Autore: admin

  • Scegliere la bici

    Scegliere la bici

    Scegliere la bici che fa per noi è più difficile di quanto uno possa pensare, e non basta quindi andare nel primo supermercato e accaparrarsi quella dell’offerta del volantino e iniziare a pedalare, anzi probabilmente saranno soldi buttati, anche perché esistono infinite tipologie di biciclette per adattarsi alle esigenze e alle dimensioni di ogni singolo ciclista.

    A seconda dell’uso che dobbiamo farne, potremmo scegliere tra tantissime bici, da quelle da città a quelle da cicloturismo, dalle mountain bike alle bici da corsa, alle bici elettriche ognuna con diverse dimensioni delle ruote, telai, componentistica, cambi, freni , forcelle e accessori molto diversi tra loro che fanno variare tantissimo sia i prezzi che le prestazioni, dato che si può spendere per una bici 100, 1.000 o 10.000 euro e che queste differenze sicuramente confonderanno un neofita, che prima di acquistare dovrebbe informarsi bene per capire cosa gli occorra per non sbagliare l’acquisto.

    In questo articolo non voglio stare qui a tediarvi sul singolo particolare, e a spiegarvi le differenze, perché non basterebbero delle ore, ma magari se me lo chiedete nei commenti potrei fare degli articoli dedicati.

    Come dicevo  la bici è qualcosa di molto personale e che ha come un vestito una sua taglia, infatti per garantire una marcia fluida e non affaticarsi troppo nell’utilizzo, cosa che ci farebbe disinnamorare presto del nostro mezzo, è necessario scegliere la dimensione del telaio della bici a seconda della dimensione del nostro cavallo e del nostro avanbraccio, scegliendo per quella tipologia di bicicletta la taglia giusta: questo significa che la bici acquistata da vostro fratello probabilmente non andrà bene anche per voi, o quella di vostra madre non andrà bene a vostro padre, etc.

    Pertanto è essenziale rivolgersi a un rivenditore specializzato, che vi potrà indirizzare sulla bici della tipologia e della misura giusta alle vostre esigenze, certo si spenderà un po’ di più, ma saranno soldi ben spesi, perché a rivendere una bici perché non adatta a noi, specie si tratta di prodotti economici, ci si ricava ben poco, quindi è meglio fare l’acquisto giusto dall’inizio.

    Piuttosto se il budget è limitato meglio un buon usato, spesso se ne trovano a prezzi molto interessanti, anche dai rivenditori stessi che le hanno prese in permuta, ma che siano di una buona marca, con componenti di qualità e non troppo datate, in questo caso fatevi aiutare da qualcuno che ne capisca per evitare le fregature, e non incappare in prodotti difettosi o sorpassati, magari con 10 o più anni sulle spalle a prezzo di bici nuove.

    Il consiglio che posso darvi è prima di fare un’acquisto di informarsi bene , magari farsi una chiacchierata con più di un rivenditore specializzato, che di solito è esso stesso un ciclista e potrà quanto meno indirizzarvi e non buttarvi a capofitto sulla prima bici che vi capita a tiro, evitate di puntare su prodotti troppo scadenti a costo di ritardare l’acquisto fin quando non si ha un budget necessario a comprare qualcosa di decente, tenendo conto che serviranno almeno alcuni biglietti da 100 euro anche solo per iniziare.

  • I nuovi decoder per il digitale terrestre

    I nuovi decoder per il digitale terrestre

    Come avrete saputo, entro il 2022 cambierà il sistema trasmissivo della televisione, e come era già successo nel 2012 ci troveremo per continuare a vedere gli attuali canali televisivi a dover cambiare il televisore o a dotarci di un decoder esterno, a meno di non aver un televisore abbastanza moderno già compatibile.

    Ma se non vogliamo affrontare la spesa dell’acquisto di un nuovo televisore, o magari procrastinarla per un po’ la soluzione più economica è dotarsi di un decoder, vediamo un po’ di capire come orientarci.

    Innanzitutto c’è da capire se ricevete la televisione dal satellite o dall’antenna terrestre: se utilizzate la parabola è probabile che abbiate già un decoder o una cam con all’interno una smart card, che anche in questo caso andrà sostituita per i modelli più vecchi, se invece ricevete la televisione dall’antenna terrestre, se il televisore non fosse compatibile col nuovo sistema, come vi spiegavo nel video qua sotto andrà aggiunto un decoder esterno.

    Si tratta di una scatoletta, generalmente poco più grande di un pacchetto di sigarette che ha un suo telecomando per la scelta dei canali e ha alcuni collegamenti con i rispettivi cavi , sicuramente non bellissimi da vedere.

    Infatti avremo almeno un cavo per l’antenna , eventualmente con un secondo cavo in cascata per collegare altri apparecchi che possono richiedere l’antenna come videoregistratori o il decoder sky, un cavo per la corrente,  e la porta HDMI per poter portare il segnale al televisore. Opzionalmente potrete avere ulteriori ingressi come porte USB per vedere foto e video da una chiavetta o per registrare i canali televisivi, porte ethernet per collegarlo a internet, etc.

    Ovviamente dovrete avere un ingresso HDMI libero, che dovrete selezionare con il tasto input del telecomando del televisore, e  poi utilizzare il telecomando del decoder.

    Nel caso non aveste un ingresso libero perché tutti occupati magari dal decoder satellitare, dal lettore dvd o blu-ray, dal computer, da un box multimediale o da una console di videogiochi o eliminate uno di questi apparecchi o vi dovete dotare di una sorta di sdoppiatore chiamato Switch HDMI, dal costo relativamente contenuto, quelli più economici costano anche meno di 10 euro, che consente di attaccare più apparecchi alla stessa porta HDMI del televisore, la seccatura però diventa come selezionare quale apparecchio attivare, poiché non sempre la selezione avviene in maniera automatica all’accensione dell’apparecchio, che magari ci dimentichiamo di spegnere e quindi dovremmo cambiare manualmente l’ingresso tramite un tastino sullo switch, mentre modelli più complessi possono avere un loro telecomando per evitare di doverci alzare per la selezione, anche se in questo caso sono più cari e soprattutto hanno bisogno di essere alimentati quindi avremo un’ulteriore cavo in giro che ci occuperà un’ulteriore spazio nella ciabatta elettrica.

    Ci sono anche decoder molto piccoli da nascondere dietro allo schermo, ottima soluzione per occultare tutti questi cavi, ma in questo caso avremo un ulteriore cavo per il sensore del telecomando che andrà incollato con un adesivo sulla tv, in modo da puntare il telecomando del decoder su questo sensore, che altrimenti non funzionerebbe.

    C’è da dire che il costo di uno di questi apparecchi nelle catene di elettronica si aggira intorno ai 50 euro, che corrisponde al bonus che si puo richiedere allo stato per l’acquisto del decoder o per la sostituzione del televisore, a patto di avere un ISEE non superiore ai 20.000 euro e sino ad esaurimento scorte, ma cercando bene in rete si può grattare anche qualche euro e trovare qualcosa di valido anche sui 30-35 euro.

    Va però fatto attenzione comprando in rete che sia un prodotto pensato per il mercato italiano (se non volete sbagliare sceglietene uno che abbia il bollino “lativu” che identifica i prodotti sicuramente compatibili) e che possa ricevere eventuali aggiornamenti software nel futuro cosa non scontata per prodotti super-economici che magari riuscite a trovare anche sotto i 20 euro, specie se arrivano dalla Cina.

  • Il futuro delle automobili

    Il futuro delle automobili

    Purtoppo anche le auto soffrono le mode, cosi come nel passato andavano le coupè, poi le station wagon , poi i monovolume o ora i SUV lo stesso accade per le motorizzazioni, se un tempo c’era solo il benzina, si è passati alla super diffusione del diesel, per passare alle ibride più o meno vere di adesso, alle elettriche del prossimo futuro.

    Il problema è che questa moda dell’elettrico a differenza di quello che avveniva in passato dove il mercato cambiava in funzione delle necessità degli automobilisti, questa corsa all’elettrico è indotta in parte dalle case costruttrici, ma principalmente dalla politica che si è messa in testa di dover sostituire le automobili a motore termico con quelle elettriche.

    Non potendo però vietarle, utilizza il grimaldello delle emissioni per limitarle prima, e mettendo dei paletti sempre più stringenti sulle emissioni  per renderle antieconomiche e farle fuori dal mercato, dato che nonostante la tecnologia abbia fatto passi da gigante per la riduzione di consumi e inquinamento negli ultimi anni, esistono dei limiti tecnologici per cui non è possibile dimezzare costantemente l’inquinamento nel giro di pochi anni come vorrebbe la politica, soprattutto considerando che  le auto cubano solo il 10% sul totale delle emissioni inquinanti generali.

    Purtroppo è una visione miope del mercato che renderà nel giro di qualche anno fuori norma anche le auto ibride, costringendo tutti volenti o nolenti a passare alle auto elettriche, senza considerare però che la attuale tecnologia delle auto elettriche non permette la stessa versatilità delle auto termiche, specie per chi non vive in città o fa tanti chilometri, con il risultato che si riveleranno poco adatte alla maggior parte degli automobilisti che non sono interessati a comprarle.

    Questo si nota anche anche dagli incentivi per l’acquisto, se i fondi per le auto termiche vengono esauriti in breve tempo, quelli per le elettriche nonostante siano molto più sostanziosi restano inutilizzati, anche perché una macchina elettrica, oltre ad avere autonomia limitata, tempi di ricarica eccessivamente lunghi costa molto di più, e tralaltro è meno amica dell’ambiente di quanto si voglia far credere, dato che la produzione e lo smaltimento delle batterie, e la generazione dell’energia elettrica per la ricarica impattano sull’ambiente mediamente quanto le emissioni nell’intero ciclo di vita di una auto diesel recente.

    Ovviamente questo non significa che l’elettrico non sia valido, per l’uso in città e per le brevi percorrenze va più che bene, oltre a spostare l’inquinamento dalle citta a dove l’energia e le batterie sono prodotte, ma non un prodotto è per tutti, per alcuni usi sarà sempre meglio il diesel , per altri il benzina, per altri ancora gpl, metano, ibride o idrogeno a seconda dei casi: ogni automobilista ha esigenze differenti, quindi ha bisogno del prodotto che le soddisfi e non essere costretto obtorto collo a comprare un’elettrica.

    Purtoppo il rischio è che , se la scelta si ridurrà al solo elettrico, gli automobilisti non comprino più nuove auto e si allunghi la vita di macchine piu vecchie e inquinanti, magari mantenendo in vita il macinino di 20 o 30 anni anziche sostituirlo con un benzina o diesel moderno che inquina comunque poco e che soprattutto risponde meglio alle esigenze degli automobilisti.

    L’ideale sarebbe anzichè concentrarsi solo sull’elettrico, incentivare un progressivo ammodernamento di tutte le automobili, magari senza escludere gli usati recenti che possono consentire anche a chi ha una bassa capacità di spesa di sostituire con una spesa ridotta una macchina più vecchia e più inquinante, anziché continuare a farla girare per anni inquinando di più, ma evidentemente la politica si muove più per moda che per reali esigenze, a meno che questa smania non sia una scusa per sovratassare nel futuro l’energia elettrica , anche a chi non la userà per ricaricare un’automobile.

  • Il pericolo della censura digitale

    Il pericolo della censura digitale

    Come conseguenza dell’assalto a Capitol Hill il 6 gennaio 2021 è accaduta in rete qualcosa di molto serio per le libertà digitali, l’oscuramento oltre di post e profili riconducibili a Trump e ai suoi sostenitori , anche di alcuni social network non allineati come Parler rei di avere una politica incentrata alla massima liberta di espressione, dove la moderazione e la censura non sono di casa e perciò diventati l’ultima roccaforte dei sostenitori di Trump già in precedenza bannati dalle molte delle principali piattaforme online.

    Inoltre questi blocchi non si sono limitati a bloccare i post ritenuti pericolosi dai vari social network, bloccando i profili dei sostenitori, ma si è provveduto a cascata a bloccare anche chi fosse lontamente collegato all’ex presidente degli Stati Uniti, come chi vendeva cappellini e merchandising, a bloccare gli incassi delle donazioni dei supporters sospendendo gli incassi delle carte di credito, ma soprattutto a bloccare l’hosting di chi non osteggiava Trump, ma cosi facendo hanno bloccato migliaia di contenuti che nulla hanno a che fare con questa storia, con un attacco raramente cosi pesante anche se non si tratta della prima volta che accade, dato che qualcosa di simile era già successo in passato con Wikileaks prima e più recentemente con Pornhub anche se in maniera meno plateale.

    Direte voi si tratta di aziende private e saranno loro a decidere chi ospitare nei propri server o a chi fornire i propri servizi, in realtà non è proprio così per una questione di responsabilità

    Infatti il nocciolo della questione è l’hosting, chi fornisce servizi online in genere affitta i propri server a utenti terzi che hanno la responsabilità di cio che pubblicano, esulando il proprietario dei server da responsabilità: per fare un esempio è come se noleggiassi un’automobile e con questa ammazzassi delle persone o la usassi per una rapina, la responsabilità è la mia non di chi mi ha affittato la macchina.

    Ovviamente ai social network inquadrarsi come hosting permette di poter scaricare sugli utenti le responsabilità di cio che viene scritto sulle loro piattaforme, e permette loro di non dover controllare, moderare , cancellare i contenuti dato che sulla carta il loro ruolo è solo quello di mettere a disposizione degli spazi sul web in cambio di un corrispettivo che può essere economico oppure la possibilità di vendere la loro pubblicità

    Il problema nasce quando chi fa hosting si mette a fare l’editore decidendo chi è degno o meno di utilizzare i propri spazi cosi come normalmente fanno i giornali o le emittenti televisivi, che però per fare questo hanno delle regole da seguire e soprattutto si assumono la responsabilità di tutto cio che pubblicano e non solo di quello che gli fa comodo.

    Ovviamente essendo editori possono decidere di avere una linea editoriale pro o contro un determinato argomento, o fazione politica, cosi come esistono testate  schierate a  sinistra, a destra o che sostengono determinate cause, sarà poi l’utente a scegliere quel social cosi come sceglie di comprare quel giornale schierato o di guardare quel programma televisivo, ma se sono editori si devono anche assumere gli oneri che questo comporta

    Non si può tenere il piede in due staffe e fare quando fa comodo l’editore per cancellare i contenuti sgraditi e nel resto del tempo fingere di essere soltanto hosting e magari tenere in rete chi commette reati senza essere perseguito

    La cosa diventa essenziale quando gli utenti dovessero commettere reati sulle piattaforme online, da quello che incita alla rivolta o che vende armi e droga, a chi commette crimini più o meno gravi, chi incita al suicidio, magari stupra in diretta social, pubblica foto pedopornografiche , ricatta degli utenti la responsabilità ricadrebbe non più solo sull’utente che ha postato quel contenuto ma anche sulle piattaforme stesse.

    Il problema è quando le piattaforme ad esempio usano la scusa di bloccare l’hate speech  o altri comportamenti a loro dire scorretti per tenere il piede su due staffe, facendo nella pratica gli editori quando però si professano hosting: anche perché se è la stessa azienda a fare da giudice che autorità ha per decidere, quando la azienda stessa potrebbe avere un suo orientamento politico e che quindi potrebbe usare due pesi e due misure a seconda dei casi e non lasciare a un’entità terza la decisione? E tralaltro nulla cambierebbe se è l’azienda stessa a scegliere un arbitro sulla carta terzo ma che invece potrebbe essere , magari sotto mentite spoglie, di parte.

    Pertanto se la linea è quella di bannare chi incita all’odio dovrà essere fatto nella stessa maniera per esempio sia nei confronti di chi è a favore, nel caso in questione , di Trump, ma anche di chi lo osteggia, secondo dei criteri di trasparenza e non essere pronti a bloccare solo chi ci fa comodo.

    Il problema è che nel caso specifico di Capitol Hill è stato deciso da qualcuno che non è un tribunale che dovessero essere silenziati i sostenitori di Trump e tutti hanno seguito chi più e chi meno a ruota bloccando tutte le piattaforme legate anche in maniera marginale all’allora in carica presidente degli Stati Uniti.

    La decisione è stata politica e nasceva dalla voglia di ingraziarsi il nuovo presidente Biden ben sapendo che ormai l’uscente Trump di li a pochi giorni sarebbe stato fuori gioco, cercando di mettersi al riparo da possibili politiche fiscali e normative che potrebbero minare l’attuale business, salendo sul carro del vincitore per poter riscuotere in seguito, ad esempio evitando possibili operazioni antitrust come smembramenti di società divenute ormai troppo grandi , nuovi obblighi fiscali che rendano più difficile l’elusione delle tasse, norme sulla pubblicità e sulla privacy più stringenti che frenerebbero il business di chi fa soldi con gli interessi e le abitudini dei propri utenti ma soprattutto delle norme che obbligherebbero le piattaforme digitali ad assumersi le proprie responsabilità.

    Voi cosa ne pensate a riguardo? Hanno fatto bene le piattaforme digitali a bloccare Trump e i suoi seguaci, e soprattutto questo secondo voi potrebbe ledere i vostri futuri diritti digitali? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Perché non si trovano più prodotti (tecnologici)

    Perché non si trovano più prodotti (tecnologici)

    Se ultimamente avete provato ad acquistare alcuni prodotti, soprattutto tecnologici, come console da videogiochi, computer e periferiche o dedicati all’uso in casa come per esempio i prodotti per fare ginnastica in casa avrete notato scarsa disponibilità e prezzi alti, ma come mai?

    La risposta è abbastanza ovvia dipende dagli strascichi della pandemia, che hanno fatto aumentare le richieste dei prodotti che utilizziamo in casa e che non avremmo pensato di comprare potendo andare in palestra, a scuola o in ufficio regolarmente: se la palestra è chiusa e normale pensare di acquistare dei pesi, una cyclette o un tapis roulant per allenarci in casa, cosi come se c’è la necessità di studiare o lavorare a distanza sarà necessario un computer o un tablet per tutti i membri della famiglia, quando magari prima ne bastava uno condiviso e che utilizzandolo raramente poteva pure essere un prodotto un po’ superato, inoltre nel tempo libero dovendo rimanere in casa magari ci si dedicherà ai videogiochi richiedendoci una console o un pc adatto al gaming, tutte cose che hanno aumentato la richiesta di questo genere di prodotti.

    Inoltre le limitazioni agli spostamenti della pandemia hanno creato dei problemi alla produzione, con meno forza lavoro disponibile o semplicemente mancanza di componentistica: qualsiasi prodotto, soprattutto quelli tecnologici è formato da centinaia se non migliaia di componenti e se anche uno solo non fosse disponibile la produzione si fermerebbe, in qualche caso il componente si può sostituire con uno analogo, ma se c’è carenza di quel pezzo chi ha disponibile alza i prezzi e questo fa aumentare il prezzo del prodotto finito rendendo poco conveniente l’acquisto.

    Altro problema sono i trasporti, tra produzione a singhiozzo, trasporti aerei di linea più che dimezzati e in qualche caso nuove regole doganali hanno fatto si che tutte le ottimizzazioni che si potevano fare per caricare più merce nello stesso carico e dividerne i costi sono un po’ venute meno e questo incide sia sulla disponibilità dei prodotti, visto che ci vorrà più tempo per raggiungere la quantità necessaria a far partire il carico e quindi si avranno tempi di consegna più lunghi che sui prezzi, perché potrebbe essere necessario partire non a pieno carico o far viaggiare le merci in aereo al posto delle navi in entrambi i casi aumentando i costi.

    A questo si aggiunge il fatto che alcuni prodotti molto richiesti, e che hanno sofferto difficoltà di produzione, come le console per videogiochi appena lanciate o le schede video da gaming sono diventate quasi impossibili da trovare, e le poche disponibili sono state accaparrate da dei bagarini digitali, i cosiddetti scalpers, che le rivendono a prezzo maggiorato.

    Fortunatamente con il miglioramento della situazione, soprattutto in Cina dove la maggior parte di questi prodotti sono costruiti si sta iniziando a vedere qualche prodotto in più nei negozi ma molto spesso a prezzi maggiori del listino: il consiglio è aspettare che la situazione ritorni alla normalità se ovviamente di quel prodotto ne può fare a meno, o alternativamente cercare un prodotto provvisorio preso a un prezzo corretto e sostituirlo con quello desiderato a situazione ripristinata, tenendo conto che a seconda del tipo di prodotto il ritorno alla normalità potrebbe essere verso la fine dell’anno corrente o addirittura l’anno prossimo.

    Voi avevate in mente di fare acquisti tecnologici e vi siete scontrati con basse disponibilità e prezzi alti? Fatecelo sapere nei commenti, cosi come se avete dei dubbi o vi serve un consiglio per recuperare un particolare prodotto e se possibile vi aiuteremo.

  • Abbonamenti digitali col 90% di sconto

    Abbonamenti digitali col 90% di sconto

    Se vi dicessimo che potreste abbonarvi a servizi digitali come Netflix, Disney plus, Spotify e simili con pochi euro al mese, risparmiando anche il 90% rispetto ai prezzi di listino?

    Se infatti andate su Aliexpress il più famoso e-commerce cinese cercando tra i tanti prodotti in vendita , troverete centinaia di abbonamenti ai vari servizi digitali per 1, 3, 6, 12 mesi o a volte anche a vita a prezzi molto più bassi del listino, andando a spendere a seconda dei prodotti e della durata richiesta dagli 1 ai 3 euro al mese, contro listini che vanno normalmente dagli 8 ai 30 euro.

    C’è da stare attenti che venga specificato che il servizio funzioni anche in Italia, ma basta leggere attentamente la descrizione, cosi come in che modo vengono fornite le credenziali: ricaricando un account esistente, in questo caso per maggiore sicurezza vi suggerisco di cambiare la password e di usarne una diversa da eventuali altri account che possedete,  tramite un account fornito dal venditore, con account privati o condivisi.

    Ovviamente i prezzi variano in base alla tipologia di abbonamento, al numero di connessioni contemporanee e al tipo di credenziali fornito, ma una volta trovato quello che fa per noi basta metterlo sul carrello e acquistarlo come un normale prodotto in vendita, ma anziché avere una spedizione fisica riceveremo un messaggio dal venditore con le credenziali e le istruzioni per poter attivare il nostro prodotto, e iniziare a guardare i nostri film o ascoltare la nostra musica da pc, telefono, tablet o smart tv.

    In realtà tutto cio è possibile sfuttando alcune zone grigie come la condivisione dell’account con altri utenti e l’acquisto di credenziali all’ingrosso o in paesi dove per via di maggiore concorrenza o cambio di valuta favorevole costano meno, cosa che ci impedisce magari alcune personalizzazioni dell’account , come il nome utente, a volte la password o la nazionalità o ci richiede qualche accortezza che ci viene comunicata da chi ci ha venduto le credenziali ma che ci dà un prodotto completo e funzionante a una frazione del prezzo

    Essendo una pratica non vista di buon occhio dai fornitori di servizio è possibile che la casa madre riscontri delle irregolarità, o che cambi le regole di utilizzo del servizio , e quindi ci venga staccato in quel caso è importante che ci venga risolto il problema da parte del venditore , che potremmo contattare dalla stessa sezione messaggistica dove ci ha fornito le credenziali, magari dandoci una nuova password o restituendoci i soldi per il periodo non usufruito.

    Un problema possono essere alcuni venditori furbetti che magari hanno fatto prezzi troppo bassi, e che quindi non riescono ad onorare per l’intera durata le promesse bloccando i pagamenti al fornitore o peggio che hanno ottenuto le credenziali in maniera illecita rubandole a ignari utenti regolari o utilizzando carte di credito rubate o clonate, e quindi il servizio si interrompe, ma loro si renderanno indisponibili non rispondendo ai messaggi o peggio cancellando l’account.

    Pertanto è essenziale cercare un venditore affidabile, controllando i feedback del venditore e magari evitare abbonamenti troppo lunghi, anche se più vantaggiosi, perché il venditore affidabile potrebbe crollare magari dopo qualche mese, ma se voi avete pagato per 12 nonostante probabilmente avrete ammortizzato la spesa rispetto ai prezzi dei canali ufficiali vi trovete senza quello per cui avete pagato e senza la possibilità di ottenere un rimborso perché ormai sono decorsi i termini per la contestazione.

    Probabilmente anche nella peggiore delle ipotesi avrete risparmiato dei soldi, quindi il gioco varrà comunque la candela, anche perché male che vada mediamente non ci si rimette più di una trentina di euro quindi è un rischio che comunque vale la pena correre, al massimo perdete la visione del vostro servizio ma potrete sempre comprare l’abbonamento da un altro venditore.

  • Arrivano le nuove etichette energetiche

    Arrivano le nuove etichette energetiche

    Quando dobbiamo scegliere un nuovo elettrodomestico confrontandolo con altri simili siamo abituati a farlo tramite l’etichetta energetica presente sui vari prodotti dal lontano 1996.

    Questa etichetta assegnava, per quanto riguarda il consumo di energia e di acqua delle classi colorate da D ad A+++ all’efficienza del prodotto, con D la peggiore e A+++ la migliore, con dei colori che andavano dal rosso delle condizioni peggiori al verde di quelle migliori.

    Nuova etichetta energetica

    Dal 1 marzo 2021 è entrata in funzione una nuova versione aggiornata dell’etichetta energetica, che sostituisce quella che siamo abituati a conoscere e che introduce una classificazione aggiornata con nuovi valori che all’inizio potrebbe confonderci le idee, dato che cambiando i parametri le nuove non potranno essere confrontabili con le vecchie.

    Dato che dal momento della sua introduzione nel 1996 le caratteristiche dei prodotti sono migliorate sensibilmente, è stato necessario nel corso degli anni aggiungere dei valori oltre alla classe A, all’epoca la migliore, aggiungendo dei + per differenziare quei prodotti che essendo più efficienti superavano le  caratteristiche della classe A, arrivando fino alla classe A+++.

    E ora dopo 25 anni non potendo aggiungere dei + all’infinito si è deciso di fare un po’ di pulizia,  stabilendo delle nuove fascie  che ora vanno dalla G alla A, eliminando i + ma soprattutto con dei nuovi valori più stringenti per rientrare nelle varie fasce, lasciando il  modo che i produttori abbiano il margine e lo stimolo per migliorare i propri prodotti, e lasciando libere per il momento le fascie più elevate per prodotti migliori di quelli attualmente in commercio.

    Infatti la classe migliore della vecchia etichetta, la A+++ corrisponderà nei migliore dei casi alla fascia B delle nuove etichette, lasciando la A per quei prodotti che supereranno abbondantemente gli attuali standard, e assegnando le altre fasce  a scalare verso in basso,  questo significa che lo stesso prodotto che prima aveva una pur diginitosa fascia A che nell’etichetta precedente , ora è retrocesso nelle fascie più scarse,  magari in fascia D o E a seconda dei casi

    Vecchia etichetta

    Non allarmatevi quindi se vedrete degli elettrodomestici etichettati con una fascia poco felice: sono soltanto cambiati i parametri di riferimento, cosi come variano anche nelle indicazioni dei parametri presenti nelle etichette: ad esempio per i consumi di acqua ed energia non ci riferirà per quanto possibile all’uso annuo, ma rispettivamente al valore di un singolo ciclo e al consumo di 100 cicli in modalità eco , quella di maggiore efficienza.

    Sarà introdotta una scala sempre con delle lettere da A a D anche per la rumorosità e sarà presente un QR code che se inquadrato con il nostro smartphone ci permetterà di consultare una scheda tecnica più approfondita presente in rete sul database europeo EPREL

    In realtà in una prima fase la nuova etichetta sarà obbligatoria per alcune categorie di elettrodomestici come lavatrici, lavasciuga, frigoriferi e lavastoviglie, oltre a display come tv e monitor, posticipando l’obbligo al settembre 2021 per le lampade e al 2022 per asciugatrici , forni e cappe

    In contemporanea all’entrata in vigore delle nuove etichette si aggiungono delle direttive europee sull’ecocompatibilità dei prodotti che fissano paletti più stringenti per la progettazione, i consumi, il riciclo, la riparabilità e la disponibilità dei ricambi che dovrebbero garantire maggiore sostenibilità degli elettrodomestici, garantendo minori consumi e maggiore durata dei nostri apparecchi.

    E c’è da dire che l’argomento è molto sentito visto che il tema dell’obsolescenza programmata è una realtà importante in questo categoria di prodotti, soprattutto nei prodotti più economici, che spesso hanno una durata di vita progettata in fabbrica di modo che si guastino o perdano efficienza dopo un periodo prestabilito, tipicamente 5 anni dall’acquisto, e che debbano quindi venire essere sostituiti, dato che diventa antieconomico ripararli, vuoi per i costi rispetto alla sostituzione e vuoi per la indisponibilità di pezzi di ricambio creando danni sia alle tasche del consumatore che all’ambiente, dato che sia lo smaltimento che la produzione di un sostituto è fonte di inquinamento.

    Sulla carta tutto questo dovrebbe migliorare anche se a costo di un po’ di confusione nei confronti, almeno nel primo periodo. Voi utilizzate le etichette energetiche? Eravate al corrente della novità? Fatecelo sapere nei commenti, cosi come se avete dei dubbi o delle perplessità, e come al solito se possibile vi aiuteremo.

  • Come rendere smart la TV

    Come rendere smart la TV

    Continuiamo a parlare di vecchi televisori, magari ne avete comprato uno nuovo uno per via del nuovo digitale terrestre, ma volete recuperare il vecchio per usarlo in un’altra stanza, ma ovviamente vi mancano le funzionalità smart come i servizi in streaming tipo Netflix, Amazon Prime Video, Disney Plus, Spotify, Dazn e simili o la possibilità di vedere un film che avete in una chiavetta usb o sul cellulare.

    Stessa cosa se magari avete un televisore molto economico in cucina, ma vi farebbe comodo avere anche li le funzionalità smart tv che avete nel grande televisore del salotto.

    Niente paura si risolve con poca spesa e tanta resa con delle chiavette o dongle che si attaccano ad una porta HDMI del vostro televisore e lo rendono smart: sono in pratica dei computer in miniatura che possono visualizzare filmati e musica dalla rete, tramite un cavo o il wifi, o da una chiavetta usb, installare programmi e connettersi a servizi digitali come i vari Youtube, Netflix, Amazon Prime Video, Dazn, Spotify etc.

    Possono essere comandati da un loro telecomando o dal cellulare, con una app o trasmettendo (tecnicamente si chiama cast, quindi ”castando”) i video dal vostro cellulare, pc o tablet al televisore, permettendo magari di vedere nel grande schermo del televisore quello che normalmente guardate su uno schermo di pochi pollici.

    I prezzi sono davvero bassi, generalmente si parla di cifre tra i 20 e le 100 euro, anche perche spesso sono prodotti o venduti a prezzi agevolati dalle stesse aziende che vi forniscono il servizio digitale in abbonamento, come Amazon con la sua fire tv, Google con il Chromecast o Apple con la AppleTV, vi metto qualche link in descrizione

    Tralaltro c’è anche il vantaggio che se un domani nascesse una nuova tecnologia, un nuovo servizio o ne volete una con più funzioni o più veloce non bisogna cambiare televisore ma cambiare la chiavetta con poca spesa, cosa che può essere utile anche a chi ha già una smart tv non più al passo coi tempi, magari lenta o non compatibile con qualche nuovo servizio digitale.

    Ovviamente prima dell’acquisto verificate che la chiavetta sia compatibile col servizio di vostro interesse, ma per quello che si paga, se usiamo i servizi in streaming sono soldi ben spesi.

  • Arriva il Bonus Elettrodomestici

    Arriva il Bonus Elettrodomestici

    Tra i tanti bonus fiscali previsti dal governo ce n’è uno che sulla carta pare essere interessante, quello per arredi ed elettrodomestici, che consente una detrazione IRPEF del 50% della spesa sostenuta, sino a ben 16.000 euro spalmata in dieci anni.

    Purtroppo però come succede un po’ a tutti i vari incentivi fiscali, tra burocrazia e lacciuoli vari non è destinato a tutti ed è meno conveniente di quello che uno si potrebbe aspettare.

    Il suo problema più grande è che è legato alla ristrutturazione degli edifici, quindi se aspettavamo il bonus per cambiare la credenza della cucina, i mobili del salotto, cambiare il frigorifero o comprare una asciugatrice purtoppo non fa per voi.

    E’ più da vedersi come un’aggiunta al bonus ristrutturazioni, a patto che l’acquisto di mobili ed elettrodomestici avvenga in data successiva rispetto alla ristrutturazione, inoltre non è compatibile con l’Ecobonus per la riqualificazione energetica quindi si dovrà decidere a quale incentivo (bonus ristrutturazioni agganciato a quello elettrodomestici o ecobonus) aderire.

    Rientrano nel bonus elettrodomestici di classe A+ (A per i forni), ed è necessario il pagamento tracciato con carta o bonifico ristrutturazioni, oltre ad una fattura parlante per potersi vedere accolta la domanda dall’ENEA.

    Certamente si tratta di una mossa utile ad alleviare le spese di chi ha già sostenuto una ristrutturazione , seppure agevolata anch’essa con una detrazione fiscale del 50% ma non serve a stimolare gli acquisti o a rinnovare degli elettrodomestici poco efficienti come si potrebbe pensare.

  • Come scegliere la Tv

    Come scegliere la Tv

    Con l’avvento delle nuove tecnologie di trasmissioni digitali, entro il 2022 se il nostro televisore è troppo vecchio e quindi non compatibile saremmo costretti ad acquistare un decoder esterno o a sostituirlo.

    Il decoder esterno è certo la soluzione più economica, specie se si tratta di cambiare tanti televisori in casa ma certamente la più scomoda perché significa un telecomando in più, una porta del televisore e una presa della corrente occupati, tanti cavi in più sicuramente poco belli da vedere e comunque una soluzione non ideale per chi non è particolarmente tecnologico e che magari ha difficolta anche a cambiare l’input del televisore, figuriamoci gestire due apparecchi.

    Inoltre se il televisore è vecchio, probabilmente quello che lo sostituirà probabilmente avrà una risoluzione maggiore, sarà più grande, avrà delle funzionalità aggiornate e già predisposto alle ultime novità tecnologiche.

    Inoltre a parità di dimensioni i televisori costano molto meno rispetto a qualche anno fa, considerate che seguendo le offerte potete portarvi via un 55 pollici dignitoso anche per meno di 400 euro, quando sino a una decina di anni fa ci volevano 1500 euro per un 42 pollici.

    Ovviamente in teoria maggiore è la risoluzione, e maggiore dovrebbe essere la dimensione ideale dello schermo, infatti siamo passati dalle trasmissioni in SD con qualità dvd a quelle HD e ora inizia ad affacciarsi il 4K quindi  per via della richiesta del mercato gli schermi grandi sono diventati più diffusi e più economici, per contro trovare schermi più piccolini potrebbe diventare difficoltoso, o comunque poco conveniente, spesso con 50 euro in più potete prendere un televisore 10 pollici più grande, ed è una cosa che ne vale la pena sin tanto che abbiamo lo spazio in casa.

    Infatti una cosa da verificare, dato che nonostante le dimensioni dei televisori crescono a dismisura, le case rimangono piccole, cosi come non crescono i mobili che contengono il televisore, pertanto misurate bene lo spazio che avete a disposizione per non correre il rischio di dover rimandare indietro il televisore, magari preso con uno sconto favoloso ma che non entra nel mobile della sala per 5 maledettissimi centimetri.

    E’ vero che esistono dei supporti per ancorare il televisore al muro e quindi qualche centimetro in più potrebbe non essere un problema, ma se abbiamo un mobile tv che lo contorna magari saremo costretti a sbarazzarcene o a cambiarlo , se invece il televisore sta su un tavolino il televisore potrebbe tranquillamente sbordare, anche se dipende dalla base del televisore stesso: quelli più economici tendono ad avere una coppia di piedini alle estremità, che non permettono di sbordare se non di pochi centimetri, quelli più costosi generalmente hanno una base centrale che permette di essere poggiato a una superfice larga anche la metà dello schermo, anche se è sempre possibile comprare una base universale da agganciare sulle viti per il supporto a muro che tendenzialmente costa meno della differenza con un televisore di più alta gamma.

    Come detto televisori ce ne sono a parità di schermo di tanti prezzi, la differenza la marca e quindi l’assistenza, la reattività, e la presenza di alcune particolari tecnologie, che ad esempio migliorano le immagini. Sicuramente per vedere il digitale terrestre senza grandi pretese, ad esempio per guardare il telegiornale, lo sceneggiato o il quiz in tv anche quello più economico può andare bene, l’unica accortezza è verificare la velocità nell’accensione e nel cambio dei canali, che in certi modelli può essere parecchio lento e frustrante.

    Le cose cambiano se dobbiamo attaccare dei dispositivi al televisore, siano essi computer, decoder satellitari, lettori blue ray o console di videogiochi, in quel caso si presuppone che verranno visualizzati spesso contenuti ad alta definizione e in rapido movimento, quindi la qualità dello schermo, dell’elettronica e delle immagini deve essere la più alta possibile, quindi può valerne la pena acquistare un prodotto di più alta gamma, tenendo conto che un prodotto di alta gamma puo tranquillamente costare , a parità di  dimensioni, anche 4 o 5 volte più di quello economico

    C’è anche da dire che spesso sui televisori più cari si paga tanto il marketing  dove si viene attratti da sigle altisonanti che spesso servono solo per confondere l’utente , dato che probabilmente se non conosciamo quella funzionalità probabilmente non ci serve e che la tecnologia esclusiva magari ci da un 5% in più sulla qualità dell’immagine ma ci costa il triplo

    Per contro anche quelli super-economici potrebbero rivelarsi delle fregature, dato che il mercato è pieno di prodotti , spesso marchiati con nomi di produttori storici non più in attività, o che hanno concesso il marchio su licenza, di provenienza turca, cinese o dell’est europa, realizzati un po’ troppo in economia che seppure fanno il loro lavoro per un uso basico, peccano soprattutto per l’assistenza: un eventuale problema al termine dei canonici 2 anni di garanzia significa dover buttare il televisore poiché sarà antieconomica la riparazione o impossibile trovare i ricambi, cercate di informarvi e preferite un marchio che ha ancora le sue linee di produzione e non uno che sebbene nel passato fosse un nome prestigioso , e ce ne sono di insospettabili, ora affida la produzione a quelle solite poche fabbriche a basso costo, magari per le linee più economiche o da offerta civetta per i supermercati.