Tag: rimborsi

  • Cosa fare se ci cancellano il volo

    Cosa fare se ci cancellano il volo

    Purtroppo i problemi del blocco dello stretto di Hormuz hanno portato ad una scarsa disponibilità del carburante per gli aerei, con prezzi schizzati alle stelle che stanno costringendo molte compagnie a modificare i propri programmi di volo.

    Questo significa che molti voli, specie quelli meno redditizi per le compagnie potrebbero venire accorpati, modificati o cancellati.

    E anche solo spostare un volo potrebbe generare disagi molto costosi per i viaggiatori, specie se si sono acquistati in anticipo alberghi, biglietti o attività da fare a destinazione.

    Spesso infatti, per risparmiare sul costo, si tende ad acquistare delle formule non rimborsabili o non modificabili, questo significa che se la compagnia aerea ci dovesse modificare le date, si rischia di perdere quanto speso per queste attività, o nella migliore delle ipotesi dover pagare delle penali o degli adeguamenti tariffari per il cambio di data.

    pexels-photo-9969359.jpeg

    Peggio ancora se il volo ci viene cancellato, o se abbiamo organizzato il viaggio in funzione di un evento e a causa dello spostamento del volo siamo costretti a rinunciare a partire, magari a causa dell’impossibilità di spostare le ferie o di raggiungere in tempo l’evento.

    Se non abbiamo ancora prenotato queste spese l’ideale è farlo scegliendo esclusivamente delle formule rimborsabili e di dotarsi di una buona assicurazione di viaggio che ci possa proteggere da problemi imprevisti, che potrebbero avvenire anche quando siamo già in loco, magari con la cancellazione di un volo che potrebbe rendere particolarmente costoso e difficoltoso il nostro rientro a casa.

    Ad ogni modo le compagnie che operano in Europa, quando cancellano i voli, sono tenute al rimborso o alla riprotezione su un altro volo in modo da consentire di raggiungere la destinazione e l’assistenza in aeroporto, che potrebbe comprendere pasti, sistemazione in hotel e taxi per l’aeroporto per consentire la prosecuzione del viaggio.

    volotea airplane at sunset

    Inoltre, se non si è stati avvisati della cancellazione almeno 14 giorni prima della partenza, e in assenza di circostanze eccezionali, la compagnia è tenuta a pagare un risarcimento, che a seconda della tratta può variare dai 250 ai 600 euro.

    Se poi a causa della cancellazione è stato necessario sostenere delle spese extra , a seconda dei casi, è possibile farsele rimborsare presentando le ricevute.

    Ovviamente accedere a questi rimborsi presuppone dover sbrigare della noiosa burocrazia, ma esistono dei servizi online che in cambio di una percentuale sul rimborso, possono gestire per nostro conto l’intera pratica, evitando di farci perdere tempo e soprattutto che ci venga negato un nostro diritto adducendo scuse che possono trarre in inganno chi non è del mestiere. 

    ryanair plane on runway at airport

    C’è però da sapere che se la cancellazione avviene per cause di forza maggiore, si ha diritto a riprotezione e assistenza, ma non al risarcimento. E condizioni meteo avverse, scioperi, problemi di sicurezza, come magari la chiusura dello spazio aereo o l’assenza di disponibilità di carburante possono essere considerate come circostanze eccezionali.

    Inoltre le assicurazioni di viaggio potrebbero non coprire guerre ed eventi naturali, quindi qualora si sottoscriva una copertura assicurativa bisogna accertarsi di cosa viene coperto.

    empty seats on airplane

    Ad ogni modo viaggiare in questi periodi potrebbe diventare più complesso, costoso o rischioso, quindi è bene partire più informati del solito e pensare a dei possibili piani B in caso di problemi, anche solo per evitare di rovinarsi la vacanza, doverci rinunciare o bruciare inutilmente preziosi giorni di ferie.

    Voi conoscevate questi diritti? Partirete comunque o temete di rovinarvi la vacanza?

    person holding smartphone riding airplane
  • Riusciremo a viaggiare con la crisi petrolifera?

    Riusciremo a viaggiare con la crisi petrolifera?

    La chiusura dello stretto di Hormuz sta rivoluzionando i trasporti e giocoforza anche i viaggi, portando a delle situazioni inaspettate anche al più preciso pianificatore.

    Infatti venendo a mancare il kerosene necessario ad alimentare gli aerei le compagnie si vedono costrette ad attuare delle contromisure che possono costare caro a chi ha organizzato un viaggio, magari con un certo anticipo per massimizzare il risparmio.

    E queste contromisure sono sostanzialmente due: ottimizzare i voli, cancellandoli o accorpandoli, o chiedere delle integrazioni al prezzo già pagato per il biglietto invocando le cause di forza maggiore previste dal contratto.

    pexels-photo-9969359.jpeg

    Infatti alcune compagnie come Volotea, stanno facendo valere una clausola che prevede il pagamento di un supplemento per il maggiore costo dei carburanti , da pagare prima dell’imbarco pena la cancellazione del volo: si tratta di pochi euro a tratta, ma che non ci si aspetta di dover pagare dopo l’emissione del biglietto: anche se probabilmente è il minore dei mali.

    volotea airplane at sunset

    Infatti per altre compagnie intervenire sulla scarsità di kerosene, che ha aumentato consistentemente i prezzi del carburante, può significare che magari un certo volo diretto venga tramutato in uno con scalo in modo da riempire l’aereo, o che vengano ridotti o cancellati dei voli, spostandovi su un volo alternativo che potrebbe essere più scomodo, perchè magari cambia di data costringendoci a variare il nostro piano ferie, cambiando magari l’aeroporto o addirittura cancellando i voli meno remunerativi, come ha fatto Ryanair su un certo numero di tratte previste per la prossima estate.

    E se le compagnie in qualche modo ci possono venire incontro trovando, seppure con qualche disagio una soluzione alternativa o il rimborso dei biglietti, modificando o cancellando il volo potremmo avere problemi con il resto della vacanza.

    ryanair plane on runway at airport

    E la cosa più problematica è l’alloggio, specie se per risparmiare o per assenza di alternative avevamo scelto una tariffa non modificabile o non rimborsabile, ma lo stesso problema potremmo averlo con eventuali biglietti e prenotazioni di attività e spostamenti pianificati a destinazione.

    E non sempre fare modifiche ai nostri piani è possibile, possono esserci a seconda dei casi delle penali o si rischia addirittura di non recuperare quanto già pagato, specie in caso di offerte speciali, o di non trovare alternative, che ci costringono a cancellare la nostra vacanza.

    Immaginate di aver pianificato il viaggio per andare a vedere una partita o un concerto di un artista famoso, faticando per trovare un biglietto e vi viene spostato il volo al giorno dopo l’evento: magari recuperate il costo del volo, se siete fortunati magari riuscite a trovare una soluzione per l’albergo ma perdete il concerto, quindi soldi buttati e vacanza rovinata anche potendo riuscire ad arrivare a destinazione…

    people inside building while light turned off

    Questo significa che a seconda dei casi, e della possibilità di rimborso cancellare per intero la vacanza,  magari cambiando completamente destinazione potrebbe essere la scelta più conveniente. 

    Tralaltro questo genera un fenomeno piuttosto strano: i prezzi dei voli più lontani stanno scendendo di prezzo perchè la gente che li ha già comprati, magari con largo anticipo, rinuncia per paura di vedersi il volo cancellato all’ultimo momento e quindi vengono rimessi in vendita a prezzi stracciati.

    Questo potrebbe significare riuscire a prendere un volo intercontinentale con poche centinaia di euro, accollandosi il rischio di una cancellazione dell’ultimo minuto , plausibile perché svendendo i posti operare il volo potrebbe risultare antieconomico per la compagnia, specie in periodo di rincari dei carburanti.

    elegant boutique hotel entrance in baghdad

    Ma in quel caso se ci si organizza scegliendo sistemazioni cancellabili e rimborsabili, mantenendo una certa flessibilità negli itinerari , e magari dotandosi di una buona assicurazione viaggi, potrebbe essere un’occasione molto ghiotta per raggiungere destinazioni altrimenti fuori budget. 

    Il problema potrebbe però sorgere se ad essere cancellata , magari all’ultimo momento, è solo una tratta del viaggio, che facendo scali intermedi, potrebbe lasciarci a terra dall’altra parte del mondo, costringendoci magari a trovare all’ultimo minuto un salatissimo volo alternativo per tornare a casa.

    La cosa quindi potrebbe essere un rischio salato ma anche un opportunità specie per chi riesce a sapersi organizzare e mettere in campo soluzioni di emergenza in caso di bisogno.

    passenger plane at hamad international airport

    Ad ogni modo il modo di viaggiare in questi periodi cambierà parecchio e ci dovremo abituare a un tipo di viaggio differente, magari scegliendo destinazioni e mezzi di trasporto diversi da quelli soliti e per cui siamo abituati.

    Voi cosa ne pensate? Viaggerete comunque o rinuncierete a viaggiare per evitare lo stress di una vacanza rovinata?

  • Viaggiare ai tempi del Coronavirus

    Purtoppo in questo ultimo periodo non si fa altro che parlare del Coronavirus e anche in queste pagine ci si trova a parlarne, ma da un punto di vista diverso, quello del viaggiatore.

    Infatti vuoi per la psicosi dalla malattia, vuoi per le azioni messe in campo dalle autorità per arginare il problema, ci apprestiamo a dei cambiamenti pesanti che condizioneranno la nostra vita e i nostri viaggi almeno per un certo periodo da qui in avanti.

    Se la malattia è meno pericolosa di come la dipingono molti media assetati di cattive notizie, dato che la mortalità è piu bassa di una normale influenza, e che i contagiati nella stragrande maggioranza (97-99%) dei casi guariscono, sono la sua facilità di contagio e i sintomi che la rendono poco distinguibile da un male di stagione che fanno si che il rischio di una diffusione incontrollata possa portare ad esaurire i limitati posti letto negli ospedali attrezzati alla cura, ed è questo il vero problema dal punto di vista sanitario.

    Ma dall’altra parte la lotta alla diffusione della malattia ha portato le autorità a misure drastiche che impattano sulla vita di tutti giorni, specie nelle aree più colpite, con la chiusura di scuole, chiese, impianti sportivi, eventi e anche dei luoghi di lavoro, con indubbi problemi all’economia, uniti a una psicosi generale, alimentata anche dalle dichiariazioni di certi politici e della stampa, che ha portato in molte zone a svuotare i supermercati come se ci si dovesse preparare all’apocalisse.

    Ovviamente non mancano gli sciacallaggi più o meno legali, con i prezzi di alcuni beni come mascherine e gel disinfettanti per le mani, che per via della difficile reperibilità sono schizzati alle stelle nei negozi, e venduti a prezzi da bagarinaggio anche nelle piattaforme e-commerce su internet.

    Ma c’è un’altro aspetto importante che invece dipende più da alcune scelte politiche , sopratutto all’inizio della diffusione della malattia nel nostro paese, che per il solito buonismo all’italiana hanno evitato la necessaria quarantena a chi proveniva dalla Cina e quindi a rischio contagio temendo di passare per razzisti nei confronti dei cinesi, e inoltre bloccando i voli dalla Cina verso il nostro paese senza considerare che le frontiere erano aperte, quindi bastava arrivare in un’altra nazione europea per bypassare il divieto, ha portato a non far sapere alle autorità sanitarie chi effettivamente è transitato dalle zone a rischio e quindi che necessitava di controlli e/o di quarantena, facendo diventare il nostro paese uno dei più esposti alla malattia al di fuori del territorio cinese.

    E per via di questo contagio fuori scala rispetto agli altri paesi, con tanto di zone del paese off-limits a causa del virus, i vari paesi esteri hanno iniziato a chiudere le frontiere e impedire l’accesso o nel migliore dei casi controllare o costringere alla quarantena chi proviene o è stato in Italia, prendendo provvedimenti simili a chi proviene dalla Cina, paese di origine del virus, e quindi molto più esposto al contagio.

    Questo significa però limitare la nostra possibilità di viaggiare, dato che potremmo essere respinti a destinazione, come è successo a un’aereo italiano alle Mauritius, o come alcuni paesi , anche molto più arretrati di noi, fanno nei confronti di chi proviene dal nostro paese , limitando l’accesso o comunque richiedendo la compilazione di moduli sanitari , controlli sanitari allo sbarco, fino all’obbligo di quarantena, specie se si è stati nelle zone del nostro paese più a rischio di contagio.

    Per questo chi ha in programma dei viaggi al di fuori dei confini nazionali è bene che si informi sulle limitazioni di viaggio che si possono trovare su Viaggiaresicuri, il sito del ministero degli esteri dedicato ai connazionali in procinto di viaggiare fuori confine, e sul sito della IATA, l’associazione internazionale del trasporto aereo.

    Anche sottoscrivere un’assicurazione viaggio potrebbe essere utile, specie per il rimborso delle spese sanitarie all’estero, mentre è bene informarsi se si è coperti per l’annullamento del viaggio, specie perchè in genere queste assicurazioni non rimborsano quando la rinuncia al viaggio è volontaria o prevedibile, quindi nonostante l’emergenza sanitaria, dato che formalmente è possibile partire, seppur senza quella tranquillità che pensavamo di aver avuto quando abbiamo fatto i biglietti o quando abbiamo chiesto quel periodo di ferie per la vacanza tanto desiderata.

    Certo è che se si ha già in mano i biglietti, se il volo verrà regolarmente operato, quindi gli aeroporti sono aperti sarà dura riuscire a farsi rimborsare i biglietti, stessa cosa per l’eventuale sistemazione in albergo, o per l’autonoleggio, se non si è scelto una tariffa rimborsabile. Nel primo caso dovrebbe essere possibile recuperare giusto le spese aeroportuali (pochi euro quindi), mentre per gli hotel e per l’eventuale auto a noleggio bisogna ricontrollare le condizioni di prenotazione, e capire l’importo dell’eventuale penale, facendo presente che se si interviene prima possibile tendenzialmente sarà minore la penale da pagare in caso di annullamento.

    Pertanto se siete temerari, e magari volete approfittare della situazione incerta per fare qualche viaggio a prezzo di affare, abbiate la cortezza di scegliere tariffe alberghiere rimborsabili e possibilmente fare un’assicurazione di viaggio, che probabilmente in periodi più tranquilli avrei sconsigliato, specie per i viaggi all’interno della comunità europea.

    Il problema però è anche un’altro: affrontare un viaggio con la preoccupazione , dal contagio del virus (che in realtà è il minore dei problemi dato che comunque nella maggior parte dei casi si guarisce), alle restrizioni in entrata, a un possibile obbligo di quarantena all’estero se si è venuti a contatto con persone infette, magari nell’hotel o nel museo che abbiamo visitato, al semplice fatto si rischia di trovare chiusi a causa del virus monumenti, musei, eventi e cose da visitare, pertanto rendendo non dico inutile, ma quantomeno meno piacevole la nostra vacanza, a dover gestire dei problemi e degli imprevisti lontano da casa magari in una lingua che non conosciamo alla perfezione o comunque l’assenza di tranquillità , di relax, del giusto spirito che non ci fa godere la vacanza potrebbe portarci a rinunciare o a posticipare la vacanza, e li dipende da ognuno di noi capire se ce la sentiamo di buttare alle ortiche giorni di ferie e soldi di mancati o parziali rimborsi per restare più tranquilli, o se partire comunque anche sapendo di divertirsi meno di quanto preventivato.

    Una tipologia di viaggio invece che andrebbe valuta attentamente e possibilmente evitata sono le crociere, che come si è visto diventano rapidamente focolai di infezione in caso di infetti a bordo, anche in considerazione che spesso l’età dei croceristi è alta, e il virus è tanto più letale più si va avanti con l’età, oltre al fatto che è facile trovare a bordo persone delle più svariate nazionalità, quindi anche provenienti da zone a rischio, in questo caso se si è già fatta la prenotazione ed è possibile disdire senza pagare penali troppo esose, forse è il caso di farlo.

    Ad ogni modo qualunque sia la destinazione dovremmo stare più attenti, informarci più del solito sapendo di poter incorrere in imprevisti che andranno gestiti, dai maggiori tempi per imbarco e sbarco dai mezzi di trasporto, alle chiusure di monumenti , musei ed eventi, sapendo che lo spirito potrebbe non essere sempre dei migliori per affrontare il nostro viaggio, ma un vero viaggiatore sa sempre come risolvere i problemi e a far tesoro comunque della propria avventura.