Autore: admin

  • E’ la fine per il car sharing?

    E’ la fine per il car sharing?

    Nelle cittá un modo innovativo di muoversi in autonomia senza spendere troppo è certamente il car sharing, dove si ha la possibilitá di avere a propria disposizione un’auto per raggiungere la nostra destinazione noleggiandola solo per il tempo necessario alla nostra commissione, spesso potendola rilasciare nei pressi della nostra destinazione e magari noleggiarne un’altra per tornare a casa quando abbiamo terminato i nostri affari. 

    Con questo sistema oltre al risparmio rispetto ad un mezzo equiparabile come un taxi, organizzandosi per bene si ha il vantaggio di poter fare a meno di avere la macchina o quanto meno poter rinunciare ad una seconda vettura in famiglia. 

    Inoltre la possibilitá di accedere a ZTL e parcheggi gratuiti creano una comoditá e un risparmio anche nei confronti dell’auto privata se accediamo spesso alle zone a traffico limitato gravate da ticket di ingresso o dove comunque parcheggiare gratuitamente é una chimera.

    Ma questi servizi che andavano tanto di moda prima del covid, con la diffusione dello smartworking hanno perso appeal e soprattutto clienti, e anche col ritorno alla normalitá i numeri dei noleggi non sono tornati a quelli dei primi tempi, portando alla chiusura di alcuni operatori, gravati da costi sempre piú alti, inciviltá degli utenti che comporta spese di ripristino delle vetture  a carico degli operatori e canoni comunali sempre piú alti.


    Ma anche riducendo l’offerta, per le compagnie che hanno resistito, i conti non riescono a tornare, e se i primi a cadere sono stati gruppi internazionali che hanno gradualmente venduto le attivitá o abbandonato il nostro paese per dedicarsi a localitá piú redditizie, quello che fá riflettere è la trasformazione di enjoy, il servizio di car sharing di eni leader del mercato che in pratica sta rivoluzionando il servizio rendendolo simile a quello di un autonoleggio a breve termine, simile a quelli che troviamo in aeroporto, operando solo dalle stazioni di servizio della casa madre e da alcuni parcheggi convenzionati.

    In pratica dal 2026 non si potrá piú prendere una macchina disponibile per strada e rilasciarla a destinazione, né si avrá piú il libero accesso alle ztl e ai parcheggi blu: si noleggerá , prenotando l’auto tramite la app, che tralaltro smetterá di accettare le carte di credito prepagate, e riportandola solo nel punto di ritiro dove la si è noleggiata o in un parcheggio convenzionato.

    Ovviamente questo cambiamento la rende utile solo per chi ha bisogno di un mezzo temporaneo per qualche ora o al limite per pochi giorni, come un turista, un trasfertista o per chi ha la macchina di proprietá indisponibile magari a causa di una riparazione, ma non per l’uso quotidiano in sostituzione di un veicolo di proprietá, vanificando la possibilitá di fare a meno dell’auto di casa, anche in considerazione della minore disponibilitá di mezzi. 

    Ma Enjoy non é l’unica a capitolare, anche Zity il noleggio di auto elettriche di Mobilize, branchia dedicata alla micromobilitá del gruppo Renault chiude il servizio, lasciando in pratica solo un grande operatore sul mercato a fare il servizio di car sharing free floating nel nostro paese, al netto di qualche piccolo operatore locale e di operatori che noleggiano da stazioni fisse su prenotazione, dove comunque si perde il vantaggio di poter noleggiare una macchina come fosse un mezzo pubblico.

    Ma anche chi rimane non se la passa benissimo, quindi non sarebbe strano che nel giro di poco tempo questi operatori vadano a sparire o comunque ad abbandonare il servizio di free floating, magari spostando le auto, distribuendole in altre cittá inizialmente non coperte dal servizio in modalitá station based, un po come ha fatto la stessa enjoy con i point che hanno raggiunto buona parte del territorio nazionale, estendendosi dalle grandi metropoli anche alle cittá piú piccole, che per ragioni di turismo o di affari possono assorbire una piccola  flotta, magari molto meno capillare rispetto alle metropoli, ma rivolgendosi a una clientela diversa.

    Voi utilizzate i servizi di car sharing? Vi trovate bene? Sapevate di questa novitá?

  • Grande schermo TV o Videoproiettore ?

    Grande schermo TV o Videoproiettore ?

    Chi ha la necessità di cambiare televisore avrà sicuramente pensato a come risparmiare qualcosa, soprattutto se punta a modelli di grandi dimensioni.

    E per risparmiare ci sono tante opzioni, magari rivolgersi a un marchio meno blasonato, scegliere un modello non recentissimo, o scegliere una tecnologia più economica, al prezzo di qualche rinuncia sulla qualità o sulle funzionalità.

    Ma esiste anche una soluzione un pò particolare che ci può permettere di avere schermi enormi a un prezzo molto conveniente: i videoproiettori.

    Infatti nel tempo le tecnologie si sono evolute e i prezzi diminuiti, consentendo di avere proiettori in alta definizione, con funzionalità smart anche al prezzo di poche decine di euro.

    Questo perché alcuni produttori asiatici sono riusciti ad adattare la tecnologia di un comune smartphone, ad una lampada consentendo la proiezione a costi bassissimi, e se fino a poco tempo fà con queste soluzioni si pagava pegno nella definizione e nella risoluzione, almeno nei modelli più economici, ora si riesce ad avere proiettori con un’alta definizione reale a prezzi impensabili solo qualche anno fa, specie quando non hanno marchi altisonanti sulla scocca.

    Ovviamente non sono prodotti perfetti, ma possono essere un’alternativa economica a chi sogna di avere una sala cinema low cost, a patto di avere un ambiente non troppo illuminato e un telo o una parete sgombra per la proiezione.

    Infatti se questo genere di prodotti lowcost hanno un difetto è la luminosità, che anche scegliendo i modelli migliori tende a scarseggiare , non consentendo la visione in stanze illuminate a differenza di un televisore che può essere goduto anche in piena luce.

    La soluzione può essere abbassare le serrande e goderselo con il buio, ma considerato anche la necessità di avere un telo o uno spazio apposito sul quale proiettare li rende poco versatili, quindi magari non saranno un sostituto della tv, ma sicuramente un valido complemento.

    Ma con un po’ di fantasia, e grazie ai sistemi di regolazione automatica nulla ci vieta magari di proiettare sul soffitto o su un telo retrattile magari motorizzato.

    Altri difetti di questi proiettori lowcost possono essere la disponibilità di ricambi, ma va considerato che spesso questi proiettori finiscono per costare meno del costo di una lampada di ricambio per un proiettore di marca, quindi considerato il costo, in caso di guasto a fine garanzia non ci si fà tanti problemi nel rottamarli e magari sostituirli da un modello più aggiornato.

    Va ovviamente tenuto conto nella scelta che ci sono ancora sul mercato modelli vecchi con risoluzione non full hd nativa, da scartare vista la differenza di prezzo esigua con un modello moderno, così come modelli poco luminosi o con caratteristiche palesamente fantasiose e non corrispondenti al vero, motivo per cui meglio leggere qualche recensione prima dell’acquisto per accertarsi che il prodotto scelto sia valido.

    Accertatevi anche della presenza di tutte le porte necessarie per collegare i vostri dispositivi e di un comparto audio o multimediale adeguato, e se ha le funzionalità smart tv che abbia le certificazioni per i contenuti protetti come netflix e la possibilità di installare delle app grazie a sistemi operativi comunemente supportati.

    Ad ogni modo se ne trovano in rete di origine cinese , spesso con marchi di fantasia, a prezzi molto abbordabili che meritano quanto meno un test per capire se possono fare al caso nostro, magari riservandovi di fare un reso se non siete soddisfatti.

    Voi li conoscevate? Ne avete uno? Li utilizzate o preferite la classica TV?

  • Calze da neve: l’inverno non fá piú paura

    Calze da neve: l’inverno non fá piú paura

    Con l’arrivo dell’inverno arriva anche l’obbligo dell’utilizzo di pneumatici invernali o catene nelle strade di montagna dove è probabile incontrare neve o ghiaccio. Ovviamente l’obbligo non riguarda tutte le strade ma solo quelle dove è presente l’apposita segnaletica valida dal 15 novembre al 15 aprile, pena una multa compresa tra i 41 e i 338 euro e tre punti sulla patente,  a seconda della tipologia della strada.

    E per ottemperare a questo obbligo ci si puó dotare di diverse soluzioni: gli pneumatici invernali con l’indicazione M+S, le catene e da qualche anno anche le calze da neve, purché omologate e della misura corretta.

    E la scelta dipende da dove e come usiamo la macchina in inverno, ma spesso anche dalla tipologia di vettura. Se si abita in una zona montana, dove il rischio di trovare neve o ghiaccio é reale e frequente, la soluzione ideale, non solo per praticitá ma anche per sicurezza sono i pneumatici invernali, che se è vero che sono costosi e richiedono di essere cambiati a fine stagione, durano di piú e soprattutto sono piú efficaci in caso di condizioni metereologiche impreviste.

    L’alternativa, per chi va in montagna sporadicamente o per essere sempre in regola  é l’uso delle catene da neve da tenere in macchina e montare solo in caso di necessitá: il loro vantaggio é il costo, dato che sono relativamente economiche, specie per le misure piú comuni, e la durata dovuta alla loro robustezza, ma sono complesse da montare e da gestire, specie per chi non è abituato alle strade innevate. Inoltre alcune auto, specie quelle piú sportive, con cerchi grandi e assetti ribassati spesso non sono catenabili, o nelle migliori delle ipotesi richiedono delle catene specifiche, piú costose e di difficile reperibilitá.

    La soluzione per gli usi sporadici e per le vetture non catenabili sono le ultime arrivate, e omologate per l’uso solo da pochi anni: le calze da neve, una sorta di guanto di uno speciale tessuto tecnico da montare sopra la gomma in maniera estremamente rapida , che possono rimanere nel cofano dell’auto ed essere utilizzate rapidamente senza doversi fermare per tesare le catene e utilizzare astruse istruzioni per agganciarle, cosa cruciale per chi magari vede la neve raramente e che sicuramente avrá dimenticato la giusta procedura per montarle e utilizzarle.

    Anche il costo delle calze è relativamente economico, oltre al fatto che la stessa misura di calza tende ad adattarsi a piú misure di pneumatici, e questo ci consente di risparmiare, trovare quelle giuste con piú facilitá e magari anche riuscire a farcele prestare in caso di necessitá.

    Ovviamente pagano una durata molto limitata , essendo generalmenre testate per soli 120 km, e il limite di  velocità , quando in uso, di 50 km/h, che comunque non è un grosso problema in considerazione del fatto che in presenza di neve normalmente si guida a bassa velocità.

    Per farle durare piú a lungo è consigliato rimuoverle appena  in assenza di neve o ghiaccio e di evitare accelerazioni e frenate brusche.

    Come per le catene, bisogna accertarsi che siano omologate e che corrispondano alla misura del pneumatico, vanno montate almeno nelle ruote motrici dell’auto, anche se non è sbagliato montarle su entrambi gli assi per maggiore sicurezza.

    A livello prestazionale sono ottime su neve fresca, ma sono meno efficaci in presenza di ghiaccio o neve abbondante rispetto alle catene, ma la loro versatilitá e soprattutto la facilitá di montaggio la rendono la soluzione ideale per gli usi sporadici, magari per attraversare una strada soggetta ad obbligo di catene rimanendo in regola in caso di controlli.

    Voi cosa usate in inverno per usare l’auto sulle strade innevate? Preferite le gomme invernali, le catene o le calze da neve?

  • Amazon ammazza la pirateria

    Amazon ammazza la pirateria

    La maggiore concorrenza delle piattaforme di streaming, e gli aumenti sempre piú frequenti degli abbonamenti alle piattaforme hanno ricreato un terreno fertile per la pirateria, dove trovare il nostro evento sportivo, il nostro film o la nostra serie tv preferita senza dover necessariamente pagare la piattaforma che lo trasmette, magari al costo di sorbirsi un po di pubblicitá o di navigare in qualche sito sospetto.

    Infatti è scomparso il netflix o lo spotify degli albori dove con pochi euro al mese, per di piú condivisibili con alcuni amici, si poteva avere accesso ad un catalogo di contenuti pressoché infinito e senza pubblicitá ,ma con il tempo le cose sono cambiate e in peggio

    L’avvento di nuove  piattaforme , ingolosite dal successo dei primi arrivati, hanno fatto sì che ci si dovesse dotare di piú account per fruire degli stessi contenuti, visto che sono nate le esclusive delle singole piattaforme. 

    couple love sitting evening

    Ma comunque anche questo scoglio all’inizio è stato superato con la condivisione degli account: magari io prestavo il mio account di netflix al mio amico che in cambio mi dava quello suo di disney plus, e complice il fatto che la condivisione, pensata ufficialmente per l’ambito familiare, era tollerata specie negli abbonamenti piú costosi, si riusciva ad usare lo streaming senza bisogno di ricorrere alla pirateria.

    Ma le piattaforme col tempo sono diventate piú avare e da un lato hanno iniziato a bloccare la condivisione, e ad aumentare sostanzialmente i prezzi degli abbonamenti family in modo da renderli meno competitivi, in seguito hanno lanciato dei piani con pubblicitá al prezzo della quota di questa condivisione degli abbonamenti in modo da cercare di non perdere utenza.

    woman in white shirt using silver macbook

    Ma anche questo non è bastato alle piattaforme, e col tempo, hanno iniziato a far scomparire i piani base senza pubblicitá , e aumentare il prezzo del piano con pubblicitá fino al prezzo originario del piano base, in pratica costringendo l’utente sia a pagare il prezzo pieno che sorbirsi la pubblicitá.

    E oltre a questo, rimane il problema che se la serie tv che mi interessa non è presente nella piattaforma al quale sono abbonato, dovró attivare piú abbonamenti, che non potendo piú condividere sono diventati un salasso.

    E la soluzione, complice anche un periodo di inflazione alle stelle , non potendosi abbonarsi a tutte le piattaforme sul mercato , non può essere che quella di rinunciare a vedere il contenuto o di rispolverare , nostro malgrado, la pirateria.

    Television screen with Netflix logo

    E inutile dire che questa seconda alternativa  è tornata in voga, complice anche applicazioni per smartphone, tablet e smart tv capaci di intercettare flussi streaming pirata e visualizzarli direttamente sulla tv.

    Questi flussi, reperibili in siti poco raccomandabili facendo slalom tra mille pubblicità o pagando un piccolo obolo, sostanzialmente piú abbordabile degli abbonamenti regolari, consente di vedere un po’ tutti i contenuti del momento.

    E come detto poter trasmettere questi contenuti sul grande schermo di casa è quasi un gioco da ragazzi grazie alle smart tv e ai dongle per vedere lo streaming da attaccare alla tv, come chromecast o fire stick, reperibili in rete per pochi euro ed estremamente comodi.

    Questi apparecchi, pensati per le piattaforme ufficiali, con pochi smanettamenti permettono l’installazione di app terze non previste dal produttore, e complice il sistema operativo android, lo stesso degli smartphone, consentono l’installazione di programmi non presenti negli store ufficiali, capaci di visualizzare questi flussi pirata in maniera piú o meno lecita: alcuni sono dei player universali, capaci coi giusti settaggi di intercettare anche i segnali pirata, e altri ancora piú loschi sono espressamente pensati con lo scopo di diffondere contenuti pirata.

    E tutto sommato questi smanettamenti sono alla portata di quasi tutti, alla fine basta seguire qualche guida disponibile in rete e avere un minimo di dimestichezza con i computer per farli funzionare.

    E questa facilitá di accedere alla pirateria ovviamente non piace alle piattaforme, in primis quelle sportive che pagando fior di quattrini per i diritti vogliono bloccare ogni possibilitá di visione non autorizzata, facendo la guerra al cosiddetto `pezzotto`, il decoder pirata che con un abbonamento minimo consentiva la visione delle partite di serie a e dei maggiori eventi sportivi live.

    E per la prima volta ad essere multati e a rischiare il carcere non sono stati solo i responsabili delle trasmissioni pirata, ma anche gli utenti che si sono visti recapitare a casa delle multe di diverse centinaia di euro.

    Inoltre si è messa in piedi una struttura , chiamata piracy shield per bloccare in maniera immediata la trasmissione illegale di eventi sportivi in diretta, a cui hanno dovuto per legge aderire tutti i provider internet del nostro paese, e che per come è pensata va a bloccare anche siti che non hanno nulla a che fare con la pirateria, ma che hanno la sfortuna di condividere lo stesso server con il flusso pirata.

    E come se non bastasse questo sistema all’italiana, è stato esteso anche a contenuti non in diretta come film e serie tv, aumentando i problemi di falsi positivi, andando a bloccare per diverso tempo anche siti legalissimi.

    Ma non basta, ora anche i dispositivi come le chiavette fire tv stanno iniziando a bloccare le app pirata, e se in un primo tempo nascondevano la possibilitá di installare app terze, con gli ultimi aggiornamenti hanno iniziato a disabilitare alcune app `ambigue` per problemi di sicurezza, mettendo cosí fine alla visione di molte app pirata e addirittura utilizzando un nuovo sistema operativo non piú basato su android per bloccare le app terze alla radice.

    Inizialmente questo nuovo sistema operativo di Amazon, chiamato VegaOS e basato su Linux, viene installato nei nuovi dispositivi Fire Tv Select, che spesso vengono venduti a prezzo scontato e proposti come upgrade per chi possiede i vecchi modelli, ma col tempo potrá sostituire con un aggiornamento di sistema il vecchio FireOs basato su Android sui dispositivi in circolazione.

    Inutile dire che per chi vuole continuare ad usufruire  di quei contenuti, dovrá cercare di evitare aggiornamenti o di comprare la nuova versione o rivolgersi ai tv box con sistema Android nativo, che al momento possono bypassare questa limitazione, almeno sino alle prossime contro misure che sicuramente verranno implementate in futuro.

    Alla fine si ritorna alla solita lotta del gatto contro il topo, dove il pirata e le piattaforme si inseguono per avere la meglio, non avendo capito che la chiave per debellare la pirateria era stata trovata agli albori delle piattaforme: se si forniscono contenuti interessanti a prezzi umani gli utenti non hanno bisogno di piratare, se le piattaforme si accontentano di incassare qualche euro in meno dal singolo utente , e soprattutto rendono fruibili i contenuti con un unico abbonamento, otterranno sempre piú utenti felici di pagare il proprio abbonamento, senza dover spendere soldi in contromisure tecniche e legali per inseguire i pirati.

    netflix on an imac

    Voi utilizzate le piattaforme di streaming? Siete dalla parte dei pirati o delle piattaforme?

  • Ryanair: carte di imbarco solo su App

    Ryanair: carte di imbarco solo su App

    Ryanair ha introdotto una novitá sulle procedure di check-in che potrebbe causare qualche problema a chi non è al corrente della cosa o poco avvezzo alla tecnologia.

    Infatti la compagnia irlandese ha recentemente smesso di accettare carte di imbarco stampate, costringendo gli utenti a fare il check-in online, dall’app o dal sito,  prima di recarsi in aeroporto e di avere installata l’app Ryanair sul proprio smartphone o tablet per accedere al gate.

    Questo significa, che se non abbiamo pagato l’extra per il posto assegnato, scegliendo il posto gratuito dovremo fare il check in online, da sito o a app, da 24 ore a 2 ore prima della partenza e avere con noi la app Ryanair per visualizzare il QR code che ci dará accesso al gate in aeroporto.

    people boarding an airplane

    Ovviamente per chi é poco tecnologico significa che se possiamo fare il check in gratuitamente da casa prima della partenza, magari usufruendo dell’aiuto di un parente o un amico piú abituato alla tecnologia,  probabilmente dovremo fare il nostro check in per il ritorno in autonomia tramite la app nella localitá di  destinazione.

    C’è da sapere che se acquistiamo il posto a sedere a pagamento si ha la possibilitá di fare il check in anche 60 giorni prima della partenza, togliendoci il problema di dover fare il checkin online fuori casa, magari in un paese estero dove non abbiamo connessione, ma comunque dovremo avere con noi il telefono.

    Ovviamente se non abbiamo uno smartphone, o se abbiamo smarrito il telefono dove abbiamo la app con il nostro check in o banalmente si é scaricato, se abbiamo dimenticato o non aver potuto fare il nostro check in il giorno prima della partenza in quel caso dovremmo rivolgerci al banco dei check in in aeroporto per risolvere la situazione, ma a seconda dei casi potremmo dover pagare un supplemento che puó arrivare a 55 euro. 

    Se peró abbiamo effettuato il check in online per tempo, o stiamo partendo dal Marocco dove le carte di imbarco digitali non sono accettate, il banco checkin potrá stamparci gratuitamente la carta di imbarco, altrimenti dovremmo pagare il supplemento in aeroporto, ad ogni modo non vi lasceranno a terra.

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    Ma perché questi cambiamenti? Nonostante ve li vendano come un sistema per risparmiare tempo e denaro o per salvaguardare l’ambiente, sono come per la verifica di identità richiesta quando si acquista il biglietto fuori dal sito ufficiale, un modo per costringere il viaggiatore ad utilizzare la app Ryanair.

    Questo perché diventa un modo più semplice per la compagnia di mettersi in contatto con il cliente per comunicare magari delle variazioni sul volo, ad esempio un ritardo o un cambio di gate, ricordargli di effettuare il check in o di recarsi all’imbarco ma è soprattutto un modo per cercare di vendergli qualche extra, dal posto assegnato al bagaglio in stiva, dal servizio bar alla navetta per il centro, dall’hotel all’autonoleggio dove intascare delle commissioni.

    Ovviamente vale il solito discorso con Ryanair, ma é simile per un po tutte le low cost, che se è vero che si risparmia sul costo del biglietto, non informarsi sulle loro regole, a volte volontariamente astruse, puó crearci problemi e costose penali da pagare.

    Alla fine si tratta solo di organizzarsi, se abbiamo familiarità con le app basta usare lo smartphone per il check in, magari sfruttando il wifi dell’albergo o di un ristorante. 

    Se invece siete allergici alla tecnologia un buon trucco è quello di viaggiare col posto a pagamento assegnato, utile anche per viaggiare accanto al vostro compagno di viaggio , in modo da poter fare il check in direttamente quando state acquistando il biglietto e di recarvi in aeroporto per farvi stampare gratuitamente la carta di imbarco.

    cheerful female passenger walking with luggage to departure check in counter

    Voi sapevate di questa novitá? Viaggiate spesso con Ryanair e usate la loro app?

  • Arrivano nuove tasse sui prodotti cinesi

    Arrivano nuove tasse sui prodotti cinesi

    Un nuovo balzello é in arrivo per i consumatori europei che acquistano prodotti cinesi, infatti é allo studio l’anticipo al 2026 dell’eliminazione del de minimis sui dazi per pacchi in arrivo da fuori l’unione europea, questo significa dover pagare oltre all’iva che giá si paga, anche un dazio aggiuntivo, che attualmente non é previsto per le spedizioni di basso valore, sotto i 150 euro.

    Questo vuol dire che ci sará una tassa aggiuntiva, che nella migliore delle ipotesi allo studio potrebbe essere forfettaria di 2 euro a pacco, ma che comunque bloccherá i pacchi alla dogana, rallentando i tempi di consegna, con lo scopo di disincentivare gli acquisti low cost dall’oriente nella speranza di frenare il fast fashion e gli acquisti di cianfrusaglia, elettronica e non di bassa qualitá reperibili online a prezzi molto convenienti.

    person using black and white smartphone and holding blue card

    Il problema é che così facendo si va soltanto a creare problemi all’acquirente che comunque difficilmente rinuncerá a risparmiare per acquistare prodotti molto simili, e comunque di provenienza orientale, nei negozi fisici.

    Così come difficilmente abbandonerá il fast fashion per acquistare un prodotto sartoriale di alta gamma, al massimo acquisterá qualcosa di analogo in un negozio fisico o in una catena specializzata, che si rifornisce presso le stesse fabbriche orientali, a un prezzo maggiorato o si rassegnerá a ricevere il pacco in tempi piú lunghi, magari con la scomoditá di dover pagare una tassa al postino.

    man carrying boxes beside a van

    Infatti la seccatura non é tanto dover pagare una piccola tassa aggiuntiva, che pagata in proporzione, su importi di scarso valore non sará particolarmente esosa, ma la burocrazia legata alla riscossione di questa tassa, visto che lo spedizioniere potrebbe richiedere dei costi per la gestione della pratica di sdoganamento che possono superare non solo il costo della tassa ma anche il valore stesso della merce, ma soprattutto si ha la scomoditá di dover attendere i tempi di sdoganamento, dato che dovendo fermare tutti i pacchi alla dogana, si allungheranno a dismisura bloccando magari per settimane i pacchi prima della consegna. Inoltre si aggiunge il rischio di dover pagare la tassa in contrassegno al postino, cosa che complica la ricezione dei pacchi se non siamo presenti a casa, non consentendo ad esempio di poter lasciare il pacco nella cassetta delle lettere o ad un vicino, costringendoci ad attendere un nuovo tentativo di consegna o a recuperare il pacco presso la sede dello spedizioniere.

    Al momento non c’è ancora una decisione definitiva, anche perché la data originaria del 2028 nasceva dalla necessitá che prima entri in vigore un nuovo sistema doganale europeo ancora in fase di sviluppo, altrimenti lo sdoganamento potrebbe avvenire in un paese europeo non ancora pronto alla riscossione, permettendo l’elusione della tassa. 

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    E’ stato comunque proposto in sede europea un contributo forfettario per i prodotti sotto i 150 euro di valore che dovrebbe entrare in vigore dal 2028, ma i singoli stati, tra cui l’Italia, si stanno muovendo anche in autonomia per anticipare i tempi, e non potendo decidere sui dazi hanno allo studio ulteriori tassazioni che si sommerebbero al dazio, come ad esempio una tassa ambientale di 2 euro per i pacchi fino ai 2kg di peso da applicare giá dal 2026.

    Come detto il problema non è tanto una tassa aggiuntiva, che comunque non scoraggerá gli acquirenti, ma la burocrazia necessaria e i costi che questa burocrazia si porterá dietro pagati dal consumatore, ma probabilmente anche dai singoli stati se saranno obbligati ad assumere maggiore personale doganale.

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    Ma il vero discorso è che questa decisione non serve per l’ambiente o per la tutela dei commercianti come la politica vorrebbe far credere, ma è una mossa geopolitica nei confronti della Cina, da cui arrivano la maggior parte di quel genere di pacchi, che alla fine finiranno per pagare i consumatori.

    Voi eravate a conoscenza di questa nuova tassa? Acquistate spesso online dalla Cina?

  • Steam Machine: Le console hanno i giorni contati?

    Steam Machine: Le console hanno i giorni contati?

    Ciao Amici del risparmio, il mondo dei videogiochi sta cambiando e se un tempo lo gli strumenti piú in voga per giocare a casa erano le console come xbox o playstation ora, statistiche alla mano, non sono piú il dispositivo piú usato soppiantate dai pc.

    Infatti i prezzi delle console e dei giochi nel tempo si sono sempre piú alzati, e se un tempo le consolle venivano vendute sottocosto, dando la possibilitá anche allo studente squattrinato o al ragazzino di giocare, recuperando la spesa con il costo piú alto dei giochi ormai il costo di entrata in queste piattaforme si é alzato parecchio, richiedendo diverse centinaia di euro per l’hardware, oltre al prezzo dei giochi sicuramente piú alto dei corrispettivi per PC e con meno possibilitá di accedere a sconti ed offerte.

    Infatti a conti fatti un PC, nonostante costi di piú rispetto al passato, garantisce prestazioni superiori, maggiore versatilitá visto che puó essere utilizzato per altri scopi oltre al gioco, e prezzi del software molto piú abbordabile.

    Inoltre anche le esclusive per console col tempo sono sparite o si sono ridotte a brevi finestre temporali che rendono l’alternativa PC molto attraente.

    E questo successo dei PC sta cambiando il mondo dei videogiochi, con Xbox che sta cambiando pelle trasformandosi da console ad un ambiente PC ottimizzato per il gioco, lasciando il mercato delle console pure solo a Playstation, che comunque rende disponibili i suoi titoli anche su PC e al mondo Nintendo, che peró rivolgendosi ai piú piccoli ha un suo personale mercato e una sua clientela affezionata.

    Inoltre stanno nascendo validi servizi di gioco in streaming come GeForce Now che permettono di giocare senza avere in casa hardware costoso, giusto uno schermo, come quello di un tv o uno smartphone, una connessione a banda larga  e un controller.

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    Questo rinnovato interesse al mondo PC sta permettendo di invadere anche gli spazi tradizionalmente occupati dalle console, dai dispositivi portatili ai salotti di casa.

    Infatti il grande successo degli handeld pc, come Steamdeck, ROG Ally, Legion Go e simili ha permesso di utilizzare i giochi per PC in mobilitá mobile come fossero delle console, tanto che anche Xbox ha finito per firmare e personalizzare un proprio modello, iniziando la propria trasformazione da console ad ambiente multipiattaforma.

    Ma anche la prossima Xbox diventerá un PC sotto mentite spoglie, grazie ad un’interfaccia windows semplificata e ottimizzata per il gaming, utilizzabile anche da joypad, mutuando l’esperienza da Xbox Ally.

    Il suo problema è che dovrà scontrarsi con un altro rivale pronto a fare il salto da dispositivo portatile al salotto di casa: Steam Machine.

    Infatti è fresca di presentazione l’evoluzione fissa dello Steamdeck che diventa un piccolo cubetto di 15cm di lato contenente un mini pc da attaccare al televisore , dotato di un controller dedicato e un sistema operativo basato su linux pensato per il gioco.

    E se le prestazioni non fanno gridare al miracolo, é la compatibilità col parco titoli dei PC, un’interfaccia semplificata pronta all’uso videoludico, uniti al prezzo dell’hardware vicino a quello di una Playstation che sono riusciti a portare un PC con steam in salotto.

    E i tempi ora sono maturi, dato che Valve , la casa madre di Steam aveva provato una strada simile una decina di anni fa con una fallimentare prima versione che ebbe vita breve.

    Ma i tempi sono cambiati, e se la gente è ormai disposta a fare a meno di un supporto fisico per giocare è pronta anche a fare entrare un PC con un catalogo online di giochi nel proprio salotto, anche a costo di qualche compromesso sull’hardware.

    Voi cosa pensate di questa evoluzione? Giocate col PC o con una console? E con cosa pensate di giocare in futuro?

  • I gadget per la cucina: indispensabili, utili o superflui ?

    I gadget per la cucina: indispensabili, utili o superflui ?

    Chi si diletta in cucina spesso non riesce a resistere a comprare nuovi utensili o elettrodomestici per la cucina, che spesso finiscono dopo l’ entusiasmo iniziale, dimenticati in un cassetto.

    Altri invece diventano di uso quotidiano, tanto da pentirci di non averli acquistati prima e certi altri non sono indispensabili, ma se sono presenti ci possono fare risparmiare tempo ed energie.

    Individuarli prima di metterli nel carrello , fisico o virtuale, ci permetterà di risparmiare soldi di un incauto acquisto che spazio in cucina, risorsa assai scarsa nelle case moderne.

    Inoltre può essere utile conoscerli per fare un regalo azzeccato a chi si diletta in cucina o si è appena trasferito in una nuova casa e necessita dell’attrezzatura per cucinare.

    Anche categorizzare questi utensili è qualcosa di personale, quello che per qualcuno è indispensabile potrebbe essere opzionale per altri, e quello che noi riteniamo inutile può rivelarsi un toccasana.

    Tralasciando i grandi elettrodomestici fissi della cucina come forno, frigo e fornelli sicuramente non si può fare a meno di una selezione di pentole e coltelli , più o meno corposa a seconda di cosa siamo soliti cucinare e dello spazio a nostra disposizione, taglieri, cucchiai e spatole di legno, bilancia da cucina, minipimer, scolapasta, grattugia e apriscatole, mentre tra gli elettrodomestici non può mancare il microonde per scaldare, scongelare o cuocere in maniera rapida i cibi o la friggitrice ad aria per cucinare e riscaldare senza grassi e in tempi più rapidi rispetto al forno, ma anche un bollitore elettrico o una macchina per il caffè sono particolarmente utili per le nostre colazioni.

    Tra gli utensili opzionali, quelli che pur non essendo indispensabili sono particolarmente comodi quando li abbiamo a disposizione, e che potrebbero essere un’idea azzeccata per un regalo possiamo pensare a timer da cucina, mandolina, spremiaglio, tagliapizza, mortaio e pestello, mentre tra quelli elettrici può essere di grande aiuto una impastatrice planetaria, specie per chi si diletta a fare torte o lievitati, ma anche un frullatore potente o un  robot da cucina diventa particolarmente comodo, così come può essere utile ma non indispensabile avere una bistecchiera elettrica o un tostapane, mentre tra i grandi elettrodomestici sicuramente possiamo annoverare in questa lista lavastoviglie, cappa aspirante e congelatore a pozzetto.

    Invece tra quelli di cui potremo fare a meno senza troppe remore possiamo pensare a tutti quegli utensili monotask, che fanno solo una cosa e che spesso finiamo per dimenticare nei cassetti come taglia panini, sbuccia uova, misura spaghetti e simili.

    Tra gli elettrodomestici potremmo fare una lista di strumenti tutto sommato superflui, utili solo per pochi e una per quelli inutili a prescindere, che rischiano di finire sicuramente dimenticati in fondo ad un cassetto.

    Nella prima possiamo pensare alla macchina per il pane, utile solo per chi ha la pazienza di farselo in casa ogni giorno, al cuoci riso elettrico utile per gli amanti della cucina asiatica ma che può essere sostituito da una classica pentola, così come accade per il cuoci uova o la vaporiera, alla yogurtiera, utile per chi mangia tanto yogurt  e preferisce farlo in casa, alla centrifuga, ottima per i salutisti ma che è ad alto rischio di finire in cantina anche perché occupa spazio sul piano di lavoro, ma anche strumenti utili ma complessi da utilizzare come la gelatiera o la macchina per il sottovuoto.

    Mentre tra i più inutili possiamo pensare a estrattori di succo o  lavaggio a vapore, che generalmente finiscono presto in cantina dopo l’innamoramento iniziale, così come le macchine per popcorn o zucchero filato, gli scalda tazze o gli strumenti per cuocere un singolo dolce come crepiere, cuoci waffle o cuoci muffin elettrici che possono essere sostituiti da normali strumenti multiuso come teglie o pentolini senza occupare spazio extra in cucina.

    Ovviamente questa lista cambia anche in base alle esigenze e le abitudini di ognuno e dello spazio a disposizione in cucina, ovviamente avere una cucina da 2.40 metri è ben diverso da avere un isola più 10 metri lineari di spazio, dove sicuramente possono trovare spazio anche elettrodomestici che si usano di rado.

    Voi come stilereste queste liste? Cosa per voi è indispensabile e cosa può finire tranquillamente in cantina?

  • e-SIM : il nostro piano telefonico diventa virtuale

    e-SIM : il nostro piano telefonico diventa virtuale

    Alcuni telefoni come il nuovo iphone air, o gli iphone destinati al mercato americano o alcuni telefoni pieghevoli vengono venduti senza il carrellino dove inserire la sim card fornita dall’operatore telefonico.

    Questo perchè la sim fisica viene sostituita da una virtuale da installare sul telefono che ci consente potenzialmente di attivare il telefono online senza doverci recare in un punto vendita o ricevere a casa tramite un corriere la sim da inserire nell’apparecchio.

    Il vantaggio è sicuramente nell’impermeabilità del telefono e nel suo design, oltre alla possibilità di installare delle sim locali quando si va all’estero per poter risparmiare sul roaming dati del telefono, con differenti compagnie telefoniche specializzate che hanno pacchetti di esim per viaggiatori da attivare appena prima di partire e che spesso possono dare il servizio in varie nazioni senza dover cambiare operatore o installare una nuova sim.

    Dall’ altro canto la procedura per l’attivazione non è disponibile con tutti i gestori, specie per quelli virtuali, e anche per quelli più strutturati non è sempre semplicissima da attivare, specie se si passa da sim fisica a quella virtuale o si cambia operatore.

    Anche installare la sim, può non essere alla portata di tutti, nonostante si tratti di inquadrare un codice qr , da recuperare presso l’operatore telefonico e seguire le operazioni a schermo, che comunque necessitano di una connessione a internet, per esempio wifi, per portare a termine le operazioni.

    E altra scocciatura è che spostare una sim virtuale da un telefono ad un altro, magari temporaneamente perché abbiamo finito la batteria non è un’operazione semplice, visto che va disinstallato il profilo dal vecchio telefono prima di poterlo attivare sul nuovo, oltre al fatto che il numero di cambi consentiti, a seconda dell’ operatore è limitato.

    Questo significa che può essere necessario contattare l’ operatore telefonico per spostare la sim da un telefono ad un altro, cosa che invece nelle sim fisiche è immediata e che non richiede che il telefono dove era originariamente installata la sim sia acceso.

    black smartphone on black table top

    E anche passare da una sim fisica ad una virtuale non è immediato, e può avere dei costi a seconda dell’ operatore.

    Dall’altro canto diventa semplice e rapido cambiare piano o operatore, come ad esempio nei viaggi all’ estero o per la gestione di più numeri, con la possibilità di gestire due numeri di telefono in caso di dispositivi dual sim o di attivare e disattivare i profili esim presenti sul telefono a seconda delle esigente.

    esim text on smartphone screen

    Come per le sim fisiche è possibile per l’ operatore bloccare le esim da remoto in caso di furto, quindi una volta fatta la denuncia presso le autorità competenti si potrà richiedere l’emissione di un nuovo profilo esim o di ottenere una sim fisica da parte dell’ operatore, con costi variabili a seconda della compagnia.

    Va inoltre tenuto conto che solo una limitata selezione di telefoni è compatibile con le esim, quindi se ne vogliamo comprare una per i nostri viaggi all’estero o se attivando un nuovo contratto telefonico ci viene chiesto se vogliamo la sim fisica o elettronica dobbiamo assicurarci che il nostro dispositivo la supporti, considerando che esistono telefoni che possono supportare sia sim fisiche che virtuali, solo virtuali come certi iphone o solo sim fisiche come la maggioranza dei telefoni di fascia medio bassa, specie se non sono particolarmente recenti.

    Un trucco per sapere se il nostro telefono è compatibile con le esim è quello di digitare sulla tastiera del telefono il codice *#06# e vedere se viene indicato uno o piu codici EID: in quel caso il telefono è compatibile con le e-sim.

    Ad ogni modo è bene conoscere se il nostro telefono è compatibile, anche per poter gestire eventuali emergenze o per accedere a determinati piani o offerte telefoniche.

    person holding smartphone white sitting

    Voi utilizzate le sim fisiche o quelle virtuali?

  • Come salvarsi dalle bollette

    Come salvarsi dalle bollette

    Uno dei modi per ottimizzare le spese familiari è quello di risparmiare sulle bollette, cosa che può essere fatta limitando i consumi utilizzando comportamenti più virtuosi e apparecchi più efficienti, ma anche scegliendo degli operatori più economici e delle tariffe che meglio rispettano le nostre esigenze di consumo.

    Cambiare operatore, sia che si tratti di telefonia, di connessione internet o di luce e gas generalmente potrebbe farci risparmiare se sul mercato sono comparse offerte più convenienti, magari con delle condizioni molto vantaggiose per convincerci al cambio.

    Ma non sempre il cambio è vantaggioso, perchè magari abbiamo sottoscritto degli abbonamenti quando i prezzi erano più bassi o perché il nuovo operatore ha dei costi o delle tariffe che non sono convenienti per l’uso che facciamo della nostra utenza, o perchè ha delle fasce orarie o delle limitazioni che non si addicono alle nostre esigenze.

    Questo significa che prima di cambiare operatore dobbiamo conoscere bene quanto paghiamo abitualmente , quanto e come consumiamo , sia essa telefonia, connessione a internet , luce o gas, e leggere attentamente le condizioni dell’operatore con il quale vorremmo cambiare il nostro contratto, andando a simulare la spesa dell’ultimo anno per capire se, e quanto avremmo potuto risparmiare cambiando operatore.

    Volendo cercare il miglior operatore, ci si deve però districare in una giungla di offerte, operatori e condizioni che possono variare molto, con il rischio , se si sceglie quello sbagliato, di trovarci a pagare anche di più del nostro attuale contratto, al quale difficilmente potremmo ritornare dopo un cambio azzardato.

    Questo significa che prima di firmare un nuovo contratto, magari pressati da un venditore o un call center con un’offerta a breve scadenza bisogna essere ben consci delle nuove condizioni e di quanto si potrà effettivamente risparmiare.

    Il consiglio è quindi quello di farsi mandare tutta la documentazione , magari per mail, con indicate chiaramente le tariffe, prima della firma in modo da poter simulare i costi e confrontarla con le bollette del nostro attuale operatore, senza che un venditore interessato a piazzare un contratto possa farci credere che ci sia un risparmio in realtà inesistente, o addirittura farci spendere di più.

    close up photo of accounting documents

    Alternativamente una buona idea è quella di informarci in autonomia senza attendere che un venditore venga a proporci un nuovo contratto, magari utilizzando dei comparatori e approfondendo le offerte dei vari operatori.

    Per farlo si dovrà avere a disposizione le ultime bollette, preferibilmente quelle dell’ultimo anno , specie per quelle utenze come luce e gas dove i consumi variano in base alla stagione, per individuare consumi e modalità.

    person putting coin in a piggy bank

    Ricordiamoci anche che i comparatori privati, cioè non afferenti ad un autorità indipendente come il portale offerte di arera per luce e gas, guadagnano dagli operatori e quindi vi proporranno offerte solo degli operatori con i quali hanno degli accordi , magari nascondendovi offerte più vantaggiose.

    Esistono poi dei servizi più evoluti di comparazione che permettono di caricare le nostre bollette in una app o in un sito per sapere se e quanto è possibile risparmiare, semplificandoci la vita nei calcoli: anche in questo caso il servizio potrebbe non essere convenzionato con l’offerta migliore sul mercato , che magari riesce a mantenere i prezzi più bassi proprio perchè non paga intermediari, ma comunque il solo fatto di indicarci che esistono offerte migliori di quella attualmente in uso può stimolarci nella ricerca di un’alternativa.

    electrician fixing an opened switchboard

    Ad ogni modo il cambio dei contratti generalmente avviene in maniera semplice e con la burocrazia gestita dal nuovo operatore: basterà indicare nel nuovo contratto le nostre generalità e un codice identificativo indicato in bolletta (codice di migrazione per le offerte internet e telefoniche , codice pod per la luce, e codice PDR per il gas).

    A seconda della tipologia dell’utenza il cambio può richiedere il cambio di apparati, come nel caso di un router internet, di una sim o avvenire in maniera del tutto trasparente come nel caso della fornitura elettrica: in questo caso, dato che i tempi di cambio possono essere di diverse settimane , durante il cambio potrebbe non essere chiaro quale operatore ci stia fornendo il servizio al momento.

    E in quest’ultimo caso bisogna essere particolarmente accorti a non firmare cambi di contratto indesiderati, magari rispondendo ad una telefonata di call center truffaldini, che una volta ottenuto il nostro codice POD, magari con la scusa di una consulenza o spacciandosi per il nostro operatore potrebbe attivare a vostra insaputa  un nuovo contratto di cui potreste accorgervi dopo qualche mese al ricevimento di una bolletta di un operatore sconosciuto per la vostra utenza, a differenza di altre tipologie di contratto, dove il contatto di di un installatore o la ricezione di un apparato potrebbe mettervi subito in guardia da un cambio di contratto indesiderato.

    Ad ogni modo se si vuole risparmiare è essenziale conoscere bene, quanto, come consumiamo e quali sono le nostre condizioni contrattuali al momento, di modo da poterle confrontare con quelle di un ipotetico nuovo operatore, facendo attenzione alla stagionalità dei consumi: ovviamente a seconda dei nostri impianti spenderemo di più in inverno per riscaldarci, con consumi di gas o di elettricità maggiori, così come avremo dei consumi più alti nei mesi più caldi se utilizziamo i condizionatori, quindi è bene prendere a riferimento i consumi annuali, facendo attenzione al fatto che potremmo usare sistemi differenti per lo stessi servizio, come  riscaldarci (ad esempio caldaie a gas, stufe elettriche o a pellet), cucinare (gas o elettricità) o per caricare un eventuale auto elettrica che potrebbero spostare consumi e quindi convenienza da una tipologia di utenza ad un‘altra, vanificando le nostre stime.

    blue solar panel board

    Voi cambiate spesso operatore o preferite evitare di impelagarsi in calcoli astrusi per risparmiare pochi euro?