Purtoppo é venuto a mancare un mito dello shopping su internet e non si tratta di uno storico sito famoso nei tempi d’oro e poi caduto nel dimenticatoio che ha terminato la sua agonia dopo un periodo di alti e bassi, ma parliamo di Amazon.
E nello specifico della sua politica dei resi che ha reso il popolare sito di ecommerce un gigante conosciuto anche da chi sa a malapena cosa sia un computer.
Infatti le caratteristiche che lo contraddistinguono e che fá si che spesso venga preferito ad altri concorrenti magari piú economici é il servizio clienti super disponibile e la possibilitá di reso di ben 30 giorni, senza giustificazioni o costi aggiuntivi.
Questo consentiva di provare il prodotto ricevendolo in tempi brevissimi e nel caso rimandarlo indietro se non si era convinti del prodotto o se l’impressione che si era fatta leggendo le descrizioni e guardando le fotografie differiva da quello che ci si aspettava, ricevendo un rimborso immediato e completo della cifra sostenuta senza dover dare alcuna giustificazione.
Ma dal 25 Marzo 2024 le politiche sono cambiate, e il popolare sito non appicherá piú indistintamente questa regola, mantenendola solo per alcune categorie di prodotti e limitandola ai 14 giorni previsti dalla legge per i prodotti dove questa facoltá veniva abusata creando dei costi poco sostenibili all’azienda.
Quindi diventerá importante verificare caso per caso nella pagina di descrizione del prodotto le politiche di reso e capire quanti giorni avremo a disposizione per il reso di quel singolo prodotto.
Purtroppo si perderá un’abitudine consolidata e forse ci eravamo fatti viziare un po troppo dal popolare ecommerce, ma alla lunga questo puó evitare aumenti di prezzi dovuti ai sempre maggiori costi di logistica oltre ad essere vantaggioso per l’ambiente dato che si eviteranno almeno in parte acquisti inutili e resi indiscriminati.
Inoltre c’è da notare che con queste nuove politiche non si perde l’assistenza o la sostituzione di un prodotto difettoso, che godrá della solita garanzia dovuta per legge, ma al limite della sola estensione del diritto di ripensamento.
Questo implica di pensare un attimo in piú prima di mettere un prodotto nel carrello, valutandolo per bene in anticipo, anziché farlo con calma quando abbiamo il prodotto per le mani, anche perché altrimenti si rischia di non avere sufficiente tempo per usufruire del reso gratuito, visto che 14 giorni a seconda dei casi possono essere pochi per valutare e nel caso organizzarsi per rispedire il prodotto.
Sapevate di questa novitá? Avete qualche dubbio o curiositá? Scrivetelo nei commenti.
Organizzare una postazione per i videogiochi sta diventando sempre piú complesso e costoso perché i prezzi delle schede video e dei componenti informatici necessari ai videogiocatori stanno aumentando vertiginosamente, tra inflazione, guerre geopolitiche che bloccano la circolazione dei componenti aumentando i prezzi e la richiesta di potenza di calcolo per scopi lontani dal gioco come intelligenza artificiale che rendono piú conveniente per le aziende spostare le risorse su queste tecnologie tenendo in secondo piano il mondo videoludico specie nella fascia bassa del mercato, ha fatto si che l’hardware costi molto di piú che in passato.
E anche passare ad una console, se si cerca la migliore esperienza non é la scelta migliore, visto che le tecnologie dei computer da gaming moderne sono una spanna sopra rispetto a playstation e xbox , al punto che anche le case produttrici ci puntano sempre meno, sia come esclusive che come vendita di copie, ma soprattutto non sono così convenienti, se dobbiamo spendere 550 euro solo di console, piu gli accessori vari praticamente indispensabili si arriva comunque a cifre non alla portata di tutti.
Investire una cifra importante sull’hardware, considerando anche la veloce obsolescenza e i costi di ingresso molto importanti ci possono portare a dover cercare delle scelte per risparmiare.
Purtroppo è anche vero che a differenza del passato non si riesce a mettere in piedi un pc da gaming con prestazioni accettabili al costo di una console, quindi se il budget è limitato si deve scendere giocoforza a compromessi: rinunciare agli FPS e pagare i giochi piú cari se si sceglie la strada delle console, o accontentarsi di un pc non prestazionale dovendo rinunciare ai massimi dettagli smanettando nelle impostazioni del gioco, soprattutto se si vuole giocare ai titoli di nuova generazione, oppure cacciare una somma sostanziosa per un pc da gaming serio, magari ammortizzando la spesa usandolo anche per altri scopi.
Ma per fortuna esiste anche un’altra soluzione che non é da trascurare se si dispone di una connessione veloce : il cloud gaming , che permette di giocare su una macchina remota dotata di hardware prestazionale che non dobbiamo comprare anticipando centinaia di euro, ma pagando per il suo uso solo un abbonamento al servizio.
Ci connetteremo con un qualsiasi dispositivo, anche super economico, alla macchina dove gireranno i nostri giochi, utilizzandolo come fosse accanto a noi ma con il vantaggio ulteriore di non dover perdere tempo e giga per scaricare giochi e aggiornamenti dato che saranno sempre e automaticamente disponibili sul server.
E se un tempo le prestazioni erano scadenti e i lag all’ordine del giorno, le cose sono migliorate parecchio sia grazie a hardware condiviso piú potente, che ci permette di giocare ai nostri titoli preferiti direttamente dalla tv, da un tablet, uno smartphone o un pc anche datato o economico o non dotato di scheda video dedicata.
E considerando che questi servizi costano mediamente tra i 10 e i 20 euro al mese, costi dei giochi esclusi, spendiamo decisamente meno che comprare un nuovo computer, una nuova scheda grafica o una console di ultima generazione.
Possiamo infatti sfruttare il nostro hardware attuale, a patto di aver un controller e una linea internet veloce, e con le 500/600 euro che spenderemmo per un upgrade andare avanti in cloud anche per 5 anni, soluzione che puó essere interessante anche come rimedio temporaneo se ci troviamo senza un budget importante da anticipare per la nostra macchina da gioco, o se siamo momentaneamente senza un hardware da gaming in attesa di procurarcelo.
E c’é da dire che la compatibilitá coi titoli, la velocità e le prestazioni , specie di alcuni servizi come GeForceNow fanno pensare che questo sará il modo di giocare del futuro, e se anche un gigante come Amazon , che con il suo Luna si é buttato in questo mondo, tralaltro anche con una versione ridotta offerta gratuitamente agli utenti Amazon Prime, e con un controller dedicato utilizzabile su tantissimi dispositivi diversi come Tv, Fire stick, computer sia Windows , Mac o Chromebook, Smartphone e tablet sia Android che Apple, permette di avvicinarsi a questo mondo e provare la comoditá di questo modo di giocare praticamente con qualsiasi dispositivo.
Voi conoscevate questa soluzione? L’avete provata? Pensate che il futuro del videogioco sia in cloud o preferite avere il proprio hardware dedicato?
Uno dei vantaggi di acquistare online é sicuramente la possibilità di ricevere la merce a casa e se non ci piace poterla rimandare indietro senza costi ottenendo il rimborso di quanto pagato.
Il problema é che qualcuno abusa di questa possibilitá ordinando piú prodotti del necessario sapendo giá a priori di volerne rimandare indietro una parte, o addirittura usando il prodotto mantenendo adese le etichette e rispedendolo indietro dopo averlo utilizzato, cosa che per gli articoli di abbigliamento potrebbe significare l’impossibilitá di essere rivenduto ad un nuovo cliente.
Ovviamente non si tratta di nulla di sbagliato o illegale, ma questa possibilità se utilizzata assiduamente diventa insostenibile sia per i venditori che per l’ambiente.
Infatti i costi di gestione dei resi diventano importanti per il venditore sia in termini di logistica, con prodotti, come i capi di abbigliamento fast fashion che possono diventare invendibili nel frattempo che il prodotto reso raggiunge i magazzini, viene controllato e rimesso in vendita, che banalmente di spedizione dato che possono richiedere ben 3 spedizioni, tra consegna, reso e ricezione del bene sostitutivo.
E complici i costi delle spedizioni che sono sempre piú costose, il gioco si sta facendo insostenibile al punto che molti siti , soprattutto all’estero, stanno iniziando a limitare la possibilità di reso gratuito.
Questo non significa andare contro le disposizioni di legge, che prevede per tutte le vendite a distanza verso privati la possibilitá di recedere dall’acquisto entro 14 giorni sostenendo solo i costi per la rispedizione dell’articolo, a meno che non sia difettoso o non conforme: in quel caso non sono dovuti perché a carico del venditore.
Quello che inizia ad essere colpito sono le concessioni che i siti facevano per motivi di marketing alla loro clientela, come il reso illimitato, esteso a un periodo di tempo superiore a quanto stabilito dalla legge e sempre gratuito.
Infatti alcuni venditori , soprattutto catene di abbigliamento, in particolare in UK e Stati Uniti dove non sono applicabili le direttive europee, hanno iniziato a chiedere un contributo per il reso o a garantire la restituzione gratuita solo in una particolare modalità come la restituzione in un punto vendita o usando solo un particolare corriere, addebitando un costo di spedizione qualora si utilizzasse un metodo piu comodo, per scoraggiare le restituzioni.
Ma anche Amazon , famosa per il suo servizio clienti alla A alla Z, non é esente da questi costi, spulciando nelle condizioni di reso italiane infatti scopriremo che sono previsti dei costi di restituzione, anche se viene offerto il reso gratuito su molti articoli.
Quello che succederà probabilmente in futuro é che venga data una stretta a queste concessioni, e ci si limiti a offrire i resi completamente gratuiti solo ad alcune tipologie di articoli dove il reso é meno frequente, limitandosi alle condizioni di legge o comunque richiedendo un contributo alla spedizione del reso, nei migliori casi abbuonato se si fá una sostituzione senza richiedere il rimborso o se si usa un punto fisico dove il venditore puó evitarsi i costi della spedizione del reso.
Questo ci porterá ad uno uso piú responsabile e meno compulsivo degli acquisti online, ma alla fine puó essere un bene sia per l’ambiente, visto che piú si spostano le merci piú si inquina, che per il nostro portafoglio, dato che ci penseremo bene prima di ordinare un articolo di cui non siamo troppo convinti confidando nel rimborso, se dobbiamo pagare un costo per la restituzione.
Voi eravate al corrente di queste novitá che stanno iniziando ad arrivare anche dalle nostre parti e che con la scusa dell’inquinamento diventerà sempre piú comune per sgravare i venditori da un costo importante?
Ci troviamo in un periodo dell’anno dove archiviate le vacanze estive, la scuola é appena iniziata, e ci troviamo lontani dal natale ma se facciamo un giro nei supermercati pandori e panettoni iniziano timidamente ad affacciarsi negli scaffali.
Non é ancora quindi ora di pensare ai regali da mettere sotto l’albero, ma se si tengono le antenne drizzate puó capitare di fare qualche buon affare per qualcosa che vogliamo regalare o regalarci per le festivitá anticipando gli acquisti prima della ressa, consentendoci di risparmiare.
E in questo ci viene in aiuto Amazon che per quest’anno ha tirato fuori dal cappello la Festa delle offertePrime, una sorta di piccolo black friday anticipato, che a differenza di quello di fine novembre che da il via ufficiale agli acquisti natalizi, è dedicato esclusivamente agli utenti Prime.
E se abbiamo l’idea di comprare qualcosa di tecnologico, per la cura della persona o per la casa, così se abbiamo in mente qualcosa nel mondo della musica o dei videogiochi il momento è particolarmente propizio per fare dei risparmi interessanti.
Infatti solo nelle giornate del 10 e 11 ottobre, Amazon premia gli utenti che pagano l’abbonamento al suo servizio Prime con una serie di offerte esclusive a loro dedicate consentendo di fare acquisti a prezzi super scontati prima che i magazzini vengano presi d’assalto per il natale.
Ovviamente per poter usufruire dei prezzi scontati é necessario essere iscritti a Prime, pagando 4,99 euro al mese o 49,90 all’anno, con la possibilitá se non siamo giá abbonati di avere una prova gratuita di un mese ed eventualmente disdicendola prima del rinnovo.
Ricordiamo che Prime da diritto oltre all’accesso a promozioni esclusive come queste, alle consegna gratuita di tutti i prodotti spediti da Amazon senza limite minimo di spesa, al servizio di streaming video Prime Video dove potrete seguire film, serie tv ed eventi sportivi, Amazon Music per la musica in streaming, Prime Gaming per ricevere ogni mese videogiochi e l’abbonamento gratuito ad uno streamer Twitch, Prime Reading per una selezione di libri in formato digitale consultabili dal proprio Kindle, Amazon Photo per l’archiviazione delle vostre foto in cloud e tanti altri servizi che Amazon mette a disposizione per i suoi utenti piú fedeli.
Indipendentemente dal volere usufruire di questi sconti anticipati, comunque avere Prime fintanto che il suo prezzo rimane quello attuale é un’opzione molto conveniente per via dei servizi inclusi anche se magari ne usiamo solo alcuni.
E se poi ci è servito per fare un risparmio interessante ce lo saremo ripagato giá dal primo acquisto, se magari dovevamo cambiare il televisore, il computer o la lavatrice, facilmente abbiamo risparmiato alcune centinaia di euro che ci ripagano il servizio per diversi anni, ma anche solo un regalo del valore di un centinaio di euro trovato a metá prezzo fa si che l’abbonamento si sia ripagato all’istante.
Voi sapevate di questa offerta? Avete Prime? Utilizzate i servizi dell’abbonamento? Scrivetelo nei commenti!
Uno dei trucchi più comodi nell’utilizzo di Amazon è la consegna al locker o ai punti di ritiro sempre molto presenti sia nei grandi centri che nelle piccole cittadine. Si tratta di un servizio gratuito che Amazon mette a disposizione dei propri clienti che potrebbero non essere a casa il giorno della consegna, e considerato che la consegna con il corriere Amazon può avvenire anche nei weekend e in tarda serata potrebbe diventare un peso dover aspettare il pacco o chiedere la cortesia a qualcuno di ritirarlo al posto nostro.
Infatti possiamo richiedere di farci spedire la merce o in un negozio convenzionato, spesso tabaccherie, edicole, librerie o centri servizi che possiamo scegliere durante l’ordine tra quelli più comodi per noi, sia come posizione che per orari di apertura dove fare arrivare la merce e successivamente ritirare mostrando la mail che Amazon ci manda una volta che il pacco è arrivato a destinazione.
In alternativa, ci sono anche i locker, degli armadi automatici, generalmente messi nei pressi di supermercati, stazioni di servizio o punti di particolare passaggio dove sono presenti tanti cassettini motorizzati che vengono aperti con la app di Amazon e che ci consentono di ritirare il nostro ordine spesso 24 ore su 24.
E il vantaggio più grande è per chi non è spesso a casa,per chi magari si sposta per lavoro e non ha, non vuole o non può sempre chiedere la cortesia a qualche conoscente di ritirare per lui il pacco, con il rischio che magari venga smarrito, venga rubato o si rovini dopo la consegna.
Ma un altro vantaggio è per chi non ha l’abbonamento a Prime e che quindi paga la spedizione degli ordini che non superano i 35 euro di valore: se l’ordine è spedito da Amazon, cosa che si può verificare nella pagina del prodotto prima di inserirlo a carrello, la spedizione verso il punto di ritiro o il locker è sempre gratuita anche al di sotto dei 35 euro di spesa: quindi si hanno due piccioni con una fava: la comodità del punto di ritiro e il risparmio sulle spese di spedizione.
Gli stessi locker o i punti di ritiro inoltre si occupano spesso anche dei resi, qualora non fossimo soddisfatti di un prodotto e vogliamo restituirlo, una volta fatta la procedura del reso sul sito o sulla app di Amazon, si sceglie dove restituire il prodotto e si porta in uno di questi punti, a seconda dei casi anche senza doversi preoccupare di reimballarlo.
Ovviamente una volta abituati alla comodità del punto di ritiro è difficile farne a meno, infatti altri siti di ecommerce hanno copiato l’idea e si affidano a punti di ritiro come uffici postali, negozi convenzionati o locker anche se magari meno comodi e meno diffusi di quelli di Amazon.
E per i siti che non offrono questo servizio ci si può rivolgere a dei servizi online che a pagamento danno la possibilità di fare arrivare la merce in un punto convenzionato e ritirarlo con comodo, cosa che permette di ricevere il nostro pacco anche se non siamo in casa.
Altrimenti se abbiamo un negozio di nostra fiducia con cui abbiamo una certa confidenza, magari il bar sotto casa dove facciamo colazione tutti i giorni, possiamo chiedere a lui di ricevere il nostro pacco, a patto di non arrecargli troppo fastidio e che sia una cosa una tantum, oppure farlo arrivare a casa di qualche conoscente dove c’è sempre qualcuno che lo possa ritirare: il problema spesso è non arrecare fastidio a chi chiediamo la cortesia, e magari che diventa scomodo per orario o per posizione andare a recuperare il pacco, rispetto magari al locker del supermercato dove facciamo abitualmente la spesa e che magari resta in servizio anche alle 10 di sera.
Si tratta di una comodità che ci evita di dover tribolare se il corriere non trova in casa nessuno, magari la consegna potrebbe essere effettuata nuovamente in una data incerta che ci lascia dei giorni senza il nostro acquisto con il rischio che venga smarrito o danneggiato nel frattempo, che ci tocchi andare a cercarlo in qualche magazzino del corriere in qualche sperduta zona industriale e in orari scomodissimi o che peggio il pacco torni indietro e anche se ci vengono restituiti i soldi, magari non riusciamo a riordinare il prodotto perchè esaurito o aumentato di prezzo nel frattempo.
Alla fine è un invenzione semplice ma comodissima, che da una marcia in più ai nostri acquisti, e ci permette di risparmiare tempo potendo ricevere i nostri prodotti ad ogni ora del giorno evitandoci tante seccature specie per chi ha sempre i minuti contati.
Quando dobbiamo acquistare un prodotto o un servizio che non conosciamo perfettamente un aiuto per scegliere quello piú adatto alle nostre esigenze é sicuramente l’uso delle recensioni.
Infatti dovendo scegliere tra prodotti apparentementi simili la recensione ci dovrebbe servire per preferire quello migliore, che magari ha meno difetti o che ha una caratteristica peculiare per noi irrinunciabile o che sia valido nonostante il prezzo piú vantaggioso, ovviamente a patto che le recensioni lasciate dagli utenti che hanno giá acquistato siano veritiere.
Ma questo strumento, sicuramente molto potente non è esente da problemi, tanto da obbligare piattaforme come Amazon, Tripadvisor o Booking o i vari hotel o ristoranti recensiti a sporgere denuncia contro chi rilascia recensioni a loro dire false , soprattutto quando queste recensioni vengono pilotate da organizzazioni o agenzie che vendono recensioni tramite utenti compiacenti allo scopo di promuovere o affossare determinati prodotti o attivitá.
E a seconda dei casi queste agenzie per evitare le contromisure delle piattaforme fanno acquistare il prodotto da recensire positivamente all’utente amico in cambio del rimborso della cifra spesa potendo tenersi il prodotto, in altri casi ricattano il titolare di un attivitá minacciando recensioni negative se non viene concesso uno sconto o addirittura la gratuitá di un servizio di cui hanno usufruito, in altri casi vengono assoldate dalla concorrenza per buttare giú la valutazione di un nuovo e magari piú bravo ristoratore, così come sono utilizzate per creare false recensioni super positive di un attivitá appena aperta o di un prodotto appena immesso sul mercato.
C’è anche da dire che certi titolari si legano al dito le recensioni negative al punto di denunciare o vendicarsi su chi ha lasciato una recensione non gradita anche se perfettamente legale e veritiera, magari negando l’accesso o facendo una piazzata al recensore qualora tornasse nel locale, fino arrivare a certi episodi di cronaca finiti nel penale.
Tutto ció per dire che le recensioni hanno diversi difetti pertanto non ci si puó affidare ciecamente a ciò che si legge nella prima recensione lasciata da uno sconosciuto, ma per avere una certa utilitá le recensioni devono essere sapute leggere.
Vediamo magari qualche dritta per sgamare falsi commenti e farsi un’idea piú verosimile del prodotto o del servizio.
Sicuramente é utile scremare recensioni troppo entusiastiche o troppo negative: nessuno é esente da difetti quindi se vediamo che un utente tesse spudoratamente le lodi di un prodotto dove la maggior parte delle recensioni sono medio basse la cosa é sospetta: probabilmente si tratta di recensioni false commissionate dallo scarso esercente per far risalire le classifiche, cosi come se vediamo una recensione che cerca di affossare un prodotto che ha la maggior parte di recensioni positive o comunque sopra la media probabilmente si tratta di una falsa recensione commissionata da un concorrente con lo scopo di danneggiarlo.
Come dicono i proverbi la virtú sta nel mezzo, se la maggior parte dei recensori menziona una certa caratteristica , sia in positivo che in negativo, é probabile che sia vera, se a farla notare sono una piccola percentuale o magari uno solo su centinaia di recensioni, o il recensore, se non é in malafede, é di quelli iper puntigliosi o piú probabilmente sta amplificando un difetto magari perché c’è stato un disguido che non ha avuto il coraggio di segnalare e che altrimenti probabilmente sarebbe stato risolto.
Se le recensioni sono poche, magari perché si tratta di un prodotto di nicchia oppure appena uscito sul mercato, potremmo non avere dei termini di paragone e capire se poterci fidare dei pochi commenti presenti, in quel caso un’idea puó essere cercare recensioni dello stesso prodotto o servizio anche in altre piattaforme, magari anche di altri paesi o in lingua estera, sperando che non siano lasciate dai medesimi utenti.
Va anche tenuto conto che se si tratta di un servizio e non di un prodotto creato in serie anche le circostanze , l’affluenza del giorno, un inconveniente temporaneo possono incidere negativamente sulla recensione di un locale tutto sommato accettabile, ma che ha avuto una giornata no.
Certo che se le recensioni fossero altalenanti potrebbe anche essere sintomo di un servizio non erogato sempre con la stessa qualitá e qui la lettura delle recensioni piú dettagliate puó aiutare a capire meglio la situazione: magari si tratta di un locale generalmente valido ma da evitare in certi giorni della settimana.
Sicuramente va tenuto conto del numero di recensioni, se la maggior parte degli utenti da’ una certa valutazione o evidenzia un certo pregio o difetto e solo pochi dicono l’esatto opposto é piú probabile che siano quei pochi a dare una valutazione falsa o non corretta.
Se poi il recensore si firma con nome e cognome anziché con un nickname tendenzialmente é meno propenso a rilasciare commenti falsi in quanto identificabile, quindi teoricamente é piú affidabile, anche se nulla vieta che nonostante sia in buona fede possa essere una persona incompetente.
E in caso di recensioni strane o sospette non è male dare un occhio alle altre recensioni di quell’utente, potremo smascherare che rilascia sistematicamente recensioni truffaldine che affossano determinati locali e/o che ne esaltino altri senza trovare mai delle recensioni equilibrate: questo é un indice dell’inaffidabilitá del recensore.
Altra cosa da mettere in conto é il prezzo del prodotto o del servizio, se nel tempo il prezzo cambia anche le osservazioni presenti nelle recensioni cambiano peso e un difetto importante diventa secondario se quel prodotto per via di un’offerta andrá a costare molto meno della concorrenza, così come se a seguito di un aumento del listino quel difettuccio trascurabile diventa importante dato che magari ora allo stesso prezzo si trova un concorrente esente da quel difetto.
Inoltre va fatta attenzione quando confrontiamo le recensioni due prodotti simili nelle funzionalitá ma di prezzi diversi, lo stesso difetto o mancanza su un prodotto premium ha un peso ben diverso da un prodotto economico che magari costa meno della metá, lo stesso difetto che sul prodotto piú economico ci fá chiudere un’occhio diventa essenziale su un prodotto premium che costa molto di piú e dove tutto dev’essere perfetto per poter giustificare il maggiore prezzo di listino.
Insomma le recensioni per essere utili vanno sapute leggere altrimenti potremmo essere portati a preferire un posto o un prodotto mediocre al posto di uno piú valido.
Voi cosa ne pensate? Siete soliti leggere o lasciare le recensioni dei prodotti o dei servizi che acquistate? Scrivetelo nei commenti!
Come tutti gli anni Amazon a luglio festeggia gli abbonati al proprio servizio Prime con due giorni di offerte speciali dedicate, ai quali riserva una sorta di black friday estivo.
E come per il black friday ci sono 48 ore di offerte molto convenienti, alcune a tempo disponibili solo per poche ore ed altre che durano per l’intero periodo della promozione.
L’occasione é ghiotta per acquistare quei prodotti che puntavamo da tempo ma non avevamo ancora deciso di acquistare.
Ovviamente per partecipare bisogna essere abbonati al servizio Prime, che al costo di 4.99 euro al mese o 49 euro all’anno se pagato in anticipo permette di avere tanti utili servizi : non solo spedizioni rapide e gratuite su tutti gli ordini , offerte esclusive o lo streaming di Prime Video ottimo per gli orfani della condivisione di Netflix, ma anche Prime Music per ascoltare la musica via streaming, Prime Gaming con videogiochi gratuiti e l’abbonamento gratuito ad un canale Twitch, Prime Reading con una selezione di libri digitali gratuiti, Amazon Photos per archiviare le foto del cellulare e, le consegne di Deliveroo Plus gratis per il primo anno.
E se non siete abbonati o avete disdetto piú di anno fá c’é sempre la possibilitá di abbonarsi gratuitamente per il primo mese ed eventualmente disdire se non siete soddisfatti.
E poi ovviamente collegarsi l’11 e il 12 luglio sperando che vada in sconto proprio l’articolo che stavamo aspettando, e se magari abbiamo il dubbio che un offerta non sia cosi conveniente possiamo vedere lo storico dei prezzi con un tracker come Keepa o CamelCamelCamel e vedere se é effettivamente il prezzo del prodotto in offerta é davvero piú basso di quanto costasse in precedenza.
Voi acquistate su Amazon e attendete questi eventi per risparmiare? Scrivetelo nei commenti!
Una soluzione molto diffusa tra gli utenti Netflix è stata la condivisione delle password con amici o parenti per divedere la spesa e consentirci di godere di uno dei piú amati servizi di streaming ad un costo contenuto.
Questa modalità che a differenza di altri servizi concorrenti é sempre stata tollerata da Netflix e permetteva di far conoscere il servizio a tanti utenti, evitare la pirateria e soprattutto manteneva attivi degli utenti che sfruttando poco il servizio non avevano interesse ad abbonarsi a prezzo pieno.
Purtroppo le avvisaglie che le cose sarebbero cambiate circolavano da tempo, con l’aumento del prezzo dei piani che permettevano la condivisione e con il lancio della versione con pubblicitá che permetteva di avere un account non condiviso a poco piú di quanto costava dividere la spesa di un abbonamento premium.
Ma ora anche in Italia , dopo essere approdata in altri paesi, arriva la mannaia, infatti viene ora lanciato anche da noi il concetto di utente extra a pagamento: chi usufruisce del servizio fuori dall’abitazione del titolare dell’abbonamento deve pagare 5 euro in piú per ogni utente, e sono possibili solo 2 utenti extra sul piano premium, e uno solo sul piano standard.
Questo significa che condividere l’abbonamento non sará tecnicamente impossibile ma diventa molto meno conveniente, dato che il piano più costoso potrá ora essere condiviso con massimo 3 utenti anziché 4 , e aggiungendo il costo del nuovo balzello significa che condividere il premium costerá piú non solo del piano con la pubblicità, ma anche del piano base: in pratica ha senso solo se tutti gli utenti hanno necessitá di usare il 4k.
Se si va a condividere il piano standard , che permette solo 2 condivisioni e non ha il 4k, balzello incluso si spenderebbe a testa piú del pacchetto base e la differenza sarebbe avere il full hd anziché l’HD standard, ma va considerato che potrebbe convenire addirittura il piano con la pubblicitá che costa ancora meno e ha già il full hd incluso , anche se perde la possibilitá di scaricare i contenuti sul dispositivo, oltre a rinunciare a qualche contenuto esclusivo delle versioni senza pubblicitá.
Insomma la convenienza di condividere l’abbonamento diventa molto scarsa, a meno di non voler sfruttare la migliore risoluzione degli abbonamenti piu costosi, ma questo significa anche che un utente che usava il servizio raramente difficilmente vorrá pagare un abbonamento a prezzo pieno sapendo di non usarlo, quindi se chi lo usa assiduamente passerá probabilmente ad un piano piú economico, magari quello con la pubblicitá, molti chiuderanno l’account, eventualmente riattivandolo sporadicamente solo quando dovesse uscire qualcosa di imperdibile, cosa che ha portato Netflix a perdere un numero considerevole di abbonati nei paesi dove ha giá introdotto questa politica.
Tralaltro queste nuove regole disturberanno anche chi ha una seconda casa, perché potrebbero rilevare la casa al mare come nuovo nucleo domestico e richiedere il pagamento della tariffa extra, anche se fintanto che si usa netflix da un device mobile e non attaccato ad una tv per il momento non dovrebbe essere richiesto il balzello.
Alla fine della fiera per molti significherà rassegnarsi a pagare di piú, ad altri ad abbandonare Netflix per approdare ad un servizio concorrente o per ritornare magari alla pirateria che grazie ai bassi costi della condivisione era passata di moda.
Voi siete abbonati a Netflix? Vi é arrivata la mail dove vi comunicano la nuova politica? Avete qualche dubbio, curiositá o qualcosa da aggiungere? Scrivetelo nei commenti!
Quando vogliamo risparmiare qualcosa sull’acquisto di un prodotto costoso che non vogliamo acquistare a prezzo pieno abbiamo generalmente due opzioni: cercare un venditore che ci possa fare uno sconto importante facendo attenzione a non incappare in un falso o rivolgersi al mercato dell’usato.
In realtá peró esistente una terza opzione, quella del prodotto imperfetto che a causa di un piccolo errore di produzione non rispetta gli standard di qualitá o magari oggetto di un reso di un acquisto online al quale mancano etichette, imballi o magari ha delle piccole macchie che possono andare via al primo lavaggio o che ha qualche graffio o difetto estetico che non ne pregiudica il funzionamento.
Si tratta del classico prodotto che se si tratta di elettronica si trova nella sezione warehouse dei siti ecommerce come Amazon, oppure se si tratta di abbigliamento finisce negli outlet.
Ma ultimamente anche questi prodotti outlet stanno iniziando a trovarsi anche online, in apposite sezioni di molti marketplace, come lo stesso amazon o ebay consentendoci di acquistare capi importanti con qualche piccolo difetto a prezzi sensibilmente piú bassi di quello da cartellino.
L’alternativa per questo genere di capi é l’usato, e a parte i negozi specializzati, ci possono venire in aiuto app come Vinted o Wallapop, ma anche portali di annunci piú generalisti come Ebay o Subito, e magari Catawiki su oggetti particolari: prodotti di marca e di qualitá non passano di moda facilmente e si mantengono facilmente nuovi, al limite mettendo in conto di fargli un pó di manutenzione.
Il prodotto di qualitá inoltre ha senso di essere riparato o ringiovanito da uno specialista che puó fare la necessaria manutenzione, ripristinare piccoli difetti, sia funzionali che estetici ad una frazione del valore residuo dell’oggetto, cosa che sarebbe antieconomica su un prodotto di poca spesa, dove la sola manodopera necessaria supererebbe il valore dell’articolo.
Inoltre un prodotto di qualitá , a differenza di gran parte di quelli economici, tendenzialmente mantiene un suo valore nel tempo, quindi qualora non lo usassimo piú potremmo pensare di rivenderlo tramite le stesse app e recuperare facilmente parte della spesa, facendo un favore non solo alle nostre tasche ma anche all’ambiente dato che si risparmia di smaltire un capo vecchio ma soprattutto di produrne uno nuovo.
Oppure si puó usare un pó di astuzia nell’acquisto da nuovo, specie nel periodo di saldi o iniziative promozionali, se abbiamo puntato un capo di qualitá di costo importante se siamo clienti abituali di una boutique possiamo farcelo mettere da parte di modo da essere i primi a comprarlo all’apertura degli sconti o se si tratta di un prodotto difficile da vendere a causa del cartellino, si puó trattare sul prezzo in un periodo di magra per il commerciante, quando sará piú propenso ad accettare una nostra proposta al ribasso se ha necessitá di incassare.
Insomma il prodotto di qualitá ha tanti pregi, non ultimo di mantenere un suo valore residuo che gli permette di avere una seconda o forse una terza vita e potrebbe rivelarsi molto piú economico di quanto si possa credere guardando il prezzo di listino.
Voi cosa ne pensate? Preferite il capo low cost o preferite quello di qualitá anche se si spende qualcosa in piú? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti!
Con l’aumento del costo dell’energia si é piú attenti a spegnere e a comandare a distanza le apparecchiature elettriche che magari in precedenza non ci si faceva problemi a tenere sempre accese.
E per questi scopi ci viene in aiuto la domotica, ma non pensiamo a qualcosa di costoso e complicato, bastano dei piccoli adattatori del costo di pochi euro che possono essere attaccati alle nostre prese e che nella maggior parte dei casi possono essere installati senza dover chiamare un elettricista.
Si tratta infatti di piccoli apparecchi che danno o tolgono la corrente ad una presa elettrica collegandosi tramite il wifi di casa ad una app sul cellulare con la quale impartire i comandi a distanza.
Molti di loro poi possono essere comandati dagli assistenti vocali come Google Nest o Amazon Echo o dalle app di domotica giá presenti nei nostri cellulari consentendo di poter accendere e spegnere l’apparecchio con la voce, anche se siamo fuori casa.
Possiamo anche impostare degli scenari per i quali al verificarsi di una specifica situazione uno o piú apparecchi possono accendersi o spegnersi.
Magari al mattino spegnendo la sveglia sul nostro assistente vocale si alzeranno le tapparelle, vi leggerá le notizie e accenderá la macchinetta del caffé e magari un quarto d’ora prima dell’ora per cui abbiamo puntato la sveglia accenderá lo scaldabagno per farvi trovare l’acqua calda senza sprechi e poi lo spegnerá un’ora piú tardi.
Oppure quando ci avviciniamo a casa si accenderanno le luci, si alzerá la serranda del garage e partirá la vostra musica preferita ad accoglierci , oppure si potrá simulare la presenza di qualcuno in casa accendendo le luci e la tv per far desistere eventuali ladri.
Poi sará solo la vostra fantasia a creare le situazioni giuste, magari con l’ausilio di sensori e telecamere che possono essere utili per far partire dei determinati comandi solo quando si verifica una determinata situazione, ad esempio quando inizia a far buio, passa qualcuno davanti al cancello, si abbassa la temperatura o se c’è dell’acqua sul pavimento.
Alla fine con poca spesa e qualche smanettamento su una app nello smartphone si possono impostare e risolvere delle situazioni di tutti i giorni con estrema facilitá consentendoci anche di risparmiare spegnendo luci, scaldabagni e stufe che fanno girare velocemente il nostro contatore.
Voi conoscevate questi apparecchi, ne avete giá qualcuno in casa o pensate di comprarne qualcuno? Avete qualche dritta da suggerire, qualche domanda, qualcosa da segnalare? Scrivetelo nei commenti!