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  • Telepedaggio: altre novitá in arrivo

    Telepedaggio: altre novitá in arrivo

    Come giá vi accennavamo in precedenza le cose stanno cambiando nel mondo del telepedaggio: infatti i recenti rincari del Telepass non solo hanno favorito l’ingresso e la diffusione dei competitor UnipolMove e MooneyGo, ma stanno aprendo la strada ad ulteriori concorrenti.

    Infatti secondo indiscrezioni giornalistiche pare che Poste Italiane stia per lanciare il proprio sistema di telepedaggio, quindi un nuovo operatore ben conosciuto per altri servizi si aggiungerá alla lista, ma ulteriore novitá é che l’operatore di telepedaggio francese Ulys ha aggiunto un’opzione a pagamento che estende il proprio servizio di telepedaggio attivo in Francia, anche in Italia, Spagna e Portogallo.

    Considerato che si andrebbe a pagare sia il canone francese (0.90 euro al giorno, oppure 2 euro al mese per il servizio base o 3.50 per quello premium) che l’opzione Italia (ulteriori 2.40 mensili), potrebbe avere senso solo se si viaggia spesso in Francia.

    Ma non é l’unica novitá perche é iniziata su alcuni tratti della rete autostradale la sperimentazione di un sistema di pagamento del pedaggio senza casello che renderá inutile avere in auto la scatoletta del Telepass.

    Questi sistemi infatti utilizzano delle telecamere che registrano il passaggio della targa ai varchi del casello  e un’app sul telefono per saldare il pagamento del pedaggio.

    Questi sistemi come il Freeflow disponibile sulla pedemontana lombarda, sulla tangenziale di Varese o sulla Asti Cuneo, o il TargaGo di Autostrade per l’Italia attivo sulla Tangenziale di Napoli, richiedono la registrazione della targa della macchina sulla app del servizio  e di caricare un credito o registrare una carta di credito per saldare il pedaggio, vanno utilizzate solo nelle corsie esclusivamente dedicate al telepedaggio, e al momento non hanno costi mensili a differenza di telepass e concorrenti con dispositivo fisico.

    Ovviamente dato che il pagamento viene fatto dopo il passaggio occorre accertarsi che il pagamento sia andato a buon fine per evitare sanzioni dovute al mancato pagamento e ricordare che se si ha in macchina il dispositivo di telepedaggio questo avrá la prioritá sul pagamento, cosa che eviterá un eventuale doppio addebito.

    Questo sistema essendo piú economico e piú veloce nella gestione dei pedaggi è destinato in futuro a soppiantare i dispositivi di telepedaggio una volta che la maggior parte delle autostrade lo avrá adottato, nel frattempo peró o si paga con carta o contante mettendosi in coda al casello o ci si dota di un sistema di telepedaggio, magari quello piú economico in base alle nostre esigenze.

    Voi sapevate di questi nuovi sistemi di telepedaggio? Avete qualche dubbio, curiositá o suggerimento? Scrivetelo nei commenti!

  • Streamer di rete: come rendere moderno un vecchio hi-fi

    Streamer di rete: come rendere moderno un vecchio hi-fi

    Per ascoltare musica con una qualitá superiore a quella di un telefonino, una cassa bluetooth, una soundbar o un’assistente vocale l’ideale é passare ad un impianto hi-fi, un tempo presente in tutte le case e ora relegato alle sale dei soli appassionati, che lo hanno reso quasi un prodotto di nicchia.

    Ma questo non vuol dire che sia un prodotto superato, anzi anche un vecchio stereo recuperato in cantina o comprato usato per pochi soldi riesce a darci molta piú soddisfazione di una cassa bluetooth o di una soundbar, grazie a un suono nettamente migliore.

    Il problema é che se utilizziamo un prodotto con tanti anni sulle spalle potrebbe non essere dotato delle ultime comodità soprattutto per chi ascolta musica liquida , sia da chiavetta che in streaming

    woman in white shirt using silver macbook

    In realtá convertire un apparecchio hi-fi , anche datato, alle ultime tecnologie non é nulla di particolarmente complesso basterá collegare ad un ingresso dell’amplificatore uno scatolotto chiamato streamer di rete, che ci consente appunto di ascoltare la musica dalla rete, sia locale ad esempio se utilizziamo un nas , che via internet collegando il nostro servizio di streaming musicale come Amazon Music o Spotify o quelli in alta qualitá come Qobuz o Tidal.

    Lo scatolotto, in realtá é una sorta di piccolo computer che tramite un cavo lan o una connessione wifi si collegherà in rete e potrá essere comandato da una app sul vostro cellulare con la quale selezionare le canzoni da ascoltare in alta qualitá nel vostro impianto stereo.

    Avendo piú scatolotti attaccati ad altri impianti stereo sarete pure in grado di gestire un impianto multi room che consente di ascoltare contemporaneamente la stessa musica in piú punti della stessa casa

    Inoltre potrá essere dotato, a seconda dei modelli di una o piú prese USB dove attaccare dei dispositivi di archiviazione come pennette USB o hard disk esterni dal quale leggere la musica, della connessione bluetooth con la quale ricevere da un cellulare o dalla tv o anche trasmettere la vostra musica ad una cuffia bluetooth.

    Ma la magia avviene tramite il DAC il dispositivo che converte il segnale digitale della vostra musica liquida in un segnale analogico per l’amplificatore dell’impianto stereo, che puó essere integrato nello scatolotto o essere un dispositivo dedicato esterno per avere la massima qualitá.

    La maggiore qualitá della conversione unita alla potenza di casse e amplificatore ci consentono un suono nettamente superiore, anche a quello che potremo avere collegando direttamente il telefono all’amplificatore tramite cavo o bluetooth.

    Ovviamente gli streamer di rete hanno prezzi molto vari in base alla loro qualità , alla marca e alle loro funzionalità e possono costare da una cinquantina di euro fino a qualche migliaia.

    Ma essendo dei piccoli computer nulla ci vieta di costruirne uno in casa da soli recuperando un vecchio computer inutilizzato, un mini pc dal costo contenuto o un single board computer come un raspberry PI ai quale collegare un DAC, che si può recuperare anche per poche decine di euro e installando dei software dedicati come Volumio, Daphile, Rune Audio , Moode, PiCorePlayer o simili si puó avere con qualche decina di euro e un po di tempo per documentarsi, installare e configurare il software il un suono simile ad apparecchi stand alone e soprattutto sempre aggiornabile alle ultime tecnologie del momento.

    Alla fine la differenza salta all’orecchio anche di chi non è abituato ad ascoltare la musica in alta fedeltà, mantenendo la comodità della musica liquida ma con la qualità di un vero hifi.

    E considerando che con un po ‘di ingegno si può recuperare a basso costo un impianto hi fi e uno streamer di rete, magari salvando dell’elettronica  dalla discarica si fa un piacere all’ambiente, al portafoglio ma soprattutto al nostro orecchio.

    Voi li conoscevate?

  • Arrivano i dazi sotto i 150 euro: diremo addio a Temu, Shein e Aliexpress?

    Arrivano i dazi sotto i 150 euro: diremo addio a Temu, Shein e Aliexpress?

    Una nuova tegola é in arrivo per i nostri acquisti di prodotti a basso costo, infatti pare sia allo studio una ennesima riforma delle normative doganali europee che cancellerebbe l’esenzione dei dazi sotto i 150 euro di valore, creando problemi agli store cinesi come Temu, Aliexpress o Shein dove l’importo medio degli acquisti é generalmente sotto questa cifra.

    Questo comporterá sia un aumento dei costi,non tanto per il dazio in se che su piccoli acquisti potrebbe incidere per pochi spiccioli quanto per i costi doganali che l’operatore postale richiede per l’ispezione doganale che ogni pacco dovrá subire, dato che qualsiasi pacchetto indipendentemente dal suo valore dovrá obbligatoriamente  fermarsi in dogana.

    Ció significa che i tempi per lo sdoganamento si allungherebbero a dismisura, vanificando i vantaggi delle procedure per il pagamento dell’IVA alla fonte per acquisti di valore inferiore ai 150 euro che esentavano dal controllo del pacco in dogana velocizzando i tempi di importazione.

    Se la norma dovesse passare, e in tempi di scontri geopolitici la cosa non é affatto improbabile, ci dimenticheremo quantomeno di ricevere i pacchi dalla Cina in una decina di giorni, dato che si tornerá , come avveniva sino a qualche anno fa, ai pacchi fermi alla dogana italiana per un mese o piú in attesa di sdoganamento per carenza di personale, con la beffa che le poste per poter sopperire a queste lavorazione extra chiederanno il diritto postale come per i pacchi di provenienza extra-UE per i quali l’IVA non é pagata alla fonte.

    E questo, ipotizzando che non aumentino, significherebbe pagare un extra di 2 euro se il valore é inferiore ai 22 euro, 5 euro se il valore é inferiore ai 1000, o ben 15 euro per valori superiori o in caso di irregolaritá nella documentazione:  quindi per il pacchetto da temu con 25 euro di valore dovrete pagare al postino 5 euro, escludendo la possibilitá di poterlo ricevere in nostra assenza  e sopratutto attenderlo un mese: queste complicazioni potrebbero farci desistere dall’acquisto, dato che si tratta di acquisti generalmente non irrinunciabili.

    Consideriamo peró che la richiesta per queste cianfrusaglie a basso prezzo é tanta , al punto che la stessa Amazon sta mettendo in piedi un sistema per la gestione degli ordini dei prodotti cinesi per competere coi vari Aliexpress, Temu e Shein che una volta saturato il mercato interno si stanno espandendo pesantemente  fuori confine, come dimostrano le sponsorizzazioni di questi marketplace negli eventi piú importanti come Festival di Sanremo, Europei di calcio o Olimpiadi.

    person using a macbook and holding a credit card

    La speranza è che le problematiche degli operatori postali nella gestione di così tanti ordini faccia desistere la politica da questa scelta, ma considerato che non è l’unica mossa per mettere i bastoni sulle ruote ai prodotti cinesi, basti pensare ai recenti dazi sulle auto elettriche di cui vi parlavo in precedenza, il rischio é che tra non molto gli acquisti dalla Cina potrebbero diventare molto meno convenienti.

    Voi eravate al corrente della cosa? Avete qualche dubbio, curiositá o suggerimento? Scrivetelo nei commenti,

  • Enel spegne Homix: i pericoli dei dispositivi connessi

    Enel spegne Homix: i pericoli dei dispositivi connessi

    Quando si acquista un prodotto, un servizio o un dispositivo che necessita di una connessione internet per funzionare significa fidarsi del fatto che il produttore mantenga attivo il servizio a lungo, quantomeno sino ad ammortizzare la spesa sostenuta per acquistare il dispositivo connesso.

    E se si tratta di un servizio puro che non richiede integrazione con un dispositivo fisico, qualora venisse chiuso il danno sará limitato, diverso è se a quel servizio abbiamo collegato dei dispositivi fisici scelti per essere compatibili col servizio, che magari abbiamo pagato profumatamente e che sono destinati a diventare dei rifiuti tecnologici o quanto meno a venire limitati nelle loro funzionalitá.

    Cosa succederebbe se appena scaduta la garanzia il produttore spegnesse i server che lo fa funzionare rendendo inutilizzabile il prodotto pagato profumatamente, costringendovi a sostituirlo con qualcos’altro e mettendo ulteriormente mano al portafoglio? 

    network servers on an enclosure

    Purtroppo non è la prima volta che succede e purtroppo succederá in futuro, specie se il prodotto smette di avere successo, se ha qualche anno sulle spalle quindi diventa anti economico per l’azienda mantenerlo o anche perché magari a seguito di qualche fusione o acquisizione aziendale  la divisione che si occupava del servizio diventa meno prioritaria e quindi finisce per essere chiusa o nella migliore delle ipotesi venduta.

    E se la tecnologia utilizzata é proprietaria non ci sarà modo di utilizzare il nostro dispositivo una volta disattivato il servizio, rendendolo un soprammobile in quanto incapace di collegarsi al server che è stato spento. Diversamente in caso di progetti open source o quanto meno interoperabili con altre tecnologie, magari al costo di un pó di sbattimento e al perdere qualche funzionalitá, magari acquistando qualche adattatore o abbonandosi a un servizio alternativo compatibile si riesce comunque a sfruttare il dispositivo.

    E’ quindi importante scegliere aziende affidabili e che possano garantire un futuro al servizio connesso, e possibilmente scegliere qualcosa che in caso di interruzione del servizio online possa continuare, in qualche modo, a funzionare.

    Ma nonostante ci si affidi a un marchio importante e non ad una startup tecnologica che potrebbe chiudere i battenti da un momento all’altro se dovesse mancare la liquiditá,  ci sono stati importanti esempi di servizi connessi importanti chiusi da un momento all’altro dove nella migliore delle ipotesi é stato fornito agli utenti un piccolo risarcimento per compensare la chiusura del servizio, ma che difficilmente copre i costi e le perdite di tempo di dover trovare, magari in fretta, un sostituito.

    Ricordiamo ad esempio Google Stadia e il suo servizio di videogiochi in streaming, Sonos con il suo sistema audio connesso o Vodafone con i dispositivi connessi di localizzazione, tutti servizi chiusi che hanno lasciato dopo qualche tempo i propri utenti senza l’utilizzo di ciò che avevano profumatamente pagato.

    E dal 1 ottobre 2024 a questa lista si aggiunge EnelX che chiude il suo sistema di domotica chiamato Homix che va ad impattare pesantemente sugli utenti che avevano i loro termostati per caldaia e i sensori nei termosifoni che con la chiusura dei server non potranno piú essere comandati, richiedendo una sostituzione con soluzioni alternative del costo di diversi centinaia di euro, tra l’altro proprio al ridosso del periodo invernale. 

    E considerato che è stato un servizio spinto parecchio nei negozi Enel impatterá parecchio sui consumatori italiani che si erano lasciati convincere da un sistema smart che aveva dei costi vantaggiosi rispetto ad un prodotto tradizionale, che invece non li avrebbe lasciati a piedi a 5 anni dal lancio del servizio.

    Ad onor del vero EnelX sta contattando i clienti per proporre un rimborso parziale dei costi dei dispositivi, ma se cambiare una lampadina o una presa smart ha un costo e una complessitá relativamente sostenibile, intervenire sull’impianto di riscaldamento presuppone l’intervento di un tecnico con costi e tempi non certamente trascurabili.

    Alla fine al danno si aggiunge la beffa che una ditta che faceva della sostenibilità ambientale il perno della propria campagna di marketing, diventa per una sua scelta commerciale essa stessa produttrice di rifiuti tecnologici.

    Voi eravate al corrente della cosa?

  • Fare acquisti in vacanza é una fregatura?

    Fare acquisti in vacanza é una fregatura?

    Quando si viaggia puó essere interessante sfruttare l’occasione per acquistare dei prodotti che non si trovano facilmente vicino casa o per pagarli meno cari.

    Infatti in virtù di listini diversi, tassi di cambio favorevoli, minore tassazione, maggiore concorrenza o disponibilità i prezzi al dettaglio potrebbero rivelarsi piú convenienti, ma non è sempre oro quello che luccica.

    Bisogna fare sempre attenzione, perché un acquisto fatto in un negozio lontano potrebbe portare delle problematiche, soprattutto se il prodotto dovesse guastarsi e quindi richiedere una riparazione in garanzia o una sostituzione.

    assorted color leather bag display inside room

    Infatti la gestione della garanzia, a seconda di dove e come si acquista, puó essere a carico del rivenditore e non del produttore, questo significa in caso di bisogno dover rispedire il prodotto a nostre spese al venditore, con il rischio di dover pagare anche dei costi doganali,  considerando che il produttore non è obbligato a mettere a disposizione la rete dei propri centri di assistenza per il prodotto acquistato in un’altra nazione.

    Altre grosse problematiche sono le normative doganali che si applicano agli acquisti extra unione europea, comprese anche nazioni geograficamente vicine a noi come la Svizzera o il Regno Unito.

    Infatti c’è da considerare che gli acquisti extracomunitari vanno dichiarati al passaggio in dogana, quindi al di sopra di un certo valore di franchigia (300 o 430 euro di valore complessivo infrazionabile a seconda che si attraversi la frontiera via strada o per via aerea o marittima), andrá pagata l’IVA ed eventuali dazi, quindi se non si vuole pagare l’IVA due volte , sia nel paese di acquisto che a casa nostra, o si usufruisce , quando possibile, di sistemi TAX FREE che rimborsano l’IVA pagata all’estero o si deve ricorrere a degli stratagemmi.

    La ‘’furbata’’ piú comune è quella di far passare per usato o già in nostro possesso il prodotto appena acquistato all’estero facendo sparire etichette, scontrini, scatole e certificati di garanzia, che, ammesso di non venire beccati e multati, se da una parte possono produrre un risparmio dall’altra significa perdere completamente il diritto alla garanzia, e se la cosa potrebbe non essere un problema per un capo di abbigliamento da pochi euro, diverso è per un prodotto elettronico di valore.

    Più semplice la gestione degli acquisti nei duty free degli aeroporti, anche se non sempre possono essere convenienti in tutte le tipologie di prodotto: ottimi dove ci sono delle accise come su profumi e alcolici, meno magari su abbigliamento, alimentari o elettronica: é pur vero che si risparmia l’iva ma nel complesso non é detto che sia conveniente rispetto che acquistare altrove visto che generalmente si parte dal prezzo pieno di listino, ma quantomeno è piú facile piú accorgersi della eventuale convenienza.

    Non diamo mai per scontato che acquistare in un negozio di una grande cittá possa essere sempre la soluzione piú conveniente, magari puó essere piú facile reperire modelli o colori particolari ma il prezzo potrebbe essere meno conveniente di acquistare lo stesso prodotto online, col vantaggio che non ci occupa posto in valigia, che non si rischia che venga perduto insieme alla valigia, che ci possano essere problemi in dogana o con la garanzia.

    Infatti va valutato bene ognuno di questi aspetti e non lasciarsi ingolosire da un prezzo interessante che alla fine  si potrebbe rivelare meno conveniente di quanto sembra.

    Va anche valutato che un prodotto acquistato all’estero potrebbe non essere compatibile con l’uso nel nostro paese, in quanto lo standard di funzionamento o la spina elettrica potrebbe essere diversa e non è detto che sia possibile adattarlo, potrebbero non essere presenti degli accessori normalmente in dotazione nel nostro paese, oltre ad avere istruzioni e serigrafie in una lingua diversa dalla nostra, cosa che potrebbe rendere difficoltoso o comunque scomodo l’utilizzo.

    photo of a woman holding shopping bags

    Quindi, se soprattutto per alcune tipologie di prodotti e in alcuni paesi gli acquisti possono rivelarsi particolarmente convenienti é bene conoscere i prezzi di vendita online e valutare le eventuali complicazioni per evitare sgradite sorprese che possono trasformare quello che sembrava un affare in una fregatura, considerando che se il risparmio è minimo probabilmente non vale la pena rischiare di incorrere in possibili problemi.

    Voi acquistate spesso durante i vostri viaggi? Vi è capitata qualche disavventura con lo shopping? Scrivetelo nei commenti!

  • Come spedire un pacco risparmiando

    Come spedire un pacco risparmiando

    Se ci capita l’esigenza di dover spedire un pacco in maniera sporadica potremo avere delle sgradite sorprese sul costo delle spedizioni.

    Infatti se ci rivolgiamo ad un corriere, ma anche banalmente all’ufficio postale per una spedizione estemporanea potremmo dover pagare una cifra molto importante in confronto a quelle che siamo abituati a pagare per le spedizioni dei nostri acquisti online.

    E se la spedizione è diretta all’estero potremmo dover pagare di spedizione molto piú del valore contenuto nel pacco, cosa che potrebbe magari farci desistere dalla spedizione, magari per un reso o della riparazione di un prodotto che potrebbe diventare anti economica.

    Questo perché i corrieri riservano tariffe agevolate a chi spedisce frequentemente, soprattutto a quelli che acquistano in anticipo un carnet di spedizioni, facendo pagare la spedizione a prezzo di listino chi spedisce una tantum.

    Ma sentirci chiedere di pagare diverse decine di euro per un pacchetto di qualche etto potrebbe lasciarci quanto meno contrariati, ma anche se non si ha l’esigenza di spedire spesso esiste il modo di pagare tariffe simili a chi movimenta grandi quantitá di pacchi ogni giorno.

    Il trucco è cercare di utilizzare delle piattaforme online per la spedizione che hanno accordi con i principali corrieri dai quali hanno acquistato a prezzo di ingrosso le spedizioni e che rivendono le singole spedizioni ai propri utenti a un prezzo sicuramente piú conveniente rispetto a quello richiesto dall’ufficio postale o dallo stesso corriere a cui si appoggiano.

    delivery man wearing a face mask carrying boxes

    E se all’inizio questi servizi erano resi solo da agenzie di spedizione o siti web dedicati, dove inserendo localita, dimensione e peso del pacco si ottiene un preventivo per la spedizione, e qualora il prezzo ci soddisfasse pagando con carta di credito si ottiene una lettera di vettura di un corriere che , generalmente il giorno dopo, ritiererá il nostro pacco presso il nostro domicilio come fosse in reso di un acquisto online per consegnarlo a destinazione.

    Ma ormai questo lavoro lo fanno anche le principali piattaforme di acquisti on line tra privati. Infatti se dovete vendere qualcosa di usato su un sito o su una app specializzata, come puó essere Subito, Vinted, Ebay, Wallapop o siti simili potete demandare la gestione della spedizione al sito, che incamererá il prezzo della spedizione direttamente dall’acquirente e manderá al venditore la lettera di vettura del corriere per la spedizione, che a seconda dei casi verrá ritirata a domicilio o dovrá essere consegnata in un punto di ritiro convenzionato dal corriere, generalmente cartolerie o tabaccherie distribuite capillarmente nelle cittá e nei centri urbani piú grandi.

    men working in a warehouse

    Il vantaggio é sia per l’acquirente che accede a tariffe di spedizione particolarmente convenienti, che per il venditore che non dovrá impazzire per trovare uno spedizioniere che possa spedire il maniera economica il proprio pacco: l’unica cosa a cui stare attenti sono le dimensioni del pacco, infatti per spedizioni particolarmente ingombranti, pesanti o fragili il servizio potrebbe non essere disponibile.

    Ma lo stesso sistema viene ormai utilizzato anche da alcuni ecommerce per il reso o per la riparazione quando la spedizione dovesse essere a carico dell’acquirente: viene scalato dalla carta di credito il costo della spedizione a prezzo agevolato e rilasciata una lettera di vettura con la quale portare il pacco presso il centro di ritiro o attendere il corriere al proprio domicilio.

    crop man taping carrying box with scotch

    Alla fine con una carta di credito, una connessione a internet e a seconda dei casi una stampante per stampare la lettera di vettura risparmieremo tempo e denaro rispetto ad una spedizione tradizionale: quello che rimane a nostro carico è imballare con cura la nostra spedizione.

  • e-sim : arrivano le sim virtuali

    e-sim : arrivano le sim virtuali

     Le sim dei nostri telefoni nel tempo si sono fatte sempre piú piccole in modo da seguire le dimensioni dei telefoni stessi, e se le prime erano grandi quanto una carta di credito, si sono rimpicciolite prima alle dimensioni di una falange delle mini sim, poi a quelle di un unghia delle micro sim fino ai pochi millimetri di una nano sim.

    Ma la miniaturizzazione non si è fermata arrivando sino a farle scomparire , infatti su alcuni telefoni di ultima generazione possono essere sostituite da un chip presente all’interno del telefono senza che venga inserita fisicamente una sim dato che questo chip viene programmato coi dati della sim originale tramite una procedura online: questa sim virtuale installata nel telefono prende il nome di e-sim.

    Ad esempio gli iphone venduti negli Stati Uniti non hanno piú l’alloggiamento della sim rendendo obbligatorio l’uso delle e-sim. Nel mondo android questo sistema è utilizzato principalmente da Samsung per i telefoni di medio e alta gamma, e dai molti dei telefoni top di gamma di svariati produttori, mentre per i telefoni di fascia media o bassa si dovrá aspettare qualche tempo, dato che la lista dei telefoni compatibili non è particolarmente lunga al momento, anche se la lista si aggiorna spesso con delle nuove aggiunte.

    Questa smaterializzazione porta a diversi vantaggi, dato che sará piú facile cambiare piano, anche online senza il bisogno di recarsi fisicamente in un negozio o di attendere la consegna fisica della sim, oltre ad evitare stampe e spedizioni per una maggiore sostenibilitá ambientale.

    Inoltre alcuni operatori consentono, pagando un piccolo extra, di mantenere lo stesso piano telefonico su due dispositivi, considerando di avere la stessa e-sim ad esempio oltre allo smartphone anche su un tablet o uno smartwatch.

    Di contro non si puó rapidamente passare il numero da un telefono ad un altro, magari in caso di telefono scarico, dato che il cambio di dispositivo richiede che la e-sim venga prima disassociata dal vecchio dispositivo e riassociata su quello nuovo.

    Questa operazione di attivazione puó durare anche qualche minuto e necessita di una connessione dati, ma soprattutto a seconda dell’operatore puó richiedere l’intervento del servizio clienti per la generazione di un nuovo qr code, dato che potrebbero esserci dei limiti al cambio di dispositivo o richiedere dei costi aggiuntivi.

    person holding smartphone white sitting

    Il qr code é infatti il cuore della procedura che ne consente l’attivazione dato che, come detto, dentro il telefono é presente un chip che deve essere programmato con i codici presenti in una sim fisica per permettere all’operatore di riconoscere il telefono, e per evitare frodi e clonazione del telefono necessita di operazioni di sicurezza che possono impiegare anche anche qualche minuto collegandosi coi server dell’operatore telefonico, inoltre il numero di scansioni consentite può essere limitato dall’operatore per ragioni di sicurezza, richiedendo la generazione di un nuovo qr code dopo un certo numero di cambi, operazione che potrebbe richiedere dei costi aggiuntivi.

    A seconda del telefono si possono gestire piú e-sim contemporaneamente e questo puó diventare particolarmente comodo per i viaggi all’estero, dove si possono caricare quelle degli operatori locali, o di servizi internazionali che al costo di pochi euro vendono dei pacchetti di giga da utilizzare per un periodo limitato di tempo in una specifica nazionale, evitando salatissimi costi di roaming o di impazzire per trovare una wifi aperta.

    Alla fine il sistema consente una flessibilitá maggiore, eliminando  la necessitá di avere  una sim fisica da la possibilitá di avere dispositivi piú piccoli, e senza aperture per i vani della sim, e sfruttando la possibilitá di spostare la sim ci consente ad esempio di andare a correre con lo smartwatch senza portarci dietro il telefono consentendoci di ricevere comunque messaggi e chiamate.

    Una novità non ancora diffusissima, specie fuori dal mondo Apple, ma che consente scenari futuribili per i nostri dispositivi. Voi le conoscevate? Le utilizzate di giá?

  • Dazi alle cinesi, addio alle auto elettriche?

    Dazi alle cinesi, addio alle auto elettriche?

    Una novità colpisce le automobili elettriche prodotte in Cina, visto che a partire da Luglio vengono applicati dei dazi aggiuntivi , che variano , a seconda del produttore, dal 19 al 38% che si sommano al 10% previsto per le auto cinesi di qualsiasi motorizzazione.

    Questo dazio monstre nasce con la scusa di compensare ipotetici aiuti di stato concessi ai produttori cinesi dallo stato, e questo spiega la differenza di trattamento tra case come BYD o Tesla a cui viene applicata la tassa minima e MG, Maxus e gli altri prodotti del gruppo SAIC a cui viene applicato il massimo, con una pletora di costruttori a cui viene applicata una via di mezzo.

    electric cars charging on stations

    In realtá si tratta di una guerra commerciale contro la Cina, dato che anche i produttori europei godono di imponenti aiuti di stato per la produzione di macchine pulite, ma soprattutto si tratta di un’operazione contraria al principio di libero scambio delle merci, che porterá delle contromisure come ritorsione, e considerando la dipendenza delle case europee dalla Cina, sia per la vendita di auto di lusso europee che per l’importazione di componentistica, questo porterá grossi problemi alle case europee, e a seconda delle decisioni  che verranno prese potrebbe estendersi ad altri settori, come ai prodotti alimentari europei venduti massicciamente in Cina e che potrebbero essere colpiti di dazi della stessa portata.

    Inoltre non va dimenticato che gran parte delle auto elettriche in vendita in Europa, anche se hanno sul cofano importanti marchi tedeschi, spagnoli , svedesi, francesi, americani, italiani o inglesi sono importati direttamente dalla Cina.

    In qualche caso in Europa viene fatto solo l’assemblaggio finale con componentistica completamente di provenienza asiatica, o un adattamento di un prodotto sostanzialmente made in China, ma anche quelle dove almeno una parte della produzione è locale montano quasi tutte esclusivamente batterie e motori di origine orientale.

    Ovviamente questi dazi non fermeranno i produttori cinesi , dato che quelli piú grossi si stanno attrezzando per assemblare in Europa i loro prodotti con l’apertura di stabilimenti o con la collaborazione con aziende europee, mentre quelli piú di nicchia valuteranno l’abbandono del mercato europeo.

    Ad ogni modo sia che le auto elettriche vengano costruite in Cina o magari assemblate in Europa, con costi di produzione sicuramente piú alti di quelli cinesi, il rincaro dovuto ai dazi verrá ribaltato sui prezzi pagati dall’utente finale, e se parte degli aumenti potranno in una prima fase di assestamento essere assorbiti dai produttori con i dazi piú bassi, certo non potrá farlo chi si trova a pagare il 48% di tasse di importazione.

    Questo sta portando e porterá a tendere ad aumentare considerevolmente i listini delle auto elettriche, che giá erano poco apprezzate dai consumatori a causa delle problematiche e dei compromessi necessari al loro utilizzo rispetto alle loro controparte termica e con gli aumenti di prezzo le renderá poco appetibili alla maggior parte della popolazione.

    Se poi si considera che dopo le elezioni europee il peso dei partiti ambientalisti si è ridotto, questo potrebbe essere il colpo di grazia alla mobilitá elettrica o comunque alla sua imposizione sulla totalitá delle nuove immatricolazioni previsto per il 2035, che diventa ancora piú irrealizzabile se l’automobilista comune non potrá piú permettersi di acquistare un auto elettrica a causa del prezzo d’acquisto folle.

    Tutto dipenderá dalla lungimiranza dei politici europei, ma c’è da dire che queste azioni non  lasciano presagire nulla di buono per le tasche dei consumatori.

  • Come telefonare e navigare dall’estero senza spendere una fortuna

    Come telefonare e navigare dall’estero senza spendere una fortuna

    Ormai non si puó fare a meno della connessione a internet nel nostro cellulare e questo puó essere un problema quando si viaggia all’estero.

    Infatti i piani telefonici degli operatori ci permettono una determinata soglia di traffico dati da utilizzare solo nel territorio nazionale, con una frazione di questa soglia utilizzabile anche  nei paesi della comunità europea.

    Questo significa che se noi navighiamo all’estero fuori dalla comunità europea, o se sforiamo il plafond dati europeo, o magari utilizziamo il telefono in navigazione su un traghetto o una nave da crociera, pagheremo per navigare tariffe veramente esose, infatti anche per gli operatori piú convenienti il costo del roaming è veramente un salasso.

    person holding smartphone white sitting

    Lo stesso vale per le telefonate che facciamo o che riceviamo, che non sono comprese nelle normali tariffe disponibili in patria e che sono normalmente conteggiate a parte fuori dai confini della comunitá europea.

    La nazione di destinazione diventa particolarmente importante, dato che grazie al roaming europeo si riesce bene o male a navigare e a telefonare senza addebiti nascosti, se la destinazione fosse ad esempio la Svizzera o il Regno Unito non avremo diritto a queste agevolazioni, come se fossimo ad esempio negli Stati Uniti o in Giappone. 

    person using android smartphone

    Per evitare il salasso le soluzioni possibili sono tre: se il nostro operatore prevede una formula o un pacchetto per i viaggi all’estero potremo attivarlo pagando un extra  ed avere a disposizione un plafond di chiamate o di traffico dati, facendo attenzione ad eventuali limitazioni previste dal pacchetto, quindi è bene informarsi per tempo prima della partenza.

    Un’alternativa è quella di procurarsi una sim locale, ammesso e non concesso che sia disponibile per gli stranieri, da acquistare in un negozio di telefonia una volta arrivati a destinazione, facendo attenzione ai costi ed eventuali clausole o incomprensioni dovute alla lingua: in questo caso è bene prima di partire informarsi nei siti degli operatori in modo da farci attivare il piano telefonico che fa al caso nostro.

    Oppure ancora procurarsi una sim internazionale che prevede delle tariffe agevolate per le chiamate internazionali e un pacchetto di alcuni GB di traffico dati, con costi non economicissimi ma generalmente più convenienti rispetto agli extra richiesti dal proprio operatore: ovviamente le tariffe possono variare a seconda della destinazione quindi a seconda dei casi potrebbe non valerne la pena, quindi vanno valutati con attenzione i costi e le eventuali clausole.

    black smartphone on black table top

    Ovviamente avere una nuova sim richiede di avere un telefono dual sim con uno slot libero, sempre che non sia condiviso con la scheda di memoria o che non usiate abitualmente due sim, in quel caso dovrete sostituire la sim, cosa che potrebbe creare problemi con qualche app o usare un altro telefono.

    Se si ha un telefono di nuova generazione compatibile esiste anche la possibilitá di utilizzare le e-sim, grazie alle quali è possibile caricare sul telefono una sim virtuale, dove potete avere un piano telefonico e del traffico dati prepagato da utilizzare sino alla scadenza, in pratica é come avere un telefono dual sim ma con una carta che non viene inserita fisicamente dentro il telefono ma viene generata virtualmente una volta effettuato il pagamento presso l’operatore.

    E questa soluzione, ammesso e non concesso che sia supportato dal vostro telefono, può essere particolarmente comoda quando si viaggia all’estero, dato che esistono degli operatori internazionali che a seconda della nazione di destinazione mettono a disposizione delle soluzioni prepagate con un certo numero di giga per una durata limitata , da qualche giorno a un mese, per pochi euro,  alcuni con poco di piú consentono di utilizzare lo stesso piano in tutto il continente o area geografica.

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    Dato che la e-sim é disponibile anche per i piani telefonici tradizionali, se giá le utilizzate , a seconda del telefono potrebbe essere necessario disabilitare il piano originale a meno che il telefono non supporti due operatori contemporaneamente.

    Altra cosa da tenere a mente é che l’attivazione potrebbe non essere istantanea e richiede la scansione di un qr code per l’attivazione che deve essere fatta con una connessione di rete attiva, quindi é preferibile attivare queste e-sim prima della partenza per evitare di trovarci scoperti.

    person standing while using phone

    Se poi non volete proprio spendere nulla rimane l’opzione di disabilitare il piano dati e utilizzare le wifi libere magari di hotel e ristoranti, col rischio peró di rimanere senza connessione e quindi magari di non ricevere un messaggio Whatsapp o una notifica, e soprattutto che si possano inavvertitamente riattivare i dati del telefono, con il rischio di addebiti importanti.

    Voi le conoscevate?

  • Luce: la maggior tutela é finita

    Luce: la maggior tutela é finita

    Dal 1 luglio è terminato il servizio di maggior tutela del servizio elettrico nazionale per le utenze private, questo significa che a meno di non rientrare in delle particolari categorie vulnerabili definite dalla legge, per le quali si puó fare esplicita richiesta per mantenere la fornitura del servizio a maggior tutela, si dovrà passare al mercato libero per la fornitura dell’energia elettrica di casa.

    Questo passaggio comporterá che , se non si è giá passati in autonomia a un gestore sul mercato libero, la propria utenza passerá in automatico al servizio a tutele graduali dove l’operatore privato che ha vinto il bando per la vostra zona subenterá al servizio elettrico nazionale.

    Questo passaggio vi verrá comunicato per lettera dal nuovo gestore che subentrerá nei pagamenti e nella fornitura, quindi se avete l’addebito diretto sul conto bancario non sará necessaria una nuova autorizzazione, ne dovrete cambiare contatori o firmare un nuovo contratto: questo significa che in automatico la bolletta della luce da luglio in poi anziché arrivare dal servizio elettrico nazionale arriverá a seconda della zona del nostro impianto da Enel Energia, E.ON, Illumia, Hera Comm, A2A, Edison o Iren.

    Questa fornitura sará una via di mezzo tra le tutele previste dal servizio elettrico nazionale e un prodotto commerciale di un’azienda privata che opera sul libero mercato, con delle tariffe che potrebbero essere meno convenienti di quelle di un operatore sul mercato libero.

    Pertanto è bene valutare la convenienza di passare direttamente ad un gestore sul mercato libero confrontando tariffe, costi e servizi erogati, anche tramite l’uso di comparatori di offerta come quello dell’autorità dell’energia ARERA, chiamato Portale Offerte dove è possibile inserendo i dati della propria fornitura , i consumi annui e la potenza impiegata valutare i prezzi dei vari gestori potendo scegliere quello piú conveniente per le nostre esigenze.

    Quello che è da tenere a mente é che non esiste al momento l’obbligo di scegliere un gestore sul mercato libero e soprattutto non c’é alcuna urgenza, quindi prendetevi tutto il tempo necessario per studiare e valutare le offerte, senza farsi abbindolare da venditori o call center che mettendovi fretta possono indurvi a sottoscrivere un contratto poco conveniente.

    E ad ogni modo qualora non vogliate fare una scelta, sappiate comunque la fornitura della corrente non vi verrá interrotta, quello che cambierá sará il fornitore a cui pagare la bolletta che ovviamente ha le sue tariffe che possono essere piú o meno convenienti.

    Voi eravate al corrente della cosa? Avete qualche dubbio, curiositá o suggerimento? Scrivetelo nei commenti.