Autore: admin

  • Arriva il prime day 2023

    Arriva il prime day 2023

    Come tutti gli anni Amazon a luglio festeggia gli abbonati al proprio servizio Prime con due giorni di offerte speciali dedicate, ai quali riserva una sorta di black friday estivo.

    E come per il black friday ci sono 48 ore di offerte molto convenienti, alcune a tempo disponibili solo per poche ore ed altre che durano per l’intero periodo della promozione.

    Non mancheranno come al solito le offerte dei dispositivi Amazon come i vari assistenti virtuali Echo, gli e-reader Kindle, Echo Auto, i dispositivi per lo streaming Fire Tv, il Fire tablet, o le linee Blink e Ring per la domotica e la sicurezza o ancora le offerte per i prodotti ricondizionati di Amazon Seconda Mano, quello che un tempo era conosciuto come Amazon Warehouse.

    Inoltre non mancheranno le solite offerte sui prodotti tecnologici, ad esempio questo evento così come il black friday é ideale per acquistare memorie , sia ram che ssd, chiavette usb o schede di memoria e componenti per il pc come cuffie, microfoni, monitor e dispositivi da gaming.

    Ma anche gli amanti della musica troveranno offerte interessanti per cd e vinili, cosi come non mancano elettrodomestici, smartphone, tv e articoli per la casa in offerta, oltre a prodotti e accessori moda, compresi orologi e gioielli.

    L’occasione é ghiotta per acquistare quei prodotti che puntavamo da tempo ma non avevamo ancora deciso di acquistare.

    shopping business money pay

    Ovviamente per partecipare bisogna essere abbonati al servizio Prime, che al costo di 4.99 euro al mese o 49 euro all’anno se pagato in anticipo permette di avere tanti utili servizi : non solo spedizioni rapide e gratuite su tutti gli ordini , offerte esclusive o lo streaming di Prime Video ottimo per gli orfani della condivisione di Netflix, ma anche Prime Music per ascoltare la musica via streaming, Prime Gaming con videogiochi gratuiti e l’abbonamento gratuito ad un canale Twitch, Prime Reading con una selezione di libri digitali gratuiti, Amazon Photos per archiviare le foto del cellulare e, le consegne di Deliveroo Plus gratis per il primo anno.

    E se non siete abbonati o avete disdetto piú di anno fá c’é sempre la possibilitá di abbonarsi gratuitamente per il primo mese ed eventualmente disdire se non siete soddisfatti.

    person using a macbook and holding a credit card

    E poi ovviamente collegarsi l’11 e il 12 luglio sperando che vada in sconto proprio l’articolo che stavamo aspettando, e se magari abbiamo il dubbio che un offerta non sia cosi conveniente possiamo vedere lo storico dei prezzi con un tracker come Keepa o CamelCamelCamel e vedere se é effettivamente il prezzo del prodotto in offerta é davvero piú basso di quanto costasse in precedenza. 

    Voi acquistate su Amazon e attendete questi eventi per risparmiare? Scrivetelo nei commenti!

  • Le limitazioni per i neopatentati

    Le limitazioni per i neopatentati

    Conseguire la patente diventa un passo importante per noi o per i nostri figli, ma quando si è freschi di conseguimento si deve sottostare per i primi tempi ad alcune limitazioni che possono essere importanti per il nostro portafoglio. E la prima che salta all’occhio è la limitazione sulle auto che si possono guidare da soli nel primo anno di conseguimento della patente. 

    Infatti esistono delle limitazioni tra il peso e la potenza dell’auto che limitano la scelta della prima auto, cosa che magari impedisce di utilizzare una macchina giá presente in famiglia. Nel primo anno di patente non si possono guidare auto che superano la potenza di 55 kW per tonnellata, che salgono a 65 in caso di veicoli elettrici o ibridi plugin, oltre ad una limitazione a 70 kW massimi per i veicoli di tipo M1 (i van per trasporto persone) : in pratica rientra la classica utilitaria ma non una vettura sportiva ma neanche un’auto una medio grande con una discreta cavalleria, quindi probabilmente si puó guidare la macchina della mamma ma non il suv del papá, a meno che non si è accompagnati da un guidatore esperto con patente da almeno 10 anni e etá inferiore ai 65, per fare pratica.

    Per conoscere se l’auto è idonea per i neopatentati si puó controllare il libretto dell’auto (calcolando la potenza in kW diviso la tara +75 kg espressa in tonnellate), far riferimento a delle liste presenti su internet o facendo una ricerca inserendo la targa dell’auto interessata sul portale dell’automobilista.

    E le limitazioni non finiscono qui, un neopatentato essendo piú rischioso per le assicurazioni pagherà un premio assicurativo maggiorato anche ereditando la classe assicurativa dai genitori con la legge Bersani.

    E per i primi tre anni ha delle limitazioni per le velocitá massime su autostrade e strade extraurbane, rispettivamente a 100 e 90 km/h, oltre al raddoppio dei punti patente in caso di infrazioni rispetto ad un patentato normale e un tasso alcolemico consentito pari a 0.

    Quindi occorrerá essere particolarmente diligenti alla guida anche perché col raddoppio della decurtazione potrebbero facilmente perdersi tutti i punti della patente costringendo a dover rifare l’esame della patente con ulteriori spese.

    Insomma fare degli errori quando si é freschi di patente , da fare un incidente per imperizia a prendere una multa, può diventare parecchio costoso quindi va fatta particolare attenzione, anche perché il codice della strada tende a stangare maggiormente i patentati di primo pelo.

    Voi ne eravate al corrente? Avete in casa un neopatentato o magari voi stessi siete freschi di patente? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti

  • Divertirsi col retrogaming

    Divertirsi col retrogaming

    Un modo di svagarsi economico e un po’ nostalgico con i videogiochi é il retrogaming: in pratica riutilizzare sui dispositivi attuali dei giochi del passato pensati per le console o per le sala giochi del tempo, che grazie alla potenza dei computer moderni sono in grado di emulare l’hardware dei sistemi del passato senza troppa difficoltá.

    E se si tratta di emulare i sistemi piú datati basta anche un vecchio computer, tablet o cellulare in disuso che puó essere recuperato allo scopo salvandolo dalla discarica al quale magari collegare un controller da pochi euro.

    closeup photography of board game

    Oppure si possono usare dei minicomputer economici che stanno sul palmo di una mano e dal costo di qualche decina di euro, oppure delle consoline portatili o fisse da attaccare alla tv create alla scopo che si possono portare via anche con meno di 50 euro e consentono di giocare in tranquillitá ai giochi prodotti fino agli anni 90 come quelli per la prima playstation, ma anche super nintendo, sega megadrive, sega master system, gameboy e ai cabinati delle sale giochi.

    Tralaltro esistono delle console portatili che riprendono la forma di gameboy, psp o simili che permettono di giocarci in mobilitá per ore con dei controlli che riprendono quelli del tempo, ed essendo basati sull’hardware di un cellulare di fascia bassa hanno costi molto contenuti.

    turned on red and green nintendo switch

    Se poi si vuole alzare l’asticella e giocare a giochi sino agli anni 2000 per intenderci del nintendo 64 , dreamcast, ps2 o simili serve qualcosina di un attimo piú potente, ma si sta abbondantemente sotto i 200 euro di spesa per una console portatile dedicata.

    Se poi si vuole il top e sopratutto giocare anche coi giochi attuali si puo utilizzare una delle console portatili moderne come la steam deck o la asus rog ally che sono dei veri computer da gaming moderni da usare nel palmo di una mano, ma bisogna mettere di spendere non meno di 400 euro.

    In alternativa si può riutilizzare una console moderna come xbox one, series s o ps vita e installarci gli emulatori sfruttando i controller esistenti, oppure come detto utilizzare il nostro tablet android o ancora meglio il nostro attuale pc affiancandogli un controller e sfruttare la potenza di calcolo moderna per arrivare ad emulare anche console piu moderne come nintendo switch, xbox 360 e ps4.

    Ma si tratta di una cosa legale? In realtá si tratta di una zona grigia, a seconda di come si interpretano le leggi potrebbe anche essere vista come pirateria, specie se il gioco é ancora disponibile per la vendita, ma se si tratta di giochi ormai abbandonati da anni, magari di case ormai defunte e a maggior ragione se si possiede il gioco originale per la console del tempo la cosa è tollerata, diverso è se parliamo di un gioco che nonostante qualche anno alle spalle è ancora disponibile per la vendita nei negozi come alcuni titoli nintendo.

    man in yellow crew neck t shirt riding a motorcycle arcade game

    Ma come si trovano le rom dei giochi? Beh in rete é pieno di siti specializzati dove downloadare facilmente i nostri giochi preferiti e a volte anche i bios necessari a taluni emulatori per funzionare, e basta una veloce ricerca su google per trovarli, spesso addirittura recuperabili sotto forma di compilation che ricordano quelle in vendita nelle edicole fino ad una trentina d’anni fa.

    Se poi il gioco è datato il peso è veramente limitato quindi nel giro di qualche secondo avrete scaricato tanti giochi, ma se si parla di titoli dagli anni 90 in poi il peso, e quindi anche lo spazio sugli dischi o sulle schede di memoria diventa piú importante da gestire, quindi necessita di qualche accorgimento se si usano sistemi di emulazione con poco spazio disco.

    Ad ogni modo rigiocare ai giochi che ci hanno fatto divertire quando eravamo ragazzi é una cosa senza prezzo, e sicuramente vale la pena smanettare un pó per rigiocarli, o in alternativa comprare una delle consoline cinesi giá pronte con a bordo di fabbrica migliaia di giochi al prezzo di una cena.

    Voi giocate con i retrogames? Avete una console dedicata, o preferite quelli moderni? Scrivetelo nei commenti.

  • Come viaggiare in tempi di aumenti

    Come viaggiare in tempi di aumenti

    Ormai dopo la pandemia viaggiare é diventato molto piú costoso e quei viaggetti low cost tutto compreso al prezzo di una cena al ristorante sono ormai un lontano ricordo, e anche un solo volo in una capitale europea sta diventando un lusso: non siamo arrivati ancora ai livelli di trent’anni fa dove un volo in una capitale europea non costava meno delle attuali 600 euro ma ci stiamo avvicinando.

    E anche alberghi e ristoranti sono diventati parecchio piú cari, vuoi perché si é ridotta la concorrenza in quanto tante attivitá non hanno resistito ai vari lockdown e vuoi perché i costi di materie prime e energia sono schizzati alle stelle, e ovviamente questi aumenti si sono riverberati sui prezzi.

    Questo significa dover fare molta piú attenzione nella pianificazione dei nostri viaggi e nello spendere il budget a nostra disposizione se non si vuole rinunciare alle nostre vacanze.

    woman walking on pathway while strolling luggage

    E la parola d’ordine é pianificare per tempo, senza lasciare all’ultimo momento la scelta di mezzi di trasporto e alloggi, e non parlo solo dell’aereo e dell’albergo  ma anche della navetta dall’aeroporto o l’autonoleggio: prenotando per tempo si possono risparmiare cifre importanti e magari compensare qualche inevitabile aumento.

    Nulla poi vi vieta , se avete scelto delle tariffe rimborsabili di cambiare idea e magari approfittare di una tariffa last minute comparsa sotto data, anche se generalmente le offerte piú vantaggiose prese per tempo non sono rimborsabili né modificabili.

    Altro suggerimento è quello di utilizzare i comparatori di prezzo per voli , autonoleggi e hotel cercando chi vi propone il prezzo migliore, ma non fermatevi alla prima ricerca.

    person pointing a location on the map

    Infatti i prezzi sono molto ballerini e variano in base anche a quando e da dove é stata fatta la ricerca, quindi teoricamente si riesce a risparmiare qualcosa quando meno gente cerca quel volo o quella sistemazione, ad esempio è piú probabile che i prezzi siano piú bassi nelle serate infrasettimanali dove ci saranno meno richieste dagli uffici o dai turisti che solitamente fanno le ricerche nei weekend.

    Inoltre se faceste la stessa ricerca da un paese diverso, piú povero o raramente interessato a quella destinazione potreste ottenere prezzi piú bassi, magari grazie anche a un cambio piú favorevole, in tal caso potreste utilizzare una vpn e a localizzarvi in un paese straniero per capire se si risparmia qualcosa.

    Altro suggerimento , se stiamo puntando quella destinazione da un po di tempo è rifare la stessa ricerca anche in modalitá incognito del browser, per ingolosire i clienti potrebbero esserci dei prezzi piú vantaggiosi alla prima visita del sito rispetto a chi visita spesso, o anche trovarsi con piccoli aumenti pensati per mettere fretta agli utenti indecisi che tornano sulla pagina e che sono spinti a comprare prima che aumenti ulteriormente.

    woman taking pictures of ruins

    E soprattutto una volta individuato l’hotel, il volo o l’autonoleggio piú economico andiamo a fare la stessa ricerca nel sito dell’hotel o della compagnia, probabilmente troveremo un prezzo piú basso in quanto le varie piattaforme online non possono piú pretendere l’esclusiva sul prezzo piú basso, quindi teoricamente prenotando direttamente alla fonte non si paga la commissione che la piattaforma richiede alla struttura e che quindi potrá essere scontata dal prezzo finale.

    Ricordiamoci poi che il prezzo varia tantissimo a seconda della richiesta: in caso di eventi, mete gettonate, periodi di punta i prezzi possono variare sostanzialmente , se le date a nostra disposizione sono fisse magari cerchiamo una destinazione meno inflazionata mentre se vogliamo proprio vedere quella località magari cerchiamo in una diversa data: se coincide con una fiera o un evento i voli e hotel saranno pieni facendo lievitare i costi, magari anticipando o posticipando anche solo di una settimana si rischia di spendere la metá.

    Ma quando é il momento giusto prenotare un volo? Non esiste una risposta univoca, perché ci sono tanti fattori da considerare, sicuramente fuori dai periodi di punta, è meglio non troppo in anticipo per non perdersi la possibilità di accedere a delle offerte: mediamente 3-5 settimane prima sui voli a corto raggio e 5-6 mesi prima su quelli internazionali sono un buon compromesso per risparmiare, sempre che come detto le date non coincidano con eventi o periodi di punta: in quel caso meglio prenotare prima possibile perché i prezzi non potranno che aumentare. Sicuramente quello che é da evitare , sopratutto con le low cost, é prenotare all’ultimo momento dato che i prezzi saranno notevolmente piú alti della media visto che le compagnie approfittano di chi non può fare a meno di prendere quel volo.

    Nella pianificazione dei voli é bene tenere a mente che orari e giorni della settimana o aeroporti meno comodi costano meno, quindi un volo che parte all’alba e/o da un aeroporto secondario generalmente costerá meno di un volo in orario comodo che evita la levataccia e che parte dall’aeroporto principale che potete raggiungere direttamente con la metro.

    tourist in front of hungarian parliament building

    Ulteriore consiglio è approfittare delle offerte stagionali , generalmente lanciate quando la gente ha meno soldi da spendere dopo eventi o festività, o al lancio di nuove rotte. 

    Prima di partire informatevi in anticipo dei costi , sia per evitare truffe, sia per trovare delle soluzioni per pagare meno o suddividere le spese, cercate se sono disponibili delle tessere per risparmiare sui trasporti e sugli ingressi ai musei , informatevi prima su come e dove mangiare in maniera economica evitando il primo posto che capita o le trappole per turisti dove oltre a mangiare male vi fanno il colletto : magari spostandosi di 200 metri in una traversina troverete qualitá migliore e prezzi piú economici, forse pure frequentato dalla gente del posto.

    Procuratevi in anticipo delle guide,  sia quelle che si comprano in libreria, che hanno il vantaggio di non scaricarsi e di non consumare traffico dati, oppure quelle gratuite e aggiornate che si trovano su internet e utilizzabili tramite lo smartphone, il tablet o un ebook reader o tramite dei pdf che nel caso potrete stampare, magari coadiuvate da mappe e opuscoli reperibili gratuitamente negli uffici turistici.

    Insomma per viaggiare risparmiando la chiave è partire informati, organizzandosi in anticipo.

  • I bancomat stanno scomparendo?

    I bancomat stanno scomparendo?

    Se avete di recente avuto necessitá di prelevare soldi al bancomat o anche solo di fare un’operazione allo sportello automatico della banca ve ne sarete accorti: stanno sparendo non solo le filiali delle banche ma anche i terminali bancomat.

    E se la cosa è una scocciatura per chi vive in cittá, può diventare un problema per chi vive in un paesello, costretto a mettersi in macchina e fare chilometri solo per ritirare dei contanti o fare un versamento.

    person pressing keys of an atm

    Se aggiungiamo il fatto che le grandi banche stanno riducendo pesantemente le reti commerciali, e banche che erano presenti capillarmente in tutti i quartieri si stanno riducendo a giusto un paio di filiali per provincia la cosa si fá pesante: significa rischiare di dover fare anche 200 km e soprattutto perdere almeno mezza giornata per un’operazione bancaria che non è possibile fare online, come ad esempio incassare un assegno o fare un versamento.

    E se nei capoluoghi di regione seppur con tanti accorpamenti magari qualche filiale per il momento si salva ancora , giá in molti capoluoghi di provincia meno popolosi o meno ricchi potreste non trovare piú la vostra filiale di riferimento magari accorpata a quella di un’altra provincia o regione, figuriamoci quello che accadrá nei piccoli centri.

    E le cose andranno sempre peggio, soprattutto al centro e sud italia dove è meno conveniente per le banche tenere aperte le filiali, creando disparità nel territorio.

    person deposits money on an atm

    Ma perché le banche hanno deciso questo comportamento? Principalmente per ridurre le spese di affitto e personale, anche in considerazione che molte operazioni ormai possono essere fatte online, ma anche per limitare l’uso del contante, dove non possono ricevere delle commissioni sul loro utilizzo, al contrario di un’operazione fatta con le carte o per via telematica.

    Il problema peró diventa di fruizione dei servizi bancari, e non solo riferiti alla banca ma proprio in generale, perché anche se cambiassimo banca , con annessi costi e problematiche, per trasferire il conto in una che ha mantenuto la filiale nella nostra zona non é detto che da qui a qualche mese anche la nuova non fará la stessa fine della precedente, visto che la riduzione delle filiali è stato previsto ormai da tutti gli istituti bancari. 

    man using atm machine at night

    Ma il problema piú grande sono i bancomat, che ormai con le funzioni evolute potevano sopperire alla mancanza di una filiale bancaria effettuando in autonomia molte delle operazioni di sportello, ma se la filiale chiude quasi sempre chiude anche lo sportello automatico.

    E questo significa che se in zona resta solo il bancomat di una banca concorrente a parte non accedere ai servizi evoluti dovremmo pagare pure una commissione sul prelievo, ma anche qui le cose sono destinate a cambiare , ma in peggio.

    Infatti proprio a causa del mutamento del mercato è prevista una revisione del funzionamento degli sportelli bancomat che a tendere porterá a dover pagare sempre l’operazione allo sportello automatico anche se utilizzassimo quello della nostra banca, questo perché scomparirebbe il concetto della compensazione delle operazioni tra banche quando uno sportello automatico effettua il servizio per conto di una banca concorrente, facendo sempre pagare l’operazione alla banca concorrente si rivarrá sul cliente, e dato che l’attuale commissione interbancaria non remunera i costi vivi questa aumenterá in maniera significativa non consentendo alla banca di assorbirne i costi: in pratica cornuti e mazziati.

    a person holding an atm card while typing on her laptop

    E per proteggerci dalla situazione quello che possiamo fare é poco, magari per un periodo ci possono venire in aiuto gli uffici postali che generalmente sono molto capillari o le piccole banche locali fintanto che non saranno aggregate a gruppi piú grossi.

    Oppure per quelle operazioni che non si possono fare online alcune banche si stanno organizzando per utilizzare la rete di tabaccai, punti di spedizione, supermercati e centri scommesse per fare quelle operazioni che richiedono una presenza fisica.

    bank blur business buy

    Sicuramente peró la fruizione dei nostri soldi diventa molto piú complicata, soprattutto per chi ha una certa etá ed è poco avvezzo alle tecnologie, ma anche chi è smart si troverá sempre piú problemi soprattutto quando si esce dalla propria confort zone, magari perché si è fuori zona o in vacanza e potrebbe diventare un problema anche solo pagare il conto di un acquisto specie se il terminale del negozio è fuori uso o non legge la nostra carta.

    In pratica usare i nostri soldi diventerá piú complesso e costoso. Voi cosa ne pensate? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti.

  • Arrivano le lampadine led omologate per uso stradale

    Arrivano le lampadine led omologate per uso stradale

    É arrivata una novitá per chi in auto monta le lampadine alogene e vorrebbe sostituirle con quelle a led, operazione che era vietata dalla normativa vigente e che quindi era soggetta ad una multa nel caso veniste fermati da un controllo.

    Esistono giá da qualche anno delle luci a led che possono essere aggiunte in aftermarket, ma si tratta solo di luci diurne che richiedono il montaggio da parte di un installatore autorizzato, il rispetto di alcune regole tecniche e un pó di burocrazia.

    Ed esistono anche delle soluzioni retrofit non omologate dove si puó cambiare la lampadina alogena con quella a led , aggiungendo nel caso un sistema di raffreddamento e a volte una piccola centralina per adattarli all’impianto elettrico della macchina ed evitare sfarfallamenti, ma hanno un grosso problema in caso di controllo delle forze dell’ordine o revisione: non sono omologate, quindi si rischia una multa in caso di fermo o di non passare la revisione, quindi possono essere utilizzate legalmente solo in strade private o in pista ma non su strade aperte al pubblico.

    La novità invece è che sono iniziate a comparire sul mercato delle lampadine a led che possono essere sostituite a quelle alogene tipo H7 o H4 in maniera legale in quanto omologate. Anche in questo caso c’è un minimo di burocrazia da seguire, e soprattutto va verificato prima dell’acquisto se esiste l’omologazione per la nostra auto, ma nulla di impossibile e soprattutto è un qualcosa che si puó fare in autonomia senza passare da un’officina o senza dover riomologare l’auto.

    Infatti una volta verificato presso il produttore della lampadina che la nostra auto sia compatibile, e non sempre nonostante la macchina possa fisicamente montare quel modello esiste l’omologazione, e che il numero di omologazione del faro corrisponda all’elenco del produttore si puó acquistare la lampadina e gli eventuali accessori richiesti per quello specifico faro.
    Una volta installate basterá scansionare un codice QR presente nella scatola delle lampadine e inserendo alcuni dati si potrá scaricare un certificato di omologazione specifico per il faro della nostra auto da conservare insieme ai documenti dell’auto e da esibire in caso di controllo.

    Da notare che i produttori utilizzano un’omologazione tedesca che a seguito di disposizioni comunitarie europee deve essere recepita anche in Italia, ma non é escluso che dobbiate avere da discutere con l’agente  in caso di controlli, quindi è bene essere ben informati sulle normative prima di affrontare la spesa, dato che a differenza di quelle non omologate o di quelle alogene il costo non è indifferente.

    Ovviamente il costo importante di queste lampadine oltre a pagare l’omologazione, ripaga anche la qualitá e la tecnologia che c’è dietro oltre al blasone della casa, infatti la maggiore sicurezza dovuta da una maggiore visibilitá e la maggior durata rispetto ad una alogena tradizionale, ma anche ad un prodotto economico non correttamente raffreddato ripaga la spesa.

    Sta poi a noi decidere se è il caso di investire un centinaio di euro per una coppia di lampadine per la nostra auto o continuare ad usare quelle classiche, ma è comunque un’opzione in piú se preferiamo quelle a led rispettando le regole e senza dover cambiare auto.

    Voi le utilizzate? Stavate pensando di montare luci a led nella vostra automobile? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti.

  • E’ arrivata la fine della condivisione di Netflix

    E’ arrivata la fine della condivisione di Netflix

    Una soluzione molto diffusa tra gli utenti Netflix è stata la condivisione delle password con amici o parenti per divedere la spesa e consentirci di godere di uno dei piú amati servizi di streaming ad un costo contenuto.

    Questa modalità che a differenza di altri servizi concorrenti é sempre stata tollerata da Netflix e permetteva di far conoscere il servizio a tanti utenti, evitare la pirateria e soprattutto manteneva attivi degli utenti che sfruttando poco il servizio non avevano interesse ad abbonarsi a prezzo pieno.

    man and woman sitting on a couch in front of a television

    Purtroppo le avvisaglie che le cose sarebbero cambiate circolavano da tempo, con l’aumento del prezzo dei piani che permettevano la condivisione e con il lancio della versione con pubblicitá che permetteva di avere un account non condiviso a poco piú di quanto costava dividere la spesa di un abbonamento premium.

    Ma ora anche in Italia , dopo essere approdata in altri paesi, arriva la mannaia, infatti viene ora lanciato anche da noi il concetto di utente extra a pagamento: chi usufruisce del servizio fuori dall’abitazione del titolare dell’abbonamento deve pagare 5 euro in piú per ogni utente, e sono possibili solo 2 utenti extra sul piano premium, e uno solo sul piano standard.

    Television screen with Netflix logo

    Questo significa che condividere l’abbonamento non sará tecnicamente impossibile ma diventa molto meno conveniente, dato che il piano più costoso potrá ora essere condiviso con massimo 3 utenti anziché 4 , e aggiungendo il costo del nuovo balzello significa che condividere il premium costerá piú non solo del piano con la pubblicità, ma anche del piano base: in pratica ha senso solo se tutti gli utenti hanno necessitá di usare il 4k.

    Se si va a condividere il piano standard , che permette solo 2 condivisioni e non ha il 4k, balzello incluso si spenderebbe a testa piú del pacchetto base e la differenza sarebbe avere il full hd anziché l’HD standard, ma va considerato che potrebbe convenire addirittura il piano con la pubblicitá che costa ancora meno e ha già il full hd incluso , anche se perde la possibilitá di scaricare i contenuti sul dispositivo, oltre a rinunciare a qualche contenuto esclusivo delle versioni senza pubblicitá.

    app entertainment ipad mockup

    Insomma la convenienza di condividere l’abbonamento diventa molto scarsa, a meno di non voler sfruttare la migliore risoluzione degli abbonamenti piu costosi, ma questo significa anche che un utente che usava il servizio raramente difficilmente vorrá pagare un abbonamento a prezzo pieno sapendo di non usarlo, quindi se chi lo usa assiduamente passerá probabilmente ad un piano piú economico, magari quello con la pubblicitá, molti chiuderanno l’account, eventualmente riattivandolo sporadicamente solo quando dovesse uscire qualcosa di imperdibile, cosa che ha portato Netflix a perdere un numero considerevole di abbonati nei paesi dove ha giá introdotto questa politica.

    Tralaltro queste nuove regole disturberanno anche chi ha una seconda casa, perché potrebbero rilevare la casa al mare come nuovo nucleo domestico e richiedere il pagamento della tariffa extra, anche se fintanto che si usa netflix da un device mobile e non attaccato ad una tv per il momento non dovrebbe essere richiesto il balzello.

    netflix on an imac

    Alla fine della fiera per molti significherà rassegnarsi a pagare di piú, ad altri ad abbandonare Netflix per approdare ad un servizio concorrente o per ritornare magari alla pirateria che grazie ai bassi costi della condivisione era passata di moda.

    Voi siete abbonati a Netflix? Vi é arrivata la mail dove vi comunicano la nuova politica? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti!

  • Non tenere fermi i soldi nel conto

    Non tenere fermi i soldi nel conto

    Con l’inflazione alle stelle nasce un effetto collaterale per i nostri risparmi fermi in banca: perdono di valore in maniera importante.

    Infatti fintanto che inflazione e tassi di interesse erano bassi tenere i soldi fermi poteva avere un senso per proteggersi da investimenti sbagliati visto che le obbligazioni avevano raggiunto tassi negativi, ma ora che i prezzi aumentano quello che possiamo acquistare con i nostri soldi sul conto sará meno di quello che potevamo acquistare 6 mesi fá e fra 6 mesi potremo acquistare ancora meno merce, quindi se vogliamo fare in modo di non perdere il nostro potere d’acquisto dovremmo fare in modo che i nostri ipotetici 1000 euro diventino magari 1100 per poter comprare la stessa quantitá di beni di quando li abbiamo versati nel conto.

    Per fare questo dobbiamo investirli in qualche modo, e coi tassi che salgono ritorna conveniente pensare a delle obbligazioni che permettono di investire avendo una certa sicurezza, soprattutto in un periodo dove l’economia tenderá a ristagnare per via di inflazione, guerre e fratture geopolitiche che potrebbero rendere pericolosi certi investimenti sull’azionario se non fatti con i giusti criteri. 

    Ma esistono anche altre opzioni per investire i propri denari che potrete valutare con il vostro consulente finanziario, l’importante é non tenerli fermi evitando peró dall’altro canto di fare scelte sbagliate per la fretta, visto che si tratta sempre di capitale di rischio che potreste perdere facendo un investimento non corretto.

    Anche se proprio in periodi di crisi sapendosi muovere bene, con un pó di pelo sullo stomaco si possono fare i maggiori profitti, magari assumendosi un pó piú di rischio del solito potreste comprare basso un titolo con potenziale che al momento si è deprezzato ma che magari nel giro di qualche anno ritornerá ai suoi valori massimi.

    Se coi tassi alti investire ha senso, diventa di contro poco conveniente indebitarsi motivo per cui contrarre un mutuo o un finanziamento è diventato particolarmente costoso , cosa che sta creando problemi a chi aveva contratto un mutuo a tasso variabile e che ora si vede le rate lievitare.

    Ma in quel caso rinegoziare il mutuo potrebbe rivelarsi una fregatura soprattutto se ci mancano pochi anni per estinguerlo, visto che sui piani di ammortamento gli interessi sono i primi ad essere pagati fare una surroga potrebbe significare riniziare a pagare tanti interessi in un momento dove i tassi sono alle stelle, quindi potrebbe avere piú senso stringere i denti sperando in tempi migliori.

    Chi invece aveva un mutuo a tasso fisso dorme relativamente tranquillo perché non è interessato dal problema, anzi potrebbe recuperare una fetta di potere d’acquisto persa con l’inflazione grazie al tasso di interesse piú basso di quello attuale di mercato, con l’unico rischio di poter perdere il proprio introito a causa della crisi.

    Insomma in periodi di magra come questi bisogna fare molta piú attenzione del solito e trovare delle strategie per difendere il proprio potere d’acquisto, non potendo piú permetterci il lusso di stare fermi.

    Voi cosa ne pensate? Come avete pensato di investire i vostri soldi? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti,

  • Le spese impreviste degli acquisti dall’estero

    Le spese impreviste degli acquisti dall’estero

    Quando acquistiamo un prodotto dall’estero bisogna sempre stare attenti ad un fattore che puó riservare sgradite sorprese, i costi doganali. Infatti quando si acquista fuori dalla comunitá europea, indipendentemente dal valore della merce vá pagata l’IVA ed eventuali dazi, anche se si tratta di un regalo o di un invio non commerciale. 

    Fino a qualche tempo fa esisteva una franchigia per prodotti di scarso valore che é stata eliminata, per la quale quando acquistavamo il prodottino da pochi euro da fuori europa magari aspettavamo qualche mese per la consegna ma nulla era dovuto al postino che ci recapitava la merce.

    Ora come detto non c’è scampo e quindi qualunque sia il valore della merce l’IVA va pagata, con la differenza che per articoli di valore inferiore ai 150 euro puó essere riscossa in anticipo dal mittente, in modo che non saremo costretti a pagare la tassa al postino, accelerando i tempi di consegna in quanto pagandola a monte si saltano i controlli doganali e si risparmiano i costi amministrativi per la gestione degli oneri doganali richiesti dalle poste o dal corriere che ci recapita il pacco, che possono variare dai 2 ai 15 euro.

    Il problema è che si rischia di pagare l’IVA due volte o anche piú, in quanto il sito estero dove acquistiamo e al quale anticipiamo l’IVA spesso fá da tramite con un venditore terzo che si occupa di spedire la merce e se questo non compila correttamente la documentazione, una volta che il pacco arriva in Italia verrá comunque sdoganato e quindi dovremmo pagare per una seconda volta IVA e diritti doganali al postino, e quindi oltre a trovarci la sorpesa alla consegna della merce dovremo anche romperci le scatole per cercare di farci restituire l’IVA pagata due volte, cosa non semplice perché il postino probabilmente non ci rilascerá una ricevuta , senza la quale sará difficile farci rimborsare dal venditore o dalle poste.

    Ma potremmo pagare l’IVA ancora una volta in piú, visto che in teoria non dovremmo pagare quella del paese di origine ma solo quella di destinazione e non sempre questo avviene, ma soprattutto se l’acquisto ci viene spedito in due colli separati, e magari se n’è perso uno e ci viene rispedito o se banalmente ci é arrivato guasto e abbiamo chiesto una sostituzione, il rischio di dover pagare l’IVA al postino una seconda volta anche se non dovuta non è così raro, anche perché difficilmente uno vorrá perdere ore al telefono tra mail e call center o uffici postali per farsi rimborsare magari 10 euro di tasse non dovute.

    E proprio per questo che quando facciamo acquisti da fuori europa, dobbiamo mettere in conto queste scocciature e spese extra anche se formalmente non dovute, oltre a mettere in conto i lunghi tempi di consegna , specie se con spedizioni economiche e soprattutto la gestione della garanzia, dato che rispedire a nostre spese un prodotto guasto puó costarci molto di piú del valore della merce.

    Ma a volte la scelta è obbligata o quasi dal fatto che il prodotto si trova solo all’estero o che costa sostanzialmente meno che dalle nostre parti anche considerando un 30% in media di spese extra per lo sdoganamento.

    Sui tempi di consegna poi dipende dalla logistica utilizzata, i grandi store cinesi ormai riescono a spedire dalla Cina anche in una settimana senza ricarichi sul prezzo e senza dover pagare sostanziosi extra per la consegna rapida via corriere, mentre magari rischiate di attendere uno o due mesi per un pacchetto in arrivo dall’Inghilterra che invece è lì dietro l’angolo.

    Attenzione infatti agli acquisti dal Regno Unito, nonostante geograficamente si trovi in Europa dopo la Brexit gli acquisti sono soggetti al pagamento di IVA e dazi alla pari di acquisti fatti in Cina , Giappone o Stati Uniti, con l’aggravante di un servizio postale tra i meno efficienti, cosa che potrebbe rendere poco conveniente un acquisto che sulla carta sembra un affare.

    Insomma alla fine spesso è meglio rivolgersi a venditori europei, facendo attenzione ai costi di spedizione e che il prodotto sia effettivamente in Europa e che il venditore non stia facendo dropshipping dalla Cina, cosa che ci porterebbe alle stesse problematiche di un acquisto extra comunitario. 

    Voi acquistate spesso da fuori Europa? Vi sono capitate disavventure con la dogana? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti

  • Riparare l’aspirapolvere cambiando i filtri

    Riparare l’aspirapolvere cambiando i filtri

    Sarà capitato anche a voi che una vecchia aspirapolvere iniziasse a fare parecchio rumore e ad aspirare meno e che a causa di questo abbiate valutato di rottamarla.

    In realtá probabilmente non c’è n’é bisogno, infatti la soluzione sta nel fare un minimo di manutenzione all’apparecchio, cosa che é alla portata di tutti tanto che spesso è una procedura indicata nel manuale di uso e manutenzione che magari è finito buttato insieme alla scatola dell’apparecchio.

    Ma se si tratta di un apparecchio non troppo raro o antico non è impossibile reperire il manuale su internet, se non del modello preciso di uno molto simile, cercando il codice dell’apparecchio indicato nella targhetta adesa all’aspirapolvere.

    E marca e modello dell’apparecchio ci serviranno anche per reperire eventuali ricambi , perché la causa di questi problemi di anzianità dipendono generalmente dai filtri.

    Infatti la prima cosa da fare é una volta staccato l’apparecchio dalla corrente procedere a svuotare i vari serbatoi dello sporco e dare una pulizia interna il piú accurata possibile, magari aiutandoci con uno straccio e un pennello e se si tratta di un modello con sacchetto a sostituirlo con uno nuovo, ma soprattutto prima di rimontarlo arrivare ai filtri dell’apparecchio che a seconda dei modelli possono essere piú di uno, anche quattro o cinque, posti in differenti posizioni, che vanno rimossi, puliti o sostituiti.

    Infatti a seconda dell’apparecchio ci saranno in posizioni generalmente nascoste, dei filtri che possono essere riutilizzabili, per i quali basta una pulita, lavabili che necessitano di una pulizia sotto l’acqua corrente e di essere asciugati per alcune ore prima di essere rimessi in posizione e di quelli monouso, come i classici filtri HEPA in carta lamellare che andrebbero cambiati dopo alcuni mesi di utilizzo.

    Il segreto sta proprio su questi filtri, che vanno puliti regolarmente e quando iniziano ad avere una certa etá  se l’apparecchio continua a zoppicare vanno sostituiti.

    Per reperirli, una volta individuato marca e modello dell’apparecchio ci si puó rivolgere a un ricambista di elettrodomestici o a internet, banalmente sia su siti specializzati che su amazon, ebay o aliexpress facendo una ricerca per il codice dell’apparecchio o del filtro e confrontando la foto del ricambio con l’originale ormai esausto.

    E una volta cambiato probabilmente il problema si risolverá con una spesa di pochi euro, che varieranno a seconda del tipo di filtro, della marca dell’apparecchio e dalla scelta di un ricambio originale o di uno compatibile.

    Volendo risparmiare ancora un pó, magari perché vogliamo provare a salvare un prodotto giá destinato alla discarica possiamo ordinare il ricambio su aliexpress direttamente dalla Cina, se si tratta di modelli abbastanza comuni é facile che ci sia concorrenza e quindi si riesce a recuperare l’intero set di filtri al prezzo di una colazione al bar, mentre cercandoli in italia bisogna mettere in conto di spendere tra i 10 e i 20 euro, cifra sempre piú bassa che ricomprare una nuova aspirapolvere, e soprattutto si eviterá di creare un rifiuto tecnologico che ha costi non solo per il nostro portafoglio ma anche per l’ambiente.

    Nulla di difficile, né di strano tanto che i manuali stessi indicano come fare, ma con un minimo di sbattimento e con un ricambio dal costo di pochi euro si prolunga la vita dei nostri cari aspirapolvere

    Voi lo sapevate? Cambiate regolarmente i filtri o l’unica operazione che avete fatto all’aspirapolvere è svuotare il serbatoio dello sporco?