo quindi ha anche poco senso aspettare gli sconti di fine stagione con il rischio che il modello, la taglia o il colore che desideriamo possa andare esaurito.

    Ma la vera domanda è: i saldi hanno ancora senso?

    black gift boxes with discount signs

    Si tratta di eventi osteggiati da alcuni produttori e negozianti in quanto superati nel concetto, visto che un po tutto l’anno esistono delle vendite promozionali mascherate, dei black friday fuori stagione: per esempio certi negozi si inventano dei black friday fuori periodo, addirittura a giugno, che durano svariati giorni anziché essere, come dovrebbero, solo a novembre il venerdì successivo alla festa del ringraziamento , così come dei saldi camuffati con promozioni dedicati agli utenti fidelizzati pubblicizzati con newsletter o comunicazioni in codice ambigue come il classico “30 buoni motivi” che nasconde lo sconto del 30%.

    Il problema però sono anche le date dei saldi: a inizio luglio, così come a inizio gennaio la stagione è ancora in corso, quindi non si vanno a smerciare le rimanenze di magazzino, ma a vendere il normale campionario.

    In pratica il consumatore che non ha fretta non acquista a giugno ad inizio stagione, ma aspetterà un mesetto per comprare in saldo il suo costume da bagno, che probabilmente poi userà ad agosto: questo significa che il commerciante conoscendo questo meccanismo sarà tentato a fare prezzi di cartellino più alti, in modo da avere margine per i saldi, visto che è l’unico periodo dove riesce a fare la vendita, col risultato che chi acquista a inizio stagione paga di più, ma soprattutto chi acquista in saldo non ha davvero risparmiato.

    Questo ovviamente nasce perché il commercio per sua natura è altamente competitivo, quindi se un operatore forza la mano, i concorrenti sono costretti ad inseguire per non perdere la vendita, producendo distorsioni sul mercato.

    I saldi hanno ragione di esistere per far fuori le rimanenze di magazzino a stagione conclusa: così facendo chi acquista in saldo può fare un grosso risparmio per un capo che userà la stagione successiva e non uno sconto di facciata che nasce aumentando i listini per giustificare lo sconto.

    red balloons

    Con un uso corretto dei saldi ne gioverebbero i consumatori, con la possibilità di avere un prezzo più equo e trasparente durante tutto l’anno, con la possibilità di fare veri risparmi a fine stagione.

    Andando invece, anno dopo anno a forzare la mano si prende in giro il cliente e non lo si fà risparmiare, cosa che potrebbe spingerlo ad acquistare altrove, magari online dove può esistere un vero risparmio indipendemente dal periodo.

    A quel punto probabilmente avrebbe forse più senso cancellare il concetto di saldi permettendo al negoziante la libertà di fare sconti quando lo ritiene più opportuno, cosa che per controbattere la concorrenza dei colleghi ma anche delle piattaforme di e-commerce porterebbe a dei sicuri risparmi per i consumatori, oltre che maggiore trasparenza, senza dover ricorrere a mezzucci, come vendite promozionali furbette o black friday anticipati che attualmente tanti negozi sono costrette a fare, falsando il mercato.

    close up photo of red paper bag

    Voi cosa ne pensate? I saldi hanno fatto il loro tempo o sono ancora indispensabili? Voi attendete l’inizio dei saldi o ormai li ignorate sapendo che in qualche modo si risparmia anche in altri periodi?

  • E’ giunto il momento di abbandonare il gas in casa?

    E’ giunto il momento di abbandonare il gas in casa?

    Con il gas alle stelle a causa del blocco dello stretto di Hormuz è normale pensare a sostituirlo con qualcosa di più economico.

    Il problema è che non sempre questa può essere la soluzione migliore, anche se tutto dipende dai nostri consumi, da quanto e come utilizziamo i dispositivi a gas in casa e il loro costo di sostituzione.

    Infatti nelle nostre case utilizziamo il gas principalmente per scaldarci , per cucinare e per l’acqua sanitaria, ed esistono soluzioni che possono essere più efficienti e meno inquinanti del gas, ma non è detto che siano la soluzione più economica.

    Per cucinare potremmo pensare di sostituire il nostro fornello o il forno a gas con dei dispositivi elettrici, come un piano ad induzione: i costi di acquisto sono sicuramente molto più abbordabili rispetto ai primi modelli e la sostituzione potrebbe avere senso abbinata al bonus elettrodomestici o al bonus green per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza, ma va valutato lo stato del nostro impianto elettrico dato che i consumi elettrici , in presenza di resistenze, saranno molto elevati e soprattutto la potenza impegnata ci richiede di dover aumentare la portata del nostro contatore elettrico se non vogliamo che scatti quando lo utilizziamo contemporaneamente ad altri dispositivi elettrici di uso comune.

    electric stove and window in background

    Inoltre dati i consumi elevati di questi apparecchi potrebbe necessitare aggiornare l’impianto elettrico della casa utilizzando cavi di maggiore sezione a causa della maggiore potenza necessaria, questo significa un costo extra che si somma al costo dei nuovi apparecchi.

    Questo significa dover valutare bene i costi, i consumi e capire in quanto tempo il risparmio dato dalla maggiore efficienza del sistema elettrico si ripaga: se dobbiamo intervenire anche sull’impianto e non solo sui singoli elettrodomestici il gioco potrebbe non valere la candela, ma ad ogni modo si tratta di una spesa comunque alla portata di un normale bilancio familiare.

    an electrician using pliers to repair the ac power plugs and sockets

    Discorso differente se si tratta di scaldare la casa e produrre l’acqua sanitaria: a seconda dei casi intervenire sugli impianti fuori da una ristrutturazione potrebbe portare benefici limitati rispetto a sistemi ad alta efficienza che richiedono però interventi invasivi.

    Possiamo infatti facilmente sostituire uno scaldabagno a gas con uno elettrico, ma efficienza e consumi delle due soluzioni tendono a far preferire la soluzione a gas, data la maggiore comodità data dal più rapido riscaldamento dell’acqua che non richiede di riscaldare e tenere in temperatura, consumando corrente, un serbatoio di decine di litri d’acqua.

    La soluzione elettrica efficiente sarebbe l’utilizzo di un sistema a pompa di calore, magari integrata alla caldaia, dove un unico impianto fornisce acqua sia per i rubinetti che per i termosifoni o il riscaldamento della casa.

    plumber repairing power source

    Il problema è che passare ad un sistema del genere diventa costoso in quanto oltre al costo delle macchine moderne, è necessario intervenire sugli impianti idrici della casa, con costi importanti, che hanno senso in fase di ristrutturazione, ma meno per il solo efficientamento.

    Lo stesso dicasi per sostituire il riscaldamento a gas con delle alternative: le soluzioni veramente efficienti richiedono costi di impianto importanti, o dei sistemi altrettanto esposti al costo variabile delle materie combustibili.

    Infatti sostituire con il riscaldamento con delle stufette elettriche, che hanno il vantaggio di costare poco e di non richiedere grossi costi di impianto, a patto di avere un impianto elettrico a norma, non portano grandi benefici sulla bolletta, ma soprattutto soffrono della necessità di adeguare la potenza del contatore, coi relativi costi, specie se abbiamo la necessità di riscaldare più ambienti contemporaneamente.

    view of the air conditioning unit outside the building

    Una soluzione di compromesso che può avere senso nelle località non particolarmente fredde è utilizzare gli split dell’aria condizionata in modalità riscaldamento: rispetto ad una stufetta elettrica consumano anche meno della metà e se gli sbalzi di temperatura con l’esterno non sono eccessivi riescono ad essere competitivi rispetto al gas, nonostante vadano calibrate bene per le caratteristiche della casa, e comunque si vanno a scontrare, anche se in maniera meno pronunciata rispetto alla stufetta, con la potenza del contatore in caso di più elettrodomestici accesi nello stesso momento.

    Alternativamente si può pensare ad una stufa a pellet o a legna, ma va considerato che la scarsità di pellet, rischia di creare costi variabili a seconda del periodo e della disponibilità del prodotto, che unito alla scomodità di dover caricare e stoccare il pellet oltre alla necessità di regolare manutenzione e alle normative sull’inquinamento che potrebbero vietarne l’uso specie nei centri urbani, la rendono nella maggior parte dei casi una scelta poco lungimirante per una sostituzione.

    Alla fine passare da gas ad elettrico ha senso solo accoppiando l’intervento ad un efficentamento generale della casa, magari da abbinare alla sostituzione degli infissi accedendo ad incentivi statali per la ristrutturazione, come il bonus ristrutturazioni, o ad interventi mirati come il conto termico 3.0 o l’ecobonus utili per pensare ad un sistema di scaldacqua a pompa di calore, sicuramente più efficiente del gas.

    Quello che invece ha poco senso, se non per soluzioni temporanee è l’uso di stufette o piani cottura elettrici di tipo economico: generalmente i consumi in mancanza di tecnologie moderne sono alti e il risparmio e la scomodità le rendono poco convenienti.

    Voi avete già abbandonato il gas in favore dell’elettrico o lo preferite comunque nonostante i rincari?

  • Spiagge: Tutte le regole che non conosci

    Spiagge: Tutte le regole che non conosci

    Con l’arrivo della bella stagione, uno dei must da frequentare è certamente la spiaggia, ma spesso ci si dimentica, specie se si frequenta una spiaggia libera, che esistono delle regole che vietano alcuni comportamenti e che possono essere sanzionati.

    Inoltre, oltre alle leggi e alle norme del buon senso spesso il comune dove ha sede la spiaggia potrebbe tramite dei regolamenti comunali, aggiungere delle norme specifiche, talvolta inutilmente complicate o poco conosciute, motivo per cui è bene informarsi in anticipo per evitare sgradite sorprese.

    Infatti qualche comune ha dei particolari dress code che vietano certi abbigliamenti, altri obbligano l’uso di ciabatte o di stuoie per evitare di portare via la sabbia,  così come alcune vietano il fumo in spiaggia o il camminare sulle dune, o il consumo di cibo.

    sunny summer day at a sandy beach

    Tra le regole generali valide dappertutto sicuramente sono del rispetto delle bandiere con cui i bagnini danno indicazioni sullo stato del mare, se la bandiera è bianca si può tranquillamente tenere aperto l’ombrellone e fare il bagno, se è gialla va chiuso l’ombrellone ed è richiesto di prestare maggiore attenzione, se è rossa ci sono delle condizioni pericolose in mare, quindi andrebbe evitato di fare il bagno.

    Un comune divieto è quello di accendere fuochi, accendere falò o fare barbecue non è generalmente consentito, così come dormire in spiaggia nelle ore notturne, anche se i regolamenti comunali possono essere più o meno stringenti a seconda della località, dove spesso per favorire le strutture ricettive si vieta anche il campeggio libero, sia con tenda che con camper.

    beach bonfire camping close up

    Anche portare un cane in spiaggia, a meno che non si tratta di spiagge o stabilimenti pet friendly appositamente attrezzati,  può essere vietato: i cani possono tranquillamente transitare sulla battigia, ma non possono sostare a meno che non sia espressamente concesso, inoltre negli stabilimenti il concessionario ha la facoltà di vietare l’ingresso agli animali.

    E pure la pesca ricreativa non è libera, a parte il divieto in certe spiagge, anche dove è concesso serve comunque un permesso che richiede una registrazione presso il ministero delle politiche agricole.

    beach umbrella against vast sea

    Lasciare l’ombrellone montato per tenerci il posto nelle spiagge libere è altrettanto vietato, non da una legge nazionale o dal buon senso, ma soprattutto dai regolamenti comunali, che nelle spiagge più affollate diventa pure un buon metodo per fare cassa per i comuni, insieme a parcheggi a pagamento e a ticket o ingressi su prenotazione alle spiagge libere più rinomate.

    Fare rumori molesti, come ad esempio ascoltare la musica a tutto volume da una cassa bluetooth, è invece sanzionato dalla legge nazionale, in quanto si rischia di superare la normale tollerabilità prevista dal codice civile che può sfociare nel reato di disturbo della quiete pubblica, che può venire contestato dalla forza pubblica magari chiamata da chi lo subisce.

    man sitting on beach playing music on loudspeaker

    Ovviamente non è consentito prelevare dalla spiaggia sabbia, conchiglie o sassi, così come abbandonare rifiuti in spiaggia, cosa che ci espone a delle multe salate.

    Anche i giochi in spiaggia sono regolamentati, con il divieto di giocare a palla o a racchettoni sul bagnasciuga specie se si rischia di colpire i passanti, quindi è bene informarsi se è consentito farlo in quella specifica spiaggia.

    man setting up beach umbrellas on joao pessoa shore

    Non si può inoltre piantare ombrellonisdraio sulla battigia, perché i primi 5 metri dalla linea di riva devono essere lasciati liberi per il transito e il passaggio, anche dentro gli stabilimenti balneari, che non possono vietarci di raggiungere la riva, anche se solo per il transito e non per lo stazionamento .

    Il fumo può essere vietato in alcune spiagge, ma sopratutto vige l’obbligo di non abbandonare rifiuti in spiaggia, quindi anche la cenere o i mozziconi sono considerati dei rifiuti, perciò per evitare multe è bene procurarsi dei posaceneri portatili.

    a shop with inflatable toys and swimming accessories on a beach

    Anche comprare dal venditore ambulante potrebbe essere sanzionato, se da una parte il venditore deve essere espressamente autorizzato, il problema si pone se acquistiamo prodotti contraffatti, spesso disponibili dai venditori itineranti, dove si rischiano multe da 100 a 7000 euro.

    Insomma, anche godersi un po’ di sano mare, con un bagno e un po’ di sole richiede della burocrazia e soprattutto di rispettare certe regole che se disattese possono costarci caro.

    two people playing paddle ball on a sunny beach

    Voi ne eravate a conoscenza? Ne avete delle altre , magari astruse, da segnalare?

  • Cosa fare se ci cancellano il volo

    Cosa fare se ci cancellano il volo

    Purtroppo i problemi del blocco dello stretto di Hormuz hanno portato ad una scarsa disponibilità del carburante per gli aerei, con prezzi schizzati alle stelle che stanno costringendo molte compagnie a modificare i propri programmi di volo.

    Questo significa che molti voli, specie quelli meno redditizi per le compagnie potrebbero venire accorpati, modificati o cancellati.

    E anche solo spostare un volo potrebbe generare disagi molto costosi per i viaggiatori, specie se si sono acquistati in anticipo alberghi, biglietti o attività da fare a destinazione.

    Spesso infatti, per risparmiare sul costo, si tende ad acquistare delle formule non rimborsabili o non modificabili, questo significa che se la compagnia aerea ci dovesse modificare le date, si rischia di perdere quanto speso per queste attività, o nella migliore delle ipotesi dover pagare delle penali o degli adeguamenti tariffari per il cambio di data.

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    Peggio ancora se il volo ci viene cancellato, o se abbiamo organizzato il viaggio in funzione di un evento e a causa dello spostamento del volo siamo costretti a rinunciare a partire, magari a causa dell’impossibilità di spostare le ferie o di raggiungere in tempo l’evento.

    Se non abbiamo ancora prenotato queste spese l’ideale è farlo scegliendo esclusivamente delle formule rimborsabili e di dotarsi di una buona assicurazione di viaggio che ci possa proteggere da problemi imprevisti, che potrebbero avvenire anche quando siamo già in loco, magari con la cancellazione di un volo che potrebbe rendere particolarmente costoso e difficoltoso il nostro rientro a casa.

    Ad ogni modo le compagnie che operano in Europa, quando cancellano i voli, sono tenute al rimborso o alla riprotezione su un altro volo in modo da consentire di raggiungere la destinazione e l’assistenza in aeroporto, che potrebbe comprendere pasti, sistemazione in hotel e taxi per l’aeroporto per consentire la prosecuzione del viaggio.

    volotea airplane at sunset

    Inoltre, se non si è stati avvisati della cancellazione almeno 14 giorni prima della partenza, e in assenza di circostanze eccezionali, la compagnia è tenuta a pagare un risarcimento, che a seconda della tratta può variare dai 250 ai 600 euro.

    Se poi a causa della cancellazione è stato necessario sostenere delle spese extra , a seconda dei casi, è possibile farsele rimborsare presentando le ricevute.

    Ovviamente accedere a questi rimborsi presuppone dover sbrigare della noiosa burocrazia, ma esistono dei servizi online che in cambio di una percentuale sul rimborso, possono gestire per nostro conto l’intera pratica, evitando di farci perdere tempo e soprattutto che ci venga negato un nostro diritto adducendo scuse che possono trarre in inganno chi non è del mestiere. 

    ryanair plane on runway at airport

    C’è però da sapere che se la cancellazione avviene per cause di forza maggiore, si ha diritto a riprotezione e assistenza, ma non al risarcimento. E condizioni meteo avverse, scioperi, problemi di sicurezza, come magari la chiusura dello spazio aereo o l’assenza di disponibilità di carburante possono essere considerate come circostanze eccezionali.

    Inoltre le assicurazioni di viaggio potrebbero non coprire guerre ed eventi naturali, quindi qualora si sottoscriva una copertura assicurativa bisogna accertarsi di cosa viene coperto.

    empty seats on airplane

    Ad ogni modo viaggiare in questi periodi potrebbe diventare più complesso, costoso o rischioso, quindi è bene partire più informati del solito e pensare a dei possibili piani B in caso di problemi, anche solo per evitare di rovinarsi la vacanza, doverci rinunciare o bruciare inutilmente preziosi giorni di ferie.

    Voi conoscevate questi diritti? Partirete comunque o temete di rovinarvi la vacanza?

    person holding smartphone riding airplane
  • Inflazione: la tassa invisibile che mangia i nostri risparmi

    Inflazione: la tassa invisibile che mangia i nostri risparmi

    Purtroppo esiste una tassa invisibile che può fare male ai nostri portafogli, è l’inflazione che nasce quando i prezzi si alzano più dei nostri stipendi, facendoci perdere potere d’acquisto, che ci porta ad acquistare meno beni con la stessa quantità di denaro.

    E in questo periodo tra guerre, tensioni geopolitiche, blocco dei canali commerciali, mancanza di petrolio e materie prime i prezzi non possono fare altro che salire, e dato che l’economia è stagnante siamo destinati a perdere potere d’acquisto.

    E per difenderci quello che possiamo fare è attivare delle strategie che possono metterci almeno parzialmente al riparo da questi aumenti.

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    Ad esempio se abbiamo dei risparmi fermi sul conto tenendoli fermi banalmente varranno di meno, se ad esempio con le stesse 10 euro fino a ieri potevamo comprare 10 penne , aumentando i prezzi, magari tra un anno ne potremmo comprare solo 8, quindi per fare in modo di poter comprare le stesse 10 penne i nostri 10 euro devono diventare 12.50.

    In alternativa dobbiamo trovare una diversa penna o un diverso fornitore che continui a venderle ad 1 euro l’una.

    Nel primo caso avremmo bisogno di investire i nostri denari di modo che ci venga dato un interesse che possa far crescere quei nostri 10 euro iniziali, ovviamente ci si esporrà al rischio che se sbagliamo investimento potremmo perdere i nostri soldi, pertanto maggiore sarà questo rischio e maggiore sarà quanto potremmo ottenere in più dal nostro investimento: quelli più sicuri renderanno poco, quelli che promettono grandi guadagni potrebbero farci perdere il nostro denaro, ed in un periodo di crisi gli investimenti che storicamente sono stati ritenuti come sicuri potrebbero non esserlo in futuro.

    euro banknotes and coins on a table

    Questo significa che per investire bisogna capire bene come funzionano questi meccanismi, magari facendosi aiutare da dei consulenti indipendenti che facciano i nostri interessi e non quelli di chi ci propone l’investimento.

    Alternativamente quello che si può fare è cercare di spendere meno, modificando le nostre abitudini, cercando alternative più economiche o fornitori meno cari, magari facendo scorta quando troviamo offerte convenienti.

    dynamic financial analysis with technology tools

    Ovviamente fare scorta è possibile per dei beni durevoli : se troviamo la carta igenica o il cibo in scatola a lunga conservazione a un prezzo più basso del solito ha senso farne incetta, se compriamo una cassetta di frutta e non la consumiamo in fretta finiremo per buttarne una parte, facendo aumentare il reale costo.

    Tralaltro fare scorta in un periodo di tensioni geopolitiche ci mette anche al riparo da possibili aumenti futuri a causa della scarsità della produzione: se domani le aziende avranno difficoltà a produrre la carta igienica facilmente le poche confezioni disponibili sul mercato aumenteranno di prezzo, diciamo da 3 a 6 euro, e se noi le abbiamo pagate in offerta prima degli aumenti magari 2 euro l’una abbiamo fatto un risparmio notevole, che magari ci consente di permetterci di comprare un prodotto fresco a prezzo maggiorato di cui giocoforza non abbiamo potuto fare scorta.

    Alla fine proteggersi dall’inflazione diventa un gioco di strategia per cercare di risparmiare il più possibile senza rinunciare ai nostri consumi, dato che visto il periodo è sempre più difficile aumentare le entrate cercando un lavoro con uno stipendio più alto.

    Voi avete altre strategie per mettervi al riparo da questi aumenti?

  • Le auto elettriche ci salveranno dal caro petrolio?

    Le auto elettriche ci salveranno dal caro petrolio?

    Purtroppo la chiusura dello stretto di Hormuz ha portato a dei rincari importanti dei carburanti, che nonostante il temporaneo taglio delle accise sta portando il prezzo di diesel e benzina a livelli mai visti, con lo spauracchio di una difficoltà di rifornimento che potrà portare a vendite calmierate, blocco delle auto o circolazione a targhe alterne.

    Pertanto chi ha una macchina a benzina o a gasolio magari può pensare che il momento possa essere favorevole per passare ad una macchina elettrica che non risente degli aumenti della benzina, ma che comunque non è esente da tutti gli altri aumenti che il blocco dello stretto provoca, compreso quello per l’energia elettrica.

    Infatti ad aumentare non è solo la benzina, e nel conto che bisogna fare per capire se la soluzione di cambiare auto possa essere conveniente va considerato il costo del kilowattora.

    distributor on a petrol station

    E questo dipende da tanti fattori, ma soprattutto dove andremo a ricaricare la macchina: nel nostro garage, magari alimentando la nostra wallbox da un impianto fotovoltaico o alla colonnina.

    Infatti ricaricare esclusivamente alla colonnina, soprattutto da quelle più veloci, già da prima della crisi petrolifera era particolarmente costoso, rendendo il costo del nostro pieno meno conveniente di un equivalente auto termica, che a seconda dei casi rendono il prezzo della ricarica veloce anche due o tre volte più costoso di un pieno di benzina, rendendo la soluzione delle colonnine veloci un’opzione valida solo per chi ha la necessità estemporanea di rifornire in viaggio, non certo per un uso continuativo.

    Se invece ci si avvale della ricarica nelle colonnine lente, scegliendo bene contratti e fornitori, e sperando che quelle a noi più comode possano accedere alle migliori tariffe, si può arrivare ad eguagliare i costi di rifornimento di un benzina, magari a seconda dei casi essere leggermente più competitivi, ma generalmente non si risparmia e considerati anche i costi di acquisto della nuova auto, i conti ci dicono che se vogliamo risparmiare nei rifornimenti il gioco non vale la candela.

    Qualche chance di convenienza potrebbe esserci ricaricando in casa la macchina, specie se si ha un contratto , magari a prezzo bloccato, con delle tariffe a kilowattora molto convenienti o ancora meglio se abbiamo un impianto fotovoltaico che ci fornisce energia a costo zero.

    Il problema però diventa ammortizzare questo risparmio: infatti per via della crisi difficilmente si ripeteranno i generosi incentivi all’acquisto delle auto elettriche, e anche ipotizzando di avere l’energia gratis per recuperare la spesa di decine di migliaia di euro necessarie all’acquisto del veicolo servirebbero anni di lunghe percorrenze, superiori probabilmente alla vita utile della stessa vettura.

    Quindi difficilmente l’idea di cambiare tipologia di auto per salvarsi dai costi del blocco del petrolio ha senso, ma al limite può essere valutata se già dovevamo cambiare auto.

    electric car charging at station in australia

    Resta però da capire se l’uso che facciamo della macchina e le nostre abitudini sono compatibili con l’uso di una macchina elettrica, dato che i tempi e le modalità di ricarica possono essere un problema per chi magari ha necessità di fare lunghe percorrenze o non ha modo di pianificare i propri spostamenti in anticipo, soprattutto se non si ha la possibilità di ricaricare la macchina nel proprio garage di casa.

    Sicuramente resta una possibilità da valutare, ma difficilmente la scelta ha senso per motivi economici, magari meglio pensarla come uno sfizio, o per provare una nuova tecnologia o magari per motivi etici, ma ragionando con il portafoglio difficilmente è la scelta migliore.

    stylish and functional home ev charger blending seamlessly with modern home exteriors

    Voi cosa ne pensate?Acquisterete una macchina elettrica o magari ne avete già una?