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  • RAM alle stelle: come l’IA ci sta rubando i componenti elettronici

    RAM alle stelle: come l’IA ci sta rubando i componenti elettronici

    Chi quest’anno ha provato a fare dei preventivi per l’acquisto di un computer se ne sarà accorto: i prezzi stanno aumentando e per alcune componenti in modo veramente significativo. Tutto nasce dalla fame di memoria necessaria per i sistemi di intelligenza artificiale, settore molto sulla cresta dell’onda che paga profumatamente e ha bisogno di quantitá importanti di memoria, sia essa RAM che disco, nel piú breve tempo possibile. 

    Questo significa che i produttori di queste componenti stanno spostando le produzioni dai prodotti per i consumatori a quelli per i server e i data center i cui margini sono ordini di grandezza superiore, riducendo o mettendo in standby la produzione di componentistica consumer il cui guadagno è molto piú limitato, impegnando le fabbriche con le produzioni per le quali si guadagna di piú.

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    Ma la richiesta è talmente alta che i prezzi si sono alzati al punto che i listini alla produzione che si aggiornavano normalmente una volta all’anno, cambiano giorno per giorno a causa dei rilanci al rialzo fatti dagli utilizzatori professionali, e dai rivenditori che hanno bisogno di fare scorte a un prezzo certo, tanto che ormai fare un preventivo diventa come seguire l’andamento di un titolo in borsa.

    E le case che seguivano sia i mercati professionali che quelli per il consumatore, stanno abbandonando quello meno redditizio, come successo da poco con lo storico marchio Crucial abbandonato dalla casa madre Micron che ha deciso di dedicarsi solo al settore professionale dove i margini sono molto migliori e senza i costi e il personale necessario per gestire il rapporto con i consumatori diretti, o come Nvidia che ha rallentato la produzione delle proprie schede video da gaming per orientare la produzione sui chip per l’IA.  

    Con queste premesse la produzione per il mercato consumer, se contiene delle memorie, è bloccata, quindi le poche scorte a magazzino, per la legge della domanda e dell’offerta schizzano alla stelle.

    Questo significa che a mancare non sono soltanto RAM e dischi SSD ma tutto ciò che contiene memorie, come schede video ma anche cellulari, tablet e persino prodotti di uso casalingo che hanno funzionalitá smart, dalle tv ai sistemi domotici a banalmente a elettrodomestici come frigoriferi o lavastoviglie connessi a internet.

    E se la fame di memoria continua questo porterà anche altre categorie a soffrirne, pensiamo ad esempio alle moderne automobili ormai diventate tablet con le ruote che ne fanno uso.

    Tutto quello che contiene memorie è destinato ad aumentare di prezzo, almeno sino a che il mercato non si stabilizzerá, ma non é l’unico problema.

    Infatti esistono vari tipi di memorie e tecnologie, e se magari quelle meno recenti potrebbero soffrire meno il problema dato che i macchinari, le lavorazioni e i fornitori sono diversi rispetto a quelli all’ultimo grido utilizzate dall’IA, il problema è che visto che i guadagni sono ordine di grandezza superiori i produttori stanno convertendo le produzioni a ciò che richiede il mercato, creando shortage anche sulle tecnologie piú datate che in teoria non dovrebbero soffrire del problema, creando problemi anche a prodotti molto meno tecnologici e comuni che si potrebbero trovare senza componentistica.

    E questo magari va a creare problemi anche a prodotti non particolarmente tecnologici, ma che magari hanno al loro interno componentistica elettronica  prodotta dagli stessi produttori di memorie, che si trovano senza componenti, vista la proritá data alla produzione di memoria,  portando a minore disponibilità e aumenti di prezzo anche a prodotti che in teoria non hanno a che fare con la tecnologie IA.

    Quindi se avete bisogno di un prodotto tech le strade sono due, o ci si fionda ad acquistarlo il prima possibile prima che i prezzi continuino a salire o si mette in standby l’acquisto, presumibilmente per almeno 1-2 anni in attesa che i prezzi si stabilizzano, che scoppi la bolla, o che magari qualche nuovo produttore asiatico decida di entrare sul mercato per colmare il vuoto, rimettendo a posto i prezzi.

    Insomma dopo lo shortage tecnologico della pandemia, ora è l’IA a minare i portafogli di chi deve acquistare tecnologia, dopo un periodo che si era finalmente stabilizzato.

    Voi avete bisogno di acquistare tecnologia e avete trovato rialzi? Pensate di attendere che i prezzi si ristabiliscano o acquisterete prima di ulteriori nuovi aumenti?

  • Come farsi un pc in un periodo senza componenti

    Come farsi un pc in un periodo senza componenti

    Come forse vi sarete accorti se ultimamente avete provato ad acquistare un prodotto elettronico come un computer, un televisore, una console di videogiochi o un prodotto che comunque contiene tanta elettronica come le automobili moderne che le disponibilità sono molto limitate e i prezzi si sono alzati.

    Il colpevole è manco a dirlo il covid che ha stravolto la domanda di prodotti elettronici, per via di una richiesta enormemente aumentata e una catena produttiva in difficoltà che ha portato le fabbriche a fare scorta e ad accaparrare i componenti che solitamente acquistavano man mano in base alle necessità produttive, lasciando a mani vuote e soprattutto con gli impianti fermi chi non ha potuto o non ha fatto in tempo a rifornirsi, fermando o rallentando le produzioni per la indisponibilità di un chip magari da pochi centesimi.

    E se alcune produzioni stanno lentamente tornando alla normalità, per altre non basteranno ancora diversi mesi e uno dei settori più colpiti è quello dell’informatica, mettendo in grosse difficoltà chi ha necessità di comprare o di assemblarsi un computer.

    Infatti molte componenti sono sparite dal mercato, altre hanno basse disponibilità quindi sarà necessario attendere tempi lunghi solo per poter ordinare i pezzi, e con il rischio di vedersi cancellato l’ordine, per altri la scelta è talmente limitata costringendoci ad acquistare anche a prezzi fortemente maggiorati, il primo che si riesce a trovare, soprassedendo a prezzi o caratteristiche tecniche pur di recuperare l’ultimo pezzo necessario per far funzionare il pc.

    Infatti nel mondo dei pc se alcune componenti come case, dissipatori o ventole si trovano senza troppe difficoltà, per altri come alimentatori, schede madri, memorie e processori i prezzi si sono alzati e la scelta ridotta ma con un po’ di sbattimento la soluzione si trova, il vero problema sono le schede video, diventate praticamente introvabili, a meno di non pagarle a peso d’oro dagli scalper, i bagarini digitali che le rivendono anche al triplo del prezzo di listino, il problema è che senza scheda video il pc non si accende e tenere fermi in casa dei componenti in attesa del pezzo mancante significa solo fargli perdere valore, ma come possiamo fare?

    La risposta più ovvia è quella di aspettare se possibile, magari procrastinando l’acquisto o cercando di aggiornare il computer che abbiamo in casa anzichè ricomprarne uno nuovo fin tanto che le acque si saranno calmate, in alternativa se prevediamo un uso blando del computer e quindi non dobbiamo giocare, lavorare su contenuti multimediali o applicazioni molto pesanti possiamo pesare ad acquistare un processore con scheda grafica integrata (in casa amd sono i ryzen con la G finale nel nome es. ryzen 3400G , mentre in casa intel quelli senza la F nel nome es. intel i5 9400)

    Altra soluzione è comprare dei computer completi, cosa generalmente sconsigliabile sia per qualità che per rapporto prezzo/prestazioni sui fissi, mentre diventa un’opzione percorribile quella di acquistare un portatile, avendo però la cortezza di capire le caratteristiche tecniche per evitare bidoni e fondi di magazzino che potrebbero, visto il periodo gramo, facilmente rifilarvi

    Apple MacBook Air 2020

    Un’alternativa per molti fuori dagli schemi è quella di prendere un macintosh, soprattutto i nuovi modelli dotati di chip M1 che sono tutto sommato reperibili senza troppi problemi ed essendo potenti anche nelle versioni base, stranamente per apple possono rivelarsi convenienti a patto di scegliere con cura il modello evitando spese extra che possono rivelarsi parecchio costose, e magari per quanto possibile affidarsi ad accessori di concorrenza notevolmente più economici di quelli della casa

    C’è da considerare però che un mac non è per tutti, se è un ottima scelta per chi deve creare dei contenuti multimediali come foto, musica o video e comunque va benone, ma come qualsiasi computer d’altronde, per un uso leggero come navigare in rete, mandare mail o usare office il problema è se si vuole utilizzarlo per i videogiochi: purtoppo non è la macchina adatta sia per prestazioni, che disponibilità di titoli e inoltre al momento soprattutto gli M1 non sono particolarmente consigliati per lo streaming delle vostre live su internet: in questo momento a patto di trovarla una console di nuova generazione è forse la scelta migliore per chi vuole giocare.

    Un mac mini, un macbook air o uno dei nuovi imac in versione M1 se scelto con cura, vista la ridotta disponibilità di pc possono rivelarsi addirittura economici per il periodo, e soprattutto a differenza di un pc sono più facilmente rivendibili come usato, mantenendo a parità di spesa un maggior valore residuo, cosa che può rivelarsi vincente se lo acquistiamo come soluzione temporanea in attesa di un PC o se provenendo da windows non ci trovassimo bene con il sistema operativo della mela.

    Ad ogni modo comprare un computer in questo momento è un’attività da fare solo se non se ne può fare a meno o se il prezzo per voi non è un problema, altrimenti aspettare almeno altri 6 mesi potrebbe farvi risparmiare anche diverse centinaia di euro