Autore: admin

  • Dobbiamo davvero cambiare la TV?

    Dobbiamo davvero cambiare la TV?

    Sicuramente avrete sentito parlare dei cambiamenti al sistema di trasmissione della tv che secondo alcuni implica il cambio dei televisori o quantomeno di dotarsi di un decoder esterno per poter continuare a vedere la tv, ma è proprio cosi?

    Sicuramente quello che è certo è che alcune frequenze attualmente utilizzate dalle televisioni sono state cedute agli operatori telefonici per il 5G , quindi a metà 2022 quando queste frequenze saranno consegnate agli operatori 5G che le hanno acquistate le televisioni avranno meno spazio, concedetemi il termine, per trasmettere i loro canali.

    La soluzione quindi è o di ridurre i canali trasmessi o di usare dei sistemi più efficienti in modo che nello stesso “spazio” possano starci più canali, e si sono individuati due sistemi, uno è meno efficace quindi costringerà ad una riduzione della qualità delle trasmissioni a parità di numero di canali tv, ma ha il vantaggio che è lo stesso sistema che già adesso utilizzano i canali HD, quelli dal 500 in poi , e che quindi la maggior parte dei televisori nelle nostre case è già compatibile e si potrà continuare a vedere la tv senza dover comprare nulla, ma dovendo giusto fare una risintonizzazione dei canali, mentre l’altro sistema più efficace permette di ottenere maggiore qualità a parità di canali ma essendo una tecnologia più recente e più complessa è necessario che anche il televisore sia particolarmente recente, altrimenti servirà effettivamente cambiare tv o dotarsi di un decoder esterno.

    L’idea all’inizio era quella di partire con il sistema meno efficiente ma più diffuso, MPEG4,  già qualche anno fa, per poi passare definitivamente a quello più moderno ed efficiente (DVB-T2 HEVC Main10) in modo che nelle case si avesse il tempo di sostituire i televisori e trovarsi pronti per l’estate 2022 quando gli operatori 5G prenderanno possesso delle frequenze, ma siamo in italia e si è passati da un rinvio all’altro senza applicare il piano previsto e quindi dato che nelle nostre case i televisori compatibili col sistema più moderno sono ancora molto pochi ci si è trovato sotto data a dover applicare una soluzione all’italiana: si passerà in fretta e furia al sistema meno efficiente dal 2021, paradossalmente riducendo la qualità dei canali TV anziché migliorarla per passare al sistema più moderno dal 2023, anche se a questo punto non è escluso che per il DVB-T2 ci possano essere ulteriori slittamenti.

    Cosa succederà quindi? A partire dal 20 Ottobre 2021 i canali tematici passeranno all’MPEG4 lasciando provvisoriamente con l’attuale sistema solo i canali generalisti (Rai 1/2/3, etc.), che a loro volta passeranno ad MPEG4 a tra novembre 2021 e maggio 2022 a seconda della regione di appartenenza. Ad ognuno di questi passaggi sarà necessario risintonizzare il televisore, ma se il televisore è in grado di visualizzare i canali HD non ci sarà bisogno di cambiarlo o di comprare un decoder. In questo caso solo dal 2023, salvo ulteriori proroghe, avremo la necessità di dotarci di un nuovo tv o decoder.

    Solo se il nostro televisore non visualizza i canali HD, generalmente si tratta di apparecchi molto vecchi, soprattutto di fascia economica come i classici piccoli tv che si usano nelle cucine o nelle camere da letto, abbiamo effettivamente la necessità di trovare velocemente una soluzione al problema, altrimenti non c’è fretta.

    Fortunatamente sono stati introdotti dei bonus statali per l’acquisto o la sostituzione di decoder o TV, ce ne sono di due tipi: uno da 30 euro legato all’ISEE per redditi fino ai 20.000 euro, e uno slegato all’ISEE ma vincolato alla rottamazione di un vecchio TV che copre il 20% della spesa sino a un massimo di 100 euro.

    I due bonus sono eventualmente cumulabili, ma possono essere utilizzati una sola volta per nucleo familiare e si deve essere in regola col pagamento del canone TV, e andrà compilato un apposito modulo da consegnare al rivenditore. C’è anche da specificare che i bonus sono disponibili fino ad esaurimento dei fondi, quindi se se ne vuole usufruire è bene affrettarsi sia per non rischiare di trovarsi scoperti dal bonus, ma anche perché a causa del covid la disponibilità di prodotti elettronici scarseggia e di conseguenza anche i prezzi dei televisori stanno aumentando.

    Voi eravate al corrente della situazione? Avete già aggiornato i televisori di casa vostra? Fatemelo sapere nei commenti.

  • Come risparmiare sull’abbigliamento

    Come risparmiare sull’abbigliamento

    Parliamo di abbigliamento e di come fare per risparmiare nell’acquisto, tralasciando le app per la compravendita di abbigliamento usato , come Vinted, che possono essere comunque una soluzione per permettersi un capo di marca al prezzo di uno economico, pur accontentandosi di vestire una collezione precedente, e soprattutto usata, la soluzione dipende dal periodo dell’anno e dalla vostra taglia.

    Diciamo il periodo perché generalmente i saldi sono un’occasione ghiotta per risparmiare, ma solo se si ha la cortezza di seguire qualche accorgimento come quello di fare una visita preventiva nei negozi qualche giorno prima dell’inizio delle svendite sia per adocchiare qualche capo e nel caso fiondarsi all’apertura, cosa da fare a prescindere se si ha una taglia comune o se si è puntato un prodotto molto richiesto per evitare di rimanere a bocca asciutta, sia per approfittare di qualche operazione di pre saldi, generalmente riservata alla clientela più fedele del negozio, oltre a verificare che lo sconto in saldi sia reale, evitando il famoso trucchetto di aumentare il prezzo il giorno prima dei saldi in modo da vendere con lo sconto allo stesso prezzo praticato prima delle svendite o facendo credere al cliente che si stia applicando uno sconto ben superiore di quello effettivo per invogliarlo all’acquisto

    Se invece avete una taglia un po fuori misura , molto piccola o molto grande evitate di acquistare i primi giorni dei saldi, se le taglie più comuni e i prodotti più richiesti finiranno in fretta, quelli delle taglie meno comuni probabilmente rimarranno invenduti e saranno soggetti ad ulteriori ribassi, quindi tentare l’acquisto uno o due settimane dopo l’inizio dei saldi può essere una mossa azzeccata per il portafoglio.

    E chi ha una taglia fuori misura è fortunato anche fuori saldi, magari ha più difficolta nel trovare scelta nei negozi normali che evitano di ordinare taglie che rischiano di non vendere ma riesce a trovare più scelta o maggiori sconti negli outlet, fortuna condivisa da chi veste la taglia del campionario, i cui capi si trovano spesso a prezzi stracciati negli outlet dopo aver fatto il giro dei negozi nel bagagliaio dei rappresentanti.

    L’alternativa è acquistare su internet, sia dai siti di vendite private che periodicamente svendono per pochi giorni i prodotti di una determinata marca, che da siti di e-commerce specializzati in abbigliamento sia generalista che sportivo, allargando magari il radar a siti di altri paesi europei, ma sempre facendo attenzione che il venditore sia affidabile, che consenta un eventuale reso senza troppi problemi o spese e che soprattutto venda prodotti originali e di qualità.

    Inoltre anche siti meno specializzati, come Amazon spesso hanno offerte particolari sull’abbigliamento, e spesso applicano sconti, a parità di articolo, solo su una determinata taglia e/o colore, se si ha la fortuna di azzeccare la combinazione, si riescono a fare affari importanti, spesso con sconti superiori di quelli che si possono trovare nei saldi, per questo il consiglio è di aiutarsi con i comparatori di prezzo, inserendo nei parametri di ricerca oltre al modello desiderato anche la taglia, e magari impostando un’alert quando il prezzo scende sotto una certa soglia.

    Un altro consiglio è iscriversi alle newsletter sia di brand di abbigliamento che di negozi online, spesso fanno eventi speciali di breve durata , magari per qualche anniversario o in occasione di qualche festività, con sconti particolari su determinati modelli, cliccando prima che si esauriscano le scorte rischiate di portarvi a casa dei prodotti a prezzi interessanti anche nel bel mezzo della stagione

    Insomma i trucchi per evitare di pagare a prezzo pieno sono tanti, e con un po’ di accortezza si può portare a casa un prodotto di marca a prezzi più leggeri di quelli di listino, specie se non si tratta di un prodotto particolarmente richiesto.

    Voi conoscevate questi trucchi? Ne avete degli altri da suggerire? Scriveteli nei commenti, cosi come se avete dei dubbi, delle osservazioni o delle domande.

  • La falsa urgenza di cambiare gestore elettrico

    La falsa urgenza di cambiare gestore elettrico

    Sicuramente vi sarà capitato di ricevere qualche telefonata molesta da qualche call center che vi vuole vendere i loro prodotti o servizi , ma non siamo qui per parlare di come fare per bloccarli, se magari se vi può essere utile potremmo fare un prossimo articolo a riguardo, nel caso scrivetelo nei commenti.

    Dicevamo tra le chiamate indesiderate dei call center una tipologia che mi capita spesso di questi tempi è quella dei gestori di energia elettrica, e uno in particolare è ai limiti della truffa per come si pone , anche per il fatto che si tratta di uno dei gestori più importanti e conosciuti del nostro paese ma usa mezzucci che magari mi potrei aspettare da un piccolo e sconosciuto operatore di provincia e non da una multinazionale eppure…

    Infatti per convincerci a passare al mercato libero, quindi per passare dal servizio elettrico nazionale, quello chiamato a maggior tutela che abbiamo se non abbiamo mai scelto un fornitore di energia, mantenendo un vecchio contratto, si inventano la scusa che questo cambiamento sia obbligatorio, e gia questa è una mezza verità, ma soprattutto sostengono che debba essere fatto entro giugno 2021 ed è qui che dicono il falso.

    Infatti sebbene lo stato rinvii la scadenza della fine del mercato a maggior tutela ormai già da qualche anno, allo stato attuale il termine è fissato al 1 gennaio 2023 e non è impossibile che tale termine venga ulteriormente prorogato, quindi almeno per privati e microimprese non c’è assolutamente fretta. Inoltre anche qualora non si scegliesse a scadenza un fornitore ce ne verrebbe dato in maniera provvisoria uno d’ufficio, come accade per le piccole imprese, in attesa della stipula di un contratto sul mercato libero in modo da non interrompere la fornitura di energia elettrica.

    Ma dobbiamo davvero passare al mercato libero e soprattutto conviene farlo? Beh prima o poi saremo costretti a scegliere un fornitore, quindi si tratta di una scelta che andrà fatta, ma considerando che questa scelta va fatta in base all’utilizzo che uno fa della corrente, di come, quando e quanto consuma farlo in un periodo dove la pandemia ha modificato le nostre abitudini non è una scelta saggia.

    Infatti a causa del covid siamo dovuti rimanere di più in casa e quindi abbiamo consumato di più, magari perché costretti a lavorare e/o studiare da casa, dovendo cucinare più spesso dato che è diventato difficile usufruire di mense e ristoranti come si faceva un tempo, passare il tempo libero in casa consumando di più, anche solo per riscaldare o raffrescare la casa anche quando saremmo stati in ufficio o in giro con gli amici. E il problema è che il ritorno alla normalità potrebbe portarci a cambiare ancora una volta le nostre abitudini, molte aziende ad esempio stanno pensando di continuare a fare lo smart working anche dopo la pandemia, magari in modalità differenti ad esempio con alcuni giorni di lavoro da casa e altri dall’ufficio: questo significa che i nostri consumi energetici cambieranno ancora: se prima si stava a casa quasi solo per dormire e mangiare una tariffa agevolata per le ore serali poteva essere la soluzione, ma stando in casa tutto il giorno una tariffa unica al prezzo più basso possibile ci avrebbe fatto risparmiare, ma dovendo stare in casa tutto il giorno solo per metà settimana probabilmente avremmo risparmiato con una tariffa a scaglioni di consumo, il problema è che in questo momento di cambiamenti lavorativi dovuti alla pandemia i nostri consumi probabilmente cambieranno ma non sappiamo esattamente come, e visto che c’è ancora tempo per scegliere forse è bene attendere che si calmino le acque, soprattutto perché alcuni contratti sul mercato libero ci potrebbero vincolare per un certo periodo, e se sbagliamo contratto rischiamo di pagare molto di più che col mercato libero.

    Se invece abbiamo le idee chiare e riusciamo a prevedere i nostri consumi, studiando un pò le offerte  si riesce a risparmiare sempre a patto di trovare un offerta che si addice alla nostra tipologia di consumo: se siamo un single che rientra a casa solo per dormire avremo bisogno di un contratto diverso da quello di una famiglia numerosa, o di chi ricarica la propria auto elettrica dalla presa del garage o che usa con regolarità elettrodomestici ad alto assorbimento come cucine ad induzione o sistemi elettrici di condizionamento o di riscaldamento o di chi ha installato un impianto fotovoltaico.

    Inoltre già capire una bolletta non è cosa semplice per chi è del mestiere, figuriamoci per un utente inesperto, che potrebbe incappare facilmente in offerte sbagliate specie se imbeccate dal venditore di turno, che magari vi vuole estorcere la firma sul contratto in maniera truffaldina promettendo risparmi che non ci saranno, e che al contrario potrebbero farvi spendere molto di più.

    Per quello il mio consiglio è di attendere ancora e nel frattempo di studiarsi l’argomento ,dalle offerte dei fornitori alla propria tipologia di consumi, aiutandosi anche dagli strumenti che mette a disposizione ARERA l’autorità statale che si occupa dell’energia, di cui vi parlavo in precedenza, che mette a disposizione ad esempio degli strumenti di calcolo dei  nostri consumi, un comparatore di prezzi e delle offerte standardizzate che ci permettono un confronto più semplice. Voi siete già passati al mercato libero o pensate di farlo a breve? State risparmiando o spendendo di più? Scrivetelo nei commenti

  • Come risparmiare evitando lo spreco alimentare

    Come risparmiare evitando lo spreco alimentare

    Parliamo di spreco alimentare e risparmio , due concetti che possono sembrare in antitesi ma in realtà non lo sono, infatti in un periodo dove la sostenibilità è diventata sempre più importante sono nate delle idee e delle soluzioni per evitare che il cibo inutilizzato venga buttato e alcune di queste possono diventare un modo per farci risparmiare.

    Sicuramente parlando di spreco alimentare ci viene in mente il prodotto fresco invenduto nel supermercato, nella bottega o nel panificio che se non viene venduto in fretta o comunque entro la data di scadenza viene tolto dalla vendita, per venire buttato, o nei casi più virtuosi dato in beneficenza.

    Ma per l’attività commerciale buttare o regalare dei prodotti equivale a buttare soldi , soprattutto su prodotti dove il guadagno è limitato, quindi poter recuperare almeno parte dei costi diventa essenziale. Infatti anche nei nostri supermercati , importando una tradizione dei paesi del nord europa, si vedono più spesso cestoni o bollini sconto dove i prodotti prossimi alla scadenza vengono venduti con un forte sconto, questo consente al consumatore che prevede di utilizzare quel prodotto a stretto giro di fare un bel risparmio.

    Ovviamente anche per il consumatore acquistare beni superflui che poi non consumerà porterebbe ad uno spreco alimentare, quindi è bene usufruire di queste offerte solo se si è sicuri di consumare i prodotti acquistati, allo stesso modo di quando attratti da qualche offerta speciale facciamo incetta di prodotti: se poi non li consumiamo entro la data di scadenza andranno buttati, sprecando risorse e buttando letteralmente i nostri soldi, perché se per risparmiare il 30% del prezzo , buttiamo il 50% dei prodotti acquistati non abbiamo di certo risparmiato.

    Ma se si tratta di prodotti che sappiamo di consumare, o a lunga conservazione o se si possono magari mettere in freezer, congelando anche la data di scadenza, o se la data sull’etichetta è “da consumarsi PREFERIBILMENTE entro”, cioè che quindi rimane commestibile oltre quella data, seppur perdendo qualche caratteristica organolettica, ecco che acquistare il prodotto in offerta diventa una strategia efficace anche per il nostro portafoglio.

    Tralaltro la vendita di prodotti freschi invenduti a prezzi scontati sta uscendo dal mondo dei supermercati, per arrivare anche a botteghe, bar, pasticcerie, panifici e tante attività che si ritrovano quotidianamente un surplus di prodotti che altrimenti andrebbero donati o buttati, anche grazie ad alcune app per cellulare che sono nate, guarda caso nel nord europa, che riescono a mettere in contatto i consumatori attenti al risparmio e il negoziante, grande o piccolo che sia, che ha un surplus di prodotti.

    Forse la più famosa, e soprattutto più diffusa in Italia, visto che è presente non solo nei grandi centri urbani ma anche nelle cittadine di provincia è TooGoodToGo, nome quasi impronunciabile che sta per troppo buono per essere buttato, ma ce ne sono altre magari meno diffuse come Phenix, o altre attive solo a livello locale.

    Il funzionamento è semplice, tramite una mappa sulla app si vedono le attività commerciali della zona in cui ci troviamo che offrono a fine giornata le loro box: confezioni di prodotti freschi invenduti a un prezzo fisso, molto più basso del prezzo di listino, di cui non conosciamo nel dettaglio il contenuto, che potremo prenotare ed acquistare tramite la app, per poi ritirarle all’orario indicato presso il negozio.

    All’orario stabilito, indicato sulla app, generalmente entro 15 o 30 minuti dalla chiusura, si mostrerà la app al negozio che ci fornirà la merce: a seconda del negozio o di quanto è rimasto invenduto si potrà trovare una box piu o meno ricca, ma comunque di valore non inferiore al prezzo di listino indicato.

    Spesso ad esempio nei bar o nelle pasticcerie, a fine giornata restano paste o dolci in quantità, e generalmente con il costo di una o due paste vi riuscite a portare a casa un’intero vassoio, stessa cosa accade nelle panetterie e in tutte quelle attività dove si vendono prodotti di veloce deperibilità

    Avendo pagato in anticipo se non ci presentassimo al ritiro, il costo non ci verrà rimborsato, ma anche il negoziante è obbligato a consegnarci una box almeno del valore indicato sulla app e qualora non potesse farlo, perché magari ha venduto tutto, può cancellare l’ordine entro due ore dalla consegna per darci modo di organizzarci diversamente.

    Ovviamente il sistema funziona solo se possiamo essere al negozio per il ritiro nell’orario indicato, e dato che le box a disposizione sono limitate, soprattutto per alcuni esercenti più in voga è bene prenotare la nostra box in anticipo, dato che potrebbero andare a ruba

    Tralaltro nella app esiste un sistema di feedback sui vari negozi che ci permette di capirne la serietà, la qualità e la quantità dei prodotti, anche perché acquistando a scatola chiusa, magari da un negoziante a noi sconosciuto, in presenza di furbetti potremmo trovarci prodotti di scarsa qualità, scaduti o box non consegnate, in tal caso le recensioni ci mettono in condizione di evitare un venditore sospetto, a maggior ragione se non lo conosciamo direttamente o è fuori dalla nostra zona abituale

    Si tratta di un modo moderno di coniugare risparmio e sostenibilità. Voi lo conoscevate? Scrivetelo nei commenti. A presto!

  • Le cartucce compatibili per la stampante

    Le cartucce compatibili per la stampante

    In questo periodo di pandemia tra didattica a distanza e smart working i personal computer sono entrati o rientrati nelle nostre case e contemporaneamente sono venute meno le occasioni di stampare fuori casa, magari in ufficio, quindi diventa comodo avere una stampante tra le mura domestiche, ma cosa dobbiamo sapere quando ne acquistiamo una?

    Abbiamo già parlato in un precedente articolo delle tecnologie di stampa come le laser o le inkjet e delle funzionalità che una stampante può avere e che ci possono venire comode nell’uso di tutti i giorni.

    Ma per la scelta di una stampante il punto su cui vogliamo focalizzarci oggi sono i costi, perché anche se non sembra, stampare può diventare un salasso, specie per chi non è informato su questo mondo e si fa attirare dalle sirene dei modelli più economici esposti nei negozi di elettronica.

    Infatti nella scelta vanno ben ponderati i costi di esercizio: tendenzialmente le stampanti di fascia più bassa costano meno in fase di acquisto della stampante, ma le cartucce dureranno meno, e quindi dovremo cambiarle più spesso ed essendo più piccole in proporzione costano di più, pertanto a parità di numero di stampe nel tempo avremmo speso di più perché avremo comprato più cartucce, inoltre modelli diversi di stampanti hanno cartucce con  capacità e costi diversi quindi il confronto andrà fatto stimando il costo nell’intero ciclo di vita della stampante, dato non solo dal costo della stampante ma anche dal costo delle cartucce che dovremo comprare , ad esempio in 5 anni: scopriremo differenze importanti  tra un modello e un altro, dove la stampante super economica alla fine della fiera ci sarà costata magari 5/6 volte tanto di quella che costava un pò di più all’acquisto e che magari aveva pure qualche comoda funzione in più.

    Infatti la stampante, almeno in teoria si acquista una sola volta ma le cartucce si ricompreranno ogni volta che si esauriscono, quindi i produttori hanno sviluppato un modello di business dove vendono al prezzo più basso possibile, spesso sottocosto, la stampante ma recuperano i loro guadagni con gli interessi vendendo a prezzi altissimi le cartucce che saremo comunque obbligati a comprare se vogliamo stampare, col paradosso che in alcuni casi capita che costi meno ricomprare la stampante che non le cartucce, scelta che se può essere intelligente per il portafoglio non è certo amica dell’ambiente.

    Una soluzione può essere utilizzare cartucce compatibili, quelle non originali prodotte da aziende specializzate diverse dal produttore della stampante che non hanno bisogno di caricare esageratamente il costo delle cartucce per recuperare quanto perso vendendo l’apparecchio, consentendoci di pagare le cartucce anche 8/10 volte meno di quelle originali.

    Questa soluzione ovviamente non fa piacere ai produttori di stampanti che quindi per salvaguardare i loro interessi utilizzano delle pratiche per impedire l’utilizzo di cartucce non originali, bloccando o limitando le funzionalità della stampante se riconosce una cartuccia “falsa”, con il risultato che non per tutte le stampanti sono disponibili cartucce compatibili, anche se tendenzialmente col tempo questi blocchi vengono scardinati dai produttori di cartucce, pertanto se si vogliono usare cartucce compatibili meglio evitare le stampanti appena uscite sul mercato o comunque informarsi prima dell’acquisto della disponibilità e del corretto funzionamento delle compatibili, magari chiedendo a chi le produce o le vende.

    Potendo usare le compatibili nel nostro confronto dovremmo ricalcolare i costi che ovviamente si abbasseranno, rendendo particolarmente conveniente qualche modello che con le originali sarebbe inavvicinabile, cosa che succede spesso con le laser: a seconda dei casi con una decina di euro di compatibile si fanno anche 2500 pagine, mentre con gli originali si spenderebbe anche 10 volte tanto.

     Ma se c’è tutta questa differenza di prezzo è normale avere qualche dubbio sulla qualità delle compatibili, spesso instillato dai produttori di stampanti: tecnicamente se la cartuccia è prodotta a regola d’arte non rovina la stampante, al massimo può capitare che possa non funzionare perché bloccata dalla stampante stessa.

    Dal punto di vista legale i produttori di stampanti cercano sempre di fare causa ai produttori di compatibili, sostenendo che le compatibili violino i propri brevetti o diritti intellettuali: in qualche caso hanno vinto bloccando un singolo produttore o cartuccia ma spesso hanno perso la causa, col risultato che le cartucce compatibili sono perfettamente legali e in alcuni casi sono stati addirittura i produttori delle stampanti ad essere stati multati per pratiche anti concorrenziali.

    Poi ovviamente i produttori di stampanti tendono a mettere paura e/o a complicare la vita , ad esempio invalidando la garanzia, ai consumatori che usano cartucce non originali per portare l’acqua al loro mulino , ma non riuscendo a combattere il nemico in qualche caso stanno iniziando a cambiare strategia proponendo modelli di business diversi con stampanti più costose all’acquisto, ma con disponibilità di cartucce più grandi e a prezzi più abbordabili o addirittura servizi di fornitura dei consumabili in abbonamento, usando la stessa tattica che i vari servizi di streaming hanno usato per rendere meno appetibile la pirateria, quindi in certi casi le cartucce originali possono comunque rivelarsi una soluzione conveniente.

    Alla fine scegliere una stampante, se si vuole risparmiare è un po’ più complesso di quello che sembra, anche perché i produttori di stampanti giocano anche sulla disinformazione degli utenti per guadagnare di più. Voi eravate a conoscenza di questi trucchi? Usate cartucce compatibili? Fatecelo sapere nei commenti!

  • La fibra ottica è importante: digitalizziamoci!

    Parliamo di banda larga: le connessioni a internet ultraveloci che consentono ai nostri computer, tablet, tv, etc. di connettersi in maniera sicura , veloce e stabile, e soprattutto della tecnologia a conti fatti migliore per questo scopo e desiderata da tanti, e non solo dai più smanettoni visto che ormai anche solo per vedere film o serie tv in streaming, per fare videochiamate o lavorare da casa una buona connessione è diventata praticamente indispensabile.

    Si tratta della fibra ottica, e nello specifico di quella vera che arriva direttamente nelle nostre case denominata FTTH, Fiber to the Home , conosciuta in Italia anche come Open Fiber dal nome del principale operatore all’ingrosso che porta la fibra nelle nostre casa e che si differenzia enormemente del surrogato che viene proposto ,soprattutto da TIM,  chiamata FTTC dove la fibra ottica arriva fino alla strada per proseguire con il vecchio doppino telefonico in rame, che è molto più instabile e soprattutto più lento, e che se è sicuramente un po’ più veloce di una ADSL ne eredita tutti i difetti e soprattutto è dalle 10 alle 30 volte più lenta di una connessione vera in fibra, tanto che nelle pubblicità per non confondere gli utenti deve essere indicata con un bollino FR , diverso da quello F che contraddistingue la fibra che arriva direttamente dentro le nostre case

    E c’è da dire che in Italia la situazione della fibra ottica non è cosi tragica rispetto a quello che succede in Europa, anche perché negli ultimi tempi c’è stata una accelerazione importante della copertura che porta l’Italia ad essere tra i primi paesi europei per crescita , e pur essendo sotto la media europea del 50% di diffusione abbiamo un’abbastanza dignitoso 41% che ci mette in condizioni migliori di altri paesi come l’Olanda, la Gran Bretagna, l’Austria e addirittura la Germania.

    Il problema purtroppo è che ad una copertura che cresce in maniera importante, non corrisponde una pari sottoscrizione dei contratti di abbonamento, tanto che solo il 14% della popolazione coperta dalla fibra FTTH si abbona, cosa che ci pone agli ultimissimi posti della classifica europea e molto al di sotto della media e questo è un problema importante per lo sviluppo.

    Ma perche la gente non si abbona? Vuoi perche usa ancora la vecchia ADSL, vuoi perche usa il cellulare o delle connessioni via radio o peggio la finta fibra FTTC, che se per alcuni è una scelta obbligata dalla copertura della propria abitazione, per altri soprattutto nei centri più grossi dove si è in grado si scegliere, magari viene scelta perché ci si fa abbindolare da certe pubblicità dove spendendo non meno di una vera fibra si ottiene una connessione veramente scarsa al confronto.

    Molti invece non si mettono il problema e continuano a navigare con quello che hanno, senza informarsi delle possibilità di connessione offerte, oppure non hanno neanche una connessione a casa e questo è segno dell’arretratezza digitale del nostro paese, e che li mette più in condizione di subire truffe o soprusi digitali: più si ha dimestichezza col digitale e più di riesce a scovare queste truffe, e difficilmente la nostra dimestichezza potrà aumentare con un computer di 15 anni o con una connessione lenta a casa.

    Il problema è di alfabetizzazione digitale e per le persone più avanti con l’età può essere un problema, ma se i coetanei di altri paesi europei riescono nell’impresa il problema forse non è solo tecnologico, ma forse è anche un po’ psicologico, forse è la paura della tecnologia o forse solo la pigrizia mentale di imparare qualcosa di nuovo.

    Ad ogni modo la crescita del nostro paese non potrà prescindere da quella tecnologica, voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.

  • Ci stiamo disinnamorando delle automobili

    Ci stiamo disinnamorando delle automobili

    Parliamo di automobili e del fatto che ormai si sta perdendo la passione dell’automobile, infatti se un tempo le camerette dei ragazzi erano tappezzati di poster di bellissime automobili o moto, ormai ai ragazzi i motori interessano sempre meno, e il problema è che questo disinteresse sta contagiando anche i più grandi, quelli che in teoria hanno il budget per poterle acquistare

    Probabilmente la colpa è di ciò che il mercato ci propone: per via delle normative ambientali sempre più stringenti sono praticamente sparite le macchine che si acquistano per passione come le auto sportive, come coupè o spider, ma anche le versioni pepate delle comuni berline cosi come i veri fuoristrada

    Addirittura anche le macchine comuni con motorizzazioni più potenti quindi sulla carta un po’ più sportive sono castrate dal peso, dai sistemi di riduzione delle emissioni e spesso dai limitatori di velocità installati di serie da molte case

    Se sfogliamo i listini o le classifiche di vendita noteremo che si vendono principalmente suv e utilitarie, anche le auto medie per intenderci come la golf, la focus o la megane che un tempo erano regine di vendita ora faticano a trovare acquirenti attratti dalle auto a ruote alte.

    Ma la cosa forse più triste è che le auto sono diventate tutte uguali, sia nel design che nelle motorizzazioni che sono comuni a buona parte della produzione del proprio gruppo e spesso condivise con la concorrenza: se per assurdo cambiassimo gli stemmini con quelli di un’altra casa difficilmente ci accorgeremmo della differenza

    Alla fine si perde lo stimolo all’acquistare o cambiare una nuova macchina, ci si disinteressa dell’auto stessa che da oggetto personale che rappresentava i nostri gusti e le nostre passioni diventa solo un mezzo per spostarsi da A a B, una sorta di elettrodomestico con le ruote, che quindi si sceglie non per passione ma per il costo e al massimo per qualche freddo dato delle schede tecniche

    Forse giusto qualcuno potrebbe essere incuriosito a cambiare auto per provare l’elettrico, attratto più dalla tecnologia che dalla meccanica o magari perché costretto da limitazioni normative che ne spingono l’adozione al posto dei motori termici, per poi magari accorgersi che non fa per lui come sta accadendo a tanti automobilisti statunitensi che sono tornati al termico

    Ma la cosa più triste è che ormai sono pochi quelli che hanno la voglia di cambiare auto, di provare e di sperimentare nuovi modelli, di alimentare un mercato che in passato è sempre stato fiorente, e ora vuoi per i prezzi sempre più alti, vuoi per l’offerta sempre meno interessante sta andando a morire.

    In voi arde ancora il fuoco della passione dei motori o vedete le auto solo come un mezzo di trasporto? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Come farsi un pc in un periodo senza componenti

    Come farsi un pc in un periodo senza componenti

    Come forse vi sarete accorti se ultimamente avete provato ad acquistare un prodotto elettronico come un computer, un televisore, una console di videogiochi o un prodotto che comunque contiene tanta elettronica come le automobili moderne che le disponibilità sono molto limitate e i prezzi si sono alzati.

    Il colpevole è manco a dirlo il covid che ha stravolto la domanda di prodotti elettronici, per via di una richiesta enormemente aumentata e una catena produttiva in difficoltà che ha portato le fabbriche a fare scorta e ad accaparrare i componenti che solitamente acquistavano man mano in base alle necessità produttive, lasciando a mani vuote e soprattutto con gli impianti fermi chi non ha potuto o non ha fatto in tempo a rifornirsi, fermando o rallentando le produzioni per la indisponibilità di un chip magari da pochi centesimi.

    E se alcune produzioni stanno lentamente tornando alla normalità, per altre non basteranno ancora diversi mesi e uno dei settori più colpiti è quello dell’informatica, mettendo in grosse difficoltà chi ha necessità di comprare o di assemblarsi un computer.

    Infatti molte componenti sono sparite dal mercato, altre hanno basse disponibilità quindi sarà necessario attendere tempi lunghi solo per poter ordinare i pezzi, e con il rischio di vedersi cancellato l’ordine, per altri la scelta è talmente limitata costringendoci ad acquistare anche a prezzi fortemente maggiorati, il primo che si riesce a trovare, soprassedendo a prezzi o caratteristiche tecniche pur di recuperare l’ultimo pezzo necessario per far funzionare il pc.

    Infatti nel mondo dei pc se alcune componenti come case, dissipatori o ventole si trovano senza troppe difficoltà, per altri come alimentatori, schede madri, memorie e processori i prezzi si sono alzati e la scelta ridotta ma con un po’ di sbattimento la soluzione si trova, il vero problema sono le schede video, diventate praticamente introvabili, a meno di non pagarle a peso d’oro dagli scalper, i bagarini digitali che le rivendono anche al triplo del prezzo di listino, il problema è che senza scheda video il pc non si accende e tenere fermi in casa dei componenti in attesa del pezzo mancante significa solo fargli perdere valore, ma come possiamo fare?

    La risposta più ovvia è quella di aspettare se possibile, magari procrastinando l’acquisto o cercando di aggiornare il computer che abbiamo in casa anzichè ricomprarne uno nuovo fin tanto che le acque si saranno calmate, in alternativa se prevediamo un uso blando del computer e quindi non dobbiamo giocare, lavorare su contenuti multimediali o applicazioni molto pesanti possiamo pesare ad acquistare un processore con scheda grafica integrata (in casa amd sono i ryzen con la G finale nel nome es. ryzen 3400G , mentre in casa intel quelli senza la F nel nome es. intel i5 9400)

    Altra soluzione è comprare dei computer completi, cosa generalmente sconsigliabile sia per qualità che per rapporto prezzo/prestazioni sui fissi, mentre diventa un’opzione percorribile quella di acquistare un portatile, avendo però la cortezza di capire le caratteristiche tecniche per evitare bidoni e fondi di magazzino che potrebbero, visto il periodo gramo, facilmente rifilarvi

    Apple MacBook Air 2020

    Un’alternativa per molti fuori dagli schemi è quella di prendere un macintosh, soprattutto i nuovi modelli dotati di chip M1 che sono tutto sommato reperibili senza troppi problemi ed essendo potenti anche nelle versioni base, stranamente per apple possono rivelarsi convenienti a patto di scegliere con cura il modello evitando spese extra che possono rivelarsi parecchio costose, e magari per quanto possibile affidarsi ad accessori di concorrenza notevolmente più economici di quelli della casa

    C’è da considerare però che un mac non è per tutti, se è un ottima scelta per chi deve creare dei contenuti multimediali come foto, musica o video e comunque va benone, ma come qualsiasi computer d’altronde, per un uso leggero come navigare in rete, mandare mail o usare office il problema è se si vuole utilizzarlo per i videogiochi: purtoppo non è la macchina adatta sia per prestazioni, che disponibilità di titoli e inoltre al momento soprattutto gli M1 non sono particolarmente consigliati per lo streaming delle vostre live su internet: in questo momento a patto di trovarla una console di nuova generazione è forse la scelta migliore per chi vuole giocare.

    Un mac mini, un macbook air o uno dei nuovi imac in versione M1 se scelto con cura, vista la ridotta disponibilità di pc possono rivelarsi addirittura economici per il periodo, e soprattutto a differenza di un pc sono più facilmente rivendibili come usato, mantenendo a parità di spesa un maggior valore residuo, cosa che può rivelarsi vincente se lo acquistiamo come soluzione temporanea in attesa di un PC o se provenendo da windows non ci trovassimo bene con il sistema operativo della mela.

    Ad ogni modo comprare un computer in questo momento è un’attività da fare solo se non se ne può fare a meno o se il prezzo per voi non è un problema, altrimenti aspettare almeno altri 6 mesi potrebbe farvi risparmiare anche diverse centinaia di euro

  • I prezzi aumentano: cosa possiamo fare?

    I prezzi aumentano: cosa possiamo fare?

    Purtroppo ve ne sarete accorti anche voi, i prezzi dei prodotti stanno aumentando e a seconda dei casi anche raddoppiando o triplicando. Si tratta di un effetto collaterale del covid, che se prima era particolarmente palese sui prodotti informatici o sui prodotti per la casa data la penuria di componentistica, si sta allargando a macchia d’olio su gran parte della produzione, dato che ora sono i costi delle materie prime ad aumentare, anche quelle generalmente più comuni e reperibili, e questo aumento si ripropone a cascata sul prodotto finito.

    Un esempio lampante sono i costi dei materiali edili, che sono aumentati considerevolmente creando problemi a chi stava usufruendo degli ecobonus per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico degli edifici, o ai tanti appalti pubblici che rischiano di fermarsi perché con l’aumento delle materie prime non è più possibile acquistare i materiali restando nei budget stabiliti nei bandi istituiti prima degli aumenti.

    Inoltre anche la logistica , con i collegamenti ridotti causa covid e la modifica di alcune leggi fiscali sia in Europa che in Cina hanno portato ad aumenti consistenti del costo dei traporti che non giovano alla causa

    Questo fa si che la disponibilità di prodotti sia sempre più limitata, ma i prodotti vista la situazione si vendono con difficoltà e se  per la legge della domanda e dell’offerta è normale che se l’offerta è inferiore alla domanda i prezzi salgono, se questo in condizioni normale sarebbe un bene, perché significherebbe che la gente acquista perché lavora ed ha soldi da spendere, in una condizione dove in tanti non comprano perché hanno paura della situazione economica o hanno perso il lavoro questo diventa un problema.

    Infatti si ha un’aumento dell’inflazione, con aumento dei costo del denaro, e quindi dei mutui e dei finanziamenti che non è trainata dal mercato, che invece è stagnante e questo a tendere porterà aziende e privati, che non vendendo o lavorando hanno difficoltà, a non poter onorare i propri debiti

    Inoltre con il nostro stipendio potremmo acquistare meno beni, e cio si rifletterà sul nostro tenore di vita, perché l’aumento dei prezzi non è supportato dall’aumento degli stipendi, che non potrà esserci dato che le imprese sono in sofferenza a causa della pandemia.

    Quindi si prospetta una crisi economica importante, che ci auguriamo sia più breve possibile, dove diventa essenziale proteggere dall’inflazione i propri risparmi che potrebbero essere erosi dall’aumento dei costi e dai tassi di interesse, pertanto diventa essenziale migliorare la nostra educazione finanziaria per poterci difendere dalla situazione e soprattutto da investimenti sbagliati che potrebbero diventare più pericolosi che in passato in quanto sarà più facile incappare in azioni o prodotti finanziari , un tempo considerati sicuri, diventati tossici.

    Voi eravate al corrente della situazione? Come pensate di difendervi dall’inflazione? Scrivetelo nei commenti, cosi come se avete dei dubbi, delle osservazioni.

  • Il pericolo delle recensioni fasulle

    Il pericolo delle recensioni fasulle

    Avrete forse saputo che recentemente Amazon ha tolto dalla vendita nel suo store online i prodotti di alcuni produttori orientali, principalmente di accessori per telefonia, informatica e fai da te, alcuni molto famosi nel loro campo per avere un ottimo rapporto qualità prezzo per via , pare , del ricorso a recensioni fasulle.

    La cosa è strana, vista la notorietà dei marchi in questione, ma parrebbe che avessero pilotato le recensioni in cambio di prodotti gratuiti e/o rimborso dell’acquisto a chi avesse messo una recensione particolarmente entusiasta ed è ancora più strano visto che la qualità di quei prodotti era comunque buona.

    In effetti esistono dei network di recensioni illegali che assoldano recensori per conto dei venditori in cambio di prodotti gratuiti e/o bonus, cosi come esistono venditori che inseriscono nel prodotto dei biglietti per sollecitare delle recensioni a 5 stelle, garantendo omaggi o rimborsi in cambio dell’inserimento di un feedback positivo ed è possibile che i produttori bannati se ne siano serviti e siano stati beccati da Amazon, che ha ovviamente interesse a che le recensioni siano le più oneste possibili dato che altrimenti finirebbero per diventare inutili, e quindi perdere uno strumento di stimolo all’acquisto.

    woman in yellow shirt showing a beauty product while recording on smartphone

    Purtroppo questo fenomeno delle false recensioni è diffuso e non colpisce solo Amazon, ma un po’ tutti i siti di recensioni, anche quelli per hotel o ristoranti ad esempio, dove bisogna fare la tara alle recensioni che leggiamo scremando quelle troppo entusiaste e quelle troppo negative per capire le effettive qualità e mancanze del prodotto o servizio di nostro interesse

    Le recensioni negative generalmente capitano non tanto per la scarsa qualità dei prodotti, ma per qualche disguido che si è venuto a creare, spesso indipendente dalle volontà del venditore, che tendenzialmente cerca di evitare a costo di perderci dei soldi perché va a incrinare la propria reputazione: è raro che quantomeno il venditore non abbia proposto una soluzione del problema, mentre meno raro è che il feedback negativo possa dipendere da una ripicca, da una falsa recensione creata da un concorrente per metterlo in cattiva luce, o un tentativo di ricatto andato a male come il classico cliente del ristorante che minaccia recensioni negative se non gli viene fatto uno sconto.

    E dall’altro lato ci sono le recensioni troppo favorevoli messe dallo stesso venditore, che magari si serve di prestanome, spesso reclutate da agenzie specializzate in false recensioni, che inquinano la recensione fornendo una visione distorta della realtà, oppure come detto delle recensioni dove si è indorata la pillola con degli omaggi per far raccontare un prodotto mediocre come uno di assoluta eccellenza.

    Per questa ragione dobbiamo stare attenti e scartare da una parte le sviolinate dove il prodotto viene raccontato come il top anche se è evidente che si tratta di un prodotto da quattro soldi , cosi come insospettirci se troviamo stroncature esagerate. Se come capita per molti prodotti di origine orientale lo stesso prodotto è venduto con marchi differenti leggiamo i feedback anche dei prodotti analoghi per farci un idea, se a parità di prodotto i feedback sono troppo differenti può essere indice di recensioni fasulle.

    Una volta scremate le recensioni esagerate , in entambi i sensi, si dovrebbe essere in grado di farci un’idea del prodotto prima di acquistarlo e di comprendere pregi, difetti e caratteristiche particolari difficilmente reperibili nelle schede tecniche, aiutandoci nella scelta. Spesso poi sono corredate di foto o video del prodotto in funzione, cosa che ci permette di capire meglio magari gli ingombri o una particolare caratteristica che lo differenzia dalla concorrenza.

    E attenzione anche alle recensioni che trovate in rete, dai siti di comparazione ai canali di certi influencer: ci sono quelli seri che raccontano il prodotto onestamente elencando i vari pregi ma anche i difetti, e chi specie tra quelli più piccoli, che a volte anche in buona fede o per inesperienza per ingraziarsi un produttore che per la prima volta ha fornito loro o addirittura regalato un prodotto da recensire tendono ad esagerare coi complimenti e/o a soprassedere su difetti e mancanze, senza accorgersi che così facendo a lungo andare andranno a giocarsi la propria reputazione.

    Diciamo che le recensioni sono un’arma a doppio taglio, ma che se usata bene può essere parecchio utile, voi le utilizzate? Recensite voi stessi i prodotti? Fatecelo sapere nei commenti.