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  • Proteggersi dal caldo: dal ventilatore al condizionatore

    Proteggersi dal caldo: dal ventilatore al condizionatore

    Estate è sinonimo di caldo, quindi è normale pensare a come proteggerci e consentirci di refrigerarsi, magari evitando di spendere una fortuna.

    E a parte vestirci leggeri e stare all’ombra o in ambienti freschi, quello che si può fare è aiutarsi con qualche dispositivo elettrico che può alleviare la calura.

    E quello più economico di tutti è certamente il ventilatore, che smuovendo l’aria riesce a darci sollievo con una spesa irrisoria, visto che ce ne sono in vendita anche al prezzo  di pochi euro, sia per l’acquisto che per l’energia, essendo in pratica composto da un piccolo motore che fa girare una pala, e che può essere, a seconda dei modelli, essere alimentato anche a batteria o dalla presa usb presente anche su computer o powerbank.

    relaxing indoor scene with multiple fans

    Ovviamente spostando solo l’aria, che a seconda della dimensione delle pale e della potenza del suo motore, crea un sollievo effimero, dato che non fà diminuire né la temperatura e l’umidità, ma la sua semplicità, dato le poche richieste può permetterci di averne tanti , da piazzare in vari punti della casa e magari portarlo con noi.

    I modelli più evoluti, riescono ad avere dei sistemi senza pale per una maggiore efficienza, ma spesso la differenza di prezzo rispetto ad un modello standard non vale la pena.

    Un’evoluzione del ventilatore è il raffrescatore, dove il sistema di pale che smuove l’aria viene integrato con un nebulizzatore che spara piccole gocce d’acqua che attinge da un apposito serbatoio, capaci di dare un maggiore sollievo.

    Il prezzo si alza un pochino, specie per i modelli più complessi magari dotati di timer o telecomando, ma si tratta di spendere poche decine di euro per l’acquisto, e un consumo solo leggermente superiore rispetto ad un ventilatore standard, e che molto spesso consuma meno di una lampadina.

    L’inconveniente però è dover gestire il serbatoio dell’acqua che va mantenuto pieno, e possibilmente raffreddato con dei ghiacciolini riutilizzabili, tipo quelli che si usano nelle borse frigo, da far congelare nel freezer di casa.

    Ovviamente la gestione di acqua e ghiaccioli non ne consentono l’uso in tutte le situazioni, ma sono un upgrade gestibile rispetto ad un ventilatore standard.

    Ma la soluzione migliore non può essere che un vero condizionatore d’aria, che è più complesso e costoso, ma consente risultati sicuramente molto migliori per il nostro sollievo contro il caldo, visto che abbattono realmente la temperatura, ma non solo, dato che i sistemi a pompa di calore consentono anche il riscaldamento, rendendo l’apparecchio utile in tutte le stagioni.

    Il problema però più grande da considerare è che il climatizzatore ha bisogno oltre alla corrente elettrica di uno scarico della condensa, ma soprattutto di ricevere aria dall’esterno.

    Ne esistono di fissi o di portatili , molto spesso dotati di un’unità esterna da installare fuori dalla stanza dove lo andremo ad installare, ma anche quelli che non ce l’hanno, come i modelli portatili o i modelli dedicati all’installazione in facciate di palazzi storici necessitano comunque di un buco, sul vetro o sulla parete per prendere aria dall’esterno.

    Questo significa che anche le unità portatili, che potremmo teoricamente spostare da una stanza ad un altra tanto portatili non sono, ma soprattutto richiedono degli interventi invasivi per la messa in opera.

    A quel punto, a meno di altri problemi, la soluzione più intelligente è installare un tradizionale condizionatore fisso a pompa di calore, con split e unita esterna, sicuramente più efficente e meno rumoroso.


    Il prezzo dei modelli più economici parte da poche centinaia di euro, fino ad arrivare a qualche migliaia di euro per modelli super sofisticati, che permettono consumi più bassi, ma soprattutto di gestire più stanze con un’unica unità esterna.

    Inoltre , come accennavamo, consentono di essere utilizzare non solo per raffrescare ma anche per riscaldare le stanze dove lo avremo installato, consentendo magari di sostituire altri sistemi di riscaldamento , soluzione che può avere molto senso in caso di condomini dove , per varie ragioni, viene disattivato il riscaldamento centralizzato.

    Inoltre questi apparecchi hanno varie modalità di utilizzo e possono essere utilizzati anche come un ventilatore escludendo il motore esterno, come deumidificatore e come riscaldamento.

    I consumi in modalità clima ovviamente sono molto superiori rispetto ad un ventilatore o ad un raffrescatore che generalmente non consuma più di 50 watt: si parla , a seconda dei modelli, di almeno 5/600 watt, con punte  che possono toccare anche 1.5 kW a seconda di potenza ed efficienza dell’apparecchio.

    Ragione per cui è importante scegliere con cura il prodotto, preferendo quelli con efficienza maggiore e correttamente dimensionati alle dimensioni delle stanze.

    Da controllare oltre la classe energetica, i BTU che indicano la capacità dell’apparecchio di raffreddare o riscaldare in base alla metratura della stanza (indicativamente un 9000 BTU va bene per ambienti sino a 25mq, 12000 BTU per quelli tra 25 e 40 mq, 18.000 BTU tra 40 e 60mq) e i valori di SEER e SCOP rispettivamente per raffrescamento e riscaldamento: più questi valori sono alti e meno consumerà l’apparecchio.

    E un’altra cosa a cui fare attenzione è l’installazione, sia per i costi che per la disponibilità di installatori certificati F-GAS, che dovranno rilasciare una dichiarazione di conformità dell’impianto, visto che per legge è vietato il fai da te e che si rischiano multe salate in caso di controlli.

    Ovviamente questa normativa riguarda solo gli impianti fissi, quindi in caso di climatizzatore portatile si può fare da soli, a patto di riuscire a fare un buco nel muro o nella finestra per il tubo di scarico dell’aria.

    Ad ogni modo, qualsiasi di queste opzioni riescono, con i loro pregi e difetti ad alleviare le sofferenze date dal caldo, e che sono spesso indispensabili in presenza di anziani e bambini.

    Voi come trovate refrigerio in estate? Avete altri sistemi da suggerire?

  • Riscaldare con le pompe di calore

    Riscaldare con le pompe di calore

    Oggi parliamo di riscaldamento a pompa di calore, e non ci riferiamo solo agli split con unita’ esterna che si usano comunemente per raffrescare le nostre case nei mesi estivi, che seppure hanno la possibilità di riscaldare le nostre case anche in maniera molto efficiente nei prodotti di recente produzione, che per rientrare nelle normative sempre più stringenti consumano sempre meno e sono dotati di tecnologie avanzate, ma che essendo pensati principalmente per raffreddare, come lascia intendere la posizione in cui vanno installati non danno il meglio di sé per il riscaldamento, specie se le temperature esterne sono particolarmente fredde, ma che possono comunque avere un loro perché nelle seconde case o nelle regioni più calde, dove difficilmente lo sbalzo tra la temperatura esterna e quella desiderata all’interno di casa sarà elevato.

    Infatti le pompe di calore lavorano in maniera molto efficiente, consumando poco, quando questo sbalzo di temperatura e’ ridotto, e questo comportamento può essere sfruttato non solo per riscaldare o raffrescare l’aria ma anche per l’acqua sanitaria, che ad esempio alimenta i nostri termosifoni o magari un sistema di riscaldamento a pavimento.

    Il problema però è che se dovessimo riscaldare l’acqua per i nostri termosifoni fino a 60/70 gradi come normalmente fanno le caldaie tradizionali alimentate a gas, gasolio, pellet etc. la differenza di temperatura con l’esterno sarebbe elevata aumentando i consumi quindi l’efficienza verrebbe meno, perdendo in competitività con una caldaia tradizionale.

    In realta’ pero’ esiste un trucco: farle lavorare a bassa temperatura, senza però rinunciare al calore nelle nostre case, utilizzando degli accorgimenti particolari ad esempio lavorando sull’isolamento della casa per evitare dispersioni , impostando tempi di accensione e temperature in maniera intelligente e soprattutto scegliendo degli elementi radianti più efficienti.

    Ad esempio al posto dei radiatori in ghisa se ne possono utilizzare altri in acciaio e con una maggiore superficie di modo che a parita’ di calore la temperatura di mandata dell’acqua calda possa essere piu’ bassa, ma ancora meglio si possono utilizzare i termoconvettori detti anche fancoil, che sono una sorta di termosifone con integrato una ventola che lavorando con un funzionamento simile a quello dei condizionatori permette uno scambio termico piu’ efficiente, che tralaltro hanno anche il vantaggio di poter essere usati anche per il raffrescamento in estate qualora gli arrivi dalla caldaia acqua fredda.

    Oppure ancora e’ possibile utilizzare il riscaldamento a pavimento che richiede delle temperature dell’acqua molto piu’ basse rispetto ai termosifoni, ma ha lo svantaggio che richiede delle opere murarie importanti, quindi da valutare in caso di ristrutturazione della casa, non tanto come singolo intervento di efficientamento energetico.

    Altro punto su cui lavorare, specie se si sta ristrutturando casa magari usufruendo dei vari bonus e incentivi per il risparmio energetico e’ limitare il piu’ possibile le dispersioni, ad esempio sostituendo gli infissi, isolando il tetto o facendo il cappotto termico.

    Ovviamente per poter lavorare a bassa temperatura e quindi avere consumi ridotti l’impianto va studiato e dimensionato bene da un tecnico competente, in funzione delle temperature esterne medie, dalla necessita’ di produrre acqua calda per i nostri rubinetti, del budget a disposizione, delle esigenze estetiche e murarie della casa, e dello spazio a disposizione per l’installazione della caldaia, degli accessori e dell’unita’ esterna.

    Infatti con un impianto ben realizzato, si riesce a riscaldare un’intera casa di 100 metri quadri consumando appena 500 watt, se pensiamo che una stufetta che riscalda una sola stanza ne consuma tranquillamente 2000, possiamo intuirne facilmente i vantaggi

    Pero’ il vantaggio di un impianto del genere si puo’ moltiplicare, specie se il costo dell’impianto ci viene ripagato in tutto o in parte da degli incentivi statali, e ancora di piu’ se abbiamo un impianto fotovoltaico col quale ci produciamo l’energia elettrica, magari dotato pure di batterie per l’accumulo dell’energia per permetterci di alimentare il nostro sistema a costo zero anche nelle ore notturne, in quel caso rischiamo di avere gratis sia l’impianto che l’energia elettrica per alimentarlo, cosa che in un periodo coi costi dell’energia saliti alle stelle rendono la cosa ancora piu’ allettante.

    Voi conoscevate questi sistemi o magari ne avete uno in casa? Avete dei dubbi, bisogno di consigli o avete suggerimenti da dare? Scrivetelo nei commenti