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  • Anche le auto ferme devono pagare l’assicurazione

    Anche le auto ferme devono pagare l’assicurazione

    Chi ha piú di un veicolo, come una moto o un’automobile che affianca a quella usata tutti i giorni, ad esempio una macchina d’epoca, una moto o una macchina sportiva, come la classica decapottabile che usa saltuariamente, sa di dover sostenere delle spese indipendentemente dal fatto che venga usata o meno. 

    Ad esempio il bollo é dovuto anche se la macchina o la moto non circolano, dato che si tratta di una tassa di possesso, a meno che non si tratti di un veicolo con piú di 30 anni, mentre sino a poco tempo fá l’assicurazione non era dovuta se il veicolo non circolava su strada.

    red and white vintage car parked in front of blue and white food stall

    Infatti a meno che non la si parcheggiasse per strada dove in linea teorica potrebbe causare dei danni anche se non circola effettivamente, se la si teneva ferma in garage o in un area privata o se la si usava solo dentro una proprietá privata , ad esempio solo in pista, senza uscire nella strada pubblica non si era tenuti a pagare l’assicurazione.

    Purtoppo peró le cose sono cambiate recentemente in seguito al recepimento di una direttiva europea che impone che qualsiasi mezzo debba essere assicurato anche se non circola per strada, con poche deroghe a questo obbligo, cosa che potrebbe pesare particolarmente per le tasche di collezionisti di vecchi rottami, che probabilmente valgono meno del premio annuale richiesto dalle assicurazioni.

    woman in yellow shirt driving a silver car

    Infatti a meno che il veicolo non sia stato radiato, sottoposto a fermo amministrativo o non idoneo alla circolazione in quanto mancante di parti importanti come ad esempio il motore,  dovrà pagare comunque l’assicurazione.

    Una parziale scappatoia é data dalla sospensione dell’assicurazione, che ora viene normata e che comunque deve essere mantenuta attiva per almeno 2 mesi l’anno, o un mese per i veicoli storici, e che ora prevede una multa maggiorata per chi circolasse su strada con assicurazione sospesa.

    Si tratta di uno strumento conosciuto da chi usa saltuariamente il mezzo, che usandolo solo qualche mese all’anno per risparmiare ha la possibilitá di sospendere la polizza per riattivarla nei mesi di interesse, allungando la validitá della propria polizza : se ad esempio usiamo la macchina solo d’estate per 3 mesi , la nostra polizza annuale potrebbe avere la sua durata diluita a quasi 4 anni.

    white and black bobber bike

    Non tutte le assicurazioni permettono questa possibilitá, certe limitano il numero o il periodo di sospensione ed alcune richiedono un costo amministrativo quando si blocca o si riattiva la polizza, ma comunque sempre molto meno che dover pagare per intero l’assicurazione si una vettura che sta per mesi ferma.

    L’alternativa possono essere le assicurazioni a consumo, di cui vi parlavamo in un articolo precedente, dove si paga il premio in base ai chilometri percorsi, anche se comunque viene addebitato un chilometraggio minimo che potrebbe renderle non convenienti nei confronti di qualche agevolazione assicurativa dedicata a veicoli storici o membri di club , federazioni o scuderie motoristiche riservate agli associati.

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    Quindi il tenere in garage dei mezzi vecchi, usati poco per via dell’etá o della necessitá di manutenzione, magari appartenuti ad un parente o di scarso valore potrebbe costarci molto salato, in aggiunta all’eventuale affitto degli spazi e della regolare manutenzione che comunque deve essere fatta per mantenere il mezzo in efficienza.

    Ovviamente questo porterá molti collezionisti a liberarsi dei mezzi meno utilizzati con un deprezzamento del valore dei mezzi in virtú della maggiore offerta sul mercato, cosa che potrebbe avvantaggiare chi deve comprare, ma che creerá dei danni a chi deve o aveva in mente di vendere.

    yellow vespa parked in park

    Tralaltro questa normativa si estende anche a delle tipologie di veicolo che prima non erano interessate dalle assicurazioni, come i rimorchi o i mezzi di locomozione elettrici come monopattini, segway e simili che vengono assimilati ai fini assicurativi a quanto in vigore per automobili e motocicli.

    Purtoppo si tratta dell’ennesimo colpo nei confronti della mobilitá personale, e tra normative ambientali , costi di acquisto e mantenimento dei veicoli saliti alle stelle, spese di  parcheggio e ingresso nei centri cittadini, nuovi e sempre piú stringenti obblighi di legge diventa sempre piú complesso potersi muovere con un proprio mezzo proprio in autonomia, senza doverlo noleggiare o utilizzare un mezzo pubblico con orari e costi non sempre convenienti per le proprie necessitá.

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    Voi ne eravate al corrente? Vi disferete di qualche mezzo o pagherete comunque l’assicurazione per un mezzo fermo? Avete qualcosa da aggiungere, qualche dubbio, domanda o curiositá? Scrivetelo nei commenti!

  • Come trovare la stampante ideale

    Come trovare la stampante ideale

    Quando acquistiamo una stampante è importante valutare alcune caratteristiche che possono incidere parecchio sul nostro portafoglio. Infatti é risaputo che molto spesso le stampanti sono vendute sottocosto o comunque con margini ridottissimi in quanto i produttori si rifanno della spese con l’acquisto delle cartucce dove invece i margini sono elevatissimi. 

    Sfruttando questo sistema peró possiamo andare a risparmiare acquistando delle cartucce compatibili, sui modelli dove ció é possibile, dato che i produttori inventano sistemi sempre piú invasivi per far si che la stampante funzioni esclusivamente con cartucce originali.

    In alternativa esistono delle stampanti che costano un pó di piú in fase di acquisto, ma utilizzano consumabili molto piú economici, come ad esempio taniche di inchiostro al posto delle comuni cartucce.

    Diventa quindi essenziale quando acquistiamo una stampante non guardare solo il prezzo di acquisto della sola stampante, ma anche il costo e la disponibilitá delle ricariche, sia che si voglia stare su quelle originali o si preferisca risparmiare con le compatibili

    In quest’ultimo caso é bene valutare che esistano in commercio per il modello di nostro interesse, e nel caso non ci fossero valutare al suo posto un modello di stampante di fascia piú alta , di altra marca o meno recente dove siano disponibili di concorrenza.

    Da tenere conto anche che molti produttori di stampanti danno la possibilitá di fare un abbonamento mensile che mette a disposizione le cartucce pagando un fisso in base al numero di copie stampate, resta da valutare la convenienza rispetto alle cartucce di concorrenza, ma c’è da sottolineare che con questi sistemi , dato l’obbligo di connessione ai loro server, la casa puó bloccare la stampante da remoto qualora non si paghi l’abbonamento o si usino cartucce non originali. Spesso alcune stampanti vengono vendute ad un prezzo scontato vincolate alla sottoscrizione di questi abbonamenti, fate attenzione in caso di stampanti particolarmente scontate in quanto potrebbero avere dei vincoli che possono portarvi al blocco della stampante se non pagate l’abbonamento al termine del periodo di prova o in caso di uso di cartucce non originali.

    Parallelamente nella scelta va considerata la tecnologia di stampa, sostanzialmente esistono due grandi famiglie quelle a getto di inchiostro e quelle laser, entrambe hanno pregi e difetti quindi la scelta dipende molto dall’utilizzo che ne andremo a fare.

    Le getto d’inchiostro sono generalmente piú economiche come costo di acquisto dell’apparecchio e hanno una resa migliore sulle stampe a colori, ma hanno consumabili che durano poco e soprattutto tendono a seccarsi se non le utilizzate frequentemente, finendo per dover buttare buona parte della cartuccia nei cicli di pulizia per rimettere in funzione la stampante quando la andrete a riutilizzare. 

    Vanno quindi bene per chi usa la stampante costantemente , ma senza elevati volumi di stampa: ideale per chi stampa giusto qualche foglio ogni settimana, da evitare per chi stampa ogni tanto ma poi la tiene ferma per mesi.

    Le laser invece costano inizialmente qualcosa di piú sia come apparecchi che per costo dei toner , ma hanno dei costi per pagina generalmente piú bassi in quanto i consumabili durano notevolmente di piú e  a differenza delle getto di inchiostro non si seccano quando inutilizzati, rendendoli una soluzione ideale per chi stampa tanto o per chi usa la stampante sporadicamente. Inoltre sono la soluzione con la migliore qualitá nella stampa in bianco e nero, infatti molti modelli , sopratutto quelli piú economici, stampano solo in bianco e nero , a differenza delle getto d’inchiostro che indipendentemente dal modello stampano sempre a colori, quindi anche l’esigenza di stampare a colori va valutata nella scelta della tipologia di stampante

    Spesso, rispetto alle inkjet, sono meno schizzinose dei confronti delle cartucce compatibili e con un toner compatibile da una decina di euro si riesce anche ad arrivare a 5000 copie con dei costi di gestione veramente irrisori.

    Indipendentemente dalla tecnologia di stampa vanno valutate alcune funzionalitá aggiuntive, come la presenza di un modulo di rete che permetta alla stampante di interfacciarsi , tramite wifi, non solo al computer principale, ma anche a tutti i dispositivi connessi nella propria rete come tablet o smartphone.

    Importante per molti anche la presenza di uno scanner integrato, utile sia per digitalizzare documenti che per fare delle fotocopie, così come la stampa fronte retro per risparmiare carta.

    Puo essere comoda per chi si diletta nella fotografia la presenza di un slot per SD card per stampare direttamente le foto , mentre ormai diventa sorpassata per molti la funzionalità fax.

    Alla fine tutto dipende molto dalle esigenze di ognuno di noi, ma è bene prendersi un attimo e valutare bene le caratteristiche e i costi di gestione perché altrimenti quello che all’inizio puó sembrare un affare potrebbe rivelarsi un salasso per il nostro portafoglio.

  • Come scegliere una macchina da caffe a capsule

    Come scegliere una macchina da caffe a capsule

    Scegliere una macchina da caffé per casa non é semplicissimo, esistono quelle che utilizzano caffe in grani o in polvere o da cialde in carta ESE che costano magari qualche euro in piú ma vi permettono di usare il caffé di qualsiasi marca a seconda dei nostri gusti e quelle che vanno con delle capsule proprietarie che, almeno in teoria, vi obbligano ad essere fedeli a un determinato marchio di caffé, e che magari per invogliarvi vi danno la macchina a un prezzo di favore o addirittura gratis se le acquistate insieme a un consistente ordine di caffé.

    Ovviamente per un buon caffé servono sia un buon caffé che una buona macchina, e generalmente le macchine a capsule hanno una qualitá standard che permette un risultato ottimale con le proprie qualitá di caffé, mentre il risultato di una macchina generica puó dipendere dal caffé che utilizzate, cosi come dalle caratteristiche della macchina stessa.

    Il vantaggio della macchina generica é peró che , scegliendo in autonomia il prodotto, andate a pagare il caffé al chilo molto meno rispetto alle capsule.

    Certo non si ha la comoditá e l’immediatezza della capsula, ma la differenza di prezzo della macchina si fá presto ad ammortizzarla quando il singolo caffe vi costa anche un decimo rispetto alla capsula.

    Per chi peró non puó fare a meno della comoditá della capsula, che permette di avere un ottimo caffé in tempi brevissimi e senza sporcare,  é bene che tenga a mente qualche accorgimento: ad esempio per i sistemi piú famosi esistono delle capsule compatibili che si trovano oltre che nei rivenditori specializzati, online e fisici, ormai anche nei supermercati.

    Questo ci permette di pagare una capsula che ci costerebbe originale anche oltre i 30 centesimi anche un terzo, e spesso questi caffé compatibili sono venduti da torrefazioni storiche che hanno portato le loro miscele di caffé anche in capsula, ma ovviamente sono disponibili solo per i sistemi piú comuni, perché non converrebbe mettere su una linea di produzione per un sistema con poco mercato.

    Ovviamente non é detto che questo caffé compatibile ci piaccia piú dell’originale o che il prezzo sia molto piú conveniente rispetto all’originale, ma basterá provarne diversi e scegliere quello che si adatti meglio sia ai nostri gusti che al nostro portafoglio

    Se si sceglie un sistema meno famoso invece ci dovremo accontentare solo di quello originale coi propri prezzi, faremo fatica a trovare rivenditori che possano fare degli sconti e seppure avremo pagato la macchina un pó meno non possiamo accedere alle capsule di concorrenza, cosa importante quando magari ci siamo stufati di quel caffé e ne vogliamo uno differente: con un sistema piú diffuso potremo farlo senza dover cambiare macchina.

    Per i sistemi piú famosi esistono pure degli adattatori riutilizzabili da riempire col caffé in polvere cosa che mette insieme la comoditá della capsula con la convenienza del caffé in polvere.

    E addirittura esistono pure le macchine di concorrenza che possono utilizzare piú sistemi o delle capsule particolari o aggiungere delle funzioni non disponibili sul sistema originario.

    Ad ogni modo nella scelta del sistema di capsule vanno contemplati i costi non solo della macchina, ma delle capsule sia quelle originali che quelle di concorrenza, se disponibili, in modo che il caffé non diventi un salasso, specie se se ne prendono tanti nella giornata. 

    E ovviamente il caffé ci deve piacere, e spesso per alcuni sistemi ci sono letteralmente decine di miscele disponibili, sia per provenienza, che per gusto o per intensitá e si puó trovare facilmente la combinazione ideale.

    Per sistemi meno diffusi la scelta potrebbe essere piú limitata e se ci dovessimo stancare saremmo costretti a comprare una nuova macchina.

    Alla fine si tratta di gusti, ma considerando che le capsule non costano pochissimo, arrivando a costare un terzo del costo di un caffé preso al bar, ma comunque molto piú di un caffé fatto con la moka o la macchinetta generica é bene farsi due conti prima di scegliere quanto meno il tipo di macchinetta, perché purtroppo una non vale l’altra.

    Voi utilizzate il caffé in capsule? Con quale sistema? Avete domande, curiositá o qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti.

  • Sono i ricambi il problema delle auto cinesi?

    Sono i ricambi il problema delle auto cinesi?

    Se avete avuto l’idea o la necessitá di cambiare auto ve ne sarete accorti: le auto rispetto solo a pochi anni fá costano decisamente di piú, e se prima del covid con 20.000 euro vi portavate a casa un macchinone, ora con la stessa cifra fate difficoltá ad acquistare un’utilitaria.

    Questo perché le normative sull’inquinamento hanno di fatto creato una tassa occulta su ogni auto venduta con il risultato che la stessa auto costi alcune migliaia di euro in piú, che se possono essere piú facilmente spalmabili in auto dal costo importante, su una macchina economica, dove i guadagni per le case sono sempre stati esigui significa arrivare alla decisione , giá presa da molte case, di non vendere piú automobili piccole perché non convenienti: se il consumatore, deve spendere 30.000 euro per un’utilitaria per la stessa cifra preferirá una macchina piú grande, che paradossalmente consuma ed inquina di piú.

    E entrando in una concessionaria di marchi storicamente alla portata di tutti vedere esposte quasi tutte le auto a prezzi superiori ai 40-50.000 euro ci lascerá quantomeno esterefatti facendoci pensare a delle alternative.

    E visto che di macchine piú piccole ormai praticamente non se ne trovano, almeno a prezzi umani, le alternative sono due: o si punta su marchi super economici o sull’usato.

    Ma anche i prezzi dell’usato sono aumentati parecchio, rendendo la scelta meno conveniente, in quanto risentono degli aumenti dei prezzi di listino del nuovo e delle difficoltà di consegna di molte auto, con tempi di attesa estenuanti che solo recentemente stanno iniziando a tornare alla normalità.

    Pertanto pensare a quei marchi sconosciuti, spesso di origine cinese, che fanno capolino nelle pubblicitá, venduti a prezzo di affare, dove a meno del prezzo di un’utilitaria si porta a casa un suv moderno con tutte le tecnologie che vanno di moda sicuramente diventano un’opzione da considerare. Ma è tutto oro quello che luccica?

    Beh c’è da dire che già solo rispetto a qualche anno fa queste auto sono migliorate sia nella qualità che nelle prestazioni, e seppur vero che in qualche caso bisogna fare qualche rinuncia, il risparmio rispetto ad un’automobile europea fa passare in secondo piano qualche piccola mancanza. 

    Spesso poi anche la garanzia che viene offerta da questi marchi è superiore a quella di case piú blasonate, indice che cura costruttiva e qualità sono quantomeno adeguate, altrimenti andrebbero in perdita riparando in garanzia le automobili.

    Quello dove peccano peró questi modelli sono nella reperibilitá dei ricambi, esistono casi di auto ferme anche un anno e mezzo in attesa dei pezzi di ricambio, e questo significa nel migliore dei casi andare in giro con una macchina non perfetta in attesa della risoluzione del problema, o altrimenti avere la macchina ferma in officina con seri problemi per la nostra mobilitá.

    Il problema è più evidente con quelle auto importate da un distributore europeo che rimarchia col proprio nome auto di origine cinese: approviggionandosi da diversi produttori e avendo tanti modelli a listino è difficile tenere un magazzino ricambi fornito di tutti i pezzi per tutte le auto trattate e se per sfortuna a noi serve un pezzo non disponibile nel magazzino europeo, ordinarlo dal paese di origine richiede mesi. 

    Se si è fortunati si puó tentare di trovare il pezzo da un’altra casa perché condiviso con altre auto o perché banalmente un altro distributore rimarchia con il proprio nome la stessa auto cinese, ma se si tratta di un pezzo modificato appositamente per il distributore o per il mercato europeo non potremmo neanche tentare di acquistarlo direttamente dalla Cina, e quindi dover attendere necessariamente i tempi dell’importatore ufficiale.

    Inoltre c’è da considerare che in Cina i marchi di automobili sono oltre 300, e che i distributori europei che trattano auto cinesi sono tantissimi e molti vista la richiesta tanti si stanno affacciando a questo mercato: ció significa che dopo un primo boom iniziale tanti scompariranno o si fonderanno tra di loro e se abbiamo la sfortuna di aver acquistato la macchina di un brand destinato a morire,  reperire i ricambi, soprattutto dopo alcuni anni dall’acquisto,  potrebbe diventare impossibile, con il paradosso di dover rottamare un’auto potenzialmente ancora valida perché non si trova un pezzo di ricambio da pochi euro.

    Questo non significa evitare di acquistare auto cinesi, dato che generalmente sono comunque buoni prodotti e proposti a prezzi piú che interessanti, ma di informarsi sulle case produttrici e scegliere magari prodotti di quelle piú solide e importanti e che magari abbiano un’importazione diretta e non passino da un piccolo distributore che potrebbe fallire da un momento all’altro se sbaglia il modello da importare.

    Succede come il mercato dell’elettronica dove i supermercati sono pieni di televisori o piccoli elettrodomestici venduti a basso prezzo con marchi di fantasia o con nomi storici riesumati da un distributore locale che fa marchiare prodotti economici di origine orientale, finché siete nel periodo di garanzia in caso di problemi ve lo sostituiscono con uno nuovo, ma dopo trovare anche un semplice ricambio diventa un’impresa tanto che spesso in caso di problemi fuori garanzia finiscono rottamati, ma se la cosa puó essere tollerata con prodotti del valore di qualche decina di euro, la cosa non ha senso per le automobili che per quanto siano economiche costano svariate migliaia di euro.

    Pertanto va fatta attenzione nell’acquisto , informandosi bene sulla reperibilitá dei ricambi ed eventualmente sulla compatibilitá con modelli di altre case per evitare problemi o grosse attese magari anche per un piccolo problema di routine, ad esempio in seguito a un piccolo incidente stradale, che vi puó costringere a stare senza macchina per diversi mesi.

    Voi avete valutato l’acquisto di queste macchine? Ne avete una, o preferite comunque altre soluzioni? Avete domande, curiositá o qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti.

  • I vinili in edicola convengono davvero?

    I vinili in edicola convengono davvero?

    Il formato fisico preferito per la musica da qualche anno è tornato ad essere il vinile soppiantando i cd nei pochi negozi di dischi che rimangono nelle nostre cittá resistendo all’avvento della musica liquida.

    E si sceglie il vinile non tanto per il formato analogico che sulla carta dovrebbe essere migliore perché non campionando i suoni non taglia parti dell’opera dell’artista, cosa che poteva avere senso prima dell’avvento dell’uso del digitale nella produzione musicale, ma perché consente di avere tra le mani e ben visibile copertina e artwork che mancano nei formati di musica liquida, e considerando che la copia fisica è ridotta ad essere poco piú che un merchandising, alla pari di t-shirt e gadget vari, le dimensioni importanti di un 33 giri rispetto a quelle di un cd contano quando lo si tiene in mano durante l’ascolto.

    blue vinyl record playing on turntable

    Ma complice la moda del momento, i costi di stampa , le edizioni in tiratura limitata,  la ridotta disponibilità di fabbriche e di professionisti in grado di lavorare sui vinili i costi sono aumentati a dismisura diventando proibitivi, specie per alcuni dischi o artisti.

    Le soluzioni per risparmiare mantenendo il formato fisico sono due allora, il cd o i vinili da edicola, entrambe interessanti.

    assorted cd records in the shelves

    Il CD ha dei costi di produzione e di logistica molto piú contenuti, considerando peso, volume e spazi ridotti,  e si sente in maniera cristallina senza fruscii e complice il fatto di essere meno sulla cresta dell’onda rispetto a un vinile si porta a casa con molto meno a paritá di titolo: se ci accontentiamo delle dimensioni è una soluzione perfetta, considerando che anche il costo dei lettori è decisamente piú abbordabile, ed è probabile che abbiamo ancora in casa qualche apparecchio che puó leggerli come lettori bluray o dvd, console per videogiochi, computer con qualche anno alle spalle o autoradio.

    Viceversa, se il vinile non si discute e  si vuole risparmiare o ci si butta sul mercato dell’usato, facendo attenzione alle quotazioni e alle condizioni dei dischi, magari spulciando fiere, mercatini o siti specializzati come discogs, o volendo rimanere sul nuovo una bella soluzione sono i vinili venduti in edicola.

    vinyl disc on top of shelf

    Non sono amatissimi dai puristi e dai collezionisti perché a volte non sono fedelissimi all’originale, specie sulle parti tipografiche, possono avere un controllo qualitá meno preciso ma costano meno e , non ditelo a voce alta, suonano come i dischi originali nonostante costino meno.

    E il prezzo piú basso non dipende da una minore qualitá, visto che generalmente partono dagli stessi master delle edizioni che trovate nei negozi di dischi o nelle librerie, ma dal fatto che quando sono accompagnati da un prodotto editoriale, come un fascicolo o un giornale da acquistare in abbinata pagano l’iva ridotta al 4% dei prodotti editoriali anziché quella standard del 22%.

    vinyl records discs and three cassette tapes

    Se poi si tratta del primo numero di una collana, grazie alle offerte di lancio si riesce a portare a casa con una decina di euro un disco che in negozio costa 2 o 3 volte tanto. Ovviamente non troveremo la scelta di un negozio, e spesso arrivano agli edicolanti poche copie con il rischio di rimanere a bocca asciutta o di dover fare il giro di tutte le edicole della zona per trovare il disco desiderato, ma quando ci riusciamo  il portafoglio ringrazia sentitamente, specie se si tratta di titoli o artisti a cui vi state approcciando, magari mettendo in conto di acquistare una versione piú pregiata in futuro se vi avrá fatto appassionare particolarmente.

    Diventa essenziale quindi informarsi sulle nuove uscite, i prezzi  ed eventualmente chiedere all’edicola di fiducia di metterci da parte il titolo a cui puntiamo. Alternativamente se si tratta di collane, ci si può anche abbonare nel sito dell’editore con la sicurezza di ricevere tutti i numeri, e spesso omaggi o sconti speciali. 

    vinyl record in vinyl player on table

    Ovviamente con l’abbonamento c’é il rischio di ricomprare un disco che abbiamo giá in collezione, ma basta nel caso rimandarlo indietro, facendo attenzione ai costi di spedizione, cosa da verificare nelle condizioni dell’abbonamento, ricordando che il peso e le dimensioni di un vinile non sono trascurabili e il prezzo della spedizione per un privato si puó avvicinare pericolosamente al valore del disco stesso.

    Ma se in edicola esce un titolo interessante, magari tra quelli che non sono la primissima scelta della nostra wishlist, ma che a un prezzo interessante non si puo dire di no perché non farlo? Meglio a parità di spesa portarsi a casa due o tre titoli che un’edizione , sulla carta piú pregiata, ma che suona allo stesso modo, venduta in altri canali.

    born in the u s a by bruce springsteen album

    Diverso il discorso quando si hanno edizioni particolari, che magari hanno effettivamente qualcosa in piú, magari degli extra o un disco aggiuntivo e che possano avere un maggiore valore collezionistico, ma solo quando la differenza di prezzo é accettabile, inutile pagare lo stesso disco il doppio solo perche uno ha il vinile colorato anziché nero.

    Alla fine anche il marketing conta parecchio, così come quanto riteniamo importante il disco nella nostra collezione, ma a livello tecnico generalmente uno vale l’altro quindi nella maggior parte dei casi meglio risparmiare qualcosa e dedicare il budget risparmiato magari al prossimo titolo della nostra wishlist.

  • Intesa SanPaolo vende i suoi clienti a Isybank

    Intesa SanPaolo vende i suoi clienti a Isybank

    Una notizia ha scosso i correntisti di Intesa San Paolo: molti di loro sono stati spostati automaticamente nella banca digitale del gruppo, Isybank, con tanto di modifica di iban e coordinate bancarie, con una comunicazione quasi nascosta in modo da evitare opposizioni.

    La cosa stava passando in sordina, ma dopo qualche lamentela degli utenti l’antitrust ha bloccato il passaggio automatico, richiedendo un esplicito consenso al passaggio con la possibilitá per chi si dichiara contrario al passaggio di rimanere sul vecchio conto alle stesse condizioni.

    Il problema riguarda gli utenti considerati dalla banca prevalentemente digitali, ossia quelli che fanno poche operazioni in filiale, che non hanno un fido o che hanno una giacenza media sotto i 100.000 euro che nelle intenzioni della banca sono destinati a confluire nella banca digitale del gruppo, Isybank, marchio successore di Banca5 ,la banca nata per essere gestita nelle tabaccherie e non tramite sportelli bancari.

    Quello che cambia è che sostanzialmente si tratta di un conto di pagamento e non di un vero e proprio conto corrente, che se per molti utenti puó essere anche piú conveniente a livello di costi, manca di servizi importanti come le operazioni in filiale, gli assegni, la richiesta di fido e soprattutto l’utilizzo dell’home banking dal computer e non solo via app.

    E visto il numero di utenti potenzialmente coinvolti, oltre 2 milioni , oltre alla progressiva riduzione del numero di filiali giá in corso, tutto  fá presagire un cambiamento radicale della struttura della banca, con una presenza fisica molto piú limitata , passando da decine di filiali nelle grandi cittá e una presenza abbastanza capillare nei piccoli centri a mantenere solo poche grandi filiali nelle cittá piú grandi, e con una difficoltá nell’uso del contante per i propri correntisti che potranno usufruire di molti meno sportelli e bancomat, con evidenti vantaggi per le commissioni incamerate dalla banca.

    E trattandosi di una delle piú grandi banche del nostro paese, è verosimile che altre banche seguano le medesime orme, cercando di spostare l’operativitá dei conti bancari in rete, chiudendo il massimo numero di filiali per risparmiare su affitti e costi del personale.

    Certo è che si puó pensare di cambiare banca, con tutte le problematiche burocratiche annesse, ma se tutte in un modo o in un altro si adeguano a questa visione, utilizzare i nostri soldi diventerá piú costoso, in quanto se usare i contanti per definizione non comporta dei costi, tutti i pagamenti digitali hanno un costo,  che anche se non pagato direttamente dal consumatore in qualche modo ci viene addebitato, magari assorbito nel prezzo dei prodotti che acquistiamo.

    Invitiamo a chi si trova coinvolto a farsi bene i propri conti in base all’utilizzo che si fá del conto corrente, e soprattutto di quanto incide l’assenza dei servizi che la banca digitale non offre, considerato che una volta fatta la scelta non si potrá tornare indietro senza chiudere il conto.

    Voi avete ricevuto questa comunicazione? Avete deciso se passare alla banca digitale o rimanere a quella fisica? Avete domande, curiositá o qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti.

  • Il servizio sanitario pubblico é allo sbando

    Il servizio sanitario pubblico é allo sbando

    Chi ha avuto necessità di avere a che fare col servizio sanitario nazionale se ne sará certamente accorto: anche nelle regioni d’Italia piú virtuose il servizio è peggiorato tantissimo.

    E se prima il problema riguardava solo alcune localitá dello stivale diventate famose per i degenti ricoverati su postazioni improvvisate nei corridoi degli ospedali o per l’impossibilitá di prenotare molte tipologie di visite ed analisi, costringendo i pazienti a trasferte in altre regioni per accedere alle piú banali prestazioni sanitarie, ora soprattutto in seguito alla mancanza di personale, ai posticipi delle prestazioni nel periodo Covid e ai tagli alla sanitá il problema è diventato comune in ogni parte d’Italia.

    Questo significa che accedere ad esami e visite specialistiche richiede attese anche di mesi, che non sono compatibili con molte situazioni sanitarie, costringendoci a rivolgerci obtorto collo a rivolgerci al privato. Si arriva al paradosso che la disponibilitá di una visita , soprattutto se non si vuole fare chilometri per raggiungere una struttura in altre province, sia oltre la validitá della prescrizione , con la necessitá di richiedere al medico una prescrizione con validitá prolungata, magari di un anno, per una semplice analisi o in alternativa pagare la parcella del medico in regime privatistico.

    E non va meglio nei pronto soccorso, dove i tempi di attesa per codici bianchi e verdi, nonostante sia stato introdotto il pagamento di un ticket per scoraggiarne l’utilizzo, sono di svariate ore, dove spesso il paziente è costretto per disperazione a rinunciare alla prestazione, con la beffa che il servizio di guardia medica, che dovrebbe sopperire alle situazioni meno gravi e alleviare il carico dei pronto soccorso è stato sospeso in molte localitá per assenza di personale.

    Si è arrivati al punto che alcuni gruppi ospedalieri stanno iniziando a creare degli ambulatori di pronto soccorso privato, dove pagando si accede alle cure emergenziali di codice bianco o verde: anziché pagare i 25 euro del ticket ospedaliero se ne pagano 149 ma si ottiene assistenza nel giro di qualche minuto anziché di ore, con lo stesso concetto delle visite specialistiche dove pagando al privato una cifra un pó piú alta del ticket richiesto dal servizio sanitario pubblico ci consente di ottenere la prestazione in tempi rapidi, creando purtroppo delle diseguaglianze tra i pazienti: solo chi puó permettersi di pagare ha un’assistenza dignitosa. 

    Ovviamente trattando col privato bisogna fare sempre attenzione a ciò che é compreso nel servizio: se all’attivitá ambulatoriale segue un’analisi, una visita specialistica o un prelievo il costo ci verrà fatturato e possono essere dolori per il nostro portafoglio.

    In alcune regioni, invece grossi nosocomi privati sono riusciti a ottenere convenzioni con le regioni e fornire il servizio di pronto soccorso alleggerendo il carico di quelli pubblici, ma con l’intento di ricoverare, ben remunerati dal servizio pubblico, i pazienti del pronto soccorso nelle loro strutture.

    Per queste ragioni, stanno prendendo sempre piú piede le assicurazioni sanitarie private, che hanno il vantaggio di farci accedere alle strutture private convenzionate, a volte di proprietá degli stessi gruppi assicurativi, consentendoci di evitare le lungaggini del servizio sanitario nazionale al costo di un premio annuo.

    Anche qui trattandosi di contratti privati vá sempre fatta attenzione a ciò che é coperto e cosa no, alcune patologie potrebbero essere escluse, come puó esserci un massimale di spesa o delle franchigie, quindi si deve avere l’accortezza di leggere con molta attenzione le clausole prima di sottoscrivere la polizza.

    In pratica ci si sta avvicinando al concetto delle assicurazioni sanitarie americane, con strutture pubbliche quasi inesistenti, e con strutture private molto efficienti remunerate in larga parte dalle assicurazioni private, per le quali praticamente tutti i cittadini pagano un premio variabile in base alla copertura e alle franchigie: chi paga un premio piú basso , quando accede a certe prestazioni paga un contributo, chi ne paga uno piú alto ha tutto compreso.

    crop unrecognizable male doctor with stethoscope

    Il futuro quindi ci porterá a servizi sanitari sempre piú a pagamento, e soprattutto ad avere dei servizi differenziati tra chi puó permettersi di pagare e chi no, ragione per cui conviene iniziare ad entrare nell’ottica di idee che il servizio sanitario sta cambiando in peggio e quindi arriverá il momento che non potremo di piú fare a meno un’assicurazione sanitaria privata.

    photo of woman lying in hospital bed

    Voi avete giá valutato la possibilitá di sottoscriverne una? Avete qualche curiosità, dubbio o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti.

  • Le assicurazioni auto a consumo fanno risparmiare?

    Le assicurazioni auto a consumo fanno risparmiare?

    Se facciamo un utilizzo limitato della nostra automobile diventa antipatico dover pagare delle spese fisse, come bollo e assicurazione che paghiamo per intero anche se facciamo pochi chilometri all’anno, magari concentrati in un determinato periodo, e ci troviamo quindi a pagare la stessa cifra di chi usa l’auto regolarmente e per tanti chilometri.

    E se per il bollo, che ricordiamo essere una tassa di possesso dell’automobile, non abbiamo alternative, esiste qualche possibilitá per l’assicurazione dove grazie a delle formule di alcune compagnie, esiste la possibilitá di pagare a seconda dei chilometri percorsi oppure di sospendere la validitá della polizza.

    Infatti, per chi usa l’auto solo alcuni mesi all’anno molte assicurazioni, a volte a fronte di un piccolo extra, consentono di sospendere la polizza per riattivarla solo quando ci serve utilizzare la macchina. Ogni compagnia ha le sue regole e consente la sospensione per dei periodi minimi o per non piú di una volta all’anno, quindi non possiamo attaccare e staccare la copertura a piacimento, ma tendenzialmente potremmo usufruirne quando la macchina dovrá stare ferma per qualche mese. 

    man inside vehicle

    Ovviamente in questo caso non potremo usare la macchina nei mesi in cui la polizza é sospesa, sia perché é vietato dal codice della strada circolare senza assicurazione, quindi si rischia una multa che non è così impossibile da ricevere perché i dispositivi elettronici di controllo delle targhe riconoscono l’anomalia e quindi diventa facile venire fermati da un agente o ricevere la multa a casa perché siete passati davanti ad una telecamera di sorveglianza, ma anche perché in caso di sinistro si dovrá pagare di tasca i danni causati che possono essere di svariate migliaia di euro, quindi non conviene fare i furbi circolando senza assicurazione.

    Ricordiamo che scoprire se un veicolo è assicurato o meno é una cosa alla portata di tutti grazie a delle app sul cellulare che si collegano al database dell’ANIA e certificano nel giro di pochi secondi lo stato dell’assicurazione del veicolo.

    elderly woman sitting at the driver seat of a black convertible car

    La soluzione quindi è indicata per chi magari ha una macchina che usa solo qualche mese all’anno, come una cabrio usata nei mesi estivi o una macchina lasciata in una seconda casa per i periodi di vacanza, ma non va bene per chi usa la macchina magari uno due volte al mese giusto per fare la spesa e che rimane ferma per il resto del tempo.

    In quel caso ci vengono d’aiuto le formule di alcune compagnie che in presenza di un dispositivo satellitare, la famigerata scatola nera, possono sapere con precisione e in tempo reale se la macchina, se é ferma o in movimento , se é stata rubata, come guidiamo, quanti chilometri facciamo, etc. e ovviamente in base a questi dati, puó analizzare meglio il nostro profilo di rischio e farci un’offerta piú vantaggiosa se ci riveliamo essere degli utenti meno rischiosi per la compagnia.

    E qualche compagnia fa pure di piú, riesce a farci pagare solo per i chilometri percorsi, alcune con degli scaglioni chilometrici e delle penali al superamento del chilometraggio concordato e altre addirittura per il singolo chilometro percorso.

    Una delle proposte piu innovative in tal senso é quella di BeRebel del gruppo Unipol che lega l’assicurazione ad un app sul cellulare, oltre al solito dispositivo telematico da far montare sull’auto: in base alle garanzie richieste e al proprio profilo di rischio si paga un premio mensile comprensivo dei primi 200 km di utilizzo e un conguaglio chilometrico per le percorrenze eccedenti, ed essendo un’offerta completamente digitale i costi , anche con le massime garanzie diventano particolarmente vantaggiosi, ed essendoci un cap annuale non verranno addebitati piú di 18.000 chilometri annui, quindi rimane interessante anche se le nostre esigenze dovessero cambiare utilizzando di piú l’auto,  anche se va fatta attenzione che se un mese ci trovassimo a percorrere molti più chilometri del solito ci ritroveremo la mazzata: quindi é sempre una formula conveniente per chi fá un uso limitato dell’auto, se si prevede di fare piu di 12.000-15.000 km. annui potrebbe convenire  una classica formula illimitata.

    Il tallone d’achille di questa compagnia sembra peró l’essere fin troppo digitale, passi per la formula astrusa e per qualche ritardo con la spedizione o il montaggio del dispositivo satellitare ma a causa probabilmente di un call center sottodimensionato rispetto alle richieste di contatto, potrebbe diventare complicato mettersi in contatto con gli operatori e quindi cercare di risolvere un banale disguido può diventare un problema, anche perché in caso di scatola nera non montata o non funzionante il sistema addebita in automatico un chilometraggio giornaliero stimato e se non si riesce a sanare la situazione significa dover pagare degli extra. 

    Ad ogni modo è una soluzione intelligente che per chi fá un uso moderato della macchina stimolando quando possibile l’uso della mobilitá alternativa, come mezzi pubblici bici o a piedi, per evitare di pagare i chilometri percorsi, così come è una soluzione ottima per chi usa poco ma costantemente la vettura.

    Esistono altre soluzioni, che generalmente sono offerte da compagnie tradizionali che invece offrono uno sconto percentuale sul prezzo della assicurazione standard, ma che comprendono un certo tot di chilometri inclusi, superati i quali si paga un conguaglio chilometrico: a seconda della compagnia il conguaglio viene addebitato sino al costo della formula tradizionale rendendolo comunque conveniente anche se si sfora la soglia, mentre con altre si paga comunque il conguaglio: in questo caso usare l’auto oltre i 10.000 km annui potrebbe diventare un salasso, quindi é bene stimare con precisione i chilometri e sperare di non avere l’esigenza di doverli sforare.

    Comunque si tratta di soluzioni intelligenti per chi usa poco l’auto, ovviamente chi ne fa un uso piú intenso, è bene che si rivolga a delle formule tradizionali, magari usando dei comparatori per scovare la migliore opzione possibile per le proprie esigenze.

    man driving the red vehicle

    Voi conoscevate queste soluzioni? Usate già o avete valutato delle assicurazioni auto a consumo? Avete domande, curiositá o qualcosa da segnalare? Scrivetemo nei commenti!

  • Come non pagare per il bagaglio a mano in aereo

    Come non pagare per il bagaglio a mano in aereo

    Uno dei balzelli piú subdoli delle compagnie aeree low cost, che a volte vengono richiesti pure da certe compagnie tradizionali in presenza di tariffe particolarmente vantaggiose é il costo dei bagagli.

    Generalmente si hanno dei balzelli differenti a seconda di come e quanto é grande il nostro bagaglio, e se non si arriva agli estremi di alcune compagnie dall’altra parte del mondo dove non esiste modo di scampare al balzello, le compagnie europee , anche quelle piú pidocchiose, ci consentono di portare almeno un bagaglio gratuitamente.

    Prendendo l’esempio di Ryanair visto che é quella piú presente dalle nostre parti, anche se con i concorrenti il discorso é molto simile, questo piccolo bagaglio di dimensioni 40x20x25 cm deve essere riposto sotto la poltrona davanti a noi e non sulle cappelliere, riservate a chi ha comprato la prioritá d’imbarco. Il problema sono le dimensioni consentite, veramente molto piccole, in modo da costringerci a comprare un’upgrade, che puó essere come detto la prioritá che consente di portare a bordo un trolley medio da stivare nelle cappelliere sopra la nostra testa, o un bagaglio imbarcato con costi differenziati in base al peso massimo consentito.

    Ovviamente la dimensione dell’unico bagaglio gratuito è di proposito non adatta a un viaggio di piú di 24 ore, soprattutto se abbiamo con noi un notebook lo spazio a disposizione per un cambio di vestiti sará veramente limitato se non vogliamo eccedere le dimensioni consentite, considerando che non sará possibile avere anche un ulteriore borsetta, ma tutto dovrá stare in quest’unico bagaglio.

    Esistono ovviamente degli zaini e delle borse specifiche di questa misura che con un po di ingegno ci consentono di stare nei limiti, ma ovviamente quello che riusciremo a portare é davvero limitato.

    Ma il trucco per evitarci il balzello sta nel fatto che non occupando le cappelliere, fin tanto che il nostro bagaglio sta sotto la poltrona non pagheremo extra, quindi potremo portarci una borsa piú  grande di quanto consentito: generalmente non avremo problemi sino alle dimensioni del trolley in cappelliera (55x40x20 cm), visto che lo spazio sotto il sedile è dimensionato per contenere i trolley in caso di bisogno, ovviamente a scapito della nostra comoditá perché una borsa grande ruba spazio per i piedi. 

    Per evitare di dover pagare una penale in caso di personale particolarmente zelante, se si eccedono le dimensioni del bagaglio gratuito per evitare di dare nell’occhio é meglio usare una borsa morbida o uno zaino, che ha il vantaggio che si puó comprimere, consentendoci pure di recuperare spazio per le gambe.

    Usando uno zaino si ha anche il vantaggio che si é piú comodi viaggiando nei mezzi pubblici, anche se i vestiti potrebbero sgualcirsi, e anche lo spazio per un’eventuale cambio di scarpe è risicato, ma per viaggi fino a 3 o 4 giorni la cosa resta comunque gestibile, magari avendo cura di usare qualche trucco salvaspazio nel riempirlo se non dovesse bastare, come piegare in maniera furba, arrotolandoli, i vestiti o usare delle buste sottovuoto.

    Qualcuno è anche riuscito a nascondere dei vestiti dentro un cuscino da viaggio, recuperando spazio extra ma è una soluzione di emergenza da evitare in quanto si rischia che il personale possa chiedere di metterlo in borsa.

    Ovviamente se sappiamo di sforare leggermente le dimensioni e vogliamo dare meno nell’occhio un trucco puó essere quello di imbarcarsi tra gli ultimi, dato che con la fretta di chiudere il gate anche i controlli possono essere meno rigidi, sempre che non si abbia anche la prioritá, che ricordiamo da diritto sia alla piccola borsa sotto il sedile che il trolley in cappelliera, in quanto si rischia che ci venga chiesto di consegnare il bagaglio piú grande sotto l’aereo se lo spazio a bordo fosse esaurito.

    Purtroppo c’é da ingegnarsi particolarmente quando si hanno voli con uno scalo intermedio, perché facendo 4 voli si pagano 4 supplementi e alla fine il costo potrebbe diventare importante al punto che potrebbe costarci meno una compagnia tradizionale , quindi é bene confrontare bene i prezzi prima di scegliere una low cost se non si riesce a viaggiare leggeri.

    Insomma, se non si vuole pagare il trucco é cercare di viaggiare leggeri il piú possibile e conoscere bene le condizioni imposte dalla compagnia, anche per sapere come confrontarsi con operatori particolarmente zelanti nell’applicare le regole, pronti ad incassare una penale.

  • I telefoni ricondizionati convengono davvero?

    I telefoni ricondizionati convengono davvero?

    Quando dobbiamo cambiare telefono ci sará sicuramente venuto in mente la possibilitá di acquistarne uno ricondizionato, magari attirati dai prezzi di alcuni siti specializzati che promettono sconti sostanziosi rispetto ai prezzi del nuovo.

    Si tratta in genere di telefoni, piú o meno recenti che vengono riacquistati da dei centri specializzati  da utenti che li vogliono cambiare, o da aziende che li avevano in leasing o a noleggio. Questi centri li ricontrollano tecnicamente, sostituiscono le parti eventualmente usurate come batteria, scocca o display e ce li vendono rimessi a nuovo con una loro garanzia che ci permette di avere in mano un telefono tecnicamente pari al nuovo.

    A seconda poi dello stato estetico del telefono, quindi piú o meno graffiato ci sono dei gradi che ne determinano il prezzo: ovviamente un telefono immacolato costerá piú di uno con qualche graffio, ma se non facciamo caso a un graffietto riusciamo a risparmiare anche qualche centinaio di euro extra.

    Ma ne vale la pena rispetto a un telefono nuovo? Non esiste una risposta univoca, perché dipende dalle nostre esigenze e dal budget che abbiamo a disposizione, oltre che dalla tipologia di telefono

    Infatti esista una bella differenza tra un telefono di alta gamma come un iphone e un modello economico con Android. Un telefono economico tendenzialmente invecchia piú velocemente, in quanto nasce già dalla fabbrica con prestazioni limitate quindi comprarne uno con qualche anno alle spalle significa rischiare di non avere un prodotto al passo coi tempi e soprattutto senza aggiornamenti. Un telefono piú costoso che ha un prezzo di listino piú alto tendenzialmente è pensato per durare di piú, quindi sia i materiali sono piú duraturi, sia aumenta la possibilitá che vengano rilasciati aggiornamenti per attivare le ultime funzionalitá anche a qualche anno dal rilascio.

    Infatti se non abbiamo dubbi che un ricondizionato sia a posto di schermo o batteria, in quanto rimesso a nuovo da chi ce lo vende, il problema potrebbe nascere dal produttore che dopo qualche tempo dal lancio smette di aggiornare prodotti che a livello hardware sarebbero perfettamente al passo coi tempi per favorire la vendita dei nuovi modelli, col rischio di trovarci con un telefono inutilizzabile dopo qualche mese dall’acquisto.

    Il problema si pone sui modelli usciti sul mercato da piú tempo, infatti se é vero che possiamo avere un telefono alla moda, anche perché , se si tratta di iphone esteticamente cambiano poco da una serie all’altra , quindi si riesce a fare sempre una bella figura anche con un telefono di alcuni anni fá, diverso è il suo funzionamento: se ci si limita a telefonare o a scattare qualche foto ogni tanto no problem, ma nell’uso intenso, anche solo coi social avere un telefono di qualche anno si fá sentire.

    E dover rinunciare a certe funzionalità o banalmente trovarsi il telefono che rallenta giorno dopo giorno ci farà venir voglia di cambiarlo prima di un telefono nuovo meno pregiato pagato la stessa cifra.

    Poi ovviamente dipende dal budget a disposizione, se si hanno un paio di biglietti da 100 euro la scelta puó essere tra un vecchio iphone ricondizionato ed un’onesto medio gamma Android nuovo: se col primo si fá piú scena, si dovrá anche mettere in conto che la vita residua sará limitata, quindi è una scelta conveniente solo se non si puó fare a meno di avere un telefono col la mela.

    Se il budget è piú alto prendere un iphone di una, massimo due generazioni prima ci da comunque una vita residua abbastanza lunga, riuscendo a portarcelo a casa a un prezzo piú umano, e  si ha un telefono ancora godibile, senza spendere i quasi 2000 euro dell’attuale top di gamma

    Il rovescio della medaglia é che comunque anche avendolo pagato a metá prezzo, abbiamo dovuto sborsare una cifra considerevole, mitigata solo dal fatto che comunque avremo un minimo di valore residuo quando decideremo di rivenderlo, cosa che con un android con 4 o 5 anni alle spalle difficilmente avremo.

    Sugli android, se si tratta di fascia bassa meglio andare direttamente sul nuovo, su quelli di medio-alta gamma ci si trova nel mezzo, se il telefono é supportato dal produttore , un ricondizionato puó essere una buona scelta se pagato una cifra ragionevole, se il risparmio rispetto al nuovo é poco, o c’è il rischio che venga abbandonato dal produttore e che quindi non riceva aggiornamenti, cosa che purtroppo capita spesso, meglio evitare e prendere al suo posto, a paritá di prezzo un modello nuovo anche se di fascia inferiore, tenendo anche a mente che qualora lo rivendessimo dopo qualche tempo riusciremo a ricavare ben poco.

    Insomma un telefono ricondizionato conviene sin quando c’é supporto da parte del produttore e lo si paghi una cifra ragionevole. Sicuramente ci costa qualcosa di piú che comprarlo usato da un privato, ma comunque la revisione prima della vendita e soprattutto la garanzia ci permette di stare tranquilli. 

    L’unica incognita é sempre il tempo che ci potrá durare, che tendenzialmente sará meno di un telefono nuovo di pari prezzo, ma spesso si ha in mano un modello di maggior pregio, e soprattutto quando tra una generazione e quella successiva i cambiamenti sono modesti si ha un telefono comunque al passo coi tempi, almeno sin quando il produttore non decida di smettere di rilasciare aggiornamenti per quel modello.

    Voi conoscevate i telefoni ricondizionati? Ne avete comprato qualcuno? Avete qualche dritta o suggerimento? Scrivetelo nei commenti.