Alla fine la tassa di 3 euro sugli acquisti dalla Cina è arrivata e sta facendo pure piu danni del previsto.
Infatti dal 1 luglio tutte le spedizioni che arrivano da fuori la comunità europea, di valore inferiore ai 150 euro, pagano un dazio di 3 euro piu iva per ciascuna categoria merceologica.

Questo significa che se nel nostro ordine da 10 euro abbiamo messo una penna, uno zainetto, un cavetto per il cellulare e una cover, quindi 4 articoli di categorie merceologiche diverse, pagheremo la bellezza di 4 dazi, quindi 14.64 euro di tasse su un valore di 10 euro, e se magari aggiungiamo un altro prodotto per raggiungere uno sconto extra o la spedizione gratuita, se la categoria merceologica cambia avremo altri 3.66 euro da pagare.
In pratica, sui prodotti più economici, si paga più di dazio che di valore dei prodotti, cosa che rende estremamente sconveniente l’acquisto, quindi a meno di non avere alternative saremo costretti a comprare quegli articoli altrove.

E quindi i grandi magazzini cinesi nelle nostre periferie, o le catene di cianfrusaglie economiche tipo Action, Pepco, Kik, Tedi e similari festeggeranno, mentre noi pagheremo i prodotti più cari.
Ma oltre al danno abbiamo pure la beffa, le piattaforme online, come Temu, Aliexpress, Haul e Shein, sono dei marketplace che non vendono direttamente i prodotti, ma mettono in contatto un venditore esterno con l’acquirente, e stessa cosa fanno molti siti di ecommerce nostrani che affiancano ai prodotti venduti direttamente, una sezione marketplace con prodotti venduti da altri.

Questo significa che all’interno dello stesso ordine i venditori possono essere diversi, quindi rischiamo di pagare il dazio di 3.66 per ogni prodotto, anche se la categoria merceologica è la medesima, ma il venditore è differente o se l’ordine è spedito in pacchetti separati.
Per evitare il balzello bisogna fare attenzione a cosa si compra, scegliendo venditori che spediscano effettivamente dall’Europa, senza farci fregare dal sito locale, dato che molti venditori esterni lavorano in dropshipping dalla Cina, esponendoci al dazio.

Ciò vuol dire leggere molto bene la descrizione degli articoli, e controllare al check-out il prezzo finale comprensivo dei dazi prima di piazzare l’ordine per evitare sgradite sorprese, ma soprattutto valutate per bene se valga davvero la pena acquistare quel prodotto.
Dopotutto se un prodotto da 1 euro , rischia di costare 8 tra dazi e spedizioni, probabilmente rinunceremo a comprarlo o lo cercheremo altrove, ma se non si fa attenzione la fregatura è dietro l’angolo, e ce la stanno servendo non dei negozianti disonesti o una piattaforma furbetta ma le regole della comunità europea.

In più anche molti dei prodotti che vediamo online su siti insospettabili arrivano , magari senza comunicarlo chiaramente, dalla Cina quindi avranno un aumento pari al dazio nascosto nell’aumento dei prezzi del prodotto.
Sicuramente i nostri acquisti su Temu, Shein o Aliexpress si ridimensioneranno, avendo perso molto della loro convenienza. Voi comprerete ancora da questi siti o cambierete fornitori?










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