Tag: discovery

  • Arriva HBO Max: la nuova piattaforma streaming che ci farà diventare pirati?

    Arriva HBO Max: la nuova piattaforma streaming che ci farà diventare pirati?

    Purtroppo sembra che le piattaforme di streaming non abbiano capito che il loro nemico non é la pirateria, ma la frammentazione del mercato che ha portato a canoni sempre più cari e cataloghi sempre meno interessanti.

    E infatti ecco che da gennaio 2026 una nuova piattaforma di streaming video si è affaccia nel nostro paese: HBO Max, piattaforma di origine americana del gruppo Warner che arriva anche in Italia con molte serie che abbiamo conosciuto trasmesse sino all’anno scorso su Sky, con cui aveva in precedenza degli accordi.

    Il risultato: il catalogo di Sky si impoverisce dei contenuti del gruppo Warner Bros Discovery, nonostante l’aggiunta di qualche produzione propria e un rinnovato accordo con Disney, ma non diminuisce i prezzi, e se vogliamo continuare a seguire le serie HBO dobbiamo fare un nuovo abbonamento, ad eccezione per alcune serie che temporaneamente saranno disponibili su entrambe le piattaforme. 

    Ma se vogliamo vedere il vecchio catalogo delle serie HBO, DC Universe e WB, rivedere le stagioni precedenti o le nuove serie firmate HBO, il catalogo dei film Warner, lo sport di Eurosport e i contenuti esclusivi precedentemente disponibili su Discovery+ avremo bisogno di un nuovo abbonamento.

    E come per le piattaforme concorrenti pagare un canone mensile di almeno 5.99 euro per il piano con pubblicitá , che diventano 11.99 per eliminarla o 16.99 per il 4K, a cui aggiungere eventualmente ulteriori 3 euro per lo sport.

    Il problema è che comunque i contenuti previsti fanno gola quindi significa molto probabilmente aggiungere un abbonamento alla lista di quelli che già paghiamo, che magari comprende Netflix, Paramount Plus, Disney+, Amazon Prime Video, etc.

    Qualche complicazione in meno se si ha Tim Vision o Amazon Prime che potranno integrare HBO Max al loro abbonamento, altrimenti avremo anche bisogno di scaricare una nuova app e soprattutto verificare se il nostro smart tv o dispositivo di streaming sia compatibile col nuovo servizio, cosa che potrebbe creare qualche grattacapo per chi ha dispositivi datati o non aggiornati.

    Inoltre c’è da segnalare che il gruppo Warner Bros Discovery , proprietario di HBO, non naviga in buone acque e sta per essere venduto, conteso tra Netflix e Paramount, cosa che potrebbe portare in futuro alla scissione delle attività televisive da quelle cinematografiche con la perdita di diritti, funzionalitá a vantaggio di una piattaforma concorrente, dato che entrambi i pretendenti hanno le loro piattaforme di streaming.

    Il rischio è che quindi questa nuova piattaforma, a seconda di chi va ad acquistare la casa madre WB Discovery, possa finire per chiudere o ridimensionarsi nel giro di poco tempo, almeno fuori dagli Stati Uniti.

    Insomma abbiamo un nuovo concorrente nel mercato dai piedi fragili, che nonostante i contenuti di sicuro interesse rischia di essere una rogna in piú anziché un vantaggio per il consumatore.

    E menomale che lo streaming doveva agevolare gli utenti e sconfiggere la pirateria: queste nuove piattaforme costringono ad ulteriori esborsi per trovare i contenuti di nostro interesse e finiranno per stimolare ancora di piú l’uso di stream e download pirata, nonostante gli sforzi delle autorità, che finiscono per sortire gli effetti contrari, anche a causa di scelte prive di logica.

    Infatti, parlando di scelte illogiche, a causa del famigerato piracy shield ultimamente è in atto uno scontro tra AgCom e CloudFlare, infrastruttura di rete al quale si appoggiano la maggior parte dei servizi internet, che nonostante non sia responsabile della pirateria, ma che alcuni pirati potrebbero sfruttare, si è vista comminare una multa superiore al proprio fatturato annuo, per qualcosa che non ha commesso e che per come funziona tecnicamente la rete non puó evitare: ovviamente la societá americana non ha intenzione di pagare la multa e minaccia di abbandonare l’italia creando problemi di sicurezza e velocità al traffico internet italiano, creando per le imprese italiane danni 700 volte piú grandi della multa, comminata da gente che vuole creare pressioni politiche senza capire i risvolti tecnici delle proprie azioni.

    Purtroppo quando le piattaforme si fanno più avide e magari ci si mette di mezzo la politica per foraggiarle, si ottengono soltanto danni, facendo perdere l’unico grande vantaggio che avevano all’inizio: farci trovare i contenuti facilmente, senza sbattimenti e con poca spesa.

    Voi sapevate di questo nuovo servizio? Pensate di abbonarvi, ignorarlo o di passare alla pirateria?

  • Streaming: si ritorna alla Pirateria?

    Streaming: si ritorna alla Pirateria?

    Parliamo delle piattaforme streaming per vedere film, serie tv e sport via internet: ormai ce ne sono tante e tante ne stanno nascendo, al punto che quasi ogni major cinematografica ha la propria , oltre a quelle locali, quelle indipendendenti, quelle finanziate dalla pubblicitá , quelle che vendono i contenuti on demand, quelle che sono emanazione di emittenti televisive o a quelle che trattano solo eventi sportivi. Insomma trovare un contenuto diventa complicato, anche se ci si puó aiutare con applicazioni come JustWatch che permettono una ricerca sui vari cataloghi delle piattaforme indicandoci dove e a quali condizioni è disponibile il contributo che stiamo cercando.

    Il problema é che spesso il contenuto di nostro interesse è a pagamento, e magari per vedere solo un contenuto non vale la pena abbonarsi all’ennesimo servizio di streaming. E anche a volersi abbonare a tante piattaforme non si avrebbe il tempo per usufruire del servizio rischiando di pagare un abbonamento per vedere magari uno o due ore di contenuti in un mese o forse anche meno.

    Certo molti servizi consentono di abbonarsi gratuitamente per qualche giorno allo scopo di provare il servizio, cosa che si puó certamente fare la prima volta o se si cerca un film da guardare una tantum, meno se vogliamo vedere una serie tv, sempre ricordandoci che per l’abbonamento di prova è generalmente richiesta una carta di credito e se ci dimentichiamo di disattivare il servizio per tempo ci troveremo addebitato almeno il primo mese di abbonamento. E per fortuna che quasi tutte permettono di disattivare il servizio senza troppi problemi alla fine del primo mese utile , anche se per qualcuna ci si deve ricordare di dare disdetta un certo periodo di tempo prima della scadenza.

    Ma il problema è che le piattaforme sono tante e non si puó pensare ad abbonarsi a tutte, ed infatti spesso si usava lo stratagemma di scambiarsi gli accessi con gli amici o di condividere i costi di un abbonamento famiglia con gli amici suddividendo la spesa dell’abbonamento, sempre se questa possibilitá veniva tollerata dalla piattaforma di nostro interesse.

    Il problema è che tra inflazione, cambio euro dollaro e maggiori costi per l’acquisizione dei diritti dovuta alla maggiore competizione con le piattaforme concorrenti i costi si sono alzati e quindi anche le politiche di condivisione stanno iniziando a diventare piú ostiche: a seconda della piattaforma, molte hanno smesso di tollerare questa pratica consentendo la visione contemporanea solo se scaturita da uno stesso ip, rompendo le scatole anche a chi usava onestamente la piattaforma solo in famiglia dove magari il figlio guardava la serie tv sull’autobus dalla connessione del cellulare e la mamma dalla tv di casa in salotto connessa alla fibra ovviamente da ip diversi.

    Qualche piattaforma dopo avere aumentato i costi dell’opzione che permette la condivisione sta iniziando a bloccarla o a chiedere delle verifiche a chi ha un piano family, qualche altra tagliando la testa al toro ha aumentato i prezzi a tutti gli utenti o comunque ha preannunciato degli aumenti, qualche altra ha pianificato delle formule con pubblicitá in mezzo ai contenuti che permetteranno di abbattere il costo del piano base per recuperare parte degli utenti che non potranno piú condividere l’abbonamento.  

    Insomma i costi giocoforza sono aumentati o stanno aumentando, la dispersione delle piattaforme aumenta e anche i metodi piú o meno legali per abbonarsi a basso costo stanno venendo meno: questo significa solo una cosa , che ritornerá a prendere piede la pirateria aiutata anche dal fatto che con le moderne connessioni veloci anche scaricare illegalmente un film richiederá non piú ore o giorni come in passato ma giusto qualche minuto. 

    Alla fine se il buono delle piattaforme streaming era quello di essere riuscite a mettere un freno alla pirateria, l’eccessiva ingordigia delle case incapaci di creare una piattaforma unica o comunque pochissime piattaforme indipendenti rischia di diventare un boomerang, e l’utente tolto qualche caso specifico non potrá fare altro che difendersi con la vecchia arma della pirateria.

    Voi cosa ne pensate? Vi siete abbonati a tutte le piattaforme o condividete gli account con gli amici? Fatecelo sapere, e se avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare, scrivetelo nei commenti.