Autore: admin

  • Le dashcam

    Le dashcam

    Sicuramente navigando su youtube vi sarete imbattuti nei video di spettacolari incidenti, ripresi dall’interno delle automobili, generalmente provenienti dalla Russia e vi sarete chiesti come mai si vedano spesso di questi video, la risposta è semplice, nei paesi dove le truffe assicurative o gli incidenti sono all’ordine del giorno avere in macchina una telecamera che riprenda il nostro percorso può essere veramente utile ai fini assicurativi, tanto più che al giorno d’oggi si possono acquistare queste telecamerine, dette dashcam anche per poche decine di euro.

    Si tratta di piccole telecamerine specifiche per l’uso in macchina, che si attaccano per mezzo di un’adesivo o una ventosa al parabrezza e sono dotate di una lente grandangolare per riprendere quanto più possibile la strada davanti a voi, con una scheda di memoria dove viene registrato automaticamente il video, un piccolo display, una batteria integrata e un cavo che si collega all’accendisigari dell’auto per l’alimentazione e la ricarica della batteria.

    I modelli più evoluti hanno anche un modulo gps che consente alla telecamera di sapere velocita e posizione che potranno comparire in sovraimpressione, a ulteriore prova, nel video registrato e hanno magari la possibilità di integrare dei sistemi di ausilio alla guida che ad esempio ci possono avvisare all’uscita di corsia o quando ci avviciniamo troppo a un veicolo.

    Un’altra opzione utile nei modelli migliori , oltre quello di avere una maggiore risoluzione e una migliore qualità del video anche in situazioni di poca luce, è quella di poter collegare una seconda camera per riprendere non solo quello che succede davanti al veicolo ma anche dietro, cosa che inevitabilmente ci porterà ad avere un ulteriore cavo in giro per l’abitacolo che andrà adeguatamente nascosto

    Una delle funzioni principali oltre quella di registrare il nostro tragitto per avere una prova video di un’eventuale incidente o di un’infrazione al codice della strada è quella di sorvegliare l’auto quando è parcheggiata, infatti grazie alla batteria interna la dashcam potrà attivare la registrazione quando capterà un movimento permettendo di registrare tentativi di furto o atti vandalici sin tanto che la batteria sarà carica e ci sia spazio nella scheda di memoria, tenendo sempre conto che la camera quando finisce lo spazio cancellerà le registrazioni più vecchie, quindi sarà difficile recuperare una registrazione fatta mesi addietro se non l’abbiamo salvata sul telefono o sul computer.

    Ma è legale registrare la strada, le persone, le automobili o magari un’agente di polizia che svolge il suo lavoro? La risposta è si, a patto di tenere per noi le registrazioni e non diffonderle, magari su internet poichè pubblicare targhe e volti lede la privacy delle persone coinvolte, quindi qualora si volessero pubblicare andrebbe ottenuto il permesso delle persone riprese oppure oscurati nel montaggio del video.

    Anche la funzione di sentinella parcheggio risulta legale a patto di non riprendere oltre lo stretto necessario ai fini della sicurezza, quindi va bene inquadrare il vandalo ma non spiare tutto il parcheggio con la scusa della sicurezza.

    Il problema magari è che il video registrato da una dashcam non è automaticamente una prova in un eventuale processo o puo servire per farci annullare automaticamente una multa comminata per errore, sarà il giudice o l’agente di polizia a suo giudizio ad accettarla o respingerla come prova dato che non esiste una legge che regoli specificatamente l’uso di questo tipo di telecamere, quindi anche se il video ci scagionasse chi è deputato a decidere potrebbe tranquillamente non tenerne conto.

    Ad ogni modo visto il prezzo davvero basso , come detto si trovano in rete anche su amazon per poche decine di euro, trovate qui sotto qualche modello, e l’effetto deterrente in caso di atti vandalici il gioco vale la candela a patto di riuscire a nascondere l’antiestetico cavo di alimentazione che andrà dall’accedisigari al parabrezza.

  • I cibi senza… qualcosa

    I cibi senza… qualcosa

    Se facciamo una riflessione sui cibi che troviamo sugli scaffali dei supermercati ci accorgeremo che molti dichiarano a caratteri cubitali di essere senza qualcosa: senza glutine, senza zucchero, senza conservanti, senza coloranti, senza ogm, senza olio di palma, dato che togliere qualcosa pare essere particolarmente di moda e quindi aiuta a vendere meglio.

    Tutto questo in nome di una maggiore salubrità , di minore inquinamento, di maggiore equità sociale o qualsiasi altra motivazione che ci faccia sentire in colpa per quello che sino a ieri compravamo senza problemi e che ora pare sia diventato il demonio.

    Peccato che quello che si toglie vada sostituito con qualcos’altro e il sostituito non è detto che sia migliore, più economico, più salutare o più ecologico come ci vogliono far credere. Ad esempio l’olio di palma tanto osteggiato in realtà oltre ad essere più economico , essendo meno saturo è piu sano di altri tipi di olio o di grassi che vengono utilizzati in sostituzione.

    Oppure si fa la lotta ai prodotti sintetici o agli OGM in nome di una presunta migliore qualità dei prodotti naturali cosa che non sta scritta da nessuna parte: un prodotto di sintesi è salubre quanto uno naturale, anche se chi vende solo prodotti naturali vuole farci credere il contrario. Per esempio un OGM puo essere coltivato facendo meno uso di fertilizzanti e antiparassitari, quindi è più economico e più sano di un prodotto che non potrebbe crescere senza fitofarmaci, ma nell’immaginario comune è visto come qualcosa da evitare.

    Purtoppo questa battaglia a favore del naturale, del biologico in buona parte dei casi non ha basi prettamente scientifiche, ma si tratta spesso di mode, spesso  create da nuovi produttori che vogliono entrare sul mercato decantando proprietà salutistiche (inesistenti?) dei loro prodotti o peggio ancora demonizzando i prodotti attualmente in vendita per cercare di prenderne il posto con prodotti , a differenza di quanto dichiarano, magari di qualità anche peggiore ma sicuramente dal costo superiore.

    Alla fine si tratta di battaglie commerciali di cui il consumatore è vittima inconsapevole, ma si sa lo spauracchio della salute o certi principi morali in tema ambientale o salutistica fanno sempre presa nella testa del consumatore che non può conoscere la materia e si fa infinocchiare da termini altisonanti e astruse spiegazioni anche quando sono palesemente false, portando lauti guadagni a chi ha interesse a mettere in giro queste mode.

    Alla fine è bene stare alla larga da chi vuole togliere qualcosa dai cibi o decanta mirabolanti proprietà di un nuovo cibo, magari riscoperto dalle abitudini dei nostri avi, perchè quello che si toglie in un modo o in un altro va sostituito e piuttosto che sostituirlo con qualcosa di peggiore è meglio, sia per la salute che per il portafoglio, limitarne l’utilizzo: se nella nutella c’è l’olio di palma non lo sostituisco con la margarina che è peggiore per l’organismo o con l’olio di oliva che è più calorico e peggiora il sapore, piuttosto ne mangio meno.

    Forse è il tempo di informarsi meglio e di andare un po più in fondo quando ci presentano un qualcosa di rivoluzionario o iniziano a demonizzare qualcosa che fino al giorno prima era la regola, perché cambiare le nostre abitudini può diventare certamente più costoso e spesso è pure inutile o dannoso.

    Voi cosa ne pensate, siete dei fan dei prodotti naturali e senza qualcosa, o preferite i classici ed economici prodotti di una volta? Fatecelo sapere nei commenti.

  • I 4×4

    I 4×4

    Se guardiamo le classifiche di vendita delle automobili scopriremo che circa la metà è composta da suv, crossover e mezzi simili segno che le auto a ruote alte sono ormai tra le più apprezzate: un po’ per la sensazione di sicurezza che da lo stare in alto dominando la strada, un po’ per la spaziosità, un po per la possibilità di muoversi agevolmente in strade non in perfette condizioni.

    Spesso questo genere di macchine sono associate ai 4×4 o ai fuoristrada, in realtà si tratta di qualcosa di diverso, anche perché seppur alcuni SUV possono avere la trazione integrale sicuramente non sono dei fuoristrada mezzi che purtoppo stanno scomparendo dai listini per via delle emissioni inquinanti e delle leggi che puniscono le case che producono veicoli che superano determinati valori di co2.

    Infatti i SUV rispetto ai fuoristrada generalmente non hanno le marce ridotte, non hanno un robusto telaio a longheroni ma la scocca portante come una normale automobile, ma possono avere, a seconda dei modelli, la trazione integrale o 4×4 che può aiutarci quando mettiamo le ruote fuori dall’asfalto.

    Il 4×4 non è altro un sistema per il quale la potenza del motore viene inviata ai 2 assi anteriore e posteriore, rendendo possibile superare ostacoli e mancanza di aderenza su qualsiasi ruota, a differenza delle auto a due ruote motrici dove solo un’asse è collegato al motore , mentre l’altro viene trascinato , cosa che non permette di superare un’eventuale problema di aderenza qualora si presentasse su una ruota dell’asse che viene trascinato

    C’è anche da dire che con l’avvento delle macchine ibride , quindi dove abbiamo oltre a un motore termico anche un motore elettrico , sono nati anche dei falsi 4×4 dove il motore termico è collegato su un’asse e quello elettrico sull’altro, cosa che non permette di portare tutta la trazione sull’asse del motore elettrico, perché quello termico non è collegato all’altro asse e  in caso di bisogno anche utilizzando l’elettrico ci si ritrova generalmente ad avere meno potenza rispetto all’altro asse, ma soprattutto ad essere dipendenti dallo stato di carica della batteria: se fosse poco carica potrebbe non essere in grado di dare la trazione sufficiente a superare il nostro ostacolo, comportandosi come una normale due ruote motrici

    Come detto per via della scocca portante il comportamento di un un SUV 4×4 sarà praticamente lo stesso di un’automobile , tant’è che se si ha necessità delle trazione integrale, per esempio perché vivendo in montagna si ha a che fare spesso con ghiaccio e neve, potrebbe essere più conveniente cercare un’auto tradizionale che abbia l’opzione della trazione integrale, non sono comunissime, ma probabilmente sono meno costose di un suv, che nelle migliori delle ipotesi potrebbe avere in più il blocco del differenziale e/o dei sistemi elettronici per la guida offroad che intervengono sul bloccaggio delle ruote.

    Come detto il vantaggio dei 4×4 è limitato a quelle situazioni dove può capitare di avere scarsa aderenza come negli sterrati, in fuoristrada o sulla neve, mentre nelle situazioni di guida normale, come in città o in autostrada il comportamento è lo stesso di una due ruote motrici, pertanto per limitare i consumi è preferibile scegliere un’auto dove la trazione integrale sia inseribile e non permanente.

    Un problema è che la trazione integrale, per via delle complicazioni meccaniche costa di più, inoltre non è sempre disponibile per tutti i modelli, e anche dove lo è spesso è riservata alle versioni più costose e a particolari motorizzazioni, ma soprattutto il dover trascinare 2 assi anzichè uno significa un maggiore consumo di carburante e maggiore inquinamento.

    Pertanto chi usa la macchina principalmente in città come la maggior parte degli utenti, la cui esigenza di fuoristrada si limita giusto a qualche strada sterrata per raggiungere qualche agriturismo la domenica è bene che si rivolga ad un’auto a due ruote motrici, sicuramente più amica del portafoglio,  lasciando il 4×4 a chi vive in montagna o a chi per svago o per lavoro si trova spesso ad abbandonare l’asfalto.

     Inoltre , a meno di non cercare in località montane, essendo il 4×4 esigenza di pochi trovare un’usato a quattro ruote motrici può essere molto difficoltoso, con poca scelta e prezzi alti dovuti alla limitata disponibilità, tanto che molti modelli si vendono dopo poche ore dall’annuncio a prezzi elevati, ulteriore ragione per evitarne l’acquisto se non necessario, preferendo la versione a due ruote motrici e magari spendendo in caso di necessità qualche soldo per un buon set di gomme invernali.

  • Come e dove trovare i vinili

    Come e dove trovare i vinili

    Riprendiamo il discorso sui giradischi già trattato in precedenza, parlando dei dischi e di come fare a trovarli. Infatti una volta procurato il giradischi e magari un impianto al quale collegarlo serve qualcosa da mettere sul piatto. e ascoltare.

    Ma come fare per trovare i dischi? Sul nuovo è semplice, li trovate nei pochi negozi di dischi rimasti delle nostre città, nei megastore dell’elettronica, in alcune librerie, a volte nelle edicole, o in rete, su Amazon ad esempio avete una scelta molto vasta a prezzi onesti e spesso delle promozioni interessanti, con il vantaggio che se avete acquistato direttamente da Amazon e non da un venditore terzo vi rimarrà a disposizione anche la copia digitale.

    Ma fate comunque una ricerca in rete per il disco di vostro interesse, perché spesso si trovano, magari provenienti dall’estero offerte particolarmente interessanti. Un’idea può essere, acquistare dall’Amazondi un differente paese europeo ( Francia, Germania, Spagna, Inghilterra) , spesso pur mettendo in conto il costo della spedizione si risparmia rispetto all’italia.

    Uno dei difetti dei dischi nuovi è che non sono particolarmente economici, specie se raffrontiamo il prezzo del vinile con la corrispondente versione in cd, a volte costano anche il triplo e c’è da dire che quando si tratta di riedizioni spesso suonano peggio della versione originale, quindi andare sull’usato è sicuramente una scelta azzeccata a patto di trovare un disco in buone condizioni, dato che i dischi sono soggetti ad usura e se non trattati con la dovuta cura possono rovinarsi facilmente.

    Ma dove trovare dischi usati? A parte rovistare nelle cantine di amici e parenti, sicuramente è  bene farsi un giro nei mercatini dell’usato, anche se visto che i vinili sono tornati di moda i prezzi non sono più convenienti come un tempo e anzi qualche venditore chiede cifre veramente folli, sicuramente nelle mostre scambio che spesso vengono organizzate dagli appassionati , in alcuni negozi specializzati in compravendita di dischi usati ma soprattutto in rete, tenendo conto però delle spese di spedizione , dato che un 33 giri pesa da solo circa mezzo chilo ed è abbastanza voluminoso, e specie se arriva dall’estero la spedizione potrebbe costarci parecchio, anche più del valore del disco.

    Fortunatamente per quando acquistiamo a distanza, e quindi non possiamo toccare con mano lo stato del disco esiste una sorta di scala universale per valutare le condizioni di disco e copertina, che ci aiutano a farci un’idea di quello che stiamo andando a comprare e che generalmente troveremo nella descrizione dell’annuncio, insieme all’indicazione della presenza di eventuali accessori o difetti. Questi stati in ordine sono in ordine dal più scarso:

    -P (Poor), dove solo uno o due tracce suonano correttamente

    – F (Fair), dove a causa dell’usura si salva solo un lato

    – G (Good), dove il disco suona ma risulta decisamente usurato, con rumori di fondo, mentre la copertina può essere consumata o danneggiata, diciamo che siamo ai limiti dell’ascoltabile

    – VG (Very Good) , dove l’usura è limitata, quindi l’ascolto e/o la copertina non è compromessa

    – EX (Excellent) , dove sebbene sia stato usato risulta in ottimo stato, senza graffi

    – M (Mint) , pari al nuovo, quindi un disco utilizzato molto di rado e con la massima cura

    – SS (Still Sealed), nuovo mai utilizzato

    Ovviamente con P e F solo parte del disco è ascoltabile, quindi a meno di casi particolari sono da scartare, ma diciamo che sotto il VG è bene evitare l’acquisto, anche in considerazione che si tratta comunque di una valutazione soggettiva quindi quello che è considerato ottimo per il venditore potrebbe essere appena sufficiente per chi compra.

    Dicevamo di dove reperire i dischi su internet, potete cercare sui soliti siti di usato come subito, facebook marketplace o ebay , sullo shop di qualche rivenditore che tratta l’usato ma soprattutto il posto più indicato è su un sito specializzato che è l’equivalente di ebay per quanto riguarda la musica, in tutti i formati compresi i vinili che si chiama discogs.

    Qui avete un marketplace con venditori e acquirenti di tutto il mondo, dotati di un feedback per valutarne l’affidabilità, e soprattutto un database di tutte le varie uscite dei dischi usciti sul mercato, dai più famosi ai più rari, con tanto di tracklist, fotografie e valori di mercato, anche in funzione delle varie edizioni disponibili.

    Tralaltro ha anche una funzionalità per catalogare i nostri vinili di modo da evitare di ricomprare qualcosa che abbiamo gia in collezione, ma anche di poterli mettere facilmente in vendita qualora vogliate disfarvene, di potere avere una vostra wishlist di dischi desiderati e una app per il cellulare con la possibilita di riconoscere un disco fotografando il codice a barre, cosa molto utile quando ci troviamo in un mercatino per capire il valore del disco che abbiamo in mano e capire al volo se lo si sta pagando una cifra giusta.

    Quando acquistate da discogs fate attenzione allo stato del disco con la scala che dicevo pocanzi, ai feedback del venditore e alle spese di spedizione, specie se il disco arriva da fuori europa la spedizione potrebbe rivelarsi talmente costosa da farci desistere dall’acquisto.

    Un’idea è cercare di comprare più dischi dallo stesso venditore in modo da ottimizzare i costi di spedizione, che comunque dipendono dal paese di origine e dal peso: quindi più dischi acquistate più spenderete, ma se rimanete nella stessa fascia di peso spedire 2 o 4 dischi vi costerà la stessa cifra, quindi magari aggiungendo un paio di euro potete aggiungere alla vostra collezione un disco in più da scegliere dalla vostra wishlist, anche se magari non era in cima ai vostri desideri.

    Inoltre oltre ad acquistare potete tranquillamente vendere, magari perché avete qualche doppione, qualche disco che non ascoltate o perché avete trovato una versione più interessante o in migliori condizioni di un disco già in vostro possesso.

  • I giradischi

    I giradischi

    Se è vero che ormai la musica liquida, quella ascoltata in forma digitale o in streaming, è diventato il modo più utilizzato per ascoltare la musica, da qualche tempo stanno tornando di moda i vecchi vinili.

    Infatti se la musica liquida è il metodo più comodo poiché ci consente di avere sempre con noi tutta la nostra discografia preferita, dall’altra parte ci fa perdere il concetto di possedere fisicamente l’album, che tra le altre cose è sempre stato anche una sorta di feticcio da collezionare che lega l’artista al fan, e che ci consente di apprezzare quella parte di creatività che non esce soltanto dalle casse, e quale migliore modo di farlo se non con il formato fisicamente più grande?

    Non si tratta infatti di portarsi la musica in giro o di ottenere la migliore qualità, dato che a meno di avere impianti costosi e orecchi sopraffini il vinile non è migliore di un cd o di un buon file digitale, ma il rituale di mettere il disco sul piatto, posare la testina, godersi la copertina merita senz’altro l’acquisto o il recupero di un giradischi.

    Spesso poi si vogliono recuperare degli album non più disponibili in altri formati oppure riascoltare un disco appartenuto a un parente o di quando eravamo bambini

    Ovviamente possiamo recuperare vecchi vinili e giradischi che avevamo in cantina o che potremmo recuperare dal mercato dell’usato oppure rivolgerci al nuovo.

    C’è da dire che nonostante la moda del momento il mercato resta una nicchia, quindi i produttori rimasti in attività non sono poi tanti quindi anche la varietà di prodotti sul mercato è limitata e spesso si tratta di uno stesso prodotto di provenienza asiatica, spesso di qualità non eccelsa, venduto da più marchi.

    Troviamo infatti nella fascia più economica del mercato , entro i 100-150 euro, dei prodotti completamente in plastica , spesso dalle forme retrò, che a volte hanno le casse integrate e che hanno un grosso difetto: non è possibile calibrare in maniera corretta il peso della testina, questo significa che la testina con l’uso andrà a graffiare il disco più del dovuto, rovinandolo e questo significa dover buttare il disco dopo pochi ascolti: se è vero che si risparmia all’acquisto, per contro si va a rovinare la propria collezione di dischi, pensate se abbiamo sul piatto qualche edizione introvabile di grande valore, economico o anche affettivo perché magari appartenuto a vostro padre o vostro nonno, il mio consiglio è evitare questi plasticoni, meglio spendere poche decine di euro in più per prodotti che anche se non avessero il miglior suono del mondo quantomeno non rovinano i dischi.

    Troviamo poi dei prodotti di fascia media, dai 150 ai 350 euro, che quanto meno hanno braccio regolabile e testine sostituibili con facilità, nonostante quasi tutti provengano dalla stessa fabbrica in cina si differenziano per il marchio, a volte per l’estetica e per qualche caratteristica tecnica: alcuni hanno la trasmissione a cinghia , più silenziosa ma soggetta ad usura, e alcuni quella diretta , preferibile per un uso da dj dove si ha necessita di variare la velocità e di poter fare lo “scratch”, qualcuno ha la connessione bluetooth per poterli collegare ad una cassa o ad una cuffia senza passare dall’impianto, molti hanno una presa usb per poter digitalizzare al computer i vecchi vinili,  quasi tutti quelli di produzione moderna hanno un’uscita rca standard preamplificata , adatta all’ingresso aux degli impianti recenti, al posto di quella phono dei vecchi impianti o comunque di un selettore per poter scegliere la tipologia di uscita.

    Troviamo poi prodotti di fascia medio-alta prodotti da case specializzate , sia di recente costituzione, che con una lunga storia alle spalle nella costruzione di giradischi dove l’attenzione ai dettagli e alla qualità è molto alta, ma anche il prezzo di listino: è la soluzione ideale per chi ha già esperienza coi giradischi, suonano meglio ma spesso richiedono qualche attenzione in più , e magari l’acquisto di qualche accessorio dedicato, che li rendono poco adatti a un neofita.

    La soluzione alternativa è invece recuperare un vecchio giradischi: dato che si tratta di un prodotto relativamente semplice, spesso basta una pulizia, una eventuale sostituzione della cinghia e/o della testina per rimetterlo in funzione. Sicuramente la qualità costruttiva, anche dei prodotti all’epoca relativamente economici, ad esempio quelli di produzione giapponese, è migliore di quelli di attuale produzione anche di un certo prezzo.

    L’unica cosa a cui stare attenti è che quasi sicuramente il giradischi avrà solo l’uscita phono quindi se vogliamo collegarlo agli ingressi aux di un impianto moderno , a meno che non abbia un ingresso phono dedicato presente ormai solo in prodotti di alta fascia , ci dovremo procurare un preamplificatore phono, che comunque si trova anche con 30 euro.

  • I cavi USB-C

    I cavi USB-C

    Qualche giorno fa un mio contatto facebook che ha acquistato un nuovo smartphone dopo qualche anno di onorato servizio si lamentava del fatto che avesse un nuovo connettore : l’usb-c e che quindi non avrebbe potuto utilizzare il cavo del vecchio telefono.

    Devo dire che la cosa mi ha fatto un po’ sorridere perche, a parte il fatto che è sul mercato già da qualche anno,  l’usb-c serve proprio per eliminare cavi e connettori vari presenti sui nostri dispositivi integrandoli in un connettore unico che serve non solo per la ricarica o l’alimentazione del dispostivo, per il trasferimento dei dati ma anche dei segnali audio e video.

    Tralaltro sta diventando lo standard, tanto che ormai spesso i produttori di dispositivi neanche mettono più in confezione adattatori, trasformatori o cavi dato che con usb-c si puo recuperare quelli esistenti, evitando di creare spazzatura tecnologica dato che tramite questa interfaccia è possibile portare molta più corrente , sino a 100W, capace di alimentare tranquillamente non solo degli smartphone o dispositivi dal basso consumo, ma anche notebook tablet e altri dispositivi particolarmente energivori con un alimentatore grande come quello di un cellulare, grande vantaggio per chi ha sempre dietro il computer, e che grazie alla tecnologia power delivery si adatta dinamicamente alla richiesta di energia del dispositivo da alimentare dando più corrente possibile per ricaricarlo più velocemente ma senza eccedere e quindi rischiando di rovinare l’apparecchio

    Infatti , specie se il cavo è compatibile con le specifiche USB 3.1 che sono uscite grossomodo in contemporanea con il nuovo connettore, il cavo può integrare il segnale del monitor hdmi o display port, l’interfaccia thunderbolt che permette di trasferire sino a 40 gigabit al secondo e avere soprattutto un collegamento pci express che permette di poter espandere il nostro smartphone, notebook o tablet come faremmo installando una scheda pci in un pc fisso: quindi possiamo aggiungere  dispositivi come schede di rete, schede di acquisizione e simili che richiedono grandi flussi di dati anche a un notebook o un tablet che generalmente è poco o per niente espandibile, col vantaggio sia di risparmiare spazio che di poter disporre di certe funzionalità anche in mobilità o in ambienti smartworking dove non esistono più postazioni fisse.

    Questo spiega infatti sia laptop dotati soltanto di una porta usb-c che la nascita di docking station che integrano decine di protocolli e funzioni con un solo cavo usb-c, cosa che dovrebbe aiutare anche a tenere in ordine le scrivanie, oltre a poter miniaturizzare i dispositivi dato che non sarà necessario dover dedicare dello spazio fisico sul dispositivo a dei connettori dedicati che diventeranno obsoleti.

    Mentre un vantaggio minore ma sempre comodo è che il connettore è reversibile, quindi puo essere inserito indifferentemente in qualsiasi senso, a differenza del micro usb o dell’ancora piu vecchio mini usb che avevano un senso obbligato quindi bisognava stare attenti a come lo si inseriva perdendo tempo per trovare il verso giusto

    Ah dimenticavo una cosa esistono degli adattatori usb-c micro-usb, quindi il mio contatto facebook con un paio di euro può comprare un set di 4 adattatori su amazon e sfruttare i cavi esistenti per la ricarica del telefono, probabilmente i dati o la velocità di ricarica se il cavo è troppo vecchio non andranno alla massima potenza ma perlomeno in una prima fase non deve cambiare i cavi esistenti.

    Effettivamente  i cavi usb-c di buona qualità tendono a costare un po’ di più dato che devono portare molti più dati e molto più velocemente cosa che richiede un cavo migliore, anche se viste le caratteristiche dovrebbe essere molto più longevo dei vecchi cavi, specie quelli specifici per una certa funzionalità.

    Voi avete nei vostri dispositivi una usb-c? Avete qualche dubbio, suggerimento o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti e vi risponderemo.

  • Scegliere la stampante

    Scegliere la stampante

    Se prima del virus avere una stampante in casa non era strettamente indispensabile, in epoca di smartworking tra lavoro da casa, uffici chiusi e moduli da stampare avere una stampante diventa importante, ma come fare a sceglierla?

    Sicuramente ci sono tre grandi fattori da considerare, le funzionalità, il tipo di tecnologia e i costi di mantenimento, vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come fare a scegliere quella che fa per noi.

    Innanzitutto la prima cosa da verificare sono le funzionalità dato che ormai le stampanti non servono soltanto a stampare qualche foglio di carta attaccate a un computer. Una funzionalità molto comune è lo Scanner, che permette di digitalizzare fogli e documenti e se è integrato nella stampante la trasforma in una comoda fotocopiatrice.

    Un’altra comoda funzionalità è il Fronte/Retro : se presente potremo stampare su entrambe le facciate del foglio facendoci risparmiare la carta: in quelle più economiche sarà manuale, quindi dovremo manualmente girare i fogli di carta a metà lavoro facendo attenzione a inserirli nel verso giusto, in quelle più avanzate sarà automatico, quindi la stampante girerà i fogli senza il nostro intervento.

    Altra funzionalità che puo essere comoda per gli usi da ufficio è il Fax, anche se c’è da dire che si usa sempre meno, ma può essere comodo averlo, a patto di avere una linea telefonica fissa al quale collegarlo.

    Se abbiamo la funzione scanner può essere comodo avere un’ alimentatore automatico di documenti, in modo da poter dare in pasto alla macchina un mazzo di fogli da scandire, fotocopiare o faxare senza doverli inserire uno alla volta.

    Ma la funzione che sta diventando quasi essenziale è la connessione di rete: può essere via ethernet, dove ci dovrà essere un cavo che collega la stampante al nostro router della connessione internet o meglio ancora wifi: in entrambi i casi tutti i dispositivi della nostra rete siano essi computer, ma anche tablet o smartphone potranno stampare dalla stessa stampante, possibilmente facciamo attenzione che sia corredata da una app per permettere facilmente la stampa da smartphone e tablet che altrimenti potrebbe essere non alla portata di tutti,e che può consentire di stampare anche quando siamo fuori casa.

    Parlando di tecnologie di stampa, generalmente quelle principali sono  due: inkjet e laser anche se ne esistono altre come aghi o sublimazione usate in ambiti specifici o qualche evoluzione delle tecnologie più comuni esclusiva di qualche produttore come ad esempio le led, che sono evoluzioni delle laser.

    Le getto di inchiostro hanno il vantaggio di costare relativamente poco, sia come costo dell’apparecchio che delle cartucce, oltre ad avere i migliori colori che le rendono particolarmente valide per la stampa di documenti a colori e fotografie , anche se considerato il costo della carta fotografica è più conveniente quando dobbiamo stampare delle foto, specie se in quantità, rivolgersi a servizi di stampa online o anche a un fotografo piuttosto che stamparsele in casa.

    Ma il grosso svantaggio delle inkjet è che se non usate frequentemente gli ugelli si intasano, questo significa che se non l’avete usata per qualche tempo dovrete fargli fare dei cicli di pulizia prima di poterla utilizzare, quindi non sarà sempre pronta all’uso, cosa che porta via non solo del tempo per l’operazione, ma soprattutto consuma inchiostro della cartuccia, e a seconda dei casi potrebbe utilizzare buona parte se non tutta la cartuccia.

    Le laser invece non soffrono di problemi di intasamenti e sono sempre pronte all’uso, inoltre sono le migliori per la stampa in bianco e nero e per grandi volumi di stampa, dato il costo per singola stampa è generalmente più basso delle inkjet. Non tutte però stampano a colori: solo i modelli più costosi possono farlo e comunque la qualità della stampa a colori è generalmente meno soddisfacente, inoltre per poter stampare a colori dovranno avere 4 cartucce una per colore, e questo significa spendere di più sia all’atto dell’acquisto della stampante che al cambio delle cartucce, e considerato che rispetto ad una inkjet sia la stampante che i toner costano sensibilmente di piu, significa dover anticipare una spesa, che comunque verrà ripagata nella maggior durata e nel costo a copia più contenuto.

    Importante è verificare la disponibilità di cartucce di concorrenza per il modello di stampante che avete in mente di acquistare, soprattutto se si tratta di una laser i risparmi si fanno importanti: potreste spendere per un toner di concorrenza circa 10 euro contro quasi 100 di uno originale, quindi in fase di scelta della stampante verificate su ebay amazon o nei centri specializzati in cartucce la disponibilità di consumabili di concorrenza, il loro costo e il numero di copie stimato e preferite magari una stampante che costa un po’ di più in fase di acquisto ma per cui si trovano cartucce a basso costo, ad una super economica o ad un modello appena uscito sul mercato, di cui non si trovano cartucce compatibili.

    A volte una stampante nuova potrebbe costare meno del costo delle cartucce perche i costruttori spesso vendono sottocosto l’apparecchio per rifarsi sul costo delle cartucce stesse che dovrete necessariamente comprare se volete utilizzarla: usando cartuccie di concorrenza avrete pagato poco sia la stampante che i consumabili, ma attenzione a non cadere nel tranello di acquistare una stampante nuova, magari identica alla vostra, solo per le cartucce: spesso quelle in dotazione hanno una capacità ridotta, quindi meglio una compatibile.

    Ricordate inoltre che in una stampante a colori quando si esaurisce un colore, anche se il nero o gli altri colori non sono esauriti, si bloccheranno le stampe in attesa di una nuova cartuccia a meno chela stampante non abbia una funzionalità per disabilitare i colori stampando solo in bianco e nero: cercatene possibilmente una che abbia questa possibilità o fate in modo di avere sempre a portata di mano delle cartucce di riserva.

    Queste sono piu o meno le cose da sapere nella scelta di una stampante, scrivetemi nei commenti se magari ho dimenticato qualcosa o se avete qualche dubbio o curiosità, io come al solito se posso vi risponderò. Io vi faccio i miei saluti, vi invito a mettere un like se questo video vi è piaciuto, ad iscrivervi al canale e ad attivare la campanella per la notifica dei prossimi video. A presto!

  • Cambiare il gestore di elettricità

    Cambiare il gestore di elettricità

    Parlare di bollette dell’energia elettrica è un argomento spinoso e un pò fumoso, vista la complessità di una bolletta elettrica dove bisogna quasi essere quasi uno scienziato per capire il funzionamento delle tariffe e come mai anche con un consumo molto ridotto si hanno spesso bollette particolarmente pesanti.

    Infatti nelle bollette tra oneri di sistema e spese di trasporto, quindi quelle spese che , semplificando, remunerano i cavi elettrici , la potenza del contatore o la produzione di energie rinnovabili e tralaltro con i prezzi che variano all’interno di alcune soglie, dove i primi kilowattora hanno un prezzo, i secondi un altro e i terzi un altro ancora andare a racapezzarsi su come risparmiare è davvero un problema.

    C’è anche da dire che anche se non volessimo stressarci a cambiare gestore dell’energia elettrica prima o poi saremo costretti a farlo, infatti è prevista a breve la fine del mercato di maggior tutela: quindi il servizio elettrico nazionale, quello che storicamente chiamavamo enel, a causa della liberalizzazione del mercato cesserà di esistere e quindi saremo giocoforza costretti a cercare un gestore nel mercato libero, scelta che per le famiglie , a meno di ulteriori proroghe, dovrà essere fatta prima del 1 gennaio 2022.

    Ma conviene passare al mercato libero? In realtà dipende dal nostro consumo e dalle nostre abitudini, con qualche gestore spenderemo meno e con qualcuno di più quindi dovremo essere capaci di capire chi può farci effettivamente un prezzo migliore e non finire nelle mani del primo operatore che potrebbe farci spendere più del previsto, quindi prestate la massima attenzione quando firmate un contratto, ma come fare a trovare il gestore che fa per noi?

    La risposta più semplice è fare uso di un comparatore di prezzo. Ce ne sono tanti in rete che comparano tariffe telefoniche, internet, mutui, prestiti e anche energia. Fate però attenzione ad una cosa: questi comparatori vendono i loro servizi ai gestori, che concederanno una provvigione al comparatore o pagheranno per essere presenti o aver maggiore visibilità sui risultati di ricerca, ma alcuni gestori potrebbero ,magari per tenere le tariffe più basse possibili, non voler pagare per questi servizi e quindi non essere presenti sul comparatore, con il rischio che il gestore per noi più conveniente non ci verrà nemmeno proposto.

    Per ovviare al problema , se non si vuole spulciare a mano le offerte dei singoli gestori, si potrebbe fare uso di più comparatori sperando che quello col prezzo migliore per le nostre esigenze sia presente. In alternativa esiste un comparatore che potremmo definire statale, il portale offerte dell’ARERA, l’autorità statale che si occupa dell’energia e del gas dove sono presenti le offerte di tutti gli operatori in una determinata area geografica.

    Fortunatamente, a differenza delle bollette elettriche, questo comparatore , che trovate all’indirizzo www.ilportaleofferte.it , è di facile comprensione, basterà indicare alcuni dati, quali la località dell’impianto, se si tratta di una prima o di una seconda casa, se si vuole una tariffa dell’energia fissa o variabile, in pratica come fosse il tasso di un mutuo, la potenza del contatore, se si vuole una tariffa differenziata per fascie orarie o solo energia da fonti rinnovabili, eventuali servizi aggiunti e soprattutto il consumo previsto che puo essere rilevato dalle ultime bollette o stimato dal sito a seconda degli elettrodomestici presenti e dal numero degli abitanti della casa.

    Verrà restituito un elenco di gestori con la stima della spesa annua, e la differenza con il prezzo che pagheremo col servizio di maggior tutela, con la possibilità di scaricare una scheda con tutte le caratteristiche dettagliate dell’offerta di quel gestore, che in caso di nostro interesse potremmo contattare per sottoscrivere un contratto.

    Esistono inoltre delle offerte standardizzate dette Placet che ogni gestore deve offrire e le cui caratteristiche sono definite dall’autorità e non possono essere modificabili, se non dopo un’anno: queste essendo uguali per tutti i gestori consentono di poter confrontare facilmente i costi di ogni singolo gestore, anche se non è detto che la PLACET sia l’offerta più conveniente che il singolo gestore ci potrà fare.

    Insomma l’argomento è complesso, ma fortunatamente esistono degli strumenti che ci possono aiutare nella scelta. Voi li conoscevate? Scrivetelo nei commenti, cosi come se avete dei  dubbi o delle curiosità e se posso vi risponderemo.

  • Un vero hifi alla metà del prezzo di una cassa bluetooth

    Un vero hifi alla metà del prezzo di una cassa bluetooth

    Qualche giorno fa al pub si discuteva con gli amici di come ascoltiamo la musica nelle nostre case, e devo dire che risposta di un mio amico mi ha fatto triggerare abbastanza: dice di avere messo in cantina un impiantino hi-fi per sostituirlo con una cassa bluetooth di marca pagata 250 euro che a suo dire oltre ad essere molto più comoda, suonava anche meglio, e complice qualche birra di troppo ho scommesso che avrei trovato qualcosa di nettamente superiore spendendo la metà.

    Beh ripensandoci il giorno dopo a mente lucida devo dire di essermi messo in un bel pasticcio: c’è da dire che nella fascia tra i 100 e i 150 euro girando per i negozi di elettronica si trovano effettivamente dei micro hi-fi, anche di marchi importanti, ma si tratta di modelli veramente entry level , spesso fatti interamente in plastica o senza possibilità di collegare una fonte esterna AUX come un giradischi o un computer, che potrebbero effettivamente suonare peggio della cassa bluetooth del mio amico: non posso rischiare, devo trovare di meglio.

    Dalla mia devo dire che la qualità delle casse bluetooth per quanto valide non possono reggere il confronto, a meno che non serva la trasportabilità o l’impermeabilità di alcuni modelli, e quindi dovrebbero suonare peggio di un impiantino entry level, quanto meno per il posizionamento dei diffusori più consono all’alta fedelta, ma per contro il mio amico potrebbe giocarsela sulla potenza della sua cassa bluetooth e sui bassi molto enfatizzati: mi serve qualcosa di nettamente superiore, ma non posso sforare il budget.

    E l’idea che mi è venuta si basa sugli amplificatori economici digitali: dove un singolo chip del costo di pochi euro riesce a fornire prestazioni equiparabili a quelle di un’intero amplificatore hi-fi dal costo di centinaia se non migliaia di euro. Se all’inizio questi sistemi come i T-amp avevano una ottima resa ma erogavano poca potenza, col tempo sono arrivati sul mercato chip più potenti dove alla alta qualità si è aggiunta una potenza di erogazione di tutto rispetto: anche 100W per canale, con la possibilità di combinare più chip per ottenere più potenza o gestire un sistema surround: ecco che abbiamo degli amplificatori in classe D, di piccole dimensioni, grandi potenze al costo di pochi euro.

    Basandosi su questi chip , come il Texas Instruments TPA3116, addirittura esistono amplificatori in kit di montaggio per circa 10 euro, o amplificatori completi anche per 30 euro, qualche euro in più se si vuole il ricevitore bluetooth integrato , l’alimentatore incluso ,  che nel caso può essere recuperato da quello di un vecchio pc portatile o di un qualche apparecchio elettrico in disuso o più chip per gestire surround o una maggiore potenza.

    Infatti con circa 40 euro ho trovato su Amazon un amplificatore di produzione cinese, marchiato Breeze Audio, ma lo trovate identico con altri marchi, dotato di bluetooth e doppio chip per una potenza di 2×100 watt al quale aggiungerò l’alimentatore di un vecchio portatile , ma che nel caso voi non ne aveste per casa potreste recuperarlo in rete per poco più di 10 euro, o comprare già un pacchetto amplificatore + alimentatore.

    A questa spesa c’è da aggiungere un paio di euro per il cavo e soprattutto , gli altoparlanti. Qui mi direte casca l’asino, perche per stare nel budget che ci eravamo prefissati a meno di non beccare il colpo di fortuna nei mercatini dell’usato difficilmente di trova qualcosa che suoni meglio di un paio di altoparlanti per PC o dell’impiantino da 100 euro del centro commerciale.

    E invece una soluzione esiste, e anche quella si trova su amazon spendendo intorno ai 60 euro: anche qui parliamo di un prodotto cinese di un marchio che difficilmente avrete già sentito: LONPOO LP-42: si tratta di una coppia di casse passive da 75watt a due vie con woofer da 4 pollici e tweeter da 1 pollice, interamente in legno di ottima costruzione, e a detta anche di gente più competente del sottoscritto suonano meglio di casse che costano anche 4/5 volte di più.

    Vediamo un po di fare due conti : casse 65 euro, altri 40 per l’ampli, 5 euro di cavo, e 15 di alimentatore: siamo a 125 euro , proprio l’esatta metà di quanto speso dal mio amico per la sua cassa bluetooth, mi sembra che la scommessa l’abbia vinta io!

    Sicuramente può essere una base di partenza interessante anche per chi vuole ascoltare la musica in casa con una qualità decente , al quale magari attaccarci un giradischi, e che possa essere la base di partenza per prossimi upgrade, tipo per un amplificatore più serio, magari valvolare e che comunque senza occupare tanto spazio in casa, dato che le casse stanno tranquillamente su una mensola.

    Voi cosa ne dite? Vi piace questa soluzione o avreste usato dei componenti differenti? Fatemelo sapere nei commenti, cosi se avete dubbi o curiosità e vi risponderò.

  • I best buy

    I best buy

    Forse navigando in rete in cerca di recensioni e consigli di prodotti avrete sentito il termine best buy, e vi sarete chiesti che cosa significa. Nulla di strano si tratta a detta di chi fa la recensione del migliore acquisto che potete fare per quel genere di prodotto nella sua fascia di prezzo.

    Un prodotto che magari vale più di quel che costa perche a parità di prezzo offre prestazioni molto migliori della concorrenza, o perche a parità di prestazioni costa meno o perché ha qualche funzionalità esclusiva che i suoi competitor non hanno.

    Ricordatevi sempre che si tratta di un’opinione di chi ve lo consiglia e quello che per un recensore può essere un best buy magari non lo è per un altro specie quando un prodotto non spicca particolarmente sulla concorrenza.

    Questo puo dipendere anche dal recensore, c’è chi in buona fede non conosce alla perfezione tutto ciò che è disponibile sul mercato, omettendo di parlare di un prodotto migliore, c’è chi invece accetta di fare delle recensioni un po pilotate spingendo un determinato prodotto perché lo ha avuto in regalo o perché è l’unico che è riuscito a farsi mandare per una recensione o perché gli sono stati promessi favori o vantaggi.

    Ci sono poi recensori più seri che acquistano di tasca il prodotto che recensiscono o che se lo ottengono in prova o in regalo dichiarano la cosa e soprattutto fanno una recensione indipendente , specificando eventuali difetti e debolezze del prodotto senza nascondere o minimizzare  gli aspetti negativi drogando le valutazioni per non scontentare il produttore, cosa che può fare solo chi ha una certa autorevolezza o comunque una provata serietà.

    Ovviamente se un prodotto da 50 euro ha prestazioni paragonabili ai prodotti che ne costano 200, a meno di non essere sceso a troppi compromessi per limare il prezzo è probabile che possa fregiarsi dell’etichetta di best buy, ma anche un prodotto che ha un prezzo nella media o anche un po’ superiore potrebbe avere quella caratteristica unica o innovativa che sbaraglia la concorrenza.

    Sicuramente per farsi un’idea è bene sentire più campane, leggere tante recensioni: se in tanti ne parlano bene è probabile che il prodotto sia valido, anche se spesso i produttori al lancio di nuovi prodotti tendono a mandare a quanti più influencer e recensori possibile l’ultimo uscito della casa, e a seconda di quanto la casa è persuasiva e quanto il recensore serio potrebbero apparire commenti un po’ troppo entusiastici o non corrispondenti alla realtà

    E attenzione anche alla data della recensione, soprattutto se si parla di prodotti tecnologici, perché nel frattempo potrebbe essere uscito un nuovo prodotto che ha scalzato nelle classifiche il precedente best buy o perché magari nel frattempo un prodotto ha cambiato il suo prezzo facendo saltare tutti i ragionamenti della scelta: può capitare che un prodotto di fascia superiore sia sceso di prezzo o che il prodotto supereconomico visto l’enorme successo aumenti il suo prezzo di listino rendendosi molto meno competitivo rispetto alla concorrenza.

    Quindi il trucco , che è valido con qualsiasi tipo di recensione: dai ristoranti, agli alberghi cosi come per i prodotti di consumo, è ragionare con la propria testa, ascoltare le recensioni e i consigli ma non fidarsi ciecamente della prima, specie se non conosciamo l’affidabilità del recensore.

    Voi avete in mente qualche best buy nella propria categoria, o magari vorreste conoscere o vedere recensito il best buy di una tipologia di prodotti che avete in mente di acquistare? Scrivetemelo nei commenti e se posso vi risponderò , per commento o  con un prossimo video a tema. A presto!