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  • Le compagnie energetiche ci tartassano

    Le compagnie energetiche ci tartassano

    In un periodo dove i costi dell’energia sono alle stelle i gestori si fanno le guerra per farci cambiare fornitore proponendoci delle formule allettanti che poi possono nascondere se non delle vere e proprie fregature, ma delle sgradite sorprese.

    Chi ha infatti un contratto energetico vecchio, allo scadere di eventuali promozioni si troverà sicuramente degli aumenti, cosi come chi ha un contratto vincolato al costo all’ingrosso dell’energia, il famoso PUN, che risente dei momenti poco felici sui mercati internazionali.

    E sicuramente guardarsi intorno non è una scelta sbagliata, ma districarsi nella giungla di offerte non è semplice, anche perchè i gestori si danno parecchio da fare per confonderci le idee, con il rischio di sottoscrivere un’offerta che non fa al caso nostro, ritrovandoci magari a spendere di più del precedente gestore.

    Infatti è bene capire come e quanto consumiamo prima di sottoscrivere un nuovo contratto, e in questo possono venirci in aiuto dei comparatori di offerta, da quello dell’autorità dell’energia, a quelli commerciali che analizzano la bolletta per proporci un contratto più vantaggioso, guadagnandosi un gettone alla sottoscrizione del contratto, cosa che potrebbe portare a nascondere alcune offerte che per tagliare ulteriormente i costi non corrispondono un gettone al procacciatore o lo fanno in forma ridotta.

    Volendo procedere in autonomia è bene sapere, quando, quanto e come consumiamo: ad esempio esistono contratti a fascia bioraria che hanno tariffe più alte nelle ore di picco, ma che fanno risparmiare parecchio se riusciamo ad utilizzare gli elettrodomestici più energivori la sera o nei weekend.

    Se invece consumiamo poco , perché magari stiamo poco a casa o si tratta di una seconda casa, dobbiamo fare attenzione più ai costi fissi che a quelli del singolo kilowattora, di contro se siamo grandi consumatori, magari perché usiamo la corrente quotidianamente per riscaldarci, cucinare, caricare l’auto elettrica o raffrescarci, un canone fisso più alto verrà diluito nei consumi, soprattutto se abbiamo un costo della componente energia più basso.

    Attenzione però alle pubblicità con tariffe allettanti, spesso il prezzo indicato non include le perdite di rete, pari a circa il 10% in più, ma soprattutto i costi di commercializzazione, una spesa fissa da corrispondere al gestore indipendentemente dai consumi.

    Ovviamente i gestori non sono enti di beneficenza, più il prezzo del singolo kw è basso, e più  i costi di commercializzazione sono alti e viceversa, specie poi in caso di offerte bloccate per anni, o che hanno uno spread sul costo all’ingrosso dell’energia.

    Sta a noi trovare il giusto compromesso tra spese fisse e variabili, facendo attenzione ad eventuali vincoli necessari per accedere alla tariffa scontata: dalle assicurazioni, ai contratti internet o telefonici o alla sottoscrizione in bolletta di altri abbonamenti.

    A seconda dei casi questi abbonamenti potremmo vederceli appioppati senza saperlo o quasi, magari a causa di un venditore volutamente poco chiaro che ci ha ammaliato con un prezzo allettante dell’energia che in realtà nascondeva la fregatura.

    Il problema diventa sbarazzarsene, perché potrebbero esserci penali, costi di disattivazione , perdita delle agevolazioni sul contratto o banalmente anche la sola a burocrazia necessaria, magari per ritornare al nostro gestore internet o telefonico storico che abbiamo cambiato in un contratto combinato.

    Quindi prima di sottoscrivere bisogna leggere per bene le condizioni, possibilmente evitando call center o venditori sbrigativi che vogliono estorcervi velocemente una firma millantando una scadenza rapida dell’offerta.

    In tempi di turbolenze geopolitiche è vero che i prezzi possono cambiare da un giorno all’altro, ma meglio rischiare di perdere l’offerta, magari spendendo pochi centesimi in più ma conoscendo esattamente le condizioni, che rischiare fidandosi ciecamente del venditore.

    Occhio anche alle offerte con sconti a tempo, magari il prezzo vantaggioso vale solo per il primo periodo, ad esempio i primi 12 mesi, con condizioni capestro al termine dell’offerta e se ci dimentichiamo di cambiare contratto al termine dei vantaggi o peggio se esiste un vincolo di permanenza più lungo del periodo scontato, potremmo finire a dover pagare delle penali o dei costi di disattivazione che si mangiano il risparmio.

    Insomma riuscire a risparmiare diventa un ginepraio, quindi diventa essenziale informarsi molto bene. Voi avete altri suggerimenti sul cambio di gestore?

  • Risparmiare col misuratore elettrico

    Risparmiare col misuratore elettrico

    Con le bollette dell’elettricitá alle stelle da tempo è sempre piú importante conoscere i consumi dei nostri apparecchi di modo da poterli utilizzare in modo consapevole e solo per lo stretto tempo necessario per evitare costosi sprechi.

    Infatti tenere acceso un apparecchio puó costarci davvero caro, quindi è essenziale sapere se un certo apparecchio è energivoro e in tal caso farci un’idea di quanto ci costa tenerlo acceso.

    Infatti ci sono apparecchi in casa che consumano molto poco e che dimenticare accesi non sará un salasso e altri invece dove anche un’ora in piú di utilizzo potrebbe farsi sentire sui bilanci familiari.

    Ovviamente un ventilatore o una lampadina a led consumano un’inezia se li confrontiamo con una stufa, un forno elettrico, un asciugacapelli, un ferro da stiro o uno scaldabagno.

    Ma come facciamo a sapere quale é il consumo di un determinato apparecchio? Sicuramente ci viene in aiuto l’etichetta dell’apparecchio, dove è riportato il consumo in WATT dell’apparecchio stesso, ma in realtá quel numero non dice tutta la veritá perché molti apparecchi energivori non lavorano costantemente alla massima potenza e quindi il nostro apparecchio da 1000 Watt, magari a riposo ne consuma 50, quando é in una condizione intermedia 400 per raggiungere il massimo solo nelle condizioni piú sfavorevoli. Altri apparecchi per loro natura invece consumano sempre il valore massimo indicato in etichetta.

    Come facciamo quindi a stimare il loro consumo? Beh ci puó venire in aiuto l’esperienza, il sapere che l’apparecchio fa scattare il contatore quando si accendono contemporaneamente due apparecchi energivori, ma anche la funzione di consumo istantaneo dei nostri contatori elettronici , che si ottiene premendo piú volte il pulsante accanto al display, che seppur non precisissima ci da comunque un’indicazione di massima.

    Il problema é che il contatore ci da il consumo istantaneo di tutti gli apparecchi connessi non quello  di un singolo apparecchio, come fare per sapere quanto la stufa o il televisore sta consumando in questo momento, e magari quanto ci costa tenerlo acceso per un’ora o per tutta la serata?

    Beh ci possono venire in aiuto dei misuratori che si mettono sulle prese della corrente e monitorano il consumo, e che ci indicano sia il consumo istantaneo, che quello totale da quando li abbiamo collegati, e se abbiamo impostato il costo dell’energia aggiornato anche la spesa di energia prevista.

    Questi contatori si trovano ormai sia in rete che nei negozi a poche decine di euro e possono essere particolarmente utili per monitorare i consumi, farci conoscere gli apparecchi collegati ed evitare che possa saltare la corrente per sovraccarico quando abbiamo attaccato troppi apparecchi tutti insieme.

    Anche se non li colleghiamo sempre e a tutte le prese far girare a turno uno o più di questi misuratori negli apparecchi della casa ci puó dare un idea di come e quali apparecchi creano i maggiori consumi, per farci capire quali possiamo utilizzare di meno per risparmiare sulle bollette, dato che un solo apparecchio energivoro potrebbe consumare quanto altri 20 a basso consumo che usiamo regolarmente in casa.

    E una volta stabilito quali sono gli apparecchi succhia bolletta, e capito quanto ci costa tenerli accesi, magari cercarli di utilizzare con piú parsimonia, evitando di utilizzarli nelle ore di punta se abbiamo una tariffa bioraria e cercando di fare attenzione a spegnerli quando non strettamente necessari.

    Già così , con un po’ di attenzione le bollette elettriche potrebbero scendere di svariate decine, se non centinaia di euro, quindi i circa 20 euro del contatore si ripagano in fretta, anche in un paio d’ore di controlli.

    Come abbiamo visto basta poco per cercare di risparmiare sulla bolletta, e magari se ci aggiungiamo uno studio delle tariffe in vista di un possibile cambio di fornitore possiamo tagliare pesantemente questa antipatica voce del bilancio familiare.

    Voi li conoscevate? Ne avete uno in casa e lo utilizzate regolarmente? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti!