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  • E’ la fine per il car sharing?

    E’ la fine per il car sharing?

    Nelle cittá un modo innovativo di muoversi in autonomia senza spendere troppo è certamente il car sharing, dove si ha la possibilitá di avere a propria disposizione un’auto per raggiungere la nostra destinazione noleggiandola solo per il tempo necessario alla nostra commissione, spesso potendola rilasciare nei pressi della nostra destinazione e magari noleggiarne un’altra per tornare a casa quando abbiamo terminato i nostri affari. 

    Con questo sistema oltre al risparmio rispetto ad un mezzo equiparabile come un taxi, organizzandosi per bene si ha il vantaggio di poter fare a meno di avere la macchina o quanto meno poter rinunciare ad una seconda vettura in famiglia. 

    Inoltre la possibilitá di accedere a ZTL e parcheggi gratuiti creano una comoditá e un risparmio anche nei confronti dell’auto privata se accediamo spesso alle zone a traffico limitato gravate da ticket di ingresso o dove comunque parcheggiare gratuitamente é una chimera.

    Ma questi servizi che andavano tanto di moda prima del covid, con la diffusione dello smartworking hanno perso appeal e soprattutto clienti, e anche col ritorno alla normalitá i numeri dei noleggi non sono tornati a quelli dei primi tempi, portando alla chiusura di alcuni operatori, gravati da costi sempre piú alti, inciviltá degli utenti che comporta spese di ripristino delle vetture  a carico degli operatori e canoni comunali sempre piú alti.


    Ma anche riducendo l’offerta, per le compagnie che hanno resistito, i conti non riescono a tornare, e se i primi a cadere sono stati gruppi internazionali che hanno gradualmente venduto le attivitá o abbandonato il nostro paese per dedicarsi a localitá piú redditizie, quello che fá riflettere è la trasformazione di enjoy, il servizio di car sharing di eni leader del mercato che in pratica sta rivoluzionando il servizio rendendolo simile a quello di un autonoleggio a breve termine, simile a quelli che troviamo in aeroporto, operando solo dalle stazioni di servizio della casa madre e da alcuni parcheggi convenzionati.

    In pratica dal 2026 non si potrá piú prendere una macchina disponibile per strada e rilasciarla a destinazione, né si avrá piú il libero accesso alle ztl e ai parcheggi blu: si noleggerá , prenotando l’auto tramite la app, che tralaltro smetterá di accettare le carte di credito prepagate, e riportandola solo nel punto di ritiro dove la si è noleggiata o in un parcheggio convenzionato.

    Ovviamente questo cambiamento la rende utile solo per chi ha bisogno di un mezzo temporaneo per qualche ora o al limite per pochi giorni, come un turista, un trasfertista o per chi ha la macchina di proprietá indisponibile magari a causa di una riparazione, ma non per l’uso quotidiano in sostituzione di un veicolo di proprietá, vanificando la possibilitá di fare a meno dell’auto di casa, anche in considerazione della minore disponibilitá di mezzi. 

    Ma Enjoy non é l’unica a capitolare, anche Zity il noleggio di auto elettriche di Mobilize, branchia dedicata alla micromobilitá del gruppo Renault chiude il servizio, lasciando in pratica solo un grande operatore sul mercato a fare il servizio di car sharing free floating nel nostro paese, al netto di qualche piccolo operatore locale e di operatori che noleggiano da stazioni fisse su prenotazione, dove comunque si perde il vantaggio di poter noleggiare una macchina come fosse un mezzo pubblico.

    Ma anche chi rimane non se la passa benissimo, quindi non sarebbe strano che nel giro di poco tempo questi operatori vadano a sparire o comunque ad abbandonare il servizio di free floating, magari spostando le auto, distribuendole in altre cittá inizialmente non coperte dal servizio in modalitá station based, un po come ha fatto la stessa enjoy con i point che hanno raggiunto buona parte del territorio nazionale, estendendosi dalle grandi metropoli anche alle cittá piú piccole, che per ragioni di turismo o di affari possono assorbire una piccola  flotta, magari molto meno capillare rispetto alle metropoli, ma rivolgendosi a una clientela diversa.

    Voi utilizzate i servizi di car sharing? Vi trovate bene? Sapevate di questa novitá?

  • Passare al Car sharing conviene davvero o è solo una moda?

    Da qualche tempo anche in Italia sono arrivati i servizi di car sharing, dove si può utilizzare un’automobile comune pagando esclusivamente un conto orario di noleggio.

    Questo genere di servizio ha alcuni pregi e alcuni difetti, che andranno accuratamente messi sulla bilancia per capire se ci conviene o meno l’uso di questo utilizzo evoluto dell’automobile.

    Sicuramente per l’ambiente è un vantaggio, il sistema, almeno in teoria nasce per fare a meno di un’auto di proprietà, e meno auto che girano per la città significano meno traffico e meno inquinamento.

    Sicuramente per l’auto che prendiamo a noleggio non pagheremo la rata, l’assicurazione, il bollo, la manutenzione, il cambio dei pneumatici, il carburante: tutte spese importanti nel bilancio familiare, ma ci conviene davvero abbandonare l’auto di proprietà per il car sharing ?

    Il discorso dipende tanto dall’uso che facciamo della macchina, dalla quantità di chilometri che percorriamo mensilmente, dalla presenza di congestion charge zone (ad esempio l’Area C di Milano, dove si pagano 5 euro per entrare nel centro storico con l’automobile) e parcheggi a pagamento nei nostri tragitti e dalla disponibilità di mezzi pubblici per i tragitti abituali.

    La cosa è importante, perchè questi servizi sono erogati nelle città più grandi del nostro paese, che pullulano di divieti, zone a traffico limitato e scarseggiano i parcheggi liberi e non nel paesino di provincia, dove il sistema avrebbe meno senso.

    Se prendiamo in considerazione i costi e il funzionamento dei due servizi più sviluppati nel nostro paese, Car2go del gruppo Mercedes (che usa le Smart) , e Enjoy del gruppo Eni (che usa le Fiat 500 e 500L)  vedremo che i servizi sono accomunati  da una tariffa oraria, pagata a minuto valida entro i primi 50 km di utilizzo, al quale si aggiunge un extra a chilometro qualora si superino i 50km inclusi. Esistono anche meccanismi di “price cap” che limitano il costo massimo orario e giornaliero del noleggio fino a un massimo stabilito. Il sistema made in italy inoltre fa una differenziazione tra tariffa di marcia e di sosta , definendo un costo più basso per quando teniamo parcheggiata la macchina, senza renderla disponibile ad altri clienti.

    Il funzionamento pratico è relativamente semplice, una volta iscritti al servizio è possibile prenotare l’automobile più vicina , che può essere in una qualunque parte dell’area di copertura del servizio, via internet, call center o smartphone oppure prenderne una disponibile per strada . Le auto sono facilmente riconoscibili per via della loro colorazione e per la presenza di adesivi col nome del servizio. A seconda del servizio saliremo sulla vettura avvicinando la nostra tessera a un lettore posto sull’autovettura, o sbloccando le portiere con il proprio telefono cellulare tramite app o sms. Una volta saliti in auto si inserisce un PIN, si risponde ad alcune brevi domande sullo stato della vettura e si parte per la nostra destinazione.

    Una volta arrivati si parcheggerà (nel caso di Milano gratuitamente nei parcheggi blu a pagamento e in quelli gialli riservati ai residenti)  e si potrà scegliere se mantenere a nostra disposizione l’auto, chiudendola con la chiave fino al termine della nostra commissione o terminare il noleggio, rendendola disponibile per il successivo cliente.

    Il vantaggio di non dover perdere tempo a trovare un parcheggio gratuito, vista anche la disponibilità di parcheggi dedicati, unito all’ingresso gratuito al centro sono sicuramente un risparmio di tempo e di soldi, ma a livello economico conta tanto il fatto che sia un percorso abituale o uno sporadico.

    Infatti il sistema ha dei costi non proprio bassi (sempre nel caso di Milano 0.29 al minuto + 0.29 al km dopo i primi 50 per Car2Go e 0.25 al minuto in marcia e 0.10 al minuto in sosta  + 0.25 al km dopo i primi 50 per Enjoy) che li rendono concorrenziale nei confronti del taxi, ma non dei confronti di un’auto privata specie se usata con frequenza.

    Infatti con un’uso molto moderato dell’auto per un breve tragitto casa-lavoro quotidiano  e qualche noleggio lungo alla settimana  (tipo per fare la spesa, o un’ uscita da parenti o amici) si superano molto facilmente i 500 euro mensili, quota che basta per acquistare un’utilitaria e pagarci tranquillamente tutte le spese.

    A parte l’uso sporadico in sostituzione del taxi, magari perchè si deve raggiungere il centro in auto,  se tuttavia generalmente ci spostiamo coi mezzi o con lo scooter , limitando l’uso del car sharing a quando proprio non ne possiamo fare a meno (magari perchè piove o perchè ci occorre un mezzo provvisto di bagagliaio per poter caricare qualcosa) la cosa inizia ad avere senso anche per un’uso un più frequente .

    Diciamo che potrebbe evitare l’acquisto dell’auto al lavoratore single o allo studente fuori sede che comunque userebbe sporadicamente l’auto di proprietà , e  al limite può sostituire un’eventuale seconda o terza  auto in famiglia, ma difficilmente può essere l’unica autovettura in casa.