Autore: admin

  • E’ arrivata l’ora di cambiare il televisore?

    E’ arrivata l’ora di cambiare il televisore?

    Un nuovo cambiamento é alle porte per i nostri televisori, infatti entro il 1 settembre 2024 per legge la rai dovrá trasmettere almeno uno dei suoi multiplex nei quali vengono veicolati i canali televisivi del digitale terrestre, con la tecnologia dvb-t2, questo significa che potenzialmente potremmo perdere la visione di alcuni canali se non abbiamo un televisore compatibile.

    Infatti nonostante ci sia stato meno di due anni fa un primo cambiamento della tecnologia di trasmissione, a causa dell’elevato numero di televisori non compatibili circolanti in Italia si è deciso un cambiamento ibrido che ha consentito di salvare temporaneamente quegli apparecchi non troppo vecchi, compatibili con MPEG4 ma non compatibili con il dvb-t2 in attesa che il parco circolante si aggiornasse.

    person in black and white striped socks lying on bed

    Questa soluzione transitoria ha peró comportato un peggioramento della qualitá di trasmissione, che andrá sanata nei prossimi anni e il primo passo é stato costringere la Rai a passare almeno una parte dei suoi canali al nuovo standard in modo da spingere gli utenti ad adeguarsi, cambiando televisore o dotandolo di un set top box.

    Ma comunque, se si hanno dei televisori non compatibili, questo passaggio non significa perdere tutti i canali tv, dal momento l’obbligo nella prima fase vige solo per un multiplex, quindi è probabile che vengano sacrificati solo alcuni dei canali minori, mentre le reti principali dove si concentrano pubblico e spot pubblicitari rimarranno attivi fino all’ultimo momento possibile.

    Ad ogni modo un trucco per sapere se il proprio televisore è compatibile con il nuovo standard é sintonizzarsi sul canale 558 di Rai Sport HD se lo visualizzate siete a posto, in alternativa per essere sicuri di ricevere tutti i canali bisogna intervenire.

    Sicuramente i piú colpiti sono i televisori economici , quelli di piccole dimensioni presenti nelle cucine e nelle stanze da letto e quei televisori,  anche di qualitá, con una decina d’anni alle spalle, mentre tv recenti o modelli di fascia alta anche di qualche anno generalmente erano giá compatibili.

    Per sanare la situazione la soluzione piú comoda é certamente sostituire il televisore, ma se si vuole evitare una spesa importante oltre che creare inutili rifiuti tecnologici, magari in attesa di mettere da parte il budget per la sostituzione, visto che al momento non sono previsti nuovi incentivi, la soluzione piú economica è acquistare un set top box esterno al costo di qualche decina di euro da attaccare a ciascuno dei televisori non compatibili che abbiamo in casa. 

    Questo significa occupare una porta HDMI del televisore dove magari c’era giá attaccato qualche altro dispositivo, come ad esempio un lettore dvd, una console per videogiochi o un dongle per la tv via internet, e dato che spesso i televisori piú vecchi ed economici hanno solo una porta HDMI, significa doversi procurare anche uno sdoppiatore chiamato splitter se si vuole mantenere l’uso di entrambi gli apparecchi collegati alla porta HDMI.

    E soprattutto la scocciatura di avere un secondo telecomando dato che dovremo cambiare canale dal telecomando del decoder: in alcuni casi , ma la cosa dipende dal televisore e dal decoder stesso è possibile che il telecomando del decoder riesca a comandare il televisore quanto meno per permetterci di selezionare l’ingresso HDMI, spegnere o accendere il televisore e regolare il volume senza doverli usare entrambi.

    C’è peró da dire che guardare la tv via antenna terrestre sta passando di moda, quindi se giá siamo organizzati per vedere i canali tv via satellite o via internet potremmo anche ignorare le trasmissioni via antenna terrestre senza doverci obbligatoriamente adeguare, in tal caso al limite qualche problemino potrebbe esserci per sintonizzare le emittenti locali che spesso non sono disponibili su altre piattaforme.

    Se poi la tv la utilizziamo solo per vedere serie tv e film on demand da internet è probabile pure che l’antenna manco la utilizziamo, se non in sporadiche occasioni, quindi in quel caso il problema non si pone.

    Voi sapevate di questa nuova scadenza? Avete in mente di cambiare TV?

  • Il BTP valore conviene per i privati?

    Il BTP valore conviene per i privati?

    Con l’inflazione alle stelle diventa essenziale proteggersi dall’erosione del potere d’acquisto , e dato che i tassi di interesse seguono l’inflazione il momento diventa propizio per chi ha qualche soldo da parte di fare qualche investimento. Ovviamente investire i propri soldi ci espone a dei rischi, ma esistono delle soluzioni dove il rischio è molto basso, e che se in tempi di magra queste soluzioni erano poco convenienti, coi tassi che si sono alzati si fanno allettanti anche per chi è poco avvezzo ai mercati finanziari.

    Parlo dei titoli di stato, i famosi BTP, con i quali lo stato prende in prestito dei soldi riconoscendo a scadenza un interesse che remunera il rischio e che solitamente riesce a proteggerci dall’inflazione senza doversi imbarcare in prodotti , magari piú remunerativi, ma ovviamente piú rischiosi.

    Infatti il garante é lo stato italiano, cosa che dovrebbe darci una certa tranquillità che alla scadenza , generalmente di 6 o 10 anni, il prestito venga ripagato.

    Inoltre lo stato non potendo piú accedere a prestiti a condizioni agevolate da parte della BCE è costretta a rivolgersi al mercato e per rendere la cosa piú appetibile garantisce dei vantaggi ulteriori, specie per quei prodotti come i BTP Valore , ma anche i precedenti BTP Italia, pensati per la clientela retail, il privato cittadino.

    Sono state lanciate recentemente varie emissioni di BTP Valore, e nonostante i tassi non stratosferici, acquistarli all’emissione significa anche non pagare commissioni e ottenere un premio di risultato se li si mantiene sino a scadenza, 6 anni.

    Considerato che si tratta di un modo conveniente per lo stato di procurarsi del denaro e che i tassi a tendere sono destinati a scendere leggermente,  prendere i BTP Valore prima di questa discesa significa ottenere dei tassi maggiori del futuro tasso di inflazione.

    Essendo emessi dallo stato, dato che ha il potere di farlo, per renderli piú appetibili si è stabilita una tassazione agevolata e il mancato cumulo con l’ISEE fino a 50.000 euro, cosa che li ha resi particolarmente interessanti, specie nei confronti di prodotti finanziari emessi da privati anche quelli a bassissimo rischio come i conti deposito o vincolati o le formule di investimento con un rendimento garantito da una formula assicurativa.

    Ovviamente per garantirsi i vantaggi va preso all’emissione e mantenuto a scadenza, ma è abbastanza probabile che ci siano nuove emissioni in futuro dato che come detto per lo stato si tratta di una formula particolarmente vantaggiosa per procurarsi il denaro, mentre potrebbe avere molto meno senso comprarli fuori dal collocamento iniziale perché si perderebbero questi vantaggi.

    coins on brown wood

    E questo fervore fa in modo che per il privato ci siano delle formule che permettono di investire senza rischiare troppo, anche se va ricordato che non esiste mai un rischio zero perché lo stato come le banche possono fallire, seppure si tratti di una possibilità alquanto remota.

    E se i BTP si fanno competitivi anche le soluzioni proposte da banche e fondi di investimento devono rendersi più allettanti se vogliono raccogliere gli investimenti, quindi qualunque sia il prodotto scelto il momento diventa propizio per investire, anche solo per salvaguardare i nostri risparmi.

    Voi cosa ne pensate?

  • Conviene comprare un’auto elettrica adesso?

    Conviene comprare un’auto elettrica adesso?

    Chi sta valutando l’acquisto di una nuova auto ha sicuramente preso in considerazione quelle dotate di un motore elettrico, magari per usufruire di incentivi all’acquisto, ma ne vale veramente la pena?

    Sicuramente una cosa da prendere in considerazione nella scelta é l’uso che faremo della macchina dato che la modalitá di utilizzo della macchina possono rendere la scelta poco raccomandabile, così come la disponibilitá di un garage o di una colonnina per la ricarica nei pressi dei luoghi che frequentiamo abitualmente.

    Infatti il problema piú grande delle auto elettriche è la ricarica, che per quanto possano esserci dei sistemi di ricarica veloce è sempre parecchio piú lenta di una corrispondente soluzione a motore termico, questo significa allungare i tempi dei viaggi a lunga percorrenza e dover ottimizzare i nostri spostamenti in funzione della ricarica dell’auto, sperando di non trovare sorprese alla colonnina di ricarica.

    Inoltre la disponibilità delle colonnine, specie quelle rapide, non è particolarmente capillare cosa che ci potrebbe lasciare a piedi e non farci arrivare a destinazione sulle nostre ruote.

    Se non si ha la possibilità di ricaricare frequentemente, ad esempio nel garage di casa,  e di tenerla sempre sufficientemente carica si rischia di non avere sufficiente autonomia in caso di una situazione di emergenza, e ritrovarsi a non potere utilizzare il veicolo, cosa a cui deve prestare particolare attenzione chi non ha uno stile di vita molto metodico.

    Senza parlare dei costi, non solo della macchina in sé , che grazie all’arrivo di prodotti di provenienza cinese stanno iniziando a diminuire, ma soprattutto quelli delle ricariche alle colonnine, specie quelle veloci: molto spesso si rivelano a parità di chilometraggio meno convenienti rispetto a un diesel.

    white and orange gasoline nozzle

    Chi non ama l’elettrico sostiene che l’inquinamento nel ciclo di vita della macchina a causa della produzione e dello smaltimento delle batterie non è cosí vantaggioso rispetto alle termiche, così come fará presente la difficoltá di spegnimento in caso di incendio spontaneo che ha portato a divieti di utilizzo e di parcheggio , ad esempio in garage interrati o nelle stive di alcune navi, o che i costi delle riparazioni sono particolarmente proibitivi, specie quando riguardano i pacchi batteria.

    Inoltre va messo sul piatto della bilancia che ci stiamo avvicinando verso la fine della tassazione agevolata per le auto elettriche, d’altronde se le elettriche erodono il mercato delle auto termiche i mancati introiti per lo stato verranno scaricati sulle loro sostitute, specie in funzione del futuro divieto di immatricolazione delle auto termiche previsto per il 2035. 

    Tutte queste complicazioni stanno facendo passare di moda l’elettrico, finito l’hype tecnologico spinto dalle innovazioni a cui ci ha abituato Tesla,  che ha dovuto ribassare i prezzi a causa sia della minore richiesta che della concorrenza a basso costo cinese, ha fatto sì che il valore dell’usato non si mantenga stabile nel tempo, obbligando anche gli autonoleggi a sbarazzarsi rapidamente della propria flotta elettrica.

    Qualcuno affascinato dalla tecnologia , e che puó permettersi di perdere l’auto in caso di guasto alla batteria , la cui riparazione costerebbe piú del valore dell’auto, o di incendio potrebbe a breve portarne a casa una usata a prezzo di saldo, ma comprarle da nuove diventa un rischio da ponderare bene anche per il piú sfegatato ambientalista.

    Nonostante sulla carta si vada sul divieto delle auto termiche a partire dal 2035 è probabile , anche a causa del poco gradimento del mercato e di un’infrastruttura elettrica non pronta al momento che la data venga posticipata.

    Nel frattempo a meno di casi particolari, tipo per una seconda vettura usata solo in cittá, se si ha possibilità di ricaricarla con facilità, è meglio tenersi stretto il termico, nonostante gli allettanti incentivi all’acquisto delle auto elettriche.

    Voi cosa ne pensate?

  • Come scegliere l’hotel per le vacanze

    Come scegliere l’hotel per le vacanze

    Una delle spese maggiori dei nostri viaggi sono quelle per l’alloggio quindi scegliere bene dove alloggiare diventa essenziale per la gestione del nostro budget, ma anche per evitare di trovare delle soluzioni scomode, sporche o non adeguate alle nostre esigenze.

    Ovviamente la scelta dipende dal motivo del nostro viaggio, dalla localitá , dalla compagnia, dalla disponibilitá di alloggi e dal budget a nostra disposizione, quindi non puó esistere una soluzione universale adatta a tutti, ma si possono peró individuare delle linee guida utili per aiutarci nella scelta.

    Innanzitutto va individuata la tipologia di struttura: ad esempio un albergo , un bed and breakfast, un resort o una casa in affitto sino a soluzioni piú particolari come campeggi, case galleggianti, ostelli, bungalow o simili che rendono lo stesso alloggio un’esperienza, piú o meno allettante.

    Bed and breakfast o appartamenti sono sicuramente un’alternativa interessante alle strutture alberghiere classiche, oltre ad essere una soluzione obbligata nei paeselli piú piccoli dove il turismo è poco, quindi o non esistono hotel o se ci sono spesso hanno ridotta disponibilitá, prezzi alti o servizi non al passo coi tempi.

    Nelle cittá piú grandi o nelle localitá turistiche queste strutture entrano in competizione con i classici hotel, che offrono servizi che potremmo non trovare nella micro ospitalitá , come deposito bagagli, ristorante nella struttura, reception aperta 24 ore su 24, etc.

    Quindi , a meno che quei servizi non siano per noi essenziali, la competizione la fa il prezzo, ma anche la posizione rispetto al nostro itinerario.

    Sul prezzo c’è da dire che se un tempo b&b e simili erano un modo per risparmiare, ora la convenienza non è piú così scontata, dato che i costi per le piccole strutture sono aumentati notevolmente tra affitto, utenze e tassazione spesso erodendo la convenienza rispetto ad una struttura tradizionale, dove è possibile risparmiare anche grazie all’ausilio di convenzioni, offerte e iniziative promozionali delle catene alberghiere, pertanto il confronto potrebbe portarci a preferire l’hotel, magari prenotato direttamente dal sito della struttura di modo da risparmiare i costi delle commissioni ai siti che procacciano la vendita.

    La posizione invece è una cosa non trascurabile a seconda di come ci muoviamo, facendoci scegliere strutture diverse se usiamo i mezzi propri o quelli pubblici: viaggiando col nostro mezzo potrebbero convenire quelle strutture piú periferiche dotate di parcheggio privato e magari di una navetta per il centro, viceversa se ci muoviamo coi mezzi pubblici meglio preferire un alloggio in posizione centrale, a poca distanza dalle attrazioni e dalle stazioni.

    Inoltre se vogliamo risparmiare, specie nelle grandi città dove i prezzi dell’ospitalitá sono alle stelle, potremo alloggiare in zone meno centrali a patto che siano servite adeguatamente dai mezzi pubblici e che siano comunque tranquille, prendendo un mezzo che magari che in una mezz’ora ci porta al centro potremmo risparmiare cifre considerevoli, viaggiando la mattina verso il centro e facendo ritorno in hotel solo a fine serata, ovviamente facendo attenzione agli orari dell’ultimo collegamento.

    Sicuramente per risparmiare qualcosa, e magari permetterci di trovare una sistemazione migliore o piú comoda a parità di prezzo potremo usare i comparatori dove la competizione tra le strutture e le agenzie che rivendono la disponibilitá delle stanze acquistate all’ingrosso permette dei risparmi interessanti specie in determinati periodi dell’anno. Ad ogni modo un consiglio sempre valido è quello una volta individuata la sistemazione di nostro interesse contattare direttamente la struttura per un preventivo: spesso potrebbero farci uno sconto aggiuntivo non dovendo pagare la commissione all’agenzia o al sito che ha procacciato il cliente.

    Anche la compagnia o la motivazione del viaggio influenzano la scelta, se si viaggia con i bambini magari si preferisce una struttura che possa avere dei servizi e delle attrazioni adatti ai piú piccoli e magari una posizione che limiti gli spostamenti, se si viaggia col partner si predilige magari una struttura piú romantica con maggiori comoditá durante la permanenza nella struttura, viceversa se dovremo anche lavorare si sceglierá una struttura piú comoda possibile dotata di servizi business, come connessione a internet, servizi di segreteria, disponibilitá di sale riunioni, stampanti, uffici e simili.

    Tutto cambia in base a esigenze e budget a disposizione. Voi cosa ne pensate? Avete qualche dubbio, curiositá o suggerimento? Scrivetelo nei commenti

  • L’ambiente lo paghiamo noi

    L’ambiente lo paghiamo noi

    La salvaguardia dell’ambiente è importante ed ai giorni nostri sta diventando un tema sempre piú sentito sia dai politici che dalla gente comune. Il problema peró é quando si abusa del tema , utilizzandolo come scusa per imporre determinate scelte, costringerci all’acquisto di determinati prodotti o aumentare le tasse.

    Un esempio è  il tema della CO2 fuori controllo che causerebbe il riscaldamento climatico, pertanto è partita una messa al bando di tutto ció che la produce, sostenendo la teoria che il riscaldamento sia dovuto alla CO2, cosa peró che non trova d’accordo tutti gli scienziati, dato che secondo una parte della comunitá scientifica l’aumento della CO2 è invece l’effetto del riscaldamento climatico, non la causa.

    garbage on body of water

    E per perseguire la riduzione della CO2 è iniziata una messa al bando dei sistemi di riscaldamento a gas e delle automobili con motore termico per sostituirle con analoghi sistemi elettrici, il problema é che si sta imponendo il cambiamento costringendo i cittadini a privarsi di sistemi funzionanti e sostituirli di tasca propria con degli altri, sulla carta piú puliti, senza mettere in conto che un piccolo miglioramento ha un costo enorme per la collettivitá che non se lo puó permettere, visto che si tratta di cifre importanti, e col paradosso che spesso si sposta solo il problema, dato che per smaltire il vecchio apparato e produrne uno nuovo si inquina piú di quanto non si risparmierebbe con un sistema piú moderno.

    E la CO2 è anche la scusa per imporre nuove tasse, come i crediti energetici nati per penalizzare le imprese che inquinano di piú, ma che produce maggiori costi dato che alcune produzioni inquinano per loro natura, e le aziende sono costrette a comprare crediti da altre piú pulite o in alternativa pagare delle multe.

    photo of an industrial factory emitting smoke

    Discorso analogo per l’efficientamento energetico delle nostre case, è sicuramente un bene evitare di sprecare risorse per riscaldare o raffrescare le nostre case, salvaguardando sia il portafogli che l’ambiente, ma imporre per legge di dover intervenire su edifici esistenti ha dei costi che non si ripagano se non dopo tanti anni, magari quando ci saremo trasferiti altrove, quindi perdendo i benefici economici dell’efficientamento, con il paradosso che imponendolo per decreto, per la legge della domanda e dell’offerta i costi aumentano rendendo ancora piú difficile rientrare delle spese sostenute.

    industrial machine near crops

    E se , come sembra, si andrà sulla direzione che per poter vendere o affittare una casa sará necessario rientrare in una certa categoria energetica, questo porterá a case sfitte o affittate in nero per chi non si potrá permettere l’adeguamento e prezzi alle stelle per quelle adeguate : alla fine i costi sono a carico del cittadino , e quando si tocca la casa o la macchina si sa che sono sempre dolori per il portafoglio.

    Ma non è l’unica delle scelte ambientali ideologiche ma poco lungimiranti, pensiamo alla  plastica sostituita per legge da alternative biodegradabili , soprattutto per quella monouso come per cannucce, imballaggi, buste e simili: l’alternativa non solo è piú costosa, ma è molto meno pratica, pensiamo alla busta del supermercato o alle cannuccia di carta che sono state completamente vietate, fino alla bottiglie d’acqua in plastica che stanno per scomparire e che non salvano il pianeta dato che la plastica continua ad essere utilizzata tranquillamente fuori dall’europa dove giustamente non ci si puó permettere né ci si vuole privare di una soluzione molto piú pratica ed economica, per la quale  basterebbe giusto un pó piú di buon senso nell’utilizzo invece che imporre divieti che incidono negativamente nelle tasche dei cittadini, ma portano lauti guadagni a chi produce sistemi alternativi consentiti dalla legge.

    close up photo of plastic bottle
    Photo by Catherine Sheila on Pexels.com

    E spesso dietro queste normative così severe esiste un’attivitá di lobbying per favorire certi prodotti alternativi, con casi di corruzione di politici che magari per mettersi in tasca una bustarella hanno creato dei costi assurdi per la colletivitá, sia per le spese inutili che per la minore competitivitá di prodotti che per sottostare a queste regole non possono che costare di piú di quelli che nascono dove queste regole non ci sono.

    Alla fine per un principio sacrosanto, si finisce per pagare dei costi inutili che alla fine in certi casi si rivelano pure dannosi. Voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.

  • Quando prenotare un volo al miglior prezzo

    Quando prenotare un volo al miglior prezzo

    Con l’avvicinarsi delle vacanze arriva il momento di prenotare i voli per raggiungere le mete delle nostre vacanze, e una domanda assilla il viaggiatore con problemi di budget: quando è meglio prenotare?

    In realtá non esiste una risposta univoca che vale per tutte le compagnie e per tutti i periodi dell’anno ma ci sono sicuramente dei trucchi che possiamo utilizzare per risparmiare qualcosa.

    Infatti il prezzo dei voli, soprattutto per le low cost tende a variare tanto in base al riempimento dell’aereo, quindi su un aereo vuoto tendenzialmente si trovano piú facilmente biglietti scontati.

    empty seats on airplane

    Questo significa che per destinazioni e periodi dell’anno molto richiesti, come nei mesi estivi, nei ponti e nelle vacanze di natale è bene prenotare con molto anticipo, appena i voli vengono messi in vendita, all’inizio della stagione precedente, dato che per partenze in alta stagione difficilmente troveremo disponibilitá di voli scontati durante le campagne promozionali che vengono lanciate durante l’anno.

    Per i viaggi in media e bassa stagione il discorso è diverso: soprattutto se si viaggia su destinazioni poco battute, in orari non troppo comodi e magari non a cavallo del weekend conviene attendere le offerte speciali, facendo attenzione a non procrastinare troppo se nelle date di nostro interesse ci fossero eventi o se il volo ha orari particolarmente interessanti ad esempio a cavallo di un weekend, con la partenza il venerdì e il rientro la domenica, in quel caso spostare di un giorno il volo, ad esempio rientrando il lunedì anziché la domenica, o ancora meglio scegliendo sia andata che ritorno in un giorno feriale ci consentirá il massimo risparmio.

    gap between airplane seats

    E se si tratta di giorno della settimana lavorativo o destinazione poco battuta con aerei semivuoti si può anche rischiare di fare l’affare comprando il biglietto da due settimane fino a 5 giorni prima della partenza, consentendoci di organizzare un last minute. In quel caso attenti che i voli presi troppo a ridosso della partenza, tipo il giorno prima o quello stesso della partenza tendenzialmente sono venduti a prezzo pieno per sfruttare la necessitá dei viaggiatori, e che comunque muoversi all’ultimo momento, significa avere difficoltá nel reperire alloggi, specie per le localitá piú rinomate o in quelle con scarsa disponibilitá di strutture alberghiere.

    Altro trucco per risparmiare è quello di usare una VPN quando si naviga sui siti delle compagnie aeree, sia per potersi localizzare in un diverso paese , che non sia da quello di partenza o di destinazione e possibilmente meno ricco, dove i prezzi possono essere piú bassi o possono esserci delle promozioni non presenti nel nostro paese, sia  per non far capire alla compagnia che stiamo provando piú volte a fare il preventivo in attesa che i prezzi scendano: se il sito ci riconosce potrebbe aumentare i prezzi per indurci a comprare prima di ulteriori aumenti.

    a woman packing her suitcase

    Non disponendo di una VPN anche navigare in modalitá incognito o cancellare i cookie della navigazione dopo aver consultato il sito della compagnia potrebbe farci risparmiare qualcosa, così come è importante l’orario e il giorno  della ricerca, meglio prenotare quando gli utenti fanno meno ricerche su quella destinazione: se si tratta di destinazioni business i prezzi migliori si trovano tendenzialmente quando gli uffici sono chiusi, al contrario per mete principalmente turistiche i prezzi sono leggermente piú bassi cercando in orario di ufficio o a notte fonda, a causa del minor numero di richieste.

    Anche il periodo di prenotazione puó farci risparmiare, tendenzialmente subito dopo i periodi di punta , tra gennaio e marzo o a Settembre, avendo a disposizione meno soldi ci saranno meno richieste, quindi sará piú facile risparmiare, senza disdegnare anche i mesi di Ottobre e Novembre per le destinazioni low-cost, periodi ottimi anche per viaggiare senza stress risparmiando sugli alloggi.

    person holding smartphone riding airplane

    Il momento giusto per prenotare dipende anche dalla destinazione, mediamente per i voli low cost i prezzi migliori si hanno intorno alle 7 settimane prima della partenza, mentre per i voli a lungo raggio mediamente il periodo migliore è tra le 20 e le 23 settimane prima, con qualche eccezione su qualche particolare destinazione.

    Ad ogni modo alcuni comparatori di prezzo per i voli riescono a suggerire in base al loro storico se in quel momento il prezzo è vantaggioso o se conviene attendere , così come danno la possibilitá di avvisarci con degli alert quando i prezzi variano.

    airport

    Consigliamo peró di avvalersi dei comparatori per scovare l’offerta migliore ma di fare il biglietto sul sito ufficiale della compagnia, che a meno di particolari promozioni é sempre piú conveniente e sopratutto  si evitano scocciature dato che  si ha un’assistenza migliore in caso di problemi, cancellazioni o spostamenti di orario.

    Possiamo dire che la formula magica non esiste ma con un po di accortezza si riesce sempre a risparmiare qualcosa. Voi conoscevate questi trucchi? Ne avete altri da segnalare? Avete qualche dubbio o curiositá? Scrivetelo nei commenti.

  • Addio a tiktok e alle nostre libertá digitali

    Addio a tiktok e alle nostre libertá digitali

    Uno dei social piú in voga del momento, TikTok rischia di scomparire, quanto meno negli Stati Uniti, e se questo venisse confermato é probabile che faccia la stessa fine anche in Europa.

    Tik Tok, infatti rischia il ban negli States ufficialmente per questioni di sicurezza nazionale, in realtá é la vittima della guerra commerciale contro la Cina, essendo la proprietà cinese, e nonostante i dati dell’applicazione, a causa delle prescrizioni di legge,  risiedono esclusivamente nel territorio dove é residente l’utente e non vengono pertanto conservati in Cina, dovrá comunque essere venduta ad una compagnia americana o altrimenti verrá vietata sul suolo americano.

    person holding black android smartphone

    La compagnia proprietaria ha fatto sapere che l’app non è in vendita, quindi è probabile che alla fine dell’ultimatum di 9 mesi concesso dal governo federale, a meno di ripensamenti non sará piú disponibile sugli store e sui cellulari degli utenti americani.

    E anche in Europa, continente vassallo dell’America, per Tik Tok tira una brutta aria: giá la app era stata vietata ai funzionari della commissione europea per presunti problemi di sicurezza, sono stati richiesti chiarimenti per il funzionamento di alcune sue funzionalitá e anche Ursula Von der Leyen, ha recentemente fatto intendere che non è escluso che anche in Europa nel prossimo futuro venga bannata come negli USA.

    woman in blue long sleeve shirt and blue denim jeans

    La sua colpa è di essere un’applicazione di successo non sviluppata da una compagnia americana, quindi non direttamente controllabile, che la si voglia vedere come protezionismo degli americani o una pedina della guerra commerciale in essere contro la Cina, pagherà per il suo successo.

    Ma non sará l’unica app che rischia di scomparire a seconda dei chiari di luna dei governi, soprattutto in Europa, dopo l’approvazione del DSA, Digital Services Act non mancano gli appigli per bloccare applicazioni sgradite alla politica.

    E nel mirino ci sono app che con la scusa di misinformazione o disinformazione , gestione della privacy o sicurezza veicolano contenuti che possono rivelarsi poco graditi, soprattutto in un periodo di guerra dove la censura e la propaganda, seppure in maniera subdola sono ben presenti dalle nostre parti.

    a woman using smartphone and ring light

    E a rischiare sono applicazioni dove si tende a non controllare le opinioni degli utenti, consentendo di pubblicare o non ostacolando la diffusione di certe tipologie di contenuti ritenuti scomodi o non allineati , anche se perfettamenti legali e veritieri, soprattutto in periodo di campagna elettorale.

    I primi indiziati sono Telegram e X , precedentemente noto come Twitter, dove la libertá di espressione degli utenti viene tutelata maggiormente rispetto ad altre applicazioni concorrenti, dove utilizzando il grimaldello del fact-checking vengono spesso silenziate, o ridotte nella diffusione discussioni con punti di vista non allineati al sentire comune, vuoi per piaggeria coi potenti, vuoi per non rischiare sanzioni o per non vedersi tagliati gli introiti pubblicitari, parlare di certi argomenti diventa quasi impossibile.

    Ma anche piattaforme piú vicine al potere come Facebook e Instagram sono a rischio : di recente sono state messe sotto inchiesta dalla comunitá europea in quanto non farebbero abbastanza per contrastare la presunta disinformazione russa, a riprova che basta portare un parere non allineato, come magari esprimere il punto di vista dei russi nella guerra con l’Ucraina, per essere silenziati.

    Atteggiamento che comunque non è nuovo visto che prima dei conflitti in Ucraina e in Palestina, il capostipite degli argomenti taboo é stato il covid, dove si silenziava ogni opinione minimamente critica sia sui vaccini che sulla gestione della pandemia, green pass e limitazioni alla circolazione.

    Purtroppo le libertà digitali si stanno lentamente stringendo, e se un tempo a venire limitata era la circolazione di informazione nei giornali e nelle tv, ora che il dibattito politico nasce principalmente in rete è la rete a venire silenziata se questo si ritiene che possa essere funzionale al potere.

    E questo avviene indipendentemente dal punto di vista o dalla veridicitá delle affermazioni , dato che per l’utente comune o per una fonte indipendente, solo trattare di certi argomenti diventa taboo, a meno di non essere una fonte ufficiale , e quindi piú soggetta al controllo del potere: quando si trattano argomenti scomodi si potrá sottostare alla limitazione della diffusione dei propri post , alla segnalazione o alla cancellazione dei contenuti.

    Voi cosa ne pensate? Avete notato limitazioni alla vostra libertà digitale? Avete qualche dubbio o curiositá? Scrivetelo nei commenti.

  • Aumenti shock per Telepass

    Aumenti shock per Telepass

    Una nuova stangata è in arrivo per gli utilizzatori del telepass, il famoso dispositivo di telepedaggio che consente di evitare la fila ai caselli addebitando al passaggio dell’auto dotata di questo sistema il costo dei pedaggi nel nostro conto corrente anziché dover pagare in contanti o con carta al casello.

    Infatti dal 1 luglio 2024 con la scusa di semplificare l’offerta tariffaria, il costo mensile del piano base di Telepass piú che raddoppia passando dagli 1.83 euro mensili a ben 3.90, che diventano 4.90 per chi ha sottoscritto l’offerta plus che da diritto ad alcuni servizi aggiuntivi disponibili sulla app.

    Aumenta anche il costo per chi ha l’abbonamento a consumo, dato che dalla stessa data  si passerá dai 2.50 euro valevoli per tutto il mese ad un 1 euro per ogni giorno di utilizzo, con il rischio di pagare cifre importanti se in un mese lo utilizziamo per piú di 3 o 4 giornate, cosa che renderá questa formula particolarmente pericolosa e sconveniente rispetto all’abbonamento mensile.

    Questa mossa rende Telepass meno competitivo rispetto ai concorrenti, che se non decideranno di adeguarsi agli aumenti dell’ex monopolista diventano la soluzione ideale per evitare un salasso.

    Come infatti vi spiegavo in precedenza, giá da qualche anno sono nati alcuni concorrenti di Telepass che offrono un servizio analogo, a un prezzo un po piú basso, ma se prima la differenza di prezzo con Telepass non era stratosferica, ora a causa di questi aumenti diventano particolarmente appetibili, anche a chi per pigrizia o sfiducia non aveva intenzione di cambiare fornitore.

    Infatti le tariffe sia di Unipolmove che di MooneyGo sono decisamente piú convenienti, con l’operatore della compagnia assicurativa Unipol che, salvo aumenti, richiede 1.50 euro al mese con l’abbonamento mensile o 0,50 euro al giorno con la modalitá a consumo, mentre MooneyGo chiede anch’esso 1.50 al mese per l’abbonamento mensile, ma con un costo di attivazione di 5 euro non previsto dal concorrente, oppure 2.20 euro per il mese di utilizzo in caso di formula a consumo. 

    Alla fine coi concorrenti si va a risparmiare parecchio sia in modalitá abbonamento, che soprattutto in modalitá a consumo, anche se un consiglio che posso darvi è telefonare al call center di Telepass per lamentarvi degli aumenti e per chiedere le modalitá di recesso. Tendenzialmente , come succede per le compagnie telefoniche, vi faranno un’offerta di retention che dovrebbe assorbire gli aumenti almeno per un primo periodo, evitando di passare da subito nelle braccia della concorrenza: considerate peró che se nel frattempo i concorrenti dovessero adeguarsi agli aumenti alla fine del periodo di grazia vi troverete comunque a pagare di piú.

    E se invece questa offerta non dovesse arrivare potete recarvi al punto blu per restituire l’apparecchio e sottoscrivere con la concorrenza, con ancora piú soddisfazione.

  • Come non farti fregare dagli autonoleggi

    Come non farti fregare dagli autonoleggi

    Con l’avvicinarsi della bella stagione si iniziano a pianificare le vacanze e i relativi itinerari, e a seconda della destinazione scelta e del tempo a nostra disposizione diventa indispensabile noleggiare una macchina.

    Infatti a meno che non si decida di stare in una grande cittá ben servita dai mezzi pubblici o di alloggiare in qualche resort, l’automobile ci servirá per spostarsi nelle tappe del nostro viaggio o anche banalmente per raggiungere le spiagge o le attrazioni turistiche che vogliamo visitare.

    Ma noleggiare una macchina, soprattutto per chi non utilizza frequentemente gli autonoleggi,  puó essere , a seconda della destinazione, difficile, costoso o addirittura insidioso.

    Difficile perché , soprattutto in alta stagione la disponibilitá di vetture, specie in localitá balneari, è limitata quindi nelle migliori delle ipotesi questo significa prezzi alle stelle, servizi di bassa qualitá ma soprattutto il rischio di non trovare disponibilitá di vetture a meno di prenotare il noleggio con largo anticipo.

    Costoso perché quando la disponibilitá di vetture é limitata le offerte scarseggiano costringendoci magari a scegliere una vettura di categoria superiore con costi maggiori o a rivolgerci a noleggiatori poco convenienti o poco seri che potrebbero addebitare spese extra o costi nascosti approfittando della situazione.

    mercedes benz parked in a row

    E insidioso perché i noleggiatori cercano sempre di appiopparvi delle spese extra facendo leva sulle vostre paure, sulle vostre esigenze o sul mancato rispetto delle condizioni del contratto che difficilmente avrete letto per filo e per segno.

    Infatti basta un piccolo graffietto nella carrozzeria, magari dovuto al parcheggio di una macchina a cui non abbiamo fatto bene l’occhio, ma anche una botta lasciata da uno sconosciuto o una semplice multa e possono essere dolori per il nostro portafoglio.

    Ma anche banalitá come la quantitá di carburante residuo nel serbatoio o le condizioni di pulizia della macchina alla riconsegna possono portare a penali importanti, così come richieste banali come poter riconsegnare l’auto fuori dal regolare orario di ufficio, o in un ufficio diverso puó richiedere degli extra salati, così come se abbiamo bisogno di un seggiolino per i bambini, le catene da neve o un navigatore satellitare per i quali si rischia di pagare delle aggiunte importanti.

    Ma il balzello principe degli autonoleggi è l’assicurazione, ed é il fattore che incide particolarmente sulla spesa: infatti se restituite la macchina con un danno, sia che venga causato da voi o da un estraneo o vi viene rubata dovrete risarcire il noleggiatore entro ad una cifra massima, chiamata franchigia, stabilita nel contratto, ed è la cifra che vi verrá bloccata sulla carta di credito al ritiro e restituita alla riconsegna, eventualmente decurtata del valore del danno. 

    Ovviamente questa franchigia varia a seconda del noleggiatore, del tipo di contratto, dall’etá del guidatore, da eventuali convenzioni e soprattutto in base alla categoria dell’auto.

    In caso di danni vi verranno addebitate oltre le spese vive anche delle spese amministrative, ma soprattutto anche un piccolo danneggiamento puó venirvi a costare centinaia se non migliaia di euro, che dovrete ripagare al noleggiatore, quindi assumersi il rischio di dover sborsare delle cifre importanti puó rivelarsi particolarmente pericoloso, specie se si ha a che fare con noleggiatori particolarmente puntigliosi sulla verifica delle condizioni delle auto al rientro, o quando si è costretti a restituire l’auto in assenza di un addetto al quale contestare gli eventuali addebiti.

    Per ridurre o eliminare questo rischio i noleggiatori ci proporranno delle assicurazioni a pagamento che riducono o annullano questa franchigia, esentandovi dal dover risarcire il noleggiatore in caso di danni o furto dell’auto, magari con qualche eccezione o paletto ma che vi permetteranno di stare certamente piú sereni in caso qualcosa vada storto.

    Ovviamente queste assicurazioni possono essere particolarmente costose, ma per fortuna esistono delle soluzioni che permettono di risparmiare delle cifre importanti mantenendo la copertura assicurativa al costo di un pó di burocrazia aggiuntiva.

    Infatti esistono delle polizze assicurative specifiche, generalmente molto piú convenienti, che non sono vendute dal noleggiatore, ma da una compagnia assicurativa esterna, spesso tramite un broker o proposta dal comparatore di prezzi o dal sito internet dove avete trovato l’autonoleggio.

    In questo caso dovrete noleggiare l’auto rinunciando all’assicurazione proposta dall’autonoleggio: questo significa che vi verrá bloccata sulla carta l’intera franchigia e che in caso di sinistro dovrete risarcire il noleggiatore che vi rilascierá una fattura, ma aprendo il sinistro e spedendo la fattura all’assicurazione, dopo una valutazione vi verrá rimborsata.

    Ovviamente ci sará qualche seccatura in piú per via della cifra bloccata sulla carta, che anziché poche centinaia di euro potrebbero diventare alcune migliaia, che si dovrá anticipare il rimborso dell’eventuale danno e che si dovrá gestire un pó di burocrazia, ma a seconda della durata del noleggio si puó risparmiare anche il 90% del costo dell’assicurazione, permettendoci un risparmio di diverse centinaia di euro.

    Alla fine si tratta di una soluzione leggermente piú macchinosa, ma date le cifre in ballo può valerne certamente la candela, a condizione di scegliere un’assicurazione seria e che non faccia storie o ritardi il pagamento del sinistro.

    Voi conoscevate queste assicurazioni? Avete qualche altra domanda, consiglio o suggerimento? Scrivetelo nei commenti.

  • Col Privacy Shield non si ferma solo la pirateria

    Col Privacy Shield non si ferma solo la pirateria

    Ormai i servizi di streaming video sono diventati un compagno irrinunciabile delle nostre serate e ci consentono di goderci un film , una serie tv o un evento sportivo comodamente dal nostro dispositivo collegato a internet.

    Il problema é che complice la domanda e la facilitá con cui le case di produzione possono mettere in opera il proprio servizio, il numero di questi servizi si sono moltiplicati a dismisura, costringendo a passare da uno all’altro per seguire le proprie serie preferite o la propria squadra del cuore, ognuna con un abbonamento differente.

    Ma se ovviamente abbonarsi a un paio di servizi puó essere ancora tollerato, pensare magari di abbonarsi a 10 servizi diversi é fuori discussione per la maggior parte delle persone, sia per una questione di costi che banalmente di tempo dato che si rischierebbe di pagare per servizi che non useremo.

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    E questa frammentazione ha portato gli utenti a strizzare l’occhio alla pirateria, sopratutto da quando praticamente tutti i servizi hanno dato una stretta alla condivisione degli account, quindi togliendo la possibilitá di poter smezzare con qualche amico il costo dell’abbonamento. 

    I vari servizi per correre ai ripari stanno introducendo piani con pubblicitá a prezzo scontato per cercare di recuperare gli utenti perduti, ma questo non é bastato ad arginare l’emorragia di disdette, con gli utenti che continuano a vedere gli stessi contenuti ma in modo illegale, rispolverando degli strumenti che erano passati di moda da quando i servizi di videostreaming erano pochi e soprattutto economici.

    Ma ora con questa frammentazione, i sempre maggiori costi per i diritti di trasmissione e la competizione per realizzare un prodotto di successo che possa sbaragliare la concorrenza ha fatto sì che i costi di produzione siano sempre maggiori e questo si riflette nel costo degli abbonamenti e quando il prezzo diventa proibitivo la pirateria non puó che avere gioco facile.

    Ma un utente che guarda a scrocco significa per il servizio non ripagare i propri costi, che anziché ingegnarsi per ridurre le spese e mantenere dei prezzi sostenibili per comoditá ribalterá le proprie spese sui clienti fedeli aumentando i listini se non vuole dichiarare bancarotta.

    Ovviamente é un serpente che si morde la coda, ma quando le cose iniziano andare male anche questi servizi finiscono per incattivirsi, specie con chi non paga.

    E facendo lobby sono riusciti ad introdurre dei blocchi e delle sanzioni per i pirati, che se prima impattavano solo su chi si arricchiva sfruttando la pirateria, ad esempio fornendo prodotti o servizi illegali per consentire la visione a sbafo, ora riescono a colpire anche il singolo utente , sia dal punto legale , dato che si rischiano multe anche di 5000 euro per la sola visione di contenuti pirata, ma anche con il blocco dei siti di streaming illegale, che sino a poco tempo fá tecnicamente non era possibile fare o era facilmente aggirabile.

    Infatti per arginare la pirateria è nato un sistema chiamato privacy shield, che permette di bloccare uno stream pirata entro 30 minuti dalla segnalazione dei titolari, in modo da evitare a chi non ne detiene i diritti di diffondere eventi sportivi in diretta, il tutto senza che un giudice abbia il tempo di stabilire se effettivamente ci si trovi in una situazione illecita e non dando al titolare la possibilitá di difendersi.

    Infatti grazie ad una legge di recente introduzione tutti i provider internet italiani dovranno immediatamente, dopo la segnalazione degli aventi diritto, bloccare gli indirizzi IP dal quale proviene lo stream pirata, rendendo inutili accorgimenti come l’uso di dns esteri e in teoria anche l’uso di vpn (anche se realtá basta utilizzare un servizio estero a pagamento per bypassare il blocco).

    Il problema è che un blocco fatto dal provider rischia di bloccare , come é giá successo, anche siti perfettamente legittimi che condividono il server o l’indirizzo IP con lo stream pirata, buttando giú siti incolpevoli e considerando che non è semplice né veloce fare ricorso per segnalare l’errore, i malcapitati si troveranno i propri servizi bloccati per giorni senza poter intervenire a meno di pagarsi di tasca un nuovo server sperando di non venire ulteriormente bloccati.

    La toppa infatti si sta rivelando peggiore del buco, sia per le problematiche tecniche in seno ai provider, all’elevato rischio di falsi positivi e al fatto che , seppur con qualche sbattimento in piú, chi vuole piratare ha comunque il modo di aggirare il problema. 

    a man looking at a computer screen with data

    Voi conoscevate questo sistema? Avete avuto dei problemi? Avete qualche altra domanda, consiglio o suggerimento? Scrivetelo nei commenti