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  • Come ricaricare le auto elettriche

    Come ricaricare le auto elettriche

    Le auto elettriche volenti o nolenti sono sempre più presenti nel mercato, e può capitare di doverne guidare una, magari perchè ci viene prestata , fornita dall’azienda o noleggiata, o magari semplicemente perchè ne stiamo valutando l’acquisto, magari per sostituire un’auto termica o per cercare di proteggersi dal caro carburanti.

    Ad ogni modo diventa essenziale capire come, dove e quando ricaricare le auto e quanto ci può costare farlo. Infatti ricaricare una macchina elettrica è qualcosa di più complesso di una macchina termica, dove l’unica cosa che dobbiamo sapere è se è a benzina o a gasolio, considerato che i distributori sono super diffusi e che soprattutto possiamo fare il pieno in pochi minuti e poter ripartire per centinaia di chilometri senza doversi più fermare a rifornire.

    Sulle elettriche oltre al prezzo per la ricarica, cambia il tipo di attacco, la velocità di ricarica, l’autonomia, infatti generalmente le auto possono essere caricate, a seconda dei modelli, in corrente alternata, generalmente più lenta o in corrente continua, pertanto cambia il connettore che deve avere la macchina e la colonnina alla quale la ricarichiamo.

    In Europa le auto hanno sostanzialmente due tipi di attacchi il tipo 2 o Mennekes che supporta generalmente fino ai 22kW in corrente alternata, e il CCS2 che invece consente la ricarica in corrente continua ultra rapida anche fino ai 350kw sempre che sia la macchina che la colonnina supporti tale velocità.

    Nel primo caso generalmente abbiamo bisogno di tenere in auto il cavo di ricarica per attaccarsi alla colonnina, nel secondo utilizzeremo quello integrato, sempre che i ladri di rame non lo abbiano rubato mettendo fuori uso la colonnina, cosa che purtroppo non è così rara.

    Ovviamente sia la macchina che la colonnina devono supportare tali velocità, altrimenti la ricarica andrà alla velocità più lenta: ad esempio se la nostra auto permette ricariche sino a 11kW e noi la carichiamo in una colonnina da 22 andrà comunque a 11.

    E la velocità di ricarica è essenziale, perché una ricarica lenta, a seconda della dimensione della batteria e della quantità di carica residua, significa dover tenere in carica l’automobile per svariate ore.
    Ovviamente più le colonnine sono veloci e più costa la ricarica, quindi la comodità di ripartire dopo mezz’ora anziché dopo 3 o 4 ore potrebbe costarci anche 3 o 4 volte tanto a parità di ricarica.

    Infatti la soluzione più economica per la ricarica è utilizzare una wallbox in casa o in garage, possibilmente alimentata da un fotovoltaico o comunque da un contratto di fornitura elettrica con tariffe vantaggiose, magari con l’aiuto di una wallbox intelligente per ottimizzare tempi e costi di ricarica senza dover paralizzare l’impianto elettrico casalingo.

    Ma se non si ha un garage dove poter ricaricare l’auto, la colonnina è l’unica soluzione, e non solo quando siamo in viaggio. 

    Ovviamente tutte le colonnine hanno prezzi differenziati a seconda del gestore e della velocità, e in qualche caso come qualche hotel o supermercato possono offrire la possibilità di una ricarica gratuita ai propri clienti.

    Ma ovviamente nella maggior parte dei casi la ricarica è a pagamento, e spesso in mancanza di abbonamenti o convenzioni rischia di essere particolarmente salata, e sicuramente non competitiva coi costi di rifornimento di una termica.

    Inoltre accedere ad alcune colonnine richiede una certa burocrazia per l’abilitazione della ricarica, come la richiesta di una card o l’installazione di un’app specifica che poco si presta per un uso sporadico della colonnina, magari in emergenza perchè abbiamo la batteria quasi a zero.

    Esistono però delle app per trovare e confrontare le colonnine, per permetterci di risparmiare e soprattutto di localizzare una colonnina compatibile con la nostra auto, specie se ce ne occorre una veloce o comoda per i nostri spostamenti.

    Inoltre ci sono degli abbonamenti in roaming che permettono di utilizzare colonnine di più gestori senza doversi abbonare ad ogni singolo operatore, consentendoci di risparmiare con delle tariffe convenzionate o acquistando dei pacchetti di energia prepagata.

    Altra cosa a cui fare attenzione sono le tariffe di stazionamento: soprattutto nelle colonnine rapide lasciare attaccata la macchina dopo che la ricarica è completa comporta degli addebiti extra per ogni minuto oltre il necessario, visto che si toglie spazio ad un altro utente che potrebbe avere bisogno di ricaricare. Infatti se nelle colonnine più lente lasciare attaccata l’auto è più tollerato, o comunque ha dei periodi di grazia più lunghi dato che è normale lasciare la macchina in carica anche per delle ore, in una colonnina veloce dove , se la macchina lo permette riusciamo a dare una buona ricarica anche in mezzora, lasciarla in carica mentre andiamo per otto ore in ufficio, sfruttando la colonnina come un parcheggio potrebbe costarci davvero caro.

    E infine quello che conta è calcolare l’autonomia residua della macchina, in funzione del percorso che prevediamo di fare e della disponibilità di una colonnina nel nostro tragitto, che sia libera e funzionante, magari mantenendo un margine per una soluzione alternativa in caso di colonnina fuori uso, specie se stiamo facendo un viaggio lungo o fuori programma, ragione per cui è sempre bene tenere la batteria ben carica e non rasentare la riserva con il rischio di dover chiamare un carroattrezzi per farci raggiungere una colonnina. 

    Alla fine la ricarica di una macchina elettrica è sicuramente più complicata di una termica, perché richiede di conoscere tante procedure e tanti trucchetti che una termica non necessita, da come sfruttare i tempi morti durante una ricarica, a come risparmiare o arrivare a destinazione senza brutte sorprese, cose che non sono necessarie con una termica.

    Voi guidate una moderna macchina elettrica, o preferite la semplicità di una termica?

  • La fibra ottica è importante: digitalizziamoci!

    Parliamo di banda larga: le connessioni a internet ultraveloci che consentono ai nostri computer, tablet, tv, etc. di connettersi in maniera sicura , veloce e stabile, e soprattutto della tecnologia a conti fatti migliore per questo scopo e desiderata da tanti, e non solo dai più smanettoni visto che ormai anche solo per vedere film o serie tv in streaming, per fare videochiamate o lavorare da casa una buona connessione è diventata praticamente indispensabile.

    Si tratta della fibra ottica, e nello specifico di quella vera che arriva direttamente nelle nostre case denominata FTTH, Fiber to the Home , conosciuta in Italia anche come Open Fiber dal nome del principale operatore all’ingrosso che porta la fibra nelle nostre casa e che si differenzia enormemente del surrogato che viene proposto ,soprattutto da TIM,  chiamata FTTC dove la fibra ottica arriva fino alla strada per proseguire con il vecchio doppino telefonico in rame, che è molto più instabile e soprattutto più lento, e che se è sicuramente un po’ più veloce di una ADSL ne eredita tutti i difetti e soprattutto è dalle 10 alle 30 volte più lenta di una connessione vera in fibra, tanto che nelle pubblicità per non confondere gli utenti deve essere indicata con un bollino FR , diverso da quello F che contraddistingue la fibra che arriva direttamente dentro le nostre case

    E c’è da dire che in Italia la situazione della fibra ottica non è cosi tragica rispetto a quello che succede in Europa, anche perché negli ultimi tempi c’è stata una accelerazione importante della copertura che porta l’Italia ad essere tra i primi paesi europei per crescita , e pur essendo sotto la media europea del 50% di diffusione abbiamo un’abbastanza dignitoso 41% che ci mette in condizioni migliori di altri paesi come l’Olanda, la Gran Bretagna, l’Austria e addirittura la Germania.

    Il problema purtroppo è che ad una copertura che cresce in maniera importante, non corrisponde una pari sottoscrizione dei contratti di abbonamento, tanto che solo il 14% della popolazione coperta dalla fibra FTTH si abbona, cosa che ci pone agli ultimissimi posti della classifica europea e molto al di sotto della media e questo è un problema importante per lo sviluppo.

    Ma perche la gente non si abbona? Vuoi perche usa ancora la vecchia ADSL, vuoi perche usa il cellulare o delle connessioni via radio o peggio la finta fibra FTTC, che se per alcuni è una scelta obbligata dalla copertura della propria abitazione, per altri soprattutto nei centri più grossi dove si è in grado si scegliere, magari viene scelta perché ci si fa abbindolare da certe pubblicità dove spendendo non meno di una vera fibra si ottiene una connessione veramente scarsa al confronto.

    Molti invece non si mettono il problema e continuano a navigare con quello che hanno, senza informarsi delle possibilità di connessione offerte, oppure non hanno neanche una connessione a casa e questo è segno dell’arretratezza digitale del nostro paese, e che li mette più in condizione di subire truffe o soprusi digitali: più si ha dimestichezza col digitale e più di riesce a scovare queste truffe, e difficilmente la nostra dimestichezza potrà aumentare con un computer di 15 anni o con una connessione lenta a casa.

    Il problema è di alfabetizzazione digitale e per le persone più avanti con l’età può essere un problema, ma se i coetanei di altri paesi europei riescono nell’impresa il problema forse non è solo tecnologico, ma forse è anche un po’ psicologico, forse è la paura della tecnologia o forse solo la pigrizia mentale di imparare qualcosa di nuovo.

    Ad ogni modo la crescita del nostro paese non potrà prescindere da quella tecnologica, voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.