Tag: server

  • RAM alle stelle: come l’IA ci sta rubando i componenti elettronici

    RAM alle stelle: come l’IA ci sta rubando i componenti elettronici

    Chi quest’anno ha provato a fare dei preventivi per l’acquisto di un computer se ne sarà accorto: i prezzi stanno aumentando e per alcune componenti in modo veramente significativo. Tutto nasce dalla fame di memoria necessaria per i sistemi di intelligenza artificiale, settore molto sulla cresta dell’onda che paga profumatamente e ha bisogno di quantitá importanti di memoria, sia essa RAM che disco, nel piú breve tempo possibile. 

    Questo significa che i produttori di queste componenti stanno spostando le produzioni dai prodotti per i consumatori a quelli per i server e i data center i cui margini sono ordini di grandezza superiore, riducendo o mettendo in standby la produzione di componentistica consumer il cui guadagno è molto piú limitato, impegnando le fabbriche con le produzioni per le quali si guadagna di piú.

    pexels-photo-34338596.jpeg

    Ma la richiesta è talmente alta che i prezzi si sono alzati al punto che i listini alla produzione che si aggiornavano normalmente una volta all’anno, cambiano giorno per giorno a causa dei rilanci al rialzo fatti dagli utilizzatori professionali, e dai rivenditori che hanno bisogno di fare scorte a un prezzo certo, tanto che ormai fare un preventivo diventa come seguire l’andamento di un titolo in borsa.

    E le case che seguivano sia i mercati professionali che quelli per il consumatore, stanno abbandonando quello meno redditizio, come successo da poco con lo storico marchio Crucial abbandonato dalla casa madre Micron che ha deciso di dedicarsi solo al settore professionale dove i margini sono molto migliori e senza i costi e il personale necessario per gestire il rapporto con i consumatori diretti, o come Nvidia che ha rallentato la produzione delle proprie schede video da gaming per orientare la produzione sui chip per l’IA.  

    Con queste premesse la produzione per il mercato consumer, se contiene delle memorie, è bloccata, quindi le poche scorte a magazzino, per la legge della domanda e dell’offerta schizzano alla stelle.

    Questo significa che a mancare non sono soltanto RAM e dischi SSD ma tutto ciò che contiene memorie, come schede video ma anche cellulari, tablet e persino prodotti di uso casalingo che hanno funzionalitá smart, dalle tv ai sistemi domotici a banalmente a elettrodomestici come frigoriferi o lavastoviglie connessi a internet.

    E se la fame di memoria continua questo porterà anche altre categorie a soffrirne, pensiamo ad esempio alle moderne automobili ormai diventate tablet con le ruote che ne fanno uso.

    Tutto quello che contiene memorie è destinato ad aumentare di prezzo, almeno sino a che il mercato non si stabilizzerá, ma non é l’unico problema.

    Infatti esistono vari tipi di memorie e tecnologie, e se magari quelle meno recenti potrebbero soffrire meno il problema dato che i macchinari, le lavorazioni e i fornitori sono diversi rispetto a quelli all’ultimo grido utilizzate dall’IA, il problema è che visto che i guadagni sono ordine di grandezza superiori i produttori stanno convertendo le produzioni a ciò che richiede il mercato, creando shortage anche sulle tecnologie piú datate che in teoria non dovrebbero soffrire del problema, creando problemi anche a prodotti molto meno tecnologici e comuni che si potrebbero trovare senza componentistica.

    E questo magari va a creare problemi anche a prodotti non particolarmente tecnologici, ma che magari hanno al loro interno componentistica elettronica  prodotta dagli stessi produttori di memorie, che si trovano senza componenti, vista la proritá data alla produzione di memoria,  portando a minore disponibilità e aumenti di prezzo anche a prodotti che in teoria non hanno a che fare con la tecnologie IA.

    Quindi se avete bisogno di un prodotto tech le strade sono due, o ci si fionda ad acquistarlo il prima possibile prima che i prezzi continuino a salire o si mette in standby l’acquisto, presumibilmente per almeno 1-2 anni in attesa che i prezzi si stabilizzano, che scoppi la bolla, o che magari qualche nuovo produttore asiatico decida di entrare sul mercato per colmare il vuoto, rimettendo a posto i prezzi.

    Insomma dopo lo shortage tecnologico della pandemia, ora è l’IA a minare i portafogli di chi deve acquistare tecnologia, dopo un periodo che si era finalmente stabilizzato.

    Voi avete bisogno di acquistare tecnologia e avete trovato rialzi? Pensate di attendere che i prezzi si ristabiliscano o acquisterete prima di ulteriori nuovi aumenti?

  • Enel spegne Homix: i pericoli dei dispositivi connessi

    Enel spegne Homix: i pericoli dei dispositivi connessi

    Quando si acquista un prodotto, un servizio o un dispositivo che necessita di una connessione internet per funzionare significa fidarsi del fatto che il produttore mantenga attivo il servizio a lungo, quantomeno sino ad ammortizzare la spesa sostenuta per acquistare il dispositivo connesso.

    E se si tratta di un servizio puro che non richiede integrazione con un dispositivo fisico, qualora venisse chiuso il danno sará limitato, diverso è se a quel servizio abbiamo collegato dei dispositivi fisici scelti per essere compatibili col servizio, che magari abbiamo pagato profumatamente e che sono destinati a diventare dei rifiuti tecnologici o quanto meno a venire limitati nelle loro funzionalitá.

    Cosa succederebbe se appena scaduta la garanzia il produttore spegnesse i server che lo fa funzionare rendendo inutilizzabile il prodotto pagato profumatamente, costringendovi a sostituirlo con qualcos’altro e mettendo ulteriormente mano al portafoglio? 

    network servers on an enclosure

    Purtroppo non è la prima volta che succede e purtroppo succederá in futuro, specie se il prodotto smette di avere successo, se ha qualche anno sulle spalle quindi diventa anti economico per l’azienda mantenerlo o anche perché magari a seguito di qualche fusione o acquisizione aziendale  la divisione che si occupava del servizio diventa meno prioritaria e quindi finisce per essere chiusa o nella migliore delle ipotesi venduta.

    E se la tecnologia utilizzata é proprietaria non ci sarà modo di utilizzare il nostro dispositivo una volta disattivato il servizio, rendendolo un soprammobile in quanto incapace di collegarsi al server che è stato spento. Diversamente in caso di progetti open source o quanto meno interoperabili con altre tecnologie, magari al costo di un pó di sbattimento e al perdere qualche funzionalitá, magari acquistando qualche adattatore o abbonandosi a un servizio alternativo compatibile si riesce comunque a sfruttare il dispositivo.

    E’ quindi importante scegliere aziende affidabili e che possano garantire un futuro al servizio connesso, e possibilmente scegliere qualcosa che in caso di interruzione del servizio online possa continuare, in qualche modo, a funzionare.

    Ma nonostante ci si affidi a un marchio importante e non ad una startup tecnologica che potrebbe chiudere i battenti da un momento all’altro se dovesse mancare la liquiditá,  ci sono stati importanti esempi di servizi connessi importanti chiusi da un momento all’altro dove nella migliore delle ipotesi é stato fornito agli utenti un piccolo risarcimento per compensare la chiusura del servizio, ma che difficilmente copre i costi e le perdite di tempo di dover trovare, magari in fretta, un sostituito.

    Ricordiamo ad esempio Google Stadia e il suo servizio di videogiochi in streaming, Sonos con il suo sistema audio connesso o Vodafone con i dispositivi connessi di localizzazione, tutti servizi chiusi che hanno lasciato dopo qualche tempo i propri utenti senza l’utilizzo di ciò che avevano profumatamente pagato.

    E dal 1 ottobre 2024 a questa lista si aggiunge EnelX che chiude il suo sistema di domotica chiamato Homix che va ad impattare pesantemente sugli utenti che avevano i loro termostati per caldaia e i sensori nei termosifoni che con la chiusura dei server non potranno piú essere comandati, richiedendo una sostituzione con soluzioni alternative del costo di diversi centinaia di euro, tra l’altro proprio al ridosso del periodo invernale. 

    E considerato che è stato un servizio spinto parecchio nei negozi Enel impatterá parecchio sui consumatori italiani che si erano lasciati convincere da un sistema smart che aveva dei costi vantaggiosi rispetto ad un prodotto tradizionale, che invece non li avrebbe lasciati a piedi a 5 anni dal lancio del servizio.

    Ad onor del vero EnelX sta contattando i clienti per proporre un rimborso parziale dei costi dei dispositivi, ma se cambiare una lampadina o una presa smart ha un costo e una complessitá relativamente sostenibile, intervenire sull’impianto di riscaldamento presuppone l’intervento di un tecnico con costi e tempi non certamente trascurabili.

    Alla fine al danno si aggiunge la beffa che una ditta che faceva della sostenibilità ambientale il perno della propria campagna di marketing, diventa per una sua scelta commerciale essa stessa produttrice di rifiuti tecnologici.

    Voi eravate al corrente della cosa?

  • Il NAS : accedere ai file di casa da tutta la rete

    Il NAS : accedere ai file di casa da tutta la rete

    Parliamo di NAS quella sorta di hard disk di rete utili per condividere dati, documenti ma anche elementi multimediali come foto, musica e video sia all’interno della nostra rete locale che a volte anche all’esterno consentendoci di accedere da remoto a dei file che abbiamo conservato a casa nostra.

    Si tratta infatti di apparecchi che contengono al loro interno uno o più hard disk e che si collegano tramite un cavo ethernet al nostro router internet e non alla classica porta USB. Questo gli permette di essere visti da tutti i dispositivi collegati al nostro router, come computer, tablet, smartphone, smart tv, dispositivi connessi a internet, etc. 

    A seconda dei modelli e delle impostazioni sarà anche possibile rendere visibili i nostri file anche all’esterno della nostra rete impostando delle apposite credenziali d’accesso per accedervi tramite internet.

    Questa modalita’ risulta comoda ad esempio per poter accedere dall’ufficio o in mobilita’ ai file che abbiamo in casa, anche se ci espone a qualche rischio se il nostro dispositivo non dovesse aggiornato o configurato a dovere poiche’ un malintenzionato potrebbe accedere abusivamente ai nostri file.

    Un’altro vantaggio e’ per la sicurezza dei nostri file: gli hard disk contenuti nei nas generalmente sono specifici per questo uso in quanto il nas dovra’ stare sempre acceso per poter condividere i file e quindi i dischi sono progettati per essere accesi per lungo tempo senza avere problemi, al contrario di un disco pensato per un computer che generalmente rimane acceso solo per poche ore al giorno.

    I modelli con piu’ di un disco hanno anche la possibilita’ di fare una doppia copia dei dati di modo che se un disco si dovesse rompere si possa sempre recuperare il contenuto , alcuni hanno anche la possibilita’ di mandare un’ulteriore copia a un server esterno magari in cloud di modo che i dati siano stoccati fisicamente in posto diverso, consentendoci di mettere in pratica la regola del 3-2-1 per salvaguardare i nostri file.

    Si tratta di una regola per la quale , per salvaguardare i nostri dati da ogni genere di disastro andrebbero fatte 3 copie su dispositivi differenti e almeno una salvata fisicamente in un luogo distante dalle altre due, in modo da resistere anche a furti o eventi naturali.

    Ma come si usa un nas? Una volta impostato la prima volta tramite un’interfaccia web accessibile da un browser e creati degli utenti che a seconda dei casi potranno vedere l’intero contenuto del disco, un’area comune o uno spazio personale dedicato al singolo utente, il nostro disco e/o le nostre cartelle condivise verranno viste dal sistema operativo come fosse un normale hard disk collegato al nostro pc, o cercando il percorso di rete nell’interfaccia delle nostre app su tablet, smartphone o dispositivi connessi alla rete come le smart tv.

    Un uso comune dei nas casalinghi infatti e’ come media server: i nostri video, foto, musica presenti nei dischi del nostro nas saranno accessibili a tutti i nostri dispositivi multimediali, come televisori o impianti audio, che ovviamente devono essere connessi alla nostra rete, senza dover caricare i file da riprodurre su una chiavetta usb rendendo la fruizione dei contenuti multimediali molto comoda.

    Altro uso comodo e’ per il backup automatico dei nostri dati sia dei computer che dei dispositivi mobili: impostando dei backup periodici sul nostro nas avremo copia dei dati importanti che vogliamo salvaguardare senza dover intervenire manualmente facendo delle copie e senza doversene ricordare ogni volta.

    Ovviamente per funzionare i nas devono stare sempre accesi e connessi alla rete altrimenti i dispositivi quando hanno necessità di accedervi non lo troverebbero e andrebbero in errore, e se per la riproduzione multimediale puo’ non essere un grande problema, lo diventa se non si riesce a fare il backup dei nostri dati, o se usiamo il nostro nas per stoccare dei file pesanti che non vogliamo mantenere nel disco del nostro computer per evitare di saturarlo.

    Essendo i nas dei veri e propri server connessi a internet, a seconda dei casi e’ possibile installare delle vere e proprie applicazioni come per esempio per il download di file torrent, per lo streaming multimediale, server web o di posta, etc.

    Con un po di competenza informatica ci si può anche costruire da soli un nas usando un vecchio pc sul quale installare una distribuzione linux dedicata allo scopo avendo un sistema  anche più potente e personalizzabile di quelli in commercio, ma dovendo mettere in conto un po’ di sbattimenti per la configurazione e magari dei consumi maggiori di corrente.

    Ma quanto costa un nas? Tutto dipende dai dischi che sono la parte più costosa, un nas senza dischi lo si porta a casa anche con poco più di 100 euro per i modelli più economici, ma il grosso della spesa lo fanno i dischi, sia se si compra un nas venduto con dei dischi preinstallati dalla casa, o se per maggior risparmio o versatilità si sceglie un nas diskless al quale aggiungere noi i dischi: più sono capienti e più costano: se per un disco di pochi tera possono bastare anche 100 euro , dischi di dimensioni importanti possono costare tranquillamente 10 volte tanto, e i dischi generalmente vanno comprati almeno in coppia per tutelarsi dai guasti quindi il conto si fa facilmente salato, specie se i dati da conservare sono tanti, perché magari facciamo uso , per lavoro o per svago di file di dimensioni corpose che possono saturare i dischi in breve tempo.


    Ad ogni modo va messo in preventivo di spendere almeno alcune centinaia di euro per una soluzione casalinga, per arrivare tranquillamente ad alcune migliaia di euro se si vogliono soluzioni professionali e/o dischi molto capienti, ma la comodità e la versatilità che danno vale certamente la spesa, specie in ambito lavorativo.

    Voi ne usate i nas, li conoscevate o pensavate di acquistarne uno ? Avete dei dubbi, delle curiosità o dei suggerimenti?  Scrivetelo nei commenti.