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  • Price cap e pompe bianche: salasso in arrivo?

    Price cap e pompe bianche: salasso in arrivo?

    Guerre e crisi petrolifere in corso hanno dato una grossa mazzata ai nostri portafogli, dato che il costo di benzina e gasolio ha abbondantemente superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

    E se la causa scatenante sono le guerre, sia quella in Ucraina che quella in Iran, il problema è vero che dipende dal coinvolgimento di  alcuni dei più grandi produttori mondiali di idrocarburi, ma se poi a questo si sommano alcune scelte scellerate dell’unione europea in tema green, ecco che il danno per il consumatore diventa insostenibile.

    Infatti per inseguire l’ambientalismo a tutti i costi sono chiuse centrali nucleari che producevano energia pulita a basso prezzo, ma sono anche stati limitati tutti gli impianti industriali che producono anidride carbonica, costringendo le aziende a comprare crediti energetici da aziende più virtuose, o che per loro natura non inquinano o peggio a comprare dei titoli dai broker, che consentono alle aziende di continuare ad inquinare durante la loro normale produzione.

    Il problema è che una della tipologia di industria che ha sofferto maggiormente queste politiche energetica è quella della raffinazione del petrolio, cosa che ha reso poco sostenibile tenere aperte le raffinerie, soprattutto quelle che hanno necessità di costosi investimenti per rispettare le nuove regole, e questo ha portato ad una riduzione del 30% delle raffinerie in Europa, costringendoci ad acquistare dall’estero a caro prezzo il prodotto già raffinato.

    E questo significa doverlo trasportare, con costi importanti, soprattutto quando le guerre impediscono il passaggio negli stretti che ci separano dal Medio Oriente, inquinando ulteriormente ma anche dovendo entrare in competizione per una risorsa scarsa che verrà venduta al miglior offerente.

    Questo ha portato ,vista la domanda che non accenna a diminuire, ad aumentare i profitti delle poche compagnie di raffinazioni superstiti, cosa che spiega perché nonostante il costo del barile di greggio sia più basso di altri periodi di crisi petrolifera, il costo alla pompa non ha mai raggiunto livelli così alti.

    gas pump nozzle filling the white car

    E lo stato, ha provato con un taglio delle accise sempre più modesto a mettere una pezza ai prezzi di benzina e gasolio diventati insostenibili, ma la situazione di crisi si è protratta per più di quanto le casse dello stato potevano permettersi la riduzione, cosa che ha portato progressivamente a tagliare gli sconti, riportando i prezzi alla pompa a quelli del mercato.

    Fortunatamente è intervenuta l’Eni, compagnia petrolifera controllata dallo stato, a metterci una pezza temporanea auto imponendosi , inizialmente per un mese, un limite massimo al prezzo alla pompa.

    Questa mossa è possibile solo grazie al fatto che l’Eni sacrifica i margini sulla vendita grazie ai margini favorevoli della raffinazione, con il vantaggio di non affossare la domanda di carburanti e di dare un colpo basso alla concorrenza, che non disponendo di raffinerie proprie ha difficoltà a contrastare questa mossa commerciale.

    Le reti più grosse, che hanno il controllo su alcune raffinerie sono riuscite in qualche modo, anche se non con la stessa efficienza di eni, che ha applicato il limite a tutti i suoi punti vendita anche quelli piu remoti o storicamente più cari, a fare degli sconti che si avvicinano o in qualche caso pareggiano i prezzi di eni.

    Il problema è per le pompe bianche, quegli impianti che non fanno parte di grosse catene, e che hanno come loro business acquistare e rivendere prodotti petroliferi al minor prezzo possibile , risparmiando sui costi di pubblicità, carte fedeltà, servizi aggiuntivi, etc.

    Queste catene si trovano paradossalmente a pagare all’ingrosso , al netto delle accise, più di quanto il consumatore paga all’Eni, quindi a meno di aiuti da parte della raffineria dove si appoggia, è costretto o a vendere sottocosto o a praticare prezzi fuori mercato.

    gasoline pumps in close up photography

    Questo significa che se la situazione si protraesse le pompe bianche potrebbero chiudere, con il risultato di avere meno pompe di benzina a nostra disposizione, togliendoci uno strumento che in tempi normali ci permette di risparmiare.

    E purtroppo anche se le guerre finissero in uno schiocco di dita, ritornare ai livelli , anche solo di 2 anni fà sara molto difficile se non impossibile.

    Qualcuno inizia a farsi due calcoli sulla possibilità di cambiare auto scegliendo alimentazioni che possono soffrire meno del problema, dalle elettriche al GPL, ma anche lì la situazione non è rosea, visto che con i listini delle auto alle stelle ammortizzare l’acquisto di una nuova vettura non è semplice.

    Un pò meglio, per chi riuscirà ad accedere ai bonus statali per montare un impianto GPL o metano, dove è previsto un contributo, applicato direttamente in fattura dall’installatore, di 400 o 800 euro rispettivamente per GPL o Metano, rendendo questi impianti nuovamente competitivi, dopo anni in cui erano praticamente passati di moda.

    Ad ogni modo, comunque la si guardi evitare la mazzata sarà impossibile, costringendoci a limitare fortemente l’uso delle nostre autovetture. Voi cosa ne pensate? Avete delle strategie per risparmiare qualcosa?

  • Conviene riparare o cambiare la TV?

    Conviene riparare o cambiare la TV?

    A volte capita che la tv smetta di funzionare e ci chiediamo se valga la pena o meno di cambiarla o portarla a riparare.

    Beh molto dipende dai casi ma nella maggior parte la soluzione più conveniente è comprarne una nuova, dato che i prezzi sono scesi in quanto il mercato è stato inondato di apparecchi per sostituire quelli che non possono ricevere il nuovo digitale terrestre e magari si riesce ancora ad usufruire dei bonus o comunque di promozioni da parte dei rivenditori per la rottamazione.

    E’ però vero che se noi abbiamo in mente di cambiare televisore solo perché il nostro non riceve il digitale terrestre possiamo sempre affiancargli  un decoder esterno dal costo di poche decine di euro e risolvere il problema, anche se la soluzione non è certo la più pratica specie se chi deve usare l’apparecchio è poco avvezzo alla tecnologia o magari di una certa età.

    Se invece il televisore è difettoso, andrebbe fatto vedere da un tecnico, ma tenete conto che per stilare un preventivo probabilmente vi chiederà dei soldi, che nel caso vi sconterà qualora eseguiate la riparazione , oltre al fatto che dovrete smontare, trasportare e rimontare l’apparecchio per raggiungere il centro di assistenza.

    E l’altra cosa da tenere a mente è che il costo dei ricambi, specialmente se va sostituito il pannello può essere superiore al costo di un televisore nuovo di pari dimensioni.

    Questo significa che se il televisore è caduto a terra e lo schermo si è fatto a pezzi o ha delle trame tipo ragnatela o delle aree scure sicuramente non conviene neanche perdere tempo : chiamate pure il servizio rifiuti ingombranti del vostro comune e compratene uno nuovo.

    Se invece il si sente l’audio ma non il video, e magari puntano una torcia verso lo schermo si intravede l’immagine c’è qualche speranza in più: si sono fulminate le lampade della retroilluminazione del pannello: se è disponibile il ricambio la riparazione è fattibile ma serve un tecnico che abbia la pazienza di fare questa operazione , spesso i centri di assistenza ufficiali propongono di cambiare direttamente il pannello e in tal caso non ne varrebbe la pena.

    Qualche possibilità di una riparazione a buon mercato l’abbiamo in caso di difetti all’alimentazione, quando il televisore non si accende completamente e anche il led rimane spento, così come qualche difetto alla ricezione del telecomando o delle porte non funzionanti, sempre ammesso e non concesso che il ricambio sia disponibile e che non costi uno sproposito.

    Ad ogni modo il consiglio è di fare una telefonata o passare dal tecnico spiegando il difetto riscontrato il più precisamente possibile e chiedendo se ne vale la pena portarglielo per un controllo o comprarlo direttamente nuovo.

    C’è anche da dire che se il televisore ha già tanti anni alle spalle la qualità del sostituto, magari risoluzione e dimensioni maggiori, così come le funzioni smart e il consumo ridotto potrebbero rendere comunque conveniente la sostituzione, magari relegando quello riparato ad un’altra stanza.

    Voi avete un televisore che fa le bizze e pensate di farlo riparare? Avete bisogno di consigli, dubbi , suggerimenti? Scrivetelo nei commenti.

  • Arriva il Bonus Elettrodomestici

    Arriva il Bonus Elettrodomestici

    Tra i tanti bonus fiscali previsti dal governo ce n’è uno che sulla carta pare essere interessante, quello per arredi ed elettrodomestici, che consente una detrazione IRPEF del 50% della spesa sostenuta, sino a ben 16.000 euro spalmata in dieci anni.

    Purtroppo però come succede un po’ a tutti i vari incentivi fiscali, tra burocrazia e lacciuoli vari non è destinato a tutti ed è meno conveniente di quello che uno si potrebbe aspettare.

    Il suo problema più grande è che è legato alla ristrutturazione degli edifici, quindi se aspettavamo il bonus per cambiare la credenza della cucina, i mobili del salotto, cambiare il frigorifero o comprare una asciugatrice purtoppo non fa per voi.

    E’ più da vedersi come un’aggiunta al bonus ristrutturazioni, a patto che l’acquisto di mobili ed elettrodomestici avvenga in data successiva rispetto alla ristrutturazione, inoltre non è compatibile con l’Ecobonus per la riqualificazione energetica quindi si dovrà decidere a quale incentivo (bonus ristrutturazioni agganciato a quello elettrodomestici o ecobonus) aderire.

    Rientrano nel bonus elettrodomestici di classe A+ (A per i forni), ed è necessario il pagamento tracciato con carta o bonifico ristrutturazioni, oltre ad una fattura parlante per potersi vedere accolta la domanda dall’ENEA.

    Certamente si tratta di una mossa utile ad alleviare le spese di chi ha già sostenuto una ristrutturazione , seppure agevolata anch’essa con una detrazione fiscale del 50% ma non serve a stimolare gli acquisti o a rinnovare degli elettrodomestici poco efficienti come si potrebbe pensare.

  • La Tv è da cambiare?

    La Tv è da cambiare?

    A causa dell’aggiornamento del sistema di trasmissione televisivo tra il 2021 e il 2022, sia per liberare preziosa banda per le trasmissioni 5g sul terrestre, che per permettere la trasmissione in alta definizione sul satellite si utilizzerà un’evoluzione dell’attuale sistema che semplificando al massimo la cosa consente di trasmettere nello stesso spazio più canali , o canali a maggiore definizione.

    Per fare questo però , a meno di non avere un apparecchio molto recente dovremmo aggiornare il televisore o dotarci di un decoder esterno. Se già avevamo un decoder esterno , magari perché riceviamo la tv da satellite, si tratterà di sostituire il decoder e la smart card, cosa che a parte la spesa risulta essere un’operazione alla portata di tutti, anche se potrebbe essere una scocciatura ci da in cambio la ricezione di alcuni nuovi canali che possono valere comunque la spesa.

    Se invece riceviamo la tv con un’antenna terrestre se non interveniamo perderemo in piu fasi la visione dei canali televisivi, prima quelli tematici e poi anche quelli generalisti , questo avverrà in più fasi e a seconda di  quanto è vecchio il nostro televisore soprattutto nella prima fase che avverrà nel corso del 2021 potremmo cavarcela con una risintonizzazione dei canali oppure essere costretti a cambiare televisore o a dotarci di un decoder esterno con il suo telecomando, cosa che probabilmente dovremo comunque fare nel corso della seconda e ultima fase prevista per il 2022.

    Per sapere se il nostro televisore passerà indenni queste fasi è possibile fare un semplice test, da fare possibilmente dopo una risintonizzazione dei canali qualora il televisore non la facesse in automatico: se il nostro televisore riesce a sintonizzare i canali HD come quelli RAI che si trovano alle posizioni 501 502 e 503 del telecomando, passeremo indenni la prima fase, mentre per sapere se passeremo indenni anche all’ultima basterà controllare se il televisore riesce a sintonizzare correttamente il canale Test HEVC Main 10 che si trova sulla posizione 100 o 200 del telecomando: se non lo trovate o si visualizzasse uno schermo nero purtoppo entro il 2022 dovrete dotarvi di un nuovo televisore o di un decoder.

    In tal caso, sappiate che con un ISEE inferiore ai 20.000 euro è possibile richiedere un bonus statale di 50 euro per l’acquisto di un nuovo televisore o di un decoder a patto che rientri in un’elenco di modelli stilato dal ministero, reperibile a questa pagina.