Viaggi e Tempo Libero

  • Scegliere la bici

    Scegliere la bici

    Scegliere la bici che fa per noi è più difficile di quanto uno possa pensare, e non basta quindi andare nel primo supermercato e accaparrarsi quella dell’offerta del volantino e iniziare a pedalare, anzi probabilmente saranno soldi buttati, anche perché esistono infinite tipologie di biciclette per adattarsi alle esigenze e alle dimensioni di ogni singolo ciclista.

    A seconda dell’uso che dobbiamo farne, potremmo scegliere tra tantissime bici, da quelle da città a quelle da cicloturismo, dalle mountain bike alle bici da corsa, alle bici elettriche ognuna con diverse dimensioni delle ruote, telai, componentistica, cambi, freni , forcelle e accessori molto diversi tra loro che fanno variare tantissimo sia i prezzi che le prestazioni, dato che si può spendere per una bici 100, 1.000 o 10.000 euro e che queste differenze sicuramente confonderanno un neofita, che prima di acquistare dovrebbe informarsi bene per capire cosa gli occorra per non sbagliare l’acquisto.

    In questo articolo non voglio stare qui a tediarvi sul singolo particolare, e a spiegarvi le differenze, perché non basterebbero delle ore, ma magari se me lo chiedete nei commenti potrei fare degli articoli dedicati.

    Come dicevo  la bici è qualcosa di molto personale e che ha come un vestito una sua taglia, infatti per garantire una marcia fluida e non affaticarsi troppo nell’utilizzo, cosa che ci farebbe disinnamorare presto del nostro mezzo, è necessario scegliere la dimensione del telaio della bici a seconda della dimensione del nostro cavallo e del nostro avanbraccio, scegliendo per quella tipologia di bicicletta la taglia giusta: questo significa che la bici acquistata da vostro fratello probabilmente non andrà bene anche per voi, o quella di vostra madre non andrà bene a vostro padre, etc.

    Pertanto è essenziale rivolgersi a un rivenditore specializzato, che vi potrà indirizzare sulla bici della tipologia e della misura giusta alle vostre esigenze, certo si spenderà un po’ di più, ma saranno soldi ben spesi, perché a rivendere una bici perché non adatta a noi, specie si tratta di prodotti economici, ci si ricava ben poco, quindi è meglio fare l’acquisto giusto dall’inizio.

    Piuttosto se il budget è limitato meglio un buon usato, spesso se ne trovano a prezzi molto interessanti, anche dai rivenditori stessi che le hanno prese in permuta, ma che siano di una buona marca, con componenti di qualità e non troppo datate, in questo caso fatevi aiutare da qualcuno che ne capisca per evitare le fregature, e non incappare in prodotti difettosi o sorpassati, magari con 10 o più anni sulle spalle a prezzo di bici nuove.

    Il consiglio che posso darvi è prima di fare un’acquisto di informarsi bene , magari farsi una chiacchierata con più di un rivenditore specializzato, che di solito è esso stesso un ciclista e potrà quanto meno indirizzarvi e non buttarvi a capofitto sulla prima bici che vi capita a tiro, evitate di puntare su prodotti troppo scadenti a costo di ritardare l’acquisto fin quando non si ha un budget necessario a comprare qualcosa di decente, tenendo conto che serviranno almeno alcuni biglietti da 100 euro anche solo per iniziare.

  • Torneremo a viaggiare nel 2021?

    Torneremo a viaggiare nel 2021?

    C’è una domanda che tutti gli appassionati di viaggi si stanno facendo: l’anno 2021 sarà l’anno in cui potremmo tornare a viaggiare dopo la pandemia?

    Beh non abbiamo la sfera di cristallo per dirlo, ma sarà comunque complicato: forse un po’ meglio del 2020, ma tutto dipenderà dall’evoluzione delle vaccinazioni covid in modo da consentire la tanto agognata immunità di gregge.

    Sicuramente una vaccinazione di massa e quindi una sostanziale immunità della popolazione richiederà nella migliore delle ipotesi diversi mesi, tra logistica e disponibilità dei vaccini e quindi con ragionevole probabilità è difficile che l’operazione termini prima del 2022, quindi viaggiare nel 2021 resterà se non una chimera quanto meno complicato.

    Ci saranno quindi possibili nuove chiusure delle strutture turistiche, divieti vari di spostamento e poca disponibilità di collegamenti aerei , ferroviari e marittimi. Con un po’ di fortuna potrà esserci come per l’anno passato un lieve allargamento delle maglie in estate, ma con delle sicure limitazioni.

    Qualche spiraglio però potrebbe aprirsi per chi si sarà vaccinato, dato che è probabile che i viaggi, soprattutto in aereo vengano consentiti in presenza di un passaporto sanitario, che potrebbe essere rilasciato a chi è immune per via della vaccinazione e/o a chi ha fatto un tampone a ridosso della partenza.

    Tutto dipenderà dai numeri della pandemia e dalla volontà dei governi di assumersi il rischio di una più libera circolazione della popolazione, anche fuori dalle strette necessità, visto l’indotto economico portato dal turismo e per consentire una ripresa delle attività già stremate da un 2020 praticamente fallimentare.

    C’è di buono che i prezzi dei biglietti e degli alberghi si stanno mantenendo bassi , e generalmente viene concessa la possibilità di cancellare o voli o cambiare i propri programmi senza spese anche per convincere anche i più titubanti

    Ovviamente restano valide le considerazioni del 2020: cercate di utilizzare sistemi flessibili e assicurazioni di viaggio in modo da non perdere soldi qualora non possiate più partire o vi trovaste bloccati a destinazione a causa della pandemia, ma con un po’ di pelo sullo stomaco e facendo attenzione si potrebbe riprendere , seppur con qualche limitazione, a viaggiare.

  • Come e dove trovare i vinili

    Come e dove trovare i vinili

    Riprendiamo il discorso sui giradischi già trattato in precedenza, parlando dei dischi e di come fare a trovarli. Infatti una volta procurato il giradischi e magari un impianto al quale collegarlo serve qualcosa da mettere sul piatto. e ascoltare.

    Ma come fare per trovare i dischi? Sul nuovo è semplice, li trovate nei pochi negozi di dischi rimasti delle nostre città, nei megastore dell’elettronica, in alcune librerie, a volte nelle edicole, o in rete, su Amazon ad esempio avete una scelta molto vasta a prezzi onesti e spesso delle promozioni interessanti, con il vantaggio che se avete acquistato direttamente da Amazon e non da un venditore terzo vi rimarrà a disposizione anche la copia digitale.

    Ma fate comunque una ricerca in rete per il disco di vostro interesse, perché spesso si trovano, magari provenienti dall’estero offerte particolarmente interessanti. Un’idea può essere, acquistare dall’Amazondi un differente paese europeo ( Francia, Germania, Spagna, Inghilterra) , spesso pur mettendo in conto il costo della spedizione si risparmia rispetto all’italia.

    Uno dei difetti dei dischi nuovi è che non sono particolarmente economici, specie se raffrontiamo il prezzo del vinile con la corrispondente versione in cd, a volte costano anche il triplo e c’è da dire che quando si tratta di riedizioni spesso suonano peggio della versione originale, quindi andare sull’usato è sicuramente una scelta azzeccata a patto di trovare un disco in buone condizioni, dato che i dischi sono soggetti ad usura e se non trattati con la dovuta cura possono rovinarsi facilmente.

    Ma dove trovare dischi usati? A parte rovistare nelle cantine di amici e parenti, sicuramente è  bene farsi un giro nei mercatini dell’usato, anche se visto che i vinili sono tornati di moda i prezzi non sono più convenienti come un tempo e anzi qualche venditore chiede cifre veramente folli, sicuramente nelle mostre scambio che spesso vengono organizzate dagli appassionati , in alcuni negozi specializzati in compravendita di dischi usati ma soprattutto in rete, tenendo conto però delle spese di spedizione , dato che un 33 giri pesa da solo circa mezzo chilo ed è abbastanza voluminoso, e specie se arriva dall’estero la spedizione potrebbe costarci parecchio, anche più del valore del disco.

    Fortunatamente per quando acquistiamo a distanza, e quindi non possiamo toccare con mano lo stato del disco esiste una sorta di scala universale per valutare le condizioni di disco e copertina, che ci aiutano a farci un’idea di quello che stiamo andando a comprare e che generalmente troveremo nella descrizione dell’annuncio, insieme all’indicazione della presenza di eventuali accessori o difetti. Questi stati in ordine sono in ordine dal più scarso:

    -P (Poor), dove solo uno o due tracce suonano correttamente

    – F (Fair), dove a causa dell’usura si salva solo un lato

    – G (Good), dove il disco suona ma risulta decisamente usurato, con rumori di fondo, mentre la copertina può essere consumata o danneggiata, diciamo che siamo ai limiti dell’ascoltabile

    – VG (Very Good) , dove l’usura è limitata, quindi l’ascolto e/o la copertina non è compromessa

    – EX (Excellent) , dove sebbene sia stato usato risulta in ottimo stato, senza graffi

    – M (Mint) , pari al nuovo, quindi un disco utilizzato molto di rado e con la massima cura

    – SS (Still Sealed), nuovo mai utilizzato

    Ovviamente con P e F solo parte del disco è ascoltabile, quindi a meno di casi particolari sono da scartare, ma diciamo che sotto il VG è bene evitare l’acquisto, anche in considerazione che si tratta comunque di una valutazione soggettiva quindi quello che è considerato ottimo per il venditore potrebbe essere appena sufficiente per chi compra.

    Dicevamo di dove reperire i dischi su internet, potete cercare sui soliti siti di usato come subito, facebook marketplace o ebay , sullo shop di qualche rivenditore che tratta l’usato ma soprattutto il posto più indicato è su un sito specializzato che è l’equivalente di ebay per quanto riguarda la musica, in tutti i formati compresi i vinili che si chiama discogs.

    Qui avete un marketplace con venditori e acquirenti di tutto il mondo, dotati di un feedback per valutarne l’affidabilità, e soprattutto un database di tutte le varie uscite dei dischi usciti sul mercato, dai più famosi ai più rari, con tanto di tracklist, fotografie e valori di mercato, anche in funzione delle varie edizioni disponibili.

    Tralaltro ha anche una funzionalità per catalogare i nostri vinili di modo da evitare di ricomprare qualcosa che abbiamo gia in collezione, ma anche di poterli mettere facilmente in vendita qualora vogliate disfarvene, di potere avere una vostra wishlist di dischi desiderati e una app per il cellulare con la possibilita di riconoscere un disco fotografando il codice a barre, cosa molto utile quando ci troviamo in un mercatino per capire il valore del disco che abbiamo in mano e capire al volo se lo si sta pagando una cifra giusta.

    Quando acquistate da discogs fate attenzione allo stato del disco con la scala che dicevo pocanzi, ai feedback del venditore e alle spese di spedizione, specie se il disco arriva da fuori europa la spedizione potrebbe rivelarsi talmente costosa da farci desistere dall’acquisto.

    Un’idea è cercare di comprare più dischi dallo stesso venditore in modo da ottimizzare i costi di spedizione, che comunque dipendono dal paese di origine e dal peso: quindi più dischi acquistate più spenderete, ma se rimanete nella stessa fascia di peso spedire 2 o 4 dischi vi costerà la stessa cifra, quindi magari aggiungendo un paio di euro potete aggiungere alla vostra collezione un disco in più da scegliere dalla vostra wishlist, anche se magari non era in cima ai vostri desideri.

    Inoltre oltre ad acquistare potete tranquillamente vendere, magari perché avete qualche doppione, qualche disco che non ascoltate o perché avete trovato una versione più interessante o in migliori condizioni di un disco già in vostro possesso.

  • Viaggiare dopo la pandemia

    Se parlare di viaggi durante il lockdown dovuto al covid era quasi un tabù e le uniche notizie riguardavano la cancellazione e i rimborsi di viaggi aerei e hotel, ora che ci si inizia a intravedere un barlume di normalità e con l’estate che è ufficialmente arrivata il nostro corpo vorrebbe concedersi una vacanza.

    Ovviamente a seconda di come percepiamo il pericolo covid potremo essere piu o meno portati anche solo a pianificare le nostre vacanze: se siamo molto timorosi probabilmente l’unica vacanza che ci concederemo puo essere nella più vicina spiaggia della nostra regione, magari facendo una toccata e fuga in giornata, mentre se siamo più arditi probabilmente avremo gia pianificato un viaggio internazionale da effettuarsi immediatamente alla ripresa dei voli.

    In entrambi i casi c’è qualcosa da sapere che puo aiutarci a pianificare o magari a farci rinunciare al nostro viaggio: innanzitutto è bene informarsi se nella località di destinazione esistono delle limitazioni , come quarantene obbligatorie o obblighi sanitari: se per entrare nel paese estero servissero certificazioni o tamponi difficilmente reperibili o un obbligo di quarantena che brucerebbe i nostri giorni di ferie forse è bene cambiare destinazione.

    Inoltre se si va all’estero bisogna informarsi sulla copertura sanitaria, possibilmente facendo un’assicurazione , e tenere conto che in caso di contagio dovremmo comunicare con i sanitari in una lingua estera, avere probabilmente bisogno di assistenza o di medicinali, o banalmente rischiare di essere messi in quarantena, pagando a nostre spese il soggiorno e lo spostamento dei voli per rientrare in patria: viaggiare all’estero diventa una faccenda sicuramente più rischiosa che stare nel nostro paese.

    Ma anche restando in patria bisogna fare attenzione alla disponibilità di collegamenti aerei o marittimi: molti sono stati cancellati o accorpati, quindi trovare posto per raggiungere alcune destinazioni potrebbe essere difficoltoso o molto costoso, tenetene conto e pensate a un possibile piano B in caso di problemi

    Inoltre va considerato che molte attrazioni, cosi come molte strutture ricettive a causa del covid non hanno riaperto o lo hanno fatto in maniera ridotta e contingentata: se avevamo scelto la nostra destinazione per visitare un particolare museo , parco a tema o attrazione turistica potrebbe non essere aperto, essere necessaria una prenotazione o dover richiedere tempi di attesa troppo lunghi.

    Per contro ci sarà , un po per la paura della malattia, un po’ per problemi logistici e un po per i problemi economici legati alla pandemia molta meno gente in giro, questo potrebbe portrebbe essere un vantaggio per goderci al meglio alcune attività come una camminata nei boschi o la visita dei monumenti delle città

    Anche i budget cambieranno: se è vero che si possono trovare offerte last minute in seguito alle tante cancellazioni delle strutture ricettive, i prezzi dei servizi e della ristorazione per via delle regole di distanziamento sono tendenzialmente aumentati, quindi non ci si dovrà basare sui prezzi degli anni precedenti ed essere preparati a possibili sorprese nei conti

    Sicuramente questo non è il periodo migliore per viaggiare anche perché se viene meno la tranquillità e la spensieratezza ci si godrà di meno il viaggio e forse l’idea di rimandarlo di qualche mese in attesa di un periodo migliore non è di certo cattiva.

    C’è da dire che il mancato rimborso di compagnie aeree e strutture ricettive che hanno potuto per legge rilasciare un voucher anziché rimborsare la spesa in alcuni casi ha costretto a ripianificare delle vacanze che magari si sarebbe preferito cancellare, ma è pur vero che con un po di spirito di iniziativa è comunque possibile godersi la vacanza, anche se in un modo differente da come lo si era pianificato in origine.

    Voi andrete in vacanza comunque o per quest’anno avete accantonato l’idea? Scrivetecelo nei commenti cosi se avete qualche dubbio, richiesta o curiosità e se possibile vi risponderemo.

  • L’orologio da polso non serve solo a leggere l’ora

    L’orologio da polso non serve solo a leggere l’ora

    Diciamocielo con franchezza tra cellulari, pc, fitness tracker, smartwatch e simili avere al polso uno strumento dedicato alla sola lettura dell’orario al giorno d’oggi non è più strettamente indispensabile, ma avere un segnatempo al posto ha ancora un suo perchè.

    Sicuramente è uno dei pochi , se non l’unico, gioiello maschile portato con disinvoltura, spesso è un ricordo di una persona cara, in certi casi uno strumento di rappresentanza al pari di una auto di lusso, oltre ad essere in casi particolari un’investimento, quasi sempre è un gradito regalo.

     

    Ovviamente a seconda della motivazione per cui lo si compra , e dell’uso previsto, la scelta della tipologia varia parecchio: un’orologio da usare senza pensieri tutti i giorni richiede valutazioni differenti rispetto a un pezzo di pregio da usare in cerimonie o occasioni importanti.

    Sostanzialmente esistono due macro-categorie di orologi, quelli meccanici e quelli al quarzo, questi ultimi sono generalmente quelli più economici, precisi e dalla ridotta manutenzione , che si limita al cambio di una batteria ogni paio d’anni, particolarmente adatti alla vita di tutti i giorni, ma che hanno minor pregio e minore valore collezionistico.

    I meccanici , siano essi a carica manuale o automatici (che si caricano col movimento del polso anzichè girando la corona) invece hanno dalla loro un fascino dovuto alla loro complicazione che consente di trasformare il movimento in tempo, cosa che li rende preziosi agli occhi degli appassionati, spesso disposti a spendere cifre molto importanti per un segnatempo, considerando che la quasi totalità degli orologi di pregio sono meccanici.

    Ovviamente acquistare un’orologio meccanico richiede una dose di passione in più rispetto a un quarzo, anche perchè richiede che venga caricato per poter segnare l’ora , che venga spesso regolato l’orario, specie quando non li si usa per qualche giorno, perchè richiede una visita dall’orologiaio per pulizia e manutenzione mediamente ogni 4/5 anni (anche se l’intervallo dipende dal tipo. dall’età e dalle condizioni dell’orologio), ma è anche un’orologio che tolto da un cassetto dopo qualche tempo, può ricominciare a segnare l’ora con solo una carica.

    I meccanici per questo si prestano facilmente ad essere tramandati di generazione in generazione, e se ben tenuti sopravvivono ai loro proprietari. Questo li fà diventare oggetti da collezione molto ricercati capaci di incrementare il loro valore al pari di un’investimento, a patto di scegliere modelli giusti e che abbiano una condizione impeccabile.

    Questo non significa però spendere necessariamente cifre folli: un comune orologio che magari è costato 100 mila lire venti anni fa, può valere adesso 500/1000 euro, cosi come si possono trovare dei pezzi vintage a poche centinaia di euro che potranno valerne migliaia tra qualche anno.

    Ovviamente a rivalutarsi sono orologi di un certo pregio , specie di marche con una storia alle loro spalle, che siano stati trattati con cura , regolarmente manutenuti e che siano ritenuti interessanti dal mercato, ancora meglio se facenti parte di qualche edizione particolare.

    Se si ha tra le mani un’orologio di una casa blasonata, che sia stato tenuto bene e manutenuto con cura (revisionato periodicamente, e utilizzando in caso di riparazioni componenti corretti e coevi all’orologio), a meno di non trovarsi per le mani un modello davvero poco gradito dal mercato , generalmente si apprezzerà nel tempo, ma anche un’orologio di una casa meno inarrivabile, come alcuni giapponesi, americane o svizzere meno nobili, ma con una loro storia apprezzata dai collezionisti , crescerà di valore.

    I modelli di alcune case blasonate, specie se rari, in edizione limitata o con lunghe liste di attesa, diventano addirittura forme di investimento assimilabili ad opere d’arte, capaci in alcuni casi di raddoppiare il loro valore appena usciti dalla gioielleria dove sono stati acquistati.

    Ma anche un’orologio di valore limitato, meccanico e di un produttore noto potrà apprezzarsi nel tempo, e nel frattempo ce lo saremo goduto e magari ceduto dopo qualche anno al nostro polso a un figlio o un nipote per cui diventerà un caro ricordo o magari un piccolo oggetto di valore.

  • I monopattini elettrici

    I monopattini elettrici

    I monopattini elettrici da qualche tempo stanno iniziando ad arrivare nelle nostre città, anche grazie a delle modifiche al codice della strada che ne hanno permesso l’uso su strade e piste ciclabili , mentre prima l’uso era limitato solo ad aree private.

    Si tratta di un’evoluzione dei monopattini giocattolo che usano i bambini, dove anzichè muoversi utilizzando la spinta del nostro piede viene utilizzato un motore elettrico e una batteria che andrà ricaricata come un cellulare.

    Inoltre si mantiene uno degli elementi più comodi di questi mezzi: la possibilità di ripiegarlo e di potercelo portare appresso quando non in uso, nel baule della macchina, in ascensore, in ufficio, in metropolitana etc.

    Ovviamente quelli da grandi hanno anche peso e ingombri maggiori ma hanno anche un’uso diverso perchè permettono di spostarsi comodamente all’interno della città , utilizzando magari le piste ciclabili, e soprattutto permettono l’intermodalità, ad esempio possiamo lasciare l’auto in un parcheggio periferico, prendere dal cofano il nostro monopattino e raggiungere la destinazione finale nel centro città, dove probabilmente sarebbe stato problematico entrare o parcheggiare.

    Se ne parla tanto in questo periodo per via degli incentivi previsti dal governo, che li ha portati un po al centro dell’attenzione per via del contributo del 60% ,fino a un massimo di 500 euro, che sicuramente ha stuzzicato l’interesse di molti.

    Purtoppo gli incentivi in una prima prima fase prevedono che chi acquista il monopattino elettrico, ma anche bici e mezzi simili che rispettino determinate caratteristiche tecniche,  debbano anticipare l’intera somma, e poi dovranno successivamente fare richiesta di rimborso caricando nell’apposito sito, appena sarà disponibile, la fattura che dovrà contenere codice fiscale e caratteristiche del mezzo pena la perdita dell’incentivo.

    Questo significa che per essere sicuri di ricevere il bonus bisogna stare attenti a cosa e a dove si compra il monopattino, ma soprattutto al fatto che la cifra stanziata è limitata e c’è il rischio che dato che il pagamento del bonus avverrà in ordine di ricezione delle domande, che i fondi finiscano prima del termine lasciando a bocca asciutta una parte dei richiedenti o che la nostra richiesta venga respinta a causa di qualche irregolarità nella fattura.

    Tralaltro data l’alta richiesta del momento i rivenditori hanno eliminato sconti e promozioni sui modelli più richiesti e sono arrivati sul mercato prodotti di scarsa qualità , magari spacciati per buoni utilizzando su licenza i marchi di altre realtà come produttori di moto o di elettronica, per cercare di accedere agli incentivi.

    Questo significa che se abbiamo acquistato un modello migliore contando sull’incentivo o se lo abbiamo preso senza sapere se faceva per noi dato che al netto dell’incentivo ci sarebbe costato pochi soldi potremmo ritrovarci fregati, quindi è bene valutare bene la scelta.

    Ma a cosa dobbiamo stare attenti quando cerchiamo un monopattino elettrico? Uno delle prime cose è la qualità e la diffusione, dato che si tratta di prodotti soggetti ad usura reperire ricambi di prodotti di marchi sconosciuti potrebbe diventare difficile se non impossibile, con il rischio di dover buttare il monopattino pagato diverse centinaia di euro perché non si trova un pezzo da pochi euro, pertanto meglio spendere di più per un prodotto di qualità, specialmente se si sta usufruendo degli incentivi, anche perché un prodotto di qualità tendenzialmente risulterà piu comodo, più prestazionale e con maggiore autonomia.

    La comodità è importante specie se prevede di usarlo tutti i giorni, da preferire la presenza di ammortizzatori e di gomme senza camera d’aria, più soggette alle forature , magari di grandi dimensioni per affrontare al meglio ciottolati e pavè, inoltre un monopattino più leggero sarà più facile da trasportare quando non in uso.

    Un’altra cosa importante è la potenza del motore: purtoppo le prestazioni del monopattino , e non solo la velocità, sono fortemente influenzate dal peso del guidatore e dal tipo di strada che affronteremo, quindi se non siamo un peso piuma o se affrontiamo tratti in salita abbiamo bisogno della massima potenza possibile, stando attenti a rientrare nei limiti previsti dal codice della strada (massimo 500W)  pena il rischio di multe e di non accedere agli incentivi.

    Altro valore da tenere in considerazione è l’autonomia, che come per le prestazioni dipendono dal nostro peso e dal tipo di strada, ma anche dalla capacità della batteria installata: i modelli piu economici hanno batterie piccole che rischiano di darci autonomia inferiore ai 10 km, limitando di tanto l’uso che potremo farne in citta, modelli più completi, magari dotati di una batteria supplementare possono superare anche i 25-30 km di autonomia reale consentendoci di poter fare una giornata di commissioni senza dover mettere in carica il mezzo.

    Va anche considerata la presenza di freni a disco per una frenata più sicura, del limitatore di velocità richiesto dal codice della strada, insieme a luci e campanello per poterlo utilizzare su aree pubbliche.

    Ad ogni modo prima di fare la spesa , soprattutto se non siete molto convinti dell’utilizzo, o se temete di non riuscire ad accedere agli incentivi il consiglio è di provarlo, noleggiandolo o facendocelo prestare da un’amico , in modo da renderci conto se fa davvero al caso nostro o se magari è bene indirizzarsi a modelli particolari in base alle nostre esigenze.

  • Come sarà la vita dopo il Coronavirus?

    Questa vuole essere una piccola riflessione sul dopo coronavirus, infatti nonostante in questo momento ci troviamo ancora in lockdown prima o poi l’emergenza finirà e potremmo finalmente uscire di casa, ma purtroppo almeno sino a quando non si sarà trovata una cura definitiva alla malattia o un vaccino rimarranno comunque in vigore delle limitazioni che cambieranno le nostre abitudini.

    Infatti a cancelli riaperti si dovranno ancora mantenere le distanze, quindi questo condizionerà il nostro modo di fruire quasi tutti i servizi: pensate di dover fare qualsiasi operazione fuori casa a 1 metro di distanza da altre persone, siano esse commercianti, camerieri, altri clienti o utenti. Pensate anche alla necessità di dover sanificare frequentemente ambienti e superfici dove prima del virus passava tanta gente e in brevi lassi di tempo. Se per alcune attività seppur con qualche fastidio o limitazione ci si può in qualche modo adattare, per altre significherà cambiare pelle o addirittura chiudere.

    Ovviamente non avendo la sfera di cristallo non possiamo sapere con esattezza quali saranno le limitazioni che saranno imposte, ma possiamo immaginare i risvolti che si avranno specie su alcune categorie di business.

    Pensiamo infatti al turismo e a tutto ciò con esso collegato:  probabilmente per almeno qualche mese non sarà consentito viaggiare all’estero, o comunque è probabile che sarà necessaria una quarantena quando si arriva o si andrà fuori dai confini nazionali e questo farà diventare i viaggi , specie quelli internazionali esclusiva di chi si sposta per lavoro, con conseguenze nefaste per alberghi e strutture turistiche, e  se magari nelle città  qualcosa potrà muoversi seppur con difficolta, le località prettamente turistiche come quelle balneari o sciistiche rischiamo di non aprire la stagione.

    Altro problema saranno i mezzi di trasporto pubblici come aerei, treni, bus o metropolitane per evitare gli assembramenti probabilmente sarà necessario limitare pesantemente il numero di utenti per mezzo, quindi per rendere sostenibile il collegamento probabilmente i prezzi dei biglietti dovranno compensare i posti rimasti vuoti, aumentando anche di 10 volte: rendendo i collegamenti riservati a chi proprio non ne può farne a meno, o in alternativa i collegamenti potranno essere cancellati sospesi o fortemente limitati sino alla completa rimozione delle limitazioni, sempre che le compagnie non chiudano nel frattempo.

    Questo significherà fare a meno dei mezzi pubblici come bus, treni e metro ma anche di taxi, car sharing e simili, con un maggior ritorno al mezzo di trasporto personale cosa che avrà un impatto anche sull’inquinamento delle nostre città.

    La ristorazione è un’altra categoria che subirà diversi problemi:  se si dovrà mantenere distanze di un metro e saranno necessarie sanificazioni dopo ogni servizio, cosa che richiede tempo e personale extra, mangiare fuori diventerà un lusso perché i posti nei locali saranno giocoforza limitati, quindi trovare posto anche nei giorni meno ricercati diventerà problematico, e i prezzi nei pochi posti disponibili probabilmente aumenteranno considerevolmente: una pizza che pagavamo 5 euro magari ne costerà 30, rendendo il mangiare fuori un lusso per pochi. Magari ci si inventerà qualcosa di specifico come divisori nei locali e un maggiore ricorso alla consegna a domicilio, dove i prezzi probabilmente rimarranno simili a quelli pre virus, e magari le cene con amici si faranno in casa ordinando i cibi preparati dai ristoranti.

    Altro problema saranno gli eventi, sportivi, musicali per evitare assembramenti i posti disponibili saranno molti meno, rendendo meno sostenibile l’evento,  sarà difficile raggiungere il luogo dell’evento per gli spettatori, i tempi di attesa per entrare si allungheranno  ed alcuni eventi sportivi, a patto che non vengano completamente cancellati, verranno giocati a porte chiuse e magari trasmessi in tv o via internet.

    Altro problema sarà per le aziende che a causa dei flussi di cassa interrotti a causa del virus potrebbero essere costrette a chiudere o comunque ridimensionarsi pesantemente, specie se avevano problemi pregressi e quindi saranno necessari licenziamenti: tanta gente specie i lavoratori interinali e gli stagionali rischiano di non tornare al lavoro, quindi aumenterà la disoccupazione, e con questo il numero di persone che potranno permettersi di fare acquisti specie non indispensabili o comunque rimandabili: probabilmente si venderanno meno prodotti di cui si può fare a meno e magari anziché cambiare l’arredamento o automobile la si terrà più a lungo, mettendo in circolo meno moneta.

    E in tutto questo i prezzi di molti beni toccati da questi cambiamenti aumenteranno rendendo un lusso ciò che era in passato la normalità: se l’attività ha subito pesanti limitazioni , e seppur con mille difficoltà non avrà chiuso, queste limitazioni verranno riversate nel prezzo che pagheremo.

    Alla fine il mondo dopo il virus cambierà almeno per qualche tempo la nostra vita in attesa di un vaccino o della scomparsa della malattia. Voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.

  • Viaggiare ai tempi del Coronavirus

    Purtoppo in questo ultimo periodo non si fa altro che parlare del Coronavirus e anche in queste pagine ci si trova a parlarne, ma da un punto di vista diverso, quello del viaggiatore.

    Infatti vuoi per la psicosi dalla malattia, vuoi per le azioni messe in campo dalle autorità per arginare il problema, ci apprestiamo a dei cambiamenti pesanti che condizioneranno la nostra vita e i nostri viaggi almeno per un certo periodo da qui in avanti.

    Se la malattia è meno pericolosa di come la dipingono molti media assetati di cattive notizie, dato che la mortalità è piu bassa di una normale influenza, e che i contagiati nella stragrande maggioranza (97-99%) dei casi guariscono, sono la sua facilità di contagio e i sintomi che la rendono poco distinguibile da un male di stagione che fanno si che il rischio di una diffusione incontrollata possa portare ad esaurire i limitati posti letto negli ospedali attrezzati alla cura, ed è questo il vero problema dal punto di vista sanitario.

    Ma dall’altra parte la lotta alla diffusione della malattia ha portato le autorità a misure drastiche che impattano sulla vita di tutti giorni, specie nelle aree più colpite, con la chiusura di scuole, chiese, impianti sportivi, eventi e anche dei luoghi di lavoro, con indubbi problemi all’economia, uniti a una psicosi generale, alimentata anche dalle dichiariazioni di certi politici e della stampa, che ha portato in molte zone a svuotare i supermercati come se ci si dovesse preparare all’apocalisse.

    Ovviamente non mancano gli sciacallaggi più o meno legali, con i prezzi di alcuni beni come mascherine e gel disinfettanti per le mani, che per via della difficile reperibilità sono schizzati alle stelle nei negozi, e venduti a prezzi da bagarinaggio anche nelle piattaforme e-commerce su internet.

    Ma c’è un’altro aspetto importante che invece dipende più da alcune scelte politiche , sopratutto all’inizio della diffusione della malattia nel nostro paese, che per il solito buonismo all’italiana hanno evitato la necessaria quarantena a chi proveniva dalla Cina e quindi a rischio contagio temendo di passare per razzisti nei confronti dei cinesi, e inoltre bloccando i voli dalla Cina verso il nostro paese senza considerare che le frontiere erano aperte, quindi bastava arrivare in un’altra nazione europea per bypassare il divieto, ha portato a non far sapere alle autorità sanitarie chi effettivamente è transitato dalle zone a rischio e quindi che necessitava di controlli e/o di quarantena, facendo diventare il nostro paese uno dei più esposti alla malattia al di fuori del territorio cinese.

    E per via di questo contagio fuori scala rispetto agli altri paesi, con tanto di zone del paese off-limits a causa del virus, i vari paesi esteri hanno iniziato a chiudere le frontiere e impedire l’accesso o nel migliore dei casi controllare o costringere alla quarantena chi proviene o è stato in Italia, prendendo provvedimenti simili a chi proviene dalla Cina, paese di origine del virus, e quindi molto più esposto al contagio.

    Questo significa però limitare la nostra possibilità di viaggiare, dato che potremmo essere respinti a destinazione, come è successo a un’aereo italiano alle Mauritius, o come alcuni paesi , anche molto più arretrati di noi, fanno nei confronti di chi proviene dal nostro paese , limitando l’accesso o comunque richiedendo la compilazione di moduli sanitari , controlli sanitari allo sbarco, fino all’obbligo di quarantena, specie se si è stati nelle zone del nostro paese più a rischio di contagio.

    Per questo chi ha in programma dei viaggi al di fuori dei confini nazionali è bene che si informi sulle limitazioni di viaggio che si possono trovare su Viaggiaresicuri, il sito del ministero degli esteri dedicato ai connazionali in procinto di viaggiare fuori confine, e sul sito della IATA, l’associazione internazionale del trasporto aereo.

    Anche sottoscrivere un’assicurazione viaggio potrebbe essere utile, specie per il rimborso delle spese sanitarie all’estero, mentre è bene informarsi se si è coperti per l’annullamento del viaggio, specie perchè in genere queste assicurazioni non rimborsano quando la rinuncia al viaggio è volontaria o prevedibile, quindi nonostante l’emergenza sanitaria, dato che formalmente è possibile partire, seppur senza quella tranquillità che pensavamo di aver avuto quando abbiamo fatto i biglietti o quando abbiamo chiesto quel periodo di ferie per la vacanza tanto desiderata.

    Certo è che se si ha già in mano i biglietti, se il volo verrà regolarmente operato, quindi gli aeroporti sono aperti sarà dura riuscire a farsi rimborsare i biglietti, stessa cosa per l’eventuale sistemazione in albergo, o per l’autonoleggio, se non si è scelto una tariffa rimborsabile. Nel primo caso dovrebbe essere possibile recuperare giusto le spese aeroportuali (pochi euro quindi), mentre per gli hotel e per l’eventuale auto a noleggio bisogna ricontrollare le condizioni di prenotazione, e capire l’importo dell’eventuale penale, facendo presente che se si interviene prima possibile tendenzialmente sarà minore la penale da pagare in caso di annullamento.

    Pertanto se siete temerari, e magari volete approfittare della situazione incerta per fare qualche viaggio a prezzo di affare, abbiate la cortezza di scegliere tariffe alberghiere rimborsabili e possibilmente fare un’assicurazione di viaggio, che probabilmente in periodi più tranquilli avrei sconsigliato, specie per i viaggi all’interno della comunità europea.

    Il problema però è anche un’altro: affrontare un viaggio con la preoccupazione , dal contagio del virus (che in realtà è il minore dei problemi dato che comunque nella maggior parte dei casi si guarisce), alle restrizioni in entrata, a un possibile obbligo di quarantena all’estero se si è venuti a contatto con persone infette, magari nell’hotel o nel museo che abbiamo visitato, al semplice fatto si rischia di trovare chiusi a causa del virus monumenti, musei, eventi e cose da visitare, pertanto rendendo non dico inutile, ma quantomeno meno piacevole la nostra vacanza, a dover gestire dei problemi e degli imprevisti lontano da casa magari in una lingua che non conosciamo alla perfezione o comunque l’assenza di tranquillità , di relax, del giusto spirito che non ci fa godere la vacanza potrebbe portarci a rinunciare o a posticipare la vacanza, e li dipende da ognuno di noi capire se ce la sentiamo di buttare alle ortiche giorni di ferie e soldi di mancati o parziali rimborsi per restare più tranquilli, o se partire comunque anche sapendo di divertirsi meno di quanto preventivato.

    Una tipologia di viaggio invece che andrebbe valuta attentamente e possibilmente evitata sono le crociere, che come si è visto diventano rapidamente focolai di infezione in caso di infetti a bordo, anche in considerazione che spesso l’età dei croceristi è alta, e il virus è tanto più letale più si va avanti con l’età, oltre al fatto che è facile trovare a bordo persone delle più svariate nazionalità, quindi anche provenienti da zone a rischio, in questo caso se si è già fatta la prenotazione ed è possibile disdire senza pagare penali troppo esose, forse è il caso di farlo.

    Ad ogni modo qualunque sia la destinazione dovremmo stare più attenti, informarci più del solito sapendo di poter incorrere in imprevisti che andranno gestiti, dai maggiori tempi per imbarco e sbarco dai mezzi di trasporto, alle chiusure di monumenti , musei ed eventi, sapendo che lo spirito potrebbe non essere sempre dei migliori per affrontare il nostro viaggio, ma un vero viaggiatore sa sempre come risolvere i problemi e a far tesoro comunque della propria avventura.

  • Auto a noleggio: con internet e un po di buon senso si risparmia tantissimo

    Auto a noleggio: con internet e un po di buon senso si risparmia tantissimo

    Noleggiare un’auto puo’ costare caro , ma organizzandosi per tempo e stando un po attenti si può risparmiare parecchio sul costo degli spostamenti.

    Se viaggiamo in aereo infatti, una delle cose da valutare sono i mezzi per raggiungere la nostra destinazione finale: se l’orario è comodo e ci permette di raggiungere la nostra meta, spostarsi coi mezzi pubblici probabilmente sarà la scelta più economica, poichè si risparmiano i costi di benzina, parcheggio ed eventuali congestion charge, dovute per l’ingresso al centro in automobile in alcune grosse città.

    Ma se gli orari o le nostre esigenze (perchè magari abbiamo necessita di spostarci in più punti, o perchè il trasporto pubblico non è sufficientemente comodo) ci costringono a noleggiare un’auto, muovendosi per tempo e con le giuste conoscenze, si potrà risparmiare parecchio rispetto a un noleggio all’ultimo secondo al primo banco disponibile in aeroporto.

    Prenotando anticipatamente infatti, si riescono a spuntare le tariffe migliori, oltre a garantirsi la disponibilità dell’auto, che sopratutto in certi periodi e in certe zone, può essere difficoltosa da reperire.

    Inoltre facendo la prenotazione su internet il risparmio è ancora maggiore,  spesso utilizzando l’autonoleggio convenzionato con la compagnia aerea con la quale viaggiamo, è possibile accedere a tariffe particolarmente convenienti, ancor di più se il noleggio viene prenotato contestualmente all’emissione del biglietto aereo.

    Non è comunque detto, che sia la scelta migliore: conviene quindi fare più preventivi, sia sui siti delle compagnie di autonoleggio (specie se abbiamo un codice convenzione , spesso rilasciato con le tessere di associazioni delle quale possiamo far parte o come dipendenti di aziende convenzionate), che come succede per voli e hotel, tramite broker (es. rentalcars.com,  Amigoautos , Autoeurope , Bookingcar , Autonoleggio-online , Ebookers , Atlaschoice , HolidayAutos , Autoescape , Cardelmar , Argus , Veichle Rent, Rent.it, etc. ) o comparatori di prezzo  (Kayak , Jetcost , Europe Lowcost , Easyviaggio )

    Il funzionamento è simile a ciò che succede con gli alberghi: i broker hanno delle convenzioni con i maggiori autonoleggio, riuscendo a spuntare tariffe ridotte, grazie al pagamento anticipato dei noleggi , spesso vendendo le proprie garanzie aggiuntive (esempio la copertura assicurativa per furti, danneggiamenti o incidenti) a prezzi più convenienti delle estensioni di garanzia degli autonoleggi. I comparatori di prezzo, invece mettono a confronto compagnie di autonoleggio e brokers, ma rimandando l’utente nel sito interessato per la prenotazione e il pagamento.

    Ad ogni modo, sia che prenotiamo l’auto tramite broker, sito della compagnia di autonoleggio o direttamente al banco è bene prestare molta attenzione a cosa comprende il noleggio , ai servizi inclusi, agli accessori forniti (es. seggiolini, catene da neve, portasci, navigatori satellitari), alle limitazioni (esempio sulle carte di credito accettate, sull’età del guidatore e la eventuale seconda guida) e alle franchigie per eventuali incidenti o furti (che potremmo ridurre o eliminare sottoscrivendo una garanzia aggiuntiva).

    Infatti non è detto che il chilometraggio sia illimitato, pertanto se non è espressamente indicato, si pagherà oltre al costo del noleggio un certo tot a chilometro percorso.

    Attenzione allo stato dell’auto alla consegna e alla riconsegna: eventuali danni, anche banali rischiano di costarci molto cari, se non abbiamo stipulato un’assicurazione aggiuntiva, cosi come può costarci caro riconsegnare l’auto con meno carburante di quando ci è stata consegnata (oltre al costo del carburante mancante, solitamente gravato di una maggiorazione, si pagherà un’extra per l’operazione di rifornimento)

    Altri extra poco simpatici sono la consegna o la riconsegna fuori dall’agenzia con la quale stipuliamo il contratto: farci consegnare l’auto da un’addetto al nostro hotel, o riconsegnarla in una stazione di noleggio differente da dove l’abbiamo presa può costarci degli extra salati, che nel caso ci fossero indispensabili è bene concordare in anticipo.

    Anche la riconsegna fuori dall’orario di apertura della filiale può essere un’incognita: sebbene sia possibile riconsegnare le chiavi in un’apposita cassetta, dovremmo fidarci dell’operatore per la constatazione di eventuali danni o livello di carburante alla riconsegna, non essendo presenti non potremmo contestare in caso di situazioni dubbie.

    Ad ogni modo, tenendo gli occhi bene aperti e muovendoci per tempo su internet, si riesce a noleggiare un’auto veramente con pochi soldi (anche meno di 20 euro al giorno per un’utilitaria a chilometraggio illimitato), e questo può fare la differenza nel costo totale del nostro viaggio.

     

     

     

  • Viaggiare risparmiando: l’albergo

    Come detto in un precedenza , l’avvento delle compagnie low cost ha portato sensibili risparmi sul costo dei viaggi: sia perchè generalmente , pur considerando qualche rinuncia, i prezzi dei biglietti con queste compagnie sono più economici, sia perchè hanno stimolato la concorrenza, costringendo le compagnie tradizionali ad abbassare i prezzi e a fare pure loro tariffe scontate.

    Ma un viaggio non è solo un biglietto aereo, quindi si puo risparmiare anche su altre voci.

    E la prima su tutte è il soggiorno: a meno di non avere qualcuno che ci ospita come un amico un parente o un couchsurfer ( per chi non lo sapesse il couchsurfing è un servizio di scambio gratuito di ospitalità) avremmo necessita di un posto per dormire a pagamento.

    Le soluzioni sono tante, dall’ostello , all’affitto di appartamenti, dal bed and breakfast all’hotel più o meno lussuoso (in certe città ce ne sono alcuni semi-automatizzati, che funzionano come le compagnie aeree low cost): ma anche qui con l’uso della rete e di un po’ di esperienza si possono fare risparmi interessanti.

    Uno dei trucchi è quello di muoversi per tempo, specie se ci occorre una camera in un periodo richiesto (alta stagione o in occasione di eventi, partite o concerti importanti): anche se la meta è una grande città dove gli hotel non mancano, prenotando troppo a ridosso si rischia di trovare brutte sistemazioni , sia come qualità della struttura che di distanza dal centro, e sopratutto prezzi poco economici:  trovare una topaia a mezzora dal centro al prezzo di un 4 stelle centrale potrebbe rovinare la qualità della nostra vacanza!

    Ma se proprio non siamo riusciti a prenotare con il giusto anticipo non disperiamo: anche il last minute può dare buone possibilità, esistono siti specializzati e addirittura delle app per lo smartphone (per esempio Blink o Airbnb) che permettono di comprare all’ultimo secondo e a prezzi scontati le camere rimaste invendute: il problema piuttosto è che non abbiamo la certezza che ci sia disponibilità nelle date e nelle zone di nostro interesse.

    Per trovare  il prezzo migliore basterà aiutarsi con i comparatori di hotel: questi siti specializzati (come ad esempio Kayak, Trivago o Google Hotel Finder) metteranno a confronto sia i siti degli alberghi o delle catene alberghiere, sia le agenzie di viaggio online che i siti specializzati in vendite di camere di hotel a prezzo scontato (a volte questi siti prevedono scontistiche molto importanti a fronte di pagamenti anticipati, specie in presenza di offerte non rimborsabili), permettendo di trovare non solo il prezzo migliore per una sistemazione , di una determinata categoria, in una determinata città (e magari quartiere) e data, ma confronterà i prezzi per ogni singolo albergo, permettendo di risparmiare anche sul nostro eventuale albergo preferito.

    Il prezzo ovviamente non è tutto, potremmo aver trovato un albergo a pochi spiccioli, ma se fosse sporco, rumoroso, distante dal centro, mal collegato coi trasporti pubblici, non adatto a viaggi con bambini, disabili o animali domestici? Che ne sappiamo se non fosse disponibile o funzionasse male il wifi , se manca il servizio ristorante o il personale fosse scortese, se la zona fosse malfamata e pericolosa? Per scoprire queste magagne o per evitare sorprese (che potrebbero anche essere gradite, come degli omaggi in camera, un aperitivo gratuito nella hall, le mappe o l’abbonamento ai mezzi compreso nel prezzo, una cucina particolarmente soddisfacente o tante altre…) basta aiutarsi con le opinioni di chi ha già soggiornato in quella struttura.

    Forum di viaggi e siti di recensioni specializzate (come il famosissimo TripAdvisor, Zoover o anche quelle lasciate sui siti delle agenzie di viaggio) ci vengono in aiuto, raccontandoci le esperienze di chi c’è già passato prima di noi.  Anche qui però è importante fare un distinguo, a volte le recensioni possono essere pilotate nel male o nel bene: recensioni troppo compiacenti potrebbero essere state messe dal personale dall’albergo, cosi come un piccolo problema può essere stato ingigantito sulla recensione a causa di qualche diverbio con la struttura: ciò significa che non bisogna fidarsi ciecamente: anche le recensioni vanno sapute leggere, generalmente un’opinione è veritiera quanto più è comune alla maggioranza dei commenti.