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  • Come sopravvivere ai mille balzelli delle compagnie lowcost

    Come sopravvivere ai mille balzelli delle compagnie lowcost

    Viaggiare sta diventando sempre più costoso e tra pandemie e guerre il costo dei voli è aumentato sensibilmente, e se si sommano ai prezzi di alloggi, ristorazione e trasporto pubblico saliti alle stelle rendono i viaggetti del fine settimana qualcosa di molto più pesante per le nostre finanze rispetto al passato.

    E per camuffare questi aumenti e non farci rinunciare al nostro proposito di prendere il volo per una destinazione lontana da casa con l’illusione di spendere pochissimo le compagnie low cost sono maestre nei trucchetti per aumentare i prezzi senza dover pubblicizzare gli aumenti inventandosi dei balzelli , che nonostante sulla carta siano opzionali diventano una scelta obbligata per buona parte della clientela.

    climate stairs flight vehicle

    E se tra servizio bar a pagamento, bazar con la vendita di prodotti di ogni genere e lotterie varie o proposte di alberghi, autonoleggi e transfer per l’aeroporto basta semplicemente scegliere di declinare l’offerta, diverso è per almeno due aspetti del nostro volo: il posto a sedere e il bagaglio.

    Per il posto a sedere una prassi particolarmente antipatica è dover pagare un extra per scegliersi il posto, pagando di più se si preferisce avere un determinato sedile, magari quello più spazioso perchè vicino alle uscite di sicurezza:  non pagando l’extra ci viene assegnato in maniera casuale e questo potrebbe significare trovarsi assegnato il più scomodo posto centrale, ma soprattutto non avere la certezza di viaggiare accanto al nostro compagno di viaggio, problema secondario per chi viaggia da solo o per lavoro, ma magari più problematico quando si viaggia con il partner o la famiglia.

    people inside airplane

    Ma ancora più antipatico è l’extra sul bagaglio, ormai con tutte le lowcost , ma anche molte compagnie tradizionali si stanno adeguando specie per le tariffe più economiche, il bagaglio incluso nel biglietto si è ridotto sempre più arrivando a comprendere solo una piccola borsetta da riporre sotto il sedile davanti a voi, mentre per chi vuole un bagaglio a mano da riporre nella cappelliera o un bagaglio in stiva non può fare altro che pagare un extra.

    E pagare un balzello, anche fosse di pochi euro, diventa costoso quando facciamo un viaggio con scalo, perché dovremmo ripagarlo per ogni tratta: quindi il volo super economico rischia di lievitare facilmente di una cinquantina di euro o più, e magari si finisce a spendere più in balzelli che nel costo stesso del biglietto, pertanto è bene sincerarsi del prezzo di questi extra quando si decide da scegliere la compagnia aerea: magari nel totale si spende di meno con una compagnia che parte da un costo più alto del biglietto ma non addebita questi extra o chiede delle cifre meno esose.

    two person carrying duffel and backpack

    Ma attenzione, non sempre è necessario pagare gli extra: la piccola borsetta sotto il sedile, organizzandosi bene può essere sufficiente per un viaggio di qualche giorno, specie nei mesi più caldi, magari rinunciando a portarsi dietro un cambio di scarpe (al limite se proprio dovessero servire perchè le abbiamo distrutte o si sono bagnate le si può sempre comprare a destinazione), un trucco è usare una borsa morbida o uno zaino che può cambiare forma e entrare nello spazio sotto il sedile anche se è di dimensioni ben più grandi del consentito: finché riesce a stare sotto il sedile , diciamo entro le dimensioni suggerite per la cappelliera, a meno che non sia particolarmente ingombrante e vistoso difficilmente vi faranno storie per le dimensioni o per il peso considerato che al limite viaggerete più scomodi voi ma non occupando le cappelliere non create disagi per la compagnia aerea, con il vantaggio che se scegliete uno zaino gli spostamenti sui mezzi pubblici sono notevolmente più agevoli che portarsi dietro un trolley, al costo magari di avere qualche vestito sgualcito in più.

    blue luggage with folded clothes

    Se invece dovete stare piu di 3 o 4  giorni, difficilmente si può fare a meno del trolley, ma anche li i balzelli variano cosi come le strategie per pagare meno: acquistando la priorità avete diritto oltre alla solita borsetta sotto i piedi anche a un bagaglio da stiva di massimo 10kg, tenendo conto che qualora le cappelliere si riempissero la compagnia potrebbe imbarcarli in stiva, spesso con consegna sotto l’aereo: è una soluzione buona per chi vuole perdere meno tempo specie perché ha un’altro volo da prendere o perché ha i tempi stretti per raggiungere la destinazione finale, classico dei voli a fine giornata che arrivano a ridosso dell’ultima corsa per il centro città.

    black and white photo of people on airport

    L’alternativa è il bagaglio da stiva da lasciare al banco drop-in dell’aeroporto, ormai disponibile sia quello classico da 20kg che ha un balzello più corposo, ma c’è spesso anche quello ridotto , con gli stessi 10kg del bagaglio da stiva che consente di imbarcare i liquidi ma si perde la priorità di accesso all’aereo, soluzione ideale per chi non ha fretta.

    Fate pero’ attenzione che il costo degli extra varia a secondo della destinazione e della stagione, quindi lo stesso extra puo’ variare a seconda dei casi, nel caso di Ryanair, la priorità con il bagaglio a bordo può variare dai 6 ai 30 euro, il bagaglio imbarcato da 10kg da 12 a 25 euro o quello da 20kg da 18 a 50 euro: nonostante normalmente sia più economico nei casi peggiori il bagaglio in stiva con la priorità ci costa di più bagaglio imbarcato di pari peso: pertanto fate attenzione quando fate il biglietto e ricordate che se cambiate idea o vi presentate in aeroporto con un bagaglio differente da quello che avete acquistato online pagherete delle penali parecchio salate: meglio, nel caso siano cambiate in corsa le esigenze, modificare il biglietto tramite sito o app prima di recarsi in aeroporto di modo da pagare il minimo delle eventuali penali previste.

    a luggage conveyor inside airport

    Insomma anche fare un biglietto economico è una guerra, ma con le adeguate strategie si riesce comunque a risparmiare. Voi conoscevate questi trucchetti? Ne avete altri? Scriveteli nei commenti!

  • Arrivano aumenti shock per le piattaforme di streaming

    Arrivano aumenti shock per le piattaforme di streaming

    Purtroppo chi usa i servizi in streaming , da quelli per i video, a quelli per la musica o per i videogames se ne sarà accorto: stanno aumentando i prezzi e in molti casi viene meno la possibilità di condividere l’abbonamento laddove era tollerato.

    E gli aumenti , soprattutto per le piattaforme che trasmettono eventi sportivi sono aumentati considerevolmente, basti pensare a Dazn che per il pacchetto che include la serie A chiede 40.99 euro al mese contro i 30.99 della stagione precedente, aumenti mitigabili leggermente se si acconsente a perdere uno dei più apprezzati vantaggi degli abbonamenti in streaming: la possibilità di disdire quando si vuole l’abbonamento.

    people watching soccer game

    Ma anche gli altri servizi non sono da meno, Disney plus da novembre passerà da 8.99 a 11.99 al mese e introduce dei piani piu’ economici per chi rinuncia alla condivisione delle password o visualizza la pubblicità introducendo il piano Standard con solo due 2 stream contemporanei, senza il 4K e il Dolby Atmos al prezzo precedente di 8.99 e il piano con la pubblicità a 5.99 dove si rinuncia anche al download dei contenuti per la visione offline

    Anche NowTv da fine settembre rimodula l’offerta abbassando leggermente il prezzo di alcuni pacchetti ma lanciando la pubblicità sui contenuti on demand che si potrà evitando pagando 5 euro al mese della nuova opzione premium: in pratica un aumento mascherato per chi non vorrà sorbirsi la pubblicità, Netflix già da qualche mese ha eliminato la condivisione degli account e rimodulato i piani aggiungendo un piano base con pubblicità,  Spotify ha aumentato da luglio i piani premium di 1 o 2 euro al mese a seconda del prodotto scelto, Amazon prime aveva gia’ aumentato il canone di 1 euro al mese (e non è escluso che arrivi a breve un nuovo ritocco), cosi come ha fatto Apple TV+ passata a  6.99 mensili e pure gli abbonamenti ai videogiochi di Xbox e Playstation hanno subito rincari. 

    man and woman sitting on a couch in front of a television

    Tra i pochi servizi ad essere passati indenni agli aumenti al momento c’è Paramount+ ma considerato che negli USA ha da poco ritoccato i listini non è escluso che tra qualche tempo succeda altrettanto dalle nostre parti, così come per YouTube Premium e YouTube Music che hanno da poco subito dei ritocchi ai listini negli states.

    Alla fine se si sommano tutti gli abbonamenti , almeno quelli a cui si farebbe fatica a rinunciare si finisce a pagare più della pay tv unica con tutte le opzioni attive, cosa che porterà il pubblico, in un momento dove l’inflazione è alle stelle a fare delle rinunce per dei servizi di cui, magari controvoglia, se ne può comunque fare a meno.

    woman in white shirt using silver macbook

    Per arginare il problema molte piattaforme hanno introdotto dei profili con pubblicità ad un prezzo più basso, vicino a quanto si spendeva condividendo l’abbonamento, ma altrettanto vicino al prezzo del servizio senza interruzioni pubblicitarie richiesto prima degli aumenti .

    E volendo difendersi da queste mosse, ci sono poche soluzioni e anche i servizi che favorivano la condivisione degli abbonamenti mettendo a disposizione una piattaforma per dividere la spesa stanno venendo meno, un po’ perchè sono sempre meno i servizi dove è rimasta possibile la condivisione ma anche perchè queste piattaforme iniziano ad essere assimilate alla pirateria e quindi osteggiate o bloccate dai servizi di streaming e dalle autorità anti pirateria.

    person holding cds

    E complici gli aumenti , la rinuncia forzata a qualche abbonamento e la frammentazione dell’offerta sta riportando in auge la pirateria che nei tempi era passata di moda. C’è da dire che la lotta alla pirateria, specie per quanto riguarda gli eventi sportivi in diretta si sta inasprendo, con pene importanti comminate non solo a chi organizza, trasmette o rivende sistemi di pirateria come il celebre “pezzotto”, ma anche a chi fruisce del servizio pirata che se beccato rischia di dover pagare multe da migliaia di euro rendendo poco conveniente la cosa. Ma anche chi si rivolgeva agli streaming esteri gratuiti facendo lo slalom tra le varie pubblicità si troverà a doverci rinunciare perchè con le nuove normative i flussi di streaming pirata potranno essere bloccati all’istante , quindi durante la partita, senza attendere l’intervento di un giudice, cosa che ne complicherà la visione in Italia. Probabilmente con l’uso di una VPN si potranno bypassare alcune di queste limitazioni, ma se si deve spendere dei soldi per un servizio tanto vale farlo per quello legale.

    netflix on an imac

    Insomma comunque la si veda usare i nostri amati servizi in streaming ci costerà sempre di più, magari si puo’ mitigare ingoiando la pillola amara della pubblicità o rinunciando a quelli che usiamo di meno, magari stando attenti a mantenere attivo l’abbonamento solo quando usiamo effettivamente il servizio. Voi come pensate di reagire a questa valanga di aumenti? Scrivetelo nei commenti!

  • Le cuffie a cancellazione attiva del rumore servono davvero?

    Una tipologia di cuffie molto interessanti sono quelle a cancellazione di rumore, che possono essere una manna dal cielo quando vogliamo ascoltare la nostra musica in un ambiente rumoroso, o quando ci vogliamo isolare dall’ambiente circostante per non perdere la concentrazione, magari al lavoro o nello studio.

    Ovviamente se vogliamo isolarci é bene farlo in un luogo sicuro, al chiuso e non in strada dove potremmo non accorgerci di un pericolo, quindi vanno bene in casa, in ufficio o sul treno ma non quando stiamo facendo attivitá sportive, manuali o potenzialmente pericolose.

    woman wearing black sleeveless dress holding white headphone at daytime

    Generalmente quando ci si vuole isolare dai suoni esterni si scelgono delle cuffie chiuse dove l’orecchio è sovrastato da una cuffia progettata per non far percepire i rumori che arrivano dall’esterno della cuffia, ma ovviamente a meno di non fare delle cuffie grandi e pesanti non si riescono a fare miracoli, oltre al fatto che se la cuffia è chiusa manca la traspirazione dell’orecchio quindi non potremmo utilizzarle continuativamente per ore visto che tendenzialmente sono piú pesanti ma soprattutto fanno sudare il padiglione auricolare.

    La soluzione arriva da una tecnologia, che sino a qualche tempo fa era molto costosa ma si è abbassata notevolmente di prezzo, il sistema di cancellazione attiva del rumore ANC o Active Noise Cancelling, dove ci sono dei microfoni sull’esterno della cuffia che captano i rumori e producono dentro la cuffia un onda sonora in controfase che cancella i rumori esterni, consentendo di aver in cuffia il silenzio o una riproduzione musicale esente dai rumori di fondo.

    Ovviamente la presenza dei microfoni e della circuiteria necessaria rende obbligatorio che ci la cuffia sia alimentata, quindi ci sará una batteria, ricaricabile o meno, che avrá un suo peso, oltre al fatto che questa complessitá ha un suo costo, e a volte per ridurlo al massimo viene meno la qualità della cancellazione con prodotti che funzionano veramente male, quindi è preferibile informarsi bene ed evitare magari prodotti troppo economici per evitare fregature.

    Uno dei vantaggi di questa tecnologia è che per isolarci non è necessario che la cuffia sia chiusa, quindi potremmo avere la cancellazione del rumore anche in cuffie aperte, cuffie sportive o in auricolari, dove i microfoni esterni compensano la mancanza di isolamento fisico della cuffia permettendoci di ottenere un suono ottimale anche con cuffie comode o di forma particolare.

    Una delle funzionalitá piú comode é la possibilitá di avere la modalità trasparenza in modo da far entrare in cuffia, alla pressione di un tasto,  il rumore esterno percepito dai microfoni, utile per ascoltare qualcuno ci si sta parlando e che altrimenti non potremmo sentire o sentiremmo in maniera molto attenuata.

    Ovviamente a seconda dei modelli la qualitá della cancellazione del rumore puó essere più o meno buona, cosi come puó esserci la possibilitá che il suono risultante risulti artefatto o poco naturale, infatti i modelli migliori hanno la possibilitá di settare a piacimento le modalitá o le modalitá di cancellazione del rumore, mentre i sistemi piú economici hanno spesso solo la possibilità di attivare o disabilitare la modalitá di cancellazione.

    Il consiglio è se state valutando l’acquisto è di sceglierne una di qualità: se è pur vero che si trovano cuffie, specie auricolari con anc anche a 10 euro, a volte questi sistemi non funzionano tanto bene , ed in rete è pieno di cuffiette economiche che spacciano questa caratteristica ma spesso sono degli scam o quanto meno funzionano molto male, e comunque mancano di modalità utili come la trasparenza io quantomeno la possibilità di disabilitare facilmente la modalità anc quando qualcuno ci parla o si avvicina a noi.

    Ad ogni modo si tratta di uno strumento molto utile per chi lavora o studia in un open space o comunque con qualcuno che parla o chiacchiera nelle vicinanze, o quando ci sono dei rumori costanti come quelli di ventole condizionatori o apparecchi rumorosi che disturbano l’ascolto della musica, in quel caso una buona cuffia ANC é un toccasana sia per la nostra concentrazione che per goderci la musica.

    Inoltre la presenza del microfono ci consente quasi sempre di utilizzarle per rispondere al telefono, e molti modelli sono dotati di bluetooth rendendoli comodi da usare sia attaccati al pc, che al telefono o ad una sorgente audio.

    Voi li conoscevate? Le utilizzate normalmente o preferite delle cuffie classiche? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti,

  • L’ optional da evitare: la vernice extra serie dell’auto

    L’ optional da evitare: la vernice extra serie dell’auto

    Uno degli optional piú antipatici quando si ordina un’automobile nuova é il costo per la vernice extra serie. 

    Un tempo la scusa per questo addebito extra era che la vernice metallizzata fosse piú costosa da produrre, ma ormai la discriminante non é piú la tipologia di vernice visto che i costi di produzione  sono praticamente identici, tanto che generalmente  il prezzo lo fa la richiesta del colore e non la tipologia della vernice. 

    Infatti soprattutto negli allestimenti piú economici le case tengono senza sovrapprezzo solo un colore della carrozzeria, spesso quello meno riuscito, costringendoci a pagare un extra per vestire la nuova auto con un colore piú accattivante, e se quello meno riuscito è un metallizzato potrebbe essere lui quello offerto gratis, mentre magari dovremmo sborsare alcune centinaia di  euro anche per un banale bianco pastello.

    mercedes benz parked in a row

    Poi a seconda dei casi ci sono dei colori che richiedono un piccolo sovrapprezzo e certi altri piú accattivanti dove il sovrapprezzo diventa molto pesante. Certe case poi variano il colore gratuito in base agli allestimenti, e magari ci consentano scelta libera del colore della vettura solo sugli allestimenti piú costosi.

    Ovviamente se poi vogliamo tinte bicolore, colori a contrasto magari del tetto o del cofano in modo da rendere piú carina la nostra auto dovremmo ulteriormente aprire il portafoglio.

    E a volte la verniciatura extra può costare anche alcune migliaia di euro, al punto che potrebbe convenire farla wrappare o riverniciare appena ritirata dal concessionario piuttosto che spendere sull’optional della vernice.

    person wrapping car hood with paper

    E la cosa è ancora piú evidente quando le case riservano certi colori agli allestimenti top e se proprio ci siamo innamorati di quel colore dovremmo pagare l’auto magari il doppio di quella base tra allestimento piú costoso e optional della vernice, e davvero potrebbe costarci meno farla riverniciare.

    E ancora sulla disponibilitá della vernice dei modelli base giocano le case, perché il colore base potrebbe richiedere a loro dire molto piú tempo per la consegna o non essercene disponibili in quel periodo, e giocando sulla fretta di ricevere il nuovo bolide potremmo finire per cedere alle lusinghe del colore a pagamento nonostante ci andasse bene anche il colore gratuito.

    photography of blue wagon audi

    Insomma il colore delle auto è un classico esempio di come le case riescano a farci spendere di piú per un qualcosa che a loro non ha costi, poi sta a noi decidere,  anche se a volte il colore base veste così male che siamo  praticamente costretti ad assecondare le richieste della casa.

    Voi avete ceduto alle lusinghe dei colori o vi siete accontentati della tinta di serie? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti.

  • Attenzione alla raccomandata market

    Attenzione alla raccomandata market

    Ricevere della corrispondenza puó essere un momento felice della giornata, magari perché ci scrive un amico che non sentiamo da tempo o perché é arrivato l’ordine che aspettavamo. Ma potrebbero arrivare missive meno simpatiche da ricevere come partecipazioni a matrimoni, bollette da pagare o peggio raccomandate verdi.

    Si proprio quelle dove viene comunicato da un ente pubblico una multa o una tassa da pagare. In qualche caso può essere piú o meno innocua come una convocazione in tribunale o la scadenza della tessera elettorale o addirittura un rimborso per delle tasse pagate in eccesso, ma generalmente non lasciano presagire nulla di buono.

    Inoltre potrebbe capitare di non essere in casa quando ci vengono recapitate, ma cosa fare in questi casi, ma soprattutto come capire se la raccomandata non recapitata é qualcosa di importante?

    Esiste un trucco empirico leggendo il codice della raccomandata nell’avviso di mancata consegna lasciato dal postino dal quale possiamo farci un’idea del nostro destino.

    Infatti se nell’avviso si parla di Raccomandata Market dovremmo preoccuparci, perché si tratta di comunicazioni generalmente in arrivo dagli enti pubblici e dal prefisso del numero della raccomandata ci si puó fare un idea in anticipo di mittente e contenuto.

    Infatti generalmente chi usa questo servizio delle Poste sono enti pubblici come INPS, tribunali, agenzia delle entrate, polizia stradale ed enti simili e questi enti hanno il loro prefisso.

    Quindi se l’avviso ha un numero che inizia per 648 , 573, 613 o 615  si tratta dell’agenzia delle entrate, con 649 o 665 si tratta di recupero crediti, con 689, 695 e 696 cartelle esattoriali, 786 o 787 multe o atti giudiziari etc.

    Esistono poi in rete delle tabelle piú dettagliate per capire quello che ci aspetta dalla raccomandata, ad esempio se il codice inizia con 12, 13, 14 o 15 si tratta di una raccomandata semplice, 056 o 618 é spedita da privati, se inizia per 75, 76, 77, 78 o 79 dovrebbe trattarsi di atti giudiziari, 721 di un rimborso, 608 o 609 di atti delle PP.AA. , 612, 614 o 693 dovrebbe trattarsi di una comunicazione di un istituto di credito, 617, 648, 649, 669 banche o aziende, 386 di una multa, 665 comunicazione di sinistri stradali, 668 autorità amministrativa o giuridica, 670, 671 o 689 cartelle di pagamento, 63 o 65 atti inps, etc.

    Ad ogni modo é utile sapere che rimarrá in giacenza per 30 giorni ma si considererá comunque consegnata dopo 10, quindi anche se non la ritirate non potrete dire di non averla ricevuta, quindi non ritirarla quanto prima diventa un danno perché state perdendo tempo utile per un eventuale ricorso o per accedere al pagamento in forma ridotta di una multa.

    C’é da dire che non sempre la comunicazione puó essere sgradita, magari é solo una comunicazione innocua, come la ricezione del nuovo bancomat da parte della banca o un richiamo obbligatorio della nostra automobile, ma ricevere un ingiunzione, una multa o una cartella di pagamento puó diventare una rogna. 

    Voi ne avete ricevuta qualcuna? Conoscevate questi codici? Ne avete altri da segnalare? Scrivetelo nei commenti!

  • Con la direttiva Omnibus cambiano i nostri acquisti online

    Piccola novitá per i nostri acquisti online, al seguito del recepimento nel nostro paese di una direttiva europea sul commercio elettronico, la Omnibus , che cambia qualche regola per gli acquisti online.

    La cosa piú evidente é l’obbligo di indicare in caso di sconti o ribassi non il prezzo di listino ma il prezzo piú basso degli ultimi 30 giorni, cosa che potrebbe smascherare la pratica di certi commercianti che sono soliti alzare i prezzi qualche giorno prima dell’inizio di offerte o saldi per fare sembrare uno sconto piú sostanzioso del dovuto.

    online shopping

    Infatti prima di questa norma se un prodotto che si vende generalmente a 60 euro, poco prima degli sconti aumenta di prezzo a 100 , il commerciante poteva dire di fare uno sconto del 50% ingolosendo il cliente, quando alla fine lo sconto effettivo é poco del 15%, ora invece dovrà indicare come prezzo di partenza 60 , essendo il prezzo piú basso degli ultimi 30 giorni, e quindi la finta offerta viene smascherata. 

    Addirittura potrebbe capitare che il prezzo in offerta attuale sia più alto del prezzo di partenza perché magari negli ultimi 30 giorni , a seguito di un’offerta flash, per un giorno quel prodotto è costato meno di quanto costa al momento nonostante le offerte.

    shopping cart on a macbook

    C’è da dire che esiste una deroga per prodotti appena lanciati, sottocosto o deperibili dove non vige l’obbligo di indicare il miglior prezzo degli ultimi 30 giorni .

    Inoltre è stato inserito il divieto di promuovere o comparare un prodotto destinato ai mercati esteri come identico a quello locale , qualora a paritá di modello ci siano differenti caratteristiche o dotazioni a seconda del paese: ad esempio se lo stesso telefonino che in un paese costa piú caro perché venduto di serie insieme agli accessori e che in altri viene venduto senza accessori ad un prezzo piú economico, il venditore non puó piú giocando con le parole farci credere che ci stia vendendo la versione locale full optional quando ci sta proponendo quella spartana dedicata ad un’altro paese.

    close up of shoes and bag

    Cambiano anche alcune normative sulle recensioni , dove ci saranno piú controlli per evitare recensioni false o pilotate e sui motori di ricerca dei prodotti che devono essere piú trasparenti e indicare quando il risultato é sponsorizzato.

    Ovviamente ci saranno delle sanzioni per i commercianti che non si adegueranno alle nuove disposizioni, entrate in vigore in ritardo e che sono costate al nostro paese una procedura di infrazione.

    person in white long sleeve shirt holding credit card

    Alla fine ci sará un pó piú di trasparenza, ma anche qualche rogna in piú per i gestori dei negozi online.

    Voi cosa ne pensate? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti!

  • Le recensioni: un’arma a doppio taglio nelle nostre scelte

    Le recensioni: un’arma a doppio taglio nelle nostre scelte

    Quando dobbiamo acquistare un prodotto o un servizio che non conosciamo perfettamente un aiuto per scegliere quello piú adatto alle nostre esigenze é sicuramente l’uso delle recensioni. 

    Infatti dovendo scegliere tra prodotti apparentementi simili la recensione ci dovrebbe servire per preferire quello migliore, che magari ha meno difetti o che ha una caratteristica peculiare per noi irrinunciabile o che sia valido nonostante il prezzo piú vantaggioso, ovviamente a patto che le recensioni lasciate dagli utenti che hanno giá acquistato siano veritiere.

    Ma questo strumento, sicuramente molto potente non è esente da problemi, tanto da obbligare piattaforme come Amazon, Tripadvisor  o Booking o i vari hotel o ristoranti recensiti a sporgere denuncia contro chi rilascia recensioni a loro dire false , soprattutto quando queste recensioni vengono pilotate da  organizzazioni o agenzie che vendono recensioni tramite utenti compiacenti allo scopo di promuovere o affossare determinati prodotti o attivitá.

    E a seconda dei casi queste agenzie per evitare le contromisure delle piattaforme fanno acquistare il prodotto da recensire positivamente all’utente amico in cambio del rimborso della cifra spesa potendo tenersi il prodotto, in altri casi ricattano il titolare di un attivitá minacciando recensioni negative se non viene concesso uno sconto o addirittura la gratuitá di un servizio di cui hanno usufruito, in altri casi vengono assoldate dalla concorrenza per buttare giú la valutazione di un nuovo e magari piú bravo ristoratore, così come sono utilizzate per creare false recensioni super positive di un attivitá appena aperta o di un prodotto appena immesso sul mercato.

    student with notebook doing homework

    C’è anche da dire che certi titolari si legano al dito le recensioni negative al punto di denunciare o vendicarsi su chi ha lasciato una recensione non gradita anche se perfettamente legale e veritiera, magari negando l’accesso o facendo una piazzata al recensore qualora tornasse nel locale, fino arrivare a certi episodi di cronaca finiti nel penale.

    Tutto ció per dire che le recensioni hanno diversi difetti pertanto non ci si puó affidare ciecamente a ciò che si legge nella prima recensione lasciata da uno sconosciuto, ma per avere una certa utilitá le recensioni devono essere sapute leggere. 

    Vediamo magari qualche dritta per sgamare falsi commenti e farsi un’idea piú verosimile del prodotto o del servizio.

    Sicuramente é utile scremare recensioni troppo entusiastiche o troppo negative: nessuno é esente da difetti quindi se vediamo che un utente tesse spudoratamente le lodi di un prodotto dove la maggior parte delle recensioni sono medio basse la cosa é sospetta: probabilmente si tratta di recensioni false commissionate dallo scarso esercente per far risalire le classifiche, cosi come se vediamo una recensione che cerca di affossare un prodotto che ha la maggior parte di recensioni positive o comunque sopra la media probabilmente si tratta di una falsa recensione commissionata da un concorrente con lo scopo di danneggiarlo.

    young african american fashion designer working late in sewing work space

    Come dicono i proverbi la virtú sta nel mezzo, se la maggior parte dei recensori menziona una certa caratteristica , sia in positivo che in negativo, é probabile che sia vera, se a farla notare sono una piccola percentuale o magari uno solo su centinaia di recensioni, o il recensore, se non é in malafede,  é di quelli iper puntigliosi o piú probabilmente sta amplificando un difetto magari perché c’è stato un disguido che non ha avuto il coraggio di segnalare e che altrimenti probabilmente sarebbe stato risolto.

    Se le recensioni sono poche, magari perché si tratta di un prodotto di nicchia oppure appena uscito sul mercato, potremmo non avere dei termini di paragone e capire se poterci fidare dei pochi commenti presenti, in quel caso un’idea puó essere cercare recensioni dello stesso prodotto o servizio anche in altre piattaforme, magari anche di altri paesi o in lingua estera, sperando che non siano lasciate dai medesimi utenti.

    Va anche tenuto conto che se si tratta di un servizio e non di un prodotto creato in serie anche le circostanze , l’affluenza del giorno, un inconveniente temporaneo possono incidere negativamente sulla recensione di un locale tutto sommato accettabile, ma che ha avuto una giornata no. 

    Certo che se le recensioni fossero altalenanti potrebbe anche essere sintomo di un servizio non erogato sempre con la stessa qualitá e qui la lettura delle recensioni piú dettagliate puó aiutare a capire meglio la situazione: magari si tratta di un locale generalmente valido ma da evitare in certi giorni della settimana.

    man standing in front of counter

    Sicuramente va tenuto conto del numero di recensioni, se la maggior parte degli utenti da’ una certa valutazione o evidenzia un certo pregio o difetto e solo pochi dicono l’esatto opposto é piú probabile che siano quei pochi a dare una valutazione falsa o non corretta.

    Se poi il recensore si firma con nome e cognome anziché con un nickname tendenzialmente é meno propenso a rilasciare commenti falsi in quanto identificabile, quindi teoricamente é piú affidabile, anche se nulla vieta che nonostante sia in buona fede possa essere una persona incompetente.

    E in caso di recensioni strane o sospette non è male dare un occhio alle altre recensioni di quell’utente, potremo smascherare che rilascia sistematicamente recensioni truffaldine che affossano determinati locali e/o che ne esaltino altri senza trovare mai delle recensioni equilibrate: questo é un indice dell’inaffidabilitá del recensore.

    photo of woman holding her phone

    Altra cosa da mettere in conto é il prezzo del prodotto o del servizio, se nel tempo il prezzo cambia anche le osservazioni presenti nelle recensioni cambiano peso e un difetto importante diventa secondario se quel prodotto per via di un’offerta andrá a costare molto meno della concorrenza, così come se a seguito di un aumento del listino quel difettuccio trascurabile diventa importante dato che magari ora allo stesso prezzo si trova un concorrente esente da quel difetto. 

    Inoltre va fatta attenzione quando confrontiamo le recensioni due prodotti simili nelle funzionalitá ma di prezzi diversi, lo stesso difetto o mancanza su un prodotto premium ha un peso ben diverso da un prodotto economico che magari costa meno della metá, lo stesso  difetto che  sul prodotto piú economico ci fá chiudere un’occhio diventa essenziale su un prodotto premium che costa molto di piú e dove tutto dev’essere perfetto per poter giustificare il maggiore prezzo di listino.

    focused young ethnic woman with credit card and laptop

    Insomma le recensioni per essere utili vanno sapute leggere altrimenti potremmo essere portati a preferire un posto o un prodotto mediocre al posto di uno piú valido.

    Voi cosa ne pensate? Siete soliti leggere o lasciare le recensioni dei prodotti o dei servizi che acquistate? Scrivetelo nei commenti!

  • Arriva la fine della maggior tutela per luce e gas

    Arriva la fine della maggior tutela per luce e gas

    Si avvicina anche per le utenze domestiche la fine del servizio di maggior tutela per luce e gas, infatti se per imprese e utenze non domestiche l’obbligo di passare ad un fornitore sul mercato libero al posto del Servizio Elettrico Nazionale è scattato nello scorso Aprile, per le utenze residenziali questo termine è fissato, salvo nuove proroghe a Gennaio 2024.

    E considerando che nonostante le proroghe si susseguono da anni è poco probabile ce ne siano di nuove, quindi eccetto per alcune categorie protette ci troveremo a dover scegliere obbligatoriamente un gestore elettrico sul mercato, confrontando le tariffe e le eventuali offerte, pena trovarcene uno assegnato d’ufficio.

    Stare sul mercato libero significa che é il nostro gestore a stabilire non solo il costo di canoni e servizi ma anche il prezzo dell’energia che nei contratti a maggior tutela era stabilito da  un’autoritá statale che periodicamente li aggiornava in base ai prezzi all’ingrosso dell’energia. 

    E dato che riuscire a capire una bolletta elettrica non é facile come puó sembrare, cambiando gestore,  il rischio di prendersi una fregatura sottoscrivendo un contratto capestro o comunque non adatto alle nostre esigenze non è così remota, così come non è strano cadere nelle trappole di procacciatori telefonici che spacciandosi per autortitá varie cercano di estorcervi i dati della bolletta per attivare un contratto con il gestore con cui hanno mandato, che potrebbe non essere quello migliore per voi.

    Sicuramente ci verrá in aiuto il portale delle offerte, un comparatore gestito dall’ARERA, l’autoritá statale che si occupa di energia, nel quale indicando i dati dei nostri consumi ci restituirà i prezzi di tutti gli operatori elettrici disponibili nella nostra zona, che potremmo contattare per sottoscrivere un eventuale contratto.

    In ottica del cambio, quindi è bene informarsi sulle offerte e sulle procedure così come iniziare a confrontare le tariffe per cercare il gestore migliore, col prezzo piú basso, o che possa offrire un prezzo fisso o che offra dei servizi aggiuntivi o delle convenzioni che possano farci risparmiare.

    Troveremo anche le offerte PLACET , una sorta di offerta simile a quella del mercato tutelato, con caratteristiche generali e prezzo dell’energia stabilito dall’autoritá, che gli operatori del mercato libero sono obbligati a garantire, che potrebbero non essere la soluzione migliore per le nostre esigenze, ma che garantiscono un contratto di fornitura standard facilmente confrontabile tra gli operatori.

    Ma cosa succede se noi prima di gennaio 2024 non siamo passati al mercato libero? In realtá nulla di troppo preoccupante, con un meccanismo simile a quello che é capitato per le utenze non domestiche, continueremo a ricevere la corrente ma saremo assegnati ad un gestore provvisorio a seconda della zona di appartenenza, nei primi 6 mesi con delle condizioni molto simili alle attuali, e poi successivamente ad un’offerta PLACET con il gestore che ha vinto la gara pubblica nella vostra zona.

    Come detto non é detto che l’offerta PLACET sia la migliore per le nostre esigenze, quindi a quel punto diventerá essenziale quanto meno informarsi e capire bene se mantenere quell’offerta o passare ad un gestore piú conveniente.

    Ad ogni modo se è vero che non rimarremo senza luce, saremo comunque costretti a fare qualcosa per la nostra fornitura, quindi è bene informarsi per tempo per non farci cogliere impreparati e fare per la fretta la scelta meno idonea.

    Voi cosa ne pensate? Siete giá passati al mercato libero? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti!

  • Temu e gli acquisti veloci dalla Cina

    Temu e gli acquisti veloci dalla Cina

    Da qualche tempo le modalitá per acquistare dalla Cina sono cambiate. Come vi spiegavo in precedenza sono cambiate le regole doganali e quindi tutti gli acquisti dall’estero ormai non sfuggono al pagamento dei costi doganali, ma fortunatamente per gli acquisti sotto i 150 euro di valore il sito o la piattaforma nel quale fate l’acquisto può gestire la riscossione delle tasse di modo che non dobbiate pagare nulla al postino. 

    Se da una parte queste nuove normative hanno portato degli aumenti nei costi sia dei prodotti che della spedizione, la maggior chiarezza ha permesso ai vari siti di organizzarsi con dei sistemi stabili senza doversi inventare delle soluzioni creative per evadere le tasse come accadeva nel passato.

    E questo ha anche agevolato l’ingresso in europa di qualche piattaforma di e-commerce cinese che non era ancora presente dalle nostre parti come Temu, l’ennesimo marketplace cinese che possiamo vedere come una via di mezzo tra Shein e Aliexpress , che a parte le interessanti offerte di apertura ha portato soprattutto dalle nostre parti una formula interessante per il trasporto.

    Infatti la piattaforma Temu aggrega gli acquisti fatti dai vari piccoli venditori in un unica spedizione che ci viene recapitata via corriere in tempi brevissimi, mediamente 5-6 giorni lavorativi dall’ordine, quasi un record per le spedizioni da oltre oceano, e sono talmente sicuri dei tempi da offrire un rimborso con dei buoni sconto se gli articoli arrivassero dopo la data indicata in fase d’ordine, tutto a fronte di un’ordine minimo di 10 euro necessario per poter dare seguito all’ordine.

    Insomma tempi brevi, certi, nessun problema con la dogana e i soliti prodotti economici di origine cinese, cosa che rende questa piattaforma, Temu, davvero interessante.

    Ovviamente anche i siti concorrenti come Aliexpress si sono adeguati e ora danno la possibilitá di avere lo stesso servizio di raggruppamento degli ordini con spedizione rapida su una selezione di prodotti, ovviamente a fronte di un minimo d’ordine, lasciando peró la possibilitá di acquistare anche il singolo articolo di valore inferiore al minimo d’ordine spedito con spedizione economica dal venditore, cosi come avveniva in passato.

    laptop technology ipad tablet

    Insomma lasciano aperte entrambe le possibilitá, ma il consiglio é quello , a meno che non ci serva soltanto un prodottino del valore di qualche moneta, di utilizzare questo nuovo servizio, anche perché ci mette al riparo da problemi doganali essendo sicuramente le tasse pagate alla fonte, ma soprattutto si evita di utilizzare le spedizioni lente delle poste che per via dell’intasamento dovuto ai controlli doganali obbligatori sono diventate parecchio lente, con il rischio che il pacco vada perduto, o comunque di dover attendere per mesi il nostro pacco anziché riceverlo in pochi giorni.

    Tutto sommato con un limite d’ordine basso, a 10 euro, anche a comprare prodottini da pochi centesimi il carrello lo si riempe facilmente, e nel caso basta fare l’ordine con un amico, collega o parente o aspettare qualche giorno per raggiungere la cifra minima, oppure aggiungere qualcosa che può tornare sempre utile in futuro, dal cavetto all’adattatore all’accessorio per raggiungere il minimo d’ordine.

    online shopping

    Voi cosa ne pensate? Acquistate dai siti cinesi? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti!

  • Xbox e Game Pass aumentano: ora Microsoft salassa i videogiocatori

    Xbox e Game Pass aumentano: ora Microsoft salassa i videogiocatori

    Brutte notizie per i videogiocatori, almeno quelli che sono interessati al mondo Xbox, infatti cosi come era già successo per Playstation 5 da agosto aumenta il costo della console Xbox series X, che passerà dai 499 euro a 549 euro, ragione per cui é bene affrettarsi se avevate pensato di acquistarla.

    Fortunatamente se invece avevate puntato la versione senza lettore ottico, la  series S il prezzo resta invariato a 299 euro. 

    xbox one controller beside three xbox one cases

    Purtroppo peró non é l’unico aumento in casa Microsoft perché ad aumentare è anche il Game Pass, l’abbonamento che permette di usufruire a noleggio di un interessante parco titoli a fronte di un canone mensile. 

    Storicamente si pagava 9,90 euro al mese per la versione base per PC o per console, e 12,99 per la versione ultimate utilizzabile su entrambe le piattaforme, ma dal 6 luglio per i nuovi abbonati e da agosto per chi é giá abbonato aumenta a 10,99 su console e a 14,99 per la ultimate.

    Ovviamente se avete un abbonamento prepagato in corso di validitá gli aumenti arriveranno al primo rinnovo utile, quindi se avete la possibilitá di estendere l’abbonamento é il momento di farlo prima dell’avvento dei nuovi listini, in modo da garantirvi ancora qualche periodo ai prezzi storici.

    white and black xbox in close up shot

    Quello che peró non vá giú é che seppure tutto aumenta , quindi sarebbe anche comprensibile un adeguamento dei prezzi, quello che delude è il parco giochi inclusi sempre meno interessante e che lascia l’amaro in bocca agli utenti abituati da anni a pagare la stessa cifra, e che si sentono cornuti e mazziati, in quanto si trovano a pagare di piú per in realtá avere di meno.

    close up photo of game controller

    Voi cosa ne pensate? Voi utilizzate il Game Pass? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti!