Autore: admin

  • Apple conviene davvero?

    Apple conviene davvero?

    I dispostivi Apple, dai computer Macintosh agli smartphone iPhone ai tablet iPad sono ormai di gran moda ma sicuramente non a buon mercato, quindi è lecito farsi una domanda: convengono davvero?

    Sappiamo bene che potremmo scatenare una guerra di religione perchè storicamente già dai primi mac degli anni 80 ci sono sempre state le fazioni, sempre piuttosto agguerrite pro e contro Apple.

    C’è chi li odia per il loro prezzo e per il loro ruolo di status symbol e chi li apprezza per la loro funzionalità e il design, ma chi ha ragione?

    Sicuramente è vero che costano troppo rispetto alla concorrenza: generalmente prodotti concorrenti di pari potenza possono costare meno della metà del corrispettivo con la mela, e a parità di budget si comprano altri prodotti molto più prestazionali con dentro Windows o Android, e la differenza si fa più marcata quando si ordinano dalla fabbrica degli upgrade alle configurazioni base, lo stesso upgrade di memoria ram o del disco vi può costare anche 5 o 6 volte tanto rispetto al prezzo del componente sul mercato, anche se a seconda dei modelli per ragioni tecnico-commerciali non è possibile effettuare da soli l’upgrade obbligandoci ai prezzi “da rapina” imposti dalla casa

    Tralaltro alcune politiche commerciali discutibili come l’impossibilità di fare upgrade in autonomia , l’incompatibilità forzata con alcune tecnologie, o l’assenza di porte e connessioni comunemente utilizzate per costringere l’acquisto di adattatori o di modelli superiori di cui non avremmo bisogno, o particolari politiche di assistenza dove il costo della riparazione non è strettamente legato alla riparazione stessa ma al modello sul quale si interviene, col rischio di pagare tantissimo una riparazione banale, sicuramente non sono amiche del nostro portafoglio.

    Di contro sono prodotti che funzionano bene, di buona qualità, di design, con un’elevata attenzione ai dettagli, ma soprattutto il loro essere alla moda e il loro prezzo elevato li rende molto appetibili sul mercato dell’usato, col risultato che si deprezzeranno notevolmente meno rispetto alla concorrenza, dandoci la possibilità acquistandandoli e rivendendoli con intelligenza di avere un prodotto sempre aggiornato senza rimetterci troppo, a differenza della concorrenza che è molto più difficile da vendere sul mercato dell’usato e che soprattutto si svaluta molto di più rendendo più conveniente tenere il prodotto sino a fine vita , al limite facendo qualche aggiornamento in corsa, piuttosto che rivenderlo per comprarne uno più aggiornato come possono fare piu facilmente gli utenti della mela.

    Poi abbiamo un discorso di sistema operativo differente, che può piacere o meno, ma che in ogni caso puo fare quasi tutto cio che fa la concorrenza e viceversa, giusto in qualche caso le politiche stringenti di apple non permettono certe applicazioni che troviamo altrove, cosi come qualche particolare software in campo creativo, terreno di elezione dei prodotti con la mela, potrebbe non essere disponibile nella concorrenza, ma diciamo che in linea di massima la scelta è più una questione di gusti e di abitudini che un fattore tecnico.

    La Facilità di utilizzo è invece un fattore soggettivo,  i prodotti con la mela sono storicamente stati relativamente semplici da utilizzare, ma se uno è abituato da anni ad usare la concorrenza è probabile che soprattutto nei primi tempi non ci ritrovi, ma si tratta più di abitudine ed è vero anche l’opposto, perché i tempi delle interfacce a righe di comando sono per la maggior parte dell’utenza ormai ricordi del passato, quindi anche i prodotti che non vengono da Cupertino sono altrettanto semplici nell’utilizzo, si tratta quindi di gusti personali.

    Alla fine entrambi i mondi sono validi, sicuramente l’immagine , il design e la qualità percepita per qualcuno conta più del prezzo o delle massime prestazioni, quindi la scelta è molto personale e dipende dalle esigenze di ognuno di noi, ma considerando che per un uso standard un dispositivo vale l’altro la scelta è più questione di gusti personali e di budget che parametri tecnici, almeno fintanto che dobbiamo solo navigare in rete, guardare qualche filmato o scaricare la posta.

    Voi cosa ne pensate? Siete haters o fanboy della mela? Avete qualche suggerimento o dubbio? Scrivetecelo nei commenti

  • Le auto a chilometri zero

    Le auto a chilometri zero

    Probabilmente se avete fatto qualche preventivo per acquistare una nuova automobile qualche venditore ve ne avrà proposta una a chilometri zero, e magari proprio la vostra auto è una di quelle, ma vediamo cosa sono e a chi convengono.

    Sono delle automobili formalmente vendute come usato ma che non si sono mai mosse dall’autosalone, che quindi hanno già avuto almeno un proprietario sul libretto di circolazione, generalmente l’autosalone stesso, la casa automobilistica o una finanziaria, ma che sono a tutti gli effetti nuove.

    Ovviamente risultando usate sulla carta, anche il loro prezzo di vendita sarà scontato, e a seconda dei modelli o degli allestimenti anche di percentuali importanti, a volte anche alla metà del prezzo di listino, soprattutto se un’auto sta per uscire di produzione o ha avuto poco successo nelle vendite.

    Ma perché nascono le km.0? Generalmente si tratta di automobili acquistate dal concessionario che deve garantire la vendita di un certo quantitativo di auto per poter accedere o non perdere particolari bonus o scontistiche e quindi se verso la fine del periodo di riferimento (l’anno, il trimestre o il semestre) si ritrova sotto la soglia di vendite è per lui più conveniente acquistare delle auto , che rivenderà con uno sconto, piuttosto che perdere il bonus. Altre volte si può trattare di auto in sovrannumero che i produttori, gli importatori , le società di noleggio o le finanziarie si trovano in casa a causa di stime errate sulle vendite o che sono stati costretti ad immatricolare entro una certa data per via di modifiche alle normative o ancora si tratta di auto acquistate in altri paesi europei dove per via di differenti listini o di promozioni costano meno che da noi che vengono prima targate nel paese di origine e poi esportate da noi per essere vendute a un prezzo piu basso del listino italiano garantendo comunque un margine al venditore.

    Un altro vantaggio, oltre al prezzo di vendita sicuramente più basso di quello del listino è la consegna immediata: generalmente avendole il venditore già in casa, una volta effettuato il pagamento le potrete ritirare senza aspettare i tempi d’ordine di un’auto nuova , che a volte possono essere di alcuni mesi. Per contro vi dovrete accontentare di ciò chè è disponibile: può capitare infatti di non trovare il colore o l’allestimento preferito col rischio di pagare per degli optional a cui magari avremo fatto a meno, anche se in alcuni casi è possibile prenotare le km.0 facendoci “mettere da parte” le auto in arrivo delle caratteristiche desiderate.

    Una cosa a cui stare attenti invece è la data di prima immatricolazione della macchina, può capitare che la macchina abbia qualche mese , a volte anche un anno: dato che la garanzia della macchina decorre dalla data di prima immatricolazione e non da quando l’abbiamo acquistata potremmo perdere qualche mese di garanzia, e di valutazione della macchina quando la andremo a rivendere.

    Proprio il mantenimento del valore dell’usato è forse uno dei difetti più grandi di un’auto a km.0 , se quel particolare modello è facilmente reperibile come km.0 la tenuta del valore si abbasserà perché chi cerca un usato giovane avrà più convenienza a comprare una km.0 , quindi l’usato diventerà difficile da vendere se non a prezzi bassi. Questo ovviamente potrebbe essere un problema se abbiamo intenzione di cambiare la macchina dopo poco tempo, ma se intendiamo tenere la macchina per almeno 5 anni o meglio ancora finchè non si rompe o cade a pezzi il valore residuo dell’usato non sarà un gran problema: varrà comunque molto poco, ma avremmo sicuramente ammortizzato la spesa.

    Un altro pregio invece è poter accedere a prezzi scontati anche senza dover obbligatoriamente versare o rottamare un’auto o peggio ancora essere vincolati a dover fare il finanziamento suggerito dalla casa automobilistica per accedere allo sconto, dato che generalmente in questi casi il finanziamento ha tassi particolarmente onerosi che vanno ad annullare o comunque ad erodere lo sconto proposto.

    Per scovarle oltre ad andare di persona o telefonare agli autosaloni che trattano questo genere di autovetture, potremo usare i giornali e le trasmissioni televisive dove vengono inserzionate le offerte dei venditori e soprattutto su internet, nei siti dei venditori ma soprattutto nei siti di annunci specializzati in auto usate (subito.it, autoscout24.it , automobile.it, caraffinity, autouncle e simili) utilizzando un filtro sul chilometraggio della macchina. Accertatevi sempre della serietà del venditore , delle condizioni e di eventuali costi aggiuntivi contattando il venditore per ottenere tutte le informazioni a riguardo prima di firmare qualsiasi ordine.

    Ma dove trovare le auto a km.0? Sicuramente se vogliamo dei risparmi importanti non possiamo limitarci a cercarle negli autosaloni vicino casa, ma dovremmo allargare i nostri orizzonti a tutta la nazione, soprattutto se cerchiamo un particolare modello, allestimento o colore o se vogliamo il prezzo più basso: ma tenendo conto del risparmio , a volte di diverse migliaia di euro, spendere una giornata di tempo e un po’ di carburante viene ripagato dal risparmio stesso, oltre avere avuto la possibilità di provare la macchina, d’altronde tutte le auto , a maggior ragione se sono nuove, sono fatte per viaggiare!

  • I monopattini elettrici

    I monopattini elettrici

    I monopattini elettrici da qualche tempo stanno iniziando ad arrivare nelle nostre città, anche grazie a delle modifiche al codice della strada che ne hanno permesso l’uso su strade e piste ciclabili , mentre prima l’uso era limitato solo ad aree private.

    Si tratta di un’evoluzione dei monopattini giocattolo che usano i bambini, dove anzichè muoversi utilizzando la spinta del nostro piede viene utilizzato un motore elettrico e una batteria che andrà ricaricata come un cellulare.

    Inoltre si mantiene uno degli elementi più comodi di questi mezzi: la possibilità di ripiegarlo e di potercelo portare appresso quando non in uso, nel baule della macchina, in ascensore, in ufficio, in metropolitana etc.

    Ovviamente quelli da grandi hanno anche peso e ingombri maggiori ma hanno anche un’uso diverso perchè permettono di spostarsi comodamente all’interno della città , utilizzando magari le piste ciclabili, e soprattutto permettono l’intermodalità, ad esempio possiamo lasciare l’auto in un parcheggio periferico, prendere dal cofano il nostro monopattino e raggiungere la destinazione finale nel centro città, dove probabilmente sarebbe stato problematico entrare o parcheggiare.

    Se ne parla tanto in questo periodo per via degli incentivi previsti dal governo, che li ha portati un po al centro dell’attenzione per via del contributo del 60% ,fino a un massimo di 500 euro, che sicuramente ha stuzzicato l’interesse di molti.

    Purtoppo gli incentivi in una prima prima fase prevedono che chi acquista il monopattino elettrico, ma anche bici e mezzi simili che rispettino determinate caratteristiche tecniche,  debbano anticipare l’intera somma, e poi dovranno successivamente fare richiesta di rimborso caricando nell’apposito sito, appena sarà disponibile, la fattura che dovrà contenere codice fiscale e caratteristiche del mezzo pena la perdita dell’incentivo.

    Questo significa che per essere sicuri di ricevere il bonus bisogna stare attenti a cosa e a dove si compra il monopattino, ma soprattutto al fatto che la cifra stanziata è limitata e c’è il rischio che dato che il pagamento del bonus avverrà in ordine di ricezione delle domande, che i fondi finiscano prima del termine lasciando a bocca asciutta una parte dei richiedenti o che la nostra richiesta venga respinta a causa di qualche irregolarità nella fattura.

    Tralaltro data l’alta richiesta del momento i rivenditori hanno eliminato sconti e promozioni sui modelli più richiesti e sono arrivati sul mercato prodotti di scarsa qualità , magari spacciati per buoni utilizzando su licenza i marchi di altre realtà come produttori di moto o di elettronica, per cercare di accedere agli incentivi.

    Questo significa che se abbiamo acquistato un modello migliore contando sull’incentivo o se lo abbiamo preso senza sapere se faceva per noi dato che al netto dell’incentivo ci sarebbe costato pochi soldi potremmo ritrovarci fregati, quindi è bene valutare bene la scelta.

    Ma a cosa dobbiamo stare attenti quando cerchiamo un monopattino elettrico? Uno delle prime cose è la qualità e la diffusione, dato che si tratta di prodotti soggetti ad usura reperire ricambi di prodotti di marchi sconosciuti potrebbe diventare difficile se non impossibile, con il rischio di dover buttare il monopattino pagato diverse centinaia di euro perché non si trova un pezzo da pochi euro, pertanto meglio spendere di più per un prodotto di qualità, specialmente se si sta usufruendo degli incentivi, anche perché un prodotto di qualità tendenzialmente risulterà piu comodo, più prestazionale e con maggiore autonomia.

    La comodità è importante specie se prevede di usarlo tutti i giorni, da preferire la presenza di ammortizzatori e di gomme senza camera d’aria, più soggette alle forature , magari di grandi dimensioni per affrontare al meglio ciottolati e pavè, inoltre un monopattino più leggero sarà più facile da trasportare quando non in uso.

    Un’altra cosa importante è la potenza del motore: purtoppo le prestazioni del monopattino , e non solo la velocità, sono fortemente influenzate dal peso del guidatore e dal tipo di strada che affronteremo, quindi se non siamo un peso piuma o se affrontiamo tratti in salita abbiamo bisogno della massima potenza possibile, stando attenti a rientrare nei limiti previsti dal codice della strada (massimo 500W)  pena il rischio di multe e di non accedere agli incentivi.

    Altro valore da tenere in considerazione è l’autonomia, che come per le prestazioni dipendono dal nostro peso e dal tipo di strada, ma anche dalla capacità della batteria installata: i modelli piu economici hanno batterie piccole che rischiano di darci autonomia inferiore ai 10 km, limitando di tanto l’uso che potremo farne in citta, modelli più completi, magari dotati di una batteria supplementare possono superare anche i 25-30 km di autonomia reale consentendoci di poter fare una giornata di commissioni senza dover mettere in carica il mezzo.

    Va anche considerata la presenza di freni a disco per una frenata più sicura, del limitatore di velocità richiesto dal codice della strada, insieme a luci e campanello per poterlo utilizzare su aree pubbliche.

    Ad ogni modo prima di fare la spesa , soprattutto se non siete molto convinti dell’utilizzo, o se temete di non riuscire ad accedere agli incentivi il consiglio è di provarlo, noleggiandolo o facendocelo prestare da un’amico , in modo da renderci conto se fa davvero al caso nostro o se magari è bene indirizzarsi a modelli particolari in base alle nostre esigenze.

  • Risparmiare online coi comparatori di prezzo

    Oggi parliamo di una dritta su come risparmiare sui vostri acquisti online, che forse conoscevate solo per alcuni tipologie di prodotti, ma in realtà è applicabile praticamente su tutto ciò che viene venduto via internet: l’uso dei comparatori di prezzo.

    Infatti se dobbiamo acquistare un particolare prodotto lo troveremo in vendita su siti differenti a prezzi diversi a seconda del venditore, dalla disponibilità, dalla provenienza nazionale o internazionale, dalla garanzia applicata, dai servizi accessori offerti, dalle spese di consegna etc.: insomma sito diverso prezzo diverso.

    Ovviamente tutte queste caratteristiche incidono sul prezzo finale e a parità di prodotto si tende a preferire sempre il prezzo più basso, anche se non sempre può rivelarsi la scelta giusta: a volte spendendo qualcosina in più si ha un servizio e una serietà maggiore del venditore che chi deve ridurre le spese all’osso potrebbe non offrire, e questo fa la differenza se dovesse insorgere qualche problema dopo l’acquisto.

    Ma come fare a trovare il prezzo migliore? Sicuramente non andando a comprare immediatamente dal primo venditore che ci viene in mente, che magari utilizzeremo per farci un’idea del prezzo e delle caratteristiche per poi andare a scandagliare la rete per trovare il prezzo migliore , ma ovviamente ci saranno centinaia di venditori che vendono quel prodotto e il tempo che useremo per consultare ad uno ad uno i vari siti in cerca del prezzo migliore potrebbe non valere il risparmio, specie per quei prodotti di successo che difficilmente vengono messi in promozione.

    Ma per fortuna ci vengono in aiuto i comparatori di prezzo, degli appositi motori di ricerca dove andremo ad inserire il prodotto cercato e ci verrà restituito in una sorta di classifica il prezzo praticato dai vari venditori, comprensivo di eventuali spese di consegna, e con la possibilità di andare direttamente sul sito del venditore per effettuare l’acquisto.

    E dato che in rete si può comprare praticamente di tutto ne esistono per ogni tipologia di acquisto: dal semplice acquisto di un particolare prodotto (un televisore, una lavatrice, un telefonino) a quello di servizi più complessi, come nel settore viaggi: ci sono comparatori specifici per gli alberghi, i voli, gli autonoleggi, etc. Cosi come per i mutui, le assicurazioni, le utenze (telefoniche, internet, luce, gas etc.), le spedizioni dei pacchi:  ne esistono di ogni genere specializzati un po’ in tutto,  tarati sulle esigenze di quella tipologia di prodotto o servizio: banalmente cercare l’assicurazione della macchina richiede dei parametri diversi da cercare un albergo o un  telefonino .

    Se cerchiamo un volo magari abbiamo necessità di indicare delle date di partenza, un budget e/o la destinazione, se cerchiamo un albergo ci interessa magari la posizione , alcuni servizi offerti o la possibilità di disdire senza penali, per un’assicurazione auto serviranno i dati della nostra precedente polizza e le garanzie che ci occorrono, ma indipendentemente dal tipo di prodotto o servizio ci sarà fornita una lista di fornitori ordinata per prezzo che ci permetterà di scegliere l’offerta per noi più vantaggiosa.

    Addirittura anche i motori di ricerca come google stanno integrando un loro piccolo comparatore con le offerte migliori che ci appare quando andiamo a fare la ricerca di uno specifico prodotto o servizio, provate a cercare il nome di un telefonino o hotel a roma, vedrete che che vi comparirà una piccola finestra con questi suggerimenti, che non sono altro che un comparatore, che tralaltro è richiamabile dall’apposita sezione shopping del motore di ricerca

    Ma come funzionano? Generalmente i venditori contrattano la loro presenza sui comparatori, ai quali forniranno in maniera automatica il loro listino prezzi costantemente aggiornato e riconosceranno una piccola percentuale per la vendita avvenuta tramite il comparatore.

    Ovviamente per i venditori diventerà una lotta con i concorrenti presenti nel comparatore per offrire il prezzo migliore e questo diventa un vantaggio molto importante per il consumatore, ma come detto non sempre il prezzo più basso è l’offerta migliore per le nostre esigenze, magari banalmente se il venditore è sconosciuto o ha un sito fatto malissimo, o il prezzo è troppo bello per essere vero è possibile che ci sia dietro una fregatura : non ci darà la fiducia necessaria per l’acquisto e magari andremo a scegliere un venditore che ha un prezzo leggermente più alto ma più affidabile.

    Per capire l’affidabilità di un venditore oltre a un po’ di esperienza pregressa, ci vengono in aiuto anche i feedback e le recensioni che gli utenti del comparatore possono lasciare per quel venditore, facendoci capire se è il caso di acquistare da lui o di passare avanti, inoltre alcuni comparatori fanno una scrematura dei venditori per evitare che ne compaiano di poco seri.

    Ad ogni modo è sempre bene valutare con attenzione da chi stiamo acquistando e soprattutto leggere bene le condizioni e le caratteristiche dell’offerta: a volte qualche venditore usa qualche furbzia per sembrare più conveniente del concorrente, che sta a noi scovarle e acquistare solo se c’è la convenienza: magari ci fornisce una versione di importazione parallela che nasce per un differente mercato e che potrebbe non funzionare correttamente, o che richiede di essere spedita nel paese di origine per la garanzia , non fornisce tutti gli accessori che dovremmo comprare a parte, spedisce dall’estero con tempi di consegna molto lunghi o con rischio di dover pagare lo sdoganamento, inserziona un prodotto ricondizionato tra le offerte del nuovo o mette una descrizione ingannevole che fa sembrare che ci venda la versione full optional , quando in realtà si tratta di quella base.

    Insomma bisogna stare all’occhio come in qualsiasi acquisto online, ma se si riesce a risparmiare tanto meglio, no?. Voi usate i comparatori per i vostri acquisti online? Avete qualche domanda o qualche suggerimento? Scrivetecelo pure nei commenti e vi risponderemo.

  • Come acquistare in rete al momento giusto per fare l’affare

    Dovete sapere che i prezzi su amazon non sono mai fissi ma variano tantissimo , cambiando prezzo anche più volte nel corso della giornata, e di questo ve ne potete accorgere se lasciate nel carrello un prodotto che state puntando senza concludere l’acquisto, se visualizzerete il carrello dopo qualche tempo vi accorgerete di un messaggio che vi avvisa che il prezzo è cambiato: in qualche caso sarà aumentato e in qualche caso dimiuito: ovviamente se riuscite a beccare il momento giusto e a concludere l’acquisto quando il prezzo è più basso forse avete fatto l’affare, diversamente sarete contrariati di sapere di avere pagato lo stesso prodotto di più di quanto costava qualche giorno addietro.

    Queste variazioni di prezzo accadono in funzione di tanti fattori, come la disponibilità in magazzino dei prodotti che possono essere venduti direttamente da Amazon o dal marketplace dove ogni venditore può avere un prezzo differente e che si fa la guerra limando anche pochi spiccioli per volta in modo da  essere più basso del concorrente ,ma se il venditore con il prezzo più basso finisce le scorte saremo costretti a comprarlo da chi c’è l’ha disponibile a un prezzo più alto, e questo ovviamente si riflette nel prezzo che giocoforza salirà.

    Inoltre i prezzi possono variare in funzione delle offerte della concorrenza: se il mediaworld o l’unieuro di turno fa un’offerta speciale su un determinato telefonino o televisore, probabilmente anche Amazon andrà a proporlo a un prezzo simile per eguagliare o battere la concorrenza, sempre ammesso che lo abbia disponibile, in modo da accaparrarsi il cliente.

    Oltre a questo possono capitare offerte speciali limitate nel tempo, dalle offerte a tempo che durano poche ore, a quelle giornaliere, quelle in occasione di particolari periodo dell’anno (Black Friday, Natale , Carnevale, Feste della mamma , del papà e simili), che fanno variare il prezzo per qualche ora o giorno, rendendo conveniente l’acquisto.

     Esiste anche un’altra causa per queste variazioni, e sono gli errori di prezzo, che si verificano quando  chi si occupa di caricare il prodotto sul sito puo aver messo per errore il prezzo sbagliato, magari dimenticando uno zero e facendo in modo che il prodotto da 500 euro sia venduto a 50. In quel caso  se il venditore si accorge dell’errore prima di spedire l’ordine potrebbe venire cancellato, ma se non se ne accorge voi riceverete il vostro prodotto che avrete pagato pochissimo, e dato che non si rischia nulla, perché alle brutte vi verrà rimborsata la cifra spesa, quando incappiamo in questi prezzi è sempre bene approfittarne.

    Per questo infatti sono nati siti e canali telegram che monitorano in tempo reale queste offerte e questi errori di prezzo in modo da segnalare ai propri utenti immediatamente i cali di prezzo per permettergli di fare l’affare, cosa particolarmente importante per gli errori di prezzo in modo da fare l’ordine prima che il venditore si accorga dell’errore e riuscire a piazzare l’ordine al prezzo “folle”. Ovviamente questi siti che fanno le segnalazioni avranno riconosciuta una piccola percentuale da Amazon che remunera i siti partner che hanno portato una vendita.

    Ma come fanno questi siti a scovare le offerte, e soprattutto come fare a scoprirle in autonomia prima che ci arrivi qualcun altro per via della segnalazione e vi freghi l’ultimo prodotto disponibile in offerta? Sicuramente potete tenere sott’occhio quotidianamente la sezione delle offerte, ma questo non è sufficiente , dovrete dotarvi di un tool che monitora per voi i prezzi in maniera automatica, questi tool chiamati Price Tracker fanno proprio questo lavoro e due sono particolarmente famosi : Keepa e CamelCamelCamel, vediamo brevemente come funzionano.

    Keepa utilizza un’estensione del browser che modifica la pagina di amazon aggiungendo nella scheda del prodotto un grafico con l’andamento storico del prezzo di quell’articolo facendoci capire se il prezzo attuale è convienente rispetto al passato o più alto. Se il prezzo fosse al minimo storico o comunque molto vicino può essere il momento giusto di acquistare quel prodotto, viceversa se è stato spesso in offerta a prezzi più bassi, probabilmente è il momento di aspettare prima di effettuare l’acquisto o di orientarsi su un prodotto concorrente. Questo grafico oltre a darci il prezzo del prodotto venduto direttamente da Amazon, ci da anche i prezzi del marketpace, dell’usato Warehouse Deals e dell’usato venduto dai venditori terzi, cosi da avere una panoramica ancora più completa, inoltre è possibile variare l’arco di tempo sul quale fare i nostri controlli, cosa utile per scovare eventuali offerte stagionali. Inoltre tramite il sito, registrandosi è possibile settare degli alert personalizzati che ci avvertono , per mail, telegram o messaggio facebook quando il prezzo del prodotto che abbiamo sotto osservazione scende. Inoltre nel sito è presente una sezione Offerte che tiene d’occhio particolari categorie di prodotti, permettendo di scovare rapidamente a colpo d’occhio ribassi importanti ed occasioni.

    L’avversario di Keepa è CamelCamelCamel, che funziona praticamente nella stessa maniera con un’interfaccia grafica diversa e qualche leggera differenza sul sistema di alert, ma principalmente fanno lo stesso lavoro, permettendo di scovare il momento giusto per effettuare l’acquisto. C’è chi si trova meglio con uno o con l’altro, hanno qualche piccola caratteristica che li contraddistingue ma diciamo che grosso modo si equivalgono, il nostro consiglio è di provarli entrambi per vedere quale è quello con cui vi trovate meglio.

    Voi avete già utilizzato di questi sistemi? Avete altri consigli da suggerire? Scrivetelo nei commenti, cosi se avete anche dubbi o curiosità e cercheremo di rispondervi per venire incontro alle vostre domande. A presto

  • I robot aspirapolvere

    Avrete sicuramente sentito parlare dei robot aspirapolvere, quei robottini che riescono a spazzare via la polvere e secondo i modelli pulire i pavimenti. Sicuramente essendo una tipologia di elettrodomestico nuovo suscita curiosità e dubbi, ma vediamo di fare un punto.

    Innanzitutto la prima domanda che uno si fa è Funzionano? Puliscono davvero? Beh si, anche se molto dipende dal modello che scegliamo, perché in giro si trovano modelli un po’ farlocchi che servono a poco o che costano più di quanto valgono, quindi è essenziale fare una buona scelta per non ritrovarsi in casa un prodotto poco utile.

    Sicuramente hanno un’uso diverso da un’aspirapolvere o scopa elettrica tradizionale, sono pensate per un’uso più frequente che consente di tenere pulita la casa, lasciando il grosso all’aspirapolvere tradizionale che potrà essere usata molto più raramente, quindi non la sostituisce ma la affianca.

    Una delle caratteristiche più interessanti è che sono relativamente autonomi: possono essere impostate per eseguire la pulizia , tramite un timer, un telecomando o un’app sul cellulare e tornare da sole alla base per la ricarica, lasciando al proprietario solo l’onere di svuotare il serbatoio della polvere, anche se a dire il vero i modelli meno sofisticati tendono ad impigliarsi sui tappeti costringendo il proprietario ad intervenire,  a meno di non averli fatti sparire prima di far partire il robottino.

    Il robottino una volta partito andrà in giro per la casa ad aspirare la polvere, passando almeno in teoria anche sotto i mobili e sui tappeti, per poi tornare alla sua base una volta finito il suo lavoro o quando la batteria si sta per scaricare.

    Vediamo come sono fatti, abbiamo un apparecchio di forma piu o meno tondeggiante, che integra al suo interno una batteria ricaricabile come quella dei cellulari, un motore per l’aspirazione come un’aspirapolvere tradizionale collegato ad una o più spazzole rotanti che convogliano lo sporco sulla bocchetta di aspirazione, e delle ruote che le consentono di muoversi. In aggiunta a questo abbiamo una base dove l’apparecchio andrà ricaricato, e ovviamente il serbatoio dove si deposita la polvere risucchiata, e dei sensori che aiutano l’apparecchio ad evitare ostacoli o a ribaltarsi.

    Una delle prime cose da verificare è il potere aspirante, quelle molto economiche tendono ad avere una potenza appena sufficiente a risucchiare la polvere, cosa che in presenza di animali in casa o di pulizie poco frequenti possono portare ad un risultato poco soddisfacente con polvere e briciole che non verranno aspirate completamente. Inoltre è bene che l’aspirapolvere abbia anche il filtro HEPA per le polveri più sottili , che ci consente una migliore pulizia e sanificazione degli ambienti.

    Altra cosa da tenere a mente in fase di scelta sono le dimensioni: quelle più grandi e soprattutto più alte possono avere problemi ad infilarsi sotto i mobili rispetto a una più bassa, per contro se è piu alta probabilmente avrà un serbatoio più grande e magari una batteria più grande che le consente una maggiore autonomia, riuscendo a pulire la casa in una sola passata senza doversi ricaricare, cosa molto utile se la facciamo partire quando non siamo in casa o se abbiamo una casa non piccolissima.

    Tralaltro alcune di quelle più alte possono avere delle funzioni utili come il modulo lavapavimenti, che consente di sostituire il serbatoio dello sporco con uno di acqua insaponata e un panno, col quale lavare i pavimenti  oppure una torretta contenente dei sensori o delle telecamere per mappare la casa che consentono all’apparecchio di non ripassare dove è gia passato, velocizzando la pulizia, evitando pericoli ed eventuali zone dove non vogliamo che l’apparecchio passi, senza dover chiudere porte o acquistare dei muri virtuali, non sempre disponibili per tutti gli apparecchi.

    Generalmente queste funzioni di mappatura, cosi come le app per gestire al meglio le funzionalita da remoto o i sistemi di movimento intelligenti sono caratteristiche dei modelli più performanti , e spesso esclusive di determinati marchi, quindi anche scegliere il produttore giusto ha il suo peso e non solo per la garanzia, ma soprattutto per la diponibilità eventuali accessori e ricambi, come le spazzole , i filtri o i panni per l’eventuale modulo lavapavimenti: il modello sconosciuto cinese venduto a un prezzaccio nonostante sembri sulla carta un’affarone potrebbe diventare presto un ferma carte se non si trovano gli accessori.

    E pertanto è bene capire bene cosa stiamo comprando magari consultando delle recensioni, per scoprire eventuali difetti, come allergia a certi tipi di tappeti , app che impazziscono, ricambi introvabili, rumorosità, autonomia limitata, funzione di ritorno in carica non funzionante etc., che potrebbero evitarci di fare un’acquisto sbagliato. Voi ne avete gia una in casa? La usate regolarmente? Fatecelo sapere nei commenti, cosi come se avete qualche dubbio o curiosita e come al solito vi risponderemo.

  • 5 consigli per velocizzare il computer

    5 consigli per velocizzare il computer

    Spesso ci troviamo a maledire i nostri computer che si bloccano o sono particolarmente lenti , ma spesso si può porre rimedio facilmente, per questo vi vogliamo mostrare 5 utili consigli per velocizzare il vostro computer

    -Consiglio numero 1: Montare un SSD

    Se il vostro computer ha ancora un hard disc meccanico tradizionale, potete ringiovanirlo con una spesa modesta intorno ai 30-40 euro: sostituendolo con un disco a stato solido SSD: non essendoci parti in movimento infatti accedere ai dati sarà notevolmente più veloce, ma soprattutto accendere il computer o far partire un programma diventa parecchio più veloce, anche di 10 volte rispetto a un normale hard disc, riuscendo a trasformare anche una vecchia carretta anche con diversi anni sulle spalle ,non dico una scheggia, ma almeno in un computer utilizzabile. E se il computer è abbastanza recente ed ha l’attacco M2 potete acquistare un disco SSD di tipo NVME , che costa un po’ di più ma ha velocità ancora superiori. Inoltre  facendo questa operazione magari potrete approfittarne per installare un sistema operativo più moderno come Windows 10, che nasce per integrarsi alla perfezione con gli SSD,  a proposito avevate visto l’articolo dove spiegavamo come ottenere una licenza di Windows per  meno di dieci euro? Se ve lo siete persi cliccate qui.

    -Consiglio numero 2: Aumentare la  RAM

    Ed ecco il secondo consiglio, utile soprattutto per chi ha un pc datato o economico, che magari ha solo una scheda video integrata che ruba memoria al sistema. Un consiglio per evitare di far inchiodare il sistema, specie se aprite piu programmi o tab del browser in contemporanea è aumentare la ram ad almeno 8GB. Si tratta di una operazione molto semplice che nella gran parte dei computer potete fare da soli facilmente e rapidamente ,dato che si tratta solo di aprire uno sportellino e aggiungere o cambiare il modulo di ram. La spesa dipende dal tipo di computer e dalla quantità di ram installata , specie se siete costretti a sostituirla e non solo ad aggiungere un banchetto, ma diciamo che la spesa dovrebbe stare tra le 30 e le 50 euro. Importante però sapere due cose: ogni computer può montare solo determinati tipi di ram, quindi bisognerà fare attenzione a comprare quella adatta per il nostro computer e soprattutto ogni computer ha un limite massimo di ram installabile, se ne compriamo troppa il computer potrebbe o non vederla rendendo il nostro acquisto inutile  o addirittura non accendersi. Fortunatamente non c’è necessità di essere grandi tecnici per scoprire quale e quanta memoria RAM acquistare: i siti dei produttori delle memorie, danno la possibilità di scaricare un piccolo programmino che fa una rapida analisi del computer consigliandovi quella corretta e permettendovi se volete di acquistarla online, ma prendendo nota del modello nulla vi vieta poi di acquistarla altrove a un prezzo più basso, magari su amazon dove in caso ordinaste per errore quella sbagliata potete restituirla senza problemi e senza costi.  Se il computer non permette di montare più di 4GB di RAM probabilmente è molto vecchio, in quel caso la soluzione migliore è ,piuttosto che spenderci soldi sopra, sostituirlo con uno più recente, eventualmente anche usato: se ne trovano di validi ricondizionati anche per poco più di 150 euro, ottimi per chi deve fare un’uso moderato del computer, quindi mail, navigare su internet, usare office, etc. . In ogni caso se lo ricomprate sceglietene uno che monti già un disco SSD come vi consigliavamo nel punto precedente.

     -Consiglio numero 3: Disattivare programmi e servizi non utilizzati

    Ecco un consiglio che non richiede spese aggiuntive ma solo di giocare un pochino con le impostazioni del vostro computer. Il nostro computer ci mette tanto tempo ad avviarsi e spesso si inchioda nell’uso di tutti i giorni anche se non stiamo facendo nulla di particolarmente pesante? Probabilmente dipende dai programmi e servizi che partono automaticamente all’avvio del computer e che spesso manco usiamo o addirittura ne ignoriamo l’esistenza: a volte si tratta di programmini che servono a velocizzare o ad aggiornare qualche software che usiamo di rado o servono per dei servizi in cloud come dropbox o onedrive, che se normalmente non usiamo portano via risorse e banda internet, rallentando il computer. La cosa più semplice è disinstallare dal pc i programmi che non usiamo e che magari non sappiamo neanche di avere, ma per fare un lavoro più di fino possiamo affidarci a dei programmi di ottimizzazione come Ccleaner oppure fare a mano utilizzando la sezione servizi di msconfig.exe, facendo attenzione a spuntare “nascondi i servizi microsoft”, e alla sezione avvio di gestione attività, disabilitando cio chè riteniamo non necessario. Ovviamente questa è una operazione per gli utenti un po’ più smaliziati che sanno almeno a grandi linee cosa stanno facendo, perché esagerando potremmo disabilitare qualche servizio essenziale, quindi il pc potrebbe funzionare male o addirittura non avviarsi.

    – Consiglio numero 4: Fare gli aggiornamenti

    Altro consiglio senza spese: ormai i software installati nei nostri computer, ma anche le periferiche richiedono frequenti aggiornamenti sia per aggiungere nuove funzionalità, che per risolvere eventuali problematiche, che per funzionare nella maniera ottimale. Pertanto è essenziale dedicare del tempo a fare gli aggiornamenti sia del sistema operativo, che degli antivirus, ma anche di driver e programmi installati. Tenete conto che se l’operazione di aggiornamento non va a buon fine il sistema riproverà all’infinito, magari scaricando sistematicamente gli aggiornamenti, sprecando banda, rallentando il pc e la navigazione: dedicategli quindi qualche minuto perché queste operazioni vadano a termine, in modo che tutto sia aggiornato e il sistema vada nel miglior modo possibile.

    – Consiglio numero 5: Potenziare la connessione internet

    Ormai qualsiasi computer non può fare a meno di una connessione a internet, e non solo per navigare, mandare email , guardare dei video o giocare online, ma anche per gli aggiornamenti del sistema, quindi è essenziale che la connessione sia stabile e veloce.  Spesso ci si collega con il wi-fi, ma quando sono tanti i dispositivi collegati contemporaneamente al router , non solo i computer, ma anche tablet, telefonini, stampanti, dischi di rete, smart tv, assistenti vocali, prodotti di domotica,etc.  possono mandare in crisi il router, rallentandolo. Un’idea potrebbe essere collegare qualche dispositivo via cavo ethernet anziché via wifi per allegerirgli il lavoro, è possibile anche cambiare il canale e la banda di trasmissione se ci troviamo in palazzo dove sono presenti altre wi-fi che possono disturbare il nostro segnale, pensare a sostituire il router con uno più potente che copra meglio la nostra casa, magari affiancandogli dei ripetitori di segnali o creando una rete mesh. Se poi tanti apparecchi in casa usano la rete contemporaneamente specie con applicazioni che usano parecchia banda, come il video o i giochi potrebbe essere il caso di passare da una linea adsl alla fibra ottica, più stabile e veloce. Anche qui se ve lo foste perso vi invitiamo a recuperare l’articolo dove trattavamo come scegliere una connessione internet.

    Quindi ricapitolando i nostri consigli sono montare un SSD, aumentare la ram, disattivare i programmi inutili, fare gli aggiornamenti, potenziare la connessione a internet. Voi ne avete di altri da suggerire? Fatecelo sapere nei commenti, cosi come se volete qualche suggerimento più specifico.

  • Auto ibride: convengono davvero?

    Sicuramente avrete sentito parlare delle auto ibride, quelle auto dove uno o più motori elettrici vengono combinati a un tradizionale motore termico, che ricarica le batteria in modo da poter viaggiare in modalità elettrica senza bisogno di colonnine di ricarica , e che riducono, almeno sulla carta, consumi ed emissioni, ma convengono davvero?

    La risposta non è univoca, e dipende tanto da chi fa questa domanda: sicuramente conviene ai produttori perché nei test di omologazione le emissioni risultano sulla carta molto basse consentendogli di evitare delle multe molto salate imposte dai regolamenti della comunità europea, anche se poi nell’uso reale questi vantaggi vengono meno per una buona parte degli utenti.

    Infatti proprio per evitare queste multe sono nate le mild hybrid, o ibridi leggeri dove a un tradizionale motore termico, è stato aggiunto, allo scopo di coadiuvarlo, un piccolissimo motore elettrico e una batteria, consentendo con una spesa minima aggiuntiva rispetto ad una macchina tradizionale, di poter essere omologate come ibride anche se in realtà di ibrido hanno ben poco, perché il motore elettrico non consente di muoversi autonomamente se non per un numero molto limitato di chilometri, quindi l’apporto su consumi e inquinamento nell’uso reale è minimo, ma possono godere delle varie agevolazioni che sono riservate alle auto con motore elettrico, come ingresso nelle ztl, aree riservate , agevolazioni fiscali e all’acquisto. Dato che il risparmio dal punto di vista dei consumi è poco, convengono solo se la differenza con la macchina tradizionale è minima , oppure se sono sparite dai listini per via delle emissioni le alternative tradizionali del modello di nostro interesse, o se ci fanno gola le agevolazioni concesse a questo tipo di auto.

    Ci sono poi le auto ibride tradizionali che hanno oltre al un motore termico che ricarica le batterie e fa muovere la macchina quando sono scariche, dei motori elettrici con tanta potenza e un vero pacco batteria che consente una discreta autonomia in modalità esclusivamente elettrica. Il vantaggio è che si tratta di una soluzione molto versatile dato che è possibile viaggiare in elettrico senza doversi preoccupare di colonnine e punti di ricarica e potendo contare di un’autonomia infinita nei lunghi viaggi, assicurata dal motore termico. Per contro nei lunghi viaggi, dove serve più potenza, l’apporto del motore elettrico sarà limitato pertanto il consumo sarà prossimo a quello di una auto tradizionale, mentre in città riuscendosi a muovere più facilmente in elettrico i consumi e l’inquinamento saranno più contenuti. Convengono a chi usa la macchina principalmente in città, ma vanno fatti bene i conti, dato che costano di più di una auto tradizionale e non sempre i consumi , per via del peso, sono più bassi: se li confrontiamo con auto tradizionali ma dotate di motori moderni che rispetto al passato sono più economi ed ecologici potrebbero non essere la soluzione migliore.

    Esiste poi una tipologia particolare di ibride chiamate PHEV o ibride ricaricabili, che possono essere viste come delle ibride che possono ricaricare le batterie non solo tramite il motore termico, ma anche da una colonnina di ricarica o dalla presa di corrente del garage. Queste sono un po’ l’anello di congiunzione tra le ibride e le auto completamente elettriche, ma purtroppo sono una soluzione di compromesso costosa rispetto alle ibride standard, e soprattutto non particolarmente funzionale, dato che l’autonomia della ricarica elettrica generalmente è nell’ordine di grandezza di una cinquantina di chilometri, sono una soluzione ideale solo per chi vive in città , ha un garage dove ricaricarla e non fa troppi chilometri, altrimenti si comporta esattamente come una ibrida tradizionale e quindi non vale la pena di spendere di più .

    Ovviamente  il terreno di elezione delle auto con motore elettrico, e quindi anche delle ibride  è la città, dove le basse velocità e le frenate , che contribuiscono alla ricarica parziale della batteria, permettono di abbattere consumi ed emissioni consentendo di far viaggiare l’auto in modalità esclusivamente elettrica, mentre dove si richiede potenza e si usa poco il freno, come in autostrada, il motore termico  sarà sempre in funzione , facendo venire meno il vantaggio dell’elettrico, che nonostante sia d’aiuto contribuisce solo in piccola parte alla potenza necessaria alla macchina per muoversi a velocità sostenuta .

    Pertanto se utilizzate spesso l’auto fuori città l’ibrido non è una soluzione indicata per il vostro portafoglio, perché costa di più all’acquisto di un’auto tradizionale e non consente risparmi evidenti sui consumi, oltre ad aggiungere peso e complessità inutile. Di contro però agevolazioni fiscali o possibilità di entrare in centro citta, ZTL o aree limitate ai veicoli più inquinanti possono farci pendere la bilancia verso questa tecnologia, specie quando la differenza di prezzo con la versione tradizionale è poca oppure quando il modello di nostro interesse , per il discorso delle multe alle cose produttrici che dicevamo e che ha decimato i listini delle case costruttrici, è disponibile solo in variante ibrida. Voi avete in mente di acquistare un’auto ibrida? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Auto ferma in quarantena: come ripartire?

    In questo periodo di stop forzato alla circolazione oltre alla maggior parte delle persone rinchiuse in casa c’è un’altra cosa che non si  muove: l’automobile.

    E’ vero che tra qualche tempo anche lei potrà tornare a scorrazzare per le strade e si riprenderà il ruolo con gli interessi visto che il distanziamento sociale renderà spostarsi coi mezzi problematico, con il ritorno in massa alla mobilita individuale  e quindi ci saranno in giro tanti guidatori in più, magari non propriamente degli assi al volante , che creeranno più traffico, incidenti e inquinamento di quanto non ce ne fosse prima del virus.

    Ma il rischio più grande è che la nostra macchina, che non è nata per stare ferma non riparta, e non perché si è offesa e ci vuole fare un dispetto, ma semplicemente perché la batteria si è scaricata, infatti se la macchina non cammina la batteria non viene ricaricata dall’alternatore, e quindi seppure la macchina stia ferma la batteria si scarica, vuoi per scarica naturale, vuoi per alimentare l’elettronica di bordo che comunque consuma la batteria.

    E purtoppo non sempre basta fare ponte  con un’altra macchina o con un booster per farla partire,  un po’ perché tutte le auto saranno nelle stesse condizioni quindi sarà difficile trovare qualcuno con la batteria perfettamente carica che ci possa dare una mano e un po’ perché su alcune auto questa operazione potrebbe creare problemi alle centraline elettroniche, quindi è un’operazione tendenzialmente da evitare: la cosa migliore sarebbe evitare che si scarichi.

    Per fare questo l’ideale sarebbe far muovere la macchina possibilmente per almeno una mezzora ogni 1 o 2 settimane, magari quando si va al supermercato a fare la spesa,  di modo che la batteria abbia il tempo di  ricaricarsi almeno un minimo , ma ovviamente questo non è possibile per tutti , fortunatamente però ci sono delle soluzioni per evitare il problema dello scaricamento.

    Se la macchina è vecchiotta e non ha centraline elettroniche o allarmi, scatole nere dell’assicurazione o roba simile, la soluzione più economica è staccare il polo negativo della batteria, ma questo non si può fare con le macchine moderne, dove la mancanza o la eccessiva scarica della batteria può richiede a seconda del modello l’intervento dell’assistenza per poter far ripartire la macchina poiché la centralina elettronica va in protezione e quindi non consente l’uso dell’auto se non a bassissima velocità.

    Se abbiamo un garage dotato di una presa di corrente la soluzione più facile ed economica è quella di dotarsi di un mantenitore di carica, costa pochi euro e da una leggera e costante carica alla batteria per fare in modo che non vada a terra, ma purtroppo non tutti hanno a disposizione un garage dove parcheggiare l’auto.

    Se poi la batteria va completamente a terra quello che si può fare è ricaricarla: si deve staccare dalla macchina e ricaricarla con un’apposito caricabatterie per auto , che si può acquistare per una cifra intorno ai 100 euro, oppure se non vogliamo comprarlo ci si può rivolgere a un’elettrauto: il problema però è che se la batteria era già vecchia una scarica completa potrebbe darle il colpo di grazia, quindi potremmo essere comunque costretti a comprarne una nuova.

    In tal caso fate attenzione quando le acquistate, alcune auto, specie quelle dotate di start and stop, richiedono batterie particolari che non si trovano facilmente nei supermercati, quindi in questi casi dovrete rivolgervi a un ricambista specializzato o comprarla su internet. Inoltre quando la andate a montare verificate per bene sul libretto di uso e manutenzione della macchina l’esatta procedura per l’operazione, pena il rischio di rovinare le solite centraline elettroniche o l’attivazione di codici di errore che richiedono l’intervento dell’officina per essere sistemati.

    A proposito di officine, loro cosi come gommisti e assistenze varie non sono chiuse per quarantena, quindi seppur a ritmo ridotto e spesso su appuntamento stanno continuando a lavorare. Giusto i centri  revisioni non lavorano, dato che è stata prorogata la validità delle revisioni in scadenza entro luglio 2020 al mese di ottobre, quindi anche se fosse scaduta nel frattempo potrete comunque circolare. Anche la scadenza delle patenti e delle assicurazioni è stata prorogata , per le patenti si può guidare con la patente scaduta senza incorrere in sanzioni sino al 31 agosto, mentre per le assicurazioni il periodo di copertura con la polizza scaduta viene portato a 30 giorni, dandoci la possibilità di metterci in regola, cosa che è possibile fare anche telefonicamente o via internet dato che non è piu necessario esporre un tagliando cartaceo, ma basta essere in regola con la copertura assicurativa.

    L’unica cosa che non si ferma è il bollo o la rata , cosi come la nostra voglia di ripartire e di rimetterci al volante! Anche voi non vedete l’ora di tornare a sfrecciare per le strade? Fatecelo sapere nei commenti .

  • Come funziona la app Immuni per il tracciamento del coronavirus: pericolo o flop?

    Avrete sicuramente sentito parlare della app “Immuni” nata per tracciare gli spostamenti delle persone per arginare la diffusione del coronavirus, vediamo di capire di cosa si tratta, di come funziona, perché usarla, se usarla e perché no.

    Il tema è controverso perché a seconda di come verrà realizzata rischia di avere grossi problemi di privacy, di averne di etici o di essere poco più che inutile.

    Un grande scoglio è capire se effettivamente il programma sarà open source, quindi a “codice aperto” o meno, e attenzione non facciamoci ingannare dal fatto che open source sia comunemente considerato quasi un sinonimo di gratis, se sembra che a quanto pare lo sviluppatore realizzerà la app senza costi per lo stato non è detto che rilasci pubblicamente il codice sorgente e questo significa che non potremmo controllare cosa effettivamente faccia l’applicazione e che uso faccia dei nostri dati, e visto che lo sviluppatore non si è fatto pagare coi soldi potrebbe essere remunerato coi nostri preziosi dati .

    E se questo normalmente è un problema relativo per un’azienda privata che nella peggiore delle ipotesi userà i nostri dati per profilarci e quindi mandarci della pubblicità personalizzata in base ai nostri gusti, spostamenti, etc. come i fanno social network, i motori di ricerca o le applicazioni più o meno stupide che installiamo nei nostri smartphone, il problema si fa importante quando i nostri dati riservati vanno in mano ad un governo, con risvolti etici preoccupanti.

    Infatti una app che traccia gli spostamenti o comunque la compresenza di due persone, qualora si volesse farne un’uso malizioso potrebbe servire a rintracciare una persona da controllare, attraverso i collegamenti che ha avuto con le persone che ha incontrato che magari potrebbero venire minacciate per arrivare al target oppure esaminando le interazioni tra il soggetto target e le persone che incontra si potrebbero  scovare gli appartenenti ad una certa organizzazione, magari antagonista politica del governo.

    Fantascientifico? No, tecnicamente è fattibile, ed è sicuramente un qualcosa che farebbe molto comodo ad un regime dittatoriale, che magari sfruttando l’emergenza del virus potrebbe teoricamente instaurarsi . Ragioniamo per assurdo: le privazioni della libertà dei cittadini dovute al lock-down , il fatto di avere un presidente del consiglio solo al comando che bypassa il governo con i suoi decreti, silenzia o attacca le opposizioni ed ha i controllo dei media potrebbe essere il prologo di un regime di dittatura: quindi il rischio dell’uso scorretto dei nostri dati esiste ed è bene evitare che ci possano essere gli strumenti per mettere in pratica certe idee poco liberali. So bene che è un’esagerazione, ma non possiamo sapere cosa ci riserva il futuro.

    Ma come funzionerà questa applicazione? Tramite il bluetooth del telefono l’applicazione annuncerà ai telefoni nelle vicinanze che avranno installato anche loro la app un proprio identificativo, di modo che se un domani quell’utente scopre di essere infetto, tutte le persone che sono venute a contatto con lui possano essere avvisate del pericolo e possano farsi controllare. Il grande problema però è come avvisare l’utente che è venuto a contatto con l’infetto.

    Infatti se esiste un server centrale col quale tutti i telefoni comunicano e che si occuperà di notificare l’avviso  ai potenziali infettati , dobbiamo fidarci ciecamente di chi gestisce questo server sia esso una società privata o peggio lo stato, e visti i precedenti come i recenti problemi di sicurezza del server dell’INPS o dell’analoga applicazione COVID olandese immediatamente bucata dagli hacker, non si può stare tranquilli, specie se c’è di mezzo lo stato.

    In realtà la soluzione esiste ed è fare in modo tramite la crittografia che anche se il server centrale fosse attaccato i dati siano inservibili, questo prevede però l’utilizzo di un protocollo ben preciso creato in funzione della nostra privacy, la domanda che dobbiamo farci quindi è se la app rispetta o no un tale tipo di protocollo. Ed è qui che torniamo al discorso open source, se il codice è libero qualcuno che ne ha le capacità può prendersi la briga di controllare il codice della app e verificarlo, se il codice non è libero l’unica cosa che possiamo fare è fidarci.

    Ma ammettiamo anche che si usino tutti i protocolli necessari, la app ha senso di esistere solo se la maggioranza dei cittadini, ipotizziamo il 70% , ha installato la app nel proprio cellulare, ma tanta gente non ha uno smartphone : attualmente in Italia ne possiede uno solo il 66% della popolazione, ma di queste persone tante non hanno la capacità di installarsi la app in autonomia, pensiamo agli anziani ma anche a chi è poco avvezzo alla tecnologia, o hanno un telefono vecchio, non compatibile, senza più memoria libera che quindi non può o che non vuole installarla , perché ha dubbi sulla privacy, perché è un complottista, perché usa un telefono aziendale e non è autorizzato, perchè non è interessato, non è informato o per chissà quali motivi: quindi è verosimile pensare che questa app si riveli poco utile perché installata da poca gente, cosa prevedibile se guardiamo fuori dai nostri confini : ad esempio ad Hong Kong dove un sistema simile è in funzione da tempo le stime dicono  che la app è installata solo dal 12% della popolazione.

    Un altro dubbio è su come si viene dichiarati infetti per la app: saranno i medici a cambiare il nostro status? Ma se si questo presuppone che si debbano fare campioni a tappeto altrimenti tutti gli utenti saranno considerati sani per la app. Sarà l’utente a dovere cambiare il proprio status quando riscontra in autonomia i sintomi auto-diagnosticandosi la malattia? Se si potremmo trovare il “buontempone”, per non usare altri termini, che si dichiara infetto per creare falsi allarmi a tutte le persone con cui è venuto in contatto oppure quello che invece si è ammalato ma non lo dichiara per il rischio di dover rimanere a casa e non poter magari andare a lavoro.

    Insomma alla fine della fiera il rischio è che l’applicazione potrebbe essere pericolosa o nel migliore dei casi inutile, e conoscendo come vanno le cose in Italia non è che si possa dormire sogni tanto tranquilli. Dall’altra parte della bilancia un’uso massiccio della applicazione ha il vantaggio di informare chi è stato a contatto con un infetto e di potersi mettere in condizione di non infettare altre persone e quindi far diminuire la diffusione del virus.

    Fortunatamente qualcuna di queste critiche è arrivata alle orecchie di chi ha commissionato l’applicazione e dalle prime indiscrezioni pare che a differenza di quello che si sapeva in un primo momento la situazione si stia evolvendo giorno per giorno e pare si stia andando sulla direzione giusta, utilizzando il protocollo apposito sviluppato congiuntamente da Apple e Google secondo i principi del privacy by design, che dovrebbe limitare di molto i rischi per la sicurezza e sopratutto la privacy dei nostri dati, al costo di una maggiore complessità e di qualche funzionalità in meno rispetto all’idea iniziale, ma permettendoci di stare più tranquilli.

    Voi cosa ne pensate? Installerete la app Immuni o ne farete a meno fin quando sarà possibile? Fatecelo sapere nei commenti.