Auto e Moto

  • La carenza dei chip fa soffrire il mondo delle automobili

    La carenza dei chip fa soffrire il mondo delle automobili

    Sicuramente avrete sentito parlare della crisi dei chip elettronici che sta mettendo in difficolta la vendita non solo di computer, telefonini e dispositivi elettronici, ma anche tutti i prodotti che necessitano al loro interno di chip e schede elettroniche per funzionare, e tra questi ci sono anche le automobili.

    Il problema è serio, infatti se alla macchina costituita per la maggior parte di componenti meccaniche, manca una centralina non si può avviare e quindi non può essere consegnata, nonostante sia pronta al 95%.

    Qualche casa ha messo in pratica delle soluzioni creative, come consegnare auto senza lo schermo dell’impianto multimediale riservandosi di farlo montare alla concessionaria non appena disponibile, certe altre hanno tolto la possibilità di ordinare determinati accessori come cruscotti digitali, sistemi di assistenza alla guida o fari a led o hanno riservato chip e accessori che ne fanno uso solo ai modelli più costosi, costringendo gli acquirenti a dover spendere di più per acquistare la macchina.

    Ma anche a volersi adattare i tempi di consegna si sono allungati a dismisura, per auto che si trovavano normalmente in pronta consegna o con attesa di pochi giorni si deve ormai aspettare anche 6 mesi, con problemi per chi ha premura di avere un mezzo perché magari deve sostituire un mezzo incidentato o guasto.

    Ma anche la riparazione delle automobili è in difficoltà, i ricambi specie quelli elettronici come centraline e sensori si fa fatica a reperirli sia originali che di concorrenza e se non c’è la possibilità di poter installare un ricambio usato o di rotazione c’è il rischio di dover tenere la macchina ferma anche per mesi in attesa di un ricambio da pochi euro.

    Ma è proprio la produzione nelle fabbriche a soffrire, perché se non è possibile consegnare le macchine per mancanza di componenti è inutile costruirle per lasciarle semi lavorate nei piazzali in attesa dei pezzi mancanti, quindi dove possibile si costruiscono solo su richiesta anziché produrle in anticipo, ma anche così la produzione, per un po’ tutte le case, è fortemente rallentata dovendo chiudere, limitare la produzione o addirittura mettere in cassa integrazione il personale.

    Essendosi allungati a dismisura i tempi di consegna sono ovviamente sparite le macchine in pronta consegna e si fa fatica anche a trovare le chilometri zero che prima della crisi abbondavano nei piazzali con forti sconti. E con questa carenza anche l’usato sta aumentando i suoi prezzi: data l’impossibilità di poter comprare il nuovo è normale che i prezzi lievitino per tutto ciò che può essere disponibile, costringendoci a delle scelte che magari non avremmo mai fatto, come valutare un modello, una marca o una tipologia di macchina che altrimenti non avremmo manco valutato.

    I tempi per acquistare un’auto, ma in realtà vale per tutto ciò che ha un chip al suo interno, sono grami e la soluzione migliore sarebbe quello di procrastinare l’acquisto il più possibile in attesa che il mercato si ristabilizzi, magari riparando il mezzo attuale o posticipando la sostituzione di un mezzo con qualche acciacco.

    Voi eravate al corrente della situazione? Avete qualche curiosità, dubbio, esperienza da raccontare? Scrivetela nei commenti.

  • Assicurare la nostra automobile

    Assicurare la nostra automobile

    Come ogni automobilista sa o dovrebbe sapere, assicurare la propria autovettura è una delle voci più importanti dei costi di gestione, quindi scegliere con cura l’assicurazione può farci risparmiare somme considerevoli.

    Quello che c’è da sapere è che il premio che noi paghiamo dipende dalle garanzie che richiediamo e questo fa la differenza: un’assicurazione che ci costa qualche euro in meno ci da magari molte meno coperture, quindi non è sempre detto che scegliere il prezzo più basso sia la scelta migliore in assoluto.

    Infatti c’è una voce obbligatoria per legge che è la responsabilità civile o RCA che copre i danni che possiamo causare con la nostra auto se ad esempio investiamo un pedone o causiamo un’incidente, questa assicurazione paga sino a un certo massimale, generalmente di alcuni milioni di euro, che se anche sembrano tanti potrebbero non esserlo se nel nostro incidente provocassimo la morte di una persona molto ricca o distruggessimo un edificio.

    Ovviamente c’è un massimale minimo imposto per legge, e c’è la possibilità aggiungendo qualcosa al nostro premio di aumentarlo in modo da essere più sicuri in caso di incidente, in pratica più paghiamo e più siamo coperti. Aumentarlo ovviamente dipende da noi: possiamo decidere di risparmiare qualcosa restando col minimo indispensabile o dormire sonni tranquilli più spendendo un po’ di più.

    E lo stesso principio lo si applica alle garanzie aggiuntive, che invece sono facoltative come ad esempio il furto-incendio, ma ce ne sono tante altre, che possiamo richiedere oltre alla RCA obbligatoria, se magari abbiamo paura che ci possano danneggiare la macchina, o che ci possa lasciare per strada a causa di un guasto, o se vogliamo essere risarciti anche se la colpa è la nostra o se vogliamo avere le spese legali pagate nel caso serva andare in causa, etc.

    E anche queste garanzie hanno premi differenziati in base ai massimali, cioè la massima cifra che pagherà l’assicurazione in caso di sinistro e alle franchigie, cioè la parte di spesa non coperta dall’assicurazione, ad esempio se assicuriamo i cristalli con una franchigia di 250 euro, se il danno fosse di 100 lo pagheremo noi, se fosse di 350 pagheremo noi 250 e i restanti 100 l’assicurazione.

    Tendenzialmente pagando premi maggiori sarà possibile ridurre o eliminare queste franchigie cosi come variare i massimali, ed è qui che bisogna stare attenti quando si confrontano i preventivi: lo si deve fare a parità di condizioni, perché ovviamente se l’assicurazione copre di meno i prezzi saranno più bassi.

    Attenzione anche al fatto che alcune assicurazioni non consentono di attivare alcune garanzie, o lo fanno solo in determinate condizioni, specie per le coperture più rischiose per la compagnia come gli atti vandalici o per il furto che talvolta vengono fornite solo se la macchina è nuova o solo se si aveva già quella garanzia in precedenza, o vincolate all’attivazione di altre garanzie come ad esempio la copertura dei cristalli o degli eventi atmosferici vincolata al furto-incendio. Questo ovviamente rende più difficile confrontare due preventivi, dato che ogni compagnia ha le sue regole e spesso non si riesce ad avere un preventivo perfettamente identico per il confronto o non si possono avere tutte le coperture che desideriamo con quella particolare compagnia.

    Va anche aggiunto che spesso le compagnie hanno delle regole particolari, dato che coprono solo alcune situazioni e non tutto ciò che il loro nome lascerebbe intendere, quindi anche la copertura da una compagnia ad un’altra potrebbe essere parecchio differente e questo può giustificare la differenza di prezzo .

    Ad esempio il furto-incendio, dove l’assicurazione ci risarcirà se la nostra auto ci venisse rubata o andasse a fuoco per molte compagnie non copre, a meno di pagare un’extra sempre se disponibile, se il sinistro avviene in un’area privata come il nostro garage o il cortile condominiale, oppure se l’incendio scaturisce dalla macchina parcheggiata affianco o perché deriva da un atto vandalico, se la compagnia estende la copertura anche a questi casi probabilmente si farà pagare di più.

    Ovviamente va verificato con cura, specie se il premio sembra particolarmente basso, cosa copre la garanzia, perché potremmo pentirci della scelta al momento del bisogno e li nascono i dolori: ad esempio abbiamo scelto l’assicurazione perché quella garanzia ci costava la metà, poi magari ci aprono la macchina per rubarci lo stereo e l’assicurazione non paga perché copre solo il furto dell’intera macchina e non delle singole componenti.

    Quindi va fatta particolare attenzione nel confronto, capendo che generalmente più si paga e più si è coperti e spesso le compagnie giocano sulle proprie regole per differenziare i propri prezzi, sta a noi capire che garanzie effettivamente ci interessano e di cosa si può fare a meno.

    Ovviamente anche la presenza e l’assistenza di un’agente fisico anziché di un call center o un sito web in caso di necessita ha un suo costo e sta noi valutare, al pari delle varie garanzie, se ci serve o se possiamo farne a meno: tagliando su garanzie inutili e magari cucendoci su misura solo le garanzie che ci servono possiamo risparmiare anzichè prendere un pacchetto pre-esistente.

    Voi conoscevate questi aspetti? Avete altre dritte da segnalare, oppure dei dubbi o delle curiosità? Scriveteli nei commenti!

  • Come cercare l’auto usata

    Come cercare l’auto usata

    Ci troviamo in un periodo per il quale comprare un’auto nuova è un po’ meno conveniente rispetto al passato, vuoi per le difficoltà di produzione per la scarsità dei componenti elettronici e vuoi per gli aumenti di prezzo dovuti alle sempre più stringenti normative ambientali che si riverberano pesantemente sul prezzo delle vetture.

    Una possibile soluzione è quindi quella di rivolgersi al mercato delle auto usate, ma come e dove possiamo trovare un buon usato evitando le fregature? Sicuramente tanto fa il venditore perché ce ne sono di più e meno seri cosi come ce ne sono, a parità di prodotto, di più o meno cari.

    Sicuramente rivolgersi a un rivenditore serio e conosciuto magari può costare qualcosa di più ma ci potrebbe evitare sorprese come auto schilometrate, con problemi progressi e soprattutto problemi burocratici che potrebbero rivelarsi una spina del fianco dopo l’acquisto, cosi come potrà fornirci assistenza in caso di guasti.

    Anche se ogni macchina fa storia a se e non è detto che anche rivolgendoci al rivenditore famoso non si avranno problemi, oltre al fatto che se siamo alla ricerca di un particolare modello, colore o caratteristica ci si dovrà giocoforza rivolgere a un rivenditore non vicino a casa che magari non conosciamo, a meno di non attendere mesi o magari anni che si possa trovare quel modello vicino a casa.

    Sicuramente ampliare il raggio d’azione per la ricerca può farci risparmiare belle cifre, soprattutto perché alcune tipologie di auto sono molto richieste in certe zone pertanto il loro costo sale, ma la stessa auto comprata in una zona dove la richiesta è scarsa avrà un prezzo più abbordabile: un fuoristrada costerà, ma sarà anche più facilmente reperibile in zone di montagna cosi come una decapottabile al mare, mentre una utilitaria soggetta a blocchi del traffico verrà svenduta nelle grandi città ma sarà appetibilissima in un piccolo centro dove non sono previste limitazioni.

    Ovviamente bisogna ponderare bene i tempi e i costi per raggiungere il venditore in un’altra regione, specie se dovesse esserci la necessità di doverla rivedere o se vogliamo che ci venga consegnata a domicilio anziché portarla a casa sulle sue ruote, ma organizzandosi per tempo i costi generalmente non sono proibitivi specie se a fronte di qualche centinaio di euro per il viaggio se ne risparmia qualche migliaio sul costo della vettura.

    Fortunatamente, tralasciando i privati, per trovare l’usato che fa per noi non ci sono solo concessionari e rivenditori di auto , specializzati o meno sull’usato, ma anche società di noleggio e siti internet specializzati che possono a seconda dei casi permettevi l’acquisto a distanza e la consegna a casa come fosse l’acquisto di un prodotto su amazon, evitandovi magari la rogna di dover fare centinaia di chilometri per visionare un’auto col rischio di tornare indietro a mani vuote.

    Ovviamente una macchina usata va vista, provata e controllata ma non tutti sono in grado di scovare le possibili rogne specie se non si è esperti del settore e/o se il rivenditore è stato furbo nel nascondere le magagne.

    L’ideale sarebbe far visionare l’auto da un meccanico di fiducia, o comunque indipendente dal venditore per capire se ci si può fidare o no, ma esistono appositi servizi dove pagando si può avere una consulenza sull’auto che stiamo trattando mettendoci al riparo da fregature prima di firmare il contratto.

    Ci sono poi delle garanzie indipendenti che ci possono coprire da eventuali guasti, specie se acquistiamo da un privato che per legge non deve fornire una garanzia, come vi spiegavo in un altro articolo.

    Alcuni siti web specializzati inoltre sono riusciti a mettere su una formula di visita virtuale con foto e video molto dettagliati, schede di ispezione e garanzia estesa che possono farci stare tranquilli, specie se ci vogliamo evitare la seccatura di dover macinare un bel po’ di chilometri per visionare l’auto, risparmiando tempo e soldi.

    Inoltre lavorando con grandi volumi di vendita , cosi come accade per le società di autonoleggio, i prezzi possono essere vantaggiosi anche considerando le spese di trasporto, e anzi possono evitarci sbattimenti e perdite di tempo

    Diciamo che le soluzioni sono tante ed ampliare gli orizzonti sia sul web, che su venditori fuori mano può consentirci di trovare la macchina giusta al giusto prezzo, sempre avendo la cortezza di controllare condizioni e affidabilità della vettura e serietà del venditore.

    Voi conoscevate queste dritte? Ne avete altre da suggerire, o avete qualche venditore, sito o servizio automobilistico da segnalare nel bene o nel male ? Scrivetelo qui nei commenti , cosi come se avete dei dubbi o delle domande e vi risponderemo!

  • Le garanzie auto

    Le garanzie auto

    Parliamo di garanzie auto, quella sorta di assicurazioni che coprono le spese di riparazione delle auto che spesso vengono utilizzate dai venditori di auto usate per poter rientrare nelle disposizioni di legge che prevedono che per la compravendita di un’auto usata da un commerciante a un privato debba essere data una garanzia di 24 mesi, che è possibile ridurre a 12 mesi in caso di accordo con l’acquirente, senza doversi far carico di spese aggiuntive difficilmente preventivabili.

    Infatti il commerciante pagherà un premio alla società che emette la garanzia, variabile a seconda della vetustà, del chilometraggio , del tipo di guasti coperti e delle caratteristiche dell’auto che lo mette a riparo da spese extra, nei limiti a seconda dei casi del tipo di guasto e/o di una certa franchigia, cosa che può rivelarsi comoda anche per il cliente perché potrà a seconda dei casi avvalersi di un’officina differente da quella indicata dal venditore, magari più vicina al suo domicilio.

    Il rovescio della medaglia al limite può esserci quando il guasto si dovesse rivelare non coperto dalla garanzia, perché quella determinata tipologia di guasto non è coperta nelle garanzia scelta, essendo quella più economica e possono nascere discussioni su chi dovrà , venditore o acquirente, pagare l’intervento o comunque la franchigia della riparazione, cosa magari più rara se l’intervento è effettuato direttamente nell’officina del venditore, anche se anche in questi casi vetustà dei pezzi e consumabili tendenzialmente vengono comunque addebitate al proprietario dell’auto.

    Cio significa che se si guasta, ad esempio il motore della vostra macchina e si rende necessario metterne uno nuovo , una parte del costo del ricambio potrà esservi addebitato in quanto quello vecchio aveva comunque una determinata anzianità o chilometraggio e installandone uno nuovo la macchina aumenterebbe di valore, oppure se ad esempio la macchina ha una perdita che vi viene riparata in garanzia, vi verranno probabilmente addebitati i costi dei liquidi che sarà necessario aggiungere o sostituire in seguito alla perdita stessa.

    Queste garanzie sono generalmente acquistabili e acquistate dai commercianti, specie quelli che non hanno un’officina propria, ma alcune sono disponibili anche per i privati. Ci sono infatti alcune garanzie che nascono per chi acquista una macchina usata da un altro privato e che quindi non gode di una garanzia sul bene usato, ma può acquistarla entro un certo numero di giorni dal passaggio di proprietà ed essere coperto come se l’avesse acquistata da un venditore professionale.

    In caso di guasti basterà contattare il call center della garanzia, per farsi indicare la più vicina officina convenzionata e risolvere il problema. Ovviamente anche in questi casi i guasti coperti e le eventuali franchigie dipendono dal premio pagato, dalle caratteristiche dell’auto e dal tipo di garanzia sottoscritta: quelle più economiche potrebbero non coprire alcune tipologie di guasti magari molto costosi da riparare o guasti frequenti per il modello, coprendo magari esclusivamente interventi rari per il modello e/o poco costosi da riparare.

    Alcune garanzie per privati fanno ancora di più, possono coprire un veicolo già in vostro possesso, magari al termine della garanzia del costruttore o del venditore permettendovi di pagare una sorta di canone mensile che vi permetta di essere coperti dai guasti più comuni senza dover sostenere spese importanti quando si entra dal meccanico, insomma una sorta di netflix dell’autoriparazione: con una spesa di 40/50 euro al mese sono sicuro che se entro dal meccanico per una riparazione e il conto è bello salato , non saranno problemi miei ma della garanzia, un po’ come succede per alcune assicurazioni sanitarie.

    Ovviamente ciò che è compreso dipende dalla società e dal tipo di garanzia offerta, anche in questi casi ci sono pacchetti che coprono di più o di meno a seconda del premio pagato, ma anche del chilometraggio, dell’età o delle caratteristiche dell’auto. Alcune possono avere una franchigia per certe tipologie di interventi , ad esempio se c’è da cambiare una turbina da 3.000 euro magari me ne addebitano 250, mentre non mi chiederanno nulla se c’è da cambiare una cinghia o una guarnizione.

    Certe società possono vincolare l’attivazione della garanzia a un tagliando e/o a un controllo preventivo per evitare di dover pagare per guasti pregressi , o non accettare automobili con un certo chilometraggio , con una certa anzianità o di un particolare modello, proprio perché un eventuale intervento importante sarebbe più probabile o costoso.

    Ma queste garanzie possono convenire? Diciamo che è una scommessa, da utente comune difficilmente possiamo sapere se la nostra macchina si romperà e quanto spenderemo per la riparazione da qui a 2 o 5 anni, ma si sa che ci sono macchine più o meno affidabili e che comunque quando la macchina inizia ad avere una certa età le possibilità che richieda un intervento importante del meccanico, o magari una sfilza di piccole riparazioni si fanno concrete, e il non dover aver la preoccupazione di dover cacciare magari un migliaio di euro imprevisti per una riparazione potrebbe valerne la candela.

    Poi non sappiamo se per la legge di Murphy si rompe proprio quel pezzo che non era coperto dalla garanzia, ma tendenzialmente il gioco può valerne la candela , ovviamente a seconda del premio richiesto, soprattutto se la macchina sta invecchiando quindi con almeno 5/7 primavere alle spalle, se si tratta di un modello non particolarmente affidabile o se l’abbiamo acquistata usata e non siamo sicuri di come sia stata trattata dal precedente proprietario.

    Voi conoscevate queste garanzie? Ne avete una? Vi siete trovati particolarmente bene o male? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Ci stiamo disinnamorando delle automobili

    Ci stiamo disinnamorando delle automobili

    Parliamo di automobili e del fatto che ormai si sta perdendo la passione dell’automobile, infatti se un tempo le camerette dei ragazzi erano tappezzati di poster di bellissime automobili o moto, ormai ai ragazzi i motori interessano sempre meno, e il problema è che questo disinteresse sta contagiando anche i più grandi, quelli che in teoria hanno il budget per poterle acquistare

    Probabilmente la colpa è di ciò che il mercato ci propone: per via delle normative ambientali sempre più stringenti sono praticamente sparite le macchine che si acquistano per passione come le auto sportive, come coupè o spider, ma anche le versioni pepate delle comuni berline cosi come i veri fuoristrada

    Addirittura anche le macchine comuni con motorizzazioni più potenti quindi sulla carta un po’ più sportive sono castrate dal peso, dai sistemi di riduzione delle emissioni e spesso dai limitatori di velocità installati di serie da molte case

    Se sfogliamo i listini o le classifiche di vendita noteremo che si vendono principalmente suv e utilitarie, anche le auto medie per intenderci come la golf, la focus o la megane che un tempo erano regine di vendita ora faticano a trovare acquirenti attratti dalle auto a ruote alte.

    Ma la cosa forse più triste è che le auto sono diventate tutte uguali, sia nel design che nelle motorizzazioni che sono comuni a buona parte della produzione del proprio gruppo e spesso condivise con la concorrenza: se per assurdo cambiassimo gli stemmini con quelli di un’altra casa difficilmente ci accorgeremmo della differenza

    Alla fine si perde lo stimolo all’acquistare o cambiare una nuova macchina, ci si disinteressa dell’auto stessa che da oggetto personale che rappresentava i nostri gusti e le nostre passioni diventa solo un mezzo per spostarsi da A a B, una sorta di elettrodomestico con le ruote, che quindi si sceglie non per passione ma per il costo e al massimo per qualche freddo dato delle schede tecniche

    Forse giusto qualcuno potrebbe essere incuriosito a cambiare auto per provare l’elettrico, attratto più dalla tecnologia che dalla meccanica o magari perché costretto da limitazioni normative che ne spingono l’adozione al posto dei motori termici, per poi magari accorgersi che non fa per lui come sta accadendo a tanti automobilisti statunitensi che sono tornati al termico

    Ma la cosa più triste è che ormai sono pochi quelli che hanno la voglia di cambiare auto, di provare e di sperimentare nuovi modelli, di alimentare un mercato che in passato è sempre stato fiorente, e ora vuoi per i prezzi sempre più alti, vuoi per l’offerta sempre meno interessante sta andando a morire.

    In voi arde ancora il fuoco della passione dei motori o vedete le auto solo come un mezzo di trasporto? Fatecelo sapere nei commenti.

  • Perchè non comprare un’auto elettrica

    Perchè non comprare un’auto elettrica

    Ultimamente si fa un gran parlare di automobili elettriche, se prima erano un prodotto di nicchia ora iniziano a vedersi nelle pubblicità ed arrivare sulle nostre strade. Ma se qualcuno le compra è normale chiedersi se possono essere convenienti anche per noi.

    La risposta probabilmente è no, almeno allo stato attuale delle cose: infatti la tecnologia è relativamente giovane (anche se in realtà sono state inventate più di 100 anni fa ma accantonate a favore dei motori termici), soprattutto per quanto riguarda le batterie che con le attuali tecnologie hanno il difetto di costare tanto, essere pesanti, avere autonomia limitata e tempi di ricarica particolarmente lunghi.

    Ad essere sinceri inoltre non sono neanche così ecologiche come vorrebbero farci credere i loro sostenitori: se è vero che non inquinano dove vengono utilizzate, si sposta il problema dove l’energia e soprattutto la batteria viene prodotta, secondo alcuni studi specie se non si usano fonti rinnovabili per produzione e alimentazione nell’intero ciclo di vita finiscono per essere più inquinanti di una macchina termina di pari caratteristiche.

    Poi c’è il fattore costi, trattandosi di una tecnologia arrivata sul mercato di recente ancora i prezzi sono parecchio alti, anche doppi rispetto ad una corrispondente automobile a motore termico, e  nonostante i prezzi in discesa e soprattutto i poderosi incentivi all’acquisto difficilmente calcolatrice alla mano si rivela la scelta più economica, soprattutto se dobbiamo pagare l’energia elettrica per la ricarica e non possiamo usufruire di un impianto fotovoltaico o di colonnine di ricarica gratuita

    Ma ammettiamo anche di voler pagare di più per salvare il nostro pianeta, magari anche evitando di scegliere una macchina prodotta con componenti prodotti da una fabbrica in Cina alimentata da una centrale a carbone, ma il problema più grande è la poca praticità.

    E non parlo di comfort alla guida ma dell’autonomia: purtoppo la densità energetica e i costi delle batterie non permettono con le tecnologie attuali autonomie elevate, quindi i produttori sono costretti a delle soluzioni di compromesso , dovendo tagliare sulle batterie si riduce l’autonomia, che se può essere un problema minore per chi usa la macchina in città e la può ricaricare in garage, lo è per chi deve fare viaggi lunghi o non ha accesso alle colonnine di ricarica, che comunque non sono particolarmente diffuse specie fuori dalle aree urbane.

    Considerando che i tempi di una carica completa sono di svariate ore, costringono ad una pianificazione dell’uso della macchina e a dover sottostare a limitazioni nei percorsi o nelle modalità d’uso facendo venire meno la possibilità di modificare i percorsi durante il tragitto o di poter gestire un’emergenza dato che se si rimane senza carica dovremmo fare a meno della macchina per ore o farci venire a prendere da un carro attrezzi, senza contare la necessità di riuscire a districarsi con sistemi di navigazione, app di ricarica e strumenti tecnologici non alla portata di tutti, specie se non avvezzi alla tecnologia o non proprio giovanissimi.

    Alla fine si tratta di una scelta obbligata dalla politica che sta imponendo limiti troppo stringenti sulle emissioni delle auto termiche obbligando le case automobilistiche alla completa elettrificazione delle auto in tempi molto brevi nonostante la tecnologia non sia ancora pronta ad un’adozione di massa, non esistano adeguate infrastrutture di ricarica per gestire un intero parco auto solo elettrico, ma soprattutto non sono, visti i numeri di vendita, così gradite dagli automobilisti che tra prezzi alti e poca praticità al momento preferiscono ancora le macchine termiche

    Voi cosa ne pensate? Acquisterete un’auto elettrica o terrete la vostra auto termica sin quando sarò possibile? Fatecelo sapere nei commenti, cosi come se avete dei dubbi o delle perplessità, e come al solito se possibile vi risponderemo.

  • Il futuro delle automobili

    Il futuro delle automobili

    Purtoppo anche le auto soffrono le mode, cosi come nel passato andavano le coupè, poi le station wagon , poi i monovolume o ora i SUV lo stesso accade per le motorizzazioni, se un tempo c’era solo il benzina, si è passati alla super diffusione del diesel, per passare alle ibride più o meno vere di adesso, alle elettriche del prossimo futuro.

    Il problema è che questa moda dell’elettrico a differenza di quello che avveniva in passato dove il mercato cambiava in funzione delle necessità degli automobilisti, questa corsa all’elettrico è indotta in parte dalle case costruttrici, ma principalmente dalla politica che si è messa in testa di dover sostituire le automobili a motore termico con quelle elettriche.

    Non potendo però vietarle, utilizza il grimaldello delle emissioni per limitarle prima, e mettendo dei paletti sempre più stringenti sulle emissioni  per renderle antieconomiche e farle fuori dal mercato, dato che nonostante la tecnologia abbia fatto passi da gigante per la riduzione di consumi e inquinamento negli ultimi anni, esistono dei limiti tecnologici per cui non è possibile dimezzare costantemente l’inquinamento nel giro di pochi anni come vorrebbe la politica, soprattutto considerando che  le auto cubano solo il 10% sul totale delle emissioni inquinanti generali.

    Purtroppo è una visione miope del mercato che renderà nel giro di qualche anno fuori norma anche le auto ibride, costringendo tutti volenti o nolenti a passare alle auto elettriche, senza considerare però che la attuale tecnologia delle auto elettriche non permette la stessa versatilità delle auto termiche, specie per chi non vive in città o fa tanti chilometri, con il risultato che si riveleranno poco adatte alla maggior parte degli automobilisti che non sono interessati a comprarle.

    Questo si nota anche anche dagli incentivi per l’acquisto, se i fondi per le auto termiche vengono esauriti in breve tempo, quelli per le elettriche nonostante siano molto più sostanziosi restano inutilizzati, anche perché una macchina elettrica, oltre ad avere autonomia limitata, tempi di ricarica eccessivamente lunghi costa molto di più, e tralaltro è meno amica dell’ambiente di quanto si voglia far credere, dato che la produzione e lo smaltimento delle batterie, e la generazione dell’energia elettrica per la ricarica impattano sull’ambiente mediamente quanto le emissioni nell’intero ciclo di vita di una auto diesel recente.

    Ovviamente questo non significa che l’elettrico non sia valido, per l’uso in città e per le brevi percorrenze va più che bene, oltre a spostare l’inquinamento dalle citta a dove l’energia e le batterie sono prodotte, ma non un prodotto è per tutti, per alcuni usi sarà sempre meglio il diesel , per altri il benzina, per altri ancora gpl, metano, ibride o idrogeno a seconda dei casi: ogni automobilista ha esigenze differenti, quindi ha bisogno del prodotto che le soddisfi e non essere costretto obtorto collo a comprare un’elettrica.

    Purtoppo il rischio è che , se la scelta si ridurrà al solo elettrico, gli automobilisti non comprino più nuove auto e si allunghi la vita di macchine piu vecchie e inquinanti, magari mantenendo in vita il macinino di 20 o 30 anni anziche sostituirlo con un benzina o diesel moderno che inquina comunque poco e che soprattutto risponde meglio alle esigenze degli automobilisti.

    L’ideale sarebbe anzichè concentrarsi solo sull’elettrico, incentivare un progressivo ammodernamento di tutte le automobili, magari senza escludere gli usati recenti che possono consentire anche a chi ha una bassa capacità di spesa di sostituire con una spesa ridotta una macchina più vecchia e più inquinante, anziché continuare a farla girare per anni inquinando di più, ma evidentemente la politica si muove più per moda che per reali esigenze, a meno che questa smania non sia una scusa per sovratassare nel futuro l’energia elettrica , anche a chi non la userà per ricaricare un’automobile.

  • I 4×4

    I 4×4

    Se guardiamo le classifiche di vendita delle automobili scopriremo che circa la metà è composta da suv, crossover e mezzi simili segno che le auto a ruote alte sono ormai tra le più apprezzate: un po’ per la sensazione di sicurezza che da lo stare in alto dominando la strada, un po’ per la spaziosità, un po per la possibilità di muoversi agevolmente in strade non in perfette condizioni.

    Spesso questo genere di macchine sono associate ai 4×4 o ai fuoristrada, in realtà si tratta di qualcosa di diverso, anche perché seppur alcuni SUV possono avere la trazione integrale sicuramente non sono dei fuoristrada mezzi che purtoppo stanno scomparendo dai listini per via delle emissioni inquinanti e delle leggi che puniscono le case che producono veicoli che superano determinati valori di co2.

    Infatti i SUV rispetto ai fuoristrada generalmente non hanno le marce ridotte, non hanno un robusto telaio a longheroni ma la scocca portante come una normale automobile, ma possono avere, a seconda dei modelli, la trazione integrale o 4×4 che può aiutarci quando mettiamo le ruote fuori dall’asfalto.

    Il 4×4 non è altro un sistema per il quale la potenza del motore viene inviata ai 2 assi anteriore e posteriore, rendendo possibile superare ostacoli e mancanza di aderenza su qualsiasi ruota, a differenza delle auto a due ruote motrici dove solo un’asse è collegato al motore , mentre l’altro viene trascinato , cosa che non permette di superare un’eventuale problema di aderenza qualora si presentasse su una ruota dell’asse che viene trascinato

    C’è anche da dire che con l’avvento delle macchine ibride , quindi dove abbiamo oltre a un motore termico anche un motore elettrico , sono nati anche dei falsi 4×4 dove il motore termico è collegato su un’asse e quello elettrico sull’altro, cosa che non permette di portare tutta la trazione sull’asse del motore elettrico, perché quello termico non è collegato all’altro asse e  in caso di bisogno anche utilizzando l’elettrico ci si ritrova generalmente ad avere meno potenza rispetto all’altro asse, ma soprattutto ad essere dipendenti dallo stato di carica della batteria: se fosse poco carica potrebbe non essere in grado di dare la trazione sufficiente a superare il nostro ostacolo, comportandosi come una normale due ruote motrici

    Come detto per via della scocca portante il comportamento di un un SUV 4×4 sarà praticamente lo stesso di un’automobile , tant’è che se si ha necessità delle trazione integrale, per esempio perché vivendo in montagna si ha a che fare spesso con ghiaccio e neve, potrebbe essere più conveniente cercare un’auto tradizionale che abbia l’opzione della trazione integrale, non sono comunissime, ma probabilmente sono meno costose di un suv, che nelle migliori delle ipotesi potrebbe avere in più il blocco del differenziale e/o dei sistemi elettronici per la guida offroad che intervengono sul bloccaggio delle ruote.

    Come detto il vantaggio dei 4×4 è limitato a quelle situazioni dove può capitare di avere scarsa aderenza come negli sterrati, in fuoristrada o sulla neve, mentre nelle situazioni di guida normale, come in città o in autostrada il comportamento è lo stesso di una due ruote motrici, pertanto per limitare i consumi è preferibile scegliere un’auto dove la trazione integrale sia inseribile e non permanente.

    Un problema è che la trazione integrale, per via delle complicazioni meccaniche costa di più, inoltre non è sempre disponibile per tutti i modelli, e anche dove lo è spesso è riservata alle versioni più costose e a particolari motorizzazioni, ma soprattutto il dover trascinare 2 assi anzichè uno significa un maggiore consumo di carburante e maggiore inquinamento.

    Pertanto chi usa la macchina principalmente in città come la maggior parte degli utenti, la cui esigenza di fuoristrada si limita giusto a qualche strada sterrata per raggiungere qualche agriturismo la domenica è bene che si rivolga ad un’auto a due ruote motrici, sicuramente più amica del portafoglio,  lasciando il 4×4 a chi vive in montagna o a chi per svago o per lavoro si trova spesso ad abbandonare l’asfalto.

     Inoltre , a meno di non cercare in località montane, essendo il 4×4 esigenza di pochi trovare un’usato a quattro ruote motrici può essere molto difficoltoso, con poca scelta e prezzi alti dovuti alla limitata disponibilità, tanto che molti modelli si vendono dopo poche ore dall’annuncio a prezzi elevati, ulteriore ragione per evitarne l’acquisto se non necessario, preferendo la versione a due ruote motrici e magari spendendo in caso di necessità qualche soldo per un buon set di gomme invernali.

  • Le auto a chilometri zero

    Le auto a chilometri zero

    Probabilmente se avete fatto qualche preventivo per acquistare una nuova automobile qualche venditore ve ne avrà proposta una a chilometri zero, e magari proprio la vostra auto è una di quelle, ma vediamo cosa sono e a chi convengono.

    Sono delle automobili formalmente vendute come usato ma che non si sono mai mosse dall’autosalone, che quindi hanno già avuto almeno un proprietario sul libretto di circolazione, generalmente l’autosalone stesso, la casa automobilistica o una finanziaria, ma che sono a tutti gli effetti nuove.

    Ovviamente risultando usate sulla carta, anche il loro prezzo di vendita sarà scontato, e a seconda dei modelli o degli allestimenti anche di percentuali importanti, a volte anche alla metà del prezzo di listino, soprattutto se un’auto sta per uscire di produzione o ha avuto poco successo nelle vendite.

    Ma perché nascono le km.0? Generalmente si tratta di automobili acquistate dal concessionario che deve garantire la vendita di un certo quantitativo di auto per poter accedere o non perdere particolari bonus o scontistiche e quindi se verso la fine del periodo di riferimento (l’anno, il trimestre o il semestre) si ritrova sotto la soglia di vendite è per lui più conveniente acquistare delle auto , che rivenderà con uno sconto, piuttosto che perdere il bonus. Altre volte si può trattare di auto in sovrannumero che i produttori, gli importatori , le società di noleggio o le finanziarie si trovano in casa a causa di stime errate sulle vendite o che sono stati costretti ad immatricolare entro una certa data per via di modifiche alle normative o ancora si tratta di auto acquistate in altri paesi europei dove per via di differenti listini o di promozioni costano meno che da noi che vengono prima targate nel paese di origine e poi esportate da noi per essere vendute a un prezzo piu basso del listino italiano garantendo comunque un margine al venditore.

    Un altro vantaggio, oltre al prezzo di vendita sicuramente più basso di quello del listino è la consegna immediata: generalmente avendole il venditore già in casa, una volta effettuato il pagamento le potrete ritirare senza aspettare i tempi d’ordine di un’auto nuova , che a volte possono essere di alcuni mesi. Per contro vi dovrete accontentare di ciò chè è disponibile: può capitare infatti di non trovare il colore o l’allestimento preferito col rischio di pagare per degli optional a cui magari avremo fatto a meno, anche se in alcuni casi è possibile prenotare le km.0 facendoci “mettere da parte” le auto in arrivo delle caratteristiche desiderate.

    Una cosa a cui stare attenti invece è la data di prima immatricolazione della macchina, può capitare che la macchina abbia qualche mese , a volte anche un anno: dato che la garanzia della macchina decorre dalla data di prima immatricolazione e non da quando l’abbiamo acquistata potremmo perdere qualche mese di garanzia, e di valutazione della macchina quando la andremo a rivendere.

    Proprio il mantenimento del valore dell’usato è forse uno dei difetti più grandi di un’auto a km.0 , se quel particolare modello è facilmente reperibile come km.0 la tenuta del valore si abbasserà perché chi cerca un usato giovane avrà più convenienza a comprare una km.0 , quindi l’usato diventerà difficile da vendere se non a prezzi bassi. Questo ovviamente potrebbe essere un problema se abbiamo intenzione di cambiare la macchina dopo poco tempo, ma se intendiamo tenere la macchina per almeno 5 anni o meglio ancora finchè non si rompe o cade a pezzi il valore residuo dell’usato non sarà un gran problema: varrà comunque molto poco, ma avremmo sicuramente ammortizzato la spesa.

    Un altro pregio invece è poter accedere a prezzi scontati anche senza dover obbligatoriamente versare o rottamare un’auto o peggio ancora essere vincolati a dover fare il finanziamento suggerito dalla casa automobilistica per accedere allo sconto, dato che generalmente in questi casi il finanziamento ha tassi particolarmente onerosi che vanno ad annullare o comunque ad erodere lo sconto proposto.

    Per scovarle oltre ad andare di persona o telefonare agli autosaloni che trattano questo genere di autovetture, potremo usare i giornali e le trasmissioni televisive dove vengono inserzionate le offerte dei venditori e soprattutto su internet, nei siti dei venditori ma soprattutto nei siti di annunci specializzati in auto usate (subito.it, autoscout24.it , automobile.it, caraffinity, autouncle e simili) utilizzando un filtro sul chilometraggio della macchina. Accertatevi sempre della serietà del venditore , delle condizioni e di eventuali costi aggiuntivi contattando il venditore per ottenere tutte le informazioni a riguardo prima di firmare qualsiasi ordine.

    Ma dove trovare le auto a km.0? Sicuramente se vogliamo dei risparmi importanti non possiamo limitarci a cercarle negli autosaloni vicino casa, ma dovremmo allargare i nostri orizzonti a tutta la nazione, soprattutto se cerchiamo un particolare modello, allestimento o colore o se vogliamo il prezzo più basso: ma tenendo conto del risparmio , a volte di diverse migliaia di euro, spendere una giornata di tempo e un po’ di carburante viene ripagato dal risparmio stesso, oltre avere avuto la possibilità di provare la macchina, d’altronde tutte le auto , a maggior ragione se sono nuove, sono fatte per viaggiare!

  • Auto ibride: convengono davvero?

    Sicuramente avrete sentito parlare delle auto ibride, quelle auto dove uno o più motori elettrici vengono combinati a un tradizionale motore termico, che ricarica le batteria in modo da poter viaggiare in modalità elettrica senza bisogno di colonnine di ricarica , e che riducono, almeno sulla carta, consumi ed emissioni, ma convengono davvero?

    La risposta non è univoca, e dipende tanto da chi fa questa domanda: sicuramente conviene ai produttori perché nei test di omologazione le emissioni risultano sulla carta molto basse consentendogli di evitare delle multe molto salate imposte dai regolamenti della comunità europea, anche se poi nell’uso reale questi vantaggi vengono meno per una buona parte degli utenti.

    Infatti proprio per evitare queste multe sono nate le mild hybrid, o ibridi leggeri dove a un tradizionale motore termico, è stato aggiunto, allo scopo di coadiuvarlo, un piccolissimo motore elettrico e una batteria, consentendo con una spesa minima aggiuntiva rispetto ad una macchina tradizionale, di poter essere omologate come ibride anche se in realtà di ibrido hanno ben poco, perché il motore elettrico non consente di muoversi autonomamente se non per un numero molto limitato di chilometri, quindi l’apporto su consumi e inquinamento nell’uso reale è minimo, ma possono godere delle varie agevolazioni che sono riservate alle auto con motore elettrico, come ingresso nelle ztl, aree riservate , agevolazioni fiscali e all’acquisto. Dato che il risparmio dal punto di vista dei consumi è poco, convengono solo se la differenza con la macchina tradizionale è minima , oppure se sono sparite dai listini per via delle emissioni le alternative tradizionali del modello di nostro interesse, o se ci fanno gola le agevolazioni concesse a questo tipo di auto.

    Ci sono poi le auto ibride tradizionali che hanno oltre al un motore termico che ricarica le batterie e fa muovere la macchina quando sono scariche, dei motori elettrici con tanta potenza e un vero pacco batteria che consente una discreta autonomia in modalità esclusivamente elettrica. Il vantaggio è che si tratta di una soluzione molto versatile dato che è possibile viaggiare in elettrico senza doversi preoccupare di colonnine e punti di ricarica e potendo contare di un’autonomia infinita nei lunghi viaggi, assicurata dal motore termico. Per contro nei lunghi viaggi, dove serve più potenza, l’apporto del motore elettrico sarà limitato pertanto il consumo sarà prossimo a quello di una auto tradizionale, mentre in città riuscendosi a muovere più facilmente in elettrico i consumi e l’inquinamento saranno più contenuti. Convengono a chi usa la macchina principalmente in città, ma vanno fatti bene i conti, dato che costano di più di una auto tradizionale e non sempre i consumi , per via del peso, sono più bassi: se li confrontiamo con auto tradizionali ma dotate di motori moderni che rispetto al passato sono più economi ed ecologici potrebbero non essere la soluzione migliore.

    Esiste poi una tipologia particolare di ibride chiamate PHEV o ibride ricaricabili, che possono essere viste come delle ibride che possono ricaricare le batterie non solo tramite il motore termico, ma anche da una colonnina di ricarica o dalla presa di corrente del garage. Queste sono un po’ l’anello di congiunzione tra le ibride e le auto completamente elettriche, ma purtroppo sono una soluzione di compromesso costosa rispetto alle ibride standard, e soprattutto non particolarmente funzionale, dato che l’autonomia della ricarica elettrica generalmente è nell’ordine di grandezza di una cinquantina di chilometri, sono una soluzione ideale solo per chi vive in città , ha un garage dove ricaricarla e non fa troppi chilometri, altrimenti si comporta esattamente come una ibrida tradizionale e quindi non vale la pena di spendere di più .

    Ovviamente  il terreno di elezione delle auto con motore elettrico, e quindi anche delle ibride  è la città, dove le basse velocità e le frenate , che contribuiscono alla ricarica parziale della batteria, permettono di abbattere consumi ed emissioni consentendo di far viaggiare l’auto in modalità esclusivamente elettrica, mentre dove si richiede potenza e si usa poco il freno, come in autostrada, il motore termico  sarà sempre in funzione , facendo venire meno il vantaggio dell’elettrico, che nonostante sia d’aiuto contribuisce solo in piccola parte alla potenza necessaria alla macchina per muoversi a velocità sostenuta .

    Pertanto se utilizzate spesso l’auto fuori città l’ibrido non è una soluzione indicata per il vostro portafoglio, perché costa di più all’acquisto di un’auto tradizionale e non consente risparmi evidenti sui consumi, oltre ad aggiungere peso e complessità inutile. Di contro però agevolazioni fiscali o possibilità di entrare in centro citta, ZTL o aree limitate ai veicoli più inquinanti possono farci pendere la bilancia verso questa tecnologia, specie quando la differenza di prezzo con la versione tradizionale è poca oppure quando il modello di nostro interesse , per il discorso delle multe alle cose produttrici che dicevamo e che ha decimato i listini delle case costruttrici, è disponibile solo in variante ibrida. Voi avete in mente di acquistare un’auto ibrida? Fatecelo sapere nei commenti.